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giovedì 25 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Di Argentino Quintavalle:



IL PIANO MARSHALL
Questo nome deriva dal discorso pronunciato il 5 giugno 1947 dall’ex generale e poi segretario degli Stati Uniti George Marshall, il quale propose una soluzione per alleviare la situazione economica e sociale in cui si trovavano gli europei dopo la seconda guerra mondiale: in virtù di questo programma, gli Stati Uniti avrebbero fornito degli aiuti umanitari per scongiurare la fame nelle più importanti zone di guerra, ricostituito il prima possibile le zone devastate e invitato i Paesi europei a prendere parte a un progetto cooperativo di ricostruzione economica.
Quello che generalmente si tende ad ammettere meno è che il "Piano" conteneva degli obblighi.
Gli Stati Uniti pretesero esplicitamente che si liberalizzasse il commercio e si incrementasse la produttività, in modo da garantire l’americanizzazione dell’Europa, di conseguenza, le élite politiche ed economiche si legarono ai loro omologhi statunitensi, affinché non avvenisse alcun cambiamento economico o politico significativo senza che gli Stati Uniti dessero la loro approvazione.

 Negli anni 1948-1951, periodo durante il quale il Piano Marshall rimase formalmente attivo, il Congresso si appropriò di 13.300 milioni di dollari, a titolo di aiuto umanitario per sedici Stati dell’Europa occidentale, che insieme formavano una popolazione di duecentosettanta milioni di persone.
Questo denaro fu utilizzato per accaparrarsi, a un prezzo estremamente economico, l’industria e la classe operaia europee.
«Questo esercizio di generosità internazionale senza precedenti, che Churchill definì "l’azione più sordida della storia", servì direttamente i fini economici delle imprese statunitensi di livello internazionale che l’avevano promosso» (Mike Peters, Bildenberg Group and the project of european unification)


venerdì 5 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA




IL CRISTIANO - L’ECONOMIA CONDIVISA. 
NELLA BIBBIA SI LEGGE:
 “POICHE’ NON V’ERA ALCUN BISOGNOSO FRA LORO” (ATTI 4:34).
“NONDIMENO, NON VI SARA’ ALCUN BISOGNOSO TRA VOI” (DEUTERONOMIO 15:4)

Nei due passaggi biblici si ribadisce il medesimo concetto in tempi  distanziati da millenni.
Questo dimostra che detto pensiero è stabile nei tempi biblici per l’uomo che ama e teme Dio.
Lo stesso pensiero deve essere una guida costante per il cristiano odierno.
Dalle considerazioni di cui sopra scaturisce il progetto DELL’ECONOMIA CONDIVISA.
L’obiettivo è il medesimo, ma per raggiungerlo occorre che nell’uomo vi sia la coscienza del principio della fraternità, il rispetto per il prossimo.
Con questa iniziativa si vuole dare una risposta ai vari bisogni che affliggono questa generazione, in particolare nel mondo del lavoro.
--------------------
Grazie, buona giornata anche a te.
L'uomo nella parola di Dio ( la bibbia) ha tutto quello che gli serve per vivere bene, ma pur potendo scegliere il bene non sceglie il bene.
L'uomo che ama Dio ed è' fedele alla parola di Dio è completo in se, non ha bisogno di regole umane, tratta le cose e le persone come creature di Dio perché ' il suo unico scopo è piacere a Dio...purtroppo se nel mondo c'è tanta fame e tanta sofferenza è perché la maggioranza dell'umanità non ama e non conosce Dio. 
Dio ti benedica

lunedì 28 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAUna lettrice scrive:





Il pane che buttate è dell’affamato; le vesti che mettete via sono dell’ignudo; e il denaro che sperperate nei vostri piaceri è redenzione e libertà del povero. Per capire certe affermazioni io credo che dobbiamo provare cosa significhi avere fame, avere freddo, avere sete e non poter dormire in un letto caldo e sotto ad un tetto. Beato l’uomo che ha cura del debole: nel giorno della sventura il Signore lo libera.Quest’affermazione che apre il salmo 41 è una sintesi del senso e del valore di quella che tradizionalmente si chiama la “carità”. 

Questa è da intendere bene: non è beneficenza che piove dall’alto, ma partecipazione all’amore gratuito e solidale con cui Dio ci ama, e soprattutto ama i poveri, gli infelici e gli ammalati, al punto da identificarsi con loro.Cerchiamo modelli da seguire, persone da imitare ma nessuno pensa a seguire ed imitare Gesù. Abbiamo tanto da dare se solo aprissimo il nostro cuore e la nostra generosità verso coloro che soffrono. Impariamo ad immedesimarci in coloro che soffrono per la solitudine e per l'indifferenza ( l'indifferenza uccide..ecc ) di quelli che pensano di essere ricchi, ma che in realtà sono molto poveri. Date e vi sarà dato...così ci consiglia il Signore e noi, in grande o piccolo siamo chiamati tutti a farlo...Dicendo di vivere come Dio vuole, santamente e mettendo in pratica la sua Parola che da vita e grazia,  concludo con questi versi bellissimi, che sono una promessa per noi:"Beato l’uomo che ha cura del debole:  nel giorno della sventura il Signore lo libera. Il Signore veglierà su di lui,  lo farà vivere beato sulla terra.

Luisa Lauretta.

domenica 20 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA 
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/49.
 


I media penetrano con forza nelle case, nelle scuole, nelle aziende, con slogan e messaggi prefabbricati.
Vediamo dilagare quella acquiescenza che caratterizza lo spettatore, o il paziente.
Aumenta rapidamente la standardizzazione del comportamento umano.
È dunque chiaro che ci si trova davanti a una scelta cruciale: essere semplici numeri nella folla condizionata e sospinta verso una sempre maggiore dipendenza (ed essere così costretti a feroci lotte per strappare la propria razione di droga), o trovare quel coraggio che è l’unica possibilità di salvezza in una situazione di panico: il coraggio di restare fermi e di guardarsi attorno alla ricerca di una via di scampo diversa da quella su cui tutti si precipitano perché qualcuno vi ha scritto sopra «uscita». 

Molti però, quando si dice loro che si trovano tutti dinanzi alla stessa scelta di fondo, non solo si infastidiscono, ma si indignano.
Non riescono a scorgere l’identica degradazione che sta sotto la fame del povero, la nevrosi dell’operaio in catena di montaggio, e la corruzione del politico.

giovedì 17 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/46.
 


RIFLESSIONI: Il nostro mondo moderno sta vivendo in un potere economico estremo.
Ci sono popoli avanzati tecnologicamente e altri che soffrono di privazioni.
Non a caso nella società odierna abbiamo toccato gli estremi storici della povertà e della ricchezza.
In Ezechiele 18, sono elencate le caratteristiche di un uomo giusto. 

Esse includono: "se non opprime alcuno, se rende al debitore il suo pegno, se non commette rapine, se dà il suo pane a chi ha fame e copre di vesti l’ignudo, se non presta a interesse, se ritrae la sua mano dall’iniquità e giudica secondo verità tra uomo e uomo…" (Ezech.18:7,8).
Sal.15:5 "non dà il suo danaro ad usura, né accetta presenti a danno dell'innocente.
Chi fa queste cose non sarà mai smosso".
Neh.5:7-13 "E, dopo matura riflessione, ripresi aspramente i notabili e i magistrati, e dissi loro: Come! voi prestate su pegno ai vostri fratelli?
E convocai contro di loro una grande raunanza, e dissi loro: Noi secondo la nostra possibilità, abbiamo riscattato i nostri fratelli Giudei che si erano venduti ai pagani; e voi stessi vendereste i vostri fratelli, ed essi si venderebbero a noi!
Allora quelli si tacquero, e non seppero che rispondere.
 Io dissi pure: Quello che voi fate non è ben fatto.
Non dovreste voi camminare nel timore del nostro Dio per non essere oltraggiati dai pagani nostri nemici?
Anch'io e i miei fratelli e i miei servi abbiamo dato loro in prestito danaro e grano.
Vi prego, condoniamo loro questo debito.
Rendete loro oggi i loro campi, le loro vigne, i loro uliveti e le loro case, e la centesima del danaro, del grano, del vino e dell'olio, che avete esatto da loro come interesse.
Quelli risposero: Restituiremo tutto, e non domanderemo più nulla da loro; faremo come tu dici.
Allora chiamai i sacerdoti, e in loro presenza li feci giurare che avrebbero mantenuta la promessa.
Io scossi inoltre il mio mantello, e dissi: Così scuota Iddio dalla sua casa e dai suoi beni chiunque non avrà mantenuto questa promessa, e così sia egli scosso e resti senza nulla!
E tutta la raunanza disse: Amen!".


mercoledì 9 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA


PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA


RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 


DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:



Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri.» (Gv. 15,12-17) « Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti.» (Matteo 7,12) Nel Vangelo di Matteo sono presenti inoltre altri richiami al tema, dell'amore per il prossimo.
«Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo.
Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.
Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito?
E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.» (Matteo 25,34-40).
Caratteristica dell'insegnamento di Gesù inoltre è la richiesta di amare anche i propri nemici. «Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello...... (Matteo 5,38-48). «Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano.
A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica.

Da' a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo..... Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché egli è benevolo verso gl'ingrati e i malvagi.

sabato 5 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

Lettore/lettrice scrive:




Ho letto di recente che oltre 30 mila bambini ogni giorno muoiono

 di fame ( 10 milioni all' anno!) per l' indifferenza di chi come noi 

può permettersi di sprecare di tutto.


Ma ci pensate?


Nel 2014, dove si viaggia su internet, si usano telefonini che sanno 

fare di tutto, si muore ancora di fame...


Un'assurdità o una vergogna?



I nostri figli aprono i frigoriferi e possono scegliere dal dolce al

 salato, dal salume al latticino, e dall'altra parte del mondo piccoli 

innocenti patiscono la fame.

Solo chi ha provato la fame, la nera fame, come si definiva una 

volta, sa benissimo che anche un pezzo di pane duro poteva 

calmare i brontolii dello stomaco.

Mio papà mi raccontava che durante la guerra, lui un bambino, 

andava a rubare nelle campagne quello che trovava; patate, carote, 

cavoli....una vita fatta di stenti e di sofferenze.


Oggi, grazie a Dio, ci sono tante organizzazioni nazionali ed


 internazionali che propongono aiuti umanitari che spesso sfociano, 

però, nel puro assistenzialismo.


Ma si potrebbe fare di più.

Un'organizzazione umanitaria sotto un'ottica Cristiana, mette in 

primo piano l' Amore per Dio e per il prossimo.


Aiuta i bisognosi e le loro famiglie risolvendo prima i loro problemi 


interiori e poi i problemi fisici

.
Gesù sfamò con pochi pani e pochi pesci migliaia di persone e noi?

Potremmo fare molto di più, anche solo dando una piccolissima 


parte del nostro.

Tu ed io siamo uno strumento  nelle mani di Dio tutte le volte che 

diamo a Dio la nostra disponibilità.

Dio si può servire di chiunque per aiutarci e per aiutare gli altri, 

cosa cerca?


Un cuore disponibile, una vita disposta a cambiare i propri piani di 

una giornata per stravolgere un'altra vita, essere benedetti per 

benedire!

Se siamo su questa terra non è soltanto per vivere fine a noi stessi, 

questa società è malata, ha bisogno del mio e del tuo contributo.


 Sei all'altezza, non ti sminuire, ognuno di noi è stato creato con un 

fine, ognuno di noi può e deve amare; l'amore non è un opzional 


del 

cristiano, per la Parola è un segno di riconoscimento....che porta 

gioia, serenità, che si prende cura del prossimo, in un'attitudine di 

condivisione, aborrendo l'egoismo.

E' scritto in Giovanni:"Da questo conosceranno tutti che voi siete 

miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri."

Ma davvero potranno dire questo di noi le persone che non 

conoscono Gesù?


A te la risposta...Dio ti benedica Luisa Lauretta.

giovedì 3 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO


ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:


Ci sono parole che Gesù ha detto ai suoi discepoli e quindi a noi.
Cosa avranno capito i suoi discepoli?
Cosa abbiamo capito noi?
Il contesto è quello dell'Ultima Cena, fa parte dei discorsi d'addio, un momento particolare, i discepoli cominciano ad essere tristi, a non capire cosa sta succedendo.
Cosa voleva dire Gesù dicendo: "Molte cose ho ancora da dirvi".
Quali cose Gesù non hai detto?
Quali cose non siamo capaci di portare perchè troppo pesanti?
E' facile pensare che sulla Croce Gesù dirà tutto ciò che doveva dire: la sua ultima Parola, è sulla Croce, la sua ultima parola è Lui Crocifisso.
Sappiamo che sulla croce Gesù dirà 7 parole: "Dio mio, Dio mio perchè mi hai abbandonato?
Ho sete.
Figlio, ecco tua Madre, Madre, ecco tuo Figlio; Padre, perdonali perchè non sanno quello che fanno, Oggi stesso sarai con me in paradiso... e terminerà dicendo: "Tutto è compiuto".
Allora lì sulla Croce egli termina di dirci tutto ciò che doveva dirci, lì sulla croce, assume tutto il peso del nostro peccato, lì sulla croce ci dona lo Spirito che ci rivelerà la verità tutta intera, lì sulla Croce in Giovanni e Maria si compie l'Umanità nuova, la prima cellula di Chiesa, il futuro dell'umanità.
E' bello restare in contemplazione di questa Parola e chiedere allo Spirito che ce la riveli.
Appartenere allora a Cristo vuol dire infatti essere "membro" di lui.
Equivale ad immedesimarsi, a far propri tutti gli aspetti e le prerogative esistenziali che lui ci propone.
E questo anche nella comunione della comunità che vive nel suo nome la solidarietà e l'unità della fede, della speranza e della carità.
E qui viene il difficile specialmente nella vita di tutti i giorni: riusciamo noi ad essere parte di Gesù nella Comunità?
Secondo uno slogan da considerarsi ancora recente, si direbbe oggigiorno "Cristo sì, Chiesa no".
La Chiesa viene tacciata di oscurantismo e di antimodernismo, di classismo.
Anche all'interno del mondo credente ci si ostina a rifiutare con tutti i mezzi le disposizioni e gli insegnamenti, trovando spesso infondati pretesti per mettere in discussione ogni insegnamento biblico.
Eppure Dio si è rivelato non solamente all'uomo singolo, ma ad un'intera comunità.
Cristo ha garantito la sua presenza nell'organico di una Comunità nella quale si è chiamati a vivere un solo Signore, una sola fede, un solo Battesimo per godere di un solo Dio Padre di tutti (Ef 4, 4 e ss) ed è improponibile che ciascuno possa costruirsi un cristianesimo a suo e consumo.  

domenica 29 giugno 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:


Riflessione sulla condivisione.
 Luca 9, 10-17:   <<Congeda la folla, perché vada nei villaggi e nelle campagne dintorno per alloggiare e trovar cibo, poiché qui siamo in una zona deserta>>.
[13]Gesù disse loro: <<Dategli voi stessi da mangiare>>. Ma essi risposero: <<Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente>>.
[14]C'erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai discepoli: <<Fateli sedere per gruppi di cinquanta>>.
Il Signore Gesù si accorge dello stato d’animo di questa povera gente e “ne provò compassione”; cioè provò una tenerezza ed un affetto tali che gli toccarono le viscere.
Perché la gente era “stanca, sfiduciata come pecore senza pastore” (Mt 9, 36). 
Gesù prende l’iniziativa: “si prende cura di loro” e li guarisce, compiendo ciò che disse, riguardo a Dio, il profeta Ezechiele: “Andrò in cerca della pecora smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata”(34, 16).
Dall’insieme si capisce che il deserto fiorisce di cose belle, cariche di grande umanità: Gesù è colui che fa tutto ciò.
Però i discepoli si accorgono che questi gesti non sono sufficienti: la gente ha fame, ormai è sera ed il luogo in cui si trovano è deserto.
Sembra che lascino intendere che ormai, umanamente parlando, la situazione è così critica che è quasi impossibile tenere in vita tanta gente affamata.
Si può solo tentare di “mandarli via, nei villaggi che sorgono ai margini del deserto”; si può “licenziarli” o “congedarli”.
Con questo si vede che gli apostoli intendono che Gesù rompa il legame che ha con quella gente, rompa il patto che lo lega ad essa.
 Il legame sponsale rischia di spezzarsi per un valido motivo: il bisogno materiale di cibo, la gente pensa Gesù, non può soddisfare la grande necessità.
A questo punto, gli apostoli pensano che ognuno deve arrangiarsi da solo.
Ma il Signore  la pensa diversamente: “Non occorre che vadano”: Cioè, non è necessario, spezzare il legame che lo lega alla folla, anche di fronte ad una realtà che sembra insormontabile.
E aggiunge: “Date loro voi stessi da mangiare”.
E’ come se dicesse: voi avete il cibo di cui la gente necessita e non ve ne accorgete.
Con un po’ di buona volontà si può risolvere il problema senza fare drammi.
Gli apostoli intendono collaborare subito con Gesù, entrano nella sua ottica e dicono: “Abbiamo qui cinque pani e due pesci”.
Forse si può fare qualcosa, pensano, per questa gente affamata, ma solo attraverso Gesù: lui solo può operare il passaggio dall’impossibile al possibile.
Egli, infatti, dice ai dodici: “Portatemeli qua”.
La situazione drammatica non si può solo affrontare in maniera drastica: ognuno pensi per sé; ma anche in altre forme.
A questo punto si apre uno scenario.
Non solo l’impossibile diventa possibile attraverso Gesù, ma si va al di là di ogni aspettativa.
Il legame di Gesù con il popolo si rinsalda anziché spezzarsi e diventa festa, pranzo nuziale.
La scena è così diversa da come si prospettava che non si rendono conto (o meglio, lo fanno appositamente) quando marcano il fatto che Gesù dice: Fateli sedere sull’erba”.
 E il deserto cui poco prima si accennava; e l’ora tarda, dove sono andati a finire?
E’ chiaro che  il miracolo operato da Gesù nel deserto è come l’anticipazione della cena  che essi celebrano nel Giorno del Signore, facendo memoria di lui, di quel fatto del passato.
In quest’ottica, veramente il deserto si rallegra e la terra arida esulta e fiorisce: il Signore viene a salvarci! (Is 35, 1-4)
Gesù mostra ai discepoli come ci sia un’altra strada da percorrere senza arrivare alle divisioni nei casi di così estrema necessità, come la mancanza di cibo.
La strada è la seguente: la condivisione.
 Condividere il poco che si possiede, cinque pani e due pesci, con chi non ne ha.
Questo sistema rende più amabile e tollerabile anche la vita più dura che sembra senza vie d’uscita.  “prese i pani”, “pronunciò la benedizione”, “spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla”.
Gesù dà inizio ad un nuovo modo di vivere: inizia a celebrare la cena, che si ripete dopo di lui, in seguito di un suo ordine, ogni giorno nel mondo intero.
La cena ha il suo centro nel verbo “dare”: Gesù prende dalle mani dei discepoli i cinque pani, li riconsegna loro “spezzati” , divisi, anzi, “condivisi”, e i discepoli a loro volta danno i pani diventati già molti, alla gente che a sua volta li “divide con” gli altri.
E’ il miracolo della condivisione che permette di superare il dramma della mancanza di cibo e che, in più, fa diventare gli uomini fratelli tra loro.
Tutto dipende dalla mano: se essa è chiusa e non dona, è la fame; se essa è aperta e fa parte di ciò che possiede, è la sazietà, è la festa.
Il miracolo della condivisione dei pani operato da Gesù nel deserto, in un luogo dove il cuore umano normalmente diventa più avido ed egoista; viene considerato  come lo sfondo, il punto di partenza per il miracolo della cena che ormai si ripete per  ogni giorno del Signore.
La cena celebrata con “un cuor solo ed un’anima sola”; è il superamento delle varie povertà, quando i primi cristiani “mettono tutto in comune così che tra loro non c’è più alcun bisognoso” (Atti 2, 42; 4, 32. 34).
Per questo motivo il racconto del miracolo diventa necessariamente un miscuglio tra il presente e il passato.
 I discepoli stando con Gesù hanno imparato che facendo dono di quello che si ha “si può mangiare e saziarsi” ed essere fratelli.
Il dare non è una perdita, ma un guadagno.
Il condividere sazia così tanto che da quanto si ha condiviso si può anche raccogliere degli avanzi: dodici ceste; dodici, cioè tante quante sono le tribù d’Israele, quindi bastanti per tutto il popolo; e quanti sono i mesi dell’anno; cioè, condividendo, ci sarà sempre del cibo e per tutti.
I presenti erano tanti (cinquemila)  (Atti 4, 4); aggiunge inoltre: “senza contare le donne e i bambini”.
Con questo, si vuol mettere i relazione il miracolo presente con quanto accadde nel deserto al popolo ebreo guidato da Mosé (Esodo 12, 37).

Il popolo con Mosé gustò la manna, mangiò le quaglie come cibo divino; con Gesù, la gente imparò a non dividersi, a non sparpagliarsi per i villaggi per poter sopravvivere, ma a farsi dono a vicenda di quanto aveva: con questo sistema si mangia a sazietà e se ne avanza per ogni evenienza.

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
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PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:


Perché ci sono milioni di profughi e persone senza tetto, misere e affamate?
Dio non potrebbe cambiare tutto questo?
Certamente: " Ecco il braccio dell'Eterno non è troppo corto per salvare" La Parola di Dio ci dà la risposta: Le vostre iniquità hanno posto una barriera fra voi e il vostro Dio; sono i vostri peccati quelli che hanno fatto si ch'egli nasconda la sua faccia da voi, per non darvi più ascolto.
Il peccato allontana l'uomo da Dio.

Ecco perché l'umanità si trova bisognosa anche economicamente, ma soprattutto spiritualmente.

martedì 22 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
Lettore/lettrice scrive:
Ho letto di recente che oltre 30 mila bambini ogni giorno muoiono di fame ( 10 milioni all' anno!) per l' indifferenza di chi come noi può permettersi di sprecare di tutto.
Ma ci pensate?
Nel 2014, dove si viaggia su internet, si usano telefonini che sanno fare di tutto, si muore ancora di fame...
Un'assurdità o una vergogna?
I nostri figli aprono i frigoriferi e possono scegliere dal dolce al salato, dal salume al latticino, e dall'altra parte del mondo piccoli innocenti patiscono la fame.
Solo chi ha provato la fame, la nera fame, come si definiva una volta, sa benissimo che anche un pezzo di pane duro poteva calmare i brontolii dello stomaco.
Mio papà mi raccontava che durante la guerra, lui un bambino, andava a rubare nelle campagne quello che trovava; patate, carote, cavoli....una vita fatta di stenti e di sofferenze.
Oggi, grazie a Dio, ci sono tante organizzazioni nazionali ed internazionali che propongono aiuti umanitari che spesso sfociano, però, nel puro assistenzialismo.
Ma si potrebbe fare di più.
Un'organizzazione umanitaria sotto un'ottica Cristiana, mette in primo piano l' Amore per Dio e per il prossimo.
Aiuta i bisognosi e le loro famiglie risolvendo prima i loro problemi interiori e poi i problemi fisici.
Gesù sfamò con pochi pani e pochi pesci migliaia di persone e noi?
Potremmo fare molto di più, anche solo dando una piccolissima parte del nostro.
Tu ed io siamo uno strumento nelle mani di Dio tutte le volte che diamo a Dio la nostra disponibilità.
Dio si può servire di chiunque per aiutarci e per aiutare gli altri, cosa cerca?
Un cuore disponibile, una vita disposta a cambiare i propri piani di una giornata per stravolgere un'altra vita, essere benedetti per benedire!
Se siamo su questa terra non è soltanto per vivere fine a noi stessi, questa società è malata, ha bisogno del mio e del tuo contributo. Sei all'altezza, non ti sminuire, ognuno di noi è stato creato con un fine, ognuno di noi può e deve amare; l'amore non è un opzional del cristiano, per la Parola è un segno di riconoscimento....che porta gioia, serenità, che si prende cura del prossimo, in un'attitudine di condivisione, aborrendo l'egoismo.
E' scritto in Giovanni:"Da questo conosceranno tutti che voi siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri."
Ma davvero potranno dire questo di noi le persone che non conoscono Gesù?

A te la risposta...Dio ti benedica Luisa Lauretta.

venerdì 18 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA


IL CRISTIANO - L’ECONOMIA CONDIVISA.
NELLA BIBBIA SI LEGGE:
 “POICHE’ NON V’ERA ALCUN BISOGNOSO FRA LORO” (ATTI 4:34).
“NONDIMENO, NON VI SARA’ ALCUN BISOGNOSO TRA VOI” (DEUTERONOMIO 15:4)

Nei due passaggi biblici si ribadisce il medesimo concetto in tempi  distanziati da millenni.
Questo dimostra che detto pensiero è stabile nei tempi biblici per l’uomo che ama e teme Dio.
Lo stesso pensiero deve essere una guida costante per il cristiano odierno.
Dalle considerazioni di cui sopra scaturisce il progetto DELL’ECONOMIA CONDIVISA.
L’obiettivo è il medesimo, ma per raggiungerlo occorre che nell’uomo vi sia la coscienza del principio della fraternità, il rispetto per il prossimo.
Con questa iniziativa si vuole dare una risposta ai vari bisogni che affliggono questa generazione, in particolare nel mondo del lavoro.
--------------------
Grazie, buona giornata anche a te.
L'uomo nella parola di Dio ( la bibbia) ha tutto quello che gli serve per vivere bene, ma pur potendo scegliere il bene non sceglie il bene.
L'uomo che ama Dio ed è' fedele alla parola di Dio è completo in se, non ha bisogno di regole umane, tratta le cose e le persone come creature di Dio perché ' il suo unico scopo è piacere a Dio...purtroppo se nel mondo c'è tanta fame e tanta sofferenza è perché la maggioranza dell'umanità non ama e non conosce Dio.

Dio ti benedica