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sabato 27 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE - CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Di Marco ferretti + 1



Oramai li non c'è più niente da condividere se non una cassa da morto.

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Non sono d'accordo.

Dobbiamo aprire gli occhi dell'anima e del cuore.Dobbiamo rispolverare il vangelo.

I cristiani sono chiamati a chiudere gli occhi, vedi la parabola del Buon Samaritano.

E' anche scritto:"ama il prossimo tuo come te stesso".

Occorre una rivoluzione culturale nel mondo cristiano, occorre mettere i pratica gli insegnamenti di Gesù.

La prima comunità cristiana condivideva e fra di loro non vi era alcun bisognoso.

La condivisione scaturisce dall'amore per il prossimo, alle volte di fa confusione tra la carità e la condivisione.

Quella persona ha molto da dare, ma questa sua potenzialità non viene valorizzata perché l'egoismo impera nel mondo.


mercoledì 30 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:


E la moltitudine di coloro che avevano creduto, era d’un solo cuore e di un’anima sola; né v’era chi dicesse sua alcuna delle cose che possedeva, ma tutto era comune tra loro…
Poiché non v’era alcun bisognoso fra loro; perché tutti coloro che possedevano poderi o case li vendevano, portavano il prezzo delle cose vendute, e lo mettevano ai piedi degli apostoli; poi, era distribuito a ciascuno, secondo il bisogno (Atti 4:32,34,35).
Un ostracon recentemente scoperto sul sito Esseno di Qumran è di primaria importanza per comprendere lo sviluppo della chiesa primitiva di Gerusalemme.1
 Il teologo olandese Hugo Grotius (1583-1645) aveva già osservato nel suo commentario al Nuovo Testamento2 la somiglianza tra la descrizione neotestamentaria della comunione dei beni della chiesa di Gerusalemme (Atti 2:44,45) e la descrizione di Giuseppe della comunione dei beni degli Esseni (Guerra2:122-123).
Nel suo commento di Atti 2:44, Grotius ha messo insieme tutto il materiale degli autori antichi pertinenti a questo argomento.
Gli episodi riguardo Barnaba (Atti 4:36,37) e Anania e Saffira (Atti 5:1-11) sono anch’essi illuminati dal coccio appena scoperto a Qumran.

venerdì 25 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA CONDIVISA – ECONOMIA GREGARIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA




Quando si parla di economia si pensa all’accumulo delle risorse per fini personali ed individualisti; è difficile pensare diversamente quando l’egoismo lo si lascia imperare nel proprio cuore.
Un esempio dell’economia gregaria lo possiamo trovare nel regno animale, cioè nelle api che nella loro laboriosità collettiva operano per il bene comune.
L’economia gregaria nell’ambito familiare produce benessere per tutti i componenti e determina armonia fra fratelli e genitori, questo viene determinato quando ci si rifà a dei principi sani ed in particolare a quelli biblici.
I TIMOTEO 3:3-4. …non dedito al vino né violento, ma sia mite, non litigioso, non attaccato al denaro, che governi bene la propria famiglia e tenga i figli sottomessi e pienamente rispettosi..
Tre termini vanno evidenziati: famiglia, governo e danaro.
Il nucleo fondamentale di un popolo è la famiglia; emerge chiaramente che in primis si deve saper governare la propria famiglia e poi pensare di governare la famiglia allargata, cioè la collettività.
E’ importante conoscere se quel tale governa bene la propria famiglia prima dare una delega per farlo governare a livello di vertice.
Un buon padre di famiglia pensa all’economia e come trovare le risorse per non far soffrire la moglie ed i figli.
La stessa cosa dovrebbero fare i nostri governanti; da quello che si può notare, invece, pensano ai propri interessi e non si preoccupano degli altri.
Questo è contro i principi biblici che sono alla base degli insegnamenti di Gesù ed a questi devono attenersi i credenti in Cristo.
Il contesto cristiano, generalmente, spesso dimentica il contenuto biblico, ma amano farsi chiamare cristiani.


L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA 
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
 di Vendra Giuseppe:
 

Fuori tema.

GRATIS
“Sono sicuro che per i poveri il biglietto per il Cielo è gratis”. 

Così affermano moltissime persone, alcune delle quali anche molto religiose.
Se ciò fosse vero ci troveremmo di fronte ad un’ingiustizia tremenda quanto quella di credere che i ricchi possono andare in Cielo per le buone opere compiute con l’aiuto delle loro facoltose possibilità.
Se è ingiusto che i ricchi vadano in cielo per la loro ricchezza, è ugualmente ingiusto che i poveri ci vadano a motivo della loro povertà.
“Dio non ha riguardo alla qualità delle persone”, Atti 10:34; per Lui poveri, ricchi, istruiti, illetterati, giovani, anziani, sani, malati, neri e bianchi, gialli o rossi sono tutti uguali. 

Per tutti il Creatore ha mandato Cristo Gesù, il divino Salvatore che “diede sé stesso qual prezzo di riscatto per tutti”, 1 Timoteo 2:6, il cielo è gratis per tutti.
Gesù ama tutti, poveri e ricchi; quello che Egli non approva è un sentimento che può albergare nel cuore del povero come del ricco: “l'amore del danaro (che) è la radice di ogni sorta di mali”, 1 Timoteo 6:10.
In altre parole è da biasimare il ricco che non fa parte a chi ne ha bisogno dei suoi beni... ma è da biasimare anche il povero che brama di togliere al ricco i suoi beni per diventare anch’egli un facoltoso.
La salvezza di Dio è GRATIS ed è per tutti quelli che, riconoscendosi bisognosi di grazia e di perdono, vanno a Gesù e accettano il sacrificio da Lui compiuto alla croce. Dio ci offre la salvezza
GRATIS non perché non valga nulla ma perché non ha prezzo... o essa si riceve come il dono perfetto di Dio per chiunque crede in Cristo, oppure non c’è sofferenza o denaro capace di acquistarla!
È importante manifestare amore fraterno ai meno abbienti e ai poveri; le opere sociali compiute da tanti individui e le iniziative di tante associazioni benefiche hanno il loro valore, ma non si può affermare che i poveri, solo perché tali, hanno il diritto di entrare in cielo “automaticamente”, mentre tutti gli altri “debbono pagare” in varie forme e in varia misura l'ingresso eterno alla presenza di Dio; questo vorrebbe dire rinnegare il dono che Dio ha offerto universalmente a tutti gli uomini!
Sì, è GRATIS!
Non c’è modo di guadagnarsi il Cielo ma tutti possono entrarvi per mezzo di Cristo, Colui che ha affermato: “Io sono la via, la verità e la vita, nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”, Giovanni 14:6.


domenica 13 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISAUNA LETTRICE SCRIVE:
 

"Carissimi, amatevi gli uni gli altri, non a parole, ma con i fatti e nella verità.
Solo chi ama è vero figlio di Dio, perché Dio è amore." (prima lettera di Giovanni, 4, 7-8).
Gesù insegna che Dio è il Padre suo e il Padre nostro, e noi siamo tutti fratelli.
In famiglia, nell'amore, nella pace nella solidarietà, nella fratellanza e quindi nella condivisione si manifesta, vive e cresce l'amore di Gesù. Beato chi dona con cuore generoso.
Le parole di preghiera non bastano, se il nostro cuore è lontano da Dio, avviciniamoci a Lui il più possibile, seguendo il suo esempio.
Quando lo Spirito di Gesù è con noi, ogni cosa che facciamo diventa preghiera e noi adoriamo Dio, benediciamo il suo santo nome, facciamo la sua volontà.
Solo un concetto di economia condivisa in senso biblico può piacere al Signore, Egli ci guida come un maestro e un buon pastore.
Non lasciamoci sopraffare dall'egoismo, ma accogliamo e condividiamo ogni risorsa per crescere e prosperare nelle ricchezze che il Signore vorrà donarci.
katya venga


sabato 12 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:



Riflessione sulla grande cena:
Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù.?
Come vivere questa Parola?
Di fronte a frasi del genere si è tentati di accantonarle subito, quasi si trattasse di iperboli da non prendersi alla lettera: chi può mai pensare di raggiungere la statura di Cristo o di diventare perfetti come il Padre?
E si finisce col leggerle senza lasciarsene provocare.
Invece è proprio qui il cuore della vita cristiana.
La nostra vocazione è vivere Cristo?, raggiungere la sua statura.
Certo, ciascuno secondo la propria specifica chiamata.
Ma la meta resta quella e le esigenze di fondo rimangono invariate: alimentare in noi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il suo rendersi solidale, fratello di ogni uomo, abbracciando la condizione umana fino alle estreme conseguenze, senza cercare esenzioni e privilegi, senza vantare diritti e alimentare in sé sentimenti di superiorità.
Un atteggiamento di umiltà, quindi, strettamente correlato alla carità e finalizzato alla comunione.
E siamo al cuore, non solo dell'essere cristiano, ma dello stesso essere uomo nel senso pieno del termine.
Un cammino di progressivo spogliamento da tutte le sovrastrutture dietro cui si nascondo il nostro io più vero, per riscoprire la nostra identità, ritrovare il gusto e il senso dell'andare verso l'altro, non più visto come concorrente, bensì come luogo di un reciproco e gioioso completamento.

Oggi, nella preghiera, ho chiesto al Signore di purificare il mio cuore, liberandolo dalla tentazione di sentirmi superiore agli altri.

venerdì 11 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE


CONDIVISIONE BIBLICA


PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA


RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA


Una lettrice scrive:


La prima regola per aiutare qualcuno è che questi voglia essere aiutato.
Gesù questo lo sa benissimo.
Il dottore della legge, con questo sfoggio di cultura, fa vedere che sa, che prega..... Gesù gli fa’ i complimenti: “Fai tutto secondo le regole. Bravo, continua così!” “Ma quegli, volendo giustificarsi, disse: E chi è il mio prossimo?” Gesù risponde: “Tu cosa ne dici?”, e il dottore della legge, giustamente, da’ questo doppio precetto “Amare Dio con tutta la tua forza, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente, e il prossimo tuo come te stesso.”
Gesù aggiungerà a questo comandamento, una nota: amerai il prossimo tuo “come te stesso”.
Ma tu, ti ami?
L’ottimismo cristiano nasce da questo: prima di amare gli altri, e fare i buon Samaritani, comincia a fare il buon Samaritano verso di te, nella logica di Dio, non nella tua logica che proietta addosso a Dio la tua insicurezza.
Non vi amate?
Dio cosa c’entra?
A volte ci rendiamo conto di quanto il demonio sia riuscito a lavorare all’interno del cristianesimo.
San Paolo diceva: “Non lasciatevi di nuovo gettare addosso il giogo della Legge....”. Gesù Cristo è la libertà.
La verità vi farà liberi.
È la pienezza dell’umanità.
È la realizzazione dell’uomo.
Dire che non valiamo niente, ma per niente gli fa’ piacere!
Si capisce allora perché Gesù gli risponde: “Hai risposto bene, fa’ questo e vivrai...” Notiamo la risposta: ”Fa’ questo e vivrai.” cioé: Non fare questo e morirai.
Ecco il peccato: la morte dentro.
Là dove non c’è amore è la morte dentro. 

giovedì 10 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:




Il deserto è il luogo dove non c’è alcun posto alla cui ombra rifugiarsi quando il sole brucia; né alcun muro dietro cui ripararsi se il vento imperversa.
Nel deserto l’uomo ha solo se stesso, le sue energie, le poche scorte che può portare con sé; porta con sé soltanto il suo limite e non può andare qua e là spadroneggiando.
Può resistere soltanto traendo fuori dal limite del suo sé le energie per resistere. Non può prendere nulla in prestito.
Nel deserto l’uomo sperimenta che il suo limite è la dimora della sua forza.
Nel deserto l’uomo è limite e forza assieme.
Chi ama conoscendo solo la sua forza, ama dall’alto verso il basso, giudicando.
Chi ama conoscendo solo il suo limite, ama dal basso verso l’alto, con la brama e la scontentezza nel cuore.
Chi ama conoscendo la sua forza nel suo limite e il suo limite nella sua forza, ama conciliato con se stesso.
Così può amare l’altro come se stesso.
Può amare l’altro reale, e non la sua aspettativa sull’altro.
Può amare l’altro reale; e non l’altro come la sua mente lo idealizza, o come il suo pessimismo lo squalifica.
L’amore non ricerca un raggiungimento privato, o un merito personale.
L’amore non è uno strumento per raggiungere o far raggiungere Dio; ma è la qualità di Dio in noi.
«Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi» (I Gv 4,12). Dove c’è amore, c’è Dio nella sua perfezione.
Gesù riversa sulla legge universale dell’amore questa disposizione ad amare senza aggiungere alcuna altra ragione all’amore, se non la riconoscenza che è Dio che ama in noi.
Come un frutto maturato perfettamente non necessita di alcun altro sapore aggiunto!
Ugualmente l’amore vero non subisce ostacoli, perché, come uno ama, anche fosse il più grande peccatore, l’amore libera immediatamente la qualità più intima della sua persona che direttamente comunica con Dio.



lunedì 7 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI

DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:


Dio è sempre presente alla nostra vita e conosce i desideri del nostro cuore.
Ci accompagna in tutte i nostri avvenimenti, sia nei momenti belli che nei momenti meno belli.
Avere fiducia in Lui, nel suo amore, rimetterci al suo giudizio di misericordia è pensare che, per quanto ci allontaniamo da lui, il suo amore di Padre ci raggiunge sempre.
Gesù ci invita a cercare il Regno di Dio, i suoi valori e nello stesso tempo avere fiducia nella sua Provvidenza, che, come agli uccelli fornisce il cibo e ai fiori dei campi la bellezza, non ci fa mancare il necessario per la nostra vita.
Cercare il Regno di Dio e la sua giustizia non esclude l’impegno nel lavoro quotidiano per procurarci il cibo, il vestito, la casa, purché queste cose o le ricchezze non diventino l’unico pensiero o l'unica preoccupazione dei nostri giorni, tanto da fare di tutto questo un bene assoluto e dimenticare il nostro rapporto con il Padre celeste.
Dice infatti il Signore: “ Nessuno può servire a due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro …
Non potete servire a Dio e la ricchezza ”.
La ricchezza, con la grande attrattiva che esercita su di noi, ha la capacità di abbindolare il cuore, la mente e ogni energia della nostra vita: si propone come idolo, che ci possiede e non offre che una effimera sicurezza.
Le sollecitazioni della vita ci spingono verso una esistenza frantumata nelle sue energie, interessi e nel nostro agire: con molta difficoltà la nostra ricerca spirituale trova un centro di unificazione tra aspetti terreni e materiali e interessi spirituali.
Gesù dicendoci ancora: « Non preoccupatevi … la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito ? » (Mt 6,25) non intende legittimare la pigrizia, ma vuole rassicurarci che, se ricerchiamo anche e soprattutto il Regno di Dio, il Padre celeste, che ci ha fatto dono della vita e del corpo, sarà sollecito nel donare, nella sua provvidenza, energie e impegno per procurarci il necessario.

Con questo atteggiamento paterno di Dio verso di noi avvertiamo la necessità di metterlo al centro della nostra vita, per cui in relazione con lui, con il suo Regno, tutto assume un significato e un valore nuovo, vissuto nella prospettiva di un amore filiale verso il Padre. 

mercoledì 2 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:


La povertà materiale, spirituale è ricchezza perché ci fa appartenere a Dio, l'incomprensione, la solitudine ecc. non sono che motivi chiari che ci staccano da tutto ciò che è umano e che impedisce il nostro cammino verso l'amore di Dio.
Certo non dobbiamo dimenticare l'umanità; se ci immedesimiamo nel Cristo l'umanità è in noi, siamo noi e ne facciamo motivo d'amore e offerta al Padre con Gesù.
 "Affinché siano tutti una cosa sola come tu sei in me o Padre ed io in te, che siano anch'essi una cosa sola in noi, affinché il mondo creda che Tu mi hai mandato" (Giov. XVII).
Penso non vi possa essere gioia più grande di quella di essere figli di Dio!
Io non so esprimerla, né con la penna, né con la voce, ma ne ho il cuore pieno.
Tutti i fastidi,  problemi, della mia situazione familiare ecc. che fino a qualche tempo fa erano per me tormento, ossessione, quasi, oggi sono non dico  normali  ma semplici direi, quasi con poca importanza, infatti sono cose che hanno fine, che passano.
Se la nostra vita fosse vista e vissuta col cuore di Gesù sarebbe veramente gioia per noi e per chi ci è vicino, sarebbe veramente un anticipo di Paradiso e l'abbiamo a portata di mano così, ad ogni passo, in ogni creatura che incontriamo sul nostro cammino: è la parola viva, l'espressione viva del Cristo, di Dio fatto uomo per amore, per noi, per me personalmente e questo pensiero mi fa scoppiare il cuore di gioia!!

Credo che tutta una vita non basti per rendergli grazie, ma Lui ci da il suo cuore ed è col suo cuore stesso che Gli diremo grazie.

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:


 -  Rallegrare Dio è nel cuore che ama, nel cuore puro, umile, mansueto, nel cuore pieno di Dio, è vita,   non si può esprimerla a parole, "si vive".
Rallegrare il cuore di Dio ci dona gioia se vissuto con semplicità e chiarezza, si vede come si vede l'innocenza del bimbo.
Qualche volta mi è capitato di incontrare delle persone che con la loro vicinanza mi hanno fatto sentire un senso di pace, di sicurezza, mi hanno dato l'impressione che tutto sia facile e normale, e allora anche i dolori più grandi, anche la lotta più dura, perdono la loro difficoltà.
Queste sono anime piene di amore, anime che hanno scoperto il cuore di Dio, che vivono le dimensioni dell'amore del Cristo, e, davanti a Lui, trovano tutto il resto di una importanza secondaria.
Perché ciò che veramente importa deve essere qualcosa che non abbia fine, qualche cosa sul quale si possa veramente contare, sempre.
Solo su Dio possiamo contare, sul suo Amore, sulla sua misericordia, sulla sua bontà; la gioia deve essere pienezza di vita e solo Dio può dare la pienezza di vita e solo Dio dunque dà la gioia.
E' necessario scoprirlo  Dio, sono molti i modi di farlo, molte le occasioni, ma è sempre dal di dentro, nel nostro cuore; solo lì possiamo veramente scoprirlo fino in fondo, anche se i motivi esterni possono essere tanti, che però partono sempre da questa riflessione intima.
 Può essere una malattia che ci fa scoprire quanto siamo poca cosa e quanto poco ci voglia a lasciare tutto.., può essere uno stato di povertà improvvisa, la mancanza delle cose più elementari senza cui si pensava di dover poter vivere; invece si scopre che sono molto meno gli intralci e ci si può incamminare più spediti verso Dio, verso L'Amore, verso l'umanità.
Può essere un lavoro pesante,  il non sentirsi compresi, valorizzati, può essere la solitudine, la monotonia delle giornate tutte uguali.

Però ad un certo punto, per grazia di Dio, si vive tutto per amor suo, si accetta come dono di redenzione col Cristo e ci si scopre ricchi, immersi fino in fondo a questo mistero dell'Incarnazione che non è altro che Amore e allora ogni pena diventa gioia e non potrebbe essere diversamente. 

lunedì 30 giugno 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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Una lettrice scrive:



1. Devi pensare che il prossimo ha diritto di avere da te lume, aiuto e conforto, come un figlio da sua madre.
 E’ questo un diritto concesso a lui dal tuo stato d’amore.
La sposa infatti ha il diritto, oltre che il dovere, di tutelare e difendere gli interessi dello sposo: e gli interessi dello Sposo tuo Gesù sono la conquista delle anime.
2. Devi sentirti madre del prossimo debole e sofferente: per cui devi avere per lui amore generoso, che ti spinga a dare il sangue per la sua anima.
Potendolo, lo aiuterai nei suoi bisogni, lo difenderai dalle male lingue, lo consolerai nelle sue afflizioni.
Una difesa ed un aiuto, potendolo, darai  generosamente.
3. Devi essere sorella del tuo prossimo, perché è parte come te del Corpo di Gesù.
E come sorella avrai per lui una carità paziente, che lo sappia compatire e sopportare nei suoi difetti; che lo possa illuminare nei suoi dubbi; istruire nella sua ignoranza; aiutare nella ricerca della pace, della fede, dell’amore, che unisce a Dio e solleva a lui con gioia il cuore e lo spirito.
4. Devi farti serva del tuo prossimo a somiglianza  di Gesù, venuto al mondo per servire gli uomini di buona volontà, per il raggiungimento della felicità eterna.
 E quindi con dolcezza ti presterai a soccorrerlo anche nelle sue necessità materiali, per conquistarlo al tuo Diletto.
 Se offesa, imita Gesù quando prese lo schiaffo, poi quando si mantenne in assoluto silenzio. 
Buone figliole, vi dico subito che i desideri di Gesù sono gli stessi desideri del nostro prossimo, naturalmente quelli buoni e possibili.
 Per cui dobbiamo tenere per certo che Gesù desidera da noi quello stesso che da noi desidera il nostro prossimo.
Quindi se questi desidera un sorriso, una delicatezza, una soddisfazione qualunque ed un qualunque favore, piacere, che si possono concedere facilmente e senza offesa di Dio, noi dobbiamo esser certi che è lo stesso Gesù a desiderare quelle cose, per cui, se noi facciamo finta di non accorgercene o se noi siamo duri a concederli, siamo anche certi di aver fatto quella finzione a Gesù stesso e di aver negato a lui stesso le piccole gioie così richiesteci.
Ed allora che varrebbero le nostre preghiere, tutte le nostre meditazioni e tutti i nostri sacrifici?

 Ma forse che sono false le parole di Gesù: “Quello che avete fatto agli altri l’avete fatto a me?. 

domenica 29 giugno 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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Una lettrice scrive:


Una donna si ammalava sempre.
Tutta la sua vita era una continua e interminabile serie di malattie.
La donna concludeva: "Sono sfortunata, sono fatta così".
 E' una risposta ma una risposta per chi non vuol cercare, per chi, come i discepoli di Emmaus, si accontenta, cioè si rassegna.
Un giorno scopre che quando era piccola, sua madre, che aveva altri sei figli e non aveva tempo per lei, andava da lei e la coccolava un po' solo quando si ammalava.
 Era l'unico momento in cui riceveva cure e amore.
Ecco la scoperta sensazionale: ammalarsi per lei voleva dire ricevere cure.
Soffrire voleva dire poter essere amata.
E così continuava sempre ad ammalarsi perché inconsciamente cercava l'amore.
Da quel giorno non si ammalò più!
Allora io  prego Gesù e mi rivolgo a Lui non perché Lui risolva i miei problemi ma perché aiuti me a vedere e a risolvere le mie questioni.
Ogni volta che congiungo le mani dico: "Dammi luce.
 Fa' Signore che io veda, fa' Signore che io possa sentire, fa' Signore che io non cammini nel buio, fa' Signore che io possa capire".
E poi dopo aver posto la domanda chiedo di saper accettare la risposta, qualunque risposta.
Spesso noi non ci poniamo certe domande proprio perché non vogliamo certe risposte.
Gesù dice: "Doveva accadere così perché tu hai scelto così, perché sei vissuto lì, perché è successo questo". Che cosa ti sta dicendo Dio?
Cosa devi ascoltare?
Cosa devi vedere?
Cosa devi imparare?
Gesù dice: "Sciocchi e tardi di cuore".
Sciocchi tutti quelli che vogliono rimanere bambini e che non sanno che tutto ha un "perché", che tutto è collegato al tutto e che niente è collegato al niente. Ri-tardati, duri, rigidi, quelli che si ostinano a credere al "dio caso" solo per non essere responsabili di sé.
Per Lc tutto questo (Gesù che ci accompagna, Gesù che vuole che esprimiamo tutto quello che abbiamo dentro, Gesù che vuole che accettiamo che tutto ha un senso, Gesù che vuole che accettiamo che proprio nei fallimenti e nelle sconfitte Lui ci parla) avviene e lo possiamo trovare.
Le parole di Lc non possono non far pensare e rimandare a quelle della predica di ogni domenica: "Quando fu a tavola, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro".
Gesù è invitato dai due discepoli ma agisce come il padrone di casa (era il padrone di casa che faceva tali gesti). 

sabato 28 giugno 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
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Una lettrice scrive:

Io so in Chi ho creduto.
Mi rivolsi al Signore con queste parole: \“Signore Gesù, voglio anch'io conoscerti e sperimentare, che Tu sei un Dio vivente che guarisci e che dai pace all'anima\“
Le tempeste non mi fanno più paura
In un certo periodo della mia vita stavo molto male, attraversavo una grave depressione che non mi permetteva neanche più di uscire di casa da sola.
Passavo la mia vita tra ospedali e medici vari.
Trascorrevo le mie giornate le nel letto, sotto l’effetto degli antidepressivi che mi prescrivevano i medici; mi sembrava di essere costantemente sotto l’effetto di droghe, mi sentivo sempre confusa ed abbattuta.
Avevo già 3 figli e mi rattristava il fatto di non essere in grado di prendermi cura di loro e vederli soffrire.
La mia prima figlia aveva solo 9 anni e cominciò a doversi prendere cura di me, di sua sorella e del fratello.
Presto, imparò anche a cucinare e a fare le faccende di casa, divenendo, in fretta, una grande piccola donna.
Una mia amica, che era andata a lavorare come domestica presso una famiglia evangelica e accettò Gesù nel suo cuore come personale Salvatore e io vidi la sua vita cambiare.
Questa cara amica venne a trovarmi e vide che stavo più male del solito. Iniziò, così, a parlarmi del Signore e mi disse che solo Lui poteva guarirmi, ma io non ci credevo nonostante vedessi il suo notevole cambiamento, la sua vita trasformata.
Avevo paura di avvicinarmi all’Evangelo, ma un giorno mi sentivo così male che iniziai a invocare Gesù.
Ero così disperata che mi rivolsi al Signore con queste parole: “Signore Gesù, voglio anch’io conoscerti e sperimentare, che Tu sei un Dio vivente che guarisci e che dai pace all’anima”.
Chiamai la mia amica e le chiesi di accompagnarmi in chiesa.
Finalmente mi ero resa conto di aver bisogno di Gesù.
Lei, con gioia, mi accompagnò in chiesa e, appena entrata, sentii che nella mia vita stava accadendo qualcosa di meraviglioso.
Mi ritrovai in lacrime, piangevo e sentivo un forte calore che mi avvolgeva, fu un’esperienza bellissima.
Alla fine della riunione, il pastore fece un appello dicendo che Gesù voleva guarire e salvare chi aveva fede in Lui.
La prima ad alzarsi ed andare avanti fui proprio io, mi inginocchiai ed iniziai a piangere gridando a Dio: “Signore, Aiutami!
Non ce la faccio più!” Subito, sentii nel mio cuore pace e gioia.
Mi affidai a Lui con tutto il mio cuore e, in quella sera, incontrai Gesù, che mi guarì.

Il giorno seguente, appena sveglia, presi tutti i medicinali e li buttai via, sicura che Dio mi aveva davvero guarita!