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sabato 26 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
CONCETTO DI DEMOCRAZIA NELL’ECONOMIA CONDIVISA.

Quando si parla di democrazia, la prima domanda è: che tipo di democrazia?
In questo caso dobbiamo parlare di democrazia nell’ambito dell’economia condivisa.
In generale, economia significa potere contrattuale e conflittualità, questo perché prevale l’egoismo e non l’altruismo.
Se vi è conflittualità ed egoismo l’economia condivisa non può aver luogo perché i contesti sono incompatibili.
Si può dedurre che dalla condivisione scaturisce la vera democrazia perché non c’è la violenza ed il diritto prevale sul potere, si garantisce il l’eguaglianza e la giustizia al più debole.
La democrazia non può esistere dove ci sono fame e miseria, lusso e privilegi; un chiaro indicatore dello sfruttamento del forte o prepotente sul debole indifeso.
IL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDVISA SORGE PER ELIMINARE QUESTO STATO DI COSE. 


martedì 8 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

ECONOMIA DI CONDIVISIONE – ECONOMIA DI SERVIZIO

IN CHE RAPPORTO STANNO L’ECONOMIA DELLA 

CONDIVISIONE CON L’ECONOMIA DI SERVIZIO?


Kumarappa fa delle ricerche nell’ambito dei villaggi e scrive:


  1. L’economia di servizio è la forma più elevata di economia in natura, 
  2. molto evidente nel rapporto fra i cuccioli e i loro genitori. 
  3. La madre va a trovare il cibo ai figli e li difende, come può, dai nemici esterni a rischio della vita.
  4. A causa del suo amore materno, agisce disinteressatamente. 
  5. Questo atteggiamento prefigura l’economia nonviolenta dove 
  6. prevale l’altruismo sull’egoismo personale.
  7. Esempio tipico: un attivista sociale.
  8. Egli è motivato dal bene degli altri anche a discapito del proprio interesse.
  9. Il senso del dovere prevale sul diritto proprio che non viene invocato.
  10. Tutto si basa sull’amore e dal desiderio di servire senza ricompensa.
  11. Questo proietta il contesto alla non violenza e pace; ecco che siamo 
  12. in un contesto economico permanente (bassa conflittualità ed equità economica).
Da queste considerazioni emerge che l’economia egoistica è 

fonte di conflittualità e proietta la collettività nella sperequazione 

economica ed a una instabilità economica.

IL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISA MIRA A 

DARE STABILITA’ AL BENESSERE ECONOMICO.


QUESTO E’ POSSIBILE SE SI CREANO ATTIVITA’ 

PRODUTTIVE ADEGUATE CON LA PARTECIPAZIONE DI 


TUTTI GLI INTERESSATI.

venerdì 18 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

I modelli di sviluppo sono strettamente connessi con le guerre.
E’ illusorio voler arrestare le guerre limitandosi a denunciare i crimini, occorre agire per mutare i modelli di sviluppo che le generano.
Nelle valutazione delle cause spesso si fa riferimento ai valori di tipo etico-religioso e si evidenziano immagini bibliche come metafore sul destino dell’umanità; la vita dell’uomo e delle sue comunità non si può esaurire in formule matematiche avulse da considerazioni umanitarie che dovrebbero scaturire dai principi biblici e che il mondo cristiano non può ignorare per definizione.
L’analisi mediante le equazioni matematiche può rivelarsi una scelta voluta per non fare emergere la verità e nasconderla ai semplici che non hanno la possibilità di accedere ad un linguaggio esoterico degli specialisti dell’economia..
Sotto il profilo evangelico, l’economia deve essere riportata fra le sfere delle scienze morali e sociali; si deve restituire chiarezza e dignità all’economia domestica per buona amministrazione della casa e quindi della famiglia.
L’economia deve essere al servizio del benessere di tutti, nessuno escluso,  si deve rigettare il modo di concepirla come scienza dell’accumulo e ripristinare il legame tra etica ed economia.

L’economia condivisa rafforza il legame tra etica, economia ed amore per il prossimo secondo gli insegnamenti di Gesù ai quali i cristiani si devono ispirare.

giovedì 10 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.


MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Un altro gruppo economico da esaminare con attenzione è quello dell’adozione il cui motto è: “Mangiamo, beviamo e divertiamoci, perché domani moriremo”.
Anche questi componenti del gruppo appartengono all’area della imitazione già esaminata, ma con la differenza che queste persone cercano di introdurre alcune modifiche al sistema,  non rilevanti ai fini del progresso collettivo.
Il loro impegno è di imitare le creazioni degli altri e farle proprie senza alcuno sforzo proprio, non mettono in conto che i modelli produttivi degli altri non sempre sono adeguati per lo sviluppo della comunità di appartenenza.
Non pensano alle generazioni future e quindi vivono alla giornata, ma la vita continua anche dopo la loro morte ed i posteri troveranno un sistema economico non favorevole per la crescita.
Anche in questo casa l’individuo vive ma non agisce per il bene comune.
Il bene proprio prevale su quello collettivo; l’altruismo viene meno e si ha l’impoverimento anche morale.
E’ un vivere senza valori cristiani e si va dietro la dissolutezza totale.

Questo modo di vivere non ha nulla a che fare con l’economia della condivisione.

lunedì 7 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Sviluppo umano – stadio spirituale avanzato- economia di servizio – Vita, vivere ed esistenza.



Qual è il senso della vita terrena?
Semplicemente esistere, ma non curarsi della propria condizione materiale e spirituale?
Vivendo, la persona esprime le proprie facoltà che ne determinano il modo come viene vissuta la propria esistenza, con i  propri valori umani e spirituali.
La vita è anche il mezzo attraverso il quale la persona realizza se stessa, esprime le sue facoltà creative nel mondo dell’arte e dei mestieri, ma determina anche la propria condizione spirituale, morale ed etica; a seconda della sua natura farà avanzare oppure ritardare il progresso con le proprie azioni poste in essere.
Se una persona usa miscela di valori centrati su se stessa il risultato non sarà la stabilità, ma la viabilità del sistema che potrà essere sfigurato dalla violenza, quindi l’individualismo non porta bene ma fa scaturire l’egoismo che potrebbe portare alla distruzione di se e degli altri.
Se al contrario una persona usa valori altruistici, la sua vita porterà, di generazione in generazioni, il messaggio della stabilità dei valori, materiali e spirituali, e la nonviolenza tra i popoli e nella propria comunità alla quale appartiene.
Questa è la possibilità e la responsabilità che l’essere umano ha nelle proprie mani; non può, dunque, affidare la propria vita ad altri in quando gli appartiene e che dovrà rendere conto al proprio Creatore nel bene e nel male.
Ogni uomo è responsabile per il modo in cui vive, sia per se che per le generazioni future.

Il cristiano deve riflettere per il modo di come conduce la propria vita, come credente non può ignorare i principi biblici ed attuarli; tutto è insito nella definizione di cristiano.

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Sviluppo umano – stadio spirituale avanzato- economia di servizio.


In questo stadio spirituale avanzato, il senso del dovere, rispetto non solo nei confronti del gruppo, ma tutte le creature umane, pervade l’intera atmosfera cordiale ed amorevole secondo gli insegnamenti biblici.
La fede in un Dio creatore di tutte le cose è una grande leva per arrivare a questo stadio, è una condizione necessaria credere altrimenti l’altruismo vero, e non apparente caritatevole, possa regnare nel cuore dell’uomo.
Infatti, si predica molto dell’amore per il prossimo e il servizio ai bisognosi, ma in concreto si agisce poco con vero spirito di fratellanza nel campo economico che la chiave per capire il grado della condivisione comunitaria.
Si sottolinea, spesso, anche che quando l’essere umano si allontana dalle vie del Signore commette peccato.
Si mettono in guardia le persone dagli inganni dei desideri e dai pericoli di una volontà che miri solo al soddisfacimento di piaceri mondani e passeggeri.
Ma nessun grande gruppo umano può essere preso come esempio.
L’economia di servizio potrà avere successo solo se si dà luogo ad cambiamento radicale interiore della natura del cuore dell’uomo; occorre una vera conversione per mettere da parte l’egoismo e far prevalere l’altruismo e lo spirito di servizio.
L’evangelizzazione pratica è più efficace di quella predicata che non sempre rispecchia la vita vissuta di tutti i giorni, sia nell’ambito comunitario che familiare o individuale.
Se il progetto dell’economia condivisa avrà successo, una nonviolenza economica della permanenza sarà realizzata, solo allora si dire di poter inaugurare una civiltà di pace duratura fra i popoli.
Noi credenti dobbiamo essere d’esempio nel mettere in pratica concretamente  l’amore per il prossimo.

I primi capitoli degli Atti degli Apostoli sono illuminanti per capire come concretizzare la fraternità fra gli uomini di buona volontà.

sabato 5 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Sviluppo umano – stadio primitivo dell’economia

Appartiene allo stadio primitivo il parassita che lo contraddistingue nei rapporti con gli altri gruppi o nazioni.
Oggi si utilizzano molto i prodotti per combattere il mondo parassitario nel campo agricolo al fine di poter migliorare la produzione ed il reddito da lavoro nell’ambito dell’agricoltura.
Un parassita non considera i diritti altrui, le vie per arrivare a ciò di cui ha bisogno sono infinite (le leggi della morale e dell’etica non valgono per loro), le conseguenze delle proprie azioni sono la distruzione o morte degli altri per il bene proprio.
Una tigre non si emoziona davanti all’agnello che ha lacerato, non si fa scrupoli di coscienza per soddisfare il proprio ventre.
Il cacciatore e il pescatore uccidono la loro preda per soddisfare il bisogno immediato del proprio corpo.
Allo stesso modo, un’economia nazionale che dipende, per esistere, dal danno o dalla rovina di un altro gruppo (vedi le guerre), è intrinsecamente parassitaria alla stregua del mondo parassitario nel settore agricolo.

Un’economia parassitaria e in netto contrasto con gli insegnamenti di Gesù ed il mondo cristiano non può ammettere un tale agire dell’uomo egoista; chi ammette o lascia correre i parassiti non può concepire la condivisione economica praticata dalla chiesa primitiva.

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Economia di servizio:

Esempio tipico: un attivista sociale che si preoccupa delle problematiche degli altri mettendo in secondo piano le proprie tematiche, quindi siamo in un contesto altruistico e non egoistico.
La motivazione è il bene altrui per la felicità propria e quella degli altri.
Alle volte questa attività può andare contro il proprio interesse personale.
In questa ottica vengono focalizzati i propri doveri sena pensare ai diritti che possono sorgere nell’agire in favore degli altri.
Tutto è basato sull’amore e sul desiderio di servire senza pensare alla relativa ricompensa.
Detto agire porta alla nonviolenza e alla pace dei popoli con la conseguenza di passare da una economia egoistica ad una economia di servizio che genera stabilità del benessere collettivo.
Il concetto base è: contribuire senza alcuna considerazione del beneficio che se ne potrebbe ricavare.
Fra i diversi modelli economici, quello più indicato per il mondo cristiano è quello di servizio, il cristiano deve pensare più a servire che essere servito.
Fra i diversi gruppi di essere umani, comunità o nazioni, ci sono persone che appartengono a vari modelli economici, ma il credente dovrebbe scegliere l’economia di servizio.

E’ nel modello di una economia di servizio che può sorgere e praticare la condivisione, gli altri modelli economici non rispecchiano i principi biblici.

venerdì 4 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.


MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Economia predatoria:


Esempio tipico: un borseggiatore che deruba la sua vittima senza che questa se ne renda conto.
Egoismo motivato dal desiderio di avere le cose altrui.
Intenzione di recare beneficio a se stessi se possibile senza danneggiare la vittima.
Enfasi sui diritti, ma scarso o assente riconoscimento dei propri doveri nei confronti dei propri simili; tutto gli è dovuto senza dare a sua volta cosa alcuna.
Assenza di valori altruistici; il mondo che lo circonda non gli interessa.
L’uomo mette in moto la violenza per raggiungere i propri obiettivi, perde il senso del rispetto per il prossimo.
L’elemento fondamentale: vantaggio senza dar nulla in cambio perché il proprio simile è strumentale per i propri fini.
Il vantaggio proprio a discapito degli altri è in contrasto col contenuto biblico, Il cristiano deve pensare prima per gli altri e poi per se stesso.
Quando nell’uomo impera l’egoismo viene meno il senso dell’altruismo e si ha un cristianesimo di facciata ma non sostanziale.

Praticare l’economia condivisa è frutto dell’altruismo e non dell’egoismo.