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lunedì 8 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:



RIFLESSIONI: Principi economici di Dio:1) Dio è il proprietario di tutto, le persone sono custodi e amministratori delle cose di Dio2) Ogni persona ha diritto alla terra (e/o alle risorse naturali)3) Sistema del Giubileo (la terra non può essere venduta in maniera permanente. Ritorna ai suoi proprietari originali dopo 49 anni. Le proprietà nelle città possono essere vendute permanentemente).4) Applicare un interesse è cosa malvagia (specialmente ai poveri o ai parenti)5) Cancellare i debiti ogni 7 anni6) Commerciare onestamente7 ) Pagare stipendi giusti8 ) Applicare tassazione equa9 ) Essere solidali e generosi con i poveri10) Essere indipendenti – non favorire la dipendenza11) Dare decime e offerte1) Dio è il proprietario di ogni cosa, le persone sono custodi e amministratori delle cose di DioSal.24:1 "All’Eterno appartiene la terra e tutto ciò che è in essa, il mondo e i suoi abitanti".Sal.50:10 "Perché mie sono tutte le bestie della foresta, mio è il bestiame che è per i monti a migliaia".Ag.2:8 "Mio è l’argento e mio è l’oro, dice l’Eterno degli eserciti".Gen.1:28 "E Dio li benedisse; e Dio disse loro: Crescete e moltiplicate e riempite la terra, e rendetevela soggetta, e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra".Perché questo è importante? Poiché Dio ha fatto ogni cosa e tutto il mondo gli appartiene. Tutti gli uomini hanno il diritto naturale di possedere almeno una porzione di terra e/o le risorse di Dio. Ciò fornirà loro un mezzo di sostentamento ed essere economicamente autosufficienti. Bisogna anche dare a ogni persona la possibilità di usare i loro talenti e competenze per il loro pieno potenziale. Nella realtà, molti non possono nemmeno andare a scuola anche se possono essere molto intelligenti. In questa maniera i talenti di milioni si sprecano e gli altri non potranno mai beneficiarne.

domenica 7 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAPROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISAUna rete aperta di informazione 

e


formazione



L’economista Kumarappa afferma:”L’economia della condivisione propone  l’autosufficienza, guadagnata col sacrificio del sé o tapasya. “Ciò non significa necessariamente sedersi sui chiodi o trafiggersi le guance. Nella vita di ogni giorno quando lasciamo cadere una voglia o ci assumiamo una limitazione per perseguire il principio della vita, accettiamo il sacrificio” (p. 44).La lettura di Kumarappa in un’epoca così incerta come la presente può dare “speranza e voglia di agire – scrive Altieri – per ripristinare i fondamenti di un’economia della ‘permanenza’ degli uomini sul pianeta terra, senza più violenze nei confronti degli esseri viventi” (p. 10). 

L’urgenza di attivarsi contro la guerra.

L’informazione e la formazione è alla base del progetto dell’economia condivisa, senza una adeguata formazione l’obiettivo non è raggiungibile.


venerdì 5 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive: 


speriamo che le vostre non siano solo parole.
Il timore è legittimo.
In questo caso i contadini sono maestri con il loro modo di pensare.
Prima pensano a procurarsi il campo, poi provvedono ad arare la terra, quindi a seminare e concimare.
La stagione termina con il raccolto, loro partecipano direttamente al processo produttivo.
Non aspettano che gli altri facciano qualcosa per la buona raccolta, si preoccupano in prima persona.

PER UNA ECONOMIA CONDIVISA E' FONDAMENTALE L'INTERVENTO DIRETTO; LA PARTECIPAZIONE E LA CONDIVISIONE E' A 360° 
NON SOLO PAROLE MA FATTI CONCRETI PER IL BENE COMUNE

giovedì 31 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:


Capire come funziona l’economia e chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ci permetterà di capire perché oggi le cose vanno in questa maniera disastrosa. Ci permetterà di capire i motivi della crisi economica e soprattutto perché l’economia è alla base della visione apocalittica della bestia che sale dalla terra, la quale faceva si che: "…nessuno potesse comprare o vendere se non chi avesse il marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome" (Apoc.13:17). C’è un chiaro riferimento economico in tutto questo.So che per molti di voi questo sarà un argomento completamente nuovo e per certi versi difficile, ma vi chiedo di seguirlo con attenzione, perché chi detiene il potere ha interesse che il popolo rimanga nell’ignoranza, e onestamente la maggioranza della popolazione conosce ben poco come funzionano i meccanismi economici, finanziari e monetari. Pertanto ho deciso di rispolverare i miei studi di Economia Politica per far conoscere come essa funziona e quali sono i diabolici ingranaggi in cui ci troviamo; «…ma il popolo di quelli che conoscono il loro Dio mostrerà fermezza e agirà» (Dan.11:32).«Nulla al mondo è più pericoloso di un'ignoranza sincera e una stupidità coscienziosa» (Martin Luther King).«Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza» (Dante Alighieri).



mercoledì 16 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA 


RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA


Argentino Quintavalle/43.



2) FORMAZIONE: aiutare i credenti a comprendere i principi della gestione cristiana.
Insegnare alla gente come pensare a quello che vogliono rispetto a quello di cui hanno veramente bisogno.
Insegnare alla gente il fatto che tutta la ricchezza viene dalla terra e dalle risorse della natura.
Pertanto, tutta la ricchezza deriva da Dio e deve essere utilizzata per la sua gloria.
Noi siamo solo amministratori.
3) PRO-INDIPENDENZA: aiutare le persone a diventare indipendenti.
4) CONDIVISIONE DEI PRINCIPI ECONOMICI BIBLICI: cercare di mostrare ai governanti la fonte dei problemi economici, in modo che possano fare qualcosa per riconoscere che tutti hanno il diritto di essere aiutati.
5) INCORAGGIARE LE IMPRESE CRISTIANE: investire in risorse umane senza sfruttare.
Gestire le proprie attività secondo principi cristiani.


L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA 
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/41.


Il giubileo non è una utopia.
Qualcuno si può chiedere che cosa accade a tutti quei miglioramenti, agli edifici costruiti, e alle aggiunte che erano fatte alla terra.
Anche questi venivano restituiti ai proprietari?
Ebbene, in questo caso ci doveva essere un risarcimento per gli eventuali miglioramenti apportati.
Tutto dipendeva dal contratto di vendita originale e ciò che era stato concordato all’inizio.
Per quanto riguarda l’annullamento dei debiti ogni sette anni, è naturale per la nostra cultura chiedersi: come si poteva evitare gli abusi di persone che chiedevano soldi in prestito ma che in realtà non ne avevano bisogno, arricchendosi pertanto indebitamente?
La gente doveva esser accorta.
Doveva conoscere e fidarsi di colui che chiedeva in prestito. 

Inoltre, il divieto era solo per il creditore di richiedere indietro il denaro, ma il debitore poteva ancora rimborsare il debito (come un dono).
Questa era certamente una pratica comune tra le persone oneste.


lunedì 7 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO


ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:


La. Volpe
Il padrone, ordina al suo operaio di partire in un paese tanto lontano, per prendere in possesso dei terreni da coltivare.
Il suo contadino prontamente partì senza domandare niente , arrivato a destinazione ,prese visione del primo lotto di terreno ,e incomincio a lavorare quella terra che era molto arida ,nel frattempo il suo padrone le mando degli aiuti ,braccia forte e grandi sostenitori .
Iniziarono a lavorare , in poco tempo ci furono i primi frutti, allora il servitore decise di incominciare a lavorare in un altro terreno , nel frattempo il suo Signore le mando altri operai per zappare la terra, passo un un po' di tempo e questo lotto di terreno porto altro frutto, e così andò avanti visionato i vari lotti di terreno ,si metteva a arare la terra insieme ai suoi collaboratori ,piantando ,facendo fruttare tutti i terreni che aveva comprato il suo padrone .
Ogni terreno che lui visionata veramente c'era da scoraggiassi ,erano terreni scoscesi ,pieni di massi ,ma lui non si lamentava mai,col sorriso cantando ,ogni giorno andava a lavorare facendola diventare vigneto ,e frutta di ogni genere.
Passarono tanti anni , il servitore avanti con gli anni non disse mai al suo patrone sono stanco, anzi diceva io starò qua finché lo vorrà ,quando mi chiamerà io mene andrò .
E così fu il suo padrone vide il lavoro che aveva fatto lo reputo eccellente lo chiamo a prendere la sua ricompensa .
Il racconto non finisce qui ,anzi da quando non ce più ,tante persone che invidiavano questo contadino ,perché dove metteva le mani tutto fioriva ,pensavano che tutto sarebbe finito,dicevano ora che lui non ce più non ci sarà più crescita , le vigne si seccheranno , ma non e così perché il patrone delle vigne prima che lo chiamasse a se,fece addestrare per bene i suoi aiutanti ,uomini forti instancabili ,pieni di entusiasmo ,anno continuato a lavorare la terra per come le aveva insegnato .
Così oggi la terra prospera sempre di più ,e sempre un crescente giorno per giorno .
Ma non e finito qui il racconto ,noi sappiamo che bisogna stare attenti alle piccole volpe sono loro che cercano di guastare la vigna ,girando a torno riescono sempre a raccogliere qualche chicco di uva ,certo si potrebbe pensare non fa niente per un chicco,ma non e così per il contadino ,non ne vuole perdere neanche un chicco perché a piantato col su torre ,e vuole raccogliere fino al l'ultimo chicco ,e intanto questa piccola volpe riesce a raccogliere uva ,certo uva che non si e saputa tenere al tralcio .
Intanto la volpe gira e avvelena altri chicchi , la volpe sa che deve fare i conti non con i contadini ,ma con il patrone .
Poi chiama le altre volpe per cercare di avere almeno un grappolo o due ,promettendo ,alle altre volpe tante cose che lui non possiede e non avrà mai .
Un giorno questa volpe si presento dai contadini dicendo io sono figlio del primo contadino che e venuto qua a zappare la vigna ,vorrei ,vorrei avere l'eredità di mio padre,giustamente i contadini si guardarono in faccia attoniti :dicendo noi non siamo i padroni della vigna ,e neanche tuo padre non Lo e stato mai ,certo lui e stato un buon maestro per noi ,ma non il patrone.
Rivolgiti al nostro patrone lui e il vero patrone della vigna ,allora lui ,stolto non fece altro che andò in torno alla vigna cercando di tirare a se più uva possibile strappando uva non matura , uva che non E attaccata al tralcio ,e avvelenando tutto quello che a potuto rubare ,non a messo le mani nell' aratro non a seminato non a dato Acqua alle piante ,e vuole raccogliere ,questa e la volpe .

Ora io dico ai contadini non abbiate paura loro anno fatto una scelta sono stati a tratti dalla volpe , ricordatevi dei sani principi niente pesticidi ,niente compromessi ,perché potremmo inserire altre volpi siate franchi arando la terra senza guardare nessuno in faccia .

sabato 28 giugno 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
CONCETTO DEL LAVORO
Genesi 3:19 mangerai il pane con il sudore del tuo volto, finché tu ritorni nella terra da cui fosti tratto; perché sei in polvere ritornerai.

Fin dalla creazione si parla di mangiare, di pane, di sudore come espressione del lavoro.
Quando si afferma: lavorare è un diritto ed un dovere di tutti non si afferma del tutto il vero.
Per qual che riguarda il diritto ci siamo, per il dovere non sempre è così e questo si evince dalla presenza dell'economia parassitaria che tende a distruggere tutto e tutti; immaginiamo una pianta aggredita dagli insetti parassiti, se non si adottano i dovuti accorgimenti la pianta è destinata a morire.
Il punto dolente è il sudore che non tutti sono disposti a condividere come dovere comune e di tutti.
Allora ecco che vengono fuori i furbi che dicono: sudore si ma per gli altri, qui casca l'asino.
L'economia parassitaria esiste in quanto esistono i furbi che vogliono si mangiare ma parlare di sudore no.
Il discorso è molto complesso e lungo in relazione al contenuto del verso citato.

SI VUOLE SOTTOLINEARE CHE IL PROGETTO DELL'ECONOMIA CONDIVISA POTRA' AVERE SUCCESSO SOLO E SOLTANTO SE SARANNO MESSI DA PARTE I FURBI (PARASSITI).

venerdì 2 maggio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

Povertà e condivisione/1
Quale deve essere oggi, alla luce del vangelo, il rapporto con i beni economici? 
La povertà evangelica non si esaurisce nel suo aspetto economico e sociale, ma evoca una dimensione più alta, quella dell’apertura e della fiducia in Dio, cioè la dimensione di fede.
E' necessario partire dalla rilevanza dell’aspetto socio-economico della povertà; in negativo si potrebbe dire che la povertà non è rifiuto del possesso dei beni.
Non lo è perché il cristianesimo non guarda con sospetto ai beni in se stessi, come fossero qualcosa di cattivo; i beni della terra sono frutto della creazione, sono dono di Dio all’umanità.
A tutta l’umanità, non solo a pochi: come diceva S. Ambrogio, se accumuliamo troppi beni e vediamo il povero in condizioni di miseria, non dobbiamo per gratuita disponibilità interiore fargli omaggio di ciò che ci avanza, ma semplicemente gli dobbiamo restituire ciò che gli abbiamo indebitamente sottratto; la terra è di tutti, non solo dei ricchi.
La povertà non è rifiuto dei beni economici, che vengono dati da Dio perché l’uomo li sfrutti per soddisfare attraverso di essi i propri bisogni e le proprie esigenze di crescita.
Non è però neppure possesso, nel senso esclusivo e totalizzante,  perché il possesso dilatato genera sperperazione ed ingiustizie,  dipendenza dalle ricchezze.
Povertà è dunque partecipazione, condivisione di beni, in quanto è finalizzata alla comunione tra le persone; i beni sono di tutti, secondo il principio della loro destinazione universale, che la chiesa richiamava già nel periodo patristico: ogni volta che ci si appropria di qualche bene della terra bisogna chiedersi quanto ciò sia giusto non solo rispetto alla soddisfazione dei nostri bisogni, ma anche nel rispetto dei bisogni di tutti gli altri.

Fiorella Patriarca

venerdì 25 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA – GLI ESSENI
CHI ERANO GLI ESSENI? – NUOVA SCOPERTA.
DI ARGENTINO QUINTAVALLE /12.

Capire come funziona l’economia e chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ci permetterà di capire perché oggi le cose vanno in questa maniera disastrosa.
Ci permetterà di capire i motivi della crisi economica e soprattutto perché l’economia è alla base della visione apocalittica della bestia che sale dalla terra, la quale faceva si che: "…nessuno potesse comprare o vendere se non chi avesse il marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome" (Apoc.13:17).
 C’è un chiaro riferimento economico in tutto questo.
So che per molti di voi questo sarà un argomento completamente nuovo e per certi versi difficile, ma vi chiedo di seguirlo con attenzione, perché chi detiene il potere ha interesse che il popolo rimanga nell’ignoranza, e onestamente la maggioranza della popolazione conosce ben poco come funzionano i meccanismi economici, finanziari e monetari.
Pertanto ho deciso di rispolverare i miei studi di Economia Politica per far conoscere come essa funziona e quali sono i diabolici ingranaggi in cui ci troviamo; «…ma il popolo di quelli che conoscono il loro Dio mostrerà fermezza e agirà» (Dan.11:32).
«Nulla al mondo è più pericoloso di un'ignoranza sincera e una stupidità coscienziosa» (Martin Luther King).

«Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza» (Dante Alighieri).

martedì 22 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
Lettore/lettrice scrive:
Ho letto di recente che oltre 30 mila bambini ogni giorno muoiono di fame ( 10 milioni all' anno!) per l' indifferenza di chi come noi può permettersi di sprecare di tutto.
Ma ci pensate?
Nel 2014, dove si viaggia su internet, si usano telefonini che sanno fare di tutto, si muore ancora di fame...
Un'assurdità o una vergogna?
I nostri figli aprono i frigoriferi e possono scegliere dal dolce al salato, dal salume al latticino, e dall'altra parte del mondo piccoli innocenti patiscono la fame.
Solo chi ha provato la fame, la nera fame, come si definiva una volta, sa benissimo che anche un pezzo di pane duro poteva calmare i brontolii dello stomaco.
Mio papà mi raccontava che durante la guerra, lui un bambino, andava a rubare nelle campagne quello che trovava; patate, carote, cavoli....una vita fatta di stenti e di sofferenze.
Oggi, grazie a Dio, ci sono tante organizzazioni nazionali ed internazionali che propongono aiuti umanitari che spesso sfociano, però, nel puro assistenzialismo.
Ma si potrebbe fare di più.
Un'organizzazione umanitaria sotto un'ottica Cristiana, mette in primo piano l' Amore per Dio e per il prossimo.
Aiuta i bisognosi e le loro famiglie risolvendo prima i loro problemi interiori e poi i problemi fisici.
Gesù sfamò con pochi pani e pochi pesci migliaia di persone e noi?
Potremmo fare molto di più, anche solo dando una piccolissima parte del nostro.
Tu ed io siamo uno strumento nelle mani di Dio tutte le volte che diamo a Dio la nostra disponibilità.
Dio si può servire di chiunque per aiutarci e per aiutare gli altri, cosa cerca?
Un cuore disponibile, una vita disposta a cambiare i propri piani di una giornata per stravolgere un'altra vita, essere benedetti per benedire!
Se siamo su questa terra non è soltanto per vivere fine a noi stessi, questa società è malata, ha bisogno del mio e del tuo contributo. Sei all'altezza, non ti sminuire, ognuno di noi è stato creato con un fine, ognuno di noi può e deve amare; l'amore non è un opzional del cristiano, per la Parola è un segno di riconoscimento....che porta gioia, serenità, che si prende cura del prossimo, in un'attitudine di condivisione, aborrendo l'egoismo.
E' scritto in Giovanni:"Da questo conosceranno tutti che voi siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri."
Ma davvero potranno dire questo di noi le persone che non conoscono Gesù?

A te la risposta...Dio ti benedica Luisa Lauretta.

giovedì 10 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un settore economico che ci interessa più da vicino è quello delle creazioni materiali che segue la legge dell’economia d’impresa, fanno parte del gruppo le persone che hanno idee originali e creatività, ma tutto viene proiettato solo per il vantaggio personale.
Dalle idee e dalle creatività scaturisce la produzione che a sua volta detta le regole del consumo e dei modelli di vita, l’originalità del consumatore è vana e la sua libertà di scelta è stata neutralizzata dalla produzione.
La domanda del consumatore viene canalizzata dalla produzione ed accetta quello che gli viene offerto dal mercato in quel periodo della propria vita.
Il consumatore diviene un osservato speciale da parte della produzione che genera l’offerta che a sua volta va a caccia della domanda sul pianeta terra; questa è una delle fonti dei conflitti moderni.
La non naturale creazione della domanda genera e produce un equilibrio economico instabile.
Dal tentativo di rendere questo equilibrio stabile scaturisce la violenza che, a sua volta, può sfociare in conflitti bellici.

Se si vuole perseguire la nonviolenza e la stabilità economica è necessario un ordine nel quale il consumatore sia protagonista, ciò può avvenire solo se i beni di consumo vengono prodotti localmente che è uno degli obiettivi che il progetto dell’economia condivisa intende perseguire.

venerdì 4 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Economia dell’impresa:


Esempio tipico: un agricoltore che ara la propria terra, la concima e la irriga, semina le sementi che ha selezionato, sorveglia la crescita delle colture e infine raccoglie dopo aver speso molte energie nel corso di tutto l’anno.
Tutto è motivato da un saggio interesse ed ambizioni personali senza nulla togliere agli altri.
L’agricoltore ha il senso di auto-rispetto sulla base del quale egli dà un preciso contributo in termini di lavoro per la produzione di quanto seminato o piantato, pensiero e sforzo per la conduzione dell’azienda, ottenendone il relativo vantaggio per se e la famiglia.
Non meno lodevole è di aver accettato il rischio nell’approntare il necessario, dal procurarsi la terra, arare, concimare, curare, ecc…
Il suo desiderio è di beneficiarne con i co-lavoratori il raccolto alla fine dell’anno agrario che di solito si conclude in estate, tentativo di controbilanciare i diritti di tutti quelli che hanno contribuito al risultato finale.
Egli riconosce i doveri verso gli altri che hanno, a vario titolo, concorso per il buon esito del raccolto.
Tutto viene basato sulla giustizia e correttezza con i propri collaboratori.
Può ingenerare violenza se vantaggi e contributi reciproci non mettono in conto anche l’accettazione dei rischi in ugual misura.

Nel mondo cristiano questa violenza deve essere scongiurata altrimenti i principi biblici non vengono messi in pratica e la condivisione economica non può essere praticata.