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sabato 18 ottobre 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
NON BISOGNA PORRE LIMITE ALLE RISORSE.
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giovedì 4 settembre 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
L’UOMO DEVE LAVORARE E CURARE LA NATURA CHE E’ UN BENE COMUNE.
GENESI 2:15, L'Eterno Iddio prese dunque l'uomo e lo pose nel giardino d'Eden perché lo lavorasse e
lo custodisse.
Fin dalla creazione l'uomo doveva lavorare e custodire la natura; il lavoro quale mezzo di sostentamento per
la propria vita.
Il lavoro deve essere la costante per l'uomo, chi non lavora non deve neanche mangiare.
Deve essere anche curare e custodire il giardino per goderne dei frutti il per il benessere collettivo.
Anche la nostra Costituzione pone il lavoro alla base della vita dell'individuo.
Alcuni pseudo teologi, invece, teorizzano tutto per battere cassa e non si preoccupano del lavoro per se e
per gli altri.
IL PROGETTO DELL'ECONOMIA CRISTIANA - CONDIVISA SI BASA SUL LAVORO E SI FA
CARICO PERCHE' TUTTI POSSANO LAVORARE ED AVERE UNA EQUA RICOMPENSA.
giovedì 31 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAI lettori scrivono:
L'unica cosa da dare agli africani è una marea di preservativi o castrarli alla nascita.
Cosa serve fare tanti bambini se non hanno nulla da dare sfamarli è una cosa assurda
--------------
La mortalità infantile in quei paesi è molto alta( a causa di carestie, malattie e guerre) solo i più forti sopravvivono!
Dovranno a loro volta garantire la sopravvivenza dei genitori quando non saranno più in grado di procurarsi il cibo!
--------------------Bisogna riflettere ed agire.
------------------------Continua a riflettere allora.
venerdì 25 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
Fuori tema
Brignano è un grande!
È il mio mito....ma ci tengo a dire una cosa che per me è importante.
La religione cattolica (come dice appunto Brignano) può dire quello che vuole...ma quando Dio, la Sua parola, la sacra Scrittura dice "l' uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una sola carne" (genesi 2:24) non dice "per procreare".
Dio ha inventato il sesso non solo per procreare...ma prima di tutto per la MASSIMA espressione,ripeto, MASSIMA espressione dell' UNITÀ in matrimonio.
Questa cosa è fantastica, meravigliosa...anzi di più!
Come ogni cosa che Lui ha creato.
E perciò Lui ha creato il sesso e ci ha dato 1 sola regola per l' uso di esso: oosia che sia fatto nel matrimonio...e non fuori.
Riguardo al "quante volte", al "come", alle "prestazioni"...non ci dice niente...l' unica regola è che sia fatto all' interno del matrimonio, ossia solo tra marito e moglie.
Questo non è per darci fastidio...ma per il nostro bene!
Affinchè godiamo di una cosa così bella con il proprio partener e affinchè la.vita matrimoniale della coppia sia bella, meravigliosa, fantastica, piena di piaceri e soddisfazioni e soprattutto senza ansie...senza avere la coscienza sporca...senza problemi per quanto riguarda la fedeltà nel matrimonio...senza sentirsi traditi...
Scusate se forse non serviva questo commento...però ci tenevo a dirlo...per me è importante!
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giovedì 24 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
Più che keynes, andrei a riscoprire il mercantilismo, quindi Adamo Smith.
In effetti pare che oggi la teoria del valore si fondi su quelle teorie, esempio pratico:
- acquisto delle merci in un paese schiavista, ad esempio mutande, scarpe, magliette, defibrillatori, computer, portatili ecc....
- li acquisto un tanto al quintale, pochi dollari al quintale.
- carico il tutto sopra una nave
- mentre la nave viaggia ricarico la merce di costi fasulli con qualche mail e qualche fax
- importo in un paese occidentale le merci così ricaricate di costi fasulli ad un prezzo unitario di molte volte superiore a quanto hanno percepito i costruttori o fabbricatori che siano..
- vendo nel paese occidentale a prezzi unitari carissimi stabiliti secondo ricerche di mercato sofisticate.
- ad andare male mi ritrovo il tesoro nel paradiso fiscale.
.....
altro che teorie keynesiane, che del resto, lo sanno pure i gatti funzionano solo a posteriore e meno che mai per fare previsioni o programmazioni.
....
e non ho mai capito cosa ci possa entrare la chiesa o qualsiasi altra religione con lo scambio..
la religione subentra come competenza con la formuletta del demonio, c*i*t
tu cosa ci dici in merito alla c*i*t?
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sabato 12 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
Ho letto un po' il tuo blog, e devo dire che ammiro il fatto che tu parli di Dio è non parli di religione.
Credo che sia proprio questa la strada da intraprendere, diffondere la parola, non le religioni.
Per quanto mi riguarda, la mia fede è un po' traballante.
Sono una persona molto razionale, ma mi rendo anche perfettamente conto che, di fronte all'universo sono un misero granello di polvere, insignificante, e quindi, pur essendo abbastanza pragmatico nella vita, so con certezza (scusa il gioco di parole) di non sapere nulla.
Noi ci rendiamo conto di quello che ci circonda tanto quanto un microbo può comprende il mondo dell'essere vivente che lo ospita.
Quindi sulla fede non mi esprimo, non saprei dirti che credo ciecamente in Dio, ma nemmeno che non ci credo.
Però credo una cosa, che gli insegnamenti di Gesù, come di altre grandi figure spirituali come e altri profeti, siano la via per un mondo migliore.
La filosofia che questi profeti diffondevano nel mondo, è sicuramente qualcosa di superiore, di divino.
Perché in 2000 anni non siamo riusciti a metterla in pratica, anzi, andiamo addirittura nella direzione opposta.
I presagi dell'apocalisse di Giovanni si stanno avverando.
Il mondo è tornato ad essere una vera e propria Babilonia, e se non si ravvede SUBITO, non servirà l'intervento divino, ci penseranno gli esseri umani a sterminarsi da soli.
La parola di Dio è dei vari profeti sicuramente è la strada da seguire, ma noi esseri umani... Siamo troppo egoisti, avidi, crudeli per riuscire a resistere alle tentazioni malvagie.
Come in una crescita spirituale, l'umanità dovrà affrontare le conseguenze dei suoi peccati, e forse dopo, potrà progredire verso la direzione giusta.
Come un bambino che diventa adulto, deve imparare sulla sua pelle le conseguenze del menefreghismo, dell'indifferenza, dell'avidità, della sete di potere.
E in tutto questo ci sono anche le religioni stesse, in primis la Chiesa Cattolica, ma anche le altre non sono da meno.
Per questo credo che il tuo modo di affrontare la cosa sia quello giusto.
Niente religioni, solo dialogo diretto con Dio.
In fondo, nessun profeta a mai detto che per chiamare Dio servisse il telefono, giusto?
Si può parlare con Dio in presa diretta, senza nessun tipo di tramite.
Ora ti lascio e ti auguro buon lavoro.
Se vuoi copiare il commento sul blog, fai pure.
Lo sai che su Blogger puoi collegare gli account con G+, poi quando fai un post su Blogger, viene condiviso anche qui, e i commenti che fanno qui su G+ sono visibili anche su Blogger e viceversa?
È una funzione molto utile, in pratica G+ e Blogger vengono unificati per quanto riguarda commenti, e +1.
Felice domenica! :-)
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giovedì 10 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
I lettori scrivono:
Il tuo argomento è sicuramente parte dei nostri tempi, tempi in cui 'la crisi' è un termine notevolmente utilizzato per acuire la stessa crisi.
L'accento su cosa si 'deve' fare è posto sotto il punto di vista legato alla religione cristiana, ma non è un buon legame.
Come altri hanno fatto notare, le religioni sono comunque strutture di 'controllo', anche nello stesso buddhismo dal quale ho fatto parte per anni prima di comprenderne le fondamenta che mi hanno portato alla comprensione di questo fatto.
Quando si parla di economia condivisa, ci si dimentica spesso dell'azione, e si rimane imbrigliati nell'argomentare, senza mai agire.
Scegliere come vivere è la partenza dell'azione.
Non considero l'economia ne positiva ne negativa, è semplicemente un mezzo, una energia integrata nei nostri sistemi di vita.
I ladri, gli impoveritori delle masse, esistono perché noi permettiamo che ciò esista, e non venite a dirmi che non è così.
Per fare in modo che queste cose cambino, è necessario cambiare noi stessi, ma non in termini dialettici, non solo scrivendo che le cose devono cambiare, non riempiendo solo pagine di buoni propositi.
domenica 6 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA
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BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA
CONDIVISA – ECONOMIA GREGARIA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Quando
si parla di economia si pensa all’accumulo delle risorse per fini
personali ed individualisti; è difficile pensare diversamente quando
l’egoismo
lo si lascia imperare nel proprio cuore.
Un
esempio dell’economia gregaria lo possiamo trovare nel regno
animale,
cioè nelle api che nella loro laboriosità collettiva
operano per il bene comune.
L’economia
gregaria nell’ambito familiare produce benessere per tutti i
componenti e determina armonia fra fratelli e genitori, questo viene
determinato quando ci si rifà a dei principi sani ed in particolare
a quelli
biblici.
I
TIMOTEO 3:3-4.
…non dedito al vino né violento, ma sia
mite, non litigioso, non
attaccato al denaro, che governi
bene la propria famiglia e tenga i
figli sottomessi e
pienamente rispettosi..
Tre
termini vanno evidenziati: famiglia, governo e
danaro.
Il
nucleo fondamentale di un popolo è la famiglia; emerge
chiaramente
che in primis si deve saper governare la
propria famiglia e poi
pensare di governare la famiglia
allargata, cioè la collettività.
E’
importante conoscere se quel tale governa bene la
propria famiglia
prima dare una delega per farlo
governare a livello di vertice.
Un
buon padre di famiglia pensa all’economia e come
trovare le risorse
per non far soffrire la moglie ed i figli.
La
stessa cosa dovrebbero fare i nostri governanti; da
quello che si può
notare, invece, pensano ai propri
interessi e non si preoccupano
degli altri.
Questo
è contro i principi biblici che sono alla base degli
insegnamenti di
Gesù ed a questi devono attenersi i
credenti in Cristo.
Il
contesto cristiano, generalmente, spesso dimentica il
contenuto
biblico, ma amano farsi chiamare cristiani.
sabato 5 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
Lettore/lettrice scrive:
Ho letto di recente che oltre 30 mila bambini ogni
giorno muoiono
di fame ( 10 milioni all' anno!) per l' indifferenza
di chi come noi
può permettersi di sprecare di tutto.
Ma ci pensate?
Nel 2014, dove si viaggia su internet, si usano
telefonini che sanno
fare di tutto, si muore ancora di fame...
Un'assurdità o una vergogna?
I nostri figli aprono i frigoriferi e possono scegliere
dal dolce al
salato, dal salume al latticino, e dall'altra parte del
mondo piccoli
innocenti patiscono la fame.
Solo chi ha provato la fame, la nera fame, come si
definiva una
volta, sa benissimo che anche un pezzo di pane duro
poteva
calmare i brontolii dello stomaco.
Mio papà mi raccontava che durante la guerra, lui un
bambino,
andava a rubare nelle campagne quello che trovava; patate,
carote,
cavoli....una vita fatta di stenti e di sofferenze.
Oggi, grazie a Dio, ci sono tante organizzazioni
nazionali ed
internazionali che propongono aiuti umanitari che spesso
sfociano,
però, nel puro assistenzialismo.
Ma si potrebbe fare di più.
Un'organizzazione umanitaria sotto un'ottica Cristiana,
mette in
primo piano l' Amore per Dio e per il prossimo.
Aiuta i bisognosi e le loro famiglie risolvendo prima i
loro problemi
interiori e poi i problemi fisici
.
Gesù sfamò con pochi pani e pochi pesci migliaia di
persone e noi?
Potremmo fare molto di più, anche solo dando una
piccolissima
parte del nostro.
Tu ed io siamo uno strumento nelle mani di Dio tutte le
volte che
diamo a Dio la nostra disponibilità.
Dio si può servire di chiunque per aiutarci e per
aiutare gli altri,
cosa cerca?
Un cuore disponibile, una vita disposta a cambiare i
propri piani di
una giornata per stravolgere un'altra vita, essere
benedetti per
benedire!
Se siamo su questa terra non è soltanto per vivere fine
a noi stessi,
questa società è malata, ha bisogno del mio e del tuo
contributo.
Sei all'altezza, non ti sminuire, ognuno di noi è stato
creato con un
fine, ognuno di noi può e deve amare; l'amore non è
un opzional
del
cristiano, per la Parola è un segno di
riconoscimento....che porta
gioia, serenità, che si prende cura del
prossimo, in un'attitudine di
condivisione, aborrendo l'egoismo.
E' scritto in Giovanni:"Da questo conosceranno
tutti che voi siete
miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli
altri."
Ma davvero potranno dire questo di noi le persone che
non
conoscono Gesù?
A te la risposta...Dio ti benedica Luisa Lauretta.
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PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
La Comunità
non può smentire il Vangelo sottomettendo Cristo alle preferenze personali dei
singoli credenti, ma è tenuta alla fedeltà alla rivelazione biblica, nei quali
trovano spiegazione determinati insegnamenti e disposizioni.
Occorrerebbe considerare attentamente
"l'essere parte di Cristo", poiché nonostante le apparenze le due
espressioni non sempre si equivalgono.
Si può
appartenere alla Comunità senza coltivare però alcun legame di spiritualità; si
può frequentare un gruppo religioso anche attivamente e con grande zelo
operativo semplicemente per esternare il proprio estro e la propria grinta
esibizionistica senza alcun interesse verso Gesù Cristo.
Così pure
(come spesso avviene nelle nostre comunità) si può essere disposti a seguire
lunghe prediche e di prescrizioni burocratiche pur di realizzare la
consuetudine di una celebrazione in pompa magna, senza provare alcun trasporto
verso Cristo.
Poiché Comunità
è la comunione dei credenti vincolati fra di loro e con il loro Capo Gesù
Cristo, poiché essa è il Corpo di cui Cristo è capo e noi siamo sue membra, la
condizione per cui ci sentiamo realmente Chiesa è quella di sentirci vincolati
innanzitutto a Cristo Capo, vivendo incondizionatamente la nostra appartenenza
a Lui che ci comunica il suo volere nella persona dei pastori e dei
ministri.
Occorre
pertanto che ciascuno consideri non il ruolo o la posizione di vantaggio o di
comodo da occupare nella Chiesa, non la posizione più gradevole o privilegiata,
ma quella del servizio che Cristo richiede a ciascuno nella Chiesa.
E in primo
luogo la posizione di appartenenza a Cristo nella Chiesa.
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martedì 1 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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PROCESSO CULTURALE
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RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Ciao
Sebastiano, ho letto quello che hai messo nel blog.
Non sono
degna di apparire!!!
Ti dico
grazie x la stima che hai per me!!!
---
Dio ha
scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò
che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo
è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che
sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio.
Ed è per lui
che voi siete in Cristo Gesù. (1Cor 1, 18. 22-30a)
La croce,
nella sua debolezza, si dimostra più forte della potenza umana.
Paolo fa
osservare ai destinatari della sua lettera che questo vale non solo in
relazione al Signore Gesù, ma anche all’interno della stessa comunità
ecclesiale.
L’elezione e la chiamata da parte di Dio, da un punto di vista
umano, non possono essere considerate altro che “stoltezza”, dal momento che
non sono ancorate sulle “cose che sono”.
Eppure,
proprio per questa ragione, vanno ad invalidare e ad annullare questa logica,
per il fatto che la debolezza dei membri della comunità cristiana confonde i
presunti “forti” del mondo.
I primi ad
essere deboli, secondo la logica del mondo sono proprio gli apostoli.
Ti auguro
una buona serata con questo piccolo pensiero:
--- "Venite a Me, voi tutti
che siete stanchi e che trovate gravosa la vita, ed Io vi darò ristoro"
(Matteo 11,28).
Non è forse
un Suo invito a fare di Lui il Signore del tuo peso presente?
E quando ti
arrenderai a Lui, ti darà freschezza: cedere un peso a Gesù, arrendendosi a
Lui, vuol dire sperimentare un Suo intervento immediato per raccogliere quel
peso.
È grandioso
sapere che non lo porti da solo; sapere che c'è con te qualcuno che da un capo
all'altro del giorno, ti aiuta a portare i tuoi pesi, che sa bene cosa sono e
che è penetrato in ogni dettaglio di ciascun problema della tua vita.
Getta il tuo
affanno nel Signore, ed Egli ti sosterrà; non permetterà mai che il giusto
venga molestato (Salmo 55,23).
domenica 29 giugno 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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Una lettrice scrive:
Le prime comunità cristiane
stavano insieme e condividevano ogni cosa.
Gli apostoli asserivano che non
c'era comunità cristiana senza conoscenza e predicazione di Cristo.
Tutti si consideravano
uguali e quindi si scambiavano ogni cosa.
Non bastava ritrovarsi la
sola domenica per reputarsi cristiani ma dovevano essere una comunità-famiglia
per l'intera settimana.
Il mio pensiero?
Il bene comune in quanto
insieme delle condizioni della vita sociale che ci permettono a tutti, sia
gruppi che singoli, di raggiungerla loro personale perfezione pienamente è, secondo
me, fondamentale per vivere serenamente con se stessi e con gli altri.
La religione infatti
dovrebbe aiutare l'uomo a rispondere alle domande fondamentali della sua vita e
quindi serve per collaborare al bene comune.
Infine penso che il bene
comune è necessario soprattutto per la solidarietà verso il prossimo.
Nel piano economico?
Maggiore sincerità,
trasparenza, mettere a disposizione di chi non ha nulla la possibilità di
vivere, no l'economia attuale non rispecchia il vangelo, assolutamente no.
sabato 28 giugno 2014
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Una lettrice scrive:
L'uomo nella parola di Dio (
la bibbia) ha tutto quello che gli serve per vivere bene, ma pur potendo
scegliere il bene, non sceglie il bene ma il male
L'uomo che ama Dio ed è
fedele alla parola di Dio è completo in se, non ha bisogno di regole umane,
tratta le cose e le persone come creature di Dio perché il suo unico scopo è
piacere a Dio...purtroppo se nel mondo c'è tanta fame e tanta sofferenza è
perché la maggioranza dell'umanità non ama e non conosce Dio.
Senza Cristo che regna nei
nostri cuori non c'è speranza che l'uomo possa fare qualcosa di buono per se
stesso e per il prossimo.
Noi cristiani sappiamo dove
sta andando l'umanità, sempre di più si sta avvicinando a precipitare in un
baratro.
Ma l'uomo non vi bada e non
si sottomette a Dio perché pensa di essere troppo intelligente per pensare a
Dio.
La generosità verso il
prossimo c’è stata ordinata da Dio e fa parte della condivisione con chi è nel
bisogno.
E nessuno pensi di
impoverirsi donando del suo, perché l'ubbidienza ai comandamenti divini portano
sempre alla prosperità.
"A motivo di questo, il
Signore, il tuo Dio, ti benedirà in ogni
opera tua e in ogni cosa a cui porrai mano"(Deuteronomio 15/10)
"Tu farai dei prestiti
a molte nazioni e non prenderai nulla in prestito, dominerai su molte nazioni
ed esse non domineranno su di te". (Deuteronomio 15/6 )
Chi pensa solo a se stesso,
chi si serve delle difficoltà altrui per trarne vantaggio e chi cerca di
approfittare delle debolezze o incompetenze di altri trasgredisce gli
insegnamenti della parola di Dio
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giovedì 26 giugno 2014
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Un lettore scrive:
Pur non
essendo cristiano, non appartengo a nessuna religione ma so che c'è Dio, sono
d'accordo con i principi del post.
Comunque la
parabola del vignaiolo è solo una parabola con cui Gesù ha voluto dire alla
gente che in un ipotetico paradiso si è tutti uguali indipendentemente a quale
età della propria vita si trova e si segue Dio.
Sulla terra,
dove si deve lavorare, non è attuabile una cosa del genere; immagina un po cosa
sarebbe successo a quel datore di lavoro se si fosse presentato il giorno dopo
a cercare operai.
domenica 4 maggio 2014
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Una lettrice scrive:
Riflessione sui discepoli di
Emmaus
I due discepoli di Emmaus
erano terribilmente delusi e si sentivano falliti. Avevano così tanto sperato e
invece tutto si era infranto, tutto sembrava nient'altro che un'illusione.
La loro storia, i loro
progetti, i loro sogni sembravano compromessi per sempre e definitivamente.
Gli apostoli avevano dato
tutto per Gesù, avevano lasciato lavoro, case, famiglia, moglie, figli, tutte
le loro certezze: possiamo capire che delusione immensa dev'essere stata la sua
morte.
Per loro era veramente la
fine del mondo.
Ma incredibilmente è proprio
nel fallimento di tutto ciò che avevano costruito, è proprio all'interno della
loro delusione che incontrano Gesù.
Quando mi succede qualcosa e
mi sembra la fine del mondo in realtà è la fine di un mondo ma non del mondo.
Quando mi sembra di aver
fallito è solo il fallimento di un modo di percepirmi, di pensare e di vivere,
non sono io il fallito.
I discepoli di Emmaus
incontrano Dio proprio nel bel mezzo della loro delusione e del loro
fallimento.
I Romani dicevano: "Vae
victis (guai ai vinti)".
Nessuno vorrebbe essere un
perdente; nessuno vorrebbe ammettere di aver sbagliato; nessuno vorrebbe
accettare una sconfitta.
A volte le persone
continuano a rifare gli stessi errori perché non vogliono accettare di essersi
sbagliati e di aver fallito.
Ma Dio lo incontri spesso
proprio nei tuoi fallimenti e nelle tue sconfitte. Perché quando abbatti i tuoi
muri di orgoglio, le tue rigidità e la tua apparente sicurezza allora Lui può
entrare.
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