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martedì 5 agosto 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
Il terzo assioma della teoria economica biblica è che l'accumulo della ricchezza è una virtù, non un vizio.
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mercoledì 30 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
Influenza dei credenti Esseni
La partecipazione comune dei beni nella chiesa di Gerusalemme era storicamente uno sviluppo nuovo.
Né Giovanni Battista né Gesù hanno chiesto ai loro discepoli di trasferire le proprietà private alla comunità.3
Le loro istruzioni riguardo i beni personali erano molto diverse da quelle degli Esseni. Gli Esseni praticavano il separatismo economico e riducevano al minimo i contatti economici con gli estranei.
Giovanni Battista e Gesù, invece, hanno cercato di avere contatti molto aperti con tutti; hanno avvertito i loro discepoli di non isolarsi economicamente dagli altri.
Giovanni ha ordinato ai suoi discepoli di condividere i propri beni con gli altri.
Quando la gente gli ha chiesto: «che dobbiam fare?» (Luca 3:10), Giovanni ha risposto: «Chi ha due tuniche, ne faccia parte a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Far parte dei propri beni a qualcun altro aveva un significato diverso nel contesto del messaggio di Giovanni.
Non significava, come a Qumran, donare i propri beni al gruppo e fare una vita in comune, piuttosto significava condividere le proprie ricchezze con i bisognosi.
Questo era la negazione del comunismo economico degli Esseni.
domenica 27 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/35.
3) L'accumulo di ricchezza
Il terzo assioma della teoria economica biblica è che l'accumulo della ricchezza è una virtù, non un vizio.
L'uomo, che deve partecipare al processo creativo, non dovrebbe essere demotivato da una protezione inadeguata della proprietà privata, ed è benedetto quando il risultato del lavoro onesto risulta in ricchezza.
La Torah descrive in grande dettaglio le ricchezze dei patriarchi, Abrahamo, Isacco e Giacobbe.
La ricchezza, accumulata onestamente, è una benedizione di Dio.
4) Assistenza ai bisognosi
Il quarto assioma della teoria economica biblica è l'obbligo di provvedere ai bisognosi attraverso la beneficenza – la Tzedakah (letteralmente giustizia).
"Quando vi sarà in mezzo a te qualcuno dei tuoi fratelli che sia bisognoso in una delle tue città nel paese che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti dà, non indurirai il cuore tuo, e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso; anzi gli aprirai largamente la mano e gli presterai quanto gli abbisognerà per la necessità per la quale si trova" (Deut.15:7,8).
Il compito dell'uomo nel mondo non è solo quello di lavorare, creare, innovare, produrre ricchezza, ma anche di prendersi cura di chi è nel bisogno.
sabato 26 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/35.
3) L'accumulo di ricchezza
Il terzo assioma della teoria economica biblica è che l'accumulo della ricchezza è una virtù, non un vizio.
L'uomo, che deve partecipare al processo creativo, non dovrebbe essere demotivato da una protezione inadeguata della proprietà privata, ed è benedetto quando il risultato del lavoro onesto risulta in ricchezza.
La Torah descrive in grande dettaglio le ricchezze dei patriarchi, Abrahamo, Isacco e Giacobbe.
La ricchezza, accumulata onestamente, è una benedizione di Dio.
4) Assistenza ai bisognosi
Il quarto assioma della teoria economica biblica è l'obbligo di provvedere ai bisognosi attraverso la beneficenza – la Tzedakah (letteralmente giustizia). "Quando vi sarà in mezzo a te qualcuno dei tuoi fratelli che sia bisognoso in una delle tue città nel paese che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti dà, non indurirai il cuore tuo, e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso; anzi gli aprirai largamente la mano e gli presterai quanto gli abbisognerà per la necessità per la quale si trova" (Deut.15:7,8).
Il compito dell'uomo nel mondo non è solo quello di lavorare, creare, innovare, produrre ricchezza, ma anche di prendersi cura di chi è nel bisogno.
5) Governo limitato
Il quinto assioma della teoria economica biblica è il pericolo dell'inefficienza del governo.
La Bibbia mette in guardia più volte circa la natura malvagia del governo e della burocrazia.
L'avvertimento principale lo troviamo nel primo libro di Samuele quando gli Israeliti chiedono un re:
"E disse: Questo sarà il modo d'agire del re che regnerà su di voi.
Egli prenderà i vostri figliuoli e li metterà sui suoi carri e fra i suoi cavalieri, e dovranno correre davanti al suo carro; se ne farà dei capitani di migliaia e dei capitani di cinquantine; li metterà ad arare i suoi campi, a mieter le sue biade, a fabbricare i suoi ordigni di guerra e gli attrezzi dei suoi carri.
Prenderà le vostre figliuole per farsene delle profumiere, delle cuoche, delle fornaie.
Prenderà i vostri campi, le vostre vigne, i vostri migliori uliveti per darli ai suoi servitori.
Prenderà la decima delle vostre semente e delle vostre vigne per darla ai suoi eunuchi e ai suoi servitori.
Prenderà i vostri servi, le vostre serve, il fiore della vostra gioventù e i vostri asini per adoprarli nei suoi lavori.
Prenderà la decima dei vostri greggi, e voi sarete suoi schiavi.
E allora griderete per cagione del re che vi sarete scelto, ma in quel giorno l'Eterno non vi risponderà" (1Sam.8:11-18).
In parole povere, quando i governi hanno un ruolo importante nell'allocazione delle risorse nella società, la prospettiva che si rischia è quella di un maggior grado di oppressione al fine di soddisfare lo status quo di chi governa.
In questo caso l’oppressione economia è direttamente proporzionale alla mancanza di timor di Dio di chi governa.
Shalom
Argentino Quintavalle
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giovedì 24 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/59.
Egli allora gli disse: "Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza».
Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!.
Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Te lo immagini se adesso venisse Gesù e ti facesse la stessa proposta?
Vendi la tua casa, la tua macchina, i tuoi gioielli, il tuo negozio...Come reagiresti?
Oggigiorno, Dio non chiede tutte queste dimostrazioni, ma desidera comunque che mettiamo in pratica la Sua Parola, e in questa si trova anche l'aiuto ai più bisognosi.
Il Signore Gesù non disprezza il buon uso dei beni economici, ne denuncia tuttavia l'idolatria come se lì si trovi ogni sicurezza e salvezza; ne dichiara la pericolosità per il fascino e l'affanno che comportano, e perché chiudono il cuore a realtà più alte e decisive: "Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!".
Leggiamo oltre...Ci accorgiamo anche noi come ogni giorno cresca tra i giovani la violenza da benessere e come il consumismo porti all'indifferenza evangelica e alla perdita di ogni solidarietà.
Eppure facciamo fatica a crederci e, come i discepoli, rimaniamo stupefatti di questo giudizio così pesante di Gesù sulle ricchezze.
Egli, ribadendo il concetto, rincara la dose: "Figlioli, com è difficile entrare nel Regno di Dio!
E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio".
Tutti noi, ogni giorno costatiamo che benessere e bene non combaciano affatto: più consumi non equivale a più felicità, o emancipazione a maturazione!
Il cuore dell'uomo ha bisogni più profondi, spirituali, ha destini più alti, in qualità e lunghezza: appunto la vita eterna.
Questo obiettivo sta al di là della nostra efficienza: è opera solo di Dio.
Richiede accoglienza, docilità, libertà dalle proprie cose e da sé. Questo è il senso della radice cristiana che Gesù esige.
Spero di aver messo dei carboni ardenti sulle teste di coloro che come quel ricco sono, forse, un pò troppo attaccati alle loro ricchezze.
Certo siamo salvati per grazia, questa è la verità, ma se Dio ti chiede tu devi dare, e questo apporterà una maggiore consapevolezza di aver fatto contento Gesù. DTBG
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martedì 15 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/40.
L'opera di beneficenza è due volte benedetta.
Mentre colui che dà ai bisognosi benedice gli altri, egli stesso è benedetto in misura ancora maggiore.
La grazia di Dio sviluppa nell’anima dei tratti del carattere che sono l'opposto dell’egoismo - tratti che perfezionano, nobilitano e arricchiscono la vita.
Il mondo occidentale cristiano ha sviluppato un capitalismo aggressivo e crudele.
È ora di ripensare al proprio modello di sviluppo, e magari sviluppare un "capitalismo democratico cooperativo", un qualcosa di analogo al sistema del Giubileo, e capire che la terra appartiene a tutte le persone.
La liberalità non impoverisce, anzi arricchisce.
"Il tuo Dio, l’Eterno, ti benedirà come ti ha promesso, e tu farai dei prestiti a molte nazioni, e non prenderai nulla in prestito" (Deut.15:6).
Ed ancora: "Dagli liberalmente; e quando gli darai, non te ne dolga il cuore; perché, a motivo di questo, l’Eterno, l’Iddio tuo, ti benedirà in ogni opera tua e in ogni cosa a cui porrai mano" (Deut.15:10).
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mercoledì 9 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
Il
Carisma cristologico può definirsi così: Se siamo dei VERI
CRISTIANI e non di facciata entriamo nella capacità di amare non
dalla porta della nostra bravura, né da quella della nostra
innocenza; entriamo invece dalla porta del nostro limite e perfino
dei nostri peccati.
Alla
via dell’amore si accede soltanto chinando il capo, non perché
siamo così bravi da possedere perfino la virtù dell’umiltà, ma
perché siamo peccatori bisognosi di perdono fraterno.
Con
il capo chino, possiamo amare come Dio ama: gratuitamente, senza
profanare l’amore con sottintesi vanto personale!
L’uomo
peccatore che si converte diviene capace di amare di quell’amore
evangelico che riempie il cielo di gioia; mentre i novantanove
giusti, pur con la montagna dei loro atti di amore senza chinare il
capo, lasciano il cielo cupo.
«Ama
con i tuoi pregi e difetti».
Sono
pienamente convinta che senza la partecipazione dei difetti,
insuccessi, incongruenze, che di conseguenza richiedono l’umiliazione
di chinare il capo e chiedere perdono, senza il ruolo di tutto
questo, le sole virtù non fruttano il vero amore.
Il
virtuoso non sa amare di quell’amore che sprizza gioia nel grande
cielo di Dio. Chi non è mai caduto negli errori e nelle tentazioni,
non potrà mai amare l’altro mentre è nel crogiolo della
tentazione come se stesso, perché il suo se stesso non conosce
l’amarezza dello stato d’animo dopo la caduta, quando uno si
trova a tu per tu con il suo limite e la sua debolezza.
lunedì 7 luglio 2014
L’ECONOMIA
CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
L’appartenenza a Cristo
non si fonda sull’aspetto sociologico o le simpatie: l’amicizia è
fondata sulla fede e interessa la globalità della persona.
Qui si realizza la
promessa di Dio a Mosè entrando nella terra promessa (Dt 15): «Non
vi sarà alcun bisognoso tra voi,
perché il Signore ti benedirà nel paese che sta
per darti».
Subito dopo aggiunge: «I
bisognosi non mancheranno mai nel paese, perciò io ti dico: apri la
tua mano al fratello bisognoso».
L’amore si esprime nella
concretezza: la povertà è sconfitta non dall’economia, ma dalla
benedizione.
Chi ha ricevuto la
benedizione, è responsabile del fratello povero.
Vivere la comunità
cristiana non è rispondere a un bisogno religioso psicologico ed
emotivo, ma mette in gioco anche la dinamica delle relazioni sociali:
sono responsabile verso coloro che il Signore mi ha posto accanto.
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sabato 5 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
Lettore/lettrice scrive:
Ho letto di recente che oltre 30 mila bambini ogni
giorno muoiono
di fame ( 10 milioni all' anno!) per l' indifferenza
di chi come noi
può permettersi di sprecare di tutto.
Ma ci pensate?
Nel 2014, dove si viaggia su internet, si usano
telefonini che sanno
fare di tutto, si muore ancora di fame...
Un'assurdità o una vergogna?
I nostri figli aprono i frigoriferi e possono scegliere
dal dolce al
salato, dal salume al latticino, e dall'altra parte del
mondo piccoli
innocenti patiscono la fame.
Solo chi ha provato la fame, la nera fame, come si
definiva una
volta, sa benissimo che anche un pezzo di pane duro
poteva
calmare i brontolii dello stomaco.
Mio papà mi raccontava che durante la guerra, lui un
bambino,
andava a rubare nelle campagne quello che trovava; patate,
carote,
cavoli....una vita fatta di stenti e di sofferenze.
Oggi, grazie a Dio, ci sono tante organizzazioni
nazionali ed
internazionali che propongono aiuti umanitari che spesso
sfociano,
però, nel puro assistenzialismo.
Ma si potrebbe fare di più.
Un'organizzazione umanitaria sotto un'ottica Cristiana,
mette in
primo piano l' Amore per Dio e per il prossimo.
Aiuta i bisognosi e le loro famiglie risolvendo prima i
loro problemi
interiori e poi i problemi fisici
.
Gesù sfamò con pochi pani e pochi pesci migliaia di
persone e noi?
Potremmo fare molto di più, anche solo dando una
piccolissima
parte del nostro.
Tu ed io siamo uno strumento nelle mani di Dio tutte le
volte che
diamo a Dio la nostra disponibilità.
Dio si può servire di chiunque per aiutarci e per
aiutare gli altri,
cosa cerca?
Un cuore disponibile, una vita disposta a cambiare i
propri piani di
una giornata per stravolgere un'altra vita, essere
benedetti per
benedire!
Se siamo su questa terra non è soltanto per vivere fine
a noi stessi,
questa società è malata, ha bisogno del mio e del tuo
contributo.
Sei all'altezza, non ti sminuire, ognuno di noi è stato
creato con un
fine, ognuno di noi può e deve amare; l'amore non è
un opzional
del
cristiano, per la Parola è un segno di
riconoscimento....che porta
gioia, serenità, che si prende cura del
prossimo, in un'attitudine di
condivisione, aborrendo l'egoismo.
E' scritto in Giovanni:"Da questo conosceranno
tutti che voi siete
miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli
altri."
Ma davvero potranno dire questo di noi le persone che
non
conoscono Gesù?
A te la risposta...Dio ti benedica Luisa Lauretta.
lunedì 30 giugno 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Ho letto uno slogan che
dice;" La nuova malattia del secolo è l'indifferenza."
Anche ai tempi di Gesù si
poteva usare lo stesso slogan.
I capi religiosi non si
interessavano minimamente dei poveri e dei bisognosi.
A proposito dei capi
religiosi viene detto che erano “amanti del denaro” e che ‘divoravano le case
delle vedove’ e si preoccupavano più delle loro tradizioni che delle persone anziane
e degli indigenti.
Gesù era consapevole di
questa realtà e per questo motivo attaccava i Farisei rivelandone la loro
"ipocrisia".
Il Signore era consapevole
delle difficoltà che dovevano affrontare i poveri ed era sensibile ai loro
bisogni.
Dopo essere vissuto in
cielo, Gesù si spogliò della sua natura spirituale, nacque come essere umano e
‘divenne povero per amore nostro’. Vedendo le folle Gesù “ne ebbe pietà, perché
erano mal ridotte e disperse come pecore senza pastore”. (Matteo 9:36) Nell'
episodio della vedova bisognosa dimostra che Gesù fu colpito non tanto dai
cospicui doni dei ricchi, che davano “del loro avanzo”, ma piuttosto dal misero
contributo della vedova.
Quello che fece toccò il
cuore di Gesù, perché quella donna ‘nella sua indigenza aveva gettato tutti i
suoi mezzi di sostentamento’.
Gesù, attraverso il suo
esempio, insegnò ai suoi discepoli a fare altrettanto...
Nella Bibbia leggiamo che
ad un giovane ricco disse: “Vendi tutto
ciò che hai e distribuiscilo ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; e vieni,
sii mio seguace”.
Il fatto che quest’uomo non
fosse disposto a separarsi dai suoi beni dimostra che amava le ricchezze più di
quanto amasse Dio e il prossimo. Esso non aveva quindi le qualità necessarie
per essere un discepolo di Gesù.
Dopo la morte di Gesù, ben
fecero i suoi seguaci continuando sull'esempio del loro Maestro.
Oggigiorno, i veri cristiani
sanno molto bene che i seguaci di Gesù devono interessarsi dei poveri e dei
bisognosi, specialmente se sono compagni di fede. (Galati 6:10) Infatti, per questa ragione si interessano
sinceramente di provvedere il necessario a chi ne è stato privato.
Adesso dopo tutta questa
premessa la domanda è: " Ma noi mettiamo in pratica tutto ciò?
Oppure possiamo essere
considerati dei malati d'indifferenza?"
L'opera dell'Evangelo verso
chi è nel bisogno dovrebbe essere più che mai attiva.
Dio ha bisogno di veri
sostenitori della Parola che predicano con l'aiuto vicendevole verso
l'indigente, prima ancora che con le parole!
Luisa Lauretta.
venerdì 27 giugno 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ –
RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
Una lettrice scrive:
Dalla
Prima lettere di S Giovanni apostolo.
"Carissimi,
amiamoci gli uni gli altri perché l'amore è da Dio: chiunque ama è stato
generato da Dio e conosce Dio.
Chi non
ama non ha conosciuto Dio perché Dio è amore".
Se
amiamo Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi.
Da ciò
l'esigenza di aiutarci e sostenerci l'uno con l'altro.
Chi è
che ha bisogno d'amore?
Tutti,
tutti indistintamente, e oltre ai bambini, che sono il sorriso di Dio, ci sono
soprattutto gli anziani che ultimamente soffrono di carenza d'amore.
A volte
mi capita di andare in ospedale, spesso sono stata nel reparto di geriatria
dell'Ospedale Moscati di Avellino, e la situazione è veramente tragica.
Mancano
spesso i posti letto e il personale che si prende cura in un modo più o meno
costante degli anziani più bisognosi di aiuto soprattutto di notte.
Avverto
l'esigenza quindi di proporre una casa
di cura per anziani soli e malati che necessitano di cure, che non possono
stare da soli, ma che purtroppo loro mal grado, non hanno nessuno parente che
li aiuti, e che in base al loro reddito non possono permettersi qualcuno a
pagamento che li possa aiutare
Anche il
semplice cucinarli e aiutarli a mangiare sarebbe tanto
Aiutarli
a lavarsi per quanto possibile, scambiare qualche parola con loro, e farli
sentire un po' amati, e coccolati, risparmiando oltre al dolore della malattia
anche quello dell'abbandono.
Sarebbe
stupendo se si potesse realizzare un Centro anziani cristiano.
Cristiano
perché?
Perché
alla base del cristianesimo c'è l'amore per il prossimo.
Spero
Dio ci benedica nel realizzare questo progetto d'amore.
Katya Venga.
mercoledì 30 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
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PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Ho letto uno slogan che
dice;" La nuova malattia del secolo è l'indifferenza."
Anche ai tempi di Gesù si
poteva usare lo stesso slogan.
I capi religiosi non si
interessavano minimamente dei poveri e dei bisognosi.
A proposito dei capi
religiosi viene detto che erano “amanti del denaro” e che ‘divoravano le case
delle vedove’ e si preoccupavano più delle loro tradizioni che delle persone
anziane e degli indigenti.
Gesù era consapevole di
questa realtà e per questo motivo attaccava i Farisei rivelandone la loro
"ipocrisia".
Il Signore era consapevole
delle difficoltà che dovevano affrontare i poveri ed era sensibile ai loro
bisogni.
Dopo essere vissuto in
cielo, Gesù si spogliò della sua natura spirituale, nacque come essere umano e
‘divenne povero per amore nostro’. Vedendo le folle Gesù “ne ebbe pietà, perché
erano mal ridotte e disperse come pecore senza pastore”. (Matteo 9:36) Nell'
episodio della vedova bisognosa dimostra che Gesù fu colpito non tanto dai
cospicui doni dei ricchi, che davano “del loro avanzo”, ma piuttosto dal misero
contributo della vedova.
Quello che fece toccò il
cuore di Gesù, perché quella donna ‘nella sua indigenza aveva gettato tutti i
suoi mezzi di sostentamento’.
Gesù, attraverso il suo
esempio, insegnò ai suoi discepoli a fare altrettanto...
Nella Bibbia leggiamo che
ad un giovane ricco disse: “Vendi tutto
ciò che hai e distribuiscilo ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; e vieni,
sii mio seguace”.
Il fatto che quest’uomo non
fosse disposto a separarsi dai suoi beni dimostra che amava le ricchezze più di
quanto amasse Dio e il prossimo. Esso non aveva quindi le qualità necessarie
per essere un discepolo di Gesù.
Dopo la morte di Gesù, ben
fecero i suoi seguaci continuando sull'esempio del loro Maestro.
Oggigiorno, i veri cristiani
sanno molto bene che i seguaci di Gesù devono interessarsi dei poveri e dei
bisognosi, specialmente se sono compagni di fede. (Galati 6:10) Infatti, per questa ragione si interessano
sinceramente di provvedere il necessario a chi ne è stato privato.
Adesso dopo tutta questa
premessa la domanda è: " Ma noi mettiamo in pratica tutto ciò?
Oppure possiamo essere
considerati dei malati d'indifferenza?"
L'opera dell'Evangelo verso
chi è nel bisogno dovrebbe essere più che mai attiva.
Dio ha bisogno di veri
sostenitori della Parola che predicano con l'aiuto vicendevole verso
l'indigente, prima ancora che con le parole!
Luisa Lauretta.
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martedì 22 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ –
RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
Lettore/lettrice scrive:
Ho letto di recente che oltre 30 mila bambini ogni
giorno muoiono di fame ( 10 milioni all' anno!) per l' indifferenza di chi come
noi può permettersi di sprecare di tutto.
Ma ci pensate?
Nel 2014, dove si viaggia su internet, si usano
telefonini che sanno fare di tutto, si muore ancora di fame...
Un'assurdità o una vergogna?
I nostri figli aprono i frigoriferi e possono
scegliere dal dolce al salato, dal salume al latticino, e dall'altra parte del
mondo piccoli innocenti patiscono la fame.
Solo chi ha provato la fame, la nera fame, come si
definiva una volta, sa benissimo che anche un pezzo di pane duro poteva calmare
i brontolii dello stomaco.
Mio papà mi raccontava che durante la guerra, lui un
bambino, andava a rubare nelle campagne quello che trovava; patate, carote,
cavoli....una vita fatta di stenti e di sofferenze.
Oggi, grazie a Dio, ci sono tante organizzazioni
nazionali ed internazionali che propongono aiuti umanitari che spesso sfociano,
però, nel puro assistenzialismo.
Ma si potrebbe fare di più.
Un'organizzazione umanitaria sotto un'ottica
Cristiana, mette in primo piano l' Amore per Dio e per il prossimo.
Aiuta i bisognosi e le loro famiglie risolvendo prima
i loro problemi interiori e poi i problemi fisici.
Gesù sfamò con pochi pani e pochi pesci migliaia di
persone e noi?
Potremmo fare molto di più, anche solo dando una
piccolissima parte del nostro.
Tu ed io siamo uno strumento nelle mani di Dio tutte
le volte che diamo a Dio la nostra disponibilità.
Dio si può servire di chiunque per aiutarci e per
aiutare gli altri, cosa cerca?
Un cuore disponibile, una vita disposta a cambiare i
propri piani di una giornata per stravolgere un'altra vita, essere benedetti
per benedire!
Se siamo su questa terra non è soltanto per vivere
fine a noi stessi, questa società è malata, ha bisogno del mio e del tuo
contributo. Sei all'altezza, non ti sminuire, ognuno di noi è stato creato con
un fine, ognuno di noi può e deve amare; l'amore non è un opzional del
cristiano, per la Parola è un segno di riconoscimento....che porta gioia,
serenità, che si prende cura del prossimo, in un'attitudine di condivisione,
aborrendo l'egoismo.
E' scritto in Giovanni:"Da questo conosceranno
tutti che voi siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli
altri."
Ma davvero potranno dire questo di noi le persone che
non conoscono Gesù?
A te la risposta...Dio ti benedica Luisa Lauretta.
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