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sabato 27 settembre 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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giovedì 4 settembre 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE -
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
Perché non facciamo qualche cosa in più con piu criterio.
Tutte le varie religioni..governo ecc..e fare vedere delle immagini diverse..il Signore ci dia maggiore intendimento e discernimento. ..
-----------Concordo.Fai una proposta operativa!
------------------La mia proposta non può essere accettabile. .perché sai benissimo che se non siamo convertiti.. non succede niente di buono..e non posso esprimermi piu di tanto. .ma tu ho visto che sei abbastanza intelligente e capisci..ma comunque ne parlerò col pastore della mia comunità. .essendo nel direttivo adi..comunque grazie mi hai dato un'idea. .nuova pace del Signore. .
----------------Grazie veramente per l'esauriente commento. .certo io so che le nostre comunità cristiane. Si impegnano. .e certo non era rivolto il mio..problema a noi..col massimo rispetto. .ma..a chi collabora...male..vedere queste cose mi fa male...ma da soli..non si fa' molto. .queste assocoazioni non bastano a migliorare la vita di questi cari sfortunati. ..non voglio mostrarmi migliore o più bravo di nessuno per carità. .sto ' male a vedere queste situazioni..quando c'è la possibilità di partecipare partecipo..sia spiritualmente che fisicamente..ma purtroppo ancora si deve fare molto di più. ..il Signore ci guidi e ci aiuti. .ed a te grazie per tutto
------------
Perché non può essere accettata?
Noi dobbiamo dialogare ed agire con i convertiti.
E' un appello ai convertiti.
Noi in prima linea.
Aspetto una tua proposta operativa.
I primi capitoli degli Atti sono illuminanti.
domenica 3 agosto 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
RIFLESSIONI.
Crisi economica?
Perché un tracollo economico mondiale?
Il Talmud (Gittin 57a) ci dice che le crisi economiche sono un campanello d'allarme per cambiare i nostri modi.
Si racconta nel Talmud che prima della distruzione del Tempio di Gerusalemme il prezzo del grano era di 40 Modiut (misure) per Dinar.
Il prezzo del grano aumentò leggermente e il suo nuovo prezzo fu fissato a 39 Modiut per Dinar (con lo stesso prezzo si comprava meno grano).
I saggi si chiesero quale fosse la causa di questo aumento.
Hanno cercato e trovato che un padre e suo figlio avevano rapporti con una donna fidanzata.
Il padre e il figlio sono stati portati in tribunale, quivi condannati e poi lapidati.
Dopo l’esecuzione il prezzo del grano ritornò al prezzo originale di 40 Modiut per Dinar.
Secondo questo racconto del Talmud il livello morale della società può influenzare i costi delle materie prime e influenzare l'economia locale e mondiale.
Il livello morale della società influenza la quantità di "benessere" nel mondo e l'armonia di interazione tra le persone ha influenza sull’economia.
Il Chofetz Chaim, un famoso rabbino del XX secolo, ha scritto che la Grande Depressione del 1929 è venuta a causa della mancanza di fede in Dio di quella generazione, il che ha portato a una mancanza di fiducia tra le persone.
Yeshua disse: «perché l’iniquità sarà moltiplicata, la carità dei più si raffredderà» (Mat.24:12).
Anche se il periodo che ha preceduto la Grande Depressione era di prosperità, per la ripresa dalla grande guerra, la mancanza di fede e di fiducia tra le persone, in ultima analisi, ha causato l’indebolimento delle fonti di credito.
Nelle sue parole: "ha fatto sì che l'arteria centrale per il flusso della vita economica diventasse intasata dall’animosità".
Questo è molto simile alla crisi economica di oggi, la cui goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata i mutui subprime, che si basavano sul prestito immorale di denaro a persone che molto probabilmente non sarebbero state in grado di pagare.
Quando il prezzo delle materie prime aumenta in modo imprevisto e il mondo affronta una crisi economica, dobbiamo guardare sia alle ragioni osservabili che a quelle metafisiche per trovare il motivo per cui sta accadendo.
Shalom
Argentino Quintavalle
lunedì 28 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAUna lettrice scrive:
Il pane che buttate è dell’affamato; le vesti che mettete via sono dell’ignudo; e il denaro che sperperate nei vostri piaceri è redenzione e libertà del povero. Per capire certe affermazioni io credo che dobbiamo provare cosa significhi avere fame, avere freddo, avere sete e non poter dormire in un letto caldo e sotto ad un tetto. Beato l’uomo che ha cura del debole: nel giorno della sventura il Signore lo libera.Quest’affermazione che apre il salmo 41 è una sintesi del senso e del valore di quella che tradizionalmente si chiama la “carità”.
Questa è da intendere bene: non è beneficenza che piove dall’alto, ma partecipazione all’amore gratuito e solidale con cui Dio ci ama, e soprattutto ama i poveri, gli infelici e gli ammalati, al punto da identificarsi con loro.Cerchiamo modelli da seguire, persone da imitare ma nessuno pensa a seguire ed imitare Gesù. Abbiamo tanto da dare se solo aprissimo il nostro cuore e la nostra generosità verso coloro che soffrono. Impariamo ad immedesimarci in coloro che soffrono per la solitudine e per l'indifferenza ( l'indifferenza uccide..ecc ) di quelli che pensano di essere ricchi, ma che in realtà sono molto poveri. Date e vi sarà dato...così ci consiglia il Signore e noi, in grande o piccolo siamo chiamati tutti a farlo...Dicendo di vivere come Dio vuole, santamente e mettendo in pratica la sua Parola che da vita e grazia, concludo con questi versi bellissimi, che sono una promessa per noi:"Beato l’uomo che ha cura del debole: nel giorno della sventura il Signore lo libera. Il Signore veglierà su di lui, lo farà vivere beato sulla terra.
Luisa Lauretta.
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giovedì 10 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
È
il chiaro insegnamento della stupenda Lettera agli Ebrei in cui
l’umile condizione umana che comportò a Gesù l’esperienza della
sofferenza è indicata come un grado più perfetto sia
dell’angelicità, sia della stessa figliolanza divina.
«Quel
Gesù, che fu fatto poco inferiore agli angeli, lo vediamo ora
coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto,
perché per la grazia di Dio egli sperimentasse la morte a vantaggio
di tutti… Infatti proprio per essere stato messo alla prova ed aver
sofferto personalmente, è in grado di venire in aiuto a quelli che
subiscono la prova» (Eb 2,9 e 18).
«Pur
essendo Figlio, imparò l’obbedienza dalle cose che patì e, reso
perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli
obbediscono» (Eb 5,8-9). La profanazione più presente nella carità
cristiana: ergersi a coloro che danno amore, mentre ai poveri spetta
la parte non onorifica di soltanto ricevere.
Spesso,
nelle preghiere dei fedeli, si domanda la grazia dell’amore.
Tutte
queste preghiere chiedono sempre la grazia che noi cristiani possiamo
amare gli altri; è mancante invece l’altra domanda, quella che i
cristiani possano beneficiare della grazia e dell’amore degli
altri, forse dei poveri del mondo o dei non cristiani.
Nella
mente umana predomina l’idea dell’amore come attivismo, di cui se
stesso è il soggetto e gli altri l’oggetto.
Anche
quando chiediamo all’altro di amarci, chiediamo che ci rivolga il
suo protagonismo, le sue coccole, i suoi doni, le sue preferenze, il
suo affetto.
Si
tratta sempre di chiedere amore fra pari, come dire: ora tocca a te
perché prima è toccato a me.
Chiediamo
l’amore altrui di cui ci sentiamo degni e padroni. <<Par
condicio>> anche nella legge dell’amore.
L’uomo
fatica ad accedere a quell’amore in cui non c’è protagonismo
alcuno, dove sia il dare amore come il riceverlo rimane atto
gratuito, umile e semplice, che non alza la polvere del vanto.
Fatica
perché entra nella via dell’amore dalla porta della sua
realizzazione, a testa alta, da protagonista.
Così,
amando, ne trae profitto; per lo meno quello di essere lui colui che
occupa la parte di chi ama e non di chi riceve.
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martedì 8 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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CONDIVISIONE
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PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
Tutto ciò che di bello e di buono c’è nel mondo ( cose, attività, relazioni, ecc) sarà allora illuminato da una nuova luce e da nulla saremo manipolati e posseduti.
Confidando
nella paternità di Dio nulla ci creerà ansia, affanno, ma tutto,
nel nostro intimo, nella nostra vita, sarà pervaso dalla sua
presenza rassicurante, perché la sua Provvidenza non abbandona le
sue creature.
Ciò
nonostante noi, nel concreto, rimaniamo responsabili della nostra
vita, perché Dio donandoci la libertà ha voluto responsabilizzarci
e ci ha fornito nell’intimo i valori del Regno (giustizia,
uguaglianza, equità, fraternità, carità, ecc.) che motivano le
nostre azioni di uomini, di fratelli e di figli di Dio.
Anche
oggi siamo chiamati ad essere « commensali di Dio in questo mondo ».
Se
capissimo in profondità la grazia, comprenderemmo che l’amore di
Dio per noi, la sua provvidenza e misericordia, è stata e continua
ad essere immensa.
Certo
questo convito è solo un inizio di comunione con Dio.
Siamo
nell’attesa e nella speranza della « perfetta comunione nella vita
eterna», ma ne è già un pegno sicuro.
E’
questa commensalità, questa «alleanza nuova ed eterna », che dona
alla Comunità di dedicarsi « con serena fiducia » al servizio di
Dio.
La fede
ci impegna a far sì « che il corso degli eventi del mondo si svolga
secondo la volontà di Dio nella giustizia e nella pace ».
In
essa troviamo la forza della giustizia, che domina l’avidità e
l’egoismo, e della pace, che vince ogni presunzione e cattiveria.
Capita
di tutto nel mondo: persino che una madre snaturata dimentichi il suo
bambino.
Non
avverrà invece mai che Dio si dimentichi dell’uomo, che è la sua
creatura prediletta.
Ci
viene talora sulla labbra l’amara, e insensata , considerazione:
Dio si è dimenticato di me, perché mi manda troppe tribolazioni.
E’
semplicemente assurdo: «Io non ti dimenticherò mai », dice il
Signore. (Is 49, 14-15.)
E’ la
certezza più gioiosa che possiamo avere.
Il
nostro prossimo non di rado ci trascura, dopo tante promesse; Dio non
ci trascura mai.
Il segreto della pace interiore e di tutta la vita
spirituale sta nella convinzione incrollabile che Dio non si
dimentica di noi, che ci è vicino, anche se non lo sentiamo, e che
ci ama come Dio sa amare, e quindi immensamente.
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giovedì 3 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA
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ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Ci sono parole che Gesù ha detto ai
suoi discepoli e quindi a noi.
Cosa avranno capito i suoi
discepoli?
Cosa abbiamo capito noi?
Il contesto è quello dell'Ultima
Cena, fa parte dei discorsi d'addio, un momento particolare, i
discepoli cominciano ad essere tristi, a non capire cosa sta
succedendo.
Cosa voleva dire Gesù dicendo:
"Molte cose ho ancora da dirvi".
Quali cose Gesù non hai detto?
Quali cose non siamo capaci di
portare perchè troppo pesanti?
E' facile pensare che sulla Croce
Gesù dirà tutto ciò che doveva dire: la sua ultima Parola, è
sulla Croce, la sua ultima parola è Lui Crocifisso.
Sappiamo che sulla croce Gesù dirà
7 parole: "Dio mio, Dio mio perchè mi hai abbandonato?
Ho sete.
Figlio, ecco tua Madre, Madre, ecco
tuo Figlio; Padre, perdonali perchè non sanno quello che fanno, Oggi
stesso sarai con me in paradiso... e terminerà dicendo: "Tutto
è compiuto".
Allora lì sulla Croce egli termina
di dirci tutto ciò che doveva dirci, lì sulla croce, assume tutto
il peso del nostro peccato, lì sulla croce ci dona lo Spirito che ci
rivelerà la verità tutta intera, lì sulla Croce in Giovanni e
Maria si compie l'Umanità nuova, la prima cellula di Chiesa, il
futuro dell'umanità.
E' bello restare in contemplazione
di questa Parola e chiedere allo Spirito che ce la riveli.
Appartenere allora a Cristo vuol
dire infatti essere "membro" di lui.
Equivale ad immedesimarsi, a far
propri tutti gli aspetti e le prerogative esistenziali che lui ci
propone.
E questo anche nella comunione
della comunità che vive nel suo nome la solidarietà e l'unità
della fede, della speranza e della carità.
E qui viene il difficile
specialmente nella vita di tutti i giorni: riusciamo noi ad essere
parte di Gesù nella Comunità?
Secondo uno slogan da considerarsi
ancora recente, si direbbe oggigiorno "Cristo sì, Chiesa no".
La Chiesa viene tacciata di
oscurantismo e di antimodernismo, di classismo.
Anche all'interno del mondo credente
ci si ostina a rifiutare con tutti i mezzi le disposizioni e gli
insegnamenti, trovando spesso infondati pretesti per mettere in
discussione ogni insegnamento biblico.
Eppure Dio si è rivelato non
solamente all'uomo singolo, ma ad un'intera comunità.
Cristo ha garantito la sua presenza nell'organico di una Comunità
nella quale si è chiamati a vivere un solo Signore, una sola fede,
un solo Battesimo per godere di un solo Dio Padre di tutti (Ef 4, 4 e
ss) ed è improponibile che ciascuno possa costruirsi un
cristianesimo a suo e consumo.
lunedì 30 giugno 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
1. Devi
pensare che il prossimo ha diritto di avere da te lume, aiuto e conforto, come
un figlio da sua madre.
E’ questo un diritto concesso a lui dal tuo
stato d’amore.
La sposa
infatti ha il diritto, oltre che il dovere, di tutelare e difendere gli
interessi dello sposo: e gli interessi dello Sposo tuo Gesù sono la conquista
delle anime.
2. Devi
sentirti madre del prossimo debole e sofferente: per cui devi avere per lui
amore generoso, che ti spinga a dare il sangue per la sua anima.
Potendolo,
lo aiuterai nei suoi bisogni, lo difenderai dalle male lingue, lo consolerai
nelle sue afflizioni.
Una difesa
ed un aiuto, potendolo, darai generosamente.
3. Devi
essere sorella del tuo prossimo, perché è parte come te del Corpo di Gesù.
E come
sorella avrai per lui una carità paziente, che lo sappia compatire e sopportare
nei suoi difetti; che lo possa illuminare nei suoi dubbi; istruire nella sua
ignoranza; aiutare nella ricerca della pace, della fede, dell’amore, che unisce
a Dio e solleva a lui con gioia il cuore e lo spirito.
4. Devi
farti serva del tuo prossimo a somiglianza
di Gesù, venuto al mondo per servire gli uomini di buona volontà, per il
raggiungimento della felicità eterna.
E quindi con dolcezza ti presterai a
soccorrerlo anche nelle sue necessità materiali, per conquistarlo al tuo
Diletto.
Se offesa, imita Gesù quando prese lo
schiaffo, poi quando si mantenne in assoluto silenzio.
Buone
figliole, vi dico subito che i desideri di Gesù sono gli stessi desideri del
nostro prossimo, naturalmente quelli buoni e possibili.
Per cui dobbiamo tenere per certo che Gesù
desidera da noi quello stesso che da noi desidera il nostro prossimo.
Quindi se
questi desidera un sorriso, una delicatezza, una soddisfazione qualunque ed un
qualunque favore, piacere, che si possono concedere facilmente e senza offesa
di Dio, noi dobbiamo esser certi che è lo stesso Gesù a desiderare quelle cose,
per cui, se noi facciamo finta di non accorgercene o se noi siamo duri a
concederli, siamo anche certi di aver fatto quella finzione a Gesù stesso e di
aver negato a lui stesso le piccole gioie così richiesteci.
Ed allora
che varrebbero le nostre preghiere, tutte le nostre meditazioni e tutti i
nostri sacrifici?
Ma forse che sono false le parole di Gesù:
“Quello che avete fatto agli altri l’avete fatto a me?.
mercoledì 2 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
I lettori scrivono:
A Sergio che è favorevole ad un mondo SENZA RELIGIONI dove troverebbe le
gioie, ho già risposto in ogni ambiente di G+ e di FB in cui ne ho avuto
l'occasione.
SAREBBE ESATTAMENTE IL CONTRARIO DI QUELLO CHE LUI IPOTIZZA.
Già Oggi sono la Maggioranza a non avere il senso religioso e la sua
aderenza.
E VEDIAMO CHE MONDO DI GIOIA C'è. !!!
Alle critiche rivolte alla non povertà PAPALE o ECCLESIALE, posso solo
esprimere un paragone razionale : è forse la Chiesa un Ente di Beneficenza o
qualcosa di simile ad una ONG ?
Perché non richiedere allora al Proprio Comune di appartenenza, dato che si
chiama COMUNE di spogliarsi di ogni bene così che sarebbe davvero messa in
COMUNE ?
Per Chi non ne fosse a conoscenza : la ragione d'essere della Chiesa è
l'annuncio del Vangelo e la salvezza eterna delle Anime.
Per farlo deve esserne in grado con mezzi sufficienti ed adeguati.
Guardiamo alla sostanza e non solo alla ROBA..
GRAZIE
-----------------------
Elio Nobile
Quello che scrivi in questo post, non fa una virgola.
Anche se si fa riferimento a lettori...che non conosco, il Vangelo deve
essere discusso, nella misura in cui oggi la chiesa pur non essendo un ente di
carità ( richiedere allora al Proprio Comune di appartenenza ), spesso
anch'essa lascia a desiderare una maggiore chiarezza...e errori non ne
mancano...
Poi concordo che non bisogna guardare la sostanza.
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