Visualizzazione post con etichetta bene. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bene. Mostra tutti i post
venerdì 25 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
Quando si parla di economia si pensa all’accumulo delle risorse per fini personali ed individualisti; è difficile pensare diversamente quando l’egoismo lo si lascia imperare nel proprio cuore.
domenica 13 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/33.
Ma perché, esattamente, i lavoratori diventeranno esasperati?
Non solo per lo sfruttamento, ma anche per due altri motivi:
A) I lavoratori producono un valore, parte di questo serve loro per vivere, ma una buona parte è in più, è un plus, e questo plus finisce nelle mani dei padroni.
B) Marx lo chiama il plus valore.
C) I lavoratori hanno diritto a dividersi anche quel plus valore, dice Marx, e quindi inevitabilmente si solleveranno per impossessarsene.
Marx definisce saggio di sfruttamento il rapporto tra profitto (plusvalore) e salari pagati ai lavoratori.
B) Ma questo plus valore può essere prodotto ovviamente solo da lavoratori in carne e ossa (lavoro vivo), osserva Marx.
Perché?
Perché il plus valore per essere un valore deve poi essere venduto, per far incassare un profitto.
Quindi ci devono essere stipendiati vivi che lo comprano.
Ma a quel tempo, fine ’800, i capitalisti stavano sempre più sostituendo il lavoro vivo con le macchine (lavoro morto).
Quindi Marx predisse che le macchine non avrebbero potuto produrre il plus valore, ma non perché fisicamente non potessero, ma solo perché, come detto, il plus valore è tale solo se alla fine qualcuno lo compra.
Quindi se sono i lavoratori stipendiati a produrlo va bene, perché poi lo comprano, ma se sono le macchine no, perché le macchine non vanno a fare la spesa.
Quindi il plus valore prodotto dalle macchine praticamente non ha valore, rimane invenduto (con sempre meno lavoratori stipendiati che lo comprerebbero), e così i capitalisti perdono capitali.
Ma se i capitalisti, che usano sempre più macchine, perdono capitali, finiscono per fallire e l’economia piomba nel baratro.
A quel punto i lavoratori diranno basta! e si solleveranno.
Marx è più complesso degli altri economisti, e quindi lo facciamo in due parti.
Etichette:
bene,
capitalisti,
lavoratori,
padroni,
profitto,
sfruttamento,
stipendiati,
valore
martedì 29 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA – L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Le prime comunità cristiane
stavano insieme e condividevano ogni cosa.
Gli apostoli asserivano che
non c'era comunità cristiana senza conoscenza e predicazione di Cristo.
Tutti si consideravano
uguali e quindi si scambiavano ogni cosa.
Non bastava ritrovarsi la
sola domenica per reputarsi cristiani ma dovevano essere una comunità-famiglia
per l'intera settimana.
Il mio pensiero?
Il bene comune in quanto
insieme delle condizioni della vita sociale che ci permettono a tutti, sia
gruppi che singoli, di raggiungerla loro personale perfezione pienamente è, secondo
me, fondamentale per vivere serenamente con se stessi e con gli altri.
La religione infatti
dovrebbe aiutare l'uomo a rispondere alle domande fondamentali della sua vita e
quindi serve per collaborare al bene comune.
Infine penso che il bene
comune è necessario soprattutto per la solidarietà verso il prossimo.
Nel piano economico?
Maggiore sincerità,
trasparenza, mettere a disposizione di chi non ha nulla la possibilità di
vivere, no l'economia attuale non rispecchia il vangelo, assolutamente no.
venerdì 18 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA
CONDIVISA – BONTA’ – VERITA’
Proverbi
3:1-3. (1) Figliuol mio, non dimenticare il mio insegnamento, e il tuo cuore
osservi i miei comandamenti, (2) perché ti procureranno lunghi giorni, anni di
vita e di prosperità. (3) Bontà e verità non ti abbandonino; legatele al collo,
scrivile sulla tavola del tuo cuore; …
Spesso si
parla di trasparenza, ma cosa è la trasparenza?
Non
occultare la verità è trasparenza, il cristiano deve agire in verità è bontà.
La verità e
la bontà sono elementi essenziali nel progetto DELL’ECONOMIA CONDIVISA.
-----------------------------
FRATELLANZA
– DIRITTO PUBBLICO – BENE COMUNE
ISAIA 1:17.
Imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l’oppresso, fate
ragione all’orfano, difendete la causa della vedova.
Gesù disse:
voi tutti siete fratelli.
Il concetto
della fratellanza e del bene comune risale a circa III secoli a.C. dove alcuni
studiosi della Vecchio Testamento hanno ravvisato la necessità di creare una
comunità in cui si prativa la condivisione del bene comune.
In quella
comunità vi era la partecipazione diretta dell’individuo nella produzione e
ripartizione del bene.
Il diritto
pubblico s’ispira ai principi della fratellanza e del bene comune.
NEL PROGETTO
DELL’ECONOMIA CONDIVISA DETTI PRINCIPI SONO FONDAMENTALI.
Etichette:
bene,
bontà,
fratellanza,
giustizia,
partecipazione,
produzione,
prosperità,
trasparenza,
vedova,
verità
venerdì 11 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Per avere delle innovazioni
sociali occorre pianificare la vita con cura altrimenti non si avrà alcun
cambiamento in positivo.
L’obiettivo del piano deve
essere universale e deve tener presente l’ordine permanente delle cose
naturali.
Il tentativo di imporre a
tutti i metodi di vita standardizzati allo scopo di piazzare i prodotti delle
fabbriche centralizzate e schiacciare l’espressione dell’individualità non sarà
positivo per lo sviluppo collettivo.
Le attività produttive
locali hanno bisogno di operatori che sappiano organizzare il lavoro in modo da
rendere la vita possibile a tutte le persone della zona.
La pianificazione implica
anche la formulazione di una norma che tenga conto dei principi morali, etici,
e lavorare in quella direzione per il bene comune.
Se la norma è buona la si
giudicherà dagli effetti positivi per la collettività.
Detta norma deve ispirarsi
al principi dell’economia condivisa nel rispetto dei dettati biblici.
Etichette:
bene,
collettività,
comune,
etica,
fabbriche,
individualità,
innovazioni,
morale,
operatori,
pianificazione,
sviluppo,
universale
mercoledì 2 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
La guerra di tutti contro tutti (Bellum Omnium contro omnes) - il concetto
di filosofia sociale di Thomas Hobbes che descrive lo stato naturale della
società prima di entrare nel "contratto sociale " e la formazione
dello stato. Per giustificare la sua idea lui usa le immagini di uno
"stato naturale" cosiddetto delle cose, quando tutti gli uomini sono
uguali , e ciascuno guidato da loro bisogni e interessi .
L'uomo è egoista , è dotato di forti passioni, abbia sete di gloria, di
potere, di ricchezza, del godere.
Il principio del suo comportamento è molto semplice : una persona tende a
ottenere i maggiori benefici ed evitare la sofferenza .
La libertà umana: ogni individuo ha il diritto di fare qualsiasi cosa,
anche il diritto di uccidere un'altra persona.
Questo porti a conflitti continui, impossibilità di fornire il bene
pubblico, difficile salvarsi dal male .
Quindi c'è una guerra di tutti contro tutti.
martedì 1 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Lavoro e retribuzione in natura.
Il lavoro nella natura
consiste nello sforzo messo in essere dai vari fattori che cooperano e
completano il ciclo naturale della vita.
Se questo ciclo viene spezzato allora interviene la violenza,
il progresso è bloccato, si finisce nella distruzione e nello spreco.
L’interesse di tutti e di ciascuno è l’autopreservazione che
richiede una completa nonviolenza, la cooperazione e sottomissione alle vie
della Natura, se si vuole mantenere la permanenza del ciclo della vita.
La Natura assicura la cooperazione di tutte le unità che
concorrono al ciclo della vita; ognuna lavora per se stessa ma nel processo
aiuta le altre unità a compiere il proprio ciclo di vita.
Tutte le parti sono legate in una causa comune per
determinare la permanenza della Natura.
Nulla esiste da solo, ma vi è una continua interazione dei
vari fattori che compongono il sistema.
Quando tutti lavorano in armonia e non esplode la violenza,
abbiamo un’economia di permanenza.
L’economia di permanenza è anche l’economia del bene comune
che a sua volta all’economia della condivisione per il bene di tutti e non solo per alcuni; occorre l’armonia nel lavoro
per crescere e vivere dignitosamente.
Non ci può essere condivisione se non c’è armonia nel lavoro
che produce il bene per il regolare ciclo della vita.
Armonia significa anche rispetto per il prossimo, pace, non
violenza a 360°.
Questo si può raggiungere se il cuore naturale dell’uomo viene
trasformato in modo tale che al posto dell’egoismo si ha l’amore per il
prossimo secondo gli insegnamenti di Gesù.
Etichette:
armonia,
bene,
ciclo,
cooperazione,
Gesù,
insegnamenti,
lavoro,
natura,
permanenza,
retribuzione,
violenza,
vita
mercoledì 26 marzo 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA - ECONOMIA DELL’IMPRESA
Una lettrice scrive:
Ho letto più volte il tuo post, ma non ho capito bene
il passaggio che dice "può ingenerare violenza".
Sembra che la violenza dipenda solo dal modo di
concepire il lavoro.
Io penso che la violenza umana sia ben più a monte.
La violenza può essere scatenata dall'odio, dalla
rabbia, dall'invidia, dalla frustrazione e da tanti altre cause.
Solo chi fa un grosso lavoro su di se e si educa alla
scuola dell'amore può imparare a far emergere il bene sul male.
Quindi anche chi si trova in condizioni
"avvantaggiate" e vive in comunità che applicano la regola del
Vangelo, non è esente dall'essere tentato.
Quello che è interessante è l'avere intorno persone
che ti amano, accettano i tuoi limiti e che ti fanno vivere l'esperienza del perdono.
Chi è perdonato impara a perdonare e chi è amato impara ad amare.
Solo così penso possa crescere un modo di concepire il
lavoro a misura d'uomo, ma mai dimenticarsi che siamo stati creati col libero
arbitrio.
Grazie per lo spunto di riflessione che ci hai
offerto.
Buona serata,
--------------
Concordo con te, ma la mia è una considerazione che
riguarda la conflittualità salariare nell'ambito del lavoro.
E' ovvio che la causa scatenante la violenza può avere
diversissime motivazioni.
Potremmo scrivere dei libri in merito.
Grazie di cuore per la tua riflessione.
Buona serata a te.
Iscriviti a:
Post (Atom)



.jpg)



