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giovedì 24 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
Molti pensano che la condivisione sia una mortificazione cioè perdere qualche cosa a vantaggio di qualcuno privandosene, non è così; nell'Evangelo si parla spesso di condivisione ma mai intesa come privazione ma al contrario come arricchimento: Gesù dice: "ama il prossimo tuo come te stesso" dando per scontato che ognuno ami almeno sé stesso ma la forma d'amore di cui parlava Gesù non era volta alle ricchezze materiali ma al miglioramento di ognuno.
Quell'uomo non si è privato di alcunché perché ha chiamato degli operai e li ha pagati secondo precisi accordi.
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sabato 12 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Parabola dei lavoratori delle diverse ore.
Matteo 20:1-16.
1Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna.
2Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna.
3Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati,
4e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”.
5Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto.
6Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”.
7Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
8Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i
lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”.
9Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.
10Quandoarrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro.
11Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone
12dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati
come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
13Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro?
14Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te:
15non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.
16Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».
Questa parabola può avere, come tutte le parabole, più sfaccettature nella sua interpretazione.
Un lettore ha osservato che l’unica interpretazione è quella spirituale e si trascura che trattasi di una similitudine; Gesù si esprimeva spesso in parabole per farsi capire anche dai non dotti del tempo, era un linguaggio alla portata di tutti gli ascoltanti.
La similitudine non è identicità, una cosa può essere simile ma non autentica.
Una firma su un documento può essere simile ma non autentica e questo può generare delle confusioni.
Il lettore dovrebbe riflettere su questa diversificazione altrimenti si possono dare letture diverse alle cose.
In questo racconto emergono delle figure molto importanti: il padrone, l’operaio, la paga.
L’oggetto del contendere è paga come metro di valutazione delle prestazioni che secondo un concetto comune a tutti deve essere proporzionale alle ore di lavoro.
La contestazione sorge quando ci si accorge che l’equazione paga/ore di lavoro è diversa fra gli operai.
Una lettura superficiale porta alla determinazione che si è in presenza di un comportamento iniquo da parte del padrone.
Questo potrebbe scandalizzare il lettore poco attento ad una lettura più profonda del contenuto che non è basato sulla prestazione in se per se ma al soddisfacimento dei bisogni della persona; l’individuo non è una macchina che consuma se lavora, le unità energetiche necessarie all’uomo per vivere sono indipendenti dal lavoro (anche se quando si lavora occorrono maggiori unità energetiche), i bisogni essenziali non sono proporzionali al numero delle ore lavorative.
Il senso della fratellanza interviene per sopperire i bisogni e dare la giusta dignità e valore alla vita di ciascuno.
E’ da sottolineare l’affermazione: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”.
Non siamo in presenza di una economia parassitaria o predatoria, ma di una economia di servizio che proietta l’uomo alla condivisione dove vige l’equità per soddisfare i bisogni di tutti; questa è fratellanza secondi gli insegnamenti di Gesù.
L’ECONOMIA CONDIVISA E’ SINONIMO DI FRATELLANZA SECONDO I PRINCIPI BIBLICI.
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lunedì 7 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
La.
Volpe
Il padrone, ordina al suo
operaio di partire in un paese tanto lontano, per prendere in
possesso dei terreni da coltivare.
Il suo contadino
prontamente partì senza domandare niente , arrivato a destinazione
,prese visione del primo lotto di terreno ,e incomincio a lavorare
quella terra che era molto arida ,nel frattempo il suo padrone le
mando degli aiuti ,braccia forte e grandi sostenitori .
Iniziarono a lavorare , in
poco tempo ci furono i primi frutti, allora il servitore decise di
incominciare a lavorare in un altro terreno , nel frattempo il suo
Signore le mando altri operai per zappare la terra, passo un un po'
di tempo e questo lotto di terreno porto altro frutto, e così andò
avanti visionato i vari lotti di terreno ,si metteva a arare la terra
insieme ai suoi collaboratori ,piantando ,facendo fruttare tutti i
terreni che aveva comprato il suo padrone .
Ogni terreno che lui
visionata veramente c'era da scoraggiassi ,erano terreni scoscesi
,pieni di massi ,ma lui non si lamentava mai,col sorriso cantando
,ogni giorno andava a lavorare facendola diventare vigneto ,e frutta
di ogni genere.
Passarono tanti anni , il
servitore avanti con gli anni non disse mai al suo patrone sono
stanco, anzi diceva io starò qua finché lo vorrà ,quando mi
chiamerà io mene andrò .
E così fu il suo padrone
vide il lavoro che aveva fatto lo reputo eccellente lo chiamo a
prendere la sua ricompensa .
Il racconto non finisce
qui ,anzi da quando non ce più ,tante persone che invidiavano questo
contadino ,perché dove metteva le mani tutto fioriva ,pensavano che
tutto sarebbe finito,dicevano ora che lui non ce più non ci sarà
più crescita , le vigne si seccheranno , ma non e così perché il
patrone delle vigne prima che lo chiamasse a se,fece addestrare per
bene i suoi aiutanti ,uomini forti instancabili ,pieni di entusiasmo
,anno continuato a lavorare la terra per come le aveva insegnato .
Così oggi la terra
prospera sempre di più ,e sempre un crescente giorno per giorno .
Ma non e finito qui il
racconto ,noi sappiamo che bisogna stare attenti alle piccole volpe
sono loro che cercano di guastare la vigna ,girando a torno riescono
sempre a raccogliere qualche chicco di uva ,certo si potrebbe pensare
non fa niente per un chicco,ma non e così per il contadino ,non ne
vuole perdere neanche un chicco perché a piantato col su torre ,e
vuole raccogliere fino al l'ultimo chicco ,e intanto questa piccola
volpe riesce a raccogliere uva ,certo uva che non si e saputa tenere
al tralcio .
Intanto la volpe gira e
avvelena altri chicchi , la volpe sa che deve fare i conti non con i
contadini ,ma con il patrone .
Poi chiama le altre volpe
per cercare di avere almeno un grappolo o due ,promettendo ,alle
altre volpe tante cose che lui non possiede e non avrà mai .
Un giorno questa volpe si
presento dai contadini dicendo io sono figlio del primo contadino che
e venuto qua a zappare la vigna ,vorrei ,vorrei avere l'eredità di
mio padre,giustamente i contadini si guardarono in faccia attoniti
:dicendo noi non siamo i padroni della vigna ,e neanche tuo padre non
Lo e stato mai ,certo lui e stato un buon maestro per noi ,ma non il
patrone.
Rivolgiti al nostro
patrone lui e il vero patrone della vigna ,allora lui ,stolto non
fece altro che andò in torno alla vigna cercando di tirare a se più
uva possibile strappando uva non matura , uva che non E attaccata al
tralcio ,e avvelenando tutto quello che a potuto rubare ,non a messo
le mani nell' aratro non a seminato non a dato Acqua alle piante ,e
vuole raccogliere ,questa e la volpe .
Ora io dico ai contadini non abbiate paura loro anno
fatto una scelta sono stati a tratti dalla volpe , ricordatevi dei
sani principi niente pesticidi ,niente compromessi ,perché potremmo
inserire altre volpi siate franchi arando la terra senza guardare
nessuno in faccia .
domenica 4 maggio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Riflessione sui discepoli di
Emmaus
Il vangelo racconta la
delusione dei due discepoli di Emmaus.
Avevano creduto in Gesù, si
erano fatti delle speranze, veramente quest'uomo li aveva "presi",
entusiasmati, contagiati.
Ma adesso tutto era finito e
la loro delusione era grande, enorme, senza fine.
Quante volte anche noi
diciamo: "Questa non mi doveva accadere! Questa proprio non me
l'aspettavo!
Questa non ci voleva
proprio!
Non me lo sarei mai
aspettato!".
E siamo delusi, abbattuti:
"Pensavamo che le cose andassero in una direzione e invece..."
(24,21). E siamo arrabbiati: "La vita ce l'ha con noi? Ma che gli ho fatto
a Dio?".
Quante volte siamo delusi da
come va la nostra vita!
Avevamo delle attese, delle
aspettative sui nostri rapporti, sul nostro matrimonio, sulle amicizie e sul
nostro futuro e invece, poi, siamo delusi perché le cose non sono andate come
noi ce le aspettavamo, come noi avevamo pensato, come noi avevamo sognato o
come era logico pensare.
Un uomo ha lavorato per
vent'anni per una ditta e per il suo padrone; ha dato anima e corpo, ha fatto
gli straordinari e ha trascurato la famiglia. Poi una mattina il capo gli dice
che è bene che si trovi un altro lavoro perché il suo posto sarà preso da uno più
giovane.
Il mondo gli cade addosso:
"Ma come con tutto quello che ho fatto per te?
Con tutti i piaceri, il
lavorare anche nei giorni festivi, tu mi tratti così?".
Si sente un fallito: il
lavoro era tutto e adesso sembra non rimanergli più niente.
E forse era proprio questo
il problema: che il lavoro era tutto, che si definiva solo in base al lavoro.
Non è che ci sia proprio lo
zampino di Dio dietro?
Forse tu sei più del tuo
lavoro.
sabato 3 maggio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI-MASSIMA
DIFFUSIONE.
Una Missione Cristiana
Evangelica Risveglio mi ha scritto dicendo che non devo insistere nell'invitare
le persone a visitare il blog. altrimenti è costretta a prendere dei
provvedimenti.
Tu
cosa pensi di ciò?
-------------------
Alcune risposte:
------------------
Ahahah
Fai ciò che Dio ti mette in
cuore;
-----------------
che è una bufala bella e
buona dtb
----------------
Continua .... Il nemico ci
attacca solo perché gli diamo fastidio tu persevera .... Dio ti benedica.
Ieri sera c'è stato un messaggio
potente a capaci con il fratello Gabriele ... Il messaggio è stato su Giovanni
la voce che grida nel deserto ..... E alla fine non fu amato ma gli fu tagliata
la testa ... Se fossero dei nostri non ti punterebbero il dito .... Dio è amore
---------------------
Continua a invitare. DTBG - Pace
di CRISTO
---------------------
continua su questa via,
queste persone si devono ravvedere
--------------------
Io predico il Vangelo come Gesù mi ha comandato.
Dio ci ha lasciati liberi di
credere in Lui o non credere non vedo perché io che se amo Dio e mi piacerebbe
che tutti lo amassero ma non posso pretendere dagli altri più di Dio.
----------------------
Come in ogni cosa bisogna
imparare da Gesù.....Lui dice (imparate da me...io ti consiglio, Gesù bussa, perché
è educato, seppure è il padrone,) quindi per ogni cosa bisogna usare
delicatezza e rispetto.
----------------------
Chiediamo a Dio ogni cosa.
Se uno non vuole trovare il
tuo blog può rimuoverti dagli amici, non credo ci siano problemi a me molti mi
hanno tolto, non credenti perché li disturbava i post sulla Parola di Dio
Se è lo Spirito Santo a
guidarti vai avanti...e ascolta solo Dio
---------------------
Io dico fai quello che è più
giusto, un abbraccio.
venerdì 4 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Parabola dei lavoratori delle diverse
ore.
Matteo 20:1-16.
1Il regno dei cieli è simile a un padrone
di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna.
2Si accordò con loro per un denaro al
giorno e li mandò nella sua vigna.
3Uscito poi verso le nove del mattino, ne
vide altri che stavano in piazza, disoccupati,
4e disse loro: “Andate anche voi nella
vigna; quello che è giusto ve lo darò”.
5Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso
mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto.
6Uscito ancora verso le cinque, ne vide
altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il
giorno senza far niente?”.
7Gli risposero: “Perché nessuno ci ha
presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
8Quando fu sera, il padrone della vigna
disse al suo fattore: “Chiama i
lavoratori e da’ loro la paga,
incominciando dagli ultimi fino ai primi”.
9Venuti quelli delle cinque del
pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.
10Quandoarrivarono i primi, pensarono che
avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro.
11Nel ritirarlo, però, mormoravano contro
il padrone
12dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato
un’ora soltanto e li hai trattati
come noi, che abbiamo sopportato il peso
della giornata e il caldo”.
13Ma il padrone, rispondendo a uno di
loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me
per un denaro?
14Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio
dare anche a quest’ultimo quanto a te:
15non posso fare delle mie cose quello che
voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.
16Così gli ultimi saranno primi e i primi,
ultimi».
Questa parabola può avere, come tutte le
parabole, più sfaccettature nella sua interpretazione.
Un lettore ha osservato che l’unica
interpretazione è quella spirituale e si trascura che trattasi di una
similitudine; Gesù si esprimeva spesso in parabole per farsi capire anche dai
non dotti del tempo, era un linguaggio alla portata di tutti gli ascoltanti.
La similitudine non è identicità, una cosa
può essere simile ma non autentica.
Una firma su un documento può essere
simile ma non autentica e questo può generare delle confusioni.
Il lettore dovrebbe riflettere su questa
diversificazione altrimenti si possono dare letture diverse alle cose.
In questo racconto emergono delle figure
molto importanti: il padrone, l’operaio, la paga.
L’oggetto del contendere è paga come metro
di valutazione delle prestazioni che secondo un concetto comune a tutti deve
essere proporzionale alle ore di lavoro.
La contestazione sorge quando ci si
accorge che l’equazione paga/ore di lavoro è diversa fra gli operai.
Una lettura superficiale porta alla
determinazione che si è in presenza di un comportamento iniquo da parte del
padrone.
Questo potrebbe scandalizzare il lettore poco
attento ad una lettura più profonda del contenuto che non è basato sulla
prestazione in se per se ma al soddisfacimento dei bisogni della persona;
l’individuo non è una macchina che consuma se lavora, le unità energetiche
necessarie all’uomo per vivere sono indipendenti dal lavoro (anche se quando si
lavora occorrono maggiori unità energetiche), i bisogni essenziali non sono
proporzionali al numero delle ore lavorative.
Il senso della fratellanza interviene per
sopperire i bisogni e dare la giusta dignità e valore alla vita di ciascuno.
E’ da sottolineare l’affermazione: “Perché nessuno ci ha
presi a giornata”.
Non siamo in presenza di una economia
parassitaria o predatoria, ma di una economia di servizio che proietta l’uomo
alla condivisione dove vige l’equità per soddisfare i bisogni di tutti; questa
è fratellanza secondi gli insegnamenti di Gesù.
L’ECONOMIA CONDIVISA E’ SINONIMO DI
FRATELLANZA SECONDO I PRINCIPI BIBLICI.
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