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sabato 4 ottobre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE - CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle:




2) FORMAZIONE: aiutare i credenti a comprendere i principi della gestione cristiana. 

Insegnare alla gente come pensare a quello che vogliono rispetto a quello di cui hanno veramente bisogno. 

Insegnare alla gente il fatto che tutta la ricchezza viene dalla terra e dalle risorse della natura. 

Pertanto, tutta la ricchezza deriva da Dio e deve essere utilizzata per la sua gloria. 

Noi siamo solo amministratori.
3) PRO-INDIPENDENZA: aiutare le persone a diventare indipendenti.
4) CONDIVISIONE DEI PRINCIPI ECONOMICI BIBLICI: cercare di mostrare ai governanti la fonte dei problemi economici, in modo che possano fare qualcosa per riconoscere che tutti hanno il diritto di essere aiutati.
5) INCORAGGIARE LE IMPRESE CRISTIANE: investire in risorse umane senza sfruttare. 

Gestire le proprie attività secondo principi cristiani.
6) LAVORO PER I NUOVI CREDENTI: dobbiamo avere una cura particolare per coloro che hanno il coraggio morale di accettare la verità e che per questo possono perdere il loro lavoro. 

Essi non devono essere lasciati senza aiuto.

martedì 9 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO


ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA


PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA


RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA


Gruppo multidisciplinare nelle professioni e nei mestieri


Il concetto del gruppo multidisciplinare, sia nelle professioni che nei mestieri, è la costante nell’interagire fra le persone che aderiscono al progetto e lo condividono.I soggetti hanno in comune l’etica e la morale cristiana, ma anche quanto occorre nel processo produttivo; questi interagiscono su scala nazionale.L’amore fraterno non finto è la stella polare dei componenti del gruppo.Senza l’etica e la morale cristiana il progetto della condivisione non ha modo di esistere.

venerdì 5 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA



 Il mondo di fede cristiana spesso non mette in evidenza i principi biblici su cui è basata, dimentica che il cristianesimo è basato sull’amore fraterno non solo predicato ma praticato.Questo porta al naturale comportamento egoistico con tutte le conseguenze che l’egoismo apporta nell’agire umano.Poi ci si meraviglia delle guerre, dei conflitti, del divario tra ricchi e poveri, della povertà morale ed economica.

IL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISA PUO’ DARE UNA RISPOSTA ALLA PROBLEMATICA.

lunedì 4 agosto 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:


RIFLESSIONI: La domanda che mi pongo è: l'attuale crisi finanziaria si sarebbe potuta evitare se le nazioni avessero seguito le linee guida della Bibbia? 

Non solo la risposta è sì, ma dalla Bibbia possiamo ricavare delle regole per incominciare a correggere la debacle.
Ogni teologia ha una sua etica degli affari, ma quella biblica è particolarmente completa.
La crisi attuale, la più grande recessione economica dopo la seconda guerra mondiale, ha le sue radici nel fallimento morale del mondo occidentale.
L’etica biblica ci invita a chiederci: "come possiamo fare denaro e contemporaneamente essere dei membri responsabili della società in cui viviamo, e tutelare gli interessi di chi compra, di chi vende, e di chi lavora?"
Chiaramente queste considerazioni sono state assenti in tutti i protagonisti dell’analisi economica di cui sopra.
Ecco alcuni dei principi antichi che si possono applicare alle cattive notizie di oggi.
• Davanti al cieco non mettere un inciampo (Levitico 19:14)
Buona parte dell’etica biblica nasce da Lev.19:14, che recita: "Non dir male del sordo e davanti al cieco non mettere un inciampo".
Sin dall’antichità i rabbini ampliarono questo comandamento in un divieto generale di non dare cattivi consigli.
Oggi possiamo applicarlo in maniera particolare all’economia e alla finanza.
Gli "esperti" che ci hanno detto un mare di bene riguardo l’euro sono stati dei cattivi consiglieri e hanno violato il comandamento di Lev.19:14.

domenica 3 agosto 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Un lettore scrive:



RIFLESSIONI. 
Crisi economica?
Perché un tracollo economico mondiale? 

Il Talmud (Gittin 57a) ci dice che le crisi economiche sono un campanello d'allarme per cambiare i nostri modi.
Si racconta nel Talmud che prima della distruzione del Tempio di Gerusalemme il prezzo del grano era di 40 Modiut (misure) per Dinar.
Il prezzo del grano aumentò leggermente e il suo nuovo prezzo fu fissato a 39 Modiut per Dinar (con lo stesso prezzo si comprava meno grano).
I saggi si chiesero quale fosse la causa di questo aumento.
Hanno cercato e trovato che un padre e suo figlio avevano rapporti con una donna fidanzata.
Il padre e il figlio sono stati portati in tribunale, quivi condannati e poi lapidati.
Dopo l’esecuzione il prezzo del grano ritornò al prezzo originale di 40 Modiut per Dinar.
Secondo questo racconto del Talmud il livello morale della società può influenzare i costi delle materie prime e influenzare l'economia locale e mondiale.
Il livello morale della società influenza la quantità di "benessere" nel mondo e l'armonia di interazione tra le persone ha influenza sull’economia.
Il Chofetz Chaim, un famoso rabbino del XX secolo, ha scritto che la Grande Depressione del 1929 è venuta a causa della mancanza di fede in Dio di quella generazione, il che ha portato a una mancanza di fiducia tra le persone.
Yeshua disse: «perché l’iniquità sarà moltiplicata, la carità dei più si raffredderà» (Mat.24:12).
Anche se il periodo che ha preceduto la Grande Depressione era di prosperità, per la ripresa dalla grande guerra, la mancanza di fede e di fiducia tra le persone, in ultima analisi, ha causato l’indebolimento delle fonti di credito.
Nelle sue parole: "ha fatto sì che l'arteria centrale per il flusso della vita economica diventasse intasata dall’animosità".
Questo è molto simile alla crisi economica di oggi, la cui goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata i mutui subprime, che si basavano sul prestito immorale di denaro a persone che molto probabilmente non sarebbero state in grado di pagare.
Quando il prezzo delle materie prime aumenta in modo imprevisto e il mondo affronta una crisi economica, dobbiamo guardare sia alle ragioni osservabili che a quelle metafisiche per trovare il motivo per cui sta accadendo.
Shalom
Argentino Quintavalle


venerdì 1 agosto 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAUn lettore scrive: 


Adam SmithRIFLESSIONI:

Possiamo discutere se Hillel abbia aggirato o no un comandamento della Torah, ma resta il fatto che senza il suo intervento pochissimi individui offrivano prestiti negli anni che precedevano il settimo anno.
La mancanza di liquidità e di credito generava delle crisi che avevano effetti devastanti sull'economia.
Hillel comprese che bisognava fare qualcosa per garantire il mercato del credito e un continuo flusso di prestiti alle attività.
I politici di oggi dovrebbero seguire l'esempio di Hillel e garantire che le piccole e medie imprese italiane abbiano facile accesso ai prestiti per finanziare le loro operazioni.
Purtroppo, questo non viene fatto, e la stretta creditizia ostacola la crescita economica delle piccole e medie imprese e quindi dell’occupazione.
C’è anche un problema morale.
Il termine rischio morale è usato dagli economisti per descrivere il fatto che quando un individuo, una società o un ente è "assicurato", non è incentivato ad agire con molta attenzione.
Ad esempio, un individuo con l'assicurazione contro gli oggetti di valore custoditi in casa, può essere meno vigile sulla sicurezza delle sue porte o di investire in un buon sistema di allarme.
Come il premio Nobel professor Gary Becker ha scritto: «Se gli individui non sono ritenuti responsabili per le decisioni e le azioni che possono danneggiare se stessi o altri, hanno meno incentivi ad agire in modo responsabile, dal momento che sfuggiranno ad alcune o a tutte le cattive conseguenze delle loro azioni".
Questo sembra proprio riferirsi a ciò che sta accadendo oggi riguardo il fallimento delle banche che chiedono garanzie governative per evitare la bancarotta.
Questo tipo di "assicurazione" contro le cattive decisioni aziendali porterà ancora più cattivi investimenti e problemi in futuro.

giovedì 31 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAUn lettore scrive:




Capire come funziona l’economia e chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ci permetterà di capire perché oggi le cose vanno in questa maniera disastrosa.
Dunque iniziamo!Adam SmithL’economia, così come la conosciamo, è relativamente giovane. 

Fino al 1700 l’economia era molto semplice. I Re, i nobili, i Papi, avevano tutto, il resto aveva niente. Poi intervenne un cambiamento straordinario: la tecnologia. 

Successe che grazie alle nuove conoscenze, ai nuovi mezzi meccanici, ecc., crebbe fra le masse una borghesia, cioè gente senza potere politico ma che stava facendo soldi con i commerci. I Re, i nobili, i Papi, ecc. cosa fecero? Li fecero lavorare senza dar loro troppi fastidi, ma li tassavano. 

Però li spremevano troppo, così i borghesi si arrabbiarono perché veramente la situazione era diventata intollerabile. È così che è scoppiata la rivoluzione francese nel 1789.Ed è in questo contesto che spunta il primo economista cosiddetto moderno, cioè Adam Smith (1723-1790), che poi non era veramente un economista, ma più che altro un filosofo morale, autore della celebre operaIndagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni, pubblicata nel 1776. Un trattato fondamentale, destinato a rimanere per decenni il testo di riferimento della nascente economia politica. Siamo a fine ‘700. Ma attenzione a una cosa. Dobbiamo sapere che di questo Smith, uno scozzese, oggi si dicono molte fandonie, perché certi economisti attuali l’hanno preso a modello per una teoria del tutto diversa da quella del vero Adam Smith.

venerdì 11 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/29.


RIFLESSIONI:  La domanda che mi pongo è: l'attuale crisi finanziaria si sarebbe potuta evitare se le nazioni avessero seguito le linee guida della Bibbia?
Non solo la risposta è sì, ma dalla Bibbia possiamo ricavare delle regole per incominciare a correggere la debacle.
Ogni teologia ha una sua etica degli affari, ma quella biblica è particolarmente completa.
La crisi attuale, la più grande recessione economica dopo la seconda guerra mondiale, ha le sue radici nel fallimento morale del mondo occidentale.
L’etica biblica ci invita a chiederci: "come possiamo fare denaro e contemporaneamente essere dei membri responsabili della società in cui viviamo, e tutelare gli interessi di chi compra, di chi vende, e di chi lavora?"
Chiaramente queste considerazioni sono state assenti in tutti i protagonisti dell’analisi economica di cui sopra.
Ecco alcuni dei principi antichi che si possono applicare alle cattive notizie di oggi.


lunedì 30 giugno 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:


Scusa Sebastiano, sono andata a vedere il blog e sono rimasta male per alcune critiche negative e di come certe persone si ritengono << Maestri>>.
A questi voglio dire questo:
La correzione fraterna spesso è un modo soltanto per far emergere noi stessi a scapito degli altri, dicendo loro una verità che è sì verità; ma il modo con il quale la diciamo è una morte e una pietra che poniamo sull'altro a piedistallo delle nostre affermazioni, e quindi di noi stessi.
Gesù dice che bisogna misurare con la misura con la quale misuriamo noi stessi: cominciamo a misurare il giudizio che daremo agli altri partendo con noi stessi, su di noi: allora, il giudizio sarà una vera correzione fraterna e un valido aiuto...prima di tutto per noi, e poi anche per il prossimo.
Partire dalla "trave" che giace a ostacolo nel rapporto con l'altro e anche con Dio, per poter togliere gli ostacoli e le "pagliuzze" dagli occhi degli altri.
Il giudizio sull'altro deve avere lo stile della vita, e non invece quello della morte.
Spesso invece noi giudichiamo l'altro per mortificarlo, per farlo morire moralmente, per essere noi potenti a tutto campo e su ogni realtà.
Questo stile però giudica anche noi come "ipocriti".
Se uno fa il male, è giudicato come colui che fa il male.
Se uno fa il bene, appare giudicato come facente il bene.
NON E' LA CORREZIONE FRATERNA A GIUDICARE, MA LO STILE.
Queste persone amano il danaro non Dio ed il prossimo.
Sono dei fannulloni.
Non credo che i fannulloni abbiamo titolo per insegnare.
Scusami se mi sono permessa di dire questo, ma non trovo giusto che critichino il tuo bellissimo apostolato!
Io tocco corde molto delicate; conosco molto bene alcune realtà.
Ho messo sul blog. un tuo scritto.
La critica mi va benissimo, le minacce no.
Chi minaccia non ha capito nulla del vangelo.

Sono lupi travestiti da pecora.

martedì 29 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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CONDIVISIONE BIBLICA
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VANGELO - ECONOMIA
Evangelicamente, l'economia deve essere riportata fra le scienze morali e sociali, deve essere proiettata verso  la buona amministrazione della cosa; si deve pensare ad una economia che sia la servizio del benessere di tutti. L'economia, secondo i principi biblici, non può essere concepita come scienza dell'accumulazione, ma deve ripristinare l'etica dello scambio senza mirare al massimo profitto. Bisogna privilegiare le attività produttive locali che devono essere, il più possibile, autogestite ed autocontrollate.L'economia della condivisione deve essere accompagnata da stili di vita improntati alla semplicità e alla parsimonia per mirare alla stabilità del benessere di tutti.

lunedì 21 aprile 2014

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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Gruppo multidisciplinare nelle professioni e nei mestieri

Il concetto del gruppo multidisciplinare, sia nelle professioni che nei mestieri, è la costante nell’interagire fra le persone che aderiscono al progetto e lo condividono.
I soggetti hanno in comune l’etica e la morale cristiana, ma anche quanto occorre nel processo produttivo; questi interagiscono su scala nazionale.
L’amore fraterno non finto è la stella polare dei componenti del gruppo.

Senza l’etica e la morale cristiana il progetto della condivisione non ha modo di esistere.

sabato 19 aprile 2014

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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA



Il mondo di fede cristiana spesso non mette in evidenza i principi biblici su cui è basata, dimentica che il cristianesimo è basato sull’amore fraterno non solo predicato ma praticato.
Questo porta al naturale comportamento egoistico con tutte le conseguenze che l’egoismo apporta nell’agire umano.
Poi ci si meraviglia delle guerre, dei conflitti, del divario tra ricchi e poveri, della povertà morale ed economica.

IL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISA PUO’ DARE UNA RISPOSTA ALLA PROBLEMATICA.

venerdì 11 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Per avere delle innovazioni sociali occorre pianificare la vita con cura altrimenti non si avrà alcun cambiamento in positivo.
L’obiettivo del piano deve essere universale e deve tener presente l’ordine permanente delle cose naturali.
Il tentativo di imporre a tutti i metodi di vita standardizzati allo scopo di piazzare i prodotti delle fabbriche centralizzate e schiacciare l’espressione dell’individualità non sarà positivo per lo sviluppo collettivo.
Le attività produttive locali hanno bisogno di operatori che sappiano organizzare il lavoro in modo da rendere la vita possibile a tutte le persone della zona.
La pianificazione implica anche la formulazione di una norma che tenga conto dei principi morali, etici, e lavorare in quella direzione per il bene comune.
Se la norma è buona la si giudicherà dagli effetti positivi per la collettività.

Detta norma deve ispirarsi al principi dell’economia condivisa nel rispetto dei dettati biblici.

giovedì 10 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.


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PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Un altro gruppo economico da esaminare con attenzione è quello dell’adozione il cui motto è: “Mangiamo, beviamo e divertiamoci, perché domani moriremo”.
Anche questi componenti del gruppo appartengono all’area della imitazione già esaminata, ma con la differenza che queste persone cercano di introdurre alcune modifiche al sistema,  non rilevanti ai fini del progresso collettivo.
Il loro impegno è di imitare le creazioni degli altri e farle proprie senza alcuno sforzo proprio, non mettono in conto che i modelli produttivi degli altri non sempre sono adeguati per lo sviluppo della comunità di appartenenza.
Non pensano alle generazioni future e quindi vivono alla giornata, ma la vita continua anche dopo la loro morte ed i posteri troveranno un sistema economico non favorevole per la crescita.
Anche in questo casa l’individuo vive ma non agisce per il bene comune.
Il bene proprio prevale su quello collettivo; l’altruismo viene meno e si ha l’impoverimento anche morale.
E’ un vivere senza valori cristiani e si va dietro la dissolutezza totale.

Questo modo di vivere non ha nulla a che fare con l’economia della condivisione.

lunedì 7 aprile 2014

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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Sviluppo umano – stadio spirituale avanzato- economia di servizio – Vita, vivere ed esistenza.



Qual è il senso della vita terrena?
Semplicemente esistere, ma non curarsi della propria condizione materiale e spirituale?
Vivendo, la persona esprime le proprie facoltà che ne determinano il modo come viene vissuta la propria esistenza, con i  propri valori umani e spirituali.
La vita è anche il mezzo attraverso il quale la persona realizza se stessa, esprime le sue facoltà creative nel mondo dell’arte e dei mestieri, ma determina anche la propria condizione spirituale, morale ed etica; a seconda della sua natura farà avanzare oppure ritardare il progresso con le proprie azioni poste in essere.
Se una persona usa miscela di valori centrati su se stessa il risultato non sarà la stabilità, ma la viabilità del sistema che potrà essere sfigurato dalla violenza, quindi l’individualismo non porta bene ma fa scaturire l’egoismo che potrebbe portare alla distruzione di se e degli altri.
Se al contrario una persona usa valori altruistici, la sua vita porterà, di generazione in generazioni, il messaggio della stabilità dei valori, materiali e spirituali, e la nonviolenza tra i popoli e nella propria comunità alla quale appartiene.
Questa è la possibilità e la responsabilità che l’essere umano ha nelle proprie mani; non può, dunque, affidare la propria vita ad altri in quando gli appartiene e che dovrà rendere conto al proprio Creatore nel bene e nel male.
Ogni uomo è responsabile per il modo in cui vive, sia per se che per le generazioni future.

Il cristiano deve riflettere per il modo di come conduce la propria vita, come credente non può ignorare i principi biblici ed attuarli; tutto è insito nella definizione di cristiano.

sabato 5 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Sviluppo umano – stadio primitivo dell’economia

Appartiene allo stadio primitivo il parassita che lo contraddistingue nei rapporti con gli altri gruppi o nazioni.
Oggi si utilizzano molto i prodotti per combattere il mondo parassitario nel campo agricolo al fine di poter migliorare la produzione ed il reddito da lavoro nell’ambito dell’agricoltura.
Un parassita non considera i diritti altrui, le vie per arrivare a ciò di cui ha bisogno sono infinite (le leggi della morale e dell’etica non valgono per loro), le conseguenze delle proprie azioni sono la distruzione o morte degli altri per il bene proprio.
Una tigre non si emoziona davanti all’agnello che ha lacerato, non si fa scrupoli di coscienza per soddisfare il proprio ventre.
Il cacciatore e il pescatore uccidono la loro preda per soddisfare il bisogno immediato del proprio corpo.
Allo stesso modo, un’economia nazionale che dipende, per esistere, dal danno o dalla rovina di un altro gruppo (vedi le guerre), è intrinsecamente parassitaria alla stregua del mondo parassitario nel settore agricolo.

Un’economia parassitaria e in netto contrasto con gli insegnamenti di Gesù ed il mondo cristiano non può ammettere un tale agire dell’uomo egoista; chi ammette o lascia correre i parassiti non può concepire la condivisione economica praticata dalla chiesa primitiva.

mercoledì 26 marzo 2014

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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/23.


Thomas Robert Malthus
RIFLESSIONI. Crisi economica?
Perché un tracollo economico mondiale?
Il Talmud (Gittin 57a) ci dice che le crisi economiche sono un campanello d'allarme per cambiare i nostri modi.
Si racconta nel Talmud che prima della distruzione del Tempio di Gerusalemme il prezzo del grano era di 40 Modiut (misure) per Dinar.
Il prezzo del grano aumentò leggermente e il suo nuovo prezzo fu fissato a 39 Modiut per Dinar (con lo stesso prezzo si comprava meno grano).
I saggi si chiesero quale fosse la causa di questo aumento.
Hanno cercato e trovato che un padre e suo figlio avevano rapporti con una donna fidanzata.
Il padre e il figlio sono stati portati in tribunale, quivi condannati e poi lapidati.
Dopo l’esecuzione il prezzo del grano ritornò al prezzo originale di 40 Modiut per Dinar.
Secondo questo racconto del Talmud il livello morale della società può influenzare i costi delle materie prime e influenzare l'economia locale e mondiale.
Il livello morale della società influenza la quantità di "benessere" nel mondo e l'armonia di interazione tra le persone ha influenza sull’economia.
Il Chofetz Chaim, un famoso rabbino del XX secolo, ha scritto che la Grande Depressione del 1929 è venuta a causa della mancanza di fede in Dio di quella generazione, il che ha portato a una mancanza di fiducia tra le persone.
Yeshua disse: «perché l’iniquità sarà moltiplicata, la carità dei più si raffredderà» (Mat.24:12).
Anche se il periodo che ha preceduto la Grande Depressione era di prosperità, per la ripresa dalla grande guerra, la mancanza di fede e di fiducia tra le persone, in ultima analisi, ha causato l’indebolimento delle fonti di credito.
Nelle sue parole: "ha fatto sì che l'arteria centrale per il flusso della vita economica diventasse intasata dall’animosità".
Questo è molto simile alla crisi economica di oggi, la cui goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata i mutui subprime, che si basavano sul prestito immorale di denaro a persone che molto probabilmente non sarebbero state in grado di pagare.
Quando il prezzo delle materie prime aumenta in modo imprevisto e il mondo affronta una crisi economica, dobbiamo guardare sia alle ragioni osservabili che a quelle metafisiche per trovare il motivo per cui sta accadendo.
Shalom

Argentino Quintavalle