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sabato 2 agosto 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
1. Le parole economia e condiviso, sono due concetti estranei all uomo.
Io magari lo chiamerei tipo Tesoro perduto, o, perle nascoste... non so se ho reso l'idea.
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sabato 26 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Rispondo alla domanda sui primi capitoli degli Atti degli apostoli.
In questi capitoli si evidenzia l'amore sincero che avevano i primi Cristiani riempiti dallo Spirito Santo.
Questi Cristiani condividevano ogni bene spirituale e materiale che avevano ricevuto dal Signore.
La loro ricchezza più grande era l'Amore di Dio ed essi desideravano condividerlo ad ogni persona che ancora non aveva conosciuto la salvezza per Grazia nel nome di Gesu'.
L'apostolo Paolo raccomandava ad ogni Cristiano di praticare il principio di uguaglianza
2 Corinzi 8:9-15
Praticare questo principio equivale a sconfiggere ogni forma di poverta' (spirituale e materiale) e creare benessere nella vita delle persone, nelle famiglie e nel mondo intero.
Signore, osservare la Tua Parola porta risveglio e benedizioni!
Dio ci aiuti ad osservare TUTTA la Sua Santa e benedetta Parola.
Pace e Dio continui a benedirTi Sebastiano!
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lunedì 7 luglio 2014
L’ECONOMIA
CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
L’appartenenza a Cristo
non si fonda sull’aspetto sociologico o le simpatie: l’amicizia è
fondata sulla fede e interessa la globalità della persona.
Qui si realizza la
promessa di Dio a Mosè entrando nella terra promessa (Dt 15): «Non
vi sarà alcun bisognoso tra voi,
perché il Signore ti benedirà nel paese che sta
per darti».
Subito dopo aggiunge: «I
bisognosi non mancheranno mai nel paese, perciò io ti dico: apri la
tua mano al fratello bisognoso».
L’amore si esprime nella
concretezza: la povertà è sconfitta non dall’economia, ma dalla
benedizione.
Chi ha ricevuto la
benedizione, è responsabile del fratello povero.
Vivere la comunità
cristiana non è rispondere a un bisogno religioso psicologico ed
emotivo, ma mette in gioco anche la dinamica delle relazioni sociali:
sono responsabile verso coloro che il Signore mi ha posto accanto.
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mercoledì 2 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Pace a tutti, questo appello
si rivolge a coloro che credono nelle promesse di Dio.
Ci sono molte famiglie che
aspettano risposte concrete da noi figli di Dio.
Non pensiamo di amare solo
le 4 mura o la nostra famiglia.
Il Signore dice di dare la
propria vita per gli altri, se volete aiutare concretamente qualcuno
contattatemi su facebook, e non raccontate le barzellette, che ho avuto una
grande fregatura...benedizioni.
Facciamo le famiglie
spirituali: che il mio problema sia il tuo.
lunedì 30 giugno 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Adesso basta puntare il dito
contro i figli di Dio, non riesco a capire se questa e ' una provocazione o se
realmente stai pensando che i figli di Dio devono risolvere i problemi di
tutti.
Ma le famiglie che stanno
aspettando risposte concrete dai figli di Dio stanno ubbidendo alla parola di
Dio?
Io sono una figlia di Dio e
ti assicuro che non vedo attorno a me tante famiglie che stanno cercando Dio.
Ma se non stanno cercando
Dio cosa si aspettano dai figli di Dio?
Dio ci ha messo davanti a una scelta, o scegliere
il bene o scegliere il male.
Certo è' che chi ha scelto
il male non può aspettarsi le benedizioni da parte di Dio.
E noi come figli di Dio
attraverso la sua parola che il Signore ha voluto farci arrivare sappiamo dove
stiamo andando , il Signore ci ha avvisati affinché possiamo essere preparati.
Noi adesso stiamo aspettando
la venuta del Signore perché i segni scritti nella parola ci sono.
Questi sono gli ultimi tempi
che precedono la venuta del Signore.
Lungo tutti l'arco della
storia Iddio non ha mai lasciato l'uomo senza rivelarsi.
Ma quando parli della parola
di Dio alle persone si fa il vuoto attorno a te?
Noi siamo figli di Dio ma
non siamo Dio.
Dio benedice chi ubbidisce
alla Sua parola non chi si ricorda di Lui solo quando ha bisogno.
Ci sono preghiere che si
fermano al soffitto ma ci sono preghiere che muovono la mano di Dio.
I figli di Dio quando portano
la parola hanno già fatto una grande cosa perché chi conosce e riceve Dio ha
già una grande benedizione in casa.
"Perciò vi dico: non
siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete;
ne per il vostro corpo, di che vi vestirete.
Non è la vita più del
nutrimento e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del
cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro
celeste li nutre.
Non valete voi molto più di
loro?
E chi di voi, con la propria
ansietà può' aggiungere un'ora sola alla durata della sua vita?
E perché siete così ansiosi
per il vestire?
Osservate come crescono i
gigli della campagna: essi non faticano e non filano; eppure io vi dico che
neanche Salomone, con tutta la sua gloria, si vesti come uno di loro.
Ora se Dio veste in questa
maniera l'erba dei campi che oggi è', e domani è' gettata nel forno, non farà
molto di più' per voi, o gente di poca fede?
Non siate dunque in ansia, dicendo:
"Che mangeremo?
Perché sono i pagani che ricercano queste cose.
CERCATE PRIMA IL REGNO DI DIO E LA SUA GIUSTIZIA, e tutte queste cose vi saranno date in più.
Non siate dunque in ansia
per il domani, perché il
domani si preoccuperà di se
stesso.
Basta a ciascun il suo
affanno." ( Matteo 6/25-34)
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domenica 29 giugno 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Una donna si
ammalava sempre.
Tutta la sua
vita era una continua e interminabile serie di malattie.
La donna
concludeva: "Sono sfortunata, sono fatta così".
E' una risposta ma una risposta per chi non
vuol cercare, per chi, come i discepoli di Emmaus, si accontenta, cioè si
rassegna.
Un giorno
scopre che quando era piccola, sua madre, che aveva altri sei figli e non aveva
tempo per lei, andava da lei e la coccolava un po' solo quando si ammalava.
Era l'unico momento in cui riceveva cure e
amore.
Ecco la
scoperta sensazionale: ammalarsi per lei voleva dire ricevere cure.
Soffrire
voleva dire poter essere amata.
E così
continuava sempre ad ammalarsi perché inconsciamente cercava l'amore.
Da quel
giorno non si ammalò più!
Allora io prego Gesù e mi rivolgo a Lui non perché Lui
risolva i miei problemi ma perché aiuti me a vedere e a risolvere le mie
questioni.
Ogni volta
che congiungo le mani dico: "Dammi luce.
Fa' Signore che io veda, fa' Signore che io
possa sentire, fa' Signore che io non cammini nel buio, fa' Signore che io
possa capire".
E poi dopo
aver posto la domanda chiedo di saper accettare la risposta, qualunque
risposta.
Spesso noi
non ci poniamo certe domande proprio perché non vogliamo certe risposte.
Gesù dice:
"Doveva accadere così perché tu hai scelto così, perché sei vissuto lì,
perché è successo questo". Che cosa ti sta dicendo Dio?
Cosa devi
ascoltare?
Cosa devi
vedere?
Cosa devi
imparare?
Gesù dice:
"Sciocchi e tardi di cuore".
Sciocchi
tutti quelli che vogliono rimanere bambini e che non sanno che tutto ha un
"perché", che tutto è collegato al tutto e che niente è collegato al
niente. Ri-tardati, duri, rigidi, quelli che si ostinano a credere al "dio
caso" solo per non essere responsabili di sé.
Per Lc tutto
questo (Gesù che ci accompagna, Gesù che vuole che esprimiamo tutto quello che
abbiamo dentro, Gesù che vuole che accettiamo che tutto ha un senso, Gesù che
vuole che accettiamo che proprio nei fallimenti e nelle sconfitte Lui ci parla)
avviene e lo possiamo trovare.
Le parole di
Lc non possono non far pensare e rimandare a quelle della predica di ogni
domenica: "Quando fu a tavola, prese il pane, disse la benedizione, lo
spezzò e lo diede loro".
Gesù è
invitato dai due discepoli ma agisce come il padrone di casa (era il padrone di
casa che faceva tali gesti).
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sabato 3 maggio 2014
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RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI-MASSIMA
DIFFUSIONE.
Una Missione Cristiana Evangelica
Risveglio mi ha scritto dicendo che non devo insistere nell'invitare le persone
a visitare il blog. altrimenti è costretta a prendere dei provvedimenti.
Tu
cosa pensi di ciò?
-------------------
Alcune risposte:
---------------------
Prova ma non insistere perché
anche a me mi hanno bloccato la pagina che curo con l'aiuto di Dio solo perché
facevo ogni tanto dei tag.
Purtroppo, non tutti quelli
che ti sono intorno e dicono bello perché
lo credo e poi dietro ti segnalano forse chi te lo ha scritto è stato/a per
fastidio, fatti guidare dal Signore capisco che a te fa piacere che a tanti
arriva quello che scrivi posti ma stai attento
--------------------------------
hehe fratello... prov 27
ricorda; Chi benedice il prossimo ad alta voce, di buon mattino, sarà
considerato come se lo maledicesse.
15 Un gocciolare continuo in
giorno di gran pioggia, e una donna rissosa sono cose che si somigliano. hehe.. non so che dirti, fai bene a ricordare
il problema, però ti devi aspettare diversi modi di percepirlo e ricevere lo spunto per ricordarlo... benedizioni
----------------------------
Vai avanti caro fratello
continua ad esortare e fortificare e a predicare la parola del Signore ad ogni
creatura come Gesù ci ha insegnato e quando il nemico verrà per scoraggiarti tu
mettilo in fuga nel nome di Gesù, pace e benedizioni, Dio vi benedica
grandemente
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venerdì 2 maggio 2014
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PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Povertà e condivisione/2
Se vogliamo usare
un’espressione evangelica, la povertà in rapporto ai beni è convivialità, dove
il termine indica tanto la comunione con le persone quanto la compartecipazione
delle cose.
Pensiamo al modello della
comunità cristiana primitiva, così come ci è descritta negli Atti: vivevano
nella comunione fraterna, mettevano in comune i loro beni, spezzavano insieme il
pane.
Non è casuale che Gesù abbia
istituito l’eucarestia sotto la forma del banchetto, perché umanamente parlando
non c’è nulla meglio del banchetto che esprima bene la comunione tra le persone
nella condivisione delle cose; infatti tutto ciò che è posto sulla mensa è da
distribuire tra tutti, non è proprietà esclusiva di nessuno.
La convivialità eucaristica
diventa vera se è espressione di una convivialità vissuta nel quotidiano
attraverso la realizzazione della condivisione fraterna e della comunione dei
beni; a sua volta poi la comunione eucaristica stimola la comunità cristiana ad
andare sempre di più nella direzione della realizzazione di forme di comunione
con le persone e di condivisione delle cose.
Il senso profondo della
povertà nel rapporto con i beni è quello della convivialità finalizzata alla
crescita della comunione.
Fiorella Patriarca
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---------------------------------
Pace a tutti, questo appello
si rivolge a coloro che credono nelle promesse di Dio.
Ci sono molte famiglie che
aspettano risposte concrete da noi figli di Dio.
Non pensiamo di amare solo
le 4 mura o la nostra famiglia.
Il Signore dice di dare la
propria vita per gli altri, se volete aiutare concretamente qualcuno
contattatemi su facebook, e non raccontate le barzellette, che ho avuto una
grande fregatura...benedizioni.
Facciamo le famiglie
spirituali: che il mio problema sia il tuo.
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mercoledì 30 aprile 2014
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PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
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Una lettrice scrive:
Adesso basta puntare il dito
contro i figli di Dio, non riesco a capire se questa e ' una provocazione o se
realmente stai pensando che i figli di Dio devono risolvere i problemi di
tutti.
Ma le famiglie che stanno
aspettando risposte concrete dai figli di Dio stanno ubbidendo alla parola di
Dio?
Io sono una figlia di Dio e
ti assicuro che non vedo attorno a me tante famiglie che stanno cercando Dio.
Ma se non stanno cercando
Dio cosa si aspettano dai figli di Dio?
Dio ci ha messo davanti a una scelta, o scegliere
il bene o scegliere il male.
Certo è' che chi ha scelto
il male non può aspettarsi le benedizioni da parte di Dio.
E noi come figli di Dio
attraverso la sua parola che il Signore ha voluto farci arrivare sappiamo dove
stiamo andando , il Signore ci ha avvisati affinché possiamo essere preparati.
Noi adesso stiamo aspettando
la venuta del Signore perché i segni scritti nella parola ci sono.
Questi sono gli ultimi tempi
che precedono la venuta del Signore.
Lungo tutti l'arco della
storia Iddio non ha mai lasciato l'uomo senza rivelarsi.
Ma quando parli della parola
di Dio alle persone si fa il vuoto attorno a te?
Noi siamo figli di Dio ma
non siamo Dio.
Dio benedice chi ubbidisce
alla Sua parola non chi si ricorda di Lui solo quando ha bisogno.
Ci sono preghiere che si
fermano al soffitto ma ci sono preghiere che muovono la mano di Dio.
I figli di Dio quando
portano la parola hanno già fatto una grande cosa perché chi conosce e riceve
Dio ha già una grande benedizione in casa.
"Perciò vi dico: non
siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete;
ne per il vostro corpo, di che vi vestirete.
Non è la vita più del
nutrimento e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del
cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro
celeste li nutre.
Non valete voi molto più di
loro?
E chi di voi, con la propria
ansietà può' aggiungere un'ora sola alla durata della sua vita?
E perché siete così ansiosi
per il vestire?
Osservate come crescono i
gigli della campagna: essi non faticano e non filano; eppure io vi dico che
neanche Salomone, con tutta la sua gloria, si vesti come uno di loro.
Ora se Dio veste in questa
maniera l'erba dei campi che oggi è', e domani è' gettata nel forno, non farà
molto di più' per voi, o gente di poca fede?
Non siate dunque in ansia, dicendo:
"Che mangeremo?
Perché sono i pagani che ricercano queste cose.
CERCATE PRIMA IL REGNO DI DIO E LA SUA GIUSTIZIA, e tutte queste cose vi saranno date in più.
Non siate dunque in ansia
per il domani, perché il
domani si preoccuperà di se
stesso.
Basta a ciascun il suo
affanno." ( Matteo 6/25-34)
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lunedì 21 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice
scrive:
UN PERICOLO PER TUTTI!
Purtroppo, viviamo in una "società dei consumi" con i suoi
richiami attraverso la pubblicità ad avere, piuttosto che essere; a mettere,
cioè, l'enfasi sulle cose che possediamo piuttosto che su quello che siamo nel
carattere e comportamento.
E il nostro atteggiamento è sempre più che mai egoistico.
Si desiderano cose sempre più inutili ma che a noi sembrano indispensabili;
in una famiglie ci sono anche quattro televisori, senza parlare dei cellulari,
e vestiti e scarpe....
La cupidigia, l'egoismo, l'avarizia che è idolatria ci dice la Bibbia,
colpì anche i due coniugi, Anania e Saffira, che volevano tenere per se una
parte del ricavato che volevano dare all'opera benefica degli apostoli, ma il
loro cuore avido, li fece morire all'istante.
Non ci possiamo beffare di Dio.
Infatti in 1Timoteo 6:6-10 leggiamo :"La pietà, con animo contento del
proprio stato, è un grande guadagno.
Infatti non abbiamo portato nulla nel mondo, e neppure possiamo portarne
via nulla; ma avendo di che nutrirci e di che coprirci, saremo di questo
contenti.
Invece quelli che vogliono arricchire cadono vittime di tentazioni, di
inganni e di molti desideri insensati e funesti, che affondano gli uomini nella
rovina e nella perdizione.
Infatti l'amore del denaro è radice di ogni specie di mali; e alcuni che vi
si sono dati, si sono sviati dalla fede e si sono procurati molti dolori".
Se siamo figli di Dio, impegniamoci nelle buon opere, lasciando ed abbandonando
l'egoismo e l'avarizia.
Facciamo del bene a
tutti."
Siamo strumenti di bene e
canali di aiuto per i più miseri.
Non tralasciamo questa
opportunità, Dio gradisce un " donatore allegro, un cuore ricco di amore e
di generosità.
Viviamo con Cristo, in
Cristo e per Cristo e la nostra vita sarà benedetta.
Gesù disse al giovane
ricco: "Una sola cosa ti manca".
Non vogliamo scoprire se
Gesù sta dicendo la stessa cosa anche alla nostra vita?
Dio ti benedica e ti guidi
nelle tue scelte di vita, che se saranno proiettate verso il tuo prossimo, ti
porteranno grandi benedizioni.
Luisa Lauretta.
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giovedì 17 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Una massima dice:"
l'amore è amare senza misura.." io aggiungerei anche donare senza misura.
E la misura dell’autenticità
del nostro amore è proprio l’interesse verso gli altri e i loro bisogni.
Non semplicemente interesse
a parole, ma anche interesse espresso nelle azioni, interesse che ci fa
accettare con gioia di prendere qualcosa di nostro e darlo a chi ne ha più
bisogno.
Paolo dice in 2 Corinzi 8:9 “Voi
conoscete infatti la grazia del Signor nostro Gesù Cristo il quale, essendo
ricco, si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi per mezzo
della sua povertà.”
Gesù Cristo ci ha amato e ci
ama di un amore autentico che sopravanza ogni conoscenza.
Siamo chiamati dalla Parola
di Dio a seguire questo amore, questo sentimento, amandoci nello stesso modo
gli uni gli altri.
Come scrive nella sua
epistola l'apostolo Giacomo:
“Or, se un fratello o una
sorella sono nudi e mancano del cibo quotidiano, e qualcuno di voi dice loro:
"Andatevene in pace, scaldatevi e saziatevi", ma non date loro le
cose di cui hanno bisogno per il corpo, a che giova?”" Fratello, non hai da mangiare
….. Non importa, preghiamo ….. Dio ti benedica”.
Spesso sento queste frasi di
circostanza....e voi pensate che una persona viene nutrita con belle parole?
Tu ti nutriresti di queste
parole se fossi affamato o nudo?
Per chi ancora non l'avesse
capito, noi siamo i mezzi attraverso cui il Signore manda le sue benedizioni e
sostiene gli altri, ma se non abbiamo un
amore autentico anche se diciamo belle parole, “a che giova”?
Come dice anche Giovanni in
1 Giovanni 3:16-18:Da questo abbiamo conosciuto l’amore: egli ha dato la sua
vita per noi, anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli.
Ora, se uno ha dei beni di
questo mondo e vede il proprio fratello che è nel bisogno e gli chiude le sue
viscere, come dimora in lui l’amore di Dio?”
Sono l’interesse e la
premura verso gli altri che mostrano l’autenticità del nostro amore.
L’amore di cui ognuno ha
bisogno, se non viene dimostrato con i fatti, non è amore autentico.
E questo tipo di “amore” non
è l’amore a cui siamo chiamati.
Il nostro amore deve essere
“non a parole né con la lingua, ma a fatti e in verità.”
Luisa Lauretta.
giovedì 10 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
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CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Una massima dice:"
l'amore è amare senza misura.." io aggiungerei anche donare senza misura.
E la misura dell’autenticità
del nostro amore è proprio l’interesse verso gli altri e i loro bisogni.
Non semplicemente interesse
a parole, ma anche interesse espresso nelle azioni, interesse che ci fa
accettare con gioia di prendere qualcosa di nostro e darlo a chi ne ha più
bisogno.
Paolo dice in 2 Corinzi 8:9 “Voi
conoscete infatti la grazia del Signor nostro Gesù Cristo il quale, essendo
ricco, si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi per mezzo
della sua povertà.”
Gesù Cristo ci ha amato e ci
ama di un amore autentico che sopravanza ogni conoscenza.
Siamo chiamati dalla Parola
di Dio a seguire questo amore, questo sentimento, amandoci nello stesso modo
gli uni gli altri.
Come scrive nella sua
epistola l'apostolo Giacomo:
“Or, se un fratello o una
sorella sono nudi e mancano del cibo quotidiano, e qualcuno di voi dice loro:
"Andatevene in pace, scaldatevi e saziatevi", ma non date loro le
cose di cui hanno bisogno per il corpo, a che giova?”" Fratello, non hai da mangiare
….. Non importa, preghiamo ….. Dio ti benedica”.
Spesso sento queste frasi di
circostanza....e voi pensate che una persona viene nutrita con belle parole?
Tu ti nutriresti di queste
parole se fossi affamato o nudo?
Per chi ancora non l'avesse
capito, noi siamo i mezzi attraverso cui il Signore manda le sue benedizioni e
sostiene gli altri, ma se non abbiamo un
amore autentico anche se diciamo belle parole, “a che giova”?
Come dice anche Giovanni in
1 Giovanni 3:16-18:Da questo abbiamo conosciuto l’amore: egli ha dato la sua
vita per noi, anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli.
Ora, se uno ha dei beni di
questo mondo e vede il proprio fratello che è nel bisogno e gli chiude le sue
viscere, come dimora in lui l’amore di Dio?”
Sono l’interesse e la
premura verso gli altri che mostrano l’autenticità del nostro amore.
L’amore di cui ognuno ha
bisogno, se non viene dimostrato con i fatti, non è amore autentico.
E questo tipo di “amore” non
è l’amore a cui siamo chiamati.
Il nostro amore deve essere
“non a parole né con la lingua, ma a fatti e in verità.”
Luisa Lauretta.
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