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venerdì 5 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA




IL CRISTIANO - L’ECONOMIA CONDIVISA. 
NELLA BIBBIA SI LEGGE:
 “POICHE’ NON V’ERA ALCUN BISOGNOSO FRA LORO” (ATTI 4:34).
“NONDIMENO, NON VI SARA’ ALCUN BISOGNOSO TRA VOI” (DEUTERONOMIO 15:4)

Nei due passaggi biblici si ribadisce il medesimo concetto in tempi  distanziati da millenni.
Questo dimostra che detto pensiero è stabile nei tempi biblici per l’uomo che ama e teme Dio.
Lo stesso pensiero deve essere una guida costante per il cristiano odierno.
Dalle considerazioni di cui sopra scaturisce il progetto DELL’ECONOMIA CONDIVISA.
L’obiettivo è il medesimo, ma per raggiungerlo occorre che nell’uomo vi sia la coscienza del principio della fraternità, il rispetto per il prossimo.
Con questa iniziativa si vuole dare una risposta ai vari bisogni che affliggono questa generazione, in particolare nel mondo del lavoro.
--------------------
Grazie, buona giornata anche a te.
L'uomo nella parola di Dio ( la bibbia) ha tutto quello che gli serve per vivere bene, ma pur potendo scegliere il bene non sceglie il bene.
L'uomo che ama Dio ed è' fedele alla parola di Dio è completo in se, non ha bisogno di regole umane, tratta le cose e le persone come creature di Dio perché ' il suo unico scopo è piacere a Dio...purtroppo se nel mondo c'è tanta fame e tanta sofferenza è perché la maggioranza dell'umanità non ama e non conosce Dio. 
Dio ti benedica

sabato 26 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
 

Nell’economia di servizio i diritti personali sono sostituiti dai doveri relativi alla regolazione della vita.
La scala dei valori serve a misurare il benessere degli altri piuttosto che il proprio piacere.
La persona deve essere creativa e deve cercare di realizzare in prima persona esperimenti su piccola scala.
Ciò è possibile se sentiamo come nostri i bisogni altrui più che i nostri, occorre avere il senso materno o paterno nella protezione degli indifesi e far propria l’intera famiglia umana.
Grazie a questo spirito di servizio possiamo trovare una soluzione ai mali di cui soffre la nostra società in momento particolare di crisi economica.
I nostri governanti dovrebbero provare sulla propria pelle le conseguenze dell’attuale crisi e privarsi dei privilegi .
L’ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE DEVE VALERE ANCHE PER LORO ALTRIMENTI SIAMO IN PRESENZA DI UNA ECONOMIA PARASSITARIA CHE AGGREDISCE I PIU’ DEBOLI, IN VIOLAZIONE DEI PRINCIPI CRISTIANI.


lunedì 14 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE


CONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE 

SULL’ECONOMIA CONDIVISA

Due lettori scrivono:


Credo che per cambiare l'economia attuale sia necessario attuare misure anticapitalistiche e quindi tali da fermare l'economia, impedire la sua crescita: in pratica, antieconomiche.
Alcune di queste sono la cooperazione, l'autostentamento, lo scambio e l'affrancamento da banche e forme di finanziamento e investimento.
Questo però, almeno all'inizio, porterà al blocco ed alla crisi.
Crisi, si, ma solo del sistema di mercato libero che è libero solo per chi detiene non tanto le forme di produzione, quanto quelle di finanziamento e distribuzione.
Nessuna economia alternativa potrà essere realmente tale finché insisterà sui sistemi, modi e principi base attuali.
La partenza è l'autoproduzione e l'autostentamento.
Alla base ovviamente ci sta la riduzione dei bisogni, veri ma soprattutto presunti.
Grazie
-------------
Mi sa di GLOBALIZZAZIONE questo tuo discorso, l'economia condivisa poteva essere una bella cosa, ma i fatti parlano chiaro, ogni nazione ha perso la propria identità.
Sono d'accordo ad esportare e a far conoscere un mio prodotto locale agli altri, ma ci sono dei rischi.
Esempio, in Italia siamo produttori di ARANCE ROSSE DI SICILIA, non capisco perché io da siciliano non riesco a trovare le arance a casa mia, e se le trovo le pago ad un prezzo più alto rispetto a chi li mangia fuori Sicilia addirittura fuori Italia.
Condividere è ok, ma farsi derubare NO!
----------------------
Forse non sono stato chiaro: per sostentamento intendo che ognuno deve essere quanto più possibile capace di produrre da sé quanto gli serve.
Di tornare a produrre direttamente il cibo e quant'altro.
Di quante cose abbiamo veramente bisogno?


giovedì 10 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Un lettore scrive:


La guerra di tutti contro tutti (Bellum Omnium contro omnes) - il concetto di filosofia sociale di Thomas Hobbes che descrive lo stato naturale della società prima di entrare nel "contratto sociale " e la formazione dello stato. 

Per giustificare la sua idea lui usa le immagini di uno "stato naturale" cosiddetto delle cose, quando tutti gli uomini sono uguali , e ciascuno guidato da loro bisogni e interessi .
L'uomo è egoista , è dotato di forti passioni, abbia sete di gloria, di potere, di ricchezza, del godere.
Il principio del suo comportamento è molto semplice : una persona tende a ottenere i maggiori benefici ed evitare la sofferenza .
La libertà umana: ogni individuo ha il diritto di fare qualsiasi cosa, anche il diritto di uccidere un'altra persona.
Questo porti a conflitti continui, impossibilità di fornire il bene pubblico, difficile salvarsi dal male .
Quindi c'è una guerra di tutti contro tutti.


martedì 8 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:




La solidarietà dovrà diventare la parola d'ordine di tutti i 
popoli più avanzati.
Aiutare materialmente chi soffre ed è meno fortunato di 
noi non è un optional, ma fa parte dei doveri dell'essere 
umano.


Ho letto questo sul web...che dire, se non che è la pura e 
sacrosanta verità?
Sin dalla fondazione del mondo, gli uomini si sono riuniti 
in gruppi allo scopo di soddisfare i bisogni dei suoi 
individui.
Il più importante dovere dei componenti di una qualsiasi 
società consiste nell’aiutare e nell’assistere i deboli e gli 
indigenti.
Stranamente, al giorno d’oggi, tutti sanno che 
l’indifferenza dei ricchi nei confronti dei problemi dei 
poveri costituisce il maggior pericolo per la società; questa 
indifferenza è in grado di distruggere, annientando per 
primi gli stessi abbienti.
La Bibbia, anche nell'Antico Testamento ci parla di cura 
verso i poveri e gli indigenti.
Addirittura anche ’Islam quattordici secoli fa, 
considerando questo pericolo, ha disposto che i ricchi 
distribuissero ogni anno dei loro averi tra i poveri.
Dice Dio l’Altissimo: “Non raggiungerete mai il bene e la 
salvezza finché non donerete delle cose che amate”
Innumerevoli culture concernono l’assistenza ai bisognosi; 
un uomo di Dio disse in proposito: “Le migliori persone 
sono coloro che si dimostrano maggiormente utili alla 
gente”.
Assisti nel momento della sventura l’amico tuo, se vuoi 
che t’assista la grazia del Signor tuo.
Alfine un giorno raccoglierai, il buon seme che oggi 
seminerai”.
Un gesto di bontà non costa niente, per chi possiede, ma 
può rendere felice un INFELICE!
Chi ha orecchie per udire...oda! DTBG

Luisa Lauretta

domenica 27 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
Questo scritto è indirizzato a te che  predichi la condivisione e per dirti che è vero,  la  bibbia parla molto di aiutare gli altri, quindi con questi versetti volevo darti ragione..
Di versi sulla condivisioni ne abbiamo tanti, io non so ancora se tu conosci la parola di Dio ma una cosa l'ho capita e cioè che vuoi esortate le persone alla condivisione non solo perché è  una buona cosa ma anche perché ci è stato ordinato da Dio.
Devo dirti che per arrivare alla condivisione che proclami tu è prima necessario che l'uomo conosca Dio.
Dio prende il cuore dell'uomo che è  un cuore di pietra e ne mette uno di carne . ....
La bibbia è parola di Dio per chi si accosta a Dio .
Le lettere di Paolo erano tutti per le prime chiese cristiane e quindi per i credenti in Cristo.
Mettevamo tutti i loro beni a disposizione di tutti credenti e non c'era nessuno nel bisogno.
Pregavano insieme e perseveravano nelle preghiere insieme per i bisogni della chiesa.
Questo accade ancora nelle chiese cristiane, ma non è un discorso che si può fare con le persone del mondo ( così sono chiamati dalla bibbia le persone che vivono senza Dio), pensa come sarebbero gestiti questi soldi!!!! Ristoranti , vestiti, vacanze,

Noi non facciamo distinzione se hai lo spirito di Dio che abita in te, sei una persona nuova e non vivi più per far piacere al mondo ma per piacere a Dio

martedì 22 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

L’autosufficienza deve riferirsi anche alla crescita delle produzioni alimentari, tutto deve essere pianificato con l’obiettivo di fornire un’alimentazione bilanciata a ogni persona; non possono coesistere gli sprechi con la fame.
Qualsiasi altra produzione di beni deve essere equilibrata per la conservazione della natura e la risposta ai normali bisogni di ciascuno.
Nelle varie zone devono essere valutate le caratteristiche dei suoli e coltivarli per una migliore produzione in risposta alle esigenze degli abitanti.
La pianificazione deve riguardare anche la produzione a livello locale, deve essere favorita l’aggregazione degli addetti ai lavori e dare loro il potere di stabilire la destinazione colturale delle varie terre.
Una volta disponibili i prodotti, si dovranno organizzare dei gruppi per la distribuzione e gli scambi fra le varie località in modo diretto senza intermediari o speculatori, una filiera corta onde evitare molti passaggi che fanno aumentare il prezzo a svantaggio del consumatore, ma non del produttore.
Il trasporto deve essere ridotto al minimo, si deve favorire lo scambio produttore – consumatore, in questo caso trarranno vantaggio sia il produttore che il consumatore, viene valorizzato il lavoro dei produttori.

In questo contesto non può trovare posto l’economia parassitaria che è contro ogni principio cristiano.

giovedì 17 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Leggendo l'Evangelo e guardando la realtà dei nostri tempi  moderni, esso diventa "scomodo".
Scomodo sotto tanti aspetti ma soprattutto per quanto riguarda l'aspetto socio-umanitario che ne esce fuori.
Questo Evangelo innanzitutto ci invita a vedere, a guardare, a non chiudere gli occhi.
E' molto facile chiudere gli occhi, molto più facile di quanto si possa dire a parole.
Chiudere gli occhi è facilissimo: basta stare sulle proprie posizioni, al caldo della propria casa... ma anche stanotte ci sarà chi dormirà al freddo, su una panchina o in qualche tunnel della stazione centrale.
“Per scelta” diranno alcuni; può darsi!
“Per colpa” diranno altri; può darsi!
“Per condanna”; forse.
Ma questo Evangelo è molto scaltro con noi, non spiega le motivazioni, non fa delle  distinzioni, per questo è scandaloso e ci fa male.
Però dobbiamo avere il coraggio di prenderlo sul serio questo queste parole .
Incoraggiamoci a vicenda a compiere il bene, a fare del bene, unendo sentimenti d'amore e di gioia.
Noi che crediamo nella potenza dell'Evangelo e crediamo che siamo la luce del mondo e il sale della terra, portiamo a compimento quello a cui siamo stati chiamati.
Io mi sento trafitta da questo Evangelo, ma non voglio arrendermi.
Io chiedo, questo oggi, al Signore luce per essere luce, sapore per essere sapore.
Chiedo al Signore conforto per essere conforto.
Chiedo a Dio la carità, che è una relazione, un cambiamento della relazione.
Da indifferente a interessata, da superficiale a profonda, da burocratica ad amichevole, da affrettata a paziente…
La carità “partecipa” dell’altro, della sua fragilità, dei suoi problemi.
La carità cambia il nemico in amico, lo straniero in concittadino, il diverso in uguale...Chiedo a Dio di condividere...già condividere il mio bene con gli altri, donare a chi ha bisogno.
La condivisione, termine che oggi si usa poco perché la nostra società e diventata efficientista.
Il Figlio di Dio, esempio vero di carità, venendo nel mondo non ha “risolto” molti dei problemi incontrati, ma ha condiviso.
Potremo anche risolvere alcune grandi emergenze del mondo, ma questo non può realizzarsi pienamente senza la condivisione.
Non si tratta di garantire degli interventi sociali, ma riconoscere la condizione del povero come qualcosa che ci riguarda, qualcosa che ha un significato e che ci tocca da vicino.
Le persone sono accostate a partire anche dai loro bisogni, ma  in quanto fratelli, figli di Dio.
Cercare una comunione di vita tra “emarginati e non”, tra sani e malati, tra giovani e vecchi, tra uomini e donne, permette di anticipare la “terra nuova” dove sarà asciugata ogni lacrima.
Lasciamoci guidare dalla Parola di Dio, e cerchiamo di metterla in pratica.
"In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”

Luisa Lauretta

sabato 12 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Se si vuole mirare alle innovazioni sociali occorre una buona pianificazione per lo sviluppo e non ostacolare la libera iniziativa delle persone.
Solo così esse potranno esercitare la propria libera volontà e la propria scala dei valori, così facendo la loro vita non sarà mera esistenza ma qualcosa che valga la pena al fine di contribuire al progresso dell’umanità.
Nessuna pianificazione può privare l’essere umano del diritto di scegliere il proprio modo di vivere, se questo non nuoce agli altri.
Un programma di sviluppo deve assicurare che ciascuno possa assicurare soddisfare i bisogni umani minimi, in caso contrario si predispongono le basi per futuri conflitti.
Ogni persona deve avere il massimo spazio per i propri valori individuali così da far sentire la propria presenza in modo positivo.
Negare il massimo spazio è negativo perché non soddisfa la prima necessità per il progresso dell’essere umano, il diritto alla libertà di espressione della personalità.
Le facoltà creative di chi vuole il cambiamento devono essere al servizio degli altri, essere applicate nella pianificazione sociale ed economica per il bene comune.

Tutti concetti che devono  trovare luogo per avere un’economia di condivisione possibile ed efficace.

venerdì 4 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Parabola dei lavoratori delle diverse ore.



Matteo 20:1-16.
1Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna.
2Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna.
3Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati,
4e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”.
5Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto.
6Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”.
7Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
8Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i
lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”.
9Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.
10Quandoarrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro.
11Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone
12dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati
come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
13Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro?
14Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te:
15non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.
16Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».
Questa parabola può avere, come tutte le parabole, più sfaccettature nella sua interpretazione.
Un lettore ha osservato che l’unica interpretazione è quella spirituale e si trascura che trattasi di una similitudine; Gesù si esprimeva spesso in parabole per farsi capire anche dai non dotti del tempo, era un linguaggio alla portata di tutti gli ascoltanti.
La similitudine non è identicità, una cosa può essere simile ma non autentica.
Una firma su un documento può essere simile ma non autentica e questo può generare delle confusioni.
Il lettore dovrebbe riflettere su questa diversificazione altrimenti si possono dare letture diverse alle cose.
In questo racconto emergono delle figure molto importanti: il padrone, l’operaio, la paga.
L’oggetto del contendere è paga come metro di valutazione delle prestazioni che secondo un concetto comune a tutti deve essere proporzionale alle ore di lavoro.
La contestazione sorge quando ci si accorge che l’equazione paga/ore di lavoro è diversa fra gli operai.
Una lettura superficiale porta alla determinazione che si è in presenza di un comportamento iniquo da parte del padrone.
Questo potrebbe scandalizzare il lettore poco attento ad una lettura più profonda del contenuto che non è basato sulla prestazione in se per se ma al soddisfacimento dei bisogni della persona; l’individuo non è una macchina che consuma se lavora, le unità energetiche necessarie all’uomo per vivere sono indipendenti dal lavoro (anche se quando si lavora occorrono maggiori unità energetiche), i bisogni essenziali non sono proporzionali al numero delle ore lavorative.
Il senso della fratellanza interviene per sopperire i bisogni e dare la giusta dignità e valore alla vita di ciascuno.
E’ da sottolineare l’affermazione: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”.
Non siamo in presenza di una economia parassitaria o predatoria, ma di una economia di servizio che proietta l’uomo alla condivisione dove vige l’equità per soddisfare i bisogni di tutti; questa è fratellanza secondi gli insegnamenti di Gesù.

L’ECONOMIA CONDIVISA E’ SINONIMO DI FRATELLANZA SECONDO I PRINCIPI BIBLICI.

lunedì 31 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

 La solidarietà dovrà diventare la parola d'ordine di tutti i popoli più avanzati.
Aiutare materialmente chi soffre ed è meno fortunato di noi non è un optional, ma fa parte dei doveri dell'essere umano.
Ho letto questo sul web...che dire, se non che è la pura e sacrosanta verità?
Sin dalla fondazione del mondo, gli uomini si sono riuniti in gruppi allo scopo di soddisfare i bisogni dei suoi individui.
Il più importante dovere dei componenti di una qualsiasi società consiste nell’aiutare e nell’assistere i deboli e gli indigenti.
Stranamente, al giorno d’oggi, tutti sanno che l’indifferenza dei ricchi nei confronti dei problemi dei poveri costituisce il maggior pericolo per la società; questa indifferenza è in grado di distruggere, annientando per primi gli stessi abbienti.
La Bibbia, anche nell'Antico Testamento ci parla di cura verso i poveri e gli indigenti.
Addirittura anche ’Islam quattordici secoli fa, considerando questo pericolo, ha disposto che i ricchi distribuissero ogni anno dei loro averi tra i poveri.
Dice Dio l’Altissimo: “Non raggiungerete mai il bene e la salvezza finché non donerete delle cose che amate”
Innumerevoli culture concernono l’assistenza ai bisognosi; un uomo di Dio disse in proposito: “Le migliori persone sono coloro che si dimostrano maggiormente utili alla gente”.
“Assisti nel momento della sventura l’amico tuo, se vuoi che t’assista la grazia del Signor tuo.
Alfine un giorno raccoglierai, il buon seme che oggi seminerai”.
Un gesto di bontà non costa niente, per chi possiede, ma può rendere felice un INFELICE!
Chi ha orecchie per udire...oda! DTBG

Luisa Lauretta

sabato 29 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA


Ogni cambiamento ha alla base tre fasi di sviluppo, il pensiero, il discorso e l’azione.
Nel caso dell’economia condivisa secondo i principi biblici le tre fasi possono essere sintetizzate: lettura e meditazione delle Sacre Scritture, predica è mettere in pratica che si dice, quindi occorre passare dalle parole ai fatti, dalla predica alla pratica.
Spetta a chi predica dare l’esempio nel praticare quello che dice agli altri, l’azione è più potente delle parole per avere un vero cambiamento nell’uomo.
Sono le opere che dimostrano la fede e non viceversa; la fede senza le opere è morta e quindi non produce effetti.
Gesù racconta la parabola del buon Samaritano per dire che le opere devono camminare insieme alla fede, ha elogiato chi si era prodigato al soccorso e non quelli che passando hanno fatto finta di non vedere il bisogno di quel mal capitato lungo la strada.
Il mondo cristiano si deve distinguere dal contesto corrotto nelle azioni verso il prossimo, cioè non utilizzare solo parole per sopperire i bisogni degli altri, ma agire a 360° per dare una risposta concreta a quanti si trovano in difficolta di ogni ordine e grado.

La citata parabola è illuminante per praticare la condivisione nell’economia, così come facevamo i primi cristiani la cui vita comunitaria viene riportata nei primi capitoli degli Atti degli Apostoli.

venerdì 28 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:


La solidarietà dovrà diventare la parola d'ordine di tutti i popoli più avanzati.
Aiutare materialmente chi soffre ed è meno fortunato di noi non è un optional, ma fa parte dei doveri dell'essere umano.
Ho letto questo sul web...che dire, se non che è la pura e sacrosanta verità?
Sin dalla fondazione del mondo, gli uomini si sono riuniti in gruppi allo scopo di soddisfare i bisogni dei suoi individui.
Il più importante dovere dei componenti di una qualsiasi società consiste nell’aiutare e nell’assistere i deboli e gli indigenti.
Stranamente, al giorno d’oggi, tutti sanno che l’indifferenza dei ricchi nei confronti dei problemi dei poveri costituisce il maggior pericolo per la società; questa indifferenza è in grado di distruggere, annientando per primi gli stessi abbienti.
La Bibbia, anche nell'Antico Testamento ci parla di cura verso i poveri e gli indigenti.
Addirittura anche ’Islam quattordici secoli fa, considerando questo pericolo, ha disposto che i ricchi distribuissero ogni anno dei loro averi tra i poveri.
Dice Dio l’Altissimo: “Non raggiungerete mai il bene e la salvezza finché non donerete delle cose che amate”
Innumerevoli culture concernono l’assistenza ai bisognosi; un uomo di Dio disse in proposito: “Le migliori persone sono coloro che si dimostrano maggiormente utili alla gente”.
“Assisti nel momento della sventura l’amico tuo, se vuoi che t’assista la grazia del Signor tuo.
Alfine un giorno raccoglierai, il buon seme che oggi seminerai”.
Un gesto di bontà non costa niente, per chi possiede, ma può rendere felice un INFELICE!
Chi ha orecchie per udire...oda! DTBG

Luisa Lauretta