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lunedì 8 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:



RIFLESSIONI: Principi economici di Dio:1) Dio è il proprietario di tutto, le persone sono custodi e amministratori delle cose di Dio2) Ogni persona ha diritto alla terra (e/o alle risorse naturali)3) Sistema del Giubileo (la terra non può essere venduta in maniera permanente. Ritorna ai suoi proprietari originali dopo 49 anni. Le proprietà nelle città possono essere vendute permanentemente).4) Applicare un interesse è cosa malvagia (specialmente ai poveri o ai parenti)5) Cancellare i debiti ogni 7 anni6) Commerciare onestamente7 ) Pagare stipendi giusti8 ) Applicare tassazione equa9 ) Essere solidali e generosi con i poveri10) Essere indipendenti – non favorire la dipendenza11) Dare decime e offerte1) Dio è il proprietario di ogni cosa, le persone sono custodi e amministratori delle cose di DioSal.24:1 "All’Eterno appartiene la terra e tutto ciò che è in essa, il mondo e i suoi abitanti".Sal.50:10 "Perché mie sono tutte le bestie della foresta, mio è il bestiame che è per i monti a migliaia".Ag.2:8 "Mio è l’argento e mio è l’oro, dice l’Eterno degli eserciti".Gen.1:28 "E Dio li benedisse; e Dio disse loro: Crescete e moltiplicate e riempite la terra, e rendetevela soggetta, e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra".Perché questo è importante? Poiché Dio ha fatto ogni cosa e tutto il mondo gli appartiene. Tutti gli uomini hanno il diritto naturale di possedere almeno una porzione di terra e/o le risorse di Dio. Ciò fornirà loro un mezzo di sostentamento ed essere economicamente autosufficienti. Bisogna anche dare a ogni persona la possibilità di usare i loro talenti e competenze per il loro pieno potenziale. Nella realtà, molti non possono nemmeno andare a scuola anche se possono essere molto intelligenti. In questa maniera i talenti di milioni si sprecano e gli altri non potranno mai beneficiarne.

lunedì 28 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAUna lettrice scrive:





Il pane che buttate è dell’affamato; le vesti che mettete via sono dell’ignudo; e il denaro che sperperate nei vostri piaceri è redenzione e libertà del povero. Per capire certe affermazioni io credo che dobbiamo provare cosa significhi avere fame, avere freddo, avere sete e non poter dormire in un letto caldo e sotto ad un tetto. Beato l’uomo che ha cura del debole: nel giorno della sventura il Signore lo libera.Quest’affermazione che apre il salmo 41 è una sintesi del senso e del valore di quella che tradizionalmente si chiama la “carità”. 

Questa è da intendere bene: non è beneficenza che piove dall’alto, ma partecipazione all’amore gratuito e solidale con cui Dio ci ama, e soprattutto ama i poveri, gli infelici e gli ammalati, al punto da identificarsi con loro.Cerchiamo modelli da seguire, persone da imitare ma nessuno pensa a seguire ed imitare Gesù. Abbiamo tanto da dare se solo aprissimo il nostro cuore e la nostra generosità verso coloro che soffrono. Impariamo ad immedesimarci in coloro che soffrono per la solitudine e per l'indifferenza ( l'indifferenza uccide..ecc ) di quelli che pensano di essere ricchi, ma che in realtà sono molto poveri. Date e vi sarà dato...così ci consiglia il Signore e noi, in grande o piccolo siamo chiamati tutti a farlo...Dicendo di vivere come Dio vuole, santamente e mettendo in pratica la sua Parola che da vita e grazia,  concludo con questi versi bellissimi, che sono una promessa per noi:"Beato l’uomo che ha cura del debole:  nel giorno della sventura il Signore lo libera. Il Signore veglierà su di lui,  lo farà vivere beato sulla terra.

Luisa Lauretta.

giovedì 24 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/59.


Egli allora gli disse: "Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza».
Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!.
Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Te lo immagini se adesso venisse Gesù e ti facesse la stessa proposta?
Vendi la tua casa, la tua macchina, i tuoi gioielli, il tuo negozio...Come reagiresti?
Oggigiorno, Dio non chiede tutte queste dimostrazioni, ma desidera comunque che mettiamo in pratica la Sua Parola, e in questa si trova anche l'aiuto ai più bisognosi.
Il Signore Gesù non disprezza il buon uso dei beni economici, ne denuncia tuttavia l'idolatria come se lì si trovi ogni sicurezza e salvezza; ne dichiara la pericolosità per il fascino e l'affanno che comportano, e perché chiudono il cuore a realtà più alte e decisive: "Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!".
Leggiamo oltre...Ci accorgiamo anche noi come ogni giorno cresca tra i giovani la violenza da benessere e come il consumismo porti all'indifferenza evangelica e alla perdita di ogni solidarietà.
Eppure facciamo fatica a crederci e, come i discepoli, rimaniamo stupefatti di questo giudizio così pesante di Gesù sulle ricchezze. 

Egli, ribadendo il concetto, rincara la dose: "Figlioli, com è difficile entrare nel Regno di Dio!
E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio".
Tutti noi, ogni giorno costatiamo che benessere e  bene non combaciano affatto: più consumi non equivale a più felicità, o emancipazione a maturazione!
Il cuore dell'uomo ha bisogni più profondi, spirituali, ha destini più alti, in qualità e lunghezza: appunto la vita eterna.
Questo obiettivo sta al di là della nostra efficienza: è opera solo di Dio.
Richiede accoglienza, docilità, libertà dalle proprie cose e da sé. Questo è il senso della radice cristiana che Gesù esige.
Spero di aver messo dei carboni ardenti sulle teste di coloro che come quel ricco sono, forse, un pò troppo attaccati alle loro ricchezze.
Certo siamo salvati per grazia, questa è la verità, ma se Dio ti chiede tu devi dare, e questo apporterà una maggiore consapevolezza di aver fatto contento Gesù. DTBG

domenica 13 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISAUNA LETTRICE SCRIVE:
 

"Carissimi, amatevi gli uni gli altri, non a parole, ma con i fatti e nella verità.
Solo chi ama è vero figlio di Dio, perché Dio è amore." (prima lettera di Giovanni, 4, 7-8).
Gesù insegna che Dio è il Padre suo e il Padre nostro, e noi siamo tutti fratelli.
In famiglia, nell'amore, nella pace nella solidarietà, nella fratellanza e quindi nella condivisione si manifesta, vive e cresce l'amore di Gesù. Beato chi dona con cuore generoso.
Le parole di preghiera non bastano, se il nostro cuore è lontano da Dio, avviciniamoci a Lui il più possibile, seguendo il suo esempio.
Quando lo Spirito di Gesù è con noi, ogni cosa che facciamo diventa preghiera e noi adoriamo Dio, benediciamo il suo santo nome, facciamo la sua volontà.
Solo un concetto di economia condivisa in senso biblico può piacere al Signore, Egli ci guida come un maestro e un buon pastore.
Non lasciamoci sopraffare dall'egoismo, ma accogliamo e condividiamo ogni risorsa per crescere e prosperare nelle ricchezze che il Signore vorrà donarci.
katya venga


martedì 8 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:




La solidarietà dovrà diventare la parola d'ordine di tutti i 
popoli più avanzati.
Aiutare materialmente chi soffre ed è meno fortunato di 
noi non è un optional, ma fa parte dei doveri dell'essere 
umano.


Ho letto questo sul web...che dire, se non che è la pura e 
sacrosanta verità?
Sin dalla fondazione del mondo, gli uomini si sono riuniti 
in gruppi allo scopo di soddisfare i bisogni dei suoi 
individui.
Il più importante dovere dei componenti di una qualsiasi 
società consiste nell’aiutare e nell’assistere i deboli e gli 
indigenti.
Stranamente, al giorno d’oggi, tutti sanno che 
l’indifferenza dei ricchi nei confronti dei problemi dei 
poveri costituisce il maggior pericolo per la società; questa 
indifferenza è in grado di distruggere, annientando per 
primi gli stessi abbienti.
La Bibbia, anche nell'Antico Testamento ci parla di cura 
verso i poveri e gli indigenti.
Addirittura anche ’Islam quattordici secoli fa, 
considerando questo pericolo, ha disposto che i ricchi 
distribuissero ogni anno dei loro averi tra i poveri.
Dice Dio l’Altissimo: “Non raggiungerete mai il bene e la 
salvezza finché non donerete delle cose che amate”
Innumerevoli culture concernono l’assistenza ai bisognosi; 
un uomo di Dio disse in proposito: “Le migliori persone 
sono coloro che si dimostrano maggiormente utili alla 
gente”.
Assisti nel momento della sventura l’amico tuo, se vuoi 
che t’assista la grazia del Signor tuo.
Alfine un giorno raccoglierai, il buon seme che oggi 
seminerai”.
Un gesto di bontà non costa niente, per chi possiede, ma 
può rendere felice un INFELICE!
Chi ha orecchie per udire...oda! DTBG

Luisa Lauretta

giovedì 3 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO


ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:


Ci sono parole che Gesù ha detto ai suoi discepoli e quindi a noi.
Cosa avranno capito i suoi discepoli?
Cosa abbiamo capito noi?
Il contesto è quello dell'Ultima Cena, fa parte dei discorsi d'addio, un momento particolare, i discepoli cominciano ad essere tristi, a non capire cosa sta succedendo.
Cosa voleva dire Gesù dicendo: "Molte cose ho ancora da dirvi".
Quali cose Gesù non hai detto?
Quali cose non siamo capaci di portare perchè troppo pesanti?
E' facile pensare che sulla Croce Gesù dirà tutto ciò che doveva dire: la sua ultima Parola, è sulla Croce, la sua ultima parola è Lui Crocifisso.
Sappiamo che sulla croce Gesù dirà 7 parole: "Dio mio, Dio mio perchè mi hai abbandonato?
Ho sete.
Figlio, ecco tua Madre, Madre, ecco tuo Figlio; Padre, perdonali perchè non sanno quello che fanno, Oggi stesso sarai con me in paradiso... e terminerà dicendo: "Tutto è compiuto".
Allora lì sulla Croce egli termina di dirci tutto ciò che doveva dirci, lì sulla croce, assume tutto il peso del nostro peccato, lì sulla croce ci dona lo Spirito che ci rivelerà la verità tutta intera, lì sulla Croce in Giovanni e Maria si compie l'Umanità nuova, la prima cellula di Chiesa, il futuro dell'umanità.
E' bello restare in contemplazione di questa Parola e chiedere allo Spirito che ce la riveli.
Appartenere allora a Cristo vuol dire infatti essere "membro" di lui.
Equivale ad immedesimarsi, a far propri tutti gli aspetti e le prerogative esistenziali che lui ci propone.
E questo anche nella comunione della comunità che vive nel suo nome la solidarietà e l'unità della fede, della speranza e della carità.
E qui viene il difficile specialmente nella vita di tutti i giorni: riusciamo noi ad essere parte di Gesù nella Comunità?
Secondo uno slogan da considerarsi ancora recente, si direbbe oggigiorno "Cristo sì, Chiesa no".
La Chiesa viene tacciata di oscurantismo e di antimodernismo, di classismo.
Anche all'interno del mondo credente ci si ostina a rifiutare con tutti i mezzi le disposizioni e gli insegnamenti, trovando spesso infondati pretesti per mettere in discussione ogni insegnamento biblico.
Eppure Dio si è rivelato non solamente all'uomo singolo, ma ad un'intera comunità.
Cristo ha garantito la sua presenza nell'organico di una Comunità nella quale si è chiamati a vivere un solo Signore, una sola fede, un solo Battesimo per godere di un solo Dio Padre di tutti (Ef 4, 4 e ss) ed è improponibile che ciascuno possa costruirsi un cristianesimo a suo e consumo.  

domenica 29 giugno 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:     


Le prime comunità cristiane stavano insieme e condividevano ogni cosa.
Gli apostoli asserivano che non c'era comunità cristiana senza conoscenza e predicazione di Cristo.
Tutti si consideravano uguali e quindi si scambiavano ogni cosa.
Non bastava ritrovarsi la sola domenica per reputarsi cristiani ma dovevano essere una comunità-famiglia per l'intera settimana.
Il mio pensiero?
Il bene comune in quanto insieme delle condizioni della vita sociale che ci permettono a tutti, sia gruppi che singoli, di raggiungerla loro personale perfezione pienamente è, secondo me, fondamentale per vivere serenamente con se stessi e con gli altri.
La religione infatti dovrebbe aiutare l'uomo a rispondere alle domande fondamentali della sua vita e quindi serve per collaborare al bene comune.
Infine penso che il bene comune è necessario soprattutto per la solidarietà verso il prossimo.
Nel piano economico?

Maggiore sincerità, trasparenza, mettere a disposizione di chi non ha nulla la possibilità di vivere, no l'economia attuale non rispecchia il vangelo, assolutamente no.

martedì 29 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA – L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:  
   
Le prime comunità cristiane stavano insieme e condividevano ogni cosa.
Gli apostoli asserivano che non c'era comunità cristiana senza conoscenza e predicazione di Cristo.
Tutti si consideravano uguali e quindi si scambiavano ogni cosa.
Non bastava ritrovarsi la sola domenica per reputarsi cristiani ma dovevano essere una comunità-famiglia per l'intera settimana.
Il mio pensiero?
Il bene comune in quanto insieme delle condizioni della vita sociale che ci permettono a tutti, sia gruppi che singoli, di raggiungerla loro personale perfezione pienamente è, secondo me, fondamentale per vivere serenamente con se stessi e con gli altri.
La religione infatti dovrebbe aiutare l'uomo a rispondere alle domande fondamentali della sua vita e quindi serve per collaborare al bene comune.
Infine penso che il bene comune è necessario soprattutto per la solidarietà verso il prossimo.
Nel piano economico?

Maggiore sincerità, trasparenza, mettere a disposizione di chi non ha nulla la possibilità di vivere, no l'economia attuale non rispecchia il vangelo, assolutamente no.

domenica 6 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Sviluppo umano – stadio moderno dell’economia – GREGARIA.


Lo stadio primitivo dell’economia si fondava su una prospettiva del tutto auto-centrata e focalizzata sui soli diritti nei confronti dei più deboli sul piano economico, la riduzione alla schiavitù era un diritto acquisito dal potere economico, l’uomo era considerato oggetto e non soggetto con dei diritti alla vita e alla libertà.
Lo stadio dello sviluppo moderno mostra segni di riconoscimento dei doveri individuali e si assiste a un tentativo di bilanciare diritti e doveri, si cerca di bilanciare ma prevale sempre il dovere rispetto ai diritti per gli esseri umani che non hanno autonomia economica, l’equilibrio tra diritti e doveri è lontano perché prevale il concetto della subordinazione ai poteri forti.
La cultura della solidarietà e unità etnica appartiene certamente all’economia gregaria, in questo contesto non vi sono distinzioni di colore tra bianchi, neri, rossi, bruni o gialli, ma lo stato di subordinazione rimane e quindi la libertà individuale viene soffocata dai poteri economici forti.
I nazisti ed i fascisti praticavano l’economia gregaria: gruppi con in grande senso di appartenenza e certo violenti, soprattutto verso gli esterni, con un senso elevato del dovere verso il proprio gruppo.
Ogni loro membro fonde la propria individualità con gli interessi generali del gruppo o dell’organizzazione, chi si oppone a questo senso di appartenenza viene punito severamente e messo al bando con mezzi violenti.
Quando si pratica l’economia gregaria o moderna la violenza è dietro l’angolo e non vi è pace sociale, ma conflitti a tutti i livelli.
Tutto questo ci fa capire che questo stadio dell’economia è lungi dal mettere in atto quelli che sono i principi biblici dell’amore per il prossimo come riportato nei vangeli.
Un esempio tipico ci viene dalla parabola del Buon Samaritano il senso dell’appartenenza viene messo da parte per dar luogo all’amore per il prossimo, Gesù elogia il buon Samaritano ed invita gli altri a fare la medesima cosa.

Il mondo cristiano è chiamato a riflettere sul punto, altrimenti diviene tutto apparenza, ma il contenuto è lontano dal vero.

martedì 1 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Tipi di economia in natura- parassitaria.



La completa nonviolenta cooperazione fra le diverse unità economiche della vita non sempre è uguale nelle sue forme.
Alcune unità non passano attraverso il processo naturale per la propria sussistenza, ma cortocircuitano il processo e predano le altre creature viventi del ciclo e quindi spuntano le varie economie che sono:
11)    Economia parassitaria. Alcune piante vivono a spese delle altre come parassite. Spesso la pianta ospite alla fine muore. Fra gli animali ci sono la tigre, il lupo, il leone, ecc… che cortocircuitano il processo della natura cibandosi della pecora, delle galline, ecc…, alle volte si bevono il sangue della preda: in questo sistema economico della vita la violenza ha una parte essenziale. A ben guardare attorno, l’economia odierna di predatori che bevono il sangue della preda non mancano e la crisi è la dimostrazione della enorme sperequazione economica dove i poveri divengono sempre più poveri ed i ricchi sempre più ricchi.
Basta leggere i giornali o le pagine web, e ci si rende conto che il popolo dei predatori è molto numeroso.
In totale contrasto con gli insegnamenti biblici della solidarietà e dell’amore fraterno.

Il cristianesimo degenera in religione istituzionale, vuoto nel contenuto dottrinale evangelico.

lunedì 31 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

 La solidarietà dovrà diventare la parola d'ordine di tutti i popoli più avanzati.
Aiutare materialmente chi soffre ed è meno fortunato di noi non è un optional, ma fa parte dei doveri dell'essere umano.
Ho letto questo sul web...che dire, se non che è la pura e sacrosanta verità?
Sin dalla fondazione del mondo, gli uomini si sono riuniti in gruppi allo scopo di soddisfare i bisogni dei suoi individui.
Il più importante dovere dei componenti di una qualsiasi società consiste nell’aiutare e nell’assistere i deboli e gli indigenti.
Stranamente, al giorno d’oggi, tutti sanno che l’indifferenza dei ricchi nei confronti dei problemi dei poveri costituisce il maggior pericolo per la società; questa indifferenza è in grado di distruggere, annientando per primi gli stessi abbienti.
La Bibbia, anche nell'Antico Testamento ci parla di cura verso i poveri e gli indigenti.
Addirittura anche ’Islam quattordici secoli fa, considerando questo pericolo, ha disposto che i ricchi distribuissero ogni anno dei loro averi tra i poveri.
Dice Dio l’Altissimo: “Non raggiungerete mai il bene e la salvezza finché non donerete delle cose che amate”
Innumerevoli culture concernono l’assistenza ai bisognosi; un uomo di Dio disse in proposito: “Le migliori persone sono coloro che si dimostrano maggiormente utili alla gente”.
“Assisti nel momento della sventura l’amico tuo, se vuoi che t’assista la grazia del Signor tuo.
Alfine un giorno raccoglierai, il buon seme che oggi seminerai”.
Un gesto di bontà non costa niente, per chi possiede, ma può rendere felice un INFELICE!
Chi ha orecchie per udire...oda! DTBG

Luisa Lauretta

venerdì 28 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Il cambiamento o la rivoluzione vengono veicolati dai pensieri, dai discorsi e dalle azioni che, in questo caso, devono condurre alla libertà economica locale ed abbandonare il commercio globalizzato governato dai grandi gruppi di potere.
L’economia locale deve mirare ad assicurare un lavoro a tutti per il bene collettivo e non per pochi furbetti di turno.
E’ importante mettere a fuoco tecniche per la coltivazione di prodotti destinati all’alimentazione sana ricca di nutrienti e di vitamine per il corpo umano.
Le unità produttive locali devono gestire anche la scuola, eminentemente pratica e volta a tirare fuori il meglio dalla creatività e delle attitudini dei bambini; pensare ad una società nonviolenta fondata sul decentramento, sull’assenza di sfruttamento, sull’autogoverno e sulla solidarietà cooperativa per il benessere di tutti.
Gli ideali pratici per un radicale cambiamento possono trovare, lungo il percorso, degli ostacoli messi in atto dall’egoismo umano che a sua volta si pone in contrasto con gli insegnamenti cristiani.
Portare avanti ideali ci cambiamento per il bene collettivo si rischia di scontrarsi con i poteri forti che a sua volta potrebbero limitare la libertà personale pur di mantenere i privilegi acquisiti a danno degli altri.
La storia del cristianesimo è piena di episodi che hanno portato i credenti ad essere oggetto di maltrattamenti da parte di chi detiene il potere.

Noi siamo fermamente convinti che la condivisione economica è conforme ai principi biblici e come cristiani siamo disposti ad affrontare gli ostacoli che l’egoismo metterà in campo.