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domenica 27 marzo 2016
L'economia condivisa è un modello concepito e praticato II-III secoli a.C fino a qualche tempo dopo Cristo.
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lunedì 4 agosto 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
Elimina l' io dalla tua vista
"Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà stimi gli altri superiori a sè stesso, cercando ciascuno non il proprio interesse, ma quello degli altri" (Filippesi 2:3-4).
Ricordi il versetto che descrive la Parola di Dio come una spada?
Ero trafitto!
Mi avevano diagnosticato la mia malattia: Egoismo!
A causa del piccolo, io nei miei occhi non riuscivo a vedere le mie benedizioni.L'amore è quella motivazione che costruisce le azioni; l'egoismo le sgretola.
Nessuna meraviglia quindi se l'appello dell'Apostolo Paolo
sia così pressante: "Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria" (Filippesi 2:3).
Ma non siamo nati egoisti?
Se è così cosa possiamo fare al riguardo?
Possiamo distogliere gli occhi dall'io?
O, possiamo eliminare quel piccolo, io dai nostri occhi?
Secondo la Bibbia è possibile.
"Se dunque v'è qualche incoraggiamento in Cristo, se vi è qualche conforto d'amore, se vi è qualche comunione di Spirito, se vi è qualche tenerezza di affetto e qualche compassione, rendete perfetta la mia gioia, avendo un medesimo pensare, un medesimo amore, essendo di un animo solo e di un unico sentimento" (Filippesi 2:1-2).
Ma esiste una cura per 'egoismo?
Elimina te stesso dal tuo occhio distogliendo il tuo occhio da te stesso.Smettila di fissare quel piccolo io e concentrati sul tuo grande Salvatore.
Non credi che l'Apostolo Paolo potrebbe essere interessato a scambiare qualche parola con noi?
Siamo talmente concentrati su ciò che non abbiamo, da non vedere quello che abbiamo?
Il sarcasmo dell'Apostolo Paolo è velato.
Hai ricevuto qualche incoraggiamento?
Qualche conforto, Qualche comunione?
Allora sorridi!
Bevi a profusione alla fonte della bontà di Dio.
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giovedì 10 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
L'amore
scioglie il sé congelato.
Il
sé è simile a un cubetto di ghiaccio, l'amore è simile al sole del
mattino.
Il
calore dell'amore... e il sé inizia a sciogliersi.
Più
ami te stesso meno troverai un sé dentro di te, per cui diventa una
meditazione profonda, uno slancio appassionato verso il divino.
Un
dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: “Maestro, che
devo fare per ereditare la vita eterna?” Gesù gli disse: “Che
cosa sta scritto nella Legge?
Che
cosa vi leggi?” Costui rispose: “Amerai il Signore Dio tuo con
tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e
con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso” E Gesù:
“Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai.” (Lc 10,30-32) “Cosa
devo fare per avere la vita eterna?”
Fantastico: un dottore della
legge, uno che conosceva molto bene l’A.T., che sapeva leggere, che
conosceva l’interpretazione della legge che spiegano i testi, che
conosce Gesù e lo vuole mettere alla prova.
Caro
Dio, ti metto alla prova; “sono qui a tua disposizione, non ho
altro da fare!
Cosa ti devo dimostrare?” “Cosa devo fare per
avere la vita eterna?”
Il
dottore della legge è arrivato ad imbastire una discussione
teologica.
Gesù,
ci sta, e lo tratta allo stesso livello, al punto che accetta la
disputa prendendolo un po’ in giro... Il dottore sta facendo
sfoggio di cultura.
E
Gesù gli risponde come?
Con
uno sfoggio di cultura. “Cosa devo fare per avere la vita
eterna?”“Hai studiato la legge di Dio: cosa sta scritto?”E
questo risponde benissimo.
Cita
i due comandamenti: amare Dio, amare il prossimo.
Gesù,
ascoltata la risposta, lo liquida: “Bravo, complimenti, hai saputo
bene, fai questo e vivrai!” Gesù è uno psicologo straordinario!
Gesù
aveva grande capacità terapeutica, e con grandissimo intuito vuole
portare quest’uomo a mettersi in discussione.
Quante
volte ci succede: gente che viene da noi e ci parla di Dio.
E
noi gli diciamo: “Parlami di te!
Ti
importa davvero quello che stai dicendo?”
Quando
siamo invitato a cena a casa di qualcuno, mai una volta che si parli
di Gesù Cristo.
Si
parla di un sacco di cose di fede: si fa una bella discussione.
Alla
fine abbiamo parlato per due ore, abbiamo detto le nostre ragioni e
lui le sue, restiamo sulle nostre posizioni, non c’è stato molto
incontro, ciao, arrivederci... Gesù è curioso perché aggira questa
cosa.
Mi
sembra quasi che prenda in giro il dottore della legge, come per
dirgli: “Vuoi restare nella tua testa?
Vuoi
restare nel tuo schema mentale?
Liberissimo
di farlo.
Gesù
ha grandissimo rispetto della libertà dell’uomo: “Non ti importa
metterti in discussione?
Pazienza,
cosa vuoi che ti dica!”
mercoledì 9 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
Il
comandamento dell’amore del prossimo è “antico” nella lettera,
ma “nuovo” della novità stessa del vangelo.
Nuovo
perché non è più solo “legge”, ma anche, “grazia”.
Si
fonda sulla comunione con Cristo, resa possibile dal dono dello
Spirito.
«Ama
il prossimo tuo come te stesso»!
Nel
Vangelo predicato dal Cristo, questo comando è l’altro aspetto
dell’amore verso Dio; come l’amore verso Dio è l’altro aspetto
di quello verso il prossimo.
Inscindibili,
l’uno è la porta e l’altro la via, come due ali che insieme
mettono in atto il volo della speranza e della pace.
«L’amore
dell’uomo verso il proprio simile è comandato da ogni cammino
cristiano. Da sempre e ovunque, la via dell’amore reciproco è la
via maestra dell’umanità e dell'essere cristiani.
Questo
è prima di tutto un dovere di onestà, perché così è; inoltre
effonde in me cristiana e anima consacrata una profonda gioia, in
quanto mi mette sulla via giusta per comprendere e testimoniare il
comando di amare il prossimo come se stessi, ribadito così
fortemente da Gesù.
La
lieta notizia del Vangelo, infatti, non consiste tanto nel fatto che
Gesù abbia insegnato ciò che mancava, ma piuttosto nel carisma di
grazia e di profumo che ha riversato sopra a una legge scolpita
nell’intimo dei cuori fin dall’inizio.
Il
Vangelo è il lieto annuncio di una qualità, di un profumo, di un
sapore, di un’intensità, riversati su ciò che da sempre e ovunque
è.
Così
il cristiano non ha la missione di salvare il mondo in extremis, ma
quella di testimoniare che l’amore vicendevole, che tutti
percepiscono nelle fibre del loro cuore, è cammino reale, saporito,
soave, anche nelle situazioni che la ragione umana non riesce più a
decifrare.
Anzi!
Proprio
là dove il limite umano diviene difficoltà, la grazia dischiude la
porta alla via maestra dell’amore.
La
chiave di quella porta è il perdono!
Gesù
raccolse il precetto dell’amore verso il prossimo già enunciato
dall’Antico Testamento e, riversandovi il carisma del Vangelo, lo
pose a fondamento del Nuovo.
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martedì 8 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
Ci sono
uomini che servono Dio con fede.
Sono
dei « Servi di Cristo », appunto dei « ministri »; sono
«dispensatori dei misteri di Dio », risponde Paolo. (1 Cor 4,1-5).
Per
fare questo occorre che siano fedeli, che trasmettano quanto hanno
ricevuto.
Noi non
ci dobbiamo fermare a loro ma, tramite il loro servizio, unirci a
Gesù, che unicamente conta e che è il Signore.
Talora
ci fermiamo al ministro e dimentichiamo Lui, che solo non ha difetti:
gli altri hanno tutti una perfezione assai limitata.
Neppure
c’è da stupirsi che possano incorrere in colpe.
In ogni
modo, è ancora Paolo che lo dice, il giudizio è dato da Gesù
Cristo, che rende manifeste le intenzioni segrete dei cuori.
L’Apostolo
dice: « Mio giudice è il Signore!».
Lo
dobbiamo tenere a mente anche noi , così inclini a giudicare, o a
essere in ansia per i giudizi umani che ci toccano.
Non ce
ne dobbiamo inquietare più di tanto, assai poco.
La
ricre in noi stessi con le realtà terrene, necessarie alla esistenza
nostra e a quella degli uomini, ad avere sollecitudine e
responsabilità per il mondo.chezza, che Gesù paragona a un padrone,
non può essere servita da chi intende amare Dio.
Il
denaro è facile che leghi il cuore, che rappresenti l’unica
preoccupazione.
Cristo
mette in guardia dall’affanno opprimente per il domani, quasi che
l’avere da mangiare e da vestirsi sia l’unica cosa che conta, e
quasi che Dio sia indifferente alle necessità degli uomini.
Siamo
esortati ad avere fiducia nella provvidenza: il che non significa
pigrizia, o sfruttamento degli altri: sarebbe un tentare Dio.
Quante
volte si trascorre un’intera vita in questo affanno, si dimentica
l’amore di Dio e anche quello del prossimo, e ci si ritrova alla
fine con le mani vuote di opere buone, se pure non anche con la
privazione di quei beni per l’accumulo dei quali soltanto ci siamo
affannati. (Mt 6, 24-34).
Il
Vangelo ci spinge a ricercare la pacificazione interiore, necessità, amore,
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lunedì 7 luglio 2014
L’ECONOMIA
CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
L’appartenenza a Cristo
non si fonda sull’aspetto sociologico o le simpatie: l’amicizia è
fondata sulla fede e interessa la globalità della persona.
Qui si realizza la
promessa di Dio a Mosè entrando nella terra promessa (Dt 15): «Non
vi sarà alcun bisognoso tra voi,
perché il Signore ti benedirà nel paese che sta
per darti».
Subito dopo aggiunge: «I
bisognosi non mancheranno mai nel paese, perciò io ti dico: apri la
tua mano al fratello bisognoso».
L’amore si esprime nella
concretezza: la povertà è sconfitta non dall’economia, ma dalla
benedizione.
Chi ha ricevuto la
benedizione, è responsabile del fratello povero.
Vivere la comunità
cristiana non è rispondere a un bisogno religioso psicologico ed
emotivo, ma mette in gioco anche la dinamica delle relazioni sociali:
sono responsabile verso coloro che il Signore mi ha posto accanto.
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giovedì 3 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
PER
UNA NUOVA CIVILTÀ CRISTIANA
Il punto di partenza, oggi,
per tracciare una linea di condotta per il cristiano impegnato nel
sociale è, evidentemente, l’«ideale», cioè il fine, di
organizzare una società a misura d’uomo e secondo il piano di Dio.L’ideale in questo frangente storico, consiste, nel restaurare e nel promuovere la cultura e la civiltà cristiana. Queste tesi sarebbero enunciate in modo insufficiente se non comprendessero una definizione di che cosa intendiamo con “cultura cristiana” e con “civiltà cristiana”. Sappiamo che i termini “civiltà” e “cultura” sono usati in molti significati diversi.
Chiaramente non pretendiamo, in questa sede, di prender posizione su una questione di terminologia e ci limitiamo a usare questi vocaboli come etichette di precisione relativa per indicare certe realtà, più preoccupati di dare un’idea vera di queste realtà che di discutere sulle parole.
Un’anima in stato di grazia è, in grado maggiore o minore, in possesso di tutte le virtù. Illuminata dalla fede, dispone degli elementi per formarsi l’unica visione vera del mondo.
L’elemento fondamentale della cultura cristiana è la visione del mondo elaborata secondo la dottrina del Vangelo.
Questa cultura comprende non solo l’istruzione, che è il possesso dei dati d’informazione necessari a una tale elaborazione, ma un’analisi e un coordinamento di questi dati secondo la dottrina cristiana.
Essa non si limita al campo teologico o filosofico o scientifico, ma abbraccia tutto il sapere umano, si riflette nell’arte e implica l’affermazione di valori che impregnano tutti gli aspetti dell’esierestenza.
Civiltà cristiana è l’ordinamento di tutte le relazioni umane, di tutte le istituzioni umane, e dello stesso Stato, secondo la dottrina del Vangelo.
Il mondo moderno è un mondo in cui la civiltà inesorabilmente, ora anche con marcia spedita, si sta allontanando dalle sue radici cristiane.
Da qui deriva per il laico cristiano l’arduo compito di riportare tutto a Cristo: relazioni, cultura, leggi, istituzioni.
Achille Suoranna
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RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Ci sono parole che Gesù ha detto ai
suoi discepoli e quindi a noi.
Cosa avranno capito i suoi
discepoli?
Cosa abbiamo capito noi?
Il contesto è quello dell'Ultima
Cena, fa parte dei discorsi d'addio, un momento particolare, i
discepoli cominciano ad essere tristi, a non capire cosa sta
succedendo.
Cosa voleva dire Gesù dicendo:
"Molte cose ho ancora da dirvi".
Quali cose Gesù non hai detto?
Quali cose non siamo capaci di
portare perchè troppo pesanti?
E' facile pensare che sulla Croce
Gesù dirà tutto ciò che doveva dire: la sua ultima Parola, è
sulla Croce, la sua ultima parola è Lui Crocifisso.
Sappiamo che sulla croce Gesù dirà
7 parole: "Dio mio, Dio mio perchè mi hai abbandonato?
Ho sete.
Figlio, ecco tua Madre, Madre, ecco
tuo Figlio; Padre, perdonali perchè non sanno quello che fanno, Oggi
stesso sarai con me in paradiso... e terminerà dicendo: "Tutto
è compiuto".
Allora lì sulla Croce egli termina
di dirci tutto ciò che doveva dirci, lì sulla croce, assume tutto
il peso del nostro peccato, lì sulla croce ci dona lo Spirito che ci
rivelerà la verità tutta intera, lì sulla Croce in Giovanni e
Maria si compie l'Umanità nuova, la prima cellula di Chiesa, il
futuro dell'umanità.
E' bello restare in contemplazione
di questa Parola e chiedere allo Spirito che ce la riveli.
Appartenere allora a Cristo vuol
dire infatti essere "membro" di lui.
Equivale ad immedesimarsi, a far
propri tutti gli aspetti e le prerogative esistenziali che lui ci
propone.
E questo anche nella comunione
della comunità che vive nel suo nome la solidarietà e l'unità
della fede, della speranza e della carità.
E qui viene il difficile
specialmente nella vita di tutti i giorni: riusciamo noi ad essere
parte di Gesù nella Comunità?
Secondo uno slogan da considerarsi
ancora recente, si direbbe oggigiorno "Cristo sì, Chiesa no".
La Chiesa viene tacciata di
oscurantismo e di antimodernismo, di classismo.
Anche all'interno del mondo credente
ci si ostina a rifiutare con tutti i mezzi le disposizioni e gli
insegnamenti, trovando spesso infondati pretesti per mettere in
discussione ogni insegnamento biblico.
Eppure Dio si è rivelato non
solamente all'uomo singolo, ma ad un'intera comunità.
Cristo ha garantito la sua presenza nell'organico di una Comunità
nella quale si è chiamati a vivere un solo Signore, una sola fede,
un solo Battesimo per godere di un solo Dio Padre di tutti (Ef 4, 4 e
ss) ed è improponibile che ciascuno possa costruirsi un
cristianesimo a suo e consumo.
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NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
La povertà materiale, spirituale è ricchezza perché ci fa appartenere a Dio, l'incomprensione, la solitudine ecc. non sono che motivi chiari che ci staccano da tutto ciò che è umano e che impedisce il nostro cammino verso l'amore di Dio.Certo non dobbiamo dimenticare l'umanità; se ci immedesimiamo nel Cristo l'umanità è in noi, siamo noi e ne facciamo motivo d'amore e offerta al Padre con Gesù."Affinché siano tutti una cosa sola come tu sei in me o Padre ed io in te, che siano anch'essi una cosa sola in noi, affinché il mondo creda che Tu mi hai mandato" (Giov. XVII).Penso non vi possa essere gioia più grande di quella di essere figli di Dio!Io non so esprimerla, né con la penna, né con la voce, ma ne ho il cuore pieno.Tutti i fastidi, problemi, della mia situazione familiare ecc. che fino a qualche tempo fa erano per me tormento, ossessione, quasi, oggi sono non dico normali ma semplici direi, quasi con poca importanza, infatti sono cose che hanno fine, che passano.Se la nostra vita fosse vista e vissuta col cuore di Gesù sarebbe veramente gioia per noi e per chi ci è vicino, sarebbe veramente un anticipo di Paradiso e l'abbiamo a portata di mano così, ad ogni passo, in ogni creatura che incontriamo sul nostro cammino: è la parola viva, l'espressione viva del Cristo, di Dio fatto uomo per amore, per noi, per me personalmente e questo pensiero mi fa scoppiaricchezza, incomprenzionere il cuore di gioia!!Credo che tutta una vita non basti per rendergli grazie, ma Lui ci da il suo cuore ed è col suo cuore stesso che Gli diremo grazie.
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mercoledì 2 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
-
Rallegrare Dio è nel cuore che ama, nel cuore puro, umile, mansueto, nel
cuore pieno di Dio, è vita, non si può
esprimerla a parole, "si vive".
Rallegrare
il cuore di Dio ci dona gioia se vissuto con semplicità e chiarezza, si vede
come si vede l'innocenza del bimbo.
Qualche
volta mi è capitato di incontrare delle persone che con la loro vicinanza mi
hanno fatto sentire un senso di pace, di sicurezza, mi hanno dato l'impressione
che tutto sia facile e normale, e allora anche i dolori più grandi, anche la
lotta più dura, perdono la loro difficoltà.
Queste sono
anime piene di amore, anime che hanno scoperto il cuore di Dio, che vivono le
dimensioni dell'amore del Cristo, e, davanti a Lui, trovano tutto il resto di
una importanza secondaria.
Perché ciò
che veramente importa deve essere qualcosa che non abbia fine, qualche cosa sul
quale si possa veramente contare, sempre.
Solo su Dio
possiamo contare, sul suo Amore, sulla sua misericordia, sulla sua bontà; la
gioia deve essere pienezza di vita e solo Dio può dare la pienezza di vita e
solo Dio dunque dà la gioia.
E'
necessario scoprirlo Dio, sono molti i
modi di farlo, molte le occasioni, ma è sempre dal di dentro, nel nostro cuore;
solo lì possiamo veramente scoprirlo fino in fondo, anche se i motivi esterni
possono essere tanti, che però partono sempre da questa riflessione intima.
Può essere una malattia che ci fa scoprire
quanto siamo poca cosa e quanto poco ci voglia a lasciare tutto.., può essere
uno stato di povertà improvvisa, la mancanza delle cose più elementari senza
cui si pensava di dover poter vivere; invece si scopre che sono molto meno gli
intralci e ci si può incamminare più spediti verso Dio, verso L'Amore, verso
l'umanità.
Può essere
un lavoro pesante, il non sentirsi
compresi, valorizzati, può essere la solitudine, la monotonia delle giornate
tutte uguali.
Però ad un
certo punto, per grazia di Dio, si vive tutto per amor suo, si accetta come
dono di redenzione col Cristo e ci si scopre ricchi, immersi fino in fondo a
questo mistero dell'Incarnazione che non è altro che Amore e allora ogni pena
diventa gioia e non potrebbe essere diversamente.
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sabato 28 giugno 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Questo scritto è indirizzato
a te che predichi la condivisione e per
dirti che è vero, la bibbia parla molto di aiutare gli altri,
quindi con questi versetti volevo darti ragione..
Di versi sulla condivisioni
ne abbiamo tanti, io non so ancora se tu conosci la parola di Dio ma una cosa
l'ho capita e cioè che vuoi esortate le persone alla condivisione non solo
perché è una buona cosa ma anche perché
ci è stato ordinato da Dio.
Devo dirti che per arrivare
alla condivisione che proclami tu è prima necessario che l'uomo conosca Dio.
Dio prende il cuore
dell'uomo che è un cuore di pietra e ne
mette uno di carne . ....
La bibbia è parola di Dio
per chi si accosta a Dio .
Le lettere di Paolo erano
tutti per le prime chiese cristiane e quindi per i credenti in Cristo.
Mettevamo tutti i loro beni
a disposizione di tutti credenti e non c'era nessuno nel bisogno.
Pregavano insieme e
perseveravano nelle preghiere insieme per i bisogni della chiesa.
Questo accade ancora nelle
chiese cristiane, ma non è un discorso che si può fare con le persone del mondo
( così sono chiamati dalla bibbia le persone che vivono senza Dio), pensa come
sarebbero gestiti questi soldi!!!! Ristoranti , vestiti, vacanze,
Noi non facciamo distinzione
se hai lo spirito di Dio che abita in te, sei una persona nuova e non vivi più
per far piacere al mondo ma per piacere a Dio
sabato 3 maggio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
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RIFLESSIONI NECESSARIE
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RIFLESSIONI-MASSIMA
DIFFUSIONE.
Una Missione Cristiana
Evangelica Risveglio mi ha scritto dicendo che non devo insistere nell'invitare
le persone a visitare il blog. altrimenti è costretta a prendere dei
provvedimenti.
Tu
cosa pensi di ciò?
-------------------
Alcune risposte:
------------------
Ahahah
Fai ciò che Dio ti mette in
cuore;
-----------------
che è una bufala bella e
buona dtb
----------------
Continua .... Il nemico ci
attacca solo perché gli diamo fastidio tu persevera .... Dio ti benedica.
Ieri sera c'è stato un messaggio
potente a capaci con il fratello Gabriele ... Il messaggio è stato su Giovanni
la voce che grida nel deserto ..... E alla fine non fu amato ma gli fu tagliata
la testa ... Se fossero dei nostri non ti punterebbero il dito .... Dio è amore
---------------------
Continua a invitare. DTBG - Pace
di CRISTO
---------------------
continua su questa via,
queste persone si devono ravvedere
--------------------
Io predico il Vangelo come Gesù mi ha comandato.
Dio ci ha lasciati liberi di
credere in Lui o non credere non vedo perché io che se amo Dio e mi piacerebbe
che tutti lo amassero ma non posso pretendere dagli altri più di Dio.
----------------------
Come in ogni cosa bisogna
imparare da Gesù.....Lui dice (imparate da me...io ti consiglio, Gesù bussa, perché
è educato, seppure è il padrone,) quindi per ogni cosa bisogna usare
delicatezza e rispetto.
----------------------
Chiediamo a Dio ogni cosa.
Se uno non vuole trovare il
tuo blog può rimuoverti dagli amici, non credo ci siano problemi a me molti mi
hanno tolto, non credenti perché li disturbava i post sulla Parola di Dio
Se è lo Spirito Santo a
guidarti vai avanti...e ascolta solo Dio
---------------------
Io dico fai quello che è più
giusto, un abbraccio.
giovedì 17 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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Una lettrice scrive:
Una massima dice:"
l'amore è amare senza misura.." io aggiungerei anche donare senza misura.
E la misura dell’autenticità
del nostro amore è proprio l’interesse verso gli altri e i loro bisogni.
Non semplicemente interesse
a parole, ma anche interesse espresso nelle azioni, interesse che ci fa
accettare con gioia di prendere qualcosa di nostro e darlo a chi ne ha più
bisogno.
Paolo dice in 2 Corinzi 8:9 “Voi
conoscete infatti la grazia del Signor nostro Gesù Cristo il quale, essendo
ricco, si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi per mezzo
della sua povertà.”
Gesù Cristo ci ha amato e ci
ama di un amore autentico che sopravanza ogni conoscenza.
Siamo chiamati dalla Parola
di Dio a seguire questo amore, questo sentimento, amandoci nello stesso modo
gli uni gli altri.
Come scrive nella sua
epistola l'apostolo Giacomo:
“Or, se un fratello o una
sorella sono nudi e mancano del cibo quotidiano, e qualcuno di voi dice loro:
"Andatevene in pace, scaldatevi e saziatevi", ma non date loro le
cose di cui hanno bisogno per il corpo, a che giova?”" Fratello, non hai da mangiare
….. Non importa, preghiamo ….. Dio ti benedica”.
Spesso sento queste frasi di
circostanza....e voi pensate che una persona viene nutrita con belle parole?
Tu ti nutriresti di queste
parole se fossi affamato o nudo?
Per chi ancora non l'avesse
capito, noi siamo i mezzi attraverso cui il Signore manda le sue benedizioni e
sostiene gli altri, ma se non abbiamo un
amore autentico anche se diciamo belle parole, “a che giova”?
Come dice anche Giovanni in
1 Giovanni 3:16-18:Da questo abbiamo conosciuto l’amore: egli ha dato la sua
vita per noi, anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli.
Ora, se uno ha dei beni di
questo mondo e vede il proprio fratello che è nel bisogno e gli chiude le sue
viscere, come dimora in lui l’amore di Dio?”
Sono l’interesse e la
premura verso gli altri che mostrano l’autenticità del nostro amore.
L’amore di cui ognuno ha
bisogno, se non viene dimostrato con i fatti, non è amore autentico.
E questo tipo di “amore” non
è l’amore a cui siamo chiamati.
Il nostro amore deve essere
“non a parole né con la lingua, ma a fatti e in verità.”
Luisa Lauretta.
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