Visualizzazione post con etichetta madre. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta madre. Mostra tutti i post

venerdì 25 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
 

 Fuori tema 

Brignano è un grande!

 È il mio mito....ma ci tengo a dire una cosa che per me è importante.
La religione cattolica (come dice appunto Brignano) può dire quello che vuole...ma quando Dio, la Sua parola, la sacra Scrittura dice "l' uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una sola carne" (genesi 2:24) non dice "per procreare".
Dio ha inventato il sesso non solo per procreare...ma prima di tutto per la MASSIMA espressione,ripeto, MASSIMA espressione dell' UNITÀ in matrimonio.
Questa cosa è fantastica, meravigliosa...anzi di più! 

Come ogni cosa che Lui ha creato.
E perciò Lui ha creato il sesso e ci ha dato 1 sola regola per l' uso di esso: oosia che sia fatto nel matrimonio...e non fuori. 

Riguardo al "quante volte", al "come", alle "prestazioni"...non ci dice niente...l' unica regola è che sia fatto all' interno del matrimonio, ossia solo tra marito e moglie.
Questo non è per darci fastidio...ma per il nostro bene! 

Affinchè godiamo di una cosa così bella con il proprio partener e affinchè la.vita matrimoniale della coppia sia bella, meravigliosa, fantastica, piena di piaceri e soddisfazioni e soprattutto senza ansie...senza avere la coscienza sporca...senza problemi per quanto riguarda la fedeltà nel matrimonio...senza sentirsi traditi...
Scusate se forse non serviva questo commento...però ci tenevo a dirlo...per me è importante!

martedì 8 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

ECONOMIA DI CONDIVISIONE – ECONOMIA DI SERVIZIO

IN CHE RAPPORTO STANNO L’ECONOMIA DELLA 

CONDIVISIONE CON L’ECONOMIA DI SERVIZIO?


Kumarappa fa delle ricerche nell’ambito dei villaggi e scrive:


  1. L’economia di servizio è la forma più elevata di economia in natura, 
  2. molto evidente nel rapporto fra i cuccioli e i loro genitori. 
  3. La madre va a trovare il cibo ai figli e li difende, come può, dai nemici esterni a rischio della vita.
  4. A causa del suo amore materno, agisce disinteressatamente. 
  5. Questo atteggiamento prefigura l’economia nonviolenta dove 
  6. prevale l’altruismo sull’egoismo personale.
  7. Esempio tipico: un attivista sociale.
  8. Egli è motivato dal bene degli altri anche a discapito del proprio interesse.
  9. Il senso del dovere prevale sul diritto proprio che non viene invocato.
  10. Tutto si basa sull’amore e dal desiderio di servire senza ricompensa.
  11. Questo proietta il contesto alla non violenza e pace; ecco che siamo 
  12. in un contesto economico permanente (bassa conflittualità ed equità economica).
Da queste considerazioni emerge che l’economia egoistica è 

fonte di conflittualità e proietta la collettività nella sperequazione 

economica ed a una instabilità economica.

IL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISA MIRA A 

DARE STABILITA’ AL BENESSERE ECONOMICO.


QUESTO E’ POSSIBILE SE SI CREANO ATTIVITA’ 

PRODUTTIVE ADEGUATE CON LA PARTECIPAZIONE DI 


TUTTI GLI INTERESSATI.

mercoledì 2 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:


La ricerca dei chiamati suppone un amore fraterno sempre crescente verso coloro che incontriamo. 

L’apostolo Paolo, modello di ogni evangelizzatore, scriveva: "Così affezionati a voi, avremmo desiderato darvi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari" (1 Ts 2,8).
Affetto non tanto di pedagogo, ma di padre e di madre (cf. 1 Ts 2,7.11; 1 Cor 4,15; Gal 4,19).
Un segno di amore, oltre al rispetto dell’altro, sarà lo sforzo di trasmettere a tutti non dubbi e incertezze ma certezze solide, ancorate alla parola di Dio.
Le persone che incontriamo hanno bisogno di queste certezze per la loro vita cristiana, ne hanno diritto in quanto sono figli di Dio che si abbandonano interamente alle esigenze del suo amore.
Ciascuno di noi lungo la sua storia, attraverso l’educazione e l’ambiente, viene a configurarsi un’immagine di Dio con dei tratti positivi e negativi.
Si tratta di un’immagine il più delle volte “inconscia” ma che  proprio per questo rischia di arrestare o di facilitare l’incontro con Dio.
Non bisogna avere paura di queste immagini, determinante invece è prenderne coscienza.
Senza scandalizzarsi se ci accorgiamo che esse sono forse ben lontane dal volto del Padre rivelatoci da Gesù.
Il Signore ci conosce nome per nome.
Di fronte a lui non siamo una massa.
Un nome con il quale Egli ci interpella, intesse un dialogo, una relazione sponsale, paterna, amicale. 

Quando chiama qualcuno lo fa sempre con il suo nome.
Invocare il suo nome santo è rispondere a questa chiamata, e questa invocazione può assumere tantissime sfaccettature:
- un chiamare in causa Dio di fronte al dramma della sofferenza umana: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Mc 15,34).
- un atto di abbandono e resa nelle sue mani: “Padre nelle tue mani affido il mio spirito” (Lc 23,46)
- un grido di aiuto: “Padre passi da me se possibile questo calice”.
Invocare il nome non è pretesa di piegare Dio: è lui il Signore, l’onnipotente, il creatore che chiama le stelle per nome (Is 40,26).
Alla luce di Ez.  36,20-38 è Dio che santifica il suo nome in mezzo alle nazioni nonostante il peccato di denigrazione del suo Nome.
Lui è fedele nonostante il nostro male.
Questo ravviva la nostra fiducia nella sua misericordia.
 E’ presente nel  cammino spirituale, Il suo nome  è santificato quando si annunziano le sue opere. 

Annunzierò le tue meraviglie o Signore...
Il regno è testimoniato dalla nostra vita.
Esso si manifesta tramite le nostre azioni, il saper porre cioè germi del regno lungo i solchi della nostra storia che è quella di tutta l’umanità.


sabato 29 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA DI CONDIVISIONE – ECONOMIA DI SERVIZIO
IN CHE RAPPORTO STANNO L’ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE CON L’ECONOMIA DI SERVIZIO?


Kumarappa fa delle ricerche nell’ambito dei villaggi e scrive:
1.      L’economia di servizio è la forma più elevata di economia in natura, molto evidente nel rapporto fra i cuccioli e i loro genitori. 
La madre va a trovare il cibo ai figli e li difende, come può, dai nemici esterni a rischio della vita.
2.      A causa del suo amore materno, agisce disinteressatamente. 
Questo atteggiamento prefigura l’economia nonviolenta dove prevale l’altruismo sull’egoismo personale.
3.      Esempio tipico: un attivista sociale.
4.      Egli è motivato dal bene degli altri anche a discapito del proprio interesse.
5.      Il senso del dovere prevale sul diritto proprio che non viene invocato.
6.      Tutto si basa sull’amore e dal desiderio di servire senza ricompensa.
7.      Questo proietta il contesto alla non violenza e pace; ecco che siamo in un contesto economico permanente (bassa conflittualità ed equità economica).
Da queste considerazioni emerge che l’economia egoistica è fonte di conflittualità e proietta la collettività nella sperequazione economica ed a una instabilità economica.
IL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISA MIRA A DARE STABILITA’ AL BENESSERE ECONOMICO.

QUESTO E’ POSSIBILE SE SI CREANO ATTIVITA’ PRODUTTIVE ADEGUATE CON LA PARTECIPAZIONE DI TUTTI GLI INTERESSATI.