Visualizzazione post con etichetta povero. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta povero. Mostra tutti i post

domenica 27 marzo 2016

Cosa è l'economia condivisa?

L'economia condivisa è un modello concepito e praticato II-III secoli a.C fino a qualche tempo dopo Cristo.
Tale modello economico è scaturito dallo studio delle Sacre Scritture conosciute a quel tempo.
Gli studiosi hanno pensato di mettere in campo un modello economico fondato su un rapporto cordiale ed armonioso fra gli uomini.
Una convivenza priva di conflittualità causata dall'egoismo umano nel mondo economico.
E' di tutta evidenza che per relizzare un contesto del genere ci si deve spogliare dal modello economico corrente fondato sull'egoismo e quindi sulla prevaricazione dell'uno verso l'altro.
L'attuale modello economico è piramidale, il ricco diviene sempre più ricco ed il povero sempre più povero con una conflittualità permanente.
L'egoismo e la conflittualità sono in contrasto con i principi evangelici, gli insegnamenti di Gesù Cristo sono tesi a creare un rapporto armonioso fondato sull'amore verso il prossimo.
Quando regna l'amore molte cose cambiano nella vita dell'uomo naturale,  l'egoismo e la conflittualità vengono meno e si può godere la pace nel vivere di tutti i giorni.
Pensare di vivere in armonia con gli altri nel mondo economico corrente non è semplice.
Si può pensare di trovare qualche cenno del modello economico basato sulla condivisone nei primi capitoli degli Atti degli Apostoli dove viene descritto il vivere della comunità primitiva.
Sono ben accetti i suggerimenti e le riflessioni...


lunedì 28 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAUna lettrice scrive:





Il pane che buttate è dell’affamato; le vesti che mettete via sono dell’ignudo; e il denaro che sperperate nei vostri piaceri è redenzione e libertà del povero. Per capire certe affermazioni io credo che dobbiamo provare cosa significhi avere fame, avere freddo, avere sete e non poter dormire in un letto caldo e sotto ad un tetto. Beato l’uomo che ha cura del debole: nel giorno della sventura il Signore lo libera.Quest’affermazione che apre il salmo 41 è una sintesi del senso e del valore di quella che tradizionalmente si chiama la “carità”. 

Questa è da intendere bene: non è beneficenza che piove dall’alto, ma partecipazione all’amore gratuito e solidale con cui Dio ci ama, e soprattutto ama i poveri, gli infelici e gli ammalati, al punto da identificarsi con loro.Cerchiamo modelli da seguire, persone da imitare ma nessuno pensa a seguire ed imitare Gesù. Abbiamo tanto da dare se solo aprissimo il nostro cuore e la nostra generosità verso coloro che soffrono. Impariamo ad immedesimarci in coloro che soffrono per la solitudine e per l'indifferenza ( l'indifferenza uccide..ecc ) di quelli che pensano di essere ricchi, ma che in realtà sono molto poveri. Date e vi sarà dato...così ci consiglia il Signore e noi, in grande o piccolo siamo chiamati tutti a farlo...Dicendo di vivere come Dio vuole, santamente e mettendo in pratica la sua Parola che da vita e grazia,  concludo con questi versi bellissimi, che sono una promessa per noi:"Beato l’uomo che ha cura del debole:  nel giorno della sventura il Signore lo libera. Il Signore veglierà su di lui,  lo farà vivere beato sulla terra.

Luisa Lauretta.

domenica 20 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA 
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/49.
 


I media penetrano con forza nelle case, nelle scuole, nelle aziende, con slogan e messaggi prefabbricati.
Vediamo dilagare quella acquiescenza che caratterizza lo spettatore, o il paziente.
Aumenta rapidamente la standardizzazione del comportamento umano.
È dunque chiaro che ci si trova davanti a una scelta cruciale: essere semplici numeri nella folla condizionata e sospinta verso una sempre maggiore dipendenza (ed essere così costretti a feroci lotte per strappare la propria razione di droga), o trovare quel coraggio che è l’unica possibilità di salvezza in una situazione di panico: il coraggio di restare fermi e di guardarsi attorno alla ricerca di una via di scampo diversa da quella su cui tutti si precipitano perché qualcuno vi ha scritto sopra «uscita». 

Molti però, quando si dice loro che si trovano tutti dinanzi alla stessa scelta di fondo, non solo si infastidiscono, ma si indignano.
Non riescono a scorgere l’identica degradazione che sta sotto la fame del povero, la nevrosi dell’operaio in catena di montaggio, e la corruzione del politico.

sabato 3 maggio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

Un Dio povero accanto all’uomo
La ragione ultima della beatitudine della povertà, dal punto di vista biblico neotestamentario, sta nel fatto che noi facciamo esperienza di un Dio che si è rivelato nella storia come un Dio povero.
Il credente è chiamato a vivere la povertà perché sa che Dio non si è manifestato nella storia nel segno dell’onnipotenza, ma in quello dell’impotenza e della povertà; e perché a questo Dio non va solo un’adesione formale, ma Egli diventa il paradigma delle scelte e dei comportamenti del credente: la povertà quindi trova la sua radice ultima nella povertà di Dio.
Lui non si manifesta nella storia come il dio del potere politico;  Dio non si presenta come colui che attraverso la potenza spiega la realtà nella sua totalità, né come il dio metafisico a cui i greci erano arrivati soprattutto attraverso la filosofia.
Dio si manifesta nel segno dell’impotenza, nello scandalo della croce.

Fiorella Patriarca

martedì 29 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
ECONOMIA MODERNA - ATTUALE. (GUERRE=EGOISMO)
DI ARGENTINO QUINTAVALLE /17.

 Adam Smith
RIFLESSIONI:
D’altro canto i ricchi incorrevano in una grave trasgressione non concedendo prestiti, ignorando, cioè, un comando della Torah.
Considerate le circostanze, Hillel individuò un sistema, il pruzbul, che avrebbe permesso al creditore di riscuotere anche dopo l’anno sabbatico senza per questo violare alcun comando della Torah.
In questo modo la sua intenzione fu quella di aiutare tutto il popolo ebraico: il ricco si sarebbe fatto carico della sua responsabilità di aiutare il prossimo, mentre il povero ne avrebbe tratto beneficio avendo comunque la possibilità di contrarre un prestito in ogni momento.
Il pruzbul è una misura legale che trasferisce un debito privato al bet din, il tribunale ebraico.
L’anno sabatico cancella solo i debiti contratti tra le persone, non i contratti in mano ai tribunali.
La corte può riscuotere il debito secondo i termini stabiliti, anche dopo l’anno sabbatico.
I tribunali ebraici avevano il potere di trasferire i beni a loro piacimento e, in questo caso specifico, poterono assumersi l’onere di ridistribuire i fondi venuti in possesso della corte, cioè i debiti riscattati, ai loro proprietari originari facendo di loro da agenti della corte addetti alla raccolta.
Poi il tribunale stesso trasferiva ai creditori il denaro.
In questo modo, Hillel ideò un sistema per evitare le conseguenze negative dell’anno sabatico.

giovedì 24 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
UNA LETTRICE SCRIVE:


C’era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. 
Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. 
Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. 
Morì anche il ricco e fu sepolto. 
Stando nell’inferno tra i tormenti...
Questa storia la conosciamo tutti, più o meno, Gesù la racconta perché attraverso la sua comprensione capiamo quanto sia utile prodigarsi verso il prossimo bisognoso. 
Per Gesù la ricchezza è un grande pericolo. 
Lo dice ai discepoli dell’antica Palestina, ma sembra che le sue parole sono terribilmente vere e attuali, anche per noi.
Il riccone che banchetta e veste sontuosamente è accecato dal suo benessere a tal punto che non vede il povero Lazzaro che “giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco”.
Lazzaro non è un povero qualunque, ma è li, vicino al ricco che incredibilmente non lo considera. 
Ora la mia domanda è questa...
Il ricco è schiavo delle sue ricchezze e noi oggi che uso ne facciamo? 
Sappiamo gestire il bene che Dio ci ha dato, per metterlo a disposizione di chi è nel bisogno? 
Siamo noi che possediamo le ricchezze che abbiamo oppure sono le ricchezze che “possiedono” noi, rendendoci così dipendenti e ciechi da non vedere nient’altro che queste?
E fin dove arrivano il nostro sguardo e l’attenzione alle persone?
Spesso e volentieri, non vediamo le piaghe del nostro fratello che ci è vicino perché le cose che abbiamo e le preoccupazioni che accompagnano le ricchezze ci fanno da paravento…o ci portano lontano dalle sofferenze dei poveri.
Non siamo anacronistici, anzi, sembra sempre più necessario l’appello (non facile da raccogliere e scrivere nemmeno per me) a diventare un po’ più poveri, semplici e disponibili verso gli altri. 
La vita eterna non sappiamo come e dove sarà, ma già da ora possiamo impostarla, vivendo con maggior condivisione di sguardi, di sentimenti, e anche di beni tra noi e coloro che poveri ci vivono accanto, più vicino di quel che pensiamo.
Non lasciamo che siano i cani a leccare le piaghe dei tanti Lazzaro che abbiamo vicino, ma delle loro piaghe prendiamoci cura noi.
A buon intenditore.....DTBG

Luce del Mondo.

giovedì 17 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Leggendo l'Evangelo e guardando la realtà dei nostri tempi  moderni, esso diventa "scomodo".
Scomodo sotto tanti aspetti ma soprattutto per quanto riguarda l'aspetto socio-umanitario che ne esce fuori.
Questo Evangelo innanzitutto ci invita a vedere, a guardare, a non chiudere gli occhi.
E' molto facile chiudere gli occhi, molto più facile di quanto si possa dire a parole.
Chiudere gli occhi è facilissimo: basta stare sulle proprie posizioni, al caldo della propria casa... ma anche stanotte ci sarà chi dormirà al freddo, su una panchina o in qualche tunnel della stazione centrale.
“Per scelta” diranno alcuni; può darsi!
“Per colpa” diranno altri; può darsi!
“Per condanna”; forse.
Ma questo Evangelo è molto scaltro con noi, non spiega le motivazioni, non fa delle  distinzioni, per questo è scandaloso e ci fa male.
Però dobbiamo avere il coraggio di prenderlo sul serio questo queste parole .
Incoraggiamoci a vicenda a compiere il bene, a fare del bene, unendo sentimenti d'amore e di gioia.
Noi che crediamo nella potenza dell'Evangelo e crediamo che siamo la luce del mondo e il sale della terra, portiamo a compimento quello a cui siamo stati chiamati.
Io mi sento trafitta da questo Evangelo, ma non voglio arrendermi.
Io chiedo, questo oggi, al Signore luce per essere luce, sapore per essere sapore.
Chiedo al Signore conforto per essere conforto.
Chiedo a Dio la carità, che è una relazione, un cambiamento della relazione.
Da indifferente a interessata, da superficiale a profonda, da burocratica ad amichevole, da affrettata a paziente…
La carità “partecipa” dell’altro, della sua fragilità, dei suoi problemi.
La carità cambia il nemico in amico, lo straniero in concittadino, il diverso in uguale...Chiedo a Dio di condividere...già condividere il mio bene con gli altri, donare a chi ha bisogno.
La condivisione, termine che oggi si usa poco perché la nostra società e diventata efficientista.
Il Figlio di Dio, esempio vero di carità, venendo nel mondo non ha “risolto” molti dei problemi incontrati, ma ha condiviso.
Potremo anche risolvere alcune grandi emergenze del mondo, ma questo non può realizzarsi pienamente senza la condivisione.
Non si tratta di garantire degli interventi sociali, ma riconoscere la condizione del povero come qualcosa che ci riguarda, qualcosa che ha un significato e che ci tocca da vicino.
Le persone sono accostate a partire anche dai loro bisogni, ma  in quanto fratelli, figli di Dio.
Cercare una comunione di vita tra “emarginati e non”, tra sani e malati, tra giovani e vecchi, tra uomini e donne, permette di anticipare la “terra nuova” dove sarà asciugata ogni lacrima.
Lasciamoci guidare dalla Parola di Dio, e cerchiamo di metterla in pratica.
"In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”

Luisa Lauretta

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

Una massima dice:" l'amore è amare senza misura.." io aggiungerei anche donare senza misura.
E la misura dell’autenticità del nostro amore è proprio l’interesse verso gli altri e i loro bisogni.
Non semplicemente interesse a parole, ma anche interesse espresso nelle azioni, interesse che ci fa accettare con gioia di prendere qualcosa di nostro e darlo a chi ne ha più bisogno.
Paolo dice in 2 Corinzi 8:9 “Voi conoscete infatti la grazia del Signor nostro Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.”
Gesù Cristo ci ha amato e ci ama di un amore autentico che sopravanza ogni conoscenza.
Siamo chiamati dalla Parola di Dio a seguire questo amore, questo sentimento, amandoci nello stesso modo gli uni gli altri.
Come scrive nella sua epistola  l'apostolo Giacomo:
“Or, se un fratello o una sorella sono nudi e mancano del cibo quotidiano, e qualcuno di voi dice loro: "Andatevene in pace, scaldatevi e saziatevi", ma non date loro le cose di cui hanno bisogno per il corpo, a che giova?”"                 Fratello, non hai da mangiare ….. Non importa, preghiamo ….. Dio ti benedica”.
Spesso sento queste frasi di circostanza....e voi pensate che una persona viene nutrita con belle parole?
Tu ti nutriresti di queste parole se fossi affamato o nudo? 
Per chi ancora non l'avesse capito, noi siamo i mezzi attraverso cui il Signore manda le sue benedizioni e sostiene gli  altri, ma se non abbiamo un amore autentico anche se diciamo belle parole, “a che giova”?
Come dice anche Giovanni in 1 Giovanni 3:16-18:Da questo abbiamo conosciuto l’amore: egli ha dato la sua vita per noi, anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli.
Ora, se uno ha dei beni di questo mondo e vede il proprio fratello che è nel bisogno e gli chiude le sue viscere, come dimora in lui l’amore di Dio?”
Sono l’interesse e la premura verso gli altri che mostrano l’autenticità del nostro amore.
L’amore di cui ognuno ha bisogno, se non viene dimostrato con i fatti, non è amore autentico.
E questo tipo di “amore” non è l’amore a cui siamo chiamati.
Il nostro amore deve essere “non a parole né con la lingua, ma a fatti e in verità.”

Luisa Lauretta.

lunedì 14 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle/9
.


9) Essere solidali e generosi con i poveri
Deut.15:7,8,10 "Quando vi sarà in mezzo a te qualcuno dei tuoi fratelli che sia bisognoso … non indurerai il cuore tuo, e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso; anzi gli aprirai largamente la mano, e gli presterai quanto gli abbisognerà per la necessità nella quale si trova …
Dagli liberalmente; e quando gli darai, non te ne dolga il cuore; perché, a motivo di questo, l’Eterno, l’Iddio tuo, ti benedirà in ogni opera tua e in ogni cosa porrai mano".
Lev.19:9,10 "Quando mieterete la raccolta della vostra terra, non mieterai fino all’ultimo canto il tuo campo, e non raccoglierai ciò che resta da spigolare della tua raccolta; e nella tua vigna non coglierai i raspoli, né raccoglierai i granelli caduti; li lascerai per il povero e il forestiero".
Perché questo è importante?
Emergenze e disgrazie possono accadere nella vita.
Le persone hanno bisogno di una seconda possibilità per essere indipendenti e auto-sufficienti.
Se diventeranno auto-sufficienti, questo sarà di beneficio per l’intera comunità, non solo per quelli che sono stati aiutati.
Condividere gli uni con altri, in particolare la terra e le sue risorse con chiunque lavora diligentemente, creerà qualcosa di simile a quello che aveva fatto la comunità cristiana di Gerusalemme negli Atti degli Apostoli.
Purtroppo, oggi si parla sempre di profitto, e mai di umanità e di giustizia. 
Ci si chiede come trarre sempre maggior profitto gli uni dagli altri, e la società si ritrova nel caos.

Chi mette il profitto prima e la giustizia ultima, non sarà mai soddisfatto se non quando riuscirà ad ottenere avidamente qualcosa.

domenica 13 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle/7.

RIFLESSIONI: Riprendiamo i punti della lezione n. 6
8) Applicare tassazione equa
Am.5:11,14 "…calpestate il povero ed esigete da lui donativi di frumento … Cercate il bene e non il male, onde viviate".
Perché questo è importante?
Le tasse ingiuste sono un modo per i ricchi di opprimere i poveri e aumentare la loro ricchezza.
Le tasse ingiuste servono spesso a coprire le appropriazioni indebite della politica.
Amos rimproverò Israele per questa ingiustizia sociale.
È stato anche uno dei motivi per cui il Regno del Nord (Israele) si separò dal Regno del Sud (Giuda).

È stato anche uno dei motivi per cui l'America si è ribellata contro la Gran Bretagna e ha combattuto per la sua indipendenza.