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venerdì 1 agosto 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
1. Le parole "economia" e "condivisa", sono due concetti estranei all' uomo.
Mi spiego.
mercoledì 30 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
E la moltitudine di coloro che avevano creduto, era d’un solo cuore e di un’anima sola; né v’era chi dicesse sua alcuna delle cose che possedeva, ma tutto era comune tra loro…
Poiché non v’era alcun bisognoso fra loro; perché tutti coloro che possedevano poderi o case li vendevano, portavano il prezzo delle cose vendute, e lo mettevano ai piedi degli apostoli; poi, era distribuito a ciascuno, secondo il bisogno (Atti 4:32,34,35).
Un ostracon recentemente scoperto sul sito Esseno di Qumran è di primaria importanza per comprendere lo sviluppo della chiesa primitiva di Gerusalemme.1
Il teologo olandese Hugo Grotius (1583-1645) aveva già osservato nel suo commentario al Nuovo Testamento2 la somiglianza tra la descrizione neotestamentaria della comunione dei beni della chiesa di Gerusalemme (Atti 2:44,45) e la descrizione di Giuseppe della comunione dei beni degli Esseni (Guerra2:122-123).
Nel suo commento di Atti 2:44, Grotius ha messo insieme tutto il materiale degli autori antichi pertinenti a questo argomento.
Gli episodi riguardo Barnaba (Atti 4:36,37) e Anania e Saffira (Atti 5:1-11) sono anch’essi illuminati dal coccio appena scoperto a Qumran.
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giovedì 3 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Ci sono parole che Gesù ha detto ai
suoi discepoli e quindi a noi.
Cosa avranno capito i suoi
discepoli?
Cosa abbiamo capito noi?
Il contesto è quello dell'Ultima
Cena, fa parte dei discorsi d'addio, un momento particolare, i
discepoli cominciano ad essere tristi, a non capire cosa sta
succedendo.
Cosa voleva dire Gesù dicendo:
"Molte cose ho ancora da dirvi".
Quali cose Gesù non hai detto?
Quali cose non siamo capaci di
portare perchè troppo pesanti?
E' facile pensare che sulla Croce
Gesù dirà tutto ciò che doveva dire: la sua ultima Parola, è
sulla Croce, la sua ultima parola è Lui Crocifisso.
Sappiamo che sulla croce Gesù dirà
7 parole: "Dio mio, Dio mio perchè mi hai abbandonato?
Ho sete.
Figlio, ecco tua Madre, Madre, ecco
tuo Figlio; Padre, perdonali perchè non sanno quello che fanno, Oggi
stesso sarai con me in paradiso... e terminerà dicendo: "Tutto
è compiuto".
Allora lì sulla Croce egli termina
di dirci tutto ciò che doveva dirci, lì sulla croce, assume tutto
il peso del nostro peccato, lì sulla croce ci dona lo Spirito che ci
rivelerà la verità tutta intera, lì sulla Croce in Giovanni e
Maria si compie l'Umanità nuova, la prima cellula di Chiesa, il
futuro dell'umanità.
E' bello restare in contemplazione
di questa Parola e chiedere allo Spirito che ce la riveli.
Appartenere allora a Cristo vuol
dire infatti essere "membro" di lui.
Equivale ad immedesimarsi, a far
propri tutti gli aspetti e le prerogative esistenziali che lui ci
propone.
E questo anche nella comunione
della comunità che vive nel suo nome la solidarietà e l'unità
della fede, della speranza e della carità.
E qui viene il difficile
specialmente nella vita di tutti i giorni: riusciamo noi ad essere
parte di Gesù nella Comunità?
Secondo uno slogan da considerarsi
ancora recente, si direbbe oggigiorno "Cristo sì, Chiesa no".
La Chiesa viene tacciata di
oscurantismo e di antimodernismo, di classismo.
Anche all'interno del mondo credente
ci si ostina a rifiutare con tutti i mezzi le disposizioni e gli
insegnamenti, trovando spesso infondati pretesti per mettere in
discussione ogni insegnamento biblico.
Eppure Dio si è rivelato non
solamente all'uomo singolo, ma ad un'intera comunità.
Cristo ha garantito la sua presenza nell'organico di una Comunità
nella quale si è chiamati a vivere un solo Signore, una sola fede,
un solo Battesimo per godere di un solo Dio Padre di tutti (Ef 4, 4 e
ss) ed è improponibile che ciascuno possa costruirsi un
cristianesimo a suo e consumo.
sabato 28 giugno 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Questo scritto è indirizzato
a te che predichi la condivisione e per
dirti che è vero, la bibbia parla molto di aiutare gli altri,
quindi con questi versetti volevo darti ragione..
Di versi sulla condivisioni
ne abbiamo tanti, io non so ancora se tu conosci la parola di Dio ma una cosa
l'ho capita e cioè che vuoi esortate le persone alla condivisione non solo
perché è una buona cosa ma anche perché
ci è stato ordinato da Dio.
Devo dirti che per arrivare
alla condivisione che proclami tu è prima necessario che l'uomo conosca Dio.
Dio prende il cuore
dell'uomo che è un cuore di pietra e ne
mette uno di carne . ....
La bibbia è parola di Dio
per chi si accosta a Dio .
Le lettere di Paolo erano
tutti per le prime chiese cristiane e quindi per i credenti in Cristo.
Mettevamo tutti i loro beni
a disposizione di tutti credenti e non c'era nessuno nel bisogno.
Pregavano insieme e
perseveravano nelle preghiere insieme per i bisogni della chiesa.
Questo accade ancora nelle
chiese cristiane, ma non è un discorso che si può fare con le persone del mondo
( così sono chiamati dalla bibbia le persone che vivono senza Dio), pensa come
sarebbero gestiti questi soldi!!!! Ristoranti , vestiti, vacanze,
Noi non facciamo distinzione
se hai lo spirito di Dio che abita in te, sei una persona nuova e non vivi più
per far piacere al mondo ma per piacere a Dio
sabato 3 maggio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
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PROCESSO CULTURALE
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RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Un Dio povero accanto all’uomo
La ragione ultima della
beatitudine della povertà, dal punto di vista biblico neotestamentario, sta nel
fatto che noi facciamo esperienza di un Dio che si è rivelato nella storia come
un Dio povero.
Il credente è chiamato a
vivere la povertà perché sa che Dio non si è manifestato nella storia nel segno
dell’onnipotenza, ma in quello dell’impotenza e della povertà; e perché a
questo Dio non va solo un’adesione formale, ma Egli diventa il paradigma delle
scelte e dei comportamenti del credente: la povertà quindi trova la sua radice
ultima nella povertà di Dio.
Lui non si manifesta nella
storia come il dio del potere politico;
Dio non si presenta come colui che attraverso la potenza spiega la
realtà nella sua totalità, né come il dio metafisico a cui i greci erano
arrivati soprattutto attraverso la filosofia.
Dio si manifesta nel segno
dell’impotenza, nello scandalo della croce.
Fiorella Patriarca
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