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sabato 26 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
 

Nell’economia di servizio i diritti personali sono sostituiti dai doveri relativi alla regolazione della vita.
La scala dei valori serve a misurare il benessere degli altri piuttosto che il proprio piacere.
La persona deve essere creativa e deve cercare di realizzare in prima persona esperimenti su piccola scala.
Ciò è possibile se sentiamo come nostri i bisogni altrui più che i nostri, occorre avere il senso materno o paterno nella protezione degli indifesi e far propria l’intera famiglia umana.
Grazie a questo spirito di servizio possiamo trovare una soluzione ai mali di cui soffre la nostra società in momento particolare di crisi economica.
I nostri governanti dovrebbero provare sulla propria pelle le conseguenze dell’attuale crisi e privarsi dei privilegi .
L’ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE DEVE VALERE ANCHE PER LORO ALTRIMENTI SIAMO IN PRESENZA DI UNA ECONOMIA PARASSITARIA CHE AGGREDISCE I PIU’ DEBOLI, IN VIOLAZIONE DEI PRINCIPI CRISTIANI.


venerdì 25 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA CONDIVISA – 3° STADIO
NELL’ECONOMIA DI CONDIVISIONE IL 3° STADIO RIGUARDA L’ECONOMIA DI SERVIZIO.



Nell’economia di servizio i diritti personali sono sostituiti dai doveri relativi alla regolazione della vita.
La scala dei valori serve a misurare il benessere degli altri piuttosto che il proprio piacere.
La persona deve essere creativa e deve cercare di realizzare in prima persona esperimenti su piccola scala.
Ciò è possibile se sentiamo come nostri i bisogni altrui più che i nostri, occorre avere il senso materno o paterno nella protezione degli indifesi e far propria l’intera famiglia umana.
Grazie a questo spirito di servizio possiamo trovare una soluzione ai mali di cui soffre la nostra società in momento particolare di crisi economica.
I nostri governanti dovrebbero provare sulla propria pelle le conseguenze dell’attuale crisi e privarsi dei privilegi .
L’ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE DEVE VALERE ANCHE PER LORO ALTRIMENTI SIAMO IN PRESENZA DI UNA ECONOMIA PARASSITARIA CHE AGGREDISCE I PIU’ DEBOLI, IN VIOLAZIONE DEI PRINCIPI CRISTIANI.

domenica 6 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Sviluppo umano – stadio moderno dell’economia – GREGARIA.


Lo stadio primitivo dell’economia si fondava su una prospettiva del tutto auto-centrata e focalizzata sui soli diritti nei confronti dei più deboli sul piano economico, la riduzione alla schiavitù era un diritto acquisito dal potere economico, l’uomo era considerato oggetto e non soggetto con dei diritti alla vita e alla libertà.
Lo stadio dello sviluppo moderno mostra segni di riconoscimento dei doveri individuali e si assiste a un tentativo di bilanciare diritti e doveri, si cerca di bilanciare ma prevale sempre il dovere rispetto ai diritti per gli esseri umani che non hanno autonomia economica, l’equilibrio tra diritti e doveri è lontano perché prevale il concetto della subordinazione ai poteri forti.
La cultura della solidarietà e unità etnica appartiene certamente all’economia gregaria, in questo contesto non vi sono distinzioni di colore tra bianchi, neri, rossi, bruni o gialli, ma lo stato di subordinazione rimane e quindi la libertà individuale viene soffocata dai poteri economici forti.
I nazisti ed i fascisti praticavano l’economia gregaria: gruppi con in grande senso di appartenenza e certo violenti, soprattutto verso gli esterni, con un senso elevato del dovere verso il proprio gruppo.
Ogni loro membro fonde la propria individualità con gli interessi generali del gruppo o dell’organizzazione, chi si oppone a questo senso di appartenenza viene punito severamente e messo al bando con mezzi violenti.
Quando si pratica l’economia gregaria o moderna la violenza è dietro l’angolo e non vi è pace sociale, ma conflitti a tutti i livelli.
Tutto questo ci fa capire che questo stadio dell’economia è lungi dal mettere in atto quelli che sono i principi biblici dell’amore per il prossimo come riportato nei vangeli.
Un esempio tipico ci viene dalla parabola del Buon Samaritano il senso dell’appartenenza viene messo da parte per dar luogo all’amore per il prossimo, Gesù elogia il buon Samaritano ed invita gli altri a fare la medesima cosa.

Il mondo cristiano è chiamato a riflettere sul punto, altrimenti diviene tutto apparenza, ma il contenuto è lontano dal vero.

sabato 5 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Economia di servizio:

Esempio tipico: un attivista sociale che si preoccupa delle problematiche degli altri mettendo in secondo piano le proprie tematiche, quindi siamo in un contesto altruistico e non egoistico.
La motivazione è il bene altrui per la felicità propria e quella degli altri.
Alle volte questa attività può andare contro il proprio interesse personale.
In questa ottica vengono focalizzati i propri doveri sena pensare ai diritti che possono sorgere nell’agire in favore degli altri.
Tutto è basato sull’amore e sul desiderio di servire senza pensare alla relativa ricompensa.
Detto agire porta alla nonviolenza e alla pace dei popoli con la conseguenza di passare da una economia egoistica ad una economia di servizio che genera stabilità del benessere collettivo.
Il concetto base è: contribuire senza alcuna considerazione del beneficio che se ne potrebbe ricavare.
Fra i diversi modelli economici, quello più indicato per il mondo cristiano è quello di servizio, il cristiano deve pensare più a servire che essere servito.
Fra i diversi gruppi di essere umani, comunità o nazioni, ci sono persone che appartengono a vari modelli economici, ma il credente dovrebbe scegliere l’economia di servizio.

E’ nel modello di una economia di servizio che può sorgere e praticare la condivisione, gli altri modelli economici non rispecchiano i principi biblici.

venerdì 4 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Economia dell’impresa:


Esempio tipico: un agricoltore che ara la propria terra, la concima e la irriga, semina le sementi che ha selezionato, sorveglia la crescita delle colture e infine raccoglie dopo aver speso molte energie nel corso di tutto l’anno.
Tutto è motivato da un saggio interesse ed ambizioni personali senza nulla togliere agli altri.
L’agricoltore ha il senso di auto-rispetto sulla base del quale egli dà un preciso contributo in termini di lavoro per la produzione di quanto seminato o piantato, pensiero e sforzo per la conduzione dell’azienda, ottenendone il relativo vantaggio per se e la famiglia.
Non meno lodevole è di aver accettato il rischio nell’approntare il necessario, dal procurarsi la terra, arare, concimare, curare, ecc…
Il suo desiderio è di beneficiarne con i co-lavoratori il raccolto alla fine dell’anno agrario che di solito si conclude in estate, tentativo di controbilanciare i diritti di tutti quelli che hanno contribuito al risultato finale.
Egli riconosce i doveri verso gli altri che hanno, a vario titolo, concorso per il buon esito del raccolto.
Tutto viene basato sulla giustizia e correttezza con i propri collaboratori.
Può ingenerare violenza se vantaggi e contributi reciproci non mettono in conto anche l’accettazione dei rischi in ugual misura.

Nel mondo cristiano questa violenza deve essere scongiurata altrimenti i principi biblici non vengono messi in pratica e la condivisione economica non può essere praticata.

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.


MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Economia predatoria:


Esempio tipico: un borseggiatore che deruba la sua vittima senza che questa se ne renda conto.
Egoismo motivato dal desiderio di avere le cose altrui.
Intenzione di recare beneficio a se stessi se possibile senza danneggiare la vittima.
Enfasi sui diritti, ma scarso o assente riconoscimento dei propri doveri nei confronti dei propri simili; tutto gli è dovuto senza dare a sua volta cosa alcuna.
Assenza di valori altruistici; il mondo che lo circonda non gli interessa.
L’uomo mette in moto la violenza per raggiungere i propri obiettivi, perde il senso del rispetto per il prossimo.
L’elemento fondamentale: vantaggio senza dar nulla in cambio perché il proprio simile è strumentale per i propri fini.
Il vantaggio proprio a discapito degli altri è in contrasto col contenuto biblico, Il cristiano deve pensare prima per gli altri e poi per se stesso.
Quando nell’uomo impera l’egoismo viene meno il senso dell’altruismo e si ha un cristianesimo di facciata ma non sostanziale.

Praticare l’economia condivisa è frutto dell’altruismo e non dell’egoismo.