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domenica 3 agosto 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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giovedì 31 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAUn lettore scrive:
Capire come funziona l’economia e chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ci permetterà di capire perché oggi le cose vanno in questa maniera disastrosa.
Dunque iniziamo!Adam SmithL’economia, così come la conosciamo, è relativamente giovane.
Fino al 1700 l’economia era molto semplice. I Re, i nobili, i Papi, avevano tutto, il resto aveva niente. Poi intervenne un cambiamento straordinario: la tecnologia.
Successe che grazie alle nuove conoscenze, ai nuovi mezzi meccanici, ecc., crebbe fra le masse una borghesia, cioè gente senza potere politico ma che stava facendo soldi con i commerci. I Re, i nobili, i Papi, ecc. cosa fecero? Li fecero lavorare senza dar loro troppi fastidi, ma li tassavano.
Però li spremevano troppo, così i borghesi si arrabbiarono perché veramente la situazione era diventata intollerabile. È così che è scoppiata la rivoluzione francese nel 1789.Ed è in questo contesto che spunta il primo economista cosiddetto moderno, cioè Adam Smith (1723-1790), che poi non era veramente un economista, ma più che altro un filosofo morale, autore della celebre operaIndagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni, pubblicata nel 1776. Un trattato fondamentale, destinato a rimanere per decenni il testo di riferimento della nascente economia politica. Siamo a fine ‘700. Ma attenzione a una cosa. Dobbiamo sapere che di questo Smith, uno scozzese, oggi si dicono molte fandonie, perché certi economisti attuali l’hanno preso a modello per una teoria del tutto diversa da quella del vero Adam Smith.
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
Capire come funziona l’economia e chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ci permetterà di capire perché oggi le cose vanno in questa maniera disastrosa. Ci permetterà di capire i motivi della crisi economica e soprattutto perché l’economia è alla base della visione apocalittica della bestia che sale dalla terra, la quale faceva si che: "…nessuno potesse comprare o vendere se non chi avesse il marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome" (Apoc.13:17). C’è un chiaro riferimento economico in tutto questo.So che per molti di voi questo sarà un argomento completamente nuovo e per certi versi difficile, ma vi chiedo di seguirlo con attenzione, perché chi detiene il potere ha interesse che il popolo rimanga nell’ignoranza, e onestamente la maggioranza della popolazione conosce ben poco come funzionano i meccanismi economici, finanziari e monetari. Pertanto ho deciso di rispolverare i miei studi di Economia Politica per far conoscere come essa funziona e quali sono i diabolici ingranaggi in cui ci troviamo; «…ma il popolo di quelli che conoscono il loro Dio mostrerà fermezza e agirà» (Dan.11:32).«Nulla al mondo è più pericoloso di un'ignoranza sincera e una stupidità coscienziosa» (Martin Luther King).«Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza» (Dante Alighieri).
mercoledì 23 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/58.
Vorrei partecipare a questo convegno nazionale, penso veramente se mi reggono le forze, e tutto il fiato che ciò nei miei polmoni farei moltiplicare i pesci, quello che voglio dire farei moltiplicare per 7 volte il potere, sette volte e un potere biblico, e dico questo per chi ci crede profondamente.
Il potere politico lo può svolgere solo chi c'è la
Il sostegno alle famiglie e già stato scritto, ma...
Le economie se saranno condivise saranno una vera rivoluzione di riqualificazione per mettere il nostro mondo, ha ripulire l'inquinamento, del aria, cielo , terra, fuoco, che sarebbero le energie alternative che producono il fuoco per riscaldare le case, questo è un esempio, volete volare con Aeri più moderni che non inquinano, sfruttare, l'aria sfruttare i motori oliche sugli Aeri, sfruttare i panelli solari, sfruttare anche l energie che fa girare il nostro pianeta e si può anche andare oltre l'universo stellato, per scoprire il pianeta più grosso che vede l'occhio umano, sono la bellezza di 26 anni che spingono a farsi trovare a l'appuntamento per poter spingere e fare ripartire l'economia alternativa, l'economia anche alternativa deve essere considerata a tutti gli effetti, per far cambiare le caldaie in tutti i stabili in tutto il mondo, e un grossissimo impegno e anche un grossissimo lavoro di occupazione di progresso e di rilancio di lavoro di economia
Sana e matura, mi fermo qui perché non c'è spazio, per scrivere.
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lunedì 21 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/52.
Prima di continuare dobbiamo capire una cosa.
Nella società ci sono quelli che ci tengono a che il bene della gente abbia la precedenza su tutto, e ci sono quelli che pensano che le persone siano poco più che animali da mungere per controllarne ogni bene.
I primi sono il 95%, ma non capiscono niente di come funziona la macchina infernale del vero potere, né hanno voglia di studiarla e capirla; si limitano a protestare, a fare i cortei, i V-day, i Twitter, o al massimo spaccano vetrine e fanno qualche segno sui muri, roba idiota.
Mentre i secondi sono quella macchina e sono spietatamente bravi e scaltri.
Sono persone che studiano, sono finanziati, entrano nei club esclusivi dei tecnocrati, sono svuotati di qualsiasi umanità, vengono fatti sentire i padroni del mondo, cioè gli lavano il cervello, convincendoli di avere un diritto quasi divino di comandare.
Ci sono organizzazioni potentissime che si chiamano Think Tanks (serbatoi di pensiero, o centro studi) che furono create già dagli anni ’50 e poi molto negli anni ’70 da finanzieri Neoclassici elitisti i quali, in collusione con noti economisti accademici internazionali (vedi Milton Friedman, premio nobel nel 1976) hanno allevato e allevano schiere di questi giovani per destinarli a infiltrare tutte le strutture chiave del vero potere - che non sono i parlamenti o i governi - ma i quadri dei ministeri dell’economia, o le dirigenze delle grandi banche, per non parlare dei posti decisionali nella Commissione Europea, nel Fondo Monetario Internazionale, e infine le docenze universitarie dei migliori atenei.
È così che nel silenzio dei media e dietro le quinte degli inutili litigi della politica della Casta, quella gente arrivò entro la metà degli anni ’70 a occupare la cosiddetta stanza dei bottoni del vero potere, quello sovranazionale, cioè quello più potente degli Stati sovrani.
giovedì 10 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
La guerra di tutti contro tutti (Bellum Omnium contro omnes) - il concetto di filosofia sociale di Thomas Hobbes che descrive lo stato naturale della società prima di entrare nel "contratto sociale " e la formazione dello stato.
Per giustificare la sua idea lui usa le immagini di uno "stato naturale" cosiddetto delle cose, quando tutti gli uomini sono uguali , e ciascuno guidato da loro bisogni e interessi .
L'uomo è egoista , è dotato di forti passioni, abbia sete di gloria, di potere, di ricchezza, del godere.
Il principio del suo comportamento è molto semplice : una persona tende a ottenere i maggiori benefici ed evitare la sofferenza .
La libertà umana: ogni individuo ha il diritto di fare qualsiasi cosa, anche il diritto di uccidere un'altra persona.
Questo porti a conflitti continui, impossibilità di fornire il bene pubblico, difficile salvarsi dal male .
Quindi c'è una guerra di tutti contro tutti.
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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
Anche se mi sento piuttosto lontano da concetti di tipo cristiano in ambito di potere temporale (se penso alla chiesa dell'ultimo ventennio...) mi trovo estremamente d'accordo con il concetto dell'egoismo e aggiungerei che l'avidità oltre che l'egoismo ha generato quello che accade tutti i giorni nel mondo globale.
Siamo nell'era dello sharing ma vediamo come i poteri forti del danaro in virtù della loro avidità e del loro egoismo, mettano in un collettivo disastro intere nazioni.
Se non si diffonderà il concetto che la condivisione e una adeguata forma di capitalismo collettivo sono un bene per tutti non potremo mai vedere uscire dal loop nel quale ormai dal 2004/2005 in varie forme ci stiamo trovando tutti.
L'alternativa è la catastrofe purtroppo perché questa avidità non guarda al futuro, non gliene importa nulla del futuro.
Come qualcuno di molto autorevole diceva: il futuro sarà una gara tra il progresso e la catastrofe.
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martedì 8 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino
Quintavalle/25.
Nella
precedente lezione abbiamo parlato del malvagio
Malthus, che credeva
di risolvere il problema della scarsa
domanda aggregata
aumentando la classe dei nobili
parassiti straricchi, così che
comprassero le merci
disponibili.
Riccardo
arriva sulla scena e dice a Malthus: hai detto un
mucchio di idiozie,
perché tutti i soldi che i tuoi nobili
pagheranno ai commercianti
per le loro merci e lavoro, se
li riprenderanno poi pari pari in
tasse e affitti, visto che i
tuoi nobili hanno il potere di tassare e
sono proprietari di
tutti gli immobili.
Tanto
varrebbe, aggiunse Ricardo, che i commercianti
bruciassero tutta la
merce che producono, non
cambierebbe nulla per loro.
Fate
attenzione qui al principio di base: Riccardo riconosce
per primo che
se il Potere (allora i ricchi nobili, oggi lo
Stato) spende per le
nostre merci e servizi 100, ma poi ci
tassa per la stessa cifra che
ci ha appena dato (pareggio di
bilancio), l’economia va a rotoli, e
noi abbiamo lavorato
per niente.
Riccardo
capì due secoli fa che il pareggio di bilancio è
micidiale per i
cittadini e le aziende, cioè per la società.
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venerdì 27 giugno 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ –
RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA
– RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
Una lettrice scrive:
Un Dio povero accanto all’uomo
La ragione ultima della beatitudine della povertà, dal punto
di vista biblico neotestamentario, sta nel fatto che noi facciamo esperienza di
un Dio che si è rivelato nella storia come un Dio povero.
Il credente è
chiamato a vivere la povertà perché sa che Dio non si è manifestato nella
storia nel segno dell’onnipotenza, ma in quello dell’impotenza e della povertà;
e perché a questo Dio non va solo un’adesione formale, ma Egli diventa il
paradigma delle scelte e dei comportamenti del credente: la povertà quindi
trova la sua radice ultima nella povertà di Dio.
Lui non si manifesta nella storia come il dio del potere
politico; Dio non si presenta come colui
che attraverso la potenza spiega la realtà nella sua totalità, né come il dio
metafisico a cui i greci erano arrivati soprattutto attraverso la filosofia.
Dio si manifesta nel segno dell’impotenza, nello scandalo
della croce.
Oggi a noi pare che tutto lo sviluppo della tradizione
cristiana, a partire dai primi secoli fino ad oggi, collega strettamente la
povertà evangelica con tre finalità delle quali di volta in volta viene
accentuata l’una o l’altra.
La prima è la povertà per la sequela, cioè finalizzata
soprattutto all’essere discepoli, nel seguire un Maestro che è appunto il Dio
della kenosis, dello spogliamento radicale, quel Gesù che chiamava i suoi
discepoli a seguirlo dicendo: chi vuole seguirmi prenda la sua croce, perché
chi perde la propria vita la troverà.
Ma diceva anche: le volpi hanno la loro tana, gli uccelli il
nido, ma il Figlio dell’uomo non ha neppure un sasso dove posare il capo;
quindi la povertà è necessaria per imitare il Maestro.
Sequela che non è pura imitazione esteriore, ma condivisione
di tutta la vita, così come i discepoli al tempo di Gesù andavano dietro di lui
condividendone la vita.
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sabato 3 maggio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Un Dio povero accanto all’uomo
La ragione ultima della
beatitudine della povertà, dal punto di vista biblico neotestamentario, sta nel
fatto che noi facciamo esperienza di un Dio che si è rivelato nella storia come
un Dio povero.
Il credente è chiamato a
vivere la povertà perché sa che Dio non si è manifestato nella storia nel segno
dell’onnipotenza, ma in quello dell’impotenza e della povertà; e perché a
questo Dio non va solo un’adesione formale, ma Egli diventa il paradigma delle
scelte e dei comportamenti del credente: la povertà quindi trova la sua radice
ultima nella povertà di Dio.
Lui non si manifesta nella
storia come il dio del potere politico;
Dio non si presenta come colui che attraverso la potenza spiega la
realtà nella sua totalità, né come il dio metafisico a cui i greci erano
arrivati soprattutto attraverso la filosofia.
Dio si manifesta nel segno
dell’impotenza, nello scandalo della croce.
Fiorella Patriarca
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venerdì 25 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ –
RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA – GLI ESSENI
CHI ERANO GLI
ESSENI? – NUOVA SCOPERTA.
DI ARGENTINO QUINTAVALLE /12.
Capire come funziona l’economia e chi sono gli uomini
che hanno pensato l’economia del mondo ci permetterà di capire perché oggi le
cose vanno in questa maniera disastrosa.
Ci permetterà di capire i motivi della crisi economica
e soprattutto perché l’economia è alla base della visione apocalittica della
bestia che sale dalla terra, la quale faceva si che: "…nessuno potesse
comprare o vendere se non chi avesse il marchio, cioè il nome della bestia o il
numero del suo nome" (Apoc.13:17).
C’è un chiaro
riferimento economico in tutto questo.
So che per molti di voi questo sarà un argomento
completamente nuovo e per certi versi difficile, ma vi chiedo di seguirlo con
attenzione, perché chi detiene il potere ha interesse che il popolo rimanga
nell’ignoranza, e onestamente la maggioranza della popolazione conosce ben poco
come funzionano i meccanismi economici, finanziari e monetari.
Pertanto ho deciso di rispolverare i miei studi di
Economia Politica per far conoscere come essa funziona e quali sono i diabolici
ingranaggi in cui ci troviamo; «…ma il popolo di quelli che conoscono il loro
Dio mostrerà fermezza e agirà» (Dan.11:32).
«Nulla al mondo è più pericoloso di un'ignoranza
sincera e una stupidità coscienziosa» (Martin Luther King).
«Considerate la vostra semenza: fatti non foste a
viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza» (Dante Alighieri).
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mercoledì 16 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle/17
Un altro elemento importante è Prov.19:17: «Chi ha pietà del
povero presta all’Eterno, che gli contraccambierà l’opera buona».
Questo verso contiene l'ingrediente finale per ispirare l’idea di
farsi dei tesori in cielo.
Questo proverbio stabilisce un'identificazione molto intima di Dio
con il povero.
Essere misericordioso e generoso verso il povero è prestare a Dio.
Dio ripagherà il favore?
Assolutamente sì!
Dio ricompenserà quelli che sono caritatevoli verso i poveri.
In sostanza, questo è farsi dei tesori in cielo.
Oggi, nel XXI secolo, il discepolo di Yeshua sente più che mai la
sfida della sua chiamata a farsi un tesoro in cielo.
Alla faccia della società globale emergente, ubriaca di consumismo
e materialismo, le parole di Yeshua rompono il silenzio: «Voi non potete
servire a Dio ed a Mammona!».
Così, la decima e le offerte sono un altro modo
per alleviare la povertà e aiutare le persone a godere e celebrare il culto del
nostro Dio che ci ha creati.
domenica 6 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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ECONOMIA
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SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Sviluppo umano – stadio moderno
dell’economia – GREGARIA.
Lo stadio primitivo dell’economia
si fondava su una prospettiva del tutto auto-centrata e focalizzata sui soli
diritti nei confronti dei più deboli sul piano economico, la riduzione alla
schiavitù era un diritto acquisito dal potere economico, l’uomo era considerato
oggetto e non soggetto con dei diritti alla vita e alla libertà.
Lo stadio dello sviluppo
moderno mostra segni di riconoscimento dei doveri individuali e si assiste a un
tentativo di bilanciare diritti e doveri, si cerca di bilanciare ma prevale
sempre il dovere rispetto ai diritti per gli esseri umani che non hanno
autonomia economica, l’equilibrio tra diritti e doveri è lontano perché prevale
il concetto della subordinazione ai poteri forti.
La cultura della solidarietà
e unità etnica appartiene certamente all’economia gregaria, in questo contesto
non vi sono distinzioni di colore tra bianchi, neri, rossi, bruni o gialli, ma
lo stato di subordinazione rimane e quindi la libertà individuale viene
soffocata dai poteri economici forti.
I nazisti ed i fascisti
praticavano l’economia gregaria: gruppi con in grande senso di appartenenza e
certo violenti, soprattutto verso gli esterni, con un senso elevato del dovere
verso il proprio gruppo.
Ogni loro membro fonde la
propria individualità con gli interessi generali del gruppo o dell’organizzazione,
chi si oppone a questo senso di appartenenza viene punito severamente e messo
al bando con mezzi violenti.
Quando si pratica l’economia
gregaria o moderna la violenza è dietro l’angolo e non vi è pace sociale, ma
conflitti a tutti i livelli.
Tutto questo ci fa capire
che questo stadio dell’economia è lungi dal mettere in atto quelli che sono i
principi biblici dell’amore per il prossimo come riportato nei vangeli.
Un esempio tipico ci viene
dalla parabola del Buon Samaritano il senso dell’appartenenza viene messo da
parte per dar luogo all’amore per il prossimo, Gesù elogia il buon Samaritano
ed invita gli altri a fare la medesima cosa.
Il mondo cristiano è
chiamato a riflettere sul punto, altrimenti diviene tutto apparenza, ma il
contenuto è lontano dal vero.
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mercoledì 2 aprile 2014
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PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
Anche se mi sento piuttosto lontano da
concetti di tipo cristiano in ambito di potere temporale (se penso alla chiesa
dell'ultimo ventennio...) mi trovo estremamente d'accordo con il concetto
dell'egoismo e aggiungerei che l'avidità oltre che l'egoismo ha generato quello
che accade tutti i giorni nel mondo globale.
Siamo nell'era dello sharing ma vediamo
come i poteri forti del danaro in virtù della loro avidità e del loro egoismo,
mettano in un collettivo disastro intere nazioni.
Se non si diffonderà il concetto che la
condivisione e una adeguata forma di capitalismo collettivo sono un bene per
tutti non potremo mai vedere uscire dal loop nel quale ormai dal 2004/2005 in
varie forme ci stiamo trovando tutti.
L'alternativa è la catastrofe purtroppo
perché questa avidità non guarda al futuro, non gliene importa nulla del
futuro.
Come qualcuno di molto autorevole diceva:
il futuro sarà una gara tra il progresso e la catastrofe.
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lunedì 31 marzo 2014
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Un lettore scrive:
La guerra di tutti contro tutti (Bellum Omnium contro omnes) - il concetto
di filosofia sociale di Thomas Hobbes che descrive lo stato naturale della
società prima di entrare nel "contratto sociale " e la formazione
dello stato.
Per giustificare la sua idea lui usa le immagini di uno
"stato naturale" cosiddetto delle cose, quando tutti gli uomini sono
uguali , e ciascuno guidato da loro bisogni e interessi .
L'uomo è egoista , è dotato di forti passioni, abbia sete di gloria, di
potere, di ricchezza, del godere.
Il principio del suo comportamento è molto semplice : una persona tende a
ottenere i maggiori benefici ed evitare la sofferenza .
La libertà umana: ogni individuo ha il diritto di fare qualsiasi cosa,
anche il diritto di uccidere un'altra persona.
Questo porti a conflitti continui, impossibilità di fornire il bene
pubblico, difficile salvarsi dal male .
Quindi c'è una guerra di tutti contro tutti.
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sabato 29 marzo 2014
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Argentino
Quintavalle/25.
Nella precedente lezione abbiamo parlato del malvagio
Malthus, che credeva di risolvere il problema della scarsa domanda
aggregata aumentando la classe dei nobili parassiti straricchi, così che
comprassero le merci disponibili.
Ricardo arriva sulla scena e dice a Malthus: hai detto
un mucchio di idiozie, perché tutti i soldi che i tuoi nobili pagheranno ai
commercianti per le loro merci e lavoro, se li riprenderanno poi pari pari in
tasse e affitti, visto che i tuoi nobili hanno il potere di tassare e sono
proprietari di tutti gli immobili.
Tanto varrebbe, aggiunse Ricardo, che i commercianti
bruciassero tutta la merce che producono, non cambierebbe nulla per loro.
Fate attenzione qui al principio di base: Ricardo
riconosce per primo che se il Potere (allora i ricchi nobili, oggi lo Stato)
spende per le nostre merci e servizi 100, ma poi ci tassa per la stessa cifra
che ci ha appena dato (pareggio di bilancio), l’economia va a rotoli, e noi
abbiamo lavorato per niente.
Ricardo capì due secoli fa che il pareggio di bilancio
è micidiale per i cittadini e le aziende, cioè per la società.
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