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giovedì 11 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE-CONDIVISIONE BIBLICA


PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA


RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA


Di Argentino Quintavalle:




Nelle facoltà di economia, nelle università sia pubbliche che private, si continua a insegnare fino all'ultimo anno di corso non solo che Adam Smith è il padre dell'economia, ma anche che la sua ipotesi a proposito dell'individualismo è corretta. Ne deriva che la teoria economica - che dovrebbe costituire una scienza - viene contaminata da una visione ideologica, cosa che fa di essa l'esatto contrario di ciò che dovrebbe essere una scienza. Molti dei professori che quotidianamente spiegano l'economia ai loro allievi non sono neppure al corrente del fatto che più di mezzo secolo fa qualcuno ha scoperto che l'individualismo, lungi dal determinare il maggior livello di benessere possibile all'interno di una società, conduce a una forma di prosperità collettiva e individuale inferiore rispetto a quella che si potrebbe ottenere con metodi alternativi di aiuto reciproco.Come possiamo spiegarci tutto ciò? Com'è possibile che sia un film a metterci al corrente del fatto che il presupposto basilare, fondamentale, della scienza economica è un'ipotesi inesatta? La cosa ancora più sconcertante è che Nash effettuò le sue scoperte agli inizi degli anni Cinquanta, dunque più di mezzo secolo fa, niente meno che a Princeton, e non in qualche luogo sperduto del pianeta, privo di contatti con il resto degli economisti, dei docenti e dei professionisti dell'economia e della finanza.

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO


ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICA


PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA


RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA


Di Argentino Quintavalle:



Nash scopre che il massimo livello di benessere per una società si manifesta quando ciascuno degli individui che la compongono agisce in vista del proprio interesse senza però perdere di vista quello degli altri membri del gruppo. Egli dimostra come un comportamento mosso dal mero individualismo possa generare all'interno della società una sorta di "legge della giungla", la quale fa sì che tutti i suoi membri finiscano per godere di un benessere inferiore alle loro potenzialità. Con queste premesse, Nash sviluppa le scoperte formulate negli anni Trenta da Morgestern e Von Neumann all'interno della Teoria dei giochi, teorizzando la possibilità di mercati dotati di molteplici livelli di equilibrio che mutano a seconda dell'atteggiamento dei giocatori, dell'eventuale presenza di un'autorità esterna al gioco, del grado maggiore o minore di cooperatività tra i giocatori. In questo modo Nash contribuisce a dar vita a un intero apparato teorico in grado di fornire una descrizione della realtà più attendibile rispetto alla teoria economica classica e di essere applicato indifferentemente in campo economico, politico, diplomatico e geopolitico, al punto da riuscire a spiegare il più cruento dei giochi: la guerra.Tutto questo può sembrare difficile da comprendere. Ma non lo è. 


mercoledì 10 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO


ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE -CONDIVISIONE BIBLICA


PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA


RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Di Argentino Quintavalle:

Si tratta solo di un particolare della scena in cui il protagonista afferma di avere scoperto l’erroneità della tesi che il padre dell’economia, Adam Smith (vedi Lezione 1), formulò nel 1776 nell’opera La ricchezza delle nazioni: secondo questa tesi, che rappresenta il fondamento stesso dell’intera teoria economica moderna, il massimo livello di benessere sociale si ottiene quando ciascun individuo persegue egoisticamente il proprio singolo interesse.
Nella scena successiva del film, il decano dell'Università di Princeton, Mr. Herlinger, assiste sbalordito alle dimostrazioni matematiche attraverso cui Nash espone il proprio ragionamento su Adam Smith, dichiarando che con esse più di un secolo e mezzo di teoria economica viene vanificato.
Quello che colpisce un esperto di economia, è il fatto che queste affermazioni trasposte in un contesto cinematografico siano passate inosservate agli occhi di migliaia.
Ci sono delle subdole manovre in atto per ingannare la gente, degli psicopatici che coprono le più alte cariche di potere e che hanno degli ambiziosi progetti di dominio globale.
«La guerra è pace. La libertà è schiavitù. L’ignoranza è forza»
George Orwell (1984, capitolo 9)
Quello che segue è tratto dal film A Beautiful Mind, interpretato da Russel Crowe e vincitore del premio Oscar nel 2002.
Il film narra la vita del matematico John Nash, al quale nel 1994 è stato assegnato il premio Nobel per l’economia grazie alle sue scoperte intorno alla cosiddetta "Teoria dei giochi": di economisti. 

Lo spettatore comune, digiuno di studi economici approfonditi, può non sorprendersi sentendo affermare che Adam Smith era in errore nel teorizzare l'individualismo come panacea di ogni forma di società. Ma a un economista serio non possono sfuggire la portata e le effettive conseguenze della confutazione dell'individualismo e della libera competizione come fondamento della teoria economica.


giovedì 31 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:


Capire come funziona l’economia e chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ci permetterà di capire perché oggi le cose vanno in questa maniera disastrosa.
Dunque iniziamo!
Adam Smith
Smith cosa disse?
Questo: egli riteneva che, per incrementare la ricchezza del Paese, fosse necessario liberare le forze che guidano i mercati, e in primo luogo consentire il pieno esplicarsi della libera iniziativa economica.
Detto in altre parole: il governo deve togliersi dall’economia, deve lasciare in pace gli imprenditori e i cittadini, cioè il Mercato.
Ma attenzione, perché è qui che c’è la confusione con l’economia di oggi.
Smith voleva solo dire che siccome il governo di allora, cioè i Re, i nobili, i Papi, ecc., era una cosa talmente parassitaria che era meglio che si levassero di torno, e che i borghesi del Mercato erano preferibili ad essi.
Smith quando parlava che per rendere massimo il benessere della nazione si doveva eliminare ogni restrizione all’operare della libera concorrenza, e quindi che il governo non doveva interferire, non intendeva il governo democratico di oggi.
Ma gli economisti attuali, che prendono il nome di Neoliberisti, hanno spacciato a tutti che Smith odiava i governi come i nostri, li voleva senza potere, e amava il Libero Mercato.
Ma questo non è vero.
Per Smith il capitalismo del Libero Mercato era accettabile solo perché era un male minore rispetto ai tiranni dell’epoca.
Adam Smith infatti non ammirava affatto il capitalismo del Libero Mercato, e infatti una delle sue citazioni più famose è questa: «Raramente i capitalisti si riuniscano se non per cospirare contro i lavoratori e il Mercato».
Smith ha elaborato la famosa similitudine della Mano Invisibile. 

Questo è stato spiegato che in un sistema di libero mercato, perseguendo il proprio egoistico interesse, i singoli individui potranno realizzare anche il massimo benessere collettivo. 


sabato 26 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
 

Nell’economia di servizio i diritti personali sono sostituiti dai doveri relativi alla regolazione della vita.
La scala dei valori serve a misurare il benessere degli altri piuttosto che il proprio piacere.
La persona deve essere creativa e deve cercare di realizzare in prima persona esperimenti su piccola scala.
Ciò è possibile se sentiamo come nostri i bisogni altrui più che i nostri, occorre avere il senso materno o paterno nella protezione degli indifesi e far propria l’intera famiglia umana.
Grazie a questo spirito di servizio possiamo trovare una soluzione ai mali di cui soffre la nostra società in momento particolare di crisi economica.
I nostri governanti dovrebbero provare sulla propria pelle le conseguenze dell’attuale crisi e privarsi dei privilegi .
L’ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE DEVE VALERE ANCHE PER LORO ALTRIMENTI SIAMO IN PRESENZA DI UNA ECONOMIA PARASSITARIA CHE AGGREDISCE I PIU’ DEBOLI, IN VIOLAZIONE DEI PRINCIPI CRISTIANI.


L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA



Rispondo alla domanda sui primi capitoli degli Atti degli apostoli. 
In questi capitoli si evidenzia l'amore  sincero che avevano i primi Cristiani riempiti dallo Spirito Santo.
Questi Cristiani condividevano ogni bene spirituale e materiale che avevano ricevuto dal Signore.
La loro ricchezza più grande era l'Amore di Dio ed essi desideravano condividerlo ad ogni persona che ancora non aveva conosciuto la salvezza per Grazia nel nome di Gesu'.
L'apostolo Paolo raccomandava ad ogni Cristiano di praticare il principio di uguaglianza
2 Corinzi 8:9-15
Praticare questo principio equivale a sconfiggere ogni forma di poverta' (spirituale e materiale) e creare benessere nella vita delle persone, nelle famiglie e nel mondo intero.
Signore, osservare la Tua Parola porta risveglio e benedizioni!
Dio ci aiuti ad osservare TUTTA la Sua Santa e benedetta Parola.
Pace e Dio continui a benedirTi Sebastiano!


venerdì 25 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA CONDIVISA – 3° STADIO
NELL’ECONOMIA DI CONDIVISIONE IL 3° STADIO RIGUARDA L’ECONOMIA DI SERVIZIO.



Nell’economia di servizio i diritti personali sono sostituiti dai doveri relativi alla regolazione della vita.
La scala dei valori serve a misurare il benessere degli altri piuttosto che il proprio piacere.
La persona deve essere creativa e deve cercare di realizzare in prima persona esperimenti su piccola scala.
Ciò è possibile se sentiamo come nostri i bisogni altrui più che i nostri, occorre avere il senso materno o paterno nella protezione degli indifesi e far propria l’intera famiglia umana.
Grazie a questo spirito di servizio possiamo trovare una soluzione ai mali di cui soffre la nostra società in momento particolare di crisi economica.
I nostri governanti dovrebbero provare sulla propria pelle le conseguenze dell’attuale crisi e privarsi dei privilegi .
L’ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE DEVE VALERE ANCHE PER LORO ALTRIMENTI SIAMO IN PRESENZA DI UNA ECONOMIA PARASSITARIA CHE AGGREDISCE I PIU’ DEBOLI, IN VIOLAZIONE DEI PRINCIPI CRISTIANI.

giovedì 24 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:


Molti pensano che la condivisione sia una mortificazione cioè perdere qualche cosa a vantaggio di qualcuno privandosene, non è così; nell'Evangelo si parla spesso di condivisione ma mai intesa come privazione ma al contrario come arricchimento: Gesù dice: "ama il prossimo tuo come te stesso" dando per scontato che ognuno ami almeno sé stesso ma la forma d'amore di cui parlava Gesù non era volta alle ricchezze materiali ma al miglioramento di ognuno.
Gesù è consapevole di vivere in un mondo in cui il benessere materiale conti più di tutto e per ciò la sua proposta è rivoluzionaria e non è nemmeno vero infatti che condanni la ricchezza, lui anzi condanna i ricchi del tempo perché vivono di rendita anche se certa tradizione cristiana sembra far dire a Gesù che la ricchezza sia da condannare in quanto tale.
Il denaro non può essere divinizzato e la famosa frase: "date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio" chiarisce definitivamente il concetto e cioè che il denaro debba essere un mezzo e non un fine e vada in ogni caso usato per fini propri. Nelle parabole si fa spesso riferimento al denaro: in quella del padrone della vigna che cerca degli operai a giornata e tanto ai primi arrivati che agli ultimi da la stessa paga e Gesù in quell'occasione parla anche di libertà perché fa dire al padrone: "forse che non posso disporre dei miei beni come meglio credo"  ed il padrone stesso ricorda ai lavoranti gli accordi presi con loro. 

Quell'uomo non si è privato di alcunché perché ha chiamato degli operai e li ha pagati secondo precisi accordi.
Giampaolo Usai

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/59.


Egli allora gli disse: "Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza».
Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!.
Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Te lo immagini se adesso venisse Gesù e ti facesse la stessa proposta?
Vendi la tua casa, la tua macchina, i tuoi gioielli, il tuo negozio...Come reagiresti?
Oggigiorno, Dio non chiede tutte queste dimostrazioni, ma desidera comunque che mettiamo in pratica la Sua Parola, e in questa si trova anche l'aiuto ai più bisognosi.
Il Signore Gesù non disprezza il buon uso dei beni economici, ne denuncia tuttavia l'idolatria come se lì si trovi ogni sicurezza e salvezza; ne dichiara la pericolosità per il fascino e l'affanno che comportano, e perché chiudono il cuore a realtà più alte e decisive: "Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!".
Leggiamo oltre...Ci accorgiamo anche noi come ogni giorno cresca tra i giovani la violenza da benessere e come il consumismo porti all'indifferenza evangelica e alla perdita di ogni solidarietà.
Eppure facciamo fatica a crederci e, come i discepoli, rimaniamo stupefatti di questo giudizio così pesante di Gesù sulle ricchezze. 

Egli, ribadendo il concetto, rincara la dose: "Figlioli, com è difficile entrare nel Regno di Dio!
E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio".
Tutti noi, ogni giorno costatiamo che benessere e  bene non combaciano affatto: più consumi non equivale a più felicità, o emancipazione a maturazione!
Il cuore dell'uomo ha bisogni più profondi, spirituali, ha destini più alti, in qualità e lunghezza: appunto la vita eterna.
Questo obiettivo sta al di là della nostra efficienza: è opera solo di Dio.
Richiede accoglienza, docilità, libertà dalle proprie cose e da sé. Questo è il senso della radice cristiana che Gesù esige.
Spero di aver messo dei carboni ardenti sulle teste di coloro che come quel ricco sono, forse, un pò troppo attaccati alle loro ricchezze.
Certo siamo salvati per grazia, questa è la verità, ma se Dio ti chiede tu devi dare, e questo apporterà una maggiore consapevolezza di aver fatto contento Gesù. DTBG

martedì 8 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

ECONOMIA DI CONDIVISIONE – ECONOMIA DI SERVIZIO

IN CHE RAPPORTO STANNO L’ECONOMIA DELLA 

CONDIVISIONE CON L’ECONOMIA DI SERVIZIO?


Kumarappa fa delle ricerche nell’ambito dei villaggi e scrive:


  1. L’economia di servizio è la forma più elevata di economia in natura, 
  2. molto evidente nel rapporto fra i cuccioli e i loro genitori. 
  3. La madre va a trovare il cibo ai figli e li difende, come può, dai nemici esterni a rischio della vita.
  4. A causa del suo amore materno, agisce disinteressatamente. 
  5. Questo atteggiamento prefigura l’economia nonviolenta dove 
  6. prevale l’altruismo sull’egoismo personale.
  7. Esempio tipico: un attivista sociale.
  8. Egli è motivato dal bene degli altri anche a discapito del proprio interesse.
  9. Il senso del dovere prevale sul diritto proprio che non viene invocato.
  10. Tutto si basa sull’amore e dal desiderio di servire senza ricompensa.
  11. Questo proietta il contesto alla non violenza e pace; ecco che siamo 
  12. in un contesto economico permanente (bassa conflittualità ed equità economica).
Da queste considerazioni emerge che l’economia egoistica è 

fonte di conflittualità e proietta la collettività nella sperequazione 

economica ed a una instabilità economica.

IL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISA MIRA A 

DARE STABILITA’ AL BENESSERE ECONOMICO.


QUESTO E’ POSSIBILE SE SI CREANO ATTIVITA’ 

PRODUTTIVE ADEGUATE CON LA PARTECIPAZIONE DI 


TUTTI GLI INTERESSATI.

venerdì 27 giugno 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
ECONOMIA MODERNA - ATTUALE. (GUERRE=EGOISMO)
UN LETTORE SCRIVE:
Carissimo Condivisione Prossimo, ho pregato tanto Gesù di farmi trovare un vero Fratello che aiutasse le persone in difficoltà, sia  i bravi giovani e sia gli anziani che vanno in cerca disperatamente di un lavoro che consenta loro di vivere una vita dignitosa  e Lui mi ha esaudito.
Sono felicissimo di collaborare con Te e con tutti quelli come Te il cui scopo e fine è quello realizzare il Regno di Dio su questo meraviglioso  pianeta che è la Terra e in un futuro anche sull’intero Universo (splendida  creazione di Dio nostro Padre).
Per Regno di Dio io intendo la trasformazione di questa “ ingiusta società” (società  dove la gente per la disperazione  di non trovare o di avere perso il posto di lavoro  che consentirebbe o consentiva  loro una vita dignitosa si suicida) in quella “ giusta Società” dove l’uomo possa vivere felice  insieme agli altri lavorando tutti assieme per il benessere di tutti, rispettandosi  e amandosi l’un l’altro come Gesù nostro Padre ci ha amato e ci ha lasciato come Suo unico (nel senso che assorbe e contiene tutti gli altri) Comandamento in quanto ” l’amore” è fonte di Vita.
Fraternamente.

Romualdo Magno

mercoledì 30 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Rispondi

Un pensiero.... credo che per uscire da questa crisi occorre rivoluzionare il senso comune che la gente ha del Benessere.
Non è più necessario che alcuni siano ricchi ...... affinché producano ricchezza anche per gli altri ... il welfare se applicato produce ricchezza per tutti.
Non è detto che alcuni debbano guadagnare più soldi perché sono più meritevoli ..... più preparati ..... più intelligenti .... più di altri ..... davanti a Dio siamo tutti uguali .... ciò che ci diversifica è l'"ESSERE" ...... ma sappiamo che siamo tutti importanti perché è Dio stesso che ci ha creati.
Un’ entrata monetaria uguale per tutti che sia modulata  a secondo del numero dei componenti della famiglia.
Un vero stato Sociale verrà in aiuto alle più varie esigenze dell'individuo (conservare la salute, progredire negli studi fino a quelli universitari... facilitazioni per realizzare i propri hobbies).
Un lavoro per tutti si realizza aiutando gli artigiani a sopravvivere con importanti sgravi fiscali e politiche di apprendistato completamente a carico dello Stato.
Produrre ciò che il mercato necessita e seguendo le prioritarie necessità della gente.
Abbassare gli stipendi altissimi e garantire sussistenza minima agli ultimi sostiene l'economia ed i consumi.
In definitiva eliminare lo "spreco" , l'inutile, ma guardare solo all'essenziale. Vivere di poco ma donare al mondo tutto .... per garantire il futuro dei nostri figli , anche se io non ne ho , non significa che non debba pensare per coloro

martedì 29 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
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PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
VANGELO - ECONOMIA
Evangelicamente, l'economia deve essere riportata fra le scienze morali e sociali, deve essere proiettata verso  la buona amministrazione della cosa; si deve pensare ad una economia che sia la servizio del benessere di tutti. L'economia, secondo i principi biblici, non può essere concepita come scienza dell'accumulazione, ma deve ripristinare l'etica dello scambio senza mirare al massimo profitto. Bisogna privilegiare le attività produttive locali che devono essere, il più possibile, autogestite ed autocontrollate.L'economia della condivisione deve essere accompagnata da stili di vita improntati alla semplicità e alla parsimonia per mirare alla stabilità del benessere di tutti.

venerdì 25 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
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ECONOMIA MODERNA - ATTUALE.
DI ARGENTINO QUINTAVALLE /14.

Adam Smith
Smith cosa disse?
Questo: egli riteneva che, per incrementare la ricchezza del Paese, fosse necessario liberare le forze che guidano i mercati, e in primo luogo consentire il pieno esplicarsi della libera iniziativa economica.
Detto in altre parole: il governo deve togliersi dall’economia, deve lasciare in pace gli imprenditori e i cittadini, cioè il Mercato.
Ma attenzione, perché è qui che c’è la confusione con l’economia di oggi.
Smith voleva solo dire che siccome il governo di allora, cioè i Re, i nobili, i Papi, ecc., era una cosa talmente parassitaria che era meglio che si levassero di torno, e che i borghesi del Mercato erano preferibili ad essi.
Smith quando parlava che per rendere massimo il benessere della nazione si doveva eliminare ogni restrizione all’operare della libera concorrenza, e quindi che il governo non doveva interferire, non intendeva il governo democratico di oggi.
Ma gli economisti attuali, che prendono il nome di Neoliberisti, hanno spacciato a tutti che Smith odiava i governi come i nostri, li voleva senza potere, e amava il Libero Mercato.
Ma questo non è vero.
Per Smith il capitalismo del Libero Mercato era accettabile solo perché era un male minore rispetto ai tiranni dell’epoca.
Adam Smith infatti non ammirava affatto il capitalismo del Libero Mercato, e infatti una delle sue citazioni più famose è questa: «Raramente i capitalisti si riuniscano se non per cospirare contro i lavoratori e il Mercato».

Smith ha elaborato la famosa similitudine della Mano Invisibile. Questo è stato spiegato che in un sistema di libero mercato, perseguendo il proprio egoistico interesse, i singoli individui potranno realizzare anche il massimo benessere collettivo.

giovedì 24 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
UNA LETTRICE SCRIVE:


C’era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. 
Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. 
Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. 
Morì anche il ricco e fu sepolto. 
Stando nell’inferno tra i tormenti...
Questa storia la conosciamo tutti, più o meno, Gesù la racconta perché attraverso la sua comprensione capiamo quanto sia utile prodigarsi verso il prossimo bisognoso. 
Per Gesù la ricchezza è un grande pericolo. 
Lo dice ai discepoli dell’antica Palestina, ma sembra che le sue parole sono terribilmente vere e attuali, anche per noi.
Il riccone che banchetta e veste sontuosamente è accecato dal suo benessere a tal punto che non vede il povero Lazzaro che “giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco”.
Lazzaro non è un povero qualunque, ma è li, vicino al ricco che incredibilmente non lo considera. 
Ora la mia domanda è questa...
Il ricco è schiavo delle sue ricchezze e noi oggi che uso ne facciamo? 
Sappiamo gestire il bene che Dio ci ha dato, per metterlo a disposizione di chi è nel bisogno? 
Siamo noi che possediamo le ricchezze che abbiamo oppure sono le ricchezze che “possiedono” noi, rendendoci così dipendenti e ciechi da non vedere nient’altro che queste?
E fin dove arrivano il nostro sguardo e l’attenzione alle persone?
Spesso e volentieri, non vediamo le piaghe del nostro fratello che ci è vicino perché le cose che abbiamo e le preoccupazioni che accompagnano le ricchezze ci fanno da paravento…o ci portano lontano dalle sofferenze dei poveri.
Non siamo anacronistici, anzi, sembra sempre più necessario l’appello (non facile da raccogliere e scrivere nemmeno per me) a diventare un po’ più poveri, semplici e disponibili verso gli altri. 
La vita eterna non sappiamo come e dove sarà, ma già da ora possiamo impostarla, vivendo con maggior condivisione di sguardi, di sentimenti, e anche di beni tra noi e coloro che poveri ci vivono accanto, più vicino di quel che pensiamo.
Non lasciamo che siano i cani a leccare le piaghe dei tanti Lazzaro che abbiamo vicino, ma delle loro piaghe prendiamoci cura noi.
A buon intenditore.....DTBG

Luce del Mondo.

lunedì 21 aprile 2014

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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Ai ricchi in questo mondo ordina di fare del bene...di essere generosi nel donare per ottenere la vera vita.
Come ti sentiresti...se anche tu facessi parte di quella immensa popolazione che non ha nemmeno 2 dollari al giorno per vivere; non ha acqua potabile e nelle loro famiglie muore un bambino ogni due secondi...dimmi come ti sentiresti?
Forse tu ti sei abituato a confidare nelle ricchezze possedute ma sappi che è un’illusione.
Se abbiamo delle ricchezze e viviamo nel benessere non dobbiamo fissare la nostra attenzione sulle cose, credendo di poter vivere una vita tranquilla grazie ad esse.
È Dio “che ci fornisce abbondantemente di ogni cosa perché ne godiamo”!
Se la nostra speranza è in Dio, potranno anche venire a mancare le ricchezze ma il Donatore resterà sempre e le nostre speranze non andranno mai deluse.
Quando si confida nelle ricchezze si diventa anche “d’animo orgoglioso”: non si sente più il bisogno degli altri e non si apprezzano le cose nel modo dovuto.
Ma siamo consapevoli che ciò che l'uomo nega ad altri e trattiene per sé, prima o poi, si ritorcerà contro di lui ?

Luisa Lauretta.

venerdì 18 aprile 2014

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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
L’UOMO DEVE LAVORARE E CURARE LA NATURA CHE E’ UN BENE COMUNE.

GENESI 2:15, L'Eterno Iddio prese dunque l'uomo e lo pose nel giardino d'Eden perché lo lavorasse e lo custodisse.
Fin dalla creazione l'uomo doveva lavorare e custodire la natura; il lavoro quale mezzo di sostentamento per la propria vita.
Il lavoro deve essere la costante per l'uomo, chi non lavora non deve neanche mangiare.
Deve essere anche curare e custodire il giardino per goderne dei frutti il per il benessere collettivo.
Anche la nostra Costituzione pone il lavoro alla base della vita dell'individuo.
Alcuni pseudo teologi, invece, teorizzano tutto per battere cassa e non si preoccupano del lavoro per se e per gli altri.

IL PROGETTO DELL'ECONOMIA CRISTIANA - CONDIVISA SI BASA SUL LAVORO E SI FA CARICO PERCHE' TUTTI POSSANO LAVORARE ED AVERE UNA EQUA RICOMPENSA.

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

I modelli di sviluppo sono strettamente connessi con le guerre.
E’ illusorio voler arrestare le guerre limitandosi a denunciare i crimini, occorre agire per mutare i modelli di sviluppo che le generano.
Nelle valutazione delle cause spesso si fa riferimento ai valori di tipo etico-religioso e si evidenziano immagini bibliche come metafore sul destino dell’umanità; la vita dell’uomo e delle sue comunità non si può esaurire in formule matematiche avulse da considerazioni umanitarie che dovrebbero scaturire dai principi biblici e che il mondo cristiano non può ignorare per definizione.
L’analisi mediante le equazioni matematiche può rivelarsi una scelta voluta per non fare emergere la verità e nasconderla ai semplici che non hanno la possibilità di accedere ad un linguaggio esoterico degli specialisti dell’economia..
Sotto il profilo evangelico, l’economia deve essere riportata fra le sfere delle scienze morali e sociali; si deve restituire chiarezza e dignità all’economia domestica per buona amministrazione della casa e quindi della famiglia.
L’economia deve essere al servizio del benessere di tutti, nessuno escluso,  si deve rigettare il modo di concepirla come scienza dell’accumulo e ripristinare il legame tra etica ed economia.

L’economia condivisa rafforza il legame tra etica, economia ed amore per il prossimo secondo gli insegnamenti di Gesù ai quali i cristiani si devono ispirare.

martedì 15 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle/14
Nei Paesi Occidentali, molti hanno goduto del privilegio di vivere nella prosperità economica e molti hanno visto crescere la propria ricchezza personale.
Dato che nei cristiani occidentali l’inseguimento alle cose belle della vita è aumentato, la nostra preoccupazione verso gli indigenti è anch’essa aumentata di conseguenza?
Hanno i nostri sforzi verso il benessere alleviato la sofferenza del povero con la stessa velocità?
Se la risposta è negativa, non dobbiamo né essere sorpresi né essere imbarazzati.
Come i vecchi rabbini hanno già suggerito, siamo semplicemente delle persone normali, o al peggio, stiamo emulando le vie di Sodoma.
Fare l’elemosina ai poveri è un comandamento biblico (Deut.15:8; Lev.25:35).

Yeshua ha ordinato ai suoi discepoli di pregare, digiunare e fare elemosina ai poveri «in segreto».