Visualizzazione post con etichetta Cristo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cristo. Mostra tutti i post

domenica 27 marzo 2016

Cosa è l'economia condivisa?

L'economia condivisa è un modello concepito e praticato II-III secoli a.C fino a qualche tempo dopo Cristo.
Tale modello economico è scaturito dallo studio delle Sacre Scritture conosciute a quel tempo.
Gli studiosi hanno pensato di mettere in campo un modello economico fondato su un rapporto cordiale ed armonioso fra gli uomini.
Una convivenza priva di conflittualità causata dall'egoismo umano nel mondo economico.
E' di tutta evidenza che per relizzare un contesto del genere ci si deve spogliare dal modello economico corrente fondato sull'egoismo e quindi sulla prevaricazione dell'uno verso l'altro.
L'attuale modello economico è piramidale, il ricco diviene sempre più ricco ed il povero sempre più povero con una conflittualità permanente.
L'egoismo e la conflittualità sono in contrasto con i principi evangelici, gli insegnamenti di Gesù Cristo sono tesi a creare un rapporto armonioso fondato sull'amore verso il prossimo.
Quando regna l'amore molte cose cambiano nella vita dell'uomo naturale,  l'egoismo e la conflittualità vengono meno e si può godere la pace nel vivere di tutti i giorni.
Pensare di vivere in armonia con gli altri nel mondo economico corrente non è semplice.
Si può pensare di trovare qualche cenno del modello economico basato sulla condivisone nei primi capitoli degli Atti degli Apostoli dove viene descritto il vivere della comunità primitiva.
Sono ben accetti i suggerimenti e le riflessioni...


lunedì 4 agosto 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
 
Elimina l' io dalla tua vista

"Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà stimi gli altri superiori a sè stesso, cercando ciascuno non il proprio interesse, ma quello degli altri" (Filippesi 2:3-4).
Ricordi il versetto che descrive la Parola di Dio come una spada? 

Ero trafitto! 

Mi avevano diagnosticato la mia malattia: Egoismo!

A causa del piccolo, io nei miei occhi non riuscivo a vedere le mie benedizioni.
L'amore è quella motivazione che costruisce le azioni; l'egoismo le sgretola.
Nessuna meraviglia quindi se l'appello dell'Apostolo Paolo
sia così pressante: "Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria" (Filippesi 2:3).

Ma non siamo nati egoisti? 

Se è così cosa possiamo fare al riguardo? 

Possiamo distogliere gli occhi dall'io?
O, possiamo eliminare quel piccolo, io dai nostri occhi? 

Secondo la Bibbia è possibile.
"Se dunque v'è qualche incoraggiamento in Cristo, se vi è qualche conforto d'amore, se vi è qualche comunione di Spirito, se vi è qualche tenerezza di affetto e qualche compassione, rendete perfetta la mia gioia, avendo un medesimo pensare, un medesimo amore, essendo di un animo solo e di un unico sentimento" (Filippesi 2:1-2).

Ma esiste una cura per 'egoismo?

Elimina te stesso dal tuo occhio distogliendo il tuo occhio da te stesso.
Smettila di fissare quel piccolo io e concentrati sul tuo grande Salvatore.
Non credi che l'Apostolo Paolo potrebbe essere interessato a scambiare qualche parola con noi? 

Siamo talmente concentrati su ciò che non abbiamo, da non vedere quello che abbiamo?
Il sarcasmo dell'Apostolo Paolo è velato.
Hai ricevuto qualche incoraggiamento?
Qualche conforto, Qualche comunione?
Allora sorridi!
Bevi a profusione alla fonte della bontà di Dio.


giovedì 10 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO


ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE


CONDIVISIONE BIBLICA


PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA


RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 


DELL’ECONOMIA CONDIVISA


Una lettrice scrive:


L'amore scioglie il sé congelato.
Il sé è simile a un cubetto di ghiaccio, l'amore è simile al sole del mattino.
Il calore dell'amore... e il sé inizia a sciogliersi.
Più ami te stesso meno troverai un sé dentro di te, per cui diventa una meditazione profonda, uno slancio appassionato verso il divino.
Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: “Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?” Gesù gli disse: “Che cosa sta scritto nella Legge?
Che cosa vi leggi?” Costui rispose: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso” E Gesù: “Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai.” (Lc 10,30-32) “Cosa devo fare per avere la vita eterna?” 
Fantastico: un dottore della legge, uno che conosceva molto bene l’A.T., che sapeva leggere, che conosceva l’interpretazione della legge che spiegano i testi, che conosce Gesù e lo vuole mettere alla prova.
Caro Dio, ti metto alla prova; “sono qui a tua disposizione, non ho altro da fare! 
Cosa ti devo dimostrare?” “Cosa devo fare per avere la vita eterna?”
Il dottore della legge è arrivato ad imbastire una discussione teologica.
Gesù, ci sta, e lo tratta allo stesso livello, al punto che accetta la disputa prendendolo un po’ in giro... Il dottore sta facendo sfoggio di cultura.
E Gesù gli risponde come?
Con uno sfoggio di cultura. “Cosa devo fare per avere la vita eterna?”“Hai studiato la legge di Dio: cosa sta scritto?”E questo risponde benissimo.
Cita i due comandamenti: amare Dio, amare il prossimo.
Gesù, ascoltata la risposta, lo liquida: “Bravo, complimenti, hai saputo bene, fai questo e vivrai!” Gesù è uno psicologo straordinario!
Gesù aveva grande capacità terapeutica, e con grandissimo intuito vuole portare quest’uomo a mettersi in discussione.
Quante volte ci succede: gente che viene da noi e ci parla di Dio.
E noi gli diciamo: “Parlami di te!
Ti importa davvero quello che stai dicendo?”
Quando siamo invitato a cena a casa di qualcuno, mai una volta che si parli di Gesù Cristo.
Si parla di un sacco di cose di fede: si fa una bella discussione.
Alla fine abbiamo parlato per due ore, abbiamo detto le nostre ragioni e lui le sue, restiamo sulle nostre posizioni, non c’è stato molto incontro, ciao, arrivederci... Gesù è curioso perché aggira questa cosa.
Mi sembra quasi che prenda in giro il dottore della legge, come per dirgli: “Vuoi restare nella tua testa?
Vuoi restare nel tuo schema mentale?
Liberissimo di farlo.
Gesù ha grandissimo rispetto della libertà dell’uomo: “Non ti importa metterti in discussione?

Pazienza, cosa vuoi che ti dica!” 

mercoledì 9 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:



Il comandamento dell’amore del prossimo è “antico” nella lettera, ma “nuovo” della novità stessa del vangelo.
Nuovo perché non è più solo “legge”, ma anche, “grazia”.
Si fonda sulla comunione con Cristo, resa possibile dal dono dello Spirito.
«Ama il prossimo tuo come te stesso»!
Nel Vangelo predicato dal Cristo, questo comando è l’altro aspetto dell’amore verso Dio; come l’amore verso Dio è l’altro aspetto di quello verso il prossimo.
Inscindibili, l’uno è la porta e l’altro la via, come due ali che insieme mettono in atto il volo della speranza e della pace.
«L’amore dell’uomo verso il proprio simile è comandato da ogni cammino cristiano. Da sempre e ovunque, la via dell’amore reciproco è la via maestra dell’umanità e dell'essere cristiani.
Questo è prima di tutto un dovere di onestà, perché così è; inoltre effonde in me cristiana e anima consacrata una profonda gioia, in quanto mi mette sulla via giusta per comprendere e testimoniare il comando di amare il prossimo come se stessi, ribadito così fortemente da Gesù.
La lieta notizia del Vangelo, infatti, non consiste tanto nel fatto che Gesù abbia insegnato ciò che mancava, ma piuttosto nel carisma di grazia e di profumo che ha riversato sopra a una legge scolpita nell’intimo dei cuori fin dall’inizio.
Il Vangelo è il lieto annuncio di una qualità, di un profumo, di un sapore, di un’intensità, riversati su ciò che da sempre e ovunque è.
Così il cristiano non ha la missione di salvare il mondo in extremis, ma quella di testimoniare che l’amore vicendevole, che tutti percepiscono nelle fibre del loro cuore, è cammino reale, saporito, soave, anche nelle situazioni che la ragione umana non riesce più a decifrare.
Anzi!
Proprio là dove il limite umano diviene difficoltà, la grazia dischiude la porta alla via maestra dell’amore.
La chiave di quella porta è il perdono!

Gesù raccolse il precetto dell’amore verso il prossimo già enunciato dall’Antico Testamento e, riversandovi il carisma del Vangelo, lo pose a fondamento del Nuovo. 

martedì 8 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO


ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:




Ci sono uomini che servono Dio con fede.
Sono dei « Servi di Cristo », appunto dei « ministri »; sono «dispensatori dei misteri di Dio », risponde Paolo. (1 Cor 4,1-5).
Per fare questo occorre che siano fedeli, che trasmettano quanto hanno ricevuto.
Noi non ci dobbiamo fermare a loro ma, tramite il loro servizio, unirci a Gesù, che unicamente conta e che è il Signore.
Talora ci fermiamo al ministro e dimentichiamo Lui, che solo non ha difetti: gli altri hanno tutti una perfezione assai limitata.
Neppure c’è da stupirsi che possano incorrere in colpe.
In ogni modo, è ancora Paolo che lo dice, il giudizio è dato da Gesù Cristo, che rende manifeste le intenzioni segrete dei cuori.
L’Apostolo dice: « Mio giudice è il Signore!».
Lo dobbiamo tenere a mente anche noi , così inclini a giudicare, o a essere in ansia per i giudizi umani che ci toccano.
Non ce ne dobbiamo inquietare più di tanto, assai poco.
La ricre in noi stessi con le realtà terrene, necessarie alla esistenza nostra e a quella degli uomini, ad avere sollecitudine e responsabilità per il mondo.chezza, che Gesù paragona a un padrone, non può essere servita da chi intende amare Dio.
Il denaro è facile che leghi il cuore, che rappresenti l’unica preoccupazione.
Cristo mette in guardia dall’affanno opprimente per il domani, quasi che l’avere da mangiare e da vestirsi sia l’unica cosa che conta, e quasi che Dio sia indifferente alle necessità degli uomini.
Siamo esortati ad avere fiducia nella provvidenza: il che non significa pigrizia, o sfruttamento degli altri: sarebbe un tentare Dio.
Quante volte si trascorre un’intera vita in questo affanno, si dimentica l’amore di Dio e anche quello del prossimo, e ci si ritrova alla fine con le mani vuote di opere buone, se pure non anche con la privazione di quei beni per l’accumulo dei quali soltanto ci siamo affannati. (Mt 6, 24-34).

Il Vangelo ci spinge a ricercare la pacificazione interiore, necessità, amore, 

lunedì 7 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO


ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:


L’appartenenza a Cristo non si fonda sull’aspetto sociologico o le simpatie: l’amicizia è fondata sulla fede e interessa la globalità della persona.
Qui si realizza la promessa di Dio a Mosè entrando nella terra promessa (Dt 15): «Non vi sarà alcun bisognoso tra voi, perché il Signore ti benedirà nel paese che sta per darti».
Subito dopo aggiunge: «I bisognosi non mancheranno mai nel paese, perciò io ti dico: apri la tua mano al fratello bisognoso».
L’amore si esprime nella concretezza: la povertà è sconfitta non dall’economia, ma dalla benedizione.
Chi ha ricevuto la benedizione, è responsabile del fratello povero.

Vivere la comunità cristiana non è rispondere a un bisogno religioso psicologico ed emotivo, ma mette in gioco anche la dinamica delle relazioni sociali: sono responsabile verso coloro che il Signore mi ha posto accanto.

giovedì 3 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO


ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Un lettore scrive:

PER UNA NUOVA CIVILTÀ CRISTIANA
Il punto di partenza, oggi, per tracciare una linea di condotta per il cristiano impegnato nel sociale è, evidentemente, l’«ideale», cioè il fine, di organizzare una società a misura d’uomo e secondo il piano di Dio.
L’ideale in questo frangente storico, consiste, nel restaurare e nel promuovere la cultura e la civiltà cristiana. Queste tesi sarebbero enunciate in modo insufficiente se non comprendessero una definizione di che cosa intendiamo con “cultura cristiana” e con “civiltà cristiana”. Sappiamo che i termini “civiltà” e “cultura” sono usati in molti significati diversi. 
Chiaramente non pretendiamo, in questa sede, di prender posizione su una questione di terminologia e ci limitiamo a usare questi vocaboli come etichette di precisione relativa per indicare certe realtà, più preoccupati di dare un’idea vera di queste realtà che di discutere sulle parole.
Un’anima in stato di grazia è, in grado maggiore o minore, in possesso di tutte le virtù. Illuminata dalla fede, dispone degli elementi per formarsi l’unica visione vera del mondo.
L’elemento fondamentale della cultura cristiana è la visione del mondo elaborata secondo la dottrina del Vangelo. 
Questa cultura comprende non solo l’istruzione, che è il possesso dei dati d’informazione necessari a una tale elaborazione, ma un’analisi e un coordinamento di questi dati secondo la dottrina cristiana. 
Essa non si limita al campo teologico o filosofico o scientifico, ma abbraccia tutto il sapere umano, si riflette nell’arte e implica l’affermazione di valori che impregnano tutti gli aspetti dell’esierestenza.
Civiltà cristiana è l’ordinamento di tutte le relazioni umane, di tutte le istituzioni umane, e dello stesso Stato, secondo la dottrina del Vangelo. 
Il mondo moderno è un mondo in cui la civiltà inesorabilmente, ora anche con marcia spedita, si sta allontanando dalle sue radici cristiane. 
Da qui deriva per il laico cristiano l’arduo compito di riportare tutto a Cristo: relazioni, cultura, leggi, istituzioni.

Achille Suoranna

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO


ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:


Ci sono parole che Gesù ha detto ai suoi discepoli e quindi a noi.
Cosa avranno capito i suoi discepoli?
Cosa abbiamo capito noi?
Il contesto è quello dell'Ultima Cena, fa parte dei discorsi d'addio, un momento particolare, i discepoli cominciano ad essere tristi, a non capire cosa sta succedendo.
Cosa voleva dire Gesù dicendo: "Molte cose ho ancora da dirvi".
Quali cose Gesù non hai detto?
Quali cose non siamo capaci di portare perchè troppo pesanti?
E' facile pensare che sulla Croce Gesù dirà tutto ciò che doveva dire: la sua ultima Parola, è sulla Croce, la sua ultima parola è Lui Crocifisso.
Sappiamo che sulla croce Gesù dirà 7 parole: "Dio mio, Dio mio perchè mi hai abbandonato?
Ho sete.
Figlio, ecco tua Madre, Madre, ecco tuo Figlio; Padre, perdonali perchè non sanno quello che fanno, Oggi stesso sarai con me in paradiso... e terminerà dicendo: "Tutto è compiuto".
Allora lì sulla Croce egli termina di dirci tutto ciò che doveva dirci, lì sulla croce, assume tutto il peso del nostro peccato, lì sulla croce ci dona lo Spirito che ci rivelerà la verità tutta intera, lì sulla Croce in Giovanni e Maria si compie l'Umanità nuova, la prima cellula di Chiesa, il futuro dell'umanità.
E' bello restare in contemplazione di questa Parola e chiedere allo Spirito che ce la riveli.
Appartenere allora a Cristo vuol dire infatti essere "membro" di lui.
Equivale ad immedesimarsi, a far propri tutti gli aspetti e le prerogative esistenziali che lui ci propone.
E questo anche nella comunione della comunità che vive nel suo nome la solidarietà e l'unità della fede, della speranza e della carità.
E qui viene il difficile specialmente nella vita di tutti i giorni: riusciamo noi ad essere parte di Gesù nella Comunità?
Secondo uno slogan da considerarsi ancora recente, si direbbe oggigiorno "Cristo sì, Chiesa no".
La Chiesa viene tacciata di oscurantismo e di antimodernismo, di classismo.
Anche all'interno del mondo credente ci si ostina a rifiutare con tutti i mezzi le disposizioni e gli insegnamenti, trovando spesso infondati pretesti per mettere in discussione ogni insegnamento biblico.
Eppure Dio si è rivelato non solamente all'uomo singolo, ma ad un'intera comunità.
Cristo ha garantito la sua presenza nell'organico di una Comunità nella quale si è chiamati a vivere un solo Signore, una sola fede, un solo Battesimo per godere di un solo Dio Padre di tutti (Ef 4, 4 e ss) ed è improponibile che ciascuno possa costruirsi un cristianesimo a suo e consumo.  

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO


ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:

La povertà materiale, spirituale è ricchezza perché ci fa appartenere a Dio, l'incomprensione, la solitudine ecc. non sono che motivi chiari che ci staccano da tutto ciò che è umano e che impedisce il nostro cammino verso l'amore di Dio.Certo non dobbiamo dimenticare l'umanità; se ci immedesimiamo nel Cristo l'umanità è in noi, siamo noi e ne facciamo motivo d'amore e offerta al Padre con Gesù."Affinché siano tutti una cosa sola come tu sei in me o Padre ed io in te, che siano anch'essi una cosa sola in noi, affinché il mondo creda che Tu mi hai mandato" (Giov. XVII).Penso non vi possa essere gioia più grande di quella di essere figli di Dio!Io non so esprimerla, né con la penna, né con la voce, ma ne ho il cuore pieno.Tutti i fastidi, problemi, della mia situazione familiare ecc. che fino a qualche tempo fa erano per me tormento, ossessione, quasi, oggi sono non dico normali ma semplici direi, quasi con poca importanza, infatti sono cose che hanno fine, che passano.Se la nostra vita fosse vista e vissuta col cuore di Gesù sarebbe veramente gioia per noi e per chi ci è vicino, sarebbe veramente un anticipo di Paradiso e l'abbiamo a portata di mano così, ad ogni passo, in ogni creatura che incontriamo sul nostro cammino: è la parola viva, l'espressione viva del Cristo, di Dio fatto uomo per amore, per noi, per me personalmente e questo pensiero mi fa scoppiaricchezza, incomprenzionere il cuore di gioia!!Credo che tutta una vita non basti per rendergli grazie, ma Lui ci da il suo cuore ed è col suo cuore stesso che Gli diremo grazie.

mercoledì 2 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:


 -  Rallegrare Dio è nel cuore che ama, nel cuore puro, umile, mansueto, nel cuore pieno di Dio, è vita,   non si può esprimerla a parole, "si vive".
Rallegrare il cuore di Dio ci dona gioia se vissuto con semplicità e chiarezza, si vede come si vede l'innocenza del bimbo.
Qualche volta mi è capitato di incontrare delle persone che con la loro vicinanza mi hanno fatto sentire un senso di pace, di sicurezza, mi hanno dato l'impressione che tutto sia facile e normale, e allora anche i dolori più grandi, anche la lotta più dura, perdono la loro difficoltà.
Queste sono anime piene di amore, anime che hanno scoperto il cuore di Dio, che vivono le dimensioni dell'amore del Cristo, e, davanti a Lui, trovano tutto il resto di una importanza secondaria.
Perché ciò che veramente importa deve essere qualcosa che non abbia fine, qualche cosa sul quale si possa veramente contare, sempre.
Solo su Dio possiamo contare, sul suo Amore, sulla sua misericordia, sulla sua bontà; la gioia deve essere pienezza di vita e solo Dio può dare la pienezza di vita e solo Dio dunque dà la gioia.
E' necessario scoprirlo  Dio, sono molti i modi di farlo, molte le occasioni, ma è sempre dal di dentro, nel nostro cuore; solo lì possiamo veramente scoprirlo fino in fondo, anche se i motivi esterni possono essere tanti, che però partono sempre da questa riflessione intima.
 Può essere una malattia che ci fa scoprire quanto siamo poca cosa e quanto poco ci voglia a lasciare tutto.., può essere uno stato di povertà improvvisa, la mancanza delle cose più elementari senza cui si pensava di dover poter vivere; invece si scopre che sono molto meno gli intralci e ci si può incamminare più spediti verso Dio, verso L'Amore, verso l'umanità.
Può essere un lavoro pesante,  il non sentirsi compresi, valorizzati, può essere la solitudine, la monotonia delle giornate tutte uguali.

Però ad un certo punto, per grazia di Dio, si vive tutto per amor suo, si accetta come dono di redenzione col Cristo e ci si scopre ricchi, immersi fino in fondo a questo mistero dell'Incarnazione che non è altro che Amore e allora ogni pena diventa gioia e non potrebbe essere diversamente. 

sabato 28 giugno 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

Questo scritto è indirizzato a te che  predichi la condivisione e per dirti che è vero,  la  bibbia parla molto di aiutare gli altri, quindi con questi versetti volevo darti ragione..
Di versi sulla condivisioni ne abbiamo tanti, io non so ancora se tu conosci la parola di Dio ma una cosa l'ho capita e cioè che vuoi esortate le persone alla condivisione non solo perché è  una buona cosa ma anche perché ci è stato ordinato da Dio.
Devo dirti che per arrivare alla condivisione che proclami tu è prima necessario che l'uomo conosca Dio.
Dio prende il cuore dell'uomo che è  un cuore di pietra e ne mette uno di carne . ....
La bibbia è parola di Dio per chi si accosta a Dio .
Le lettere di Paolo erano tutti per le prime chiese cristiane e quindi per i credenti in Cristo.
Mettevamo tutti i loro beni a disposizione di tutti credenti e non c'era nessuno nel bisogno.
Pregavano insieme e perseveravano nelle preghiere insieme per i bisogni della chiesa.
Questo accade ancora nelle chiese cristiane, ma non è un discorso che si può fare con le persone del mondo ( così sono chiamati dalla bibbia le persone che vivono senza Dio), pensa come sarebbero gestiti questi soldi!!!! Ristoranti , vestiti, vacanze,

Noi non facciamo distinzione se hai lo spirito di Dio che abita in te, sei una persona nuova e non vivi più per far piacere al mondo ma per piacere a Dio

sabato 3 maggio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI-MASSIMA DIFFUSIONE.

Una Missione Cristiana Evangelica Risveglio mi ha scritto dicendo che non devo insistere nell'invitare le persone a visitare il blog. altrimenti è costretta a prendere dei provvedimenti.
Tu cosa pensi di ciò?               
-------------------
Alcune risposte:
------------------
Ahahah
Fai ciò che Dio ti mette in cuore;
-----------------
che è una bufala bella e buona dtb
----------------
Continua .... Il nemico ci attacca solo perché gli diamo fastidio tu persevera .... Dio ti benedica.
Ieri sera c'è stato un messaggio potente a capaci con il fratello Gabriele ... Il messaggio è stato su Giovanni la voce che grida nel deserto ..... E alla fine non fu amato ma gli fu tagliata la testa ... Se fossero dei nostri non ti punterebbero il dito .... Dio è amore
---------------------
Continua a invitare. DTBG - Pace di CRISTO
---------------------
continua su questa via, queste persone si devono ravvedere
--------------------
Io predico  il Vangelo come Gesù mi ha comandato.
Dio ci ha lasciati liberi di credere in Lui o non credere non vedo perché io che se amo Dio e mi piacerebbe che tutti lo amassero ma non posso pretendere dagli altri più di Dio.
----------------------
Come in ogni cosa bisogna imparare da Gesù.....Lui dice (imparate da me...io ti consiglio, Gesù bussa, perché è educato, seppure è il padrone,) quindi per ogni cosa bisogna usare delicatezza e rispetto.
----------------------
Chiediamo a Dio ogni cosa.
Se uno non vuole trovare il tuo blog può rimuoverti dagli amici, non credo ci siano problemi a me molti mi hanno tolto, non credenti perché li disturbava i post sulla Parola di Dio
Se è lo Spirito Santo a guidarti vai avanti...e ascolta solo Dio
---------------------

Io dico fai quello che è più giusto, un abbraccio.

giovedì 17 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

Una massima dice:" l'amore è amare senza misura.." io aggiungerei anche donare senza misura.
E la misura dell’autenticità del nostro amore è proprio l’interesse verso gli altri e i loro bisogni.
Non semplicemente interesse a parole, ma anche interesse espresso nelle azioni, interesse che ci fa accettare con gioia di prendere qualcosa di nostro e darlo a chi ne ha più bisogno.
Paolo dice in 2 Corinzi 8:9 “Voi conoscete infatti la grazia del Signor nostro Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.”
Gesù Cristo ci ha amato e ci ama di un amore autentico che sopravanza ogni conoscenza.
Siamo chiamati dalla Parola di Dio a seguire questo amore, questo sentimento, amandoci nello stesso modo gli uni gli altri.
Come scrive nella sua epistola  l'apostolo Giacomo:
“Or, se un fratello o una sorella sono nudi e mancano del cibo quotidiano, e qualcuno di voi dice loro: "Andatevene in pace, scaldatevi e saziatevi", ma non date loro le cose di cui hanno bisogno per il corpo, a che giova?”"                 Fratello, non hai da mangiare ….. Non importa, preghiamo ….. Dio ti benedica”.
Spesso sento queste frasi di circostanza....e voi pensate che una persona viene nutrita con belle parole?
Tu ti nutriresti di queste parole se fossi affamato o nudo? 
Per chi ancora non l'avesse capito, noi siamo i mezzi attraverso cui il Signore manda le sue benedizioni e sostiene gli  altri, ma se non abbiamo un amore autentico anche se diciamo belle parole, “a che giova”?
Come dice anche Giovanni in 1 Giovanni 3:16-18:Da questo abbiamo conosciuto l’amore: egli ha dato la sua vita per noi, anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli.
Ora, se uno ha dei beni di questo mondo e vede il proprio fratello che è nel bisogno e gli chiude le sue viscere, come dimora in lui l’amore di Dio?”
Sono l’interesse e la premura verso gli altri che mostrano l’autenticità del nostro amore.
L’amore di cui ognuno ha bisogno, se non viene dimostrato con i fatti, non è amore autentico.
E questo tipo di “amore” non è l’amore a cui siamo chiamati.
Il nostro amore deve essere “non a parole né con la lingua, ma a fatti e in verità.”

Luisa Lauretta.