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giovedì 4 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE- 
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

 

Genesi 29:15. Poi Labano disse a Giacobbe: Perché sei mio parente dovrai tu servirmi per nulla? Dimmi quale dev'essere il tuo salario.

Qui vediamo come il corrispettivo del servizio reso ad altrui veniva retribuito.
La particolarità sta nel fatto che il servito chiede al servo quale dovrà essere il salario per il servizio reso.
Il servizio reso per nulla non era concepibile, anche se vi era in mezzo la parentela.
L'accordo iniziale previene la conflittualità; il rapporto fraterno nel mondo dell'economia deve essere la costante nel mondo cristiano.

L'AMORE FRATERNO ANCHE NELL'ECONOMIA E' UNO DEI PILASTRI DEL NOSTRO PROGETTO NELLA CONDIVISIONE DEL BENE COMUNE.

sabato 26 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
 

Nell’economia di servizio i diritti personali sono sostituiti dai doveri relativi alla regolazione della vita.
La scala dei valori serve a misurare il benessere degli altri piuttosto che il proprio piacere.
La persona deve essere creativa e deve cercare di realizzare in prima persona esperimenti su piccola scala.
Ciò è possibile se sentiamo come nostri i bisogni altrui più che i nostri, occorre avere il senso materno o paterno nella protezione degli indifesi e far propria l’intera famiglia umana.
Grazie a questo spirito di servizio possiamo trovare una soluzione ai mali di cui soffre la nostra società in momento particolare di crisi economica.
I nostri governanti dovrebbero provare sulla propria pelle le conseguenze dell’attuale crisi e privarsi dei privilegi .
L’ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE DEVE VALERE ANCHE PER LORO ALTRIMENTI SIAMO IN PRESENZA DI UNA ECONOMIA PARASSITARIA CHE AGGREDISCE I PIU’ DEBOLI, IN VIOLAZIONE DEI PRINCIPI CRISTIANI.


venerdì 25 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA CONDIVISA – 3° STADIO
NELL’ECONOMIA DI CONDIVISIONE IL 3° STADIO RIGUARDA L’ECONOMIA DI SERVIZIO.



Nell’economia di servizio i diritti personali sono sostituiti dai doveri relativi alla regolazione della vita.
La scala dei valori serve a misurare il benessere degli altri piuttosto che il proprio piacere.
La persona deve essere creativa e deve cercare di realizzare in prima persona esperimenti su piccola scala.
Ciò è possibile se sentiamo come nostri i bisogni altrui più che i nostri, occorre avere il senso materno o paterno nella protezione degli indifesi e far propria l’intera famiglia umana.
Grazie a questo spirito di servizio possiamo trovare una soluzione ai mali di cui soffre la nostra società in momento particolare di crisi economica.
I nostri governanti dovrebbero provare sulla propria pelle le conseguenze dell’attuale crisi e privarsi dei privilegi .
L’ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE DEVE VALERE ANCHE PER LORO ALTRIMENTI SIAMO IN PRESENZA DI UNA ECONOMIA PARASSITARIA CHE AGGREDISCE I PIU’ DEBOLI, IN VIOLAZIONE DEI PRINCIPI CRISTIANI.

domenica 13 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA DI CONDIVISIONE – VARI STADI


LE ECONOMIE SI POSSONO DISTINGUERE IN TRE STADI – Primitivo, moderno, avanzato.
Questi tre stadi caratterizzano l’economia di un popolo ed il relativo sviluppo in un determinato periodo.
Non si può parlare di sviluppo economico se non si mette in conto lo sviluppo culturale in un contesto locale.
Non si deve dimenticare che sviluppo economico e culturale sono le due facce della stessa medaglia.
E’ il solito cane che si morde la coda, ma allora da dove si deve iniziare?
Non c’è ombra di dubbio che si deve iniziare da quello culturale, per questo occorre che gli uomini di buona volontà e ben pensanti devono mettersi al servizio dei più deboli per farli progredire nella conoscenza.
L’informazione e la formazione è basilare per lo sviluppo economico.
IL PROGETTO DELLA ECONOMIA CONDIVISA VUOLE PERCORRERE TRE TAPPE (PER LA VERITA’ SAREBBERO 4), L’INFORMAZIONE, LA FORMAZIONE SPIRITUALE (CULTURALE) E TECNICA, LAVORO E PRODUZIONE.


martedì 8 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO


ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

ECONOMIA DI CONDIVISIONE – DIVERSE ECONOMIE.

IN INATURA E NEL REGNO ANIMALE C’E’ L’ ECONOMIA 

DELLA PERMANEZA CHE DOMINA.




Sorge spontanea una domanda, l’economia della permanenza è 

applicabile anche nell’umana convivenza?

A mio avviso occorre una profonda rivoluzione culturale per poter 


capire ed applicare questo tipo di economia fino a quando l’egoismo

 dell’uomo prevale sullo spirito di servizio verso gli altri.


Fino a quando il dio denaro è il fine ultimo dell’esistenza questo tipo 

di economia avrà poca possibilità di successo.

Eppure solo questo tipo di economia può proiettare l’umanità verso 

la nonviolenza e la pace fra i popoli, ma prima dobbiamo essere noi 

convinti si seguire questa direttiva e raggiungere tale scopo.

In una lettera ai Romani 1:26-27 si legge: “Perciò Iddio li ha 

abbandonati a passioni infami: poiché le loro femmine hanno mutato 

l’uso naturale in quello che è contro natura, e similmente anche i 

maschi , lasciando l’uso naturale della donna, si sono infiammati 

nella loro libidine gli per gli altri, commettendiolenza, o uomini con uomini 
cose turpi, e ricevendo in loro stessi la condegna mercede del proprio 

traviamento”


IN GENERALE, LA PERMANENZA DEVE PARTIRE 

DALL’UOMO O DONNA PER POI PENSARE A QUESTO 

TIPO DI ECONOMIA; L’ECONOMIA DELLA 

CONDIVISONE E’ SU QUESTA STRADA.

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

ECONOMIA DI CONDIVISIONE – ECONOMIA DI SERVIZIO

IN CHE RAPPORTO STANNO L’ECONOMIA DELLA 

CONDIVISIONE CON L’ECONOMIA DI SERVIZIO?


Kumarappa fa delle ricerche nell’ambito dei villaggi e scrive:


  1. L’economia di servizio è la forma più elevata di economia in natura, 
  2. molto evidente nel rapporto fra i cuccioli e i loro genitori. 
  3. La madre va a trovare il cibo ai figli e li difende, come può, dai nemici esterni a rischio della vita.
  4. A causa del suo amore materno, agisce disinteressatamente. 
  5. Questo atteggiamento prefigura l’economia nonviolenta dove 
  6. prevale l’altruismo sull’egoismo personale.
  7. Esempio tipico: un attivista sociale.
  8. Egli è motivato dal bene degli altri anche a discapito del proprio interesse.
  9. Il senso del dovere prevale sul diritto proprio che non viene invocato.
  10. Tutto si basa sull’amore e dal desiderio di servire senza ricompensa.
  11. Questo proietta il contesto alla non violenza e pace; ecco che siamo 
  12. in un contesto economico permanente (bassa conflittualità ed equità economica).
Da queste considerazioni emerge che l’economia egoistica è 

fonte di conflittualità e proietta la collettività nella sperequazione 

economica ed a una instabilità economica.

IL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISA MIRA A 

DARE STABILITA’ AL BENESSERE ECONOMICO.


QUESTO E’ POSSIBILE SE SI CREANO ATTIVITA’ 

PRODUTTIVE ADEGUATE CON LA PARTECIPAZIONE DI 


TUTTI GLI INTERESSATI.

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO


ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:




Ci sono uomini che servono Dio con fede.
Sono dei « Servi di Cristo », appunto dei « ministri »; sono «dispensatori dei misteri di Dio », risponde Paolo. (1 Cor 4,1-5).
Per fare questo occorre che siano fedeli, che trasmettano quanto hanno ricevuto.
Noi non ci dobbiamo fermare a loro ma, tramite il loro servizio, unirci a Gesù, che unicamente conta e che è il Signore.
Talora ci fermiamo al ministro e dimentichiamo Lui, che solo non ha difetti: gli altri hanno tutti una perfezione assai limitata.
Neppure c’è da stupirsi che possano incorrere in colpe.
In ogni modo, è ancora Paolo che lo dice, il giudizio è dato da Gesù Cristo, che rende manifeste le intenzioni segrete dei cuori.
L’Apostolo dice: « Mio giudice è il Signore!».
Lo dobbiamo tenere a mente anche noi , così inclini a giudicare, o a essere in ansia per i giudizi umani che ci toccano.
Non ce ne dobbiamo inquietare più di tanto, assai poco.
La ricre in noi stessi con le realtà terrene, necessarie alla esistenza nostra e a quella degli uomini, ad avere sollecitudine e responsabilità per il mondo.chezza, che Gesù paragona a un padrone, non può essere servita da chi intende amare Dio.
Il denaro è facile che leghi il cuore, che rappresenti l’unica preoccupazione.
Cristo mette in guardia dall’affanno opprimente per il domani, quasi che l’avere da mangiare e da vestirsi sia l’unica cosa che conta, e quasi che Dio sia indifferente alle necessità degli uomini.
Siamo esortati ad avere fiducia nella provvidenza: il che non significa pigrizia, o sfruttamento degli altri: sarebbe un tentare Dio.
Quante volte si trascorre un’intera vita in questo affanno, si dimentica l’amore di Dio e anche quello del prossimo, e ci si ritrova alla fine con le mani vuote di opere buone, se pure non anche con la privazione di quei beni per l’accumulo dei quali soltanto ci siamo affannati. (Mt 6, 24-34).

Il Vangelo ci spinge a ricercare la pacificazione interiore, necessità, amore, 

lunedì 7 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:


Gesù Risorto e vivo in mezzo a noi si fa sentire, ci parla, spezza il suo pane.
Lo incontriamo pellegrino sulla strada per Emmaus, dove camminano stanchi e delusi i discepoli e Lui si avvicina loro.
Li ascolta, spezza la Parola e il pane per loro.
Lo riconoscono e allora…ecco la gioia!
E’ per noi motivo di speranza e fiducia sapere che sulla nostra strada c’è sempre Gesù in persona, che si accosta a noi.
E’ un Gesù che cammina, che entra in casa, che spezza il pane, quel Pane che diventa cibo per nostra vita.
Si presenta come il Pastore, esempio splendido e impegnativo..
Il Pastore conosce le sue pecore e cammina davanti a loro, non ne dimentica nessuna, non ne tralascia nessuna, chiede però di essere guardato.
Il Pastore è a servizio del gregge, infonde fiducia.
Sta a noi essere come Gesù, pastori: recuperare, la fiducia di chi abbiamo davanti, la fiducia dei figli verso i genitori, dei genitori verso i figli, e viceversa.
Dobbiamo essere “pastori”, capaci di guidare, ma nello stesso tempo “pecore” che si lasciano accompagnare da Gesù.
Gesù, poi, ci invita alla comunione massima, come Lui è nel Padre e il Padre vive in lui.
E’ significativo che Lui insista su questa “comunione” divina e umana.
Anche questo fa parte della Pasqua e della nostra risurrezione.
Il credente è uomo della comunione, perché, come Gesù sa gettare ponti in famiglia, in classe, in ufficio e ovunque si trova.
Gesù ci ricorda che non c’è nessun Padre da vedere.
Lui è sufficiente, cioè basta a riempire tutta la nostra vita.
Gesù ama i suoi discepoli e va a cercarli. E’ un Gesù vivo che fa loro, come primo dono pasquale, il dono della pace e, poiché si conceda da loro, dà loro il GRANDE DONO DELLO SPIRITO SANTO. La pace di Gesù ci dà una nuova possibilità di vita e con il dono dello Spirito Santo ci fa il dono della Riconciliazione.
Gesù ci chiede di essere segni di amore perché amati da Lui: è significativo che Gesù capisca che da soli non ce la facciamo.
Abbiamo bisogno dello Spirito Santo che ci incoraggi, ci consoli, ci faccia vedere la strada giusta.
Se lo Spirito di Gesù, che è dono suo e del Padre, abita in noi, allora anche noi diventiamo capaci di amare. Rimango allora fedele non perché ho forza per farlo, ma perché so che Lui e il suo Spirito, che accolgo nella mia vita, mi guidano.
Allora sarò un cristiano capace di amare la famiglia, la Comunità, la scuola, il lavoro e il territorio.
Gesù, nel giorno dell’Ascensione, sale al cielo e lascia la sua Chiesa ad annunciare a tutti il suo amore.
Il mistero del Risorto si compie nella sua salita al cielo e nel dono dello Spirito.
Perché dunque temere di rimanere soli?
La promessa di Gesù ai suoi discepoli è chiara: “Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”. Abbiamo così la certezza che Gesù è sempre con noi.
Il motore della fede riaccende quotidianamente la presenza del Signore: quando mi sveglio la mattina e mi sento amato, quando vivo la mia quotidianità e sento la sua presenza nonostante tutte le difficoltà che incontro. Gesù sale al cielo, ma lascia la Chiesa a continuare la sua opera; annunciare a tutti l’amore del Signore e dire che Dio ama il mondo, lo accompagna ed è misericordioso.

Ogni giorno anche noi, sino alla fine, sentiamoci mandati da Gesù e siamo gioiosi e coerenti.

martedì 29 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
VANGELO - ECONOMIA
Evangelicamente, l'economia deve essere riportata fra le scienze morali e sociali, deve essere proiettata verso  la buona amministrazione della cosa; si deve pensare ad una economia che sia la servizio del benessere di tutti. L'economia, secondo i principi biblici, non può essere concepita come scienza dell'accumulazione, ma deve ripristinare l'etica dello scambio senza mirare al massimo profitto. Bisogna privilegiare le attività produttive locali che devono essere, il più possibile, autogestite ed autocontrollate.L'economia della condivisione deve essere accompagnata da stili di vita improntati alla semplicità e alla parsimonia per mirare alla stabilità del benessere di tutti.

sabato 19 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Un paese afflitto da problemi socioeconomici ha bisogno di persone che prendano su di sé le privazioni, i disagi e la povertà delle masse e cerchino di trovare rimedi efficaci.
Occorrono stazioni sperimentali al servizio del mondo produttivo ed economico, avere il senso del bene collettivo e non del proprio egoistico interesse personale.
Avere il concetto di una casa comune dove tutti possano trovare il lavoro ed il relativo corrispettivo per condurre una vita libera e dignitosa, una famiglia dove vige l’armonia, la pace, la serenità, la fraternità in ossequio dei principi biblici.
Grazie alla casa comune si può trovare una soluzione ai mali di cui soffre l’umanità a causa della violenza e dell’odio; i valori del cristianesimo autentico devono essere evidenziate con l’agire di tutti i giorni.
In generale dell’interesse deve esserci una pianificazione ordinata non sulla base dell’interesse personale individuale, ma sulla base di un punto di vista generoso, distaccato e di lungo respiro.
In una simile pianificazione ogni essere umano, anche il più umile, avrà tutte le possibilità di offrire il proprio contributo al bene di tutti, cioè una fraternità pratica e non solo teorica predicata da tutti i religiosi.

L’amore per il prossimo viene praticato e  solo predicato, si diviene facitori e non solo uditori delle Sacre Scritture.

venerdì 18 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA DI SERVIZIO:
Se facciamo tesoro dei principi biblici nell’economia, locale e domestica, vediamo che questi ci proiettano verso un contesto di servizio ove i diritti personali sono sostituiti dai doveri tesi a regolare la nostra vita cristiana; il cristianesimo è anche scelta di vita con una visione altruistica tenendo costantemente presente i bisogni del prossimo, sia materiali che spirituali.
Possiamo dichiararci cristiani se sentiamo come nostri i bisogni altrui più che i nostri, se abbiamo doti creative e sublimiamo il nostro senso materno o paterno nella protezione degli indifesi e dei solitari, accettando come nostra l’intera famiglia umana, facendo propria l’affermazione: “Ama il prossimo tuo come te stesso” che troviamo, più volte, scritta nelle Sacre Scritture.
Quindi dobbiamo agire come gli scienziati che provarono su di sé gli effetti delle loro ricerche, martiri il cui sangue ha nutrito il progresso dell’umanità che è un bene collettivo, lo sviluppo non ci sarebbe potuto essere senza questa visione altruistica di questo piccolo gruppo di persone.

I veri cristiani devono appartenere a questo piccolo gruppo di persone  che operano secondo i principi biblici.

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PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA - LAVORO - SALARIO



Genesi 29:15. Poi Labano disse a Giacobbe: Perché sei mio parente dovrai tu servirmi per nulla? Dimmi quale dev'essere il tuo salario.
Qui vediamo come il corrispettivo del servizio reso ad altrui veniva retribuito.
La particolarità sta nel fatto che il servito chiede al servo quale dovrà essere il salario per il servizio reso.
Il servizio reso per nulla non era concepibile, anche se vi era in mezzo la parentela.
L'accordo iniziale previene la conflittualità; il rapporto fraterno nel mondo dell'economia deve essere la costante nel mondo cristiano.

L'AMORE FRATERNO ANCHE NELL'ECONOMIA E' UNO DEI PILASTRI DEL NOSTRO PROGETTO NELLA CONDIVISIONE DEL BENE COMUNE.

martedì 8 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Sviluppo umano – stadio spirituale avanzato- economia di servizio – Vita, vivere ed esistenza.

 Se applichiamo alla vita sociale i cinque tipi di economia esaminati precedentemente, soprattutto in riferimento alla facoltà creativa dell’essere umano, l’economia parassitaria diventa la casa dell’imitazione; l’economia predatoria diventa la casa dell’adozione, l’economia dell’impresa è la casa delle creazioni materiali, l’economia gregaria diventa la casa delle innovazioni sociali; l’economia di servizio, che permette ai suoi componenti di proiettarsi nelle vie degli altri (altruismo) diventa la casa della sublimazione.
L’uomo è libero di scegliere il tipo di economia che vuole praticare, ma la scelta determina la propria personalità che rispecchia la sua condizione spirituale.
L’economia condivisa è affine a quella di servizio che a sua volta diviene la casa della spiritualità cristiana autentica.

Tu quale economia scegli?

sabato 5 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Economia di servizio:

Esempio tipico: un attivista sociale che si preoccupa delle problematiche degli altri mettendo in secondo piano le proprie tematiche, quindi siamo in un contesto altruistico e non egoistico.
La motivazione è il bene altrui per la felicità propria e quella degli altri.
Alle volte questa attività può andare contro il proprio interesse personale.
In questa ottica vengono focalizzati i propri doveri sena pensare ai diritti che possono sorgere nell’agire in favore degli altri.
Tutto è basato sull’amore e sul desiderio di servire senza pensare alla relativa ricompensa.
Detto agire porta alla nonviolenza e alla pace dei popoli con la conseguenza di passare da una economia egoistica ad una economia di servizio che genera stabilità del benessere collettivo.
Il concetto base è: contribuire senza alcuna considerazione del beneficio che se ne potrebbe ricavare.
Fra i diversi modelli economici, quello più indicato per il mondo cristiano è quello di servizio, il cristiano deve pensare più a servire che essere servito.
Fra i diversi gruppi di essere umani, comunità o nazioni, ci sono persone che appartengono a vari modelli economici, ma il credente dovrebbe scegliere l’economia di servizio.

E’ nel modello di una economia di servizio che può sorgere e praticare la condivisione, gli altri modelli economici non rispecchiano i principi biblici.