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martedì 5 agosto 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:

 
RIFLESSIONI: 

3) L'accumulo di ricchezza

Il terzo assioma della teoria economica biblica è che l'accumulo della ricchezza è una virtù, non un vizio.
L'uomo, che deve partecipare al processo creativo, non dovrebbe essere demotivato da una protezione inadeguata della proprietà privata, ed è benedetto quando il risultato del lavoro onesto risulta in ricchezza.
La Torah descrive in grande dettaglio le ricchezze dei patriarchi, Abrahamo, Isacco e Giacobbe.
La ricchezza, accumulata onestamente, è una benedizione di Dio.

4) Assistenza ai bisognosi

Il quarto assioma della teoria economica biblica è l'obbligo di provvedere ai bisognosi attraverso la beneficenza – la Tzedakah (letteralmente giustizia). "Quando vi sarà in mezzo a te qualcuno dei tuoi fratelli che sia bisognoso in una delle tue città nel paese che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti dà, non indurirai il cuore tuo, e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso; anzi gli aprirai largamente la mano e gli presterai quanto gli abbisognerà per la necessità per la quale si trova" (Deut.15:7,8). Il compito dell'uomo nel mondo non è solo quello di lavorare, creare, innovare, produrre ricchezza, ma anche di prendersi cura di chi è nel bisogno.ShalomArgentino Quintavalle


L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE 

SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI 

NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Un lettore scrive:



Il pensiero marxiano ha attecchito in una società incolta e sottoposta al dogmatismo religioso com'era quella dell'Europa continentale al punto che la Russia post zarista ne divenne l'emblema. Se nel mondo anglosassone partendo dalla Riforma protestante si formò una società colta ed evoluta, in Italia dove la Riforma fu fatta annegare nel sangue sparso dall'inquisizione per poter vedere una legge che disciplinasse l'istruzione obbligatoria si dovette arrivare grosso modo al 1866 e questo ritardo per molti aspetti si paga ancora. Il pensiero liberale in Italia a differenza di quello marxiano è rimasto elitario perché l'individuo è sempre stato guardato con sospetto come se fosse considerato pericoloso, l'Italia per ciò è il paese che ha avuto il più forte partito comunista dell'Occidente; che soffre della peggiore pressione fiscale del mondo e che soprattutto continua a privilegiare l'impiego pubblico in danno dell'iniziativa privata guardata con sospetto e per ciò oberata di tasse e la classe politica certo non eccelle così come il sistema dell'informazione per alcuni aspetti sovietico e per altri goebbelsiano, se poi si considera la classe insegnante che è di formazione sovietico-gentiliana è facile arrivare alla conclusione che in Italia non ci sarà mai una rivoluzione liberale perché un liberale non può prescindere dall'assunto einaudiano che recita: " conoscere per deliberale"

É quindi la conoscenza la fonte della libertà.
Giampaolo Usai

domenica 3 agosto 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAUn lettore scrive:



Per farla semplice senza entrare nei tecnicismi del modello economico, il principio di Ricardo diceva questo: il contadino che raccoglie 100 ql. di grano, ne deve risparmiare una parte per piantarla l’anno dopo. 
Il contadino ha quindi risparmiato una parte. 
Quel risparmio verrà poi investito (seminato) e porterà del frutto al contadino. 
Quindi Ricardo ne concluse che per poter fare investimenti nella produzione, era prima necessario risparmiare. 
In altre parole: i risparmi di oggi generano gli investimenti futuri. 
Fin qui tutto bene, ma questo era vero per il contadino dell’800! 
Oggi non giriamo con il grano in tasca per andare a fare la spesa. 
Oggi abbiamo il denaro. 
Inoltre, e questo è il punto focale di tutto, nella nostra economia moderna è impossibile che qualcuno possa risparmiare denaro prima che il creatore del denaro, cioè lo Stato, glielo abbia dato, cioè prima che lo Stato abbia investito spendendo. 
È anche impossibile che fra noi privati io possa risparmiare prima che un altro privato mi abbia dato dei soldi. 
Quindi, è ovvio che prima ci deve essere l'investimento (dello Stato o del privato), e solo dopo semmai il risparmio. 
Questo ribalta completamente l'idea di Ricardo, e la formula giusta invece è: gli investimenti di oggi generano i risparmi futuri.
Eppure tutti gli economisti che oggi vanno per la maggiore sono convinti che chiunque si debba comportare esattamente come il contadino del modello ricardiano di due secoli fa, soprattutto lo Stato. 
E questo cosa significa? 
Che secondo loro tutti, chiunque al mondo maneggi denaro, soprattutto il Governo, deve prima risparmiare, poi potrà spendere/investire, e sono convinti che quell’investimento futuro genererà ricchezze e impiego per il Paese.


giovedì 31 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:


Capire come funziona l’economia e chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ci permetterà di capire perché oggi le cose vanno in questa maniera disastrosa.
Dunque iniziamo!
Adam Smith
Smith cosa disse?
Questo: egli riteneva che, per incrementare la ricchezza del Paese, fosse necessario liberare le forze che guidano i mercati, e in primo luogo consentire il pieno esplicarsi della libera iniziativa economica.
Detto in altre parole: il governo deve togliersi dall’economia, deve lasciare in pace gli imprenditori e i cittadini, cioè il Mercato.
Ma attenzione, perché è qui che c’è la confusione con l’economia di oggi.
Smith voleva solo dire che siccome il governo di allora, cioè i Re, i nobili, i Papi, ecc., era una cosa talmente parassitaria che era meglio che si levassero di torno, e che i borghesi del Mercato erano preferibili ad essi.
Smith quando parlava che per rendere massimo il benessere della nazione si doveva eliminare ogni restrizione all’operare della libera concorrenza, e quindi che il governo non doveva interferire, non intendeva il governo democratico di oggi.
Ma gli economisti attuali, che prendono il nome di Neoliberisti, hanno spacciato a tutti che Smith odiava i governi come i nostri, li voleva senza potere, e amava il Libero Mercato.
Ma questo non è vero.
Per Smith il capitalismo del Libero Mercato era accettabile solo perché era un male minore rispetto ai tiranni dell’epoca.
Adam Smith infatti non ammirava affatto il capitalismo del Libero Mercato, e infatti una delle sue citazioni più famose è questa: «Raramente i capitalisti si riuniscano se non per cospirare contro i lavoratori e il Mercato».
Smith ha elaborato la famosa similitudine della Mano Invisibile. 

Questo è stato spiegato che in un sistema di libero mercato, perseguendo il proprio egoistico interesse, i singoli individui potranno realizzare anche il massimo benessere collettivo. 


giovedì 10 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

I lettori scrivono:


Azione.
Fare, prendersi le proprie responsabilità e iniziare a condividere veramente.
Ognuno di noi ha delle piccole possibilità che possono essere attuate, ma pochi lo fanno, perché ci si sente 'fuori luogo' nell'agire contro corrente.
Personalmente, alcuni anni fa ho deciso di agire.
Anche se è pochissimo quello che faccio, lo attuo.
Ho lasciato il lavoro da dipendente, ed ho ripreso a studiare, facendo diversi corsi.
Oggi sono un operatore di EFT, ed opero sul territorio, nel mio paese e nei dintorni.
Vado personalmente a casa delle persone che mi cercano e li aiuto con queste ed altre tecniche a migliorare fisicamente e psicologicamente, parlando, spiegando e cercando di fargli vedere un diverso modo di essere, di vivere con loro stessi.
Non ho alcun 'prezziario'.
Vado gratuitamente.
Non chiedo nulla.
A volte, le sedute si protraggono nel tempo, sei, sette sedute, quando mi chiedono 'quanto voglio' rispondo che non voglio nulla.
A fine trattamento, se mi viene ancora chiesto, dico di darmi quello che vogliono, ed accetto un'offerta, qualsiasi essa sia.A volte vado via con un cestino di verdure dell'orto, a volte con una forma di formaggio, a volte con qualche euro.
Attuando questo metodo, vivo in una condizione di 'povertà economica'.
Spesso ho difficoltà a pagarmi anche l'ADSL.
Ma è una scelta che ho fatto e mia moglie la condivide.
E' un vivere difficile economicamente, ma non gli diamo molto peso.
Diamo più attenzione alla soddisfazione ed alla gioia di aver aiutato qualcuno a stare meglio.
Per recuperare qualche soldo cerco di vendere i miei corsi, i miei libri, ma non spendendo in pubblicità a pagamento, anche quelli sono minime entrate.
Scegliere di vivere davvero così è difficile.
Si tratta di sapere già in anticipo che si dovrà rinunciare a molte cose.
E non è facile.
Ma una volta effettuata una scelta di questo tipo, il mondo cambia.
Il nostro modo di guardare al mondo, cambia.
Per qualche verso, il necessario viene garantito dallo stesso fatto di essere vivi, e non mancherà mai.
Quello che mancherà, sarà soltanto il superfluo.
Vivere in questo modo non è cristiano o buddhista o altro, vivere in questo modo è vivere.
Ed oggi c'è un sole stupendo! Buona vita a tutti! :)
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Andrea Signorini.
Onore a pietrochag...una risposta che non lascia spazio a repliche ipocrite.
Sarei veramente onorato di conoscerti :-)
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Pietro Bottega.
Di tutta un'erba un fascio ? non sono d’accordo.

martedì 1 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/28.    



Eppure tutti gli economisti che oggi vanno per la maggiore sono convinti che chiunque si debba comportare esattamente come il contadino del modello ricardiano di due secoli fa, soprattutto lo Stato.
E questo cosa significa?
Che secondo loro tutti, chiunque al mondo maneggi denaro, soprattutto il Governo, deve prima risparmiare, poi potrà spendere/investire, e sono convinti che quell’investimento futuro genererà ricchezze e impiego per il Paese.
Infatti oggi nel mondo moderno tutta la teoria economica che regola le nostre vite predica la soluzione di Ricardo per la crescita economica, e gli accordi sul commercio internazionale, come quelli siglati nell’ambito del WTO si basano sul modello economico ricardiano sviluppato due secoli fa. Viene insegnato in tutte le Università più importanti da cui escono tutti i tecnocrati che contano (Draghi, Monti, ecc.).
E il risultato è questo: hanno convinto tutti, Governi inclusi, a chiudere la borsa della spesa e a mettere denaro da parte per investire/spendere domani.
Conseguenze?
A) Allo Stato viene detto che deve ridurre la spesa e accumulare un surplus (risparmio) di denaro, così potrà investire un domani.
Ma così facendo, non solo lo Stato ci dà 100 e ci toglie 100, che come spiegato sopra è già un disastro per i cittadini e le aziende, ma addirittura si mette a darci 100 e a tassarci 150 per fare il suo surplus (risparmio) ricardiano, così noi andiamo sempre in rosso di 50 ogni anno, e invece della futura creazione di ricchezza abbiamo un’apocalisse economica immediata.
B) I cittadini vengono incoraggiati a mettere da parte più denaro possibile in prodotti finanziari di ogni tipo (con cui poi le finanziarie speculano) e che è tutto denaro paralizzato, cioè non investito nell’economia reale.
Quel denaro equivale pari a merci, servizi, lavori, case, auto, cibo ecc. non venduti, poiché non viene speso!

Questo, come disse Malthus, deprime la domanda aggregata e manda a rotoli l’economia.