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sabato 26 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA



Rispondo alla domanda sui primi capitoli degli Atti degli apostoli. 
In questi capitoli si evidenzia l'amore  sincero che avevano i primi Cristiani riempiti dallo Spirito Santo.
Questi Cristiani condividevano ogni bene spirituale e materiale che avevano ricevuto dal Signore.
La loro ricchezza più grande era l'Amore di Dio ed essi desideravano condividerlo ad ogni persona che ancora non aveva conosciuto la salvezza per Grazia nel nome di Gesu'.
L'apostolo Paolo raccomandava ad ogni Cristiano di praticare il principio di uguaglianza
2 Corinzi 8:9-15
Praticare questo principio equivale a sconfiggere ogni forma di poverta' (spirituale e materiale) e creare benessere nella vita delle persone, nelle famiglie e nel mondo intero.
Signore, osservare la Tua Parola porta risveglio e benedizioni!
Dio ci aiuti ad osservare TUTTA la Sua Santa e benedetta Parola.
Pace e Dio continui a benedirTi Sebastiano!


mercoledì 16 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA 
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/42.



COSA PUÒ FARE LA CHIESA
1) PRINCIPIO:
Riconosciamo che Dio come Creatore è proprietario di tutte le cose.
Nell'Antico Testamento, l'anno sabatico e l'anno giubilare erano espressioni concrete della convinzione che la terra è di Dio e che il popolo d'Israele appartiene a Dio (Lev. 25:23,42,55).
Gesù, all'inizio del suo ministero, ha annunciato l'anno di grazia del Signore, spesso identificato con il Giubileo. 

Attraverso Gesù, il povero ha sentito buone notizie, i prigionieri sono liberati, i ciechi recuperano la vista, e gli oppressi acquistano la libertà (Luca 4:16-21).
La prima chiesa di Gerusalemme ha messo il giubileo in pratica predicando il Vangelo, guarendo i malati, e condividendo i beni.
Le chiese erano solidali con chi si trovava nel bisogno (Atti 2:44,45; 4:32-37; 2Cor.8:1-15).
Come amministratori della terra di Dio, siamo chiamati ad aver cura della terra (Gen. 1:26-28).
Come amministratori del denaro, dobbiamo vivere semplicemente, praticare l’aiuto reciproco all'interno della Chiesa, sostenere la giustizia economica, e dare con generosità e cuore allegro (Fil. 4:11,12; 2Cor. 8:13,14; 2Cor.9:7; Giac. 5:4). Come persone dipendenti dalla provvidenza di Dio, non dobbiamo essere preoccupati per le necessità della vita, ma di cercare prima il regno di Dio (Mat.6:24-33).
Non possiamo essere veri servitori di Dio e lasciare che la nostra vita sia governata dal desiderio della ricchezza.


mercoledì 9 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:



Il comandamento dell’amore del prossimo è “antico” nella lettera, ma “nuovo” della novità stessa del vangelo.
Nuovo perché non è più solo “legge”, ma anche, “grazia”.
Si fonda sulla comunione con Cristo, resa possibile dal dono dello Spirito.
«Ama il prossimo tuo come te stesso»!
Nel Vangelo predicato dal Cristo, questo comando è l’altro aspetto dell’amore verso Dio; come l’amore verso Dio è l’altro aspetto di quello verso il prossimo.
Inscindibili, l’uno è la porta e l’altro la via, come due ali che insieme mettono in atto il volo della speranza e della pace.
«L’amore dell’uomo verso il proprio simile è comandato da ogni cammino cristiano. Da sempre e ovunque, la via dell’amore reciproco è la via maestra dell’umanità e dell'essere cristiani.
Questo è prima di tutto un dovere di onestà, perché così è; inoltre effonde in me cristiana e anima consacrata una profonda gioia, in quanto mi mette sulla via giusta per comprendere e testimoniare il comando di amare il prossimo come se stessi, ribadito così fortemente da Gesù.
La lieta notizia del Vangelo, infatti, non consiste tanto nel fatto che Gesù abbia insegnato ciò che mancava, ma piuttosto nel carisma di grazia e di profumo che ha riversato sopra a una legge scolpita nell’intimo dei cuori fin dall’inizio.
Il Vangelo è il lieto annuncio di una qualità, di un profumo, di un sapore, di un’intensità, riversati su ciò che da sempre e ovunque è.
Così il cristiano non ha la missione di salvare il mondo in extremis, ma quella di testimoniare che l’amore vicendevole, che tutti percepiscono nelle fibre del loro cuore, è cammino reale, saporito, soave, anche nelle situazioni che la ragione umana non riesce più a decifrare.
Anzi!
Proprio là dove il limite umano diviene difficoltà, la grazia dischiude la porta alla via maestra dell’amore.
La chiave di quella porta è il perdono!

Gesù raccolse il precetto dell’amore verso il prossimo già enunciato dall’Antico Testamento e, riversandovi il carisma del Vangelo, lo pose a fondamento del Nuovo.