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lunedì 28 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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giovedì 24 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/59.
Egli allora gli disse: "Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza».
Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!.
Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Te lo immagini se adesso venisse Gesù e ti facesse la stessa proposta?
Vendi la tua casa, la tua macchina, i tuoi gioielli, il tuo negozio...Come reagiresti?
Oggigiorno, Dio non chiede tutte queste dimostrazioni, ma desidera comunque che mettiamo in pratica la Sua Parola, e in questa si trova anche l'aiuto ai più bisognosi.
Il Signore Gesù non disprezza il buon uso dei beni economici, ne denuncia tuttavia l'idolatria come se lì si trovi ogni sicurezza e salvezza; ne dichiara la pericolosità per il fascino e l'affanno che comportano, e perché chiudono il cuore a realtà più alte e decisive: "Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!".
Leggiamo oltre...Ci accorgiamo anche noi come ogni giorno cresca tra i giovani la violenza da benessere e come il consumismo porti all'indifferenza evangelica e alla perdita di ogni solidarietà.
Eppure facciamo fatica a crederci e, come i discepoli, rimaniamo stupefatti di questo giudizio così pesante di Gesù sulle ricchezze.
Egli, ribadendo il concetto, rincara la dose: "Figlioli, com è difficile entrare nel Regno di Dio!
E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio".
Tutti noi, ogni giorno costatiamo che benessere e bene non combaciano affatto: più consumi non equivale a più felicità, o emancipazione a maturazione!
Il cuore dell'uomo ha bisogni più profondi, spirituali, ha destini più alti, in qualità e lunghezza: appunto la vita eterna.
Questo obiettivo sta al di là della nostra efficienza: è opera solo di Dio.
Richiede accoglienza, docilità, libertà dalle proprie cose e da sé. Questo è il senso della radice cristiana che Gesù esige.
Spero di aver messo dei carboni ardenti sulle teste di coloro che come quel ricco sono, forse, un pò troppo attaccati alle loro ricchezze.
Certo siamo salvati per grazia, questa è la verità, ma se Dio ti chiede tu devi dare, e questo apporterà una maggiore consapevolezza di aver fatto contento Gesù. DTBG
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martedì 8 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
La
solidarietà dovrà diventare la parola d'ordine di tutti i
popoli
più avanzati.
Aiutare
materialmente chi soffre ed è meno fortunato di
noi non è un
optional, ma fa parte dei doveri dell'essere
umano.
Ho
letto questo sul web...che dire, se non che è la pura e
sacrosanta
verità?
Sin
dalla fondazione del mondo, gli uomini si sono riuniti
in gruppi allo
scopo di soddisfare i bisogni dei suoi
individui.
Il
più importante dovere dei componenti di una qualsiasi
società
consiste nell’aiutare e nell’assistere i deboli e gli
indigenti.
Stranamente,
al giorno d’oggi, tutti sanno che
l’indifferenza dei ricchi nei
confronti dei problemi dei
poveri costituisce il maggior pericolo per
la società; questa
indifferenza è in grado di distruggere,
annientando per
primi gli stessi abbienti.
La
Bibbia, anche nell'Antico Testamento ci parla di cura
verso i poveri
e gli indigenti.
Addirittura
anche ’Islam quattordici secoli fa,
considerando questo pericolo,
ha disposto che i ricchi
distribuissero ogni anno dei loro averi tra
i poveri.
Dice
Dio l’Altissimo: “Non raggiungerete mai il bene e la
salvezza
finché non donerete delle cose che amate”
Innumerevoli
culture concernono l’assistenza ai bisognosi;
un uomo di Dio disse
in proposito: “Le migliori persone
sono coloro che si dimostrano
maggiormente utili alla
gente”.
“Assisti
nel momento della sventura l’amico tuo, se vuoi
che t’assista la
grazia del Signor tuo.
Alfine
un giorno raccoglierai, il buon seme che oggi
seminerai”.
Un
gesto di bontà non costa niente, per chi possiede, ma
può rendere
felice un INFELICE!
Chi
ha orecchie per udire...oda! DTBG
Luisa
Lauretta
lunedì 30 giugno 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Ho letto uno slogan che
dice;" La nuova malattia del secolo è l'indifferenza."
Anche ai tempi di Gesù si
poteva usare lo stesso slogan.
I capi religiosi non si
interessavano minimamente dei poveri e dei bisognosi.
A proposito dei capi
religiosi viene detto che erano “amanti del denaro” e che ‘divoravano le case
delle vedove’ e si preoccupavano più delle loro tradizioni che delle persone anziane
e degli indigenti.
Gesù era consapevole di
questa realtà e per questo motivo attaccava i Farisei rivelandone la loro
"ipocrisia".
Il Signore era consapevole
delle difficoltà che dovevano affrontare i poveri ed era sensibile ai loro
bisogni.
Dopo essere vissuto in
cielo, Gesù si spogliò della sua natura spirituale, nacque come essere umano e
‘divenne povero per amore nostro’. Vedendo le folle Gesù “ne ebbe pietà, perché
erano mal ridotte e disperse come pecore senza pastore”. (Matteo 9:36) Nell'
episodio della vedova bisognosa dimostra che Gesù fu colpito non tanto dai
cospicui doni dei ricchi, che davano “del loro avanzo”, ma piuttosto dal misero
contributo della vedova.
Quello che fece toccò il
cuore di Gesù, perché quella donna ‘nella sua indigenza aveva gettato tutti i
suoi mezzi di sostentamento’.
Gesù, attraverso il suo
esempio, insegnò ai suoi discepoli a fare altrettanto...
Nella Bibbia leggiamo che
ad un giovane ricco disse: “Vendi tutto
ciò che hai e distribuiscilo ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; e vieni,
sii mio seguace”.
Il fatto che quest’uomo non
fosse disposto a separarsi dai suoi beni dimostra che amava le ricchezze più di
quanto amasse Dio e il prossimo. Esso non aveva quindi le qualità necessarie
per essere un discepolo di Gesù.
Dopo la morte di Gesù, ben
fecero i suoi seguaci continuando sull'esempio del loro Maestro.
Oggigiorno, i veri cristiani
sanno molto bene che i seguaci di Gesù devono interessarsi dei poveri e dei
bisognosi, specialmente se sono compagni di fede. (Galati 6:10) Infatti, per questa ragione si interessano
sinceramente di provvedere il necessario a chi ne è stato privato.
Adesso dopo tutta questa
premessa la domanda è: " Ma noi mettiamo in pratica tutto ciò?
Oppure possiamo essere
considerati dei malati d'indifferenza?"
L'opera dell'Evangelo verso
chi è nel bisogno dovrebbe essere più che mai attiva.
Dio ha bisogno di veri
sostenitori della Parola che predicano con l'aiuto vicendevole verso
l'indigente, prima ancora che con le parole!
Luisa Lauretta.
mercoledì 30 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Ho letto uno slogan che
dice;" La nuova malattia del secolo è l'indifferenza."
Anche ai tempi di Gesù si
poteva usare lo stesso slogan.
I capi religiosi non si
interessavano minimamente dei poveri e dei bisognosi.
A proposito dei capi
religiosi viene detto che erano “amanti del denaro” e che ‘divoravano le case
delle vedove’ e si preoccupavano più delle loro tradizioni che delle persone
anziane e degli indigenti.
Gesù era consapevole di
questa realtà e per questo motivo attaccava i Farisei rivelandone la loro
"ipocrisia".
Il Signore era consapevole
delle difficoltà che dovevano affrontare i poveri ed era sensibile ai loro
bisogni.
Dopo essere vissuto in
cielo, Gesù si spogliò della sua natura spirituale, nacque come essere umano e
‘divenne povero per amore nostro’. Vedendo le folle Gesù “ne ebbe pietà, perché
erano mal ridotte e disperse come pecore senza pastore”. (Matteo 9:36) Nell'
episodio della vedova bisognosa dimostra che Gesù fu colpito non tanto dai
cospicui doni dei ricchi, che davano “del loro avanzo”, ma piuttosto dal misero
contributo della vedova.
Quello che fece toccò il
cuore di Gesù, perché quella donna ‘nella sua indigenza aveva gettato tutti i
suoi mezzi di sostentamento’.
Gesù, attraverso il suo
esempio, insegnò ai suoi discepoli a fare altrettanto...
Nella Bibbia leggiamo che
ad un giovane ricco disse: “Vendi tutto
ciò che hai e distribuiscilo ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; e vieni,
sii mio seguace”.
Il fatto che quest’uomo non
fosse disposto a separarsi dai suoi beni dimostra che amava le ricchezze più di
quanto amasse Dio e il prossimo. Esso non aveva quindi le qualità necessarie
per essere un discepolo di Gesù.
Dopo la morte di Gesù, ben
fecero i suoi seguaci continuando sull'esempio del loro Maestro.
Oggigiorno, i veri cristiani
sanno molto bene che i seguaci di Gesù devono interessarsi dei poveri e dei
bisognosi, specialmente se sono compagni di fede. (Galati 6:10) Infatti, per questa ragione si interessano
sinceramente di provvedere il necessario a chi ne è stato privato.
Adesso dopo tutta questa
premessa la domanda è: " Ma noi mettiamo in pratica tutto ciò?
Oppure possiamo essere
considerati dei malati d'indifferenza?"
L'opera dell'Evangelo verso
chi è nel bisogno dovrebbe essere più che mai attiva.
Dio ha bisogno di veri
sostenitori della Parola che predicano con l'aiuto vicendevole verso
l'indigente, prima ancora che con le parole!
Luisa Lauretta.
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martedì 22 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ –
RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
Lettore/lettrice scrive:
Ho letto di recente che oltre 30 mila bambini ogni
giorno muoiono di fame ( 10 milioni all' anno!) per l' indifferenza di chi come
noi può permettersi di sprecare di tutto.
Ma ci pensate?
Nel 2014, dove si viaggia su internet, si usano
telefonini che sanno fare di tutto, si muore ancora di fame...
Un'assurdità o una vergogna?
I nostri figli aprono i frigoriferi e possono
scegliere dal dolce al salato, dal salume al latticino, e dall'altra parte del
mondo piccoli innocenti patiscono la fame.
Solo chi ha provato la fame, la nera fame, come si
definiva una volta, sa benissimo che anche un pezzo di pane duro poteva calmare
i brontolii dello stomaco.
Mio papà mi raccontava che durante la guerra, lui un
bambino, andava a rubare nelle campagne quello che trovava; patate, carote,
cavoli....una vita fatta di stenti e di sofferenze.
Oggi, grazie a Dio, ci sono tante organizzazioni
nazionali ed internazionali che propongono aiuti umanitari che spesso sfociano,
però, nel puro assistenzialismo.
Ma si potrebbe fare di più.
Un'organizzazione umanitaria sotto un'ottica
Cristiana, mette in primo piano l' Amore per Dio e per il prossimo.
Aiuta i bisognosi e le loro famiglie risolvendo prima
i loro problemi interiori e poi i problemi fisici.
Gesù sfamò con pochi pani e pochi pesci migliaia di
persone e noi?
Potremmo fare molto di più, anche solo dando una
piccolissima parte del nostro.
Tu ed io siamo uno strumento nelle mani di Dio tutte
le volte che diamo a Dio la nostra disponibilità.
Dio si può servire di chiunque per aiutarci e per
aiutare gli altri, cosa cerca?
Un cuore disponibile, una vita disposta a cambiare i
propri piani di una giornata per stravolgere un'altra vita, essere benedetti
per benedire!
Se siamo su questa terra non è soltanto per vivere
fine a noi stessi, questa società è malata, ha bisogno del mio e del tuo
contributo. Sei all'altezza, non ti sminuire, ognuno di noi è stato creato con
un fine, ognuno di noi può e deve amare; l'amore non è un opzional del
cristiano, per la Parola è un segno di riconoscimento....che porta gioia,
serenità, che si prende cura del prossimo, in un'attitudine di condivisione,
aborrendo l'egoismo.
E' scritto in Giovanni:"Da questo conosceranno
tutti che voi siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli
altri."
Ma davvero potranno dire questo di noi le persone che
non conoscono Gesù?
A te la risposta...Dio ti benedica Luisa Lauretta.
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lunedì 31 marzo 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
La solidarietà dovrà diventare la parola d'ordine di tutti i popoli più
avanzati.
Aiutare materialmente chi soffre ed è meno fortunato di noi non è un
optional, ma fa parte dei doveri dell'essere umano.
Ho letto questo sul web...che dire, se non che è la pura e sacrosanta
verità?
Sin dalla fondazione del mondo, gli uomini si sono riuniti in gruppi allo
scopo di soddisfare i bisogni dei suoi individui.
Il più importante dovere dei componenti di una qualsiasi società consiste
nell’aiutare e nell’assistere i deboli e gli indigenti.
Stranamente, al giorno d’oggi, tutti sanno che l’indifferenza dei ricchi
nei confronti dei problemi dei poveri costituisce il maggior pericolo per la
società; questa indifferenza è in grado di distruggere, annientando per primi
gli stessi abbienti.
La Bibbia, anche nell'Antico Testamento ci parla di cura verso i poveri e
gli indigenti.
Addirittura anche ’Islam quattordici secoli fa, considerando questo
pericolo, ha disposto che i ricchi distribuissero ogni anno dei loro averi tra
i poveri.
Dice Dio l’Altissimo: “Non raggiungerete mai il bene e la salvezza finché
non donerete delle cose che amate”
Innumerevoli culture concernono l’assistenza ai bisognosi; un uomo di Dio
disse in proposito: “Le migliori persone sono coloro che si dimostrano
maggiormente utili alla gente”.
“Assisti nel momento della sventura l’amico tuo, se vuoi che t’assista la
grazia del Signor tuo.
Alfine un giorno raccoglierai, il buon seme che oggi seminerai”.
Un gesto di bontà non costa niente, per chi possiede, ma può rendere felice
un INFELICE!
Chi ha orecchie per udire...oda! DTBG
Luisa Lauretta
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venerdì 28 marzo 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
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SULL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
La solidarietà dovrà diventare la parola d'ordine di tutti i popoli più
avanzati.
Aiutare materialmente chi soffre ed è meno fortunato di noi non è un
optional, ma fa parte dei doveri dell'essere umano.
Ho letto questo sul web...che dire, se non che è la pura e sacrosanta
verità?
Sin dalla fondazione del mondo, gli uomini si sono riuniti in gruppi allo
scopo di soddisfare i bisogni dei suoi individui.
Il più importante dovere dei componenti di una qualsiasi società consiste
nell’aiutare e nell’assistere i deboli e gli indigenti.
Stranamente, al giorno d’oggi, tutti sanno che l’indifferenza dei ricchi
nei confronti dei problemi dei poveri costituisce il maggior pericolo per la
società; questa indifferenza è in grado di distruggere, annientando per primi
gli stessi abbienti.
La Bibbia, anche nell'Antico Testamento ci parla di cura verso i poveri e
gli indigenti.
Addirittura anche ’Islam quattordici secoli fa, considerando questo
pericolo, ha disposto che i ricchi distribuissero ogni anno dei loro averi tra
i poveri.
Dice Dio l’Altissimo: “Non raggiungerete mai il bene e la salvezza finché
non donerete delle cose che amate”
Innumerevoli culture concernono l’assistenza ai bisognosi; un uomo di Dio
disse in proposito: “Le migliori persone sono coloro che si dimostrano
maggiormente utili alla gente”.
“Assisti nel momento della sventura l’amico tuo, se vuoi che t’assista la
grazia del Signor tuo.
Alfine un giorno raccoglierai, il buon seme che oggi seminerai”.
Un gesto di bontà non costa niente, per chi possiede, ma può rendere felice
un INFELICE!
Chi ha orecchie per udire...oda! DTBG
Luisa Lauretta
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