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sabato 26 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
CONCETTO DI DEMOCRAZIA NELL’ECONOMIA CONDIVISA.

Quando si parla di democrazia, la prima domanda è: che tipo di democrazia?
In questo caso dobbiamo parlare di democrazia nell’ambito dell’economia condivisa.
In generale, economia significa potere contrattuale e conflittualità, questo perché prevale l’egoismo e non l’altruismo.
Se vi è conflittualità ed egoismo l’economia condivisa non può aver luogo perché i contesti sono incompatibili.
Si può dedurre che dalla condivisione scaturisce la vera democrazia perché non c’è la violenza ed il diritto prevale sul potere, si garantisce il l’eguaglianza e la giustizia al più debole.
La democrazia non può esistere dove ci sono fame e miseria, lusso e privilegi; un chiaro indicatore dello sfruttamento del forte o prepotente sul debole indifeso.
IL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDVISA SORGE PER ELIMINARE QUESTO STATO DI COSE. 


giovedì 24 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/59.


Egli allora gli disse: "Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza».
Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!.
Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Te lo immagini se adesso venisse Gesù e ti facesse la stessa proposta?
Vendi la tua casa, la tua macchina, i tuoi gioielli, il tuo negozio...Come reagiresti?
Oggigiorno, Dio non chiede tutte queste dimostrazioni, ma desidera comunque che mettiamo in pratica la Sua Parola, e in questa si trova anche l'aiuto ai più bisognosi.
Il Signore Gesù non disprezza il buon uso dei beni economici, ne denuncia tuttavia l'idolatria come se lì si trovi ogni sicurezza e salvezza; ne dichiara la pericolosità per il fascino e l'affanno che comportano, e perché chiudono il cuore a realtà più alte e decisive: "Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!".
Leggiamo oltre...Ci accorgiamo anche noi come ogni giorno cresca tra i giovani la violenza da benessere e come il consumismo porti all'indifferenza evangelica e alla perdita di ogni solidarietà.
Eppure facciamo fatica a crederci e, come i discepoli, rimaniamo stupefatti di questo giudizio così pesante di Gesù sulle ricchezze. 

Egli, ribadendo il concetto, rincara la dose: "Figlioli, com è difficile entrare nel Regno di Dio!
E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio".
Tutti noi, ogni giorno costatiamo che benessere e  bene non combaciano affatto: più consumi non equivale a più felicità, o emancipazione a maturazione!
Il cuore dell'uomo ha bisogni più profondi, spirituali, ha destini più alti, in qualità e lunghezza: appunto la vita eterna.
Questo obiettivo sta al di là della nostra efficienza: è opera solo di Dio.
Richiede accoglienza, docilità, libertà dalle proprie cose e da sé. Questo è il senso della radice cristiana che Gesù esige.
Spero di aver messo dei carboni ardenti sulle teste di coloro che come quel ricco sono, forse, un pò troppo attaccati alle loro ricchezze.
Certo siamo salvati per grazia, questa è la verità, ma se Dio ti chiede tu devi dare, e questo apporterà una maggiore consapevolezza di aver fatto contento Gesù. DTBG

martedì 8 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

ECONOMIA DI CONDIVISIONE – ECONOMIA DI SERVIZIO

IN CHE RAPPORTO STANNO L’ECONOMIA DELLA 

CONDIVISIONE CON L’ECONOMIA DI SERVIZIO?


Kumarappa fa delle ricerche nell’ambito dei villaggi e scrive:


  1. L’economia di servizio è la forma più elevata di economia in natura, 
  2. molto evidente nel rapporto fra i cuccioli e i loro genitori. 
  3. La madre va a trovare il cibo ai figli e li difende, come può, dai nemici esterni a rischio della vita.
  4. A causa del suo amore materno, agisce disinteressatamente. 
  5. Questo atteggiamento prefigura l’economia nonviolenta dove 
  6. prevale l’altruismo sull’egoismo personale.
  7. Esempio tipico: un attivista sociale.
  8. Egli è motivato dal bene degli altri anche a discapito del proprio interesse.
  9. Il senso del dovere prevale sul diritto proprio che non viene invocato.
  10. Tutto si basa sull’amore e dal desiderio di servire senza ricompensa.
  11. Questo proietta il contesto alla non violenza e pace; ecco che siamo 
  12. in un contesto economico permanente (bassa conflittualità ed equità economica).
Da queste considerazioni emerge che l’economia egoistica è 

fonte di conflittualità e proietta la collettività nella sperequazione 

economica ed a una instabilità economica.

IL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISA MIRA A 

DARE STABILITA’ AL BENESSERE ECONOMICO.


QUESTO E’ POSSIBILE SE SI CREANO ATTIVITA’ 

PRODUTTIVE ADEGUATE CON LA PARTECIPAZIONE DI 


TUTTI GLI INTERESSATI.

lunedì 7 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE


CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA DELL’IMPRESA

Una lettrice scrive:

Ho letto più volte il tuo post, ma non ho capito bene il passaggio che dice 
"può ingenerare violenza".
Sembra che la violenza dipenda solo dal modo di concepire il lavoro.
Io penso che la violenza umana sia ben più a monte.
La violenza può essere scatenata dall'odio, dalla rabbia, dall'invidia, dalla 
frustrazione e da tanti altre cause.
Solo chi fa un grosso lavoro su di se e si educa alla scuola dell'amore può 
imparare a far emergere il bene sul male.
Quindi anche chi si trova in condizioni "avvantaggiate" e vive in comunità che 
applicano la regola del Vangelo, non è esente dall'essere tentato.
Quello che è interessante è l'avere intorno persone che ti amano, accettano i 
tuoi limiti e che ti fanno vivere l'esperienza del perdono. Chi è perdonato 
impara a perdonare e chi è amato impara ad amare.
Solo così penso possa crescere un modo di concepire il lavoro a misura 
d'uomo, ma mai dimenticarsi che siamo stati creati col libero arbitrio.
Grazie per lo spunto di riflessione che ci hai offerto.
Buona serata,
--------------
Concordo con te, ma la mia è una considerazione che riguarda la conflittualità 
salariare nell'ambito del lavoro.
E' ovvio che la causa scatenante la violenza può avere diversissime 
motivazioni.
Potremmo scrivere dei libri in merito.
Grazie di cuore per la tua riflessione.

Buona serata a te.

sabato 19 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Un paese afflitto da problemi socioeconomici ha bisogno di persone che prendano su di sé le privazioni, i disagi e la povertà delle masse e cerchino di trovare rimedi efficaci.
Occorrono stazioni sperimentali al servizio del mondo produttivo ed economico, avere il senso del bene collettivo e non del proprio egoistico interesse personale.
Avere il concetto di una casa comune dove tutti possano trovare il lavoro ed il relativo corrispettivo per condurre una vita libera e dignitosa, una famiglia dove vige l’armonia, la pace, la serenità, la fraternità in ossequio dei principi biblici.
Grazie alla casa comune si può trovare una soluzione ai mali di cui soffre l’umanità a causa della violenza e dell’odio; i valori del cristianesimo autentico devono essere evidenziate con l’agire di tutti i giorni.
In generale dell’interesse deve esserci una pianificazione ordinata non sulla base dell’interesse personale individuale, ma sulla base di un punto di vista generoso, distaccato e di lungo respiro.
In una simile pianificazione ogni essere umano, anche il più umile, avrà tutte le possibilità di offrire il proprio contributo al bene di tutti, cioè una fraternità pratica e non solo teorica predicata da tutti i religiosi.

L’amore per il prossimo viene praticato e  solo predicato, si diviene facitori e non solo uditori delle Sacre Scritture.

giovedì 10 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un settore economico che ci interessa più da vicino è quello delle creazioni materiali che segue la legge dell’economia d’impresa, fanno parte del gruppo le persone che hanno idee originali e creatività, ma tutto viene proiettato solo per il vantaggio personale.
Dalle idee e dalle creatività scaturisce la produzione che a sua volta detta le regole del consumo e dei modelli di vita, l’originalità del consumatore è vana e la sua libertà di scelta è stata neutralizzata dalla produzione.
La domanda del consumatore viene canalizzata dalla produzione ed accetta quello che gli viene offerto dal mercato in quel periodo della propria vita.
Il consumatore diviene un osservato speciale da parte della produzione che genera l’offerta che a sua volta va a caccia della domanda sul pianeta terra; questa è una delle fonti dei conflitti moderni.
La non naturale creazione della domanda genera e produce un equilibrio economico instabile.
Dal tentativo di rendere questo equilibrio stabile scaturisce la violenza che, a sua volta, può sfociare in conflitti bellici.

Se si vuole perseguire la nonviolenza e la stabilità economica è necessario un ordine nel quale il consumatore sia protagonista, ciò può avvenire solo se i beni di consumo vengono prodotti localmente che è uno degli obiettivi che il progetto dell’economia condivisa intende perseguire.

lunedì 7 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Sviluppo umano – stadio spirituale avanzato- economia di servizio – Vita, vivere ed esistenza.

Le due grandi guerre mondiali, che hanno visitato le scorse generazioni, dimostrano la natura distruttiva delle organizzazioni e istituzioni moderne.
Anche è stata prostituita e trasformata in potente ordigno morte, la natura della scienza dovrebbe essere oggettiva e creativa per il progresso ed il bene dell’umanità, ma spesso diviene strumento distruttivo dei popoli con sacrificio, dolore, miseria, povertà, del più debole.
Invece di avvalersi della stabilità e della nonviolenza, alcuni scienziati si sono lasciati incanalare e son divenuti veicoli portatori di conflitti, distruzione e fame nei popoli in guerra, ed al posto del progresso hanno determinato un regresso per l’uomo, seminando terrore e morte.
La civiltà umana segna il passo, l’economia domestica viene annientata con sofferenze delle famiglie coinvolte passivamente.
Alcuni geni della scienza dicono di essere neutrali, ma non è vero perché sanno bene che la costruzione di un missile serve per distruggere e non per costruire, tutte le armi da guerra servono sono strumenti per la rovina dell’umanità e della prosperità delle nazioni.
Detto agire è in totale dispregio dei principi cristiani e le comunità che ispirano alla teologia dell’amore per il prossimo dovrebbero ribellarsi pacificamente e debellare la violenza di qualsiasi ordine e grado, in caso contrario si rendono complici di scelte scellerate messe in campo dai costruttori di violenza e non di pace.

Il concetto della fraternità non ha nulla a che fare con la costruzione ordigni per la distruzione dell’uomo.

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Sviluppo umano – stadio spirituale avanzato- economia di servizio – Vita, vivere ed esistenza.



Qual è il senso della vita terrena?
Semplicemente esistere, ma non curarsi della propria condizione materiale e spirituale?
Vivendo, la persona esprime le proprie facoltà che ne determinano il modo come viene vissuta la propria esistenza, con i  propri valori umani e spirituali.
La vita è anche il mezzo attraverso il quale la persona realizza se stessa, esprime le sue facoltà creative nel mondo dell’arte e dei mestieri, ma determina anche la propria condizione spirituale, morale ed etica; a seconda della sua natura farà avanzare oppure ritardare il progresso con le proprie azioni poste in essere.
Se una persona usa miscela di valori centrati su se stessa il risultato non sarà la stabilità, ma la viabilità del sistema che potrà essere sfigurato dalla violenza, quindi l’individualismo non porta bene ma fa scaturire l’egoismo che potrebbe portare alla distruzione di se e degli altri.
Se al contrario una persona usa valori altruistici, la sua vita porterà, di generazione in generazioni, il messaggio della stabilità dei valori, materiali e spirituali, e la nonviolenza tra i popoli e nella propria comunità alla quale appartiene.
Questa è la possibilità e la responsabilità che l’essere umano ha nelle proprie mani; non può, dunque, affidare la propria vita ad altri in quando gli appartiene e che dovrà rendere conto al proprio Creatore nel bene e nel male.
Ogni uomo è responsabile per il modo in cui vive, sia per se che per le generazioni future.

Il cristiano deve riflettere per il modo di come conduce la propria vita, come credente non può ignorare i principi biblici ed attuarli; tutto è insito nella definizione di cristiano.

domenica 6 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Sviluppo umano – stadio moderno dell’economia – GREGARIA.


Lo stadio primitivo dell’economia si fondava su una prospettiva del tutto auto-centrata e focalizzata sui soli diritti nei confronti dei più deboli sul piano economico, la riduzione alla schiavitù era un diritto acquisito dal potere economico, l’uomo era considerato oggetto e non soggetto con dei diritti alla vita e alla libertà.
Lo stadio dello sviluppo moderno mostra segni di riconoscimento dei doveri individuali e si assiste a un tentativo di bilanciare diritti e doveri, si cerca di bilanciare ma prevale sempre il dovere rispetto ai diritti per gli esseri umani che non hanno autonomia economica, l’equilibrio tra diritti e doveri è lontano perché prevale il concetto della subordinazione ai poteri forti.
La cultura della solidarietà e unità etnica appartiene certamente all’economia gregaria, in questo contesto non vi sono distinzioni di colore tra bianchi, neri, rossi, bruni o gialli, ma lo stato di subordinazione rimane e quindi la libertà individuale viene soffocata dai poteri economici forti.
I nazisti ed i fascisti praticavano l’economia gregaria: gruppi con in grande senso di appartenenza e certo violenti, soprattutto verso gli esterni, con un senso elevato del dovere verso il proprio gruppo.
Ogni loro membro fonde la propria individualità con gli interessi generali del gruppo o dell’organizzazione, chi si oppone a questo senso di appartenenza viene punito severamente e messo al bando con mezzi violenti.
Quando si pratica l’economia gregaria o moderna la violenza è dietro l’angolo e non vi è pace sociale, ma conflitti a tutti i livelli.
Tutto questo ci fa capire che questo stadio dell’economia è lungi dal mettere in atto quelli che sono i principi biblici dell’amore per il prossimo come riportato nei vangeli.
Un esempio tipico ci viene dalla parabola del Buon Samaritano il senso dell’appartenenza viene messo da parte per dar luogo all’amore per il prossimo, Gesù elogia il buon Samaritano ed invita gli altri a fare la medesima cosa.

Il mondo cristiano è chiamato a riflettere sul punto, altrimenti diviene tutto apparenza, ma il contenuto è lontano dal vero.

sabato 5 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Gli stadi dello sviluppo umano: gruppi o nazioni.

Come un individuo può passare da un tipo di economia a un’altra, così un gruppo di persone o anche la razza umana nel suo insieme possono passare da un tipo di economia a un’altra per realizzare un modello di sviluppo più consone alle proprie esigenze.
E’  possibile determinare quale stadio di sviluppo umano sia stato raggiunto da un certo gruppo o da una nazione osservando le caratteristiche della sua vita collettiva e dei suoi rapporti con altri gruppi o nazioni per ipotizzare i vari possibili scenari futuri economici e non.
Si possono individuare tre stadi di sviluppo di civiltà: quello primitivo, quello moderno e quello spirituale o avanzato; questa semplificazione è necessaria per capire da dove veniamo, dove pensiamo di proiettare il futuro economico per le generazioni avvenire.
L’economia parassitaria e l’economia predatoria appartengono al primo stadio (quello primitivo), l’economia dell’impresa e l’economia gregaria possiamo inserirle nel secondo stadio, mentre all’ultimo stadio viene individuata l’economia di servizio che si ispira a principi spirituali avanzati, ma altro non sono che i principi biblici per i cristiani.
Nel primo stadio abbiamo una economia transitoria e violenta.
Nel secondo stadio vi sono ampi elementi di violenza, anche se con un desiderio crescente di stabilità e nonviolenza, ma con forte spinta egoistica.
L’ultimo stadio (l’economia di servizio) si ha la volontà di perseguire la strada della pace, la stabilità e la nonviolenza.
A quest’ultimo stadio dovrebbe mirare il mondo cristiano in rispetto degli insegnamenti di Gesù.

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Economia gregaria:


Esempio tipico: il membro di una famiglia che lavora nell’interesse di tutta la famiglia.
Una società cooperativa la quale lavora per il gruppo che rappresenta, motivata non dall’interesse individuale ma dall’interesse comune del gruppo.
Sottomissione alla volontà del gruppo fino al punto, eventuale, dell’abnegazione e del sacrificio di interessi personali.
E’ il caso in cui si dà enfasi all’interesse del gruppo e non a quello personale.
Il contributo di ciascuno è considerato più importante della sua quota di beneficio individuale, tutto è basato su valori altruistici.
Una tale economia può indurre alla violenza nei confronti di chi è fuori dal gruppo.
L’elemento chiave è: beneficio per il gruppo piuttosto che per i suoi singoli membri.
Anche in questo caso si può ingenerare violenza; la violenza è dietro l’angolo se il cuore dell’uomo non viene trasformato dal naturale egoistico allo spirituale altruistico secondo i principi biblici.
Solo l’amore ed il rispetto per il prossimo fa venir meno la violenza verso il proprio simile.
Più volte è stato ribadito che la non violenza, nel campo economico, può essere scongiurata solo se viene praticata la condivisione del bene.

Questo è l’obiettivo del cristianesimo autentico che può essere raggiunto solo se l’uomo assimila i principi biblici e li mette in pratica.

venerdì 4 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Economia dell’impresa:


Esempio tipico: un agricoltore che ara la propria terra, la concima e la irriga, semina le sementi che ha selezionato, sorveglia la crescita delle colture e infine raccoglie dopo aver speso molte energie nel corso di tutto l’anno.
Tutto è motivato da un saggio interesse ed ambizioni personali senza nulla togliere agli altri.
L’agricoltore ha il senso di auto-rispetto sulla base del quale egli dà un preciso contributo in termini di lavoro per la produzione di quanto seminato o piantato, pensiero e sforzo per la conduzione dell’azienda, ottenendone il relativo vantaggio per se e la famiglia.
Non meno lodevole è di aver accettato il rischio nell’approntare il necessario, dal procurarsi la terra, arare, concimare, curare, ecc…
Il suo desiderio è di beneficiarne con i co-lavoratori il raccolto alla fine dell’anno agrario che di solito si conclude in estate, tentativo di controbilanciare i diritti di tutti quelli che hanno contribuito al risultato finale.
Egli riconosce i doveri verso gli altri che hanno, a vario titolo, concorso per il buon esito del raccolto.
Tutto viene basato sulla giustizia e correttezza con i propri collaboratori.
Può ingenerare violenza se vantaggi e contributi reciproci non mettono in conto anche l’accettazione dei rischi in ugual misura.

Nel mondo cristiano questa violenza deve essere scongiurata altrimenti i principi biblici non vengono messi in pratica e la condivisione economica non può essere praticata.

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.


MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Economia predatoria:


Esempio tipico: un borseggiatore che deruba la sua vittima senza che questa se ne renda conto.
Egoismo motivato dal desiderio di avere le cose altrui.
Intenzione di recare beneficio a se stessi se possibile senza danneggiare la vittima.
Enfasi sui diritti, ma scarso o assente riconoscimento dei propri doveri nei confronti dei propri simili; tutto gli è dovuto senza dare a sua volta cosa alcuna.
Assenza di valori altruistici; il mondo che lo circonda non gli interessa.
L’uomo mette in moto la violenza per raggiungere i propri obiettivi, perde il senso del rispetto per il prossimo.
L’elemento fondamentale: vantaggio senza dar nulla in cambio perché il proprio simile è strumentale per i propri fini.
Il vantaggio proprio a discapito degli altri è in contrasto col contenuto biblico, Il cristiano deve pensare prima per gli altri e poi per se stesso.
Quando nell’uomo impera l’egoismo viene meno il senso dell’altruismo e si ha un cristianesimo di facciata ma non sostanziale.

Praticare l’economia condivisa è frutto dell’altruismo e non dell’egoismo.

giovedì 3 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.


MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Economia parassitaria:



E’ conveniente evidenziare le peculiari caratteristiche delle diverse economie applicandole al genere umano.
Incominciamo a parlare dell’economia parassitaria che è distruttiva per il progresso dei popoli, i poveri sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi.
Esempio tipico: un ladro uccide un bambino per rubargli i balocchi mettendo in azione l’egoismo motivato dall’avidità sfrenata ed incontrollata.
Il fine è quello di recare beneficio a se stessi senza preoccuparsi delle conseguenze dell’azione sulla vittima innocente e destinatario di un atto grave ed immotivato.
Altro esempio potrebbe essere tagliare un albero per raccogliere la frutta con minore impegno.
Qui si ha danneggiamento distruttivo della fonte del vantaggio.
Enfasi sui propri diritti , ma assenza di riconoscimento dei propri doveri nei confronti del prossimo, vengono ignorati i valori altruistici che devono essere alla base di una convivenza pacifica per il bene collettivo e scongiurare ogni forma di violenza.
L’elemento chiave è la distruzione della fonte del vantaggio.
Si evidenzia che quando mancano i valori altruistici nel cuore dell’uomo si produce violenza e distruzione, le conseguenze sono gravemente negative per se stessi e per gli altri.

Ancora una volta che l’amore per il prossimo è fonte di benessere per se e per altri, gli insegnamenti biblici devono essere la stella polare per il mondo cristiano, altrimenti la violenza avrà il sopravvento sulla pace dei popoli.