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domenica 7 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO


ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICA


PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA


RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA


PRINCIPI ISPIRATORI DEL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISA

 L'etica cristiana come riferimento

 

Il progetto dell’economia condivisa si basa sui principi biblici e quindi dobbiamo parlare di etica cristiana nell’economia.Nel Vangelo di Matteo (cap. 20 versi 1-16) ci viene riportata la parabola dei lavoratori delle diverse ore ove Gesù parla di retribuzione del lavoro.Al verso 8 si legge: “Poi, fattosi sera, il padron della vigna disse al suo fattore: Chiama i lavoratori e paga loro la mercede, cominciando dagli ultimi fino ai primi”.La cosa che merita una riflessione è che tutti hanno avuto la medesima paga.I pseudo teologi, volutamente non vogliono cogliere il senso pratico del suo contenuto, cercano, in tutti i modi, di non dare risalto alla parte pratica.Il principio cristiano del lavoro e della relativa paga è chiaro e non ha bisogno di altro commento.


giovedì 24 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:


Molti pensano che la condivisione sia una mortificazione cioè perdere qualche cosa a vantaggio di qualcuno privandosene, non è così; nell'Evangelo si parla spesso di condivisione ma mai intesa come privazione ma al contrario come arricchimento: Gesù dice: "ama il prossimo tuo come te stesso" dando per scontato che ognuno ami almeno sé stesso ma la forma d'amore di cui parlava Gesù non era volta alle ricchezze materiali ma al miglioramento di ognuno.
Gesù è consapevole di vivere in un mondo in cui il benessere materiale conti più di tutto e per ciò la sua proposta è rivoluzionaria e non è nemmeno vero infatti che condanni la ricchezza, lui anzi condanna i ricchi del tempo perché vivono di rendita anche se certa tradizione cristiana sembra far dire a Gesù che la ricchezza sia da condannare in quanto tale.
Il denaro non può essere divinizzato e la famosa frase: "date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio" chiarisce definitivamente il concetto e cioè che il denaro debba essere un mezzo e non un fine e vada in ogni caso usato per fini propri. Nelle parabole si fa spesso riferimento al denaro: in quella del padrone della vigna che cerca degli operai a giornata e tanto ai primi arrivati che agli ultimi da la stessa paga e Gesù in quell'occasione parla anche di libertà perché fa dire al padrone: "forse che non posso disporre dei miei beni come meglio credo"  ed il padrone stesso ricorda ai lavoranti gli accordi presi con loro. 

Quell'uomo non si è privato di alcunché perché ha chiamato degli operai e li ha pagati secondo precisi accordi.
Giampaolo Usai

sabato 12 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Parabola dei lavoratori delle diverse ore.


Matteo 20:1-16.
1Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna.
2Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna.
3Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati,
4e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”.
5Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto.
6Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”.
7Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
8Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i
lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”.
9Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.
10Quandoarrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro.
11Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone
12dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati
come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
13Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro?
14Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te:
15non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.
16Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».
Questa parabola può avere, come tutte le parabole, più sfaccettature nella sua interpretazione.
Un lettore ha osservato che l’unica interpretazione è quella spirituale e si trascura che trattasi di una similitudine; Gesù si esprimeva spesso in parabole per farsi capire anche dai non dotti del tempo, era un linguaggio alla portata di tutti gli ascoltanti.
La similitudine non è identicità, una cosa può essere simile ma non autentica.
Una firma su un documento può essere simile ma non autentica e questo può generare delle confusioni.
Il lettore dovrebbe riflettere su questa diversificazione altrimenti si possono dare letture diverse alle cose.
In questo racconto emergono delle figure molto importanti: il padrone, l’operaio, la paga.
L’oggetto del contendere è paga come metro di valutazione delle prestazioni che secondo un concetto comune a tutti deve essere proporzionale alle ore di lavoro.
La contestazione sorge quando ci si accorge che l’equazione paga/ore di lavoro è diversa fra gli operai.
Una lettura superficiale porta alla determinazione che si è in presenza di un comportamento iniquo da parte del padrone.
Questo potrebbe scandalizzare il lettore poco attento ad una lettura più profonda del contenuto che non è basato sulla prestazione in se per se ma al soddisfacimento dei bisogni della persona; l’individuo non è una macchina che consuma se lavora, le unità energetiche necessarie all’uomo per vivere sono indipendenti dal lavoro (anche se quando si lavora occorrono maggiori unità energetiche), i bisogni essenziali non sono proporzionali al numero delle ore lavorative.
Il senso della fratellanza interviene per sopperire i bisogni e dare la giusta dignità e valore alla vita di ciascuno.
E’ da sottolineare l’affermazione: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”.
Non siamo in presenza di una economia parassitaria o predatoria, ma di una economia di servizio che proietta l’uomo alla condivisione dove vige l’equità per soddisfare i bisogni di tutti; questa è fratellanza secondi gli insegnamenti di Gesù.
L’ECONOMIA CONDIVISA E’ SINONIMO DI FRATELLANZA SECONDO I PRINCIPI BIBLICI.


lunedì 7 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE


CONDIVISIONE BIBLICA


PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA


RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 


DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:


Chi e la volpe che non fa parte della vigna del Signore: calunniatori vanagloriosi ,bugiardi , trasgressori dei comandamenti , persone che nella purezza non anno occhi , nella cattiveria anno l'occhio lungo ,sanno bene la parola di Dio che da un versetto ne fanno un contesto e da un contesto ne fanno un versetto .
Non vorrei essere mai nel cuore di questa volpe ,perché sa le conseguenze del danno che a recato nella vigna del Signore .
Ora io dico non voglio essere un puritano, ma solo voglio essere conforme alla parola di Dio .
Noi quando eravamo bambini parlavamo da bambini ,mangiavamo da bambini ,ora che siamo grandi dobbiamo parlare da grandi ,e mangiare da grandi.
Il latte serve per i più piccini ,il pane duro lo mangiano i grandi, questo significa che da neo convertita si può tollerare certe cose perché ancora non e addentrata ,ma tu che sei da tanto tempo in chiesa ,dovresti capire come ci si deve vestire, come si deve comportare nella società in cui sei circondata ,se no dove è la differenza fra gli eletti di Dio e il mondo?
La strada e stretta piena di rinuncia ,quella larga e quella che porta alla perdizione ,e questo la sai e sentito tante volte, vedi la volpe offre tutto quello che piace alla carne non quello che serve per lo spirito,sai cosa ti dirà lui e anche il tuo io telo fa dire :non preoccuparti tanto Dio guarda il tuo cuore, si e vero guarda ,guarda anche che tipo di volpe sei diventata .
Una volpe genera volpe ,un vecchio proverbio recita così :dimmi con chi pratichi ,e ti dirò chi sei.
Torna fin quanto sei in tempo, e fai frutto di ravvedimento ,oggi e tempo della grazia ,il domani ?
Non lo so . . . . . .Dio ti benedica
P. S

Chiunque fa parte di questa vigna si senta parte lesa ,senza esprimere giudizio alcuno ma che stia in guardia, e faccia oggetto di preghiera !!!

domenica 20 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
PRINCIPI ISPIRATORI DEL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISA
L'etica cristiana come riferimento

Il progetto dell’economia condivisa si basa sui principi biblici e quindi dobbiamo parlare di etica cristiana nell’economia.
Nel Vangelo di Matteo (cap. 20 versi 1-16) ci viene riportata la parabola dei lavoratori delle diverse ore ove Gesù parla di retribuzione del lavoro.
Al verso 8 si legge: “Poi, fattosi sera, il padron della vigna disse al suo fattore: Chiama i lavoratori e paga loro la mercede, cominciando dagli ultimi fino ai primi”.
La cosa che merita una riflessione è che tutti hanno avuto la medesima paga.
I pseudo teologi, volutamente non vogliono cogliere il senso pratico del suo contenuto, cercano, in tutti i modi, di non dare risalto alla parte pratica.

Il principio cristiano del lavoro e della relativa paga è chiaro e non ha bisogno di altro commento.

martedì 15 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle/16

L'esortazione di Yeshua a farsi dei tesori in cielo, sfida i ricchi a considerare la loro ricchezza in prospettiva.
Sfida anche il lavoratore dal salario ordinario, che è caduto nella trappola dell’inseguimento delle ricchezze, a riordinare le sue priorità.
È una sfida anche per il povero, che ha i suoi tesori in cielo: deve essere contento, perché Dio ha valutato la sua vita come un saggio investimento.
I rabbini hanno trasmesso ai loro ascoltatori la nota favola della volpe affamata, che è riuscita ad entrare, attraverso un buco, in una vigna.
Dopo aver mangiato sontuosamente, la volpe ha cercato di uscire dallo stesso posto da dove era entrata, ma non poté farlo fino a quando non divenne nuovamente magra dalla fame.
Rabbi Meir ha sottolineato la stessa cosa ma in maniera più autentica: «Quando una persona entra nel mondo, entrambe le mani sono chiuse a pugno, come per dire, "tutto il mondo mi appartiene".
Ma quando se ne va dal mondo, le mani rimangono aperte, come a dire, "non ho ereditato niente dal mondo"».

Alla luce del fatto che una persona entra e se ne va dal mondo, priva di qualunque guadagno materiale e che durante il suo soggiorno su questa terra egli adempie solo il ruolo di amministratore e che non è proprietario delle sue ricchezze, la saggezza gli consiglia di gestire le ricchezze in un modo che faccia piacere a Dio.

lunedì 14 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle/9
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9) Essere solidali e generosi con i poveri
Deut.15:7,8,10 "Quando vi sarà in mezzo a te qualcuno dei tuoi fratelli che sia bisognoso … non indurerai il cuore tuo, e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso; anzi gli aprirai largamente la mano, e gli presterai quanto gli abbisognerà per la necessità nella quale si trova …
Dagli liberalmente; e quando gli darai, non te ne dolga il cuore; perché, a motivo di questo, l’Eterno, l’Iddio tuo, ti benedirà in ogni opera tua e in ogni cosa porrai mano".
Lev.19:9,10 "Quando mieterete la raccolta della vostra terra, non mieterai fino all’ultimo canto il tuo campo, e non raccoglierai ciò che resta da spigolare della tua raccolta; e nella tua vigna non coglierai i raspoli, né raccoglierai i granelli caduti; li lascerai per il povero e il forestiero".
Perché questo è importante?
Emergenze e disgrazie possono accadere nella vita.
Le persone hanno bisogno di una seconda possibilità per essere indipendenti e auto-sufficienti.
Se diventeranno auto-sufficienti, questo sarà di beneficio per l’intera comunità, non solo per quelli che sono stati aiutati.
Condividere gli uni con altri, in particolare la terra e le sue risorse con chiunque lavora diligentemente, creerà qualcosa di simile a quello che aveva fatto la comunità cristiana di Gerusalemme negli Atti degli Apostoli.
Purtroppo, oggi si parla sempre di profitto, e mai di umanità e di giustizia. 
Ci si chiede come trarre sempre maggior profitto gli uni dagli altri, e la società si ritrova nel caos.

Chi mette il profitto prima e la giustizia ultima, non sarà mai soddisfatto se non quando riuscirà ad ottenere avidamente qualcosa.

venerdì 4 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Parabola dei lavoratori delle diverse ore.



Matteo 20:1-16.
1Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna.
2Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna.
3Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati,
4e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”.
5Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto.
6Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”.
7Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
8Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i
lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”.
9Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.
10Quandoarrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro.
11Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone
12dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati
come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
13Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro?
14Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te:
15non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.
16Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».
Questa parabola può avere, come tutte le parabole, più sfaccettature nella sua interpretazione.
Un lettore ha osservato che l’unica interpretazione è quella spirituale e si trascura che trattasi di una similitudine; Gesù si esprimeva spesso in parabole per farsi capire anche dai non dotti del tempo, era un linguaggio alla portata di tutti gli ascoltanti.
La similitudine non è identicità, una cosa può essere simile ma non autentica.
Una firma su un documento può essere simile ma non autentica e questo può generare delle confusioni.
Il lettore dovrebbe riflettere su questa diversificazione altrimenti si possono dare letture diverse alle cose.
In questo racconto emergono delle figure molto importanti: il padrone, l’operaio, la paga.
L’oggetto del contendere è paga come metro di valutazione delle prestazioni che secondo un concetto comune a tutti deve essere proporzionale alle ore di lavoro.
La contestazione sorge quando ci si accorge che l’equazione paga/ore di lavoro è diversa fra gli operai.
Una lettura superficiale porta alla determinazione che si è in presenza di un comportamento iniquo da parte del padrone.
Questo potrebbe scandalizzare il lettore poco attento ad una lettura più profonda del contenuto che non è basato sulla prestazione in se per se ma al soddisfacimento dei bisogni della persona; l’individuo non è una macchina che consuma se lavora, le unità energetiche necessarie all’uomo per vivere sono indipendenti dal lavoro (anche se quando si lavora occorrono maggiori unità energetiche), i bisogni essenziali non sono proporzionali al numero delle ore lavorative.
Il senso della fratellanza interviene per sopperire i bisogni e dare la giusta dignità e valore alla vita di ciascuno.
E’ da sottolineare l’affermazione: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”.
Non siamo in presenza di una economia parassitaria o predatoria, ma di una economia di servizio che proietta l’uomo alla condivisione dove vige l’equità per soddisfare i bisogni di tutti; questa è fratellanza secondi gli insegnamenti di Gesù.

L’ECONOMIA CONDIVISA E’ SINONIMO DI FRATELLANZA SECONDO I PRINCIPI BIBLICI.