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giovedì 4 settembre 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE -
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
Perché non facciamo qualche cosa in più con piu criterio.
Tutte le varie religioni..governo ecc..e fare vedere delle immagini diverse..il Signore ci dia maggiore intendimento e discernimento. ..
-----------Concordo.Fai una proposta operativa!
------------------La mia proposta non può essere accettabile. .perché sai benissimo che se non siamo convertiti.. non succede niente di buono..e non posso esprimermi piu di tanto. .ma tu ho visto che sei abbastanza intelligente e capisci..ma comunque ne parlerò col pastore della mia comunità. .essendo nel direttivo adi..comunque grazie mi hai dato un'idea. .nuova pace del Signore. .
----------------Grazie veramente per l'esauriente commento. .certo io so che le nostre comunità cristiane. Si impegnano. .e certo non era rivolto il mio..problema a noi..col massimo rispetto. .ma..a chi collabora...male..vedere queste cose mi fa male...ma da soli..non si fa' molto. .queste assocoazioni non bastano a migliorare la vita di questi cari sfortunati. ..non voglio mostrarmi migliore o più bravo di nessuno per carità. .sto ' male a vedere queste situazioni..quando c'è la possibilità di partecipare partecipo..sia spiritualmente che fisicamente..ma purtroppo ancora si deve fare molto di più. ..il Signore ci guidi e ci aiuti. .ed a te grazie per tutto
------------
Perché non può essere accettata?
Noi dobbiamo dialogare ed agire con i convertiti.
E' un appello ai convertiti.
Noi in prima linea.
Aspetto una tua proposta operativa.
I primi capitoli degli Atti sono illuminanti.
mercoledì 6 agosto 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI:
5) Governo limitatoIl quinto assioma della teoria economica biblica è il pericolo dell'inefficienza del governo. La Bibbia mette in guardia più volte circa la natura malvagia del governo e della burocrazia. L'avvertimento principale lo troviamo nel primo libro di Samuele quando gli Israeliti chiedono un re:"E disse: Questo sarà il modo d'agire del re che regnerà su di voi. Egli prenderà i vostri figliuoli e li metterà sui suoi carri e fra i suoi cavalieri, e dovranno correre davanti al suo carro; se ne farà dei capitani di migliaia e dei capitani di cinquantine; li metterà ad arare i suoi campi, a mieter le sue biade, a fabbricare i suoi ordigni di guerra e gli attrezzi dei suoi carri.
Prenderà le vostre figliuole per farsene delle profumiere, delle cuoche, delle fornaie. Prenderà i vostri campi, le vostre vigne, i vostri migliori uliveti per darli ai suoi servitori. Prenderà la decima delle vostre semente e delle vostre vigne per darla ai suoi eunuchi e ai suoi servitori. Prenderà i vostri servi, le vostre serve, il fiore della vostra gioventù e i vostri asini per adoprarli nei suoi lavori. Prenderà la decima dei vostri greggi, e voi sarete suoi schiavi. E allora griderete per cagione del re che vi sarete scelto, ma in quel giorno l'Eterno non vi risponderà" (1Sam.8:11-18).In parole povere, quando i governi hanno un ruolo importante nell'allocazione delle risorse nella società, la prospettiva che si rischia è quella di un maggior grado di oppressione al fine di soddisfare lo status quo di chi governa. In questo caso l’oppressione economia è direttamente proporzionale alla mancanza di timor di Dio di chi governa.ShalomArgentino Quintavalle
domenica 3 agosto 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAUn lettore scrive:

Per farla semplice senza entrare nei tecnicismi del modello economico, il principio di Ricardo diceva questo: il contadino che raccoglie 100 ql. di grano, ne deve risparmiare una parte per piantarla l’anno dopo.
Il contadino ha quindi risparmiato una parte.
Quel risparmio verrà poi investito (seminato) e porterà del frutto al contadino.
Quindi Ricardo ne concluse che per poter fare investimenti nella produzione, era prima necessario risparmiare.
In altre parole: i risparmi di oggi generano gli investimenti futuri.
Fin qui tutto bene, ma questo era vero per il contadino dell’800!
Oggi non giriamo con il grano in tasca per andare a fare la spesa.
Oggi abbiamo il denaro.
Inoltre, e questo è il punto focale di tutto, nella nostra economia moderna è impossibile che qualcuno possa risparmiare denaro prima che il creatore del denaro, cioè lo Stato, glielo abbia dato, cioè prima che lo Stato abbia investito spendendo.
È anche impossibile che fra noi privati io possa risparmiare prima che un altro privato mi abbia dato dei soldi.
Quindi, è ovvio che prima ci deve essere l'investimento (dello Stato o del privato), e solo dopo semmai il risparmio.
Questo ribalta completamente l'idea di Ricardo, e la formula giusta invece è: gli investimenti di oggi generano i risparmi futuri.
Eppure tutti gli economisti che oggi vanno per la maggiore sono convinti che chiunque si debba comportare esattamente come il contadino del modello ricardiano di due secoli fa, soprattutto lo Stato.
E questo cosa significa?
Che secondo loro tutti, chiunque al mondo maneggi denaro, soprattutto il Governo, deve prima risparmiare, poi potrà spendere/investire, e sono convinti che quell’investimento futuro genererà ricchezze e impiego per il Paese.
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giovedì 31 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
Capire come funziona l’economia e chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ci permetterà di capire perché oggi le cose vanno in questa maniera disastrosa.
Dunque iniziamo!
Adam Smith
Smith cosa disse?
Questo: egli riteneva che, per incrementare la ricchezza del Paese, fosse necessario liberare le forze che guidano i mercati, e in primo luogo consentire il pieno esplicarsi della libera iniziativa economica.
Detto in altre parole: il governo deve togliersi dall’economia, deve lasciare in pace gli imprenditori e i cittadini, cioè il Mercato.
Ma attenzione, perché è qui che c’è la confusione con l’economia di oggi.
Smith voleva solo dire che siccome il governo di allora, cioè i Re, i nobili, i Papi, ecc., era una cosa talmente parassitaria che era meglio che si levassero di torno, e che i borghesi del Mercato erano preferibili ad essi.
Smith quando parlava che per rendere massimo il benessere della nazione si doveva eliminare ogni restrizione all’operare della libera concorrenza, e quindi che il governo non doveva interferire, non intendeva il governo democratico di oggi.
Ma gli economisti attuali, che prendono il nome di Neoliberisti, hanno spacciato a tutti che Smith odiava i governi come i nostri, li voleva senza potere, e amava il Libero Mercato.
Ma questo non è vero.
Per Smith il capitalismo del Libero Mercato era accettabile solo perché era un male minore rispetto ai tiranni dell’epoca.
Adam Smith infatti non ammirava affatto il capitalismo del Libero Mercato, e infatti una delle sue citazioni più famose è questa: «Raramente i capitalisti si riuniscano se non per cospirare contro i lavoratori e il Mercato».
Smith ha elaborato la famosa similitudine della Mano Invisibile.
Questo è stato spiegato che in un sistema di libero mercato, perseguendo il proprio egoistico interesse, i singoli individui potranno realizzare anche il massimo benessere collettivo.
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domenica 27 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/35_bis.
5) Governo limitato
Il quinto assioma della teoria economica biblica è il pericolo dell'inefficienza del governo.
La Bibbia mette in guardia più volte circa la natura malvagia del governo e della burocrazia.
L'avvertimento principale lo troviamo nel primo libro di Samuele quando gli Israeliti chiedono un re:
"E disse: Questo sarà il modo d'agire del re che regnerà su di voi.
Egli prenderà i vostri figliuoli e li metterà sui suoi carri e fra i suoi cavalieri, e dovranno correre davanti al suo carro; se ne farà dei capitani di migliaia e dei capitani di cinquantine; li metterà ad arare i suoi campi, a mieter le sue biade, a fabbricare i suoi ordigni di guerra e gli attrezzi dei suoi carri.
Prenderà le vostre figliuole per farsene delle profumiere, delle cuoche, delle fornaie.
Prenderà i vostri campi, le vostre vigne, i vostri migliori uliveti per darli ai suoi servitori.
Prenderà la decima delle vostre semente e delle vostre vigne per darla ai suoi eunuchi e ai suoi servitori.
Prenderà i vostri servi, le vostre serve, il fiore della vostra gioventù e i vostri asini per adoprarli nei suoi lavori.
Prenderà la decima dei vostri greggi, e voi sarete suoi schiavi.
E allora griderete per cagione del re che vi sarete scelto, ma in quel giorno l'Eterno non vi risponderà" (1Sam.8:11-18).
In parole povere, quando i governi hanno un ruolo importante nell'allocazione delle risorse nella società, la prospettiva che si rischia è quella di un maggior grado di oppressione al fine di soddisfare lo status quo di chi governa.
In questo caso l’oppressione economia è direttamente proporzionale alla mancanza di timor di Dio di chi governa.
Shalom
Argentino Quintavalle
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sabato 26 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/35.
3) L'accumulo di ricchezza
Il terzo assioma della teoria economica biblica è che l'accumulo della ricchezza è una virtù, non un vizio.
L'uomo, che deve partecipare al processo creativo, non dovrebbe essere demotivato da una protezione inadeguata della proprietà privata, ed è benedetto quando il risultato del lavoro onesto risulta in ricchezza.
La Torah descrive in grande dettaglio le ricchezze dei patriarchi, Abrahamo, Isacco e Giacobbe.
La ricchezza, accumulata onestamente, è una benedizione di Dio.
4) Assistenza ai bisognosi
Il quarto assioma della teoria economica biblica è l'obbligo di provvedere ai bisognosi attraverso la beneficenza – la Tzedakah (letteralmente giustizia). "Quando vi sarà in mezzo a te qualcuno dei tuoi fratelli che sia bisognoso in una delle tue città nel paese che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti dà, non indurirai il cuore tuo, e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso; anzi gli aprirai largamente la mano e gli presterai quanto gli abbisognerà per la necessità per la quale si trova" (Deut.15:7,8).
Il compito dell'uomo nel mondo non è solo quello di lavorare, creare, innovare, produrre ricchezza, ma anche di prendersi cura di chi è nel bisogno.
5) Governo limitato
Il quinto assioma della teoria economica biblica è il pericolo dell'inefficienza del governo.
La Bibbia mette in guardia più volte circa la natura malvagia del governo e della burocrazia.
L'avvertimento principale lo troviamo nel primo libro di Samuele quando gli Israeliti chiedono un re:
"E disse: Questo sarà il modo d'agire del re che regnerà su di voi.
Egli prenderà i vostri figliuoli e li metterà sui suoi carri e fra i suoi cavalieri, e dovranno correre davanti al suo carro; se ne farà dei capitani di migliaia e dei capitani di cinquantine; li metterà ad arare i suoi campi, a mieter le sue biade, a fabbricare i suoi ordigni di guerra e gli attrezzi dei suoi carri.
Prenderà le vostre figliuole per farsene delle profumiere, delle cuoche, delle fornaie.
Prenderà i vostri campi, le vostre vigne, i vostri migliori uliveti per darli ai suoi servitori.
Prenderà la decima delle vostre semente e delle vostre vigne per darla ai suoi eunuchi e ai suoi servitori.
Prenderà i vostri servi, le vostre serve, il fiore della vostra gioventù e i vostri asini per adoprarli nei suoi lavori.
Prenderà la decima dei vostri greggi, e voi sarete suoi schiavi.
E allora griderete per cagione del re che vi sarete scelto, ma in quel giorno l'Eterno non vi risponderà" (1Sam.8:11-18).
In parole povere, quando i governi hanno un ruolo importante nell'allocazione delle risorse nella società, la prospettiva che si rischia è quella di un maggior grado di oppressione al fine di soddisfare lo status quo di chi governa.
In questo caso l’oppressione economia è direttamente proporzionale alla mancanza di timor di Dio di chi governa.
Shalom
Argentino Quintavalle
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venerdì 25 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ –
RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
ECONOMIA
MODERNA - ATTUALE.
DI ARGENTINO QUINTAVALLE /14.
Adam Smith
Smith cosa disse?
Questo: egli riteneva che, per incrementare la
ricchezza del Paese, fosse necessario liberare le forze che guidano i mercati,
e in primo luogo consentire il pieno esplicarsi della libera iniziativa
economica.
Detto in altre parole: il governo deve togliersi
dall’economia, deve lasciare in pace gli imprenditori e i cittadini, cioè il
Mercato.
Ma attenzione, perché è qui che c’è la confusione con
l’economia di oggi.
Smith voleva solo dire che siccome il governo di
allora, cioè i Re, i nobili, i Papi, ecc., era una cosa talmente parassitaria
che era meglio che si levassero di torno, e che i borghesi del Mercato erano
preferibili ad essi.
Smith quando parlava che per rendere massimo il
benessere della nazione si doveva eliminare ogni restrizione all’operare della
libera concorrenza, e quindi che il governo non doveva interferire, non
intendeva il governo democratico di oggi.
Ma gli economisti attuali, che prendono il nome di
Neoliberisti, hanno spacciato a tutti che Smith odiava i governi come i nostri,
li voleva senza potere, e amava il Libero Mercato.
Ma questo non è vero.
Per Smith il capitalismo del Libero Mercato era
accettabile solo perché era un male minore rispetto ai tiranni dell’epoca.
Adam Smith infatti non ammirava affatto il capitalismo
del Libero Mercato, e infatti una delle sue citazioni più famose è questa:
«Raramente i capitalisti si riuniscano se non per cospirare contro i lavoratori
e il Mercato».
Smith ha elaborato la famosa similitudine della Mano
Invisibile. Questo è stato spiegato che in un sistema di libero mercato,
perseguendo il proprio egoistico interesse, i singoli individui potranno
realizzare anche il massimo benessere collettivo.
giovedì 24 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Nell’economia non di mercato
gli scambi monetari sono limitati e l’economia
locale viene sottratta, per quanto è possibile, dallo sfruttamento del più
forte sul più debole.
Si potrebbe pensare all’autogestione dei servizi e dei beni pubblici da parte della popolazione locale,
strade, opere idriche, ecc….
La scelta di una
cooperazione fra le popolazioni locali svilupperà le necessarie capacità a
gestire responsabilità più ampie di distretto, provincie e fino al governo nazionale
e alle più alte sfere internazionali.
E’ importante fondare lo
sviluppo tenendo presente la specificità del territorio con le sue necessità e
le relative risorse naturali, umane con formazione culturale locale.
Se il sistema politico non
si fonda su persone formate per dare respiro all’economia locale lo sviluppo
generale non ci sarà perché la politica nazionale, spesso, non lavora
nell’interesse delle masse popolari.
Quindi è importante partire
dalle realtà locali e proiettare il tutto a livello nazionale, se si pensa di
partire dal nazionale e non dal locale ci saranno sempre più poveri e la
ricchezza sarà concentrata in un numero ristretto di persone, la sperequazione
aumenterà sempre di più, l’equità ed il concetto di fraternità e dell’amore per
il prossimo verrà meno, i principi biblici non potranno avere pratica
applicazione nel campo economico.
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martedì 1 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/28.
Eppure tutti gli economisti che oggi vanno per la maggiore sono convinti
che chiunque si debba comportare esattamente come il contadino del modello
ricardiano di due secoli fa, soprattutto lo Stato.
E questo cosa significa?
Che secondo loro tutti, chiunque al mondo maneggi denaro, soprattutto il
Governo, deve prima risparmiare, poi potrà
spendere/investire, e sono convinti che quell’investimento futuro genererà
ricchezze e impiego per il Paese.
Infatti oggi nel mondo moderno tutta la teoria economica che regola le
nostre vite predica la soluzione di Ricardo per la crescita economica, e gli
accordi sul commercio internazionale, come quelli siglati nell’ambito del WTO si
basano sul modello economico ricardiano sviluppato due secoli fa. Viene
insegnato in tutte le Università più importanti da cui escono tutti i
tecnocrati che contano (Draghi, Monti, ecc.).
E il risultato è questo: hanno convinto tutti, Governi inclusi, a chiudere
la borsa della spesa e a mettere denaro da parte per investire/spendere domani.
Conseguenze?
A) Allo Stato viene detto che deve ridurre la spesa e accumulare un surplus
(risparmio) di denaro, così potrà investire un domani.
Ma così facendo, non solo lo Stato ci dà 100 e ci toglie 100, che come
spiegato sopra è già un disastro per i cittadini e le aziende, ma addirittura
si mette a darci 100 e a tassarci 150 per fare il suo surplus (risparmio)
ricardiano, così noi andiamo sempre in rosso di 50 ogni anno, e invece della
futura creazione di ricchezza abbiamo un’apocalisse economica immediata.
B) I cittadini vengono incoraggiati a mettere da parte più denaro possibile
in prodotti finanziari di ogni tipo (con cui poi le finanziarie speculano) e
che è tutto denaro paralizzato, cioè non investito nell’economia reale.
Quel denaro equivale pari a merci, servizi, lavori, case, auto, cibo ecc.
non venduti, poiché non viene speso!
Questo, come disse Malthus, deprime la domanda aggregata e manda
a rotoli l’economia.
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domenica 30 marzo 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/28.
Eppure tutti gli economisti che oggi vanno per la maggiore sono convinti
che chiunque si debba comportare esattamente come il contadino del modello
ricardiano di due secoli fa, soprattutto lo Stato.
E questo cosa significa?
Che secondo loro tutti, chiunque al mondo maneggi denaro, soprattutto il
Governo, deve prima risparmiare, poi potrà
spendere/investire, e sono convinti che quell’investimento futuro genererà
ricchezze e impiego per il Paese.
Infatti oggi nel mondo moderno tutta la teoria economica che regola le
nostre vite predica la soluzione di Ricardo per la crescita economica, e gli
accordi sul commercio internazionale, come quelli siglati nell’ambito del WTO si
basano sul modello economico ricardiano sviluppato due secoli fa. Viene
insegnato in tutte le Università più importanti da cui escono tutti i
tecnocrati che contano (Draghi, Monti, ecc.).
E il risultato è questo: hanno convinto tutti, Governi inclusi, a chiudere
la borsa della spesa e a mettere denaro da parte per investire/spendere domani.
Conseguenze?
A) Allo Stato viene detto che deve ridurre la spesa e accumulare un surplus
(risparmio) di denaro, così potrà investire un domani.
Ma così facendo, non solo lo Stato ci dà 100 e ci toglie 100, che come
spiegato sopra è già un disastro per i cittadini e le aziende, ma addirittura
si mette a darci 100 e a tassarci 150 per fare il suo surplus (risparmio)
ricardiano, così noi andiamo sempre in rosso di 50 ogni anno, e invece della
futura creazione di ricchezza abbiamo un’apocalisse economica immediata.
B) I cittadini vengono incoraggiati a mettere da parte più denaro possibile
in prodotti finanziari di ogni tipo (con cui poi le finanziarie speculano) e
che è tutto denaro paralizzato, cioè non investito nell’economia reale.
Quel denaro equivale pari pari a merci, servizi, lavori, case, auto, cibo
ecc. non venduti, poiché non viene speso!
Questo, come disse Malthus, deprime la domanda aggregata e manda
a rotoli l’economia.
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martedì 25 marzo 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
CONDIVISA
ECONOMIA CONDIVISA – ECONOMIA GREGARIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Quando si parla di economia si pensa
all’accumulo delle risorse per fini personali ed individualisti; è difficile
pensare diversamente quando l’egoismo lo si lascia imperare nel proprio cuore.
Un esempio dell’economia gregaria lo
possiamo trovare nel regno animale, cioè nelle api che nella loro laboriosità
collettiva operano per il bene comune.
L’economia gregaria nell’ambito
familiare produce benessere per tutti i componenti e determina armonia fra
fratelli e genitori, questo viene determinato quando ci si rifà a dei principi
sani ed in particolare a quelli biblici.
I TIMOTEO 3:3-4. …non dedito al vino né violento, ma
sia mite, non litigioso, non attaccato al denaro, che governi bene la propria
famiglia e tenga i figli sottomessi e pienamente rispettosi..
Tre termini vanno evidenziati: famiglia,
governo e danaro.
Il nucleo fondamentale di un popolo è la
famiglia; emerge chiaramente che in primis si deve saper governare la propria
famiglia e poi pensare di governare la famiglia allargata, cioè la
collettività.
E’ importante conoscere se quel tale
governa bene la propria famiglia prima dare una delega per farlo governare a
livello di vertice.
Un buon padre di famiglia pensa
all’economia e come trovare le risorse per non far soffrire la moglie ed i
figli.
La stessa cosa dovrebbero fare i nostri
governanti; da quello che si può notare, invece, pensano ai propri interessi e
non si preoccupano degli altri.
Questo è contro i principi biblici che
sono alla base degli insegnamenti di Gesù ed a questi devono attenersi i
credenti in Cristo.
Il contesto cristiano, generalmente,
spesso dimentica il contenuto biblico, ma amano farsi chiamare cristiani.
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