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venerdì 3 ottobre 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA
La CECA fu il primo passo concreto verso l’unificazione politica, il primo mattone della costruzione dell’impero, e questo impero è una sorta di società a responsabilità limitata, la ONE World Company.
sabato 27 settembre 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE - CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle +1:
La CECA fu il primo passo concreto verso l’unificazione politica, il primo mattone della costruzione dell’impero, e questo impero è una sorta di società a responsabilità limitata, la ONE World Company. Con la firma del Trattato di Roma del 1957, che spianò la strada alla Comunità Economica Europea, si fece un ulteriore passo verso una futura società mondiale a responsabilità limitata."L’aspetto del cielo lo sapete dunque discernere, e i segni dei tempi non arrivate a discernerli?"-------------------------Ciao,ho visitato il blog...condivido praticamente tutto.In estrema sintesi posso dirti che superare gli individualismi sarebbe l`unica via per egualmente distribuire le ricchezze e superare ogni crisi.È un progetto bellissimo e naturalmente aderente ai principi cristiani.Ma penso che sia tutto un po`utopistico......finché sui principi insegnati da Gesù prevarranno l`egoismo, la prevaricazione e la sete morbosa di AVERE, più che di ESSERE.
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sabato 6 settembre 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
L’ECONOMIA COME STRUMENTO DI CONDIVISIONECi si chiede: come può l’economia essere strumento di condivisione?
Segue quanto scrive Joseph C. Kumarappa nel suo libro intitolato “Economia di condivisione – Come uscire dalla crisi mondiale”: Siamo avvolti nell’insicurezza personale, politica, economica, sociale.
I trattati di pace e gli appelli hanno avuto scarsi effetti quanto alla costruzione di una pace durevole. I semi della guerra e la tensione internazionale sono radicati in gran parte nel campo dell’economia. Se vogliamo affrontare sul serio la guerra dobbiamo studiare l’attuale sistema di produzione, distribuzione e consumo. La guerra è il risultato finale di conflitti che nascono dalla vita quotidiana di ciascuno di noi e di tutti noi.Kumarappa era figlio di indiani cristiani, leggeva la bibbia e voleva vivere la vita secondo il contenuto delle Sacre Scritture, in particolare meditava quanto veniva riportato nei Vangeli.
SIAMO CONVINTI CHE L’ECONOMIA CONDIVISA PUO’ DARE UNA RISPOSTA AI TANTI INTERROGATIVI CHE OGGI PONE LA CRISI MONDIALE.
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lunedì 4 agosto 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
RIFLESSIONI: La domanda che mi pongo è: l'attuale crisi finanziaria si sarebbe potuta evitare se le nazioni avessero seguito le linee guida della Bibbia?
Non solo la risposta è sì, ma dalla Bibbia possiamo ricavare delle regole per incominciare a correggere la debacle.
Ogni teologia ha una sua etica degli affari, ma quella biblica è particolarmente completa.
La crisi attuale, la più grande recessione economica dopo la seconda guerra mondiale, ha le sue radici nel fallimento morale del mondo occidentale.
L’etica biblica ci invita a chiederci: "come possiamo fare denaro e contemporaneamente essere dei membri responsabili della società in cui viviamo, e tutelare gli interessi di chi compra, di chi vende, e di chi lavora?"
Chiaramente queste considerazioni sono state assenti in tutti i protagonisti dell’analisi economica di cui sopra.
Ecco alcuni dei principi antichi che si possono applicare alle cattive notizie di oggi.
• Davanti al cieco non mettere un inciampo (Levitico 19:14)
Buona parte dell’etica biblica nasce da Lev.19:14, che recita: "Non dir male del sordo e davanti al cieco non mettere un inciampo".
Sin dall’antichità i rabbini ampliarono questo comandamento in un divieto generale di non dare cattivi consigli.
Oggi possiamo applicarlo in maniera particolare all’economia e alla finanza.
Gli "esperti" che ci hanno detto un mare di bene riguardo l’euro sono stati dei cattivi consiglieri e hanno violato il comandamento di Lev.19:14.
domenica 3 agosto 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
RIFLESSIONI.
Crisi economica?
Perché un tracollo economico mondiale?
Il Talmud (Gittin 57a) ci dice che le crisi economiche sono un campanello d'allarme per cambiare i nostri modi.
Si racconta nel Talmud che prima della distruzione del Tempio di Gerusalemme il prezzo del grano era di 40 Modiut (misure) per Dinar.
Il prezzo del grano aumentò leggermente e il suo nuovo prezzo fu fissato a 39 Modiut per Dinar (con lo stesso prezzo si comprava meno grano).
I saggi si chiesero quale fosse la causa di questo aumento.
Hanno cercato e trovato che un padre e suo figlio avevano rapporti con una donna fidanzata.
Il padre e il figlio sono stati portati in tribunale, quivi condannati e poi lapidati.
Dopo l’esecuzione il prezzo del grano ritornò al prezzo originale di 40 Modiut per Dinar.
Secondo questo racconto del Talmud il livello morale della società può influenzare i costi delle materie prime e influenzare l'economia locale e mondiale.
Il livello morale della società influenza la quantità di "benessere" nel mondo e l'armonia di interazione tra le persone ha influenza sull’economia.
Il Chofetz Chaim, un famoso rabbino del XX secolo, ha scritto che la Grande Depressione del 1929 è venuta a causa della mancanza di fede in Dio di quella generazione, il che ha portato a una mancanza di fiducia tra le persone.
Yeshua disse: «perché l’iniquità sarà moltiplicata, la carità dei più si raffredderà» (Mat.24:12).
Anche se il periodo che ha preceduto la Grande Depressione era di prosperità, per la ripresa dalla grande guerra, la mancanza di fede e di fiducia tra le persone, in ultima analisi, ha causato l’indebolimento delle fonti di credito.
Nelle sue parole: "ha fatto sì che l'arteria centrale per il flusso della vita economica diventasse intasata dall’animosità".
Questo è molto simile alla crisi economica di oggi, la cui goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata i mutui subprime, che si basavano sul prestito immorale di denaro a persone che molto probabilmente non sarebbero state in grado di pagare.
Quando il prezzo delle materie prime aumenta in modo imprevisto e il mondo affronta una crisi economica, dobbiamo guardare sia alle ragioni osservabili che a quelle metafisiche per trovare il motivo per cui sta accadendo.
Shalom
Argentino Quintavalle
venerdì 1 agosto 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAUn lettore scrive:
Adam SmithRIFLESSIONI:
Possiamo discutere se Hillel abbia aggirato o no un comandamento della Torah, ma resta il fatto che senza il suo intervento pochissimi individui offrivano prestiti negli anni che precedevano il settimo anno.
La mancanza di liquidità e di credito generava delle crisi che avevano effetti devastanti sull'economia.
Hillel comprese che bisognava fare qualcosa per garantire il mercato del credito e un continuo flusso di prestiti alle attività.
I politici di oggi dovrebbero seguire l'esempio di Hillel e garantire che le piccole e medie imprese italiane abbiano facile accesso ai prestiti per finanziare le loro operazioni.
Purtroppo, questo non viene fatto, e la stretta creditizia ostacola la crescita economica delle piccole e medie imprese e quindi dell’occupazione.
C’è anche un problema morale.
Il termine rischio morale è usato dagli economisti per descrivere il fatto che quando un individuo, una società o un ente è "assicurato", non è incentivato ad agire con molta attenzione.
Ad esempio, un individuo con l'assicurazione contro gli oggetti di valore custoditi in casa, può essere meno vigile sulla sicurezza delle sue porte o di investire in un buon sistema di allarme.
Come il premio Nobel professor Gary Becker ha scritto: «Se gli individui non sono ritenuti responsabili per le decisioni e le azioni che possono danneggiare se stessi o altri, hanno meno incentivi ad agire in modo responsabile, dal momento che sfuggiranno ad alcune o a tutte le cattive conseguenze delle loro azioni".
Questo sembra proprio riferirsi a ciò che sta accadendo oggi riguardo il fallimento delle banche che chiedono garanzie governative per evitare la bancarotta.
Questo tipo di "assicurazione" contro le cattive decisioni aziendali porterà ancora più cattivi investimenti e problemi in futuro.
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giovedì 31 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
Capire come funziona l’economia e chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ci permetterà di capire perché oggi le cose vanno in questa maniera disastrosa. Ci permetterà di capire i motivi della crisi economica e soprattutto perché l’economia è alla base della visione apocalittica della bestia che sale dalla terra, la quale faceva si che: "…nessuno potesse comprare o vendere se non chi avesse il marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome" (Apoc.13:17). C’è un chiaro riferimento economico in tutto questo.So che per molti di voi questo sarà un argomento completamente nuovo e per certi versi difficile, ma vi chiedo di seguirlo con attenzione, perché chi detiene il potere ha interesse che il popolo rimanga nell’ignoranza, e onestamente la maggioranza della popolazione conosce ben poco come funzionano i meccanismi economici, finanziari e monetari. Pertanto ho deciso di rispolverare i miei studi di Economia Politica per far conoscere come essa funziona e quali sono i diabolici ingranaggi in cui ci troviamo; «…ma il popolo di quelli che conoscono il loro Dio mostrerà fermezza e agirà» (Dan.11:32).«Nulla al mondo è più pericoloso di un'ignoranza sincera e una stupidità coscienziosa» (Martin Luther King).«Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza» (Dante Alighieri).
sabato 26 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Nell’economia di servizio i diritti personali sono sostituiti dai doveri relativi alla regolazione della vita.
La scala dei valori serve a misurare il benessere degli altri piuttosto che il proprio piacere.
La persona deve essere creativa e deve cercare di realizzare in prima persona esperimenti su piccola scala.
Ciò è possibile se sentiamo come nostri i bisogni altrui più che i nostri, occorre avere il senso materno o paterno nella protezione degli indifesi e far propria l’intera famiglia umana.
Grazie a questo spirito di servizio possiamo trovare una soluzione ai mali di cui soffre la nostra società in momento particolare di crisi economica.
I nostri governanti dovrebbero provare sulla propria pelle le conseguenze dell’attuale crisi e privarsi dei privilegi .
L’ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE DEVE VALERE ANCHE PER LORO ALTRIMENTI SIAMO IN PRESENZA DI UNA ECONOMIA PARASSITARIA CHE AGGREDISCE I PIU’ DEBOLI, IN VIOLAZIONE DEI PRINCIPI CRISTIANI.
sabato 19 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/48.
La crisi
Il vocabolo crisi indica oggi il momento in cui i banchieri e la finanza prendono il sopravvento e vengono sospesi alcuni diritti.
Come i malati, i Paesi diventano casi critici.
Crisi, parola greca che vuol dire «scelta» o «punto di svolta», ora evoca una minaccia sinistra, seppur ancora contenibile con i giusti interventi che però non si vogliono fare.
La minaccia è una corsa precipitosa verso l’escalation del controllo sulle persone.
Eppure, la crisi può indicare, per sua stessa definizione, l’attimo della scelta, quel momento in cui la gente all’improvviso si rende conto delle gabbie nelle quali si è rinchiusa e della possibilità di vivere in maniera diversa.
Ed è questa la crisi, nel senso appunto di scelta, di fronte alla quale si trova oggi il mondo intero.
Il mondo si sta amalgamando sempre più.
Le reazioni degli uomini agli eventi quotidiani si sono standardizzate.
Le denominazioni cristiane possono ancora apparire differenti, ma ogni giorno sempre più gente si aggrega alla maggioranza che non ha la capacità di analisi.
Diminuiscono sempre più le aspettative, nonché la fiducia nelle proprie capacità e l’interesse per gli altri.
lunedì 14 luglio 2014
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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
Due lettori scrivono:
Credo che per cambiare l'economia attuale sia necessario attuare misure anticapitalistiche e quindi tali da fermare l'economia, impedire la sua crescita: in pratica, antieconomiche.
Alcune di queste sono la cooperazione, l'autostentamento, lo scambio e l'affrancamento da banche e forme di finanziamento e investimento.
Questo però, almeno all'inizio, porterà al blocco ed alla crisi.
Crisi, si, ma solo del sistema di mercato libero che è libero solo per chi detiene non tanto le forme di produzione, quanto quelle di finanziamento e distribuzione.
Nessuna economia alternativa potrà essere realmente tale finché insisterà sui sistemi, modi e principi base attuali.
La partenza è l'autoproduzione e l'autostentamento.
Alla base ovviamente ci sta la riduzione dei bisogni, veri ma soprattutto presunti.
Grazie
-------------
Mi sa di GLOBALIZZAZIONE questo tuo discorso, l'economia condivisa poteva essere una bella cosa, ma i fatti parlano chiaro, ogni nazione ha perso la propria identità.
Sono d'accordo ad esportare e a far conoscere un mio prodotto locale agli altri, ma ci sono dei rischi.
Esempio, in Italia siamo produttori di ARANCE ROSSE DI SICILIA, non capisco perché io da siciliano non riesco a trovare le arance a casa mia, e se le trovo le pago ad un prezzo più alto rispetto a chi li mangia fuori Sicilia addirittura fuori Italia.
Condividere è ok, ma farsi derubare NO!
----------------------
Forse non sono stato chiaro: per sostentamento intendo che ognuno deve essere quanto più possibile capace di produrre da sé quanto gli serve.
Di tornare a produrre direttamente il cibo e quant'altro.
Di quante cose abbiamo veramente bisogno?
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venerdì 11 luglio 2014
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PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/29.
RIFLESSIONI: La domanda che mi pongo è: l'attuale crisi finanziaria si sarebbe potuta evitare se le nazioni avessero seguito le linee guida della Bibbia?
Non solo la risposta è sì, ma dalla Bibbia possiamo ricavare delle regole per incominciare a correggere la debacle.
Ogni teologia ha una sua etica degli affari, ma quella biblica è particolarmente completa.
La crisi attuale, la più grande recessione economica dopo la seconda guerra mondiale, ha le sue radici nel fallimento morale del mondo occidentale.
L’etica biblica ci invita a chiederci: "come possiamo fare denaro e contemporaneamente essere dei membri responsabili della società in cui viviamo, e tutelare gli interessi di chi compra, di chi vende, e di chi lavora?"
Chiaramente queste considerazioni sono state assenti in tutti i protagonisti dell’analisi economica di cui sopra.
Ecco alcuni dei principi antichi che si possono applicare alle cattive notizie di oggi.
giovedì 10 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
I lettori scrivono:
Il tuo argomento è sicuramente parte dei nostri tempi, tempi in cui 'la crisi' è un termine notevolmente utilizzato per acuire la stessa crisi.
L'accento su cosa si 'deve' fare è posto sotto il punto di vista legato alla religione cristiana, ma non è un buon legame.
Come altri hanno fatto notare, le religioni sono comunque strutture di 'controllo', anche nello stesso buddhismo dal quale ho fatto parte per anni prima di comprenderne le fondamenta che mi hanno portato alla comprensione di questo fatto.
Quando si parla di economia condivisa, ci si dimentica spesso dell'azione, e si rimane imbrigliati nell'argomentare, senza mai agire.
Scegliere come vivere è la partenza dell'azione.
Non considero l'economia ne positiva ne negativa, è semplicemente un mezzo, una energia integrata nei nostri sistemi di vita.
I ladri, gli impoveritori delle masse, esistono perché noi permettiamo che ciò esista, e non venite a dirmi che non è così.
Per fare in modo che queste cose cambino, è necessario cambiare noi stessi, ma non in termini dialettici, non solo scrivendo che le cose devono cambiare, non riempiendo solo pagine di buoni propositi.
mercoledì 30 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
DI ARGENTINO QUINTAVALLE /18.
Adam Smith
RIFLESSIONI:
Possiamo discutere se Hillel abbia aggirato o no un comandamento
della Torah, ma resta il fatto che senza il suo intervento pochissimi individui
offrivano prestiti negli anni che precedevano il settimo anno.
La mancanza di liquidità e di credito generava delle crisi che
avevano effetti devastanti sull'economia.
Hillel comprese che bisognava fare qualcosa per garantire il
mercato del credito e un continuo flusso di prestiti alle attività.
I politici di oggi dovrebbero seguire l'esempio di Hillel e
garantire che le piccole e medie imprese italiane abbiano facile accesso ai
prestiti per finanziare le loro operazioni.
Purtroppo, questo non viene fatto, e la stretta creditizia
ostacola la crescita economica delle piccole e medie imprese e quindi
dell’occupazione.
C’è anche un problema morale.
Il termine rischio morale è usato dagli economisti per descrivere il
fatto che quando un individuo, una società o un ente è "assicurato",
non è incentivato ad agire con molta attenzione.
Ad esempio, un individuo con
l'assicurazione contro gli oggetti di valore custoditi in casa, può essere meno
vigile sulla sicurezza delle sue porte o di investire in un buon sistema di allarme.
Come il premio Nobel professor Gary Becker ha
scritto: «Se gli individui non sono ritenuti responsabili per le decisioni e le
azioni che possono danneggiare se stessi o altri, hanno meno incentivi ad agire
in modo responsabile, dal momento che sfuggiranno ad alcune o a tutte le
cattive conseguenze delle loro azioni".
Questo sembra proprio riferirsi a ciò che
sta accadendo oggi riguardo il fallimento delle banche che chiedono garanzie
governative per evitare la bancarotta.
Questo tipo di "assicurazione"
contro le cattive decisioni aziendali porterà ancora più cattivi investimenti e
problemi in futuro.
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venerdì 25 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ –
RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA – GLI ESSENI
CHI ERANO GLI
ESSENI? – NUOVA SCOPERTA.
DI ARGENTINO QUINTAVALLE /12.
Capire come funziona l’economia e chi sono gli uomini
che hanno pensato l’economia del mondo ci permetterà di capire perché oggi le
cose vanno in questa maniera disastrosa.
Ci permetterà di capire i motivi della crisi economica
e soprattutto perché l’economia è alla base della visione apocalittica della
bestia che sale dalla terra, la quale faceva si che: "…nessuno potesse
comprare o vendere se non chi avesse il marchio, cioè il nome della bestia o il
numero del suo nome" (Apoc.13:17).
C’è un chiaro
riferimento economico in tutto questo.
So che per molti di voi questo sarà un argomento
completamente nuovo e per certi versi difficile, ma vi chiedo di seguirlo con
attenzione, perché chi detiene il potere ha interesse che il popolo rimanga
nell’ignoranza, e onestamente la maggioranza della popolazione conosce ben poco
come funzionano i meccanismi economici, finanziari e monetari.
Pertanto ho deciso di rispolverare i miei studi di
Economia Politica per far conoscere come essa funziona e quali sono i diabolici
ingranaggi in cui ci troviamo; «…ma il popolo di quelli che conoscono il loro
Dio mostrerà fermezza e agirà» (Dan.11:32).
«Nulla al mondo è più pericoloso di un'ignoranza
sincera e una stupidità coscienziosa» (Martin Luther King).
«Considerate la vostra semenza: fatti non foste a
viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza» (Dante Alighieri).
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domenica 20 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
L’ECONOMIA COME STRUMENTO DI
CONDIVISIONE
Ci si chiede: come può l’economia
essere strumento di condivisione?
Segue quanto scrive Joseph C. Kumarappa nel suo libro
intitolato “Economia di condivisione – Come uscire dalla crisi mondiale”: Siamo avvolti
nell’insicurezza personale, politica, economica, sociale.
I trattati di pace e
gli appelli hanno avuto scarsi effetti quanto alla costruzione di una pace
durevole.
I semi della guerra e la tensione internazionale sono radicati in
gran parte nel campo dell’economia.
Se vogliamo affrontare sul serio la guerra
dobbiamo studiare l’attuale sistema di produzione, distribuzione e consumo.
La
guerra è il risultato finale di conflitti che nascono dalla vita quotidiana di
ciascuno di noi e di tutti noi.
Kumarappa era figlio di indiani
cristiani, leggeva la bibbia e voleva vivere la vita
secondo il contenuto delle Sacre Scritture, in particolare meditava quanto
veniva riportato nei Vangeli.
SIAMO
CONVINTI CHE L’ECONOMIA CONDIVISA PUO’ DARE UNA RISPOSTA AI TANTI INTERROGATIVI
CHE OGGI PONE LA CRISI MONDIALE.
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giovedì 3 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
I lettori scrivono:
Pietro.
Il tuo argomento è sicuramente parte dei nostri tempi, tempi in cui 'la
crisi' è un termine notevolmente utilizzato per acuire la stessa crisi.
L'accento su cosa si 'deve' fare è posto sotto il punto di vista legato
alla religione cristiana, ma non è un buon legame.
Come altri hanno fatto notare, le religioni sono comunque strutture di
'controllo', anche nello stesso buddhismo dal quale ho fatto parte per anni
prima di comprenderne le fondamenta che mi hanno portato alla comprensione di
questo fatto.
Quando si parla di economia condivisa, ci si dimentica spesso dell'azione,
e si rimane imbrigliati nell'argomentare, senza mai agire.
Scegliere come vivere è la partenza dell'azione.
Non considero l'economia ne positiva ne negativa, è semplicemente un mezzo,
una energia integrata nei nostri sistemi di vita.
I ladri, gli impoveritori delle masse, esistono perché noi permettiamo che
ciò esista, e non venite a dirmi che non è così.
Per fare in modo che queste cose cambino, è necessario cambiare noi stessi,
ma non in termini dialettici, non solo scrivendo che le cose devono cambiare,
non riempiendo solo pagine di buoni propositi.
Azione.
Fare, prendersi le proprie responsabilità e iniziare a condividere
veramente.
Ognuno di noi ha delle piccole possibilità che possono essere attuate, ma
pochi lo fanno, perché ci si sente 'fuori luogo' nell'agire contro corrente.
Personalmente, alcuni anni fa ho deciso di agire.
Anche se è pochissimo quello che faccio, lo attuo.
Ho lasciato il lavoro da dipendente, ed ho ripreso a studiare, facendo
diversi corsi.
Oggi sono un operatore di EFT, ed opero sul territorio, nel mio paese e nei
dintorni.
Vado personalmente a casa delle persone che mi cercano e li aiuto con
queste ed altre tecniche a migliorare fisicamente e psicologicamente, parlando,
spiegando e cercando di fargli vedere un diverso modo di essere, di vivere con
loro stessi.
Non ho alcun 'prezziario'.
Vado gratuitamente.
Non chiedo nulla.
A volte, le sedute si protraggono nel tempo, sei, sette sedute, quando mi
chiedono 'quanto voglio' rispondo che non voglio nulla.
A fine trattamento, se mi viene ancora chiesto, dico di darmi quello che
vogliono, ed accetto un'offerta, qualsiasi essa sia.
A volte vado via con un cestino di verdure dell'orto, a volte con una forma
di formaggio, a volte con qualche euro.
Attuando questo metodo, vivo in una condizione di 'povertà economica'.
Spesso ho difficoltà a pagarmi anche l'ADSL.
Ma è una scelta che ho fatto e mia moglie la condivide.
E' un vivere difficile economicamente, ma non gli diamo molto peso.
Diamo più attenzione alla soddisfazione ed alla gioia di aver aiutato
qualcuno a stare meglio.
Per recuperare qualche soldo cerco di vendere i miei corsi, i miei libri,
ma non spendendo in pubblicità a pagamento, anche quelli sono minime entrate.
Scegliere di vivere davvero così è difficile.
Si tratta di sapere già in anticipo che si dovrà rinunciare a molte cose.
E non è facile.
Ma una volta effettuata una scelta di questo tipo, il mondo cambia.
Il nostro modo di guardare al mondo, cambia.
Per qualche verso, il necessario viene garantito dallo stesso fatto di
essere vivi, e non mancherà mai.
Quello che mancherà, sarà soltanto il superfluo.
Vivere in questo modo non è cristiano o buddhista o altro, vivere in questo
modo è vivere.
Ed oggi c'è un sole stupendo! Buona vita a tutti! :)
--------------------------------------
Andrea Signorini.
Onore a pietro chag...una risposta che non lascia spazio a repliche
ipocrite.
Sarei veramente onorato di conoscerti :-)
------------------------------------
Pietro Bottega.
Di tutta un'erba un fascio ? non sono d’accordo.
mercoledì 26 marzo 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino
Quintavalle/23.
Thomas
Robert Malthus
RIFLESSIONI.
Crisi economica?
Perché un tracollo
economico mondiale?
Il Talmud
(Gittin 57a) ci dice che le crisi economiche sono un campanello d'allarme per
cambiare i nostri modi.
Si racconta
nel Talmud che prima della distruzione del Tempio di Gerusalemme il prezzo del
grano era di 40 Modiut (misure) per Dinar.
Il prezzo
del grano aumentò leggermente e il suo nuovo prezzo fu fissato a 39 Modiut per
Dinar (con lo stesso prezzo si comprava meno grano).
I saggi si
chiesero quale fosse la causa di questo aumento.
Hanno
cercato e trovato che un padre e suo figlio avevano rapporti con una donna
fidanzata.
Il padre e
il figlio sono stati portati in tribunale, quivi condannati e poi lapidati.
Dopo
l’esecuzione il prezzo del grano ritornò al prezzo originale di 40 Modiut per
Dinar.
Secondo
questo racconto del Talmud il livello morale della società può influenzare i
costi delle materie prime e influenzare l'economia locale e mondiale.
Il livello
morale della società influenza la quantità di "benessere" nel mondo e
l'armonia di interazione tra le persone ha influenza sull’economia.
Il Chofetz
Chaim, un famoso rabbino del XX secolo, ha scritto che la Grande Depressione
del 1929 è venuta a causa della mancanza di fede in Dio di quella generazione,
il che ha portato a una mancanza di fiducia tra le persone.
Yeshua
disse: «perché l’iniquità sarà moltiplicata, la carità dei più si raffredderà»
(Mat.24:12).
Anche se il
periodo che ha preceduto la Grande Depressione era di prosperità, per la
ripresa dalla grande guerra, la mancanza di fede e di fiducia tra le persone,
in ultima analisi, ha causato l’indebolimento delle fonti di credito.
Nelle sue
parole: "ha fatto sì che l'arteria centrale per il flusso della vita
economica diventasse intasata dall’animosità".
Questo è
molto simile alla crisi economica di oggi, la cui goccia che ha fatto
traboccare il vaso è stata i mutui subprime, che si basavano sul prestito
immorale di denaro a persone che molto probabilmente non sarebbero state in
grado di pagare.
Quando il
prezzo delle materie prime aumenta in modo imprevisto e il mondo affronta una
crisi economica, dobbiamo guardare sia alle ragioni osservabili che a quelle
metafisiche per trovare il motivo per cui sta accadendo.
Shalom
Argentino
Quintavalle
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