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venerdì 25 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
È il mio mito....ma ci tengo a dire una cosa che per me è importante.
Come ogni cosa che Lui ha creato.
Riguardo al "quante volte", al "come", alle "prestazioni"...non ci dice niente...l' unica regola è che sia fatto all' interno del matrimonio, ossia solo tra marito e moglie.
Affinchè godiamo di una cosa così bella con il proprio partener e affinchè la.vita matrimoniale della coppia sia bella, meravigliosa, fantastica, piena di piaceri e soddisfazioni e soprattutto senza ansie...senza avere la coscienza sporca...senza problemi per quanto riguarda la fedeltà nel matrimonio...senza sentirsi traditi...
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martedì 8 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA
DI CONDIVISIONE – ECONOMIA DI SERVIZIO
IN
CHE RAPPORTO STANNO L’ECONOMIA DELLA
CONDIVISIONE CON L’ECONOMIA
DI SERVIZIO?
Kumarappa
fa delle ricerche nell’ambito dei villaggi e scrive:
- L’economia di servizio è la forma più elevata di economia in natura,
- molto evidente nel rapporto fra i cuccioli e i loro genitori.
- La madre va a trovare il cibo ai figli e li difende, come può, dai nemici esterni a rischio della vita.
- A causa del suo amore materno, agisce disinteressatamente.
- Questo atteggiamento prefigura l’economia nonviolenta dove
- prevale l’altruismo sull’egoismo personale.
- Esempio tipico: un attivista sociale.
- Egli è motivato dal bene degli altri anche a discapito del proprio interesse.
- Il senso del dovere prevale sul diritto proprio che non viene invocato.
- Tutto si basa sull’amore e dal desiderio di servire senza ricompensa.
- Questo proietta il contesto alla non violenza e pace; ecco che siamo
- in un contesto economico permanente (bassa conflittualità ed equità economica).
Da
queste considerazioni emerge che l’economia egoistica è
fonte di
conflittualità e proietta la collettività nella sperequazione
economica ed a una instabilità economica.
IL
PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISA MIRA A
DARE STABILITA’ AL
BENESSERE ECONOMICO.
QUESTO
E’ POSSIBILE SE SI CREANO ATTIVITA’
PRODUTTIVE ADEGUATE CON LA
PARTECIPAZIONE DI
TUTTI GLI INTERESSATI.
mercoledì 2 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
La ricerca dei chiamati suppone un amore fraterno sempre crescente verso coloro che incontriamo.
L’apostolo Paolo, modello di ogni
evangelizzatore, scriveva: "Così affezionati a voi, avremmo desiderato
darvi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete
diventati cari" (1 Ts 2,8).
Affetto non tanto di pedagogo, ma di padre e di madre (cf. 1
Ts 2,7.11; 1 Cor 4,15; Gal 4,19).
Un segno di amore, oltre al rispetto dell’altro, sarà lo
sforzo di trasmettere a tutti non dubbi e incertezze ma certezze solide,
ancorate alla parola di Dio.
Le persone che incontriamo hanno bisogno di queste certezze
per la loro vita cristiana, ne hanno diritto in quanto sono figli di Dio che si
abbandonano interamente alle esigenze del suo amore.
Ciascuno di noi lungo la sua storia, attraverso l’educazione
e l’ambiente, viene a configurarsi un’immagine di Dio con dei tratti positivi e
negativi.
Si tratta di un’immagine il più delle volte “inconscia” ma
che proprio per questo rischia di
arrestare o di facilitare l’incontro con Dio.
Non bisogna avere paura di queste immagini, determinante
invece è prenderne coscienza.
Senza scandalizzarsi se ci accorgiamo che esse sono forse
ben lontane dal volto del Padre rivelatoci da Gesù.
Il Signore ci conosce nome per nome.
Di fronte a lui non siamo una massa.
Un nome con il quale Egli ci interpella, intesse un dialogo,
una relazione sponsale, paterna, amicale.
Quando chiama qualcuno lo fa sempre
con il suo nome.
Invocare il suo nome santo è rispondere a questa chiamata, e
questa invocazione può assumere tantissime sfaccettature:
- un chiamare in causa Dio di fronte al dramma della sofferenza
umana: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Mc 15,34).
- un atto di abbandono e resa nelle sue mani: “Padre nelle
tue mani affido il mio spirito” (Lc 23,46)
- un grido di aiuto: “Padre passi da me se possibile questo
calice”.
Invocare il nome non è pretesa di piegare Dio: è lui il
Signore, l’onnipotente, il creatore che chiama le stelle per nome (Is 40,26).
Alla luce di Ez.
36,20-38 è Dio che santifica il suo nome in mezzo alle nazioni
nonostante il peccato di denigrazione del suo Nome.
Lui è fedele nonostante il nostro male.
Questo ravviva la nostra fiducia nella sua misericordia.
E’ presente nel cammino spirituale, Il suo nome è santificato quando si annunziano le sue
opere.
Annunzierò le tue meraviglie o Signore...
Il regno è testimoniato dalla nostra vita.
Esso si manifesta tramite le nostre azioni, il saper porre
cioè germi del regno lungo i solchi della nostra storia che è quella di tutta
l’umanità.
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sabato 29 marzo 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
CONDIVISA
ECONOMIA
DI CONDIVISIONE – ECONOMIA DI SERVIZIO
IN
CHE RAPPORTO STANNO L’ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE CON L’ECONOMIA DI SERVIZIO?
Kumarappa
fa delle ricerche nell’ambito dei villaggi e scrive:
1. L’economia di servizio è la forma più
elevata di economia in natura, molto evidente nel rapporto fra i cuccioli e i
loro genitori.
La madre va a trovare il cibo ai figli e li difende, come può,
dai nemici esterni a rischio della vita.
2. A causa del suo amore materno, agisce
disinteressatamente.
Questo atteggiamento prefigura l’economia nonviolenta dove
prevale l’altruismo sull’egoismo personale.
3. Esempio tipico: un attivista sociale.
4. Egli è motivato dal bene degli altri anche
a discapito del proprio interesse.
5. Il senso del dovere prevale sul diritto
proprio che non viene invocato.
6. Tutto si basa sull’amore e dal desiderio
di servire senza ricompensa.
7. Questo proietta il contesto alla non
violenza e pace; ecco che siamo in un contesto economico permanente (bassa
conflittualità ed equità economica).
Da
queste considerazioni emerge che l’economia egoistica è fonte di conflittualità
e proietta la collettività nella sperequazione economica ed a una instabilità
economica.
IL
PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISA MIRA A DARE STABILITA’ AL BENESSERE ECONOMICO.
QUESTO
E’ POSSIBILE SE SI CREANO ATTIVITA’ PRODUTTIVE ADEGUATE CON LA PARTECIPAZIONE
DI TUTTI GLI INTERESSATI.
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