Visualizzazione post con etichetta apostolo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta apostolo. Mostra tutti i post

lunedì 4 agosto 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
 
Elimina l' io dalla tua vista

"Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà stimi gli altri superiori a sè stesso, cercando ciascuno non il proprio interesse, ma quello degli altri" (Filippesi 2:3-4).
Ricordi il versetto che descrive la Parola di Dio come una spada? 

Ero trafitto! 

Mi avevano diagnosticato la mia malattia: Egoismo!

A causa del piccolo, io nei miei occhi non riuscivo a vedere le mie benedizioni.
L'amore è quella motivazione che costruisce le azioni; l'egoismo le sgretola.
Nessuna meraviglia quindi se l'appello dell'Apostolo Paolo
sia così pressante: "Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria" (Filippesi 2:3).

Ma non siamo nati egoisti? 

Se è così cosa possiamo fare al riguardo? 

Possiamo distogliere gli occhi dall'io?
O, possiamo eliminare quel piccolo, io dai nostri occhi? 

Secondo la Bibbia è possibile.
"Se dunque v'è qualche incoraggiamento in Cristo, se vi è qualche conforto d'amore, se vi è qualche comunione di Spirito, se vi è qualche tenerezza di affetto e qualche compassione, rendete perfetta la mia gioia, avendo un medesimo pensare, un medesimo amore, essendo di un animo solo e di un unico sentimento" (Filippesi 2:1-2).

Ma esiste una cura per 'egoismo?

Elimina te stesso dal tuo occhio distogliendo il tuo occhio da te stesso.
Smettila di fissare quel piccolo io e concentrati sul tuo grande Salvatore.
Non credi che l'Apostolo Paolo potrebbe essere interessato a scambiare qualche parola con noi? 

Siamo talmente concentrati su ciò che non abbiamo, da non vedere quello che abbiamo?
Il sarcasmo dell'Apostolo Paolo è velato.
Hai ricevuto qualche incoraggiamento?
Qualche conforto, Qualche comunione?
Allora sorridi!
Bevi a profusione alla fonte della bontà di Dio.


sabato 26 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA



Rispondo alla domanda sui primi capitoli degli Atti degli apostoli. 
In questi capitoli si evidenzia l'amore  sincero che avevano i primi Cristiani riempiti dallo Spirito Santo.
Questi Cristiani condividevano ogni bene spirituale e materiale che avevano ricevuto dal Signore.
La loro ricchezza più grande era l'Amore di Dio ed essi desideravano condividerlo ad ogni persona che ancora non aveva conosciuto la salvezza per Grazia nel nome di Gesu'.
L'apostolo Paolo raccomandava ad ogni Cristiano di praticare il principio di uguaglianza
2 Corinzi 8:9-15
Praticare questo principio equivale a sconfiggere ogni forma di poverta' (spirituale e materiale) e creare benessere nella vita delle persone, nelle famiglie e nel mondo intero.
Signore, osservare la Tua Parola porta risveglio e benedizioni!
Dio ci aiuti ad osservare TUTTA la Sua Santa e benedetta Parola.
Pace e Dio continui a benedirTi Sebastiano!


mercoledì 2 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:


La ricerca dei chiamati suppone un amore fraterno sempre crescente verso coloro che incontriamo. 

L’apostolo Paolo, modello di ogni evangelizzatore, scriveva: "Così affezionati a voi, avremmo desiderato darvi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari" (1 Ts 2,8).
Affetto non tanto di pedagogo, ma di padre e di madre (cf. 1 Ts 2,7.11; 1 Cor 4,15; Gal 4,19).
Un segno di amore, oltre al rispetto dell’altro, sarà lo sforzo di trasmettere a tutti non dubbi e incertezze ma certezze solide, ancorate alla parola di Dio.
Le persone che incontriamo hanno bisogno di queste certezze per la loro vita cristiana, ne hanno diritto in quanto sono figli di Dio che si abbandonano interamente alle esigenze del suo amore.
Ciascuno di noi lungo la sua storia, attraverso l’educazione e l’ambiente, viene a configurarsi un’immagine di Dio con dei tratti positivi e negativi.
Si tratta di un’immagine il più delle volte “inconscia” ma che  proprio per questo rischia di arrestare o di facilitare l’incontro con Dio.
Non bisogna avere paura di queste immagini, determinante invece è prenderne coscienza.
Senza scandalizzarsi se ci accorgiamo che esse sono forse ben lontane dal volto del Padre rivelatoci da Gesù.
Il Signore ci conosce nome per nome.
Di fronte a lui non siamo una massa.
Un nome con il quale Egli ci interpella, intesse un dialogo, una relazione sponsale, paterna, amicale. 

Quando chiama qualcuno lo fa sempre con il suo nome.
Invocare il suo nome santo è rispondere a questa chiamata, e questa invocazione può assumere tantissime sfaccettature:
- un chiamare in causa Dio di fronte al dramma della sofferenza umana: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Mc 15,34).
- un atto di abbandono e resa nelle sue mani: “Padre nelle tue mani affido il mio spirito” (Lc 23,46)
- un grido di aiuto: “Padre passi da me se possibile questo calice”.
Invocare il nome non è pretesa di piegare Dio: è lui il Signore, l’onnipotente, il creatore che chiama le stelle per nome (Is 40,26).
Alla luce di Ez.  36,20-38 è Dio che santifica il suo nome in mezzo alle nazioni nonostante il peccato di denigrazione del suo Nome.
Lui è fedele nonostante il nostro male.
Questo ravviva la nostra fiducia nella sua misericordia.
 E’ presente nel  cammino spirituale, Il suo nome  è santificato quando si annunziano le sue opere. 

Annunzierò le tue meraviglie o Signore...
Il regno è testimoniato dalla nostra vita.
Esso si manifesta tramite le nostre azioni, il saper porre cioè germi del regno lungo i solchi della nostra storia che è quella di tutta l’umanità.


venerdì 27 giugno 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
Una lettrice scrive:

Dalla Prima lettere di S Giovanni apostolo.
"Carissimi, amiamoci gli uni gli altri perché l'amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio.
Chi non ama non ha conosciuto Dio perché Dio è amore".
Se amiamo Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi.
Da ciò l'esigenza di aiutarci e sostenerci l'uno con l'altro.
Chi è che ha bisogno d'amore?
Tutti, tutti indistintamente, e oltre ai bambini, che sono il sorriso di Dio, ci sono soprattutto gli anziani che ultimamente soffrono di carenza d'amore.
A volte mi capita di andare in ospedale, spesso sono stata nel reparto di geriatria dell'Ospedale Moscati di Avellino, e la situazione è veramente tragica.
Mancano spesso i posti letto e il personale che si prende cura in un modo più o meno costante degli anziani più bisognosi di aiuto soprattutto di notte.
Avverto l'esigenza quindi di proporre  una casa di cura per anziani soli e malati che necessitano di cure, che non possono stare da soli, ma che purtroppo loro mal grado, non hanno nessuno parente che li aiuti, e che in base al loro reddito non possono permettersi qualcuno a pagamento che li possa aiutare
Anche il semplice cucinarli e aiutarli a mangiare sarebbe tanto
Aiutarli a lavarsi per quanto possibile, scambiare qualche parola con loro, e farli sentire un po' amati, e coccolati, risparmiando oltre al dolore della malattia anche quello dell'abbandono.
Sarebbe stupendo se si potesse realizzare un Centro anziani cristiano.
Cristiano perché?
Perché alla base del cristianesimo c'è l'amore per il prossimo.
Spero Dio ci benedica nel realizzare questo progetto d'amore.

Katya Venga.

giovedì 17 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

Una massima dice:" l'amore è amare senza misura.." io aggiungerei anche donare senza misura.
E la misura dell’autenticità del nostro amore è proprio l’interesse verso gli altri e i loro bisogni.
Non semplicemente interesse a parole, ma anche interesse espresso nelle azioni, interesse che ci fa accettare con gioia di prendere qualcosa di nostro e darlo a chi ne ha più bisogno.
Paolo dice in 2 Corinzi 8:9 “Voi conoscete infatti la grazia del Signor nostro Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.”
Gesù Cristo ci ha amato e ci ama di un amore autentico che sopravanza ogni conoscenza.
Siamo chiamati dalla Parola di Dio a seguire questo amore, questo sentimento, amandoci nello stesso modo gli uni gli altri.
Come scrive nella sua epistola  l'apostolo Giacomo:
“Or, se un fratello o una sorella sono nudi e mancano del cibo quotidiano, e qualcuno di voi dice loro: "Andatevene in pace, scaldatevi e saziatevi", ma non date loro le cose di cui hanno bisogno per il corpo, a che giova?”"                 Fratello, non hai da mangiare ….. Non importa, preghiamo ….. Dio ti benedica”.
Spesso sento queste frasi di circostanza....e voi pensate che una persona viene nutrita con belle parole?
Tu ti nutriresti di queste parole se fossi affamato o nudo? 
Per chi ancora non l'avesse capito, noi siamo i mezzi attraverso cui il Signore manda le sue benedizioni e sostiene gli  altri, ma se non abbiamo un amore autentico anche se diciamo belle parole, “a che giova”?
Come dice anche Giovanni in 1 Giovanni 3:16-18:Da questo abbiamo conosciuto l’amore: egli ha dato la sua vita per noi, anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli.
Ora, se uno ha dei beni di questo mondo e vede il proprio fratello che è nel bisogno e gli chiude le sue viscere, come dimora in lui l’amore di Dio?”
Sono l’interesse e la premura verso gli altri che mostrano l’autenticità del nostro amore.
L’amore di cui ognuno ha bisogno, se non viene dimostrato con i fatti, non è amore autentico.
E questo tipo di “amore” non è l’amore a cui siamo chiamati.
Il nostro amore deve essere “non a parole né con la lingua, ma a fatti e in verità.”

Luisa Lauretta.