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venerdì 25 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
Quando si parla di economia si pensa all’accumulo delle risorse per fini personali ed individualisti; è difficile pensare diversamente quando l’egoismo lo si lascia imperare nel proprio cuore.
venerdì 25 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ –
RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
ECONOMIA
MODERNA - ATTUALE.
DI ARGENTINO QUINTAVALLE /14.
Adam Smith
Smith cosa disse?
Questo: egli riteneva che, per incrementare la
ricchezza del Paese, fosse necessario liberare le forze che guidano i mercati,
e in primo luogo consentire il pieno esplicarsi della libera iniziativa
economica.
Detto in altre parole: il governo deve togliersi
dall’economia, deve lasciare in pace gli imprenditori e i cittadini, cioè il
Mercato.
Ma attenzione, perché è qui che c’è la confusione con
l’economia di oggi.
Smith voleva solo dire che siccome il governo di
allora, cioè i Re, i nobili, i Papi, ecc., era una cosa talmente parassitaria
che era meglio che si levassero di torno, e che i borghesi del Mercato erano
preferibili ad essi.
Smith quando parlava che per rendere massimo il
benessere della nazione si doveva eliminare ogni restrizione all’operare della
libera concorrenza, e quindi che il governo non doveva interferire, non
intendeva il governo democratico di oggi.
Ma gli economisti attuali, che prendono il nome di
Neoliberisti, hanno spacciato a tutti che Smith odiava i governi come i nostri,
li voleva senza potere, e amava il Libero Mercato.
Ma questo non è vero.
Per Smith il capitalismo del Libero Mercato era
accettabile solo perché era un male minore rispetto ai tiranni dell’epoca.
Adam Smith infatti non ammirava affatto il capitalismo
del Libero Mercato, e infatti una delle sue citazioni più famose è questa:
«Raramente i capitalisti si riuniscano se non per cospirare contro i lavoratori
e il Mercato».
Smith ha elaborato la famosa similitudine della Mano
Invisibile. Questo è stato spiegato che in un sistema di libero mercato,
perseguendo il proprio egoistico interesse, i singoli individui potranno
realizzare anche il massimo benessere collettivo.
venerdì 11 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Per avere delle innovazioni
sociali occorre pianificare la vita con cura altrimenti non si avrà alcun
cambiamento in positivo.
L’obiettivo del piano deve
essere universale e deve tener presente l’ordine permanente delle cose
naturali.
Il tentativo di imporre a
tutti i metodi di vita standardizzati allo scopo di piazzare i prodotti delle
fabbriche centralizzate e schiacciare l’espressione dell’individualità non sarà
positivo per lo sviluppo collettivo.
Le attività produttive
locali hanno bisogno di operatori che sappiano organizzare il lavoro in modo da
rendere la vita possibile a tutte le persone della zona.
La pianificazione implica
anche la formulazione di una norma che tenga conto dei principi morali, etici,
e lavorare in quella direzione per il bene comune.
Se la norma è buona la si
giudicherà dagli effetti positivi per la collettività.
Detta norma deve ispirarsi
al principi dell’economia condivisa nel rispetto dei dettati biblici.
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L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Qui vogliamo parlare
dell’economia gregaria che fa parte del settore delle innovazioni sociali,
famiglia; gruppi omogenei di individui per la produzione e lo sviluppo comune.
Nell’agire dell’economia
gregaria la domanda che si pone è: che cosa è bene per la società di
appartenenza? e non considerazioni di beneficio personale per il singoli
(tipico è la conduzione familiare di un’azienda).
In questo caso i valori
monetari non hanno luogo e le considerazioni di ampio respiro prevalgono su
quelle strettamente legate al gruppo di appartenenza.
Ci sono stati dei tentativi
politici per la gestione l’economia gregaria,
ma gli esperimenti collettivi non sono riusciti a dare stabilità alla
pace collettiva dei popoli, ma hanno fatto scorrere fiumi di sangue umano.
Questo perché con detti
esperimenti cercavano delle scorciatoie per dare delle risposte ai bisogni
collettivi, dimenticando il tema più vasto della famiglia umana nel suo
insieme.
Anche organizzazioni
internazionali hanno seguito un’economia instabile che serve solo agli
interessi dei pochi che controllano il sistema.
Queste organizzazioni non
sono riuscite ad assicurare la nonviolenza e la stabilità economica della
collettività.
Con l’economia della condivisione
si vuole dare una risposta alle tematiche sopra menzionate.
giovedì 10 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Diversi gruppi di persone
praticano diverse economie e si contraddistinguono dalla conduzione propria della
vita.
Uno dei gruppi ha come
orientamento l’imitazione di altri gruppi o comunità di riferimento senza
identità propria.
Chi rientra in questo gruppo
non si dà pena di offrire alcun contributo personale alla collettività, ma
prende tutto ciò che può dalle creazioni altrui.
In questo gruppo impera
l’egoismo e l’amore per se stessi, la ricerca del piacere e del vantaggio per
la via più breve, e non curandosi se le azioni che compie determinano danno
agli altri che appartengono al medesimo contesto.
Questo agire è proprio di una
persona che vegeta solamente ed è sterile, non impara e non crea cosa alcuna, quindi
si è in un contesto economico parassitario; gli altri creano e producono per i fannulloni.
Un agire che è contro il
vivere civile ed i principi cristiani, ma alcune comunità, spesso, tollerano
queste persone parassite.
Chi non lavora non deve
neanche mangiare, il capovolgimento di questa affermazione crea gravame per il
prossimo che per una serie di motivi non ha il coraggio di ribellarsi e
soccombe i soprusi dei furbetti.
L’economia di condivisione
non può aver luogo in gruppi dove ci sono i fannulloni ed i furbetti senza
scrupoli.
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sabato 5 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
CONDIVISA
ECONOMIA CONDIVISA – ECONOMIA GREGARIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Quando si parla di economia si pensa
all’accumulo delle risorse per fini personali ed individualisti; è difficile
pensare diversamente quando l’egoismo lo si lascia imperare nel proprio cuore.
Un esempio dell’economia gregaria lo
possiamo trovare nel regno animale, cioè nelle api che nella loro laboriosità
collettiva operano per il bene comune.
L’economia gregaria nell’ambito
familiare produce benessere per tutti i componenti e determina armonia fra
fratelli e genitori, questo viene determinato quando ci si rifà a dei principi
sani ed in particolare a quelli biblici.
I TIMOTEO 3:3-4. …non dedito al vino né violento, ma
sia mite, non litigioso, non attaccato al denaro, che governi bene la propria
famiglia e tenga i figli sottomessi e pienamente rispettosi..
Tre termini vanno evidenziati: famiglia,
governo e danaro.
Il nucleo fondamentale di un popolo è la
famiglia; emerge chiaramente che in primis si deve saper governare la propria
famiglia e poi pensare di governare la famiglia allargata, cioè la
collettività.
E’ importante conoscere se quel tale
governa bene la propria famiglia prima dare una delega per farlo governare a
livello di vertice.
Un buon padre di famiglia pensa
all’economia e come trovare le risorse per non far soffrire la moglie ed i
figli.
La stessa cosa dovrebbero fare i nostri
governanti; da quello che si può notare, invece, pensano ai propri interessi e
non si preoccupano degli altri.
Questo è contro i principi biblici che
sono alla base degli insegnamenti di Gesù ed a questi devono attenersi i
credenti in Cristo.
Il contesto cristiano,
generalmente, spesso dimentica il contenuto biblico, ma amano farsi chiamare
cristiani
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popolo
giovedì 27 marzo 2014
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ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA CONDIVISA –
ECONOMIA GREGARIA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Quando si parla di economia si pensa all’accumulo delle risorse per fini
personali ed individualisti; è difficile pensare diversamente quando l’egoismo
lo si lascia imperare nel proprio cuore.
Un esempio dell’economia gregaria lo possiamo trovare nel regno animale,
cioè nelle api che nella loro laboriosità collettiva operano per il bene
comune.
L’economia gregaria nell’ambito familiare produce benessere per tutti i
componenti e determina armonia fra fratelli e genitori, questo viene
determinato quando ci si rifà a dei principi sani ed in particolare a quelli
biblici.
I TIMOTEO 3:3-4. …non dedito al vino né violento, ma
sia mite, non litigioso, non attaccato al denaro, che governi bene la propria
famiglia e tenga i figli sottomessi e pienamente rispettosi..
Tre termini vanno evidenziati: famiglia, governo e danaro.
Il nucleo fondamentale di un popolo è la famiglia; emerge chiaramente che
in primis si deve saper governare la propria famiglia e poi pensare di
governare la famiglia allargata, cioè la collettività.
E’ importante conoscere se quel tale governa bene la propria famiglia prima
dare una delega per farlo governare a livello di vertice.
Un buon padre di famiglia pensa all’economia e come trovare le risorse per
non far soffrire la moglie ed i figli.
La stessa cosa dovrebbero fare i nostri governanti; da quello che si può
notare, invece, pensano ai propri interessi e non si preoccupano degli altri.
Questo è contro i principi biblici che sono alla base degli insegnamenti di
Gesù ed a questi devono attenersi i credenti in Cristo.
Il contesto cristiano, generalmente, spesso dimentica il contenuto biblico,
ma amano farsi chiamare cristiani.
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