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giovedì 24 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:


Molti pensano che la condivisione sia una mortificazione cioè perdere qualche cosa a vantaggio di qualcuno privandosene, non è così; nell'Evangelo si parla spesso di condivisione ma mai intesa come privazione ma al contrario come arricchimento: Gesù dice: "ama il prossimo tuo come te stesso" dando per scontato che ognuno ami almeno sé stesso ma la forma d'amore di cui parlava Gesù non era volta alle ricchezze materiali ma al miglioramento di ognuno.
Gesù è consapevole di vivere in un mondo in cui il benessere materiale conti più di tutto e per ciò la sua proposta è rivoluzionaria e non è nemmeno vero infatti che condanni la ricchezza, lui anzi condanna i ricchi del tempo perché vivono di rendita anche se certa tradizione cristiana sembra far dire a Gesù che la ricchezza sia da condannare in quanto tale.
Il denaro non può essere divinizzato e la famosa frase: "date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio" chiarisce definitivamente il concetto e cioè che il denaro debba essere un mezzo e non un fine e vada in ogni caso usato per fini propri. Nelle parabole si fa spesso riferimento al denaro: in quella del padrone della vigna che cerca degli operai a giornata e tanto ai primi arrivati che agli ultimi da la stessa paga e Gesù in quell'occasione parla anche di libertà perché fa dire al padrone: "forse che non posso disporre dei miei beni come meglio credo"  ed il padrone stesso ricorda ai lavoranti gli accordi presi con loro. 

Quell'uomo non si è privato di alcunché perché ha chiamato degli operai e li ha pagati secondo precisi accordi.
Giampaolo Usai

sabato 12 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Parabola dei lavoratori delle diverse ore.


Matteo 20:1-16.
1Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna.
2Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna.
3Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati,
4e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”.
5Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto.
6Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”.
7Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
8Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i
lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”.
9Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.
10Quandoarrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro.
11Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone
12dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati
come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
13Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro?
14Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te:
15non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.
16Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».
Questa parabola può avere, come tutte le parabole, più sfaccettature nella sua interpretazione.
Un lettore ha osservato che l’unica interpretazione è quella spirituale e si trascura che trattasi di una similitudine; Gesù si esprimeva spesso in parabole per farsi capire anche dai non dotti del tempo, era un linguaggio alla portata di tutti gli ascoltanti.
La similitudine non è identicità, una cosa può essere simile ma non autentica.
Una firma su un documento può essere simile ma non autentica e questo può generare delle confusioni.
Il lettore dovrebbe riflettere su questa diversificazione altrimenti si possono dare letture diverse alle cose.
In questo racconto emergono delle figure molto importanti: il padrone, l’operaio, la paga.
L’oggetto del contendere è paga come metro di valutazione delle prestazioni che secondo un concetto comune a tutti deve essere proporzionale alle ore di lavoro.
La contestazione sorge quando ci si accorge che l’equazione paga/ore di lavoro è diversa fra gli operai.
Una lettura superficiale porta alla determinazione che si è in presenza di un comportamento iniquo da parte del padrone.
Questo potrebbe scandalizzare il lettore poco attento ad una lettura più profonda del contenuto che non è basato sulla prestazione in se per se ma al soddisfacimento dei bisogni della persona; l’individuo non è una macchina che consuma se lavora, le unità energetiche necessarie all’uomo per vivere sono indipendenti dal lavoro (anche se quando si lavora occorrono maggiori unità energetiche), i bisogni essenziali non sono proporzionali al numero delle ore lavorative.
Il senso della fratellanza interviene per sopperire i bisogni e dare la giusta dignità e valore alla vita di ciascuno.
E’ da sottolineare l’affermazione: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”.
Non siamo in presenza di una economia parassitaria o predatoria, ma di una economia di servizio che proietta l’uomo alla condivisione dove vige l’equità per soddisfare i bisogni di tutti; questa è fratellanza secondi gli insegnamenti di Gesù.
L’ECONOMIA CONDIVISA E’ SINONIMO DI FRATELLANZA SECONDO I PRINCIPI BIBLICI.


lunedì 7 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO


ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:


La. Volpe
Il padrone, ordina al suo operaio di partire in un paese tanto lontano, per prendere in possesso dei terreni da coltivare.
Il suo contadino prontamente partì senza domandare niente , arrivato a destinazione ,prese visione del primo lotto di terreno ,e incomincio a lavorare quella terra che era molto arida ,nel frattempo il suo padrone le mando degli aiuti ,braccia forte e grandi sostenitori .
Iniziarono a lavorare , in poco tempo ci furono i primi frutti, allora il servitore decise di incominciare a lavorare in un altro terreno , nel frattempo il suo Signore le mando altri operai per zappare la terra, passo un un po' di tempo e questo lotto di terreno porto altro frutto, e così andò avanti visionato i vari lotti di terreno ,si metteva a arare la terra insieme ai suoi collaboratori ,piantando ,facendo fruttare tutti i terreni che aveva comprato il suo padrone .
Ogni terreno che lui visionata veramente c'era da scoraggiassi ,erano terreni scoscesi ,pieni di massi ,ma lui non si lamentava mai,col sorriso cantando ,ogni giorno andava a lavorare facendola diventare vigneto ,e frutta di ogni genere.
Passarono tanti anni , il servitore avanti con gli anni non disse mai al suo patrone sono stanco, anzi diceva io starò qua finché lo vorrà ,quando mi chiamerà io mene andrò .
E così fu il suo padrone vide il lavoro che aveva fatto lo reputo eccellente lo chiamo a prendere la sua ricompensa .
Il racconto non finisce qui ,anzi da quando non ce più ,tante persone che invidiavano questo contadino ,perché dove metteva le mani tutto fioriva ,pensavano che tutto sarebbe finito,dicevano ora che lui non ce più non ci sarà più crescita , le vigne si seccheranno , ma non e così perché il patrone delle vigne prima che lo chiamasse a se,fece addestrare per bene i suoi aiutanti ,uomini forti instancabili ,pieni di entusiasmo ,anno continuato a lavorare la terra per come le aveva insegnato .
Così oggi la terra prospera sempre di più ,e sempre un crescente giorno per giorno .
Ma non e finito qui il racconto ,noi sappiamo che bisogna stare attenti alle piccole volpe sono loro che cercano di guastare la vigna ,girando a torno riescono sempre a raccogliere qualche chicco di uva ,certo si potrebbe pensare non fa niente per un chicco,ma non e così per il contadino ,non ne vuole perdere neanche un chicco perché a piantato col su torre ,e vuole raccogliere fino al l'ultimo chicco ,e intanto questa piccola volpe riesce a raccogliere uva ,certo uva che non si e saputa tenere al tralcio .
Intanto la volpe gira e avvelena altri chicchi , la volpe sa che deve fare i conti non con i contadini ,ma con il patrone .
Poi chiama le altre volpe per cercare di avere almeno un grappolo o due ,promettendo ,alle altre volpe tante cose che lui non possiede e non avrà mai .
Un giorno questa volpe si presento dai contadini dicendo io sono figlio del primo contadino che e venuto qua a zappare la vigna ,vorrei ,vorrei avere l'eredità di mio padre,giustamente i contadini si guardarono in faccia attoniti :dicendo noi non siamo i padroni della vigna ,e neanche tuo padre non Lo e stato mai ,certo lui e stato un buon maestro per noi ,ma non il patrone.
Rivolgiti al nostro patrone lui e il vero patrone della vigna ,allora lui ,stolto non fece altro che andò in torno alla vigna cercando di tirare a se più uva possibile strappando uva non matura , uva che non E attaccata al tralcio ,e avvelenando tutto quello che a potuto rubare ,non a messo le mani nell' aratro non a seminato non a dato Acqua alle piante ,e vuole raccogliere ,questa e la volpe .

Ora io dico ai contadini non abbiate paura loro anno fatto una scelta sono stati a tratti dalla volpe , ricordatevi dei sani principi niente pesticidi ,niente compromessi ,perché potremmo inserire altre volpi siate franchi arando la terra senza guardare nessuno in faccia .

domenica 4 maggio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

Riflessione sui discepoli di Emmaus
Il vangelo racconta la delusione dei due discepoli di Emmaus.
Avevano creduto in Gesù, si erano fatti delle speranze, veramente quest'uomo li aveva "presi", entusiasmati, contagiati.
Ma adesso tutto era finito e la loro delusione era grande, enorme, senza fine.
Quante volte anche noi diciamo: "Questa non mi doveva accadere! Questa proprio non me l'aspettavo!
Questa non ci voleva proprio!
Non me lo sarei mai aspettato!".
E siamo delusi, abbattuti: "Pensavamo che le cose andassero in una direzione e invece..." (24,21). E siamo arrabbiati: "La vita ce l'ha con noi? Ma che gli ho fatto a Dio?".
Quante volte siamo delusi da come va la nostra vita!
Avevamo delle attese, delle aspettative sui nostri rapporti, sul nostro matrimonio, sulle amicizie e sul nostro futuro e invece, poi, siamo delusi perché le cose non sono andate come noi ce le aspettavamo, come noi avevamo pensato, come noi avevamo sognato o come era logico pensare.
Un uomo ha lavorato per vent'anni per una ditta e per il suo padrone; ha dato anima e corpo, ha fatto gli straordinari e ha trascurato la famiglia. Poi una mattina il capo gli dice che è bene che si trovi un altro lavoro perché il suo posto sarà preso da uno più giovane.
Il mondo gli cade addosso: "Ma come con tutto quello che ho fatto per te?
Con tutti i piaceri, il lavorare anche nei giorni festivi, tu mi tratti così?".
Si sente un fallito: il lavoro era tutto e adesso sembra non rimanergli più niente.
E forse era proprio questo il problema: che il lavoro era tutto, che si definiva solo in base al lavoro.
Non è che ci sia proprio lo zampino di Dio dietro?

Forse tu sei più del tuo lavoro.

sabato 3 maggio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI-MASSIMA DIFFUSIONE.

Una Missione Cristiana Evangelica Risveglio mi ha scritto dicendo che non devo insistere nell'invitare le persone a visitare il blog. altrimenti è costretta a prendere dei provvedimenti.
Tu cosa pensi di ciò?               
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Alcune risposte:
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Ahahah
Fai ciò che Dio ti mette in cuore;
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che è una bufala bella e buona dtb
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Continua .... Il nemico ci attacca solo perché gli diamo fastidio tu persevera .... Dio ti benedica.
Ieri sera c'è stato un messaggio potente a capaci con il fratello Gabriele ... Il messaggio è stato su Giovanni la voce che grida nel deserto ..... E alla fine non fu amato ma gli fu tagliata la testa ... Se fossero dei nostri non ti punterebbero il dito .... Dio è amore
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Continua a invitare. DTBG - Pace di CRISTO
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continua su questa via, queste persone si devono ravvedere
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Io predico  il Vangelo come Gesù mi ha comandato.
Dio ci ha lasciati liberi di credere in Lui o non credere non vedo perché io che se amo Dio e mi piacerebbe che tutti lo amassero ma non posso pretendere dagli altri più di Dio.
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Come in ogni cosa bisogna imparare da Gesù.....Lui dice (imparate da me...io ti consiglio, Gesù bussa, perché è educato, seppure è il padrone,) quindi per ogni cosa bisogna usare delicatezza e rispetto.
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Chiediamo a Dio ogni cosa.
Se uno non vuole trovare il tuo blog può rimuoverti dagli amici, non credo ci siano problemi a me molti mi hanno tolto, non credenti perché li disturbava i post sulla Parola di Dio
Se è lo Spirito Santo a guidarti vai avanti...e ascolta solo Dio
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Io dico fai quello che è più giusto, un abbraccio.

venerdì 4 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Parabola dei lavoratori delle diverse ore.



Matteo 20:1-16.
1Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna.
2Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna.
3Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati,
4e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”.
5Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto.
6Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”.
7Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
8Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i
lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”.
9Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.
10Quandoarrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro.
11Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone
12dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati
come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
13Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro?
14Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te:
15non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.
16Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».
Questa parabola può avere, come tutte le parabole, più sfaccettature nella sua interpretazione.
Un lettore ha osservato che l’unica interpretazione è quella spirituale e si trascura che trattasi di una similitudine; Gesù si esprimeva spesso in parabole per farsi capire anche dai non dotti del tempo, era un linguaggio alla portata di tutti gli ascoltanti.
La similitudine non è identicità, una cosa può essere simile ma non autentica.
Una firma su un documento può essere simile ma non autentica e questo può generare delle confusioni.
Il lettore dovrebbe riflettere su questa diversificazione altrimenti si possono dare letture diverse alle cose.
In questo racconto emergono delle figure molto importanti: il padrone, l’operaio, la paga.
L’oggetto del contendere è paga come metro di valutazione delle prestazioni che secondo un concetto comune a tutti deve essere proporzionale alle ore di lavoro.
La contestazione sorge quando ci si accorge che l’equazione paga/ore di lavoro è diversa fra gli operai.
Una lettura superficiale porta alla determinazione che si è in presenza di un comportamento iniquo da parte del padrone.
Questo potrebbe scandalizzare il lettore poco attento ad una lettura più profonda del contenuto che non è basato sulla prestazione in se per se ma al soddisfacimento dei bisogni della persona; l’individuo non è una macchina che consuma se lavora, le unità energetiche necessarie all’uomo per vivere sono indipendenti dal lavoro (anche se quando si lavora occorrono maggiori unità energetiche), i bisogni essenziali non sono proporzionali al numero delle ore lavorative.
Il senso della fratellanza interviene per sopperire i bisogni e dare la giusta dignità e valore alla vita di ciascuno.
E’ da sottolineare l’affermazione: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”.
Non siamo in presenza di una economia parassitaria o predatoria, ma di una economia di servizio che proietta l’uomo alla condivisione dove vige l’equità per soddisfare i bisogni di tutti; questa è fratellanza secondi gli insegnamenti di Gesù.

L’ECONOMIA CONDIVISA E’ SINONIMO DI FRATELLANZA SECONDO I PRINCIPI BIBLICI.