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martedì 29 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
Appena pubblicata, l’iscrizione su un coccio scoperto a Qumran ci mostra un parallelo sorprendente di una pratica della prima comunità dei seguaci di Gesù.
venerdì 25 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA CONDIVISA – ECONOMIA GREGARIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Quando si parla di economia si pensa all’accumulo delle risorse per fini personali ed individualisti; è difficile pensare diversamente quando l’egoismo lo si lascia imperare nel proprio cuore.
Un esempio dell’economia gregaria lo possiamo trovare nel regno animale, cioè nelle api che nella loro laboriosità collettiva operano per il bene comune.
L’economia gregaria nell’ambito familiare produce benessere per tutti i componenti e determina armonia fra fratelli e genitori, questo viene determinato quando ci si rifà a dei principi sani ed in particolare a quelli biblici.
I TIMOTEO 3:3-4. …non dedito al vino né violento, ma sia mite, non litigioso, non attaccato al denaro, che governi bene la propria famiglia e tenga i figli sottomessi e pienamente rispettosi..
Tre termini vanno evidenziati: famiglia, governo e danaro.
Il nucleo fondamentale di un popolo è la famiglia; emerge chiaramente che in primis si deve saper governare la propria famiglia e poi pensare di governare la famiglia allargata, cioè la collettività.
E’ importante conoscere se quel tale governa bene la propria famiglia prima dare una delega per farlo governare a livello di vertice.
Un buon padre di famiglia pensa all’economia e come trovare le risorse per non far soffrire la moglie ed i figli.
La stessa cosa dovrebbero fare i nostri governanti; da quello che si può notare, invece, pensano ai propri interessi e non si preoccupano degli altri.
Questo è contro i principi biblici che sono alla base degli insegnamenti di Gesù ed a questi devono attenersi i credenti in Cristo.
Il contesto cristiano, generalmente, spesso dimentica il contenuto biblico, ma amano farsi chiamare cristiani.
domenica 13 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISAUNA LETTRICE SCRIVE:
"Carissimi, amatevi gli uni gli altri, non a parole, ma con i fatti e nella verità.
Solo chi ama è vero figlio di Dio, perché Dio è amore." (prima lettera di Giovanni, 4, 7-8).
Gesù insegna che Dio è il Padre suo e il Padre nostro, e noi siamo tutti fratelli.
In famiglia, nell'amore, nella pace nella solidarietà, nella fratellanza e quindi nella condivisione si manifesta, vive e cresce l'amore di Gesù. Beato chi dona con cuore generoso.
Le parole di preghiera non bastano, se il nostro cuore è lontano da Dio, avviciniamoci a Lui il più possibile, seguendo il suo esempio.
Quando lo Spirito di Gesù è con noi, ogni cosa che facciamo diventa preghiera e noi adoriamo Dio, benediciamo il suo santo nome, facciamo la sua volontà.
Solo un concetto di economia condivisa in senso biblico può piacere al Signore, Egli ci guida come un maestro e un buon pastore.
Non lasciamoci sopraffare dall'egoismo, ma accogliamo e condividiamo ogni risorsa per crescere e prosperare nelle ricchezze che il Signore vorrà donarci.
katya venga
mercoledì 9 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
Siate
misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro.»
(Lc.6,27-36).
Se
l’amore di Dio è un dono, è necessario meditare sul dovere di
amare, e in particolare sul dovere di amare il prossimo.
Il
legame tra i due amori è espresso dalla parola di Dio: “Se Dio ci
ha amati, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri” (1 Gv 4,11).
“Amerai il prossimo tuo come te stesso” era un comandamento
antico, scritto nella legge di Mosè e Gesù stesso lo cita come tale
(Lc 10, 27).
Come
mai dunque Gesù lo chiama il “suo” comandamento e il
comandamento “nuovo”?
La
risposta è che con lui sono cambiati l’oggetto, il soggetto e il
motivo dell’amore del prossimo.
È
cambiato anzitutto l’oggetto, cioè chi è il prossimo da amare?
Ogni
uomo, anche lo straniero, anche il nemico. “Io vi dico: amate i
vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché
siate figli del Padre vostro che è nei cieli; poiché egli fa levare
il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti
e sugli ingiusti.
Se
infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete?
Non
fanno lo stesso anche i pubblicani?
E
se salutate soltanto i vostri fratelli, che fate di straordinario?
Non
fanno anche i pagani altrettanto?” (Mt 5, 44-47).
È
cambiato anche il soggetto dell’amore del prossimo, cioè il
significato della parola prossimo.
Esso
non è l’altro; sono io; non è colui che sta vicino, ma colui che
si fa vicino.
Con
la parabola del buon samaritano Gesù dimostra che non bisogna
attendere passivamente che il prossimo spunti sulla mia strada.
Il
prossimo sei tu, cioè colui che tu puoi diventare.
Il
prossimo non esiste in partenza, si avrà un prossimo solo se si
diventa prossimo di qualcuno. “Questo è il mio comandamento: che
vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi” (Gv 15,12).
L’uomo
può amare se stesso in modo sbagliato, cioè desiderare il male, non
il bene, amare il vizio, non la virtù.
Se
un simile uomo ama gli altri “come se stesso” e vuole per gli
altri le cose che vuole per se stesso, poveretta la persona che è
amata così!
Sappiamo
invece dove ci porta l’amore di Gesù: alla verità, al bene, al
Padre.
Chi
segue lui “non cammina nelle tenebre”.
Egli
ci ha amato dando la vita per noi, quando eravamo peccatori, (Rom 5,
6 ). Si capisce in questo modo cosa vuol dire l’evangelista
Giovanni con la sua affermazione apparentemente contraddittoria:
“Carissimi, non vi scrivo un comandamento nuovo, ma un comandamento
vecchio che avevate fin da principio: il comandamento vecchio è la
parola che avete udita.
E
tuttavia è un comandamento nuovo che io vi scrivo” (1 Gv 2, 7-8).
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martedì 8 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
Tutto ciò che di bello e di buono c’è nel mondo ( cose, attività, relazioni, ecc) sarà allora illuminato da una nuova luce e da nulla saremo manipolati e posseduti.
Confidando
nella paternità di Dio nulla ci creerà ansia, affanno, ma tutto,
nel nostro intimo, nella nostra vita, sarà pervaso dalla sua
presenza rassicurante, perché la sua Provvidenza non abbandona le
sue creature.
Ciò
nonostante noi, nel concreto, rimaniamo responsabili della nostra
vita, perché Dio donandoci la libertà ha voluto responsabilizzarci
e ci ha fornito nell’intimo i valori del Regno (giustizia,
uguaglianza, equità, fraternità, carità, ecc.) che motivano le
nostre azioni di uomini, di fratelli e di figli di Dio.
Anche
oggi siamo chiamati ad essere « commensali di Dio in questo mondo ».
Se
capissimo in profondità la grazia, comprenderemmo che l’amore di
Dio per noi, la sua provvidenza e misericordia, è stata e continua
ad essere immensa.
Certo
questo convito è solo un inizio di comunione con Dio.
Siamo
nell’attesa e nella speranza della « perfetta comunione nella vita
eterna», ma ne è già un pegno sicuro.
E’
questa commensalità, questa «alleanza nuova ed eterna », che dona
alla Comunità di dedicarsi « con serena fiducia » al servizio di
Dio.
La fede
ci impegna a far sì « che il corso degli eventi del mondo si svolga
secondo la volontà di Dio nella giustizia e nella pace ».
In
essa troviamo la forza della giustizia, che domina l’avidità e
l’egoismo, e della pace, che vince ogni presunzione e cattiveria.
Capita
di tutto nel mondo: persino che una madre snaturata dimentichi il suo
bambino.
Non
avverrà invece mai che Dio si dimentichi dell’uomo, che è la sua
creatura prediletta.
Ci
viene talora sulla labbra l’amara, e insensata , considerazione:
Dio si è dimenticato di me, perché mi manda troppe tribolazioni.
E’
semplicemente assurdo: «Io non ti dimenticherò mai », dice il
Signore. (Is 49, 14-15.)
E’ la
certezza più gioiosa che possiamo avere.
Il
nostro prossimo non di rado ci trascura, dopo tante promesse; Dio non
ci trascura mai.
Il segreto della pace interiore e di tutta la vita
spirituale sta nella convinzione incrollabile che Dio non si
dimentica di noi, che ci è vicino, anche se non lo sentiamo, e che
ci ama come Dio sa amare, e quindi immensamente.
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domenica 6 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA
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ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA
CONDIVISA – ECONOMIA GREGARIA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Quando
si parla di economia si pensa all’accumulo delle risorse per fini
personali ed individualisti; è difficile pensare diversamente quando
l’egoismo
lo si lascia imperare nel proprio cuore.
Un
esempio dell’economia gregaria lo possiamo trovare nel regno
animale,
cioè nelle api che nella loro laboriosità collettiva
operano per il bene comune.
L’economia
gregaria nell’ambito familiare produce benessere per tutti i
componenti e determina armonia fra fratelli e genitori, questo viene
determinato quando ci si rifà a dei principi sani ed in particolare
a quelli
biblici.
I
TIMOTEO 3:3-4.
…non dedito al vino né violento, ma sia
mite, non litigioso, non
attaccato al denaro, che governi
bene la propria famiglia e tenga i
figli sottomessi e
pienamente rispettosi..
Tre
termini vanno evidenziati: famiglia, governo e
danaro.
Il
nucleo fondamentale di un popolo è la famiglia; emerge
chiaramente
che in primis si deve saper governare la
propria famiglia e poi
pensare di governare la famiglia
allargata, cioè la collettività.
E’
importante conoscere se quel tale governa bene la
propria famiglia
prima dare una delega per farlo
governare a livello di vertice.
Un
buon padre di famiglia pensa all’economia e come
trovare le risorse
per non far soffrire la moglie ed i figli.
La
stessa cosa dovrebbero fare i nostri governanti; da
quello che si può
notare, invece, pensano ai propri
interessi e non si preoccupano
degli altri.
Questo
è contro i principi biblici che sono alla base degli
insegnamenti di
Gesù ed a questi devono attenersi i
credenti in Cristo.
Il
contesto cristiano, generalmente, spesso dimentica il
contenuto
biblico, ma amano farsi chiamare cristiani.
lunedì 30 giugno 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Condividere, quanto mi piace
questo verbo perché appartiene alla famiglia dell'amore, della fratellanza e
dell'uguaglianza.
Dobbiamo partire da questo
presupposto e da questa realtà: noi siamo tutti una grande famiglia.
Dov'è che oggi esiste il
concetto di condivisione?
In una famiglia, bisogna
solo estendere il concetto di famiglia.
Dio ha messo al mondo tutti
noi, abbiamo un unico Padre e quindi siamo tutti fratelli e sorelle.
Dio ha donato a tutti noi,
non a determinate famiglie suo Figlio Gesù, Dio non fa distinzione alcuna, e
perché dovremmo farne noi?
Il concetto di economia
condivisa renderebbe davvero perfetta l'economia perché condividendo le
ricchezze, i beni ne deriva un processo perfetto
Tutti avremmo la possibilità
di godere di ogni produzione, agli stessi livelli, non ci sarebbero più persone
isolare o escluse.
Gesù si è fatto inchiodare
sulla croce per noi, per la nostra Salvezza, ma se non seguiamo i suoi
insegnamenti, e come se gli voltassimo le spalle, rendendo questo suo
sacrificio vano.
Dobbiamo inchiodare ai
nostri cuori i sentimenti che dall'amore scaturiscono, e quindi amarci gli uni
gli altri secondo la Sua volontà.
Siamo il popolo di Dio e
anche se lontani, dispersi nel mondo siamo tutti un'unica discendenza.
Dobbiamo tentare e riuscire
a salvare i nostri fratelli e sorelle che soffrono in questo mondo, come?
Con l'economia condivisa
tutto questo si può, perché si mette a disposizione tutto per tutti.
Vivremmo in un mondo più
pulito, non ci sarebbe più alcuna invidia, alcuna scalata al potere, nessuna
prevaricazione.
Dio nella bibbia ci ha detto
di tutto e di più, è quella la nostra guida, ed è per questo che oggi molti
avendola accantonata e persa di vista, ci hanno ridotto in queste condizioni:
senza lavoro, senza case, in miseria e povertà con tutte le cause e concause
che ne derivano.
Vogliamo cambiare rotta?
Dobbiamo cambiare per
evitare di affondare, mettiamo in pratica gli insegnamenti della bibbia e non
periremo.
Katya Venga.
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venerdì 2 maggio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Condividere, quanto mi piace
questo verbo perché appartiene alla famiglia dell'amore, della fratellanza e
dell'uguaglianza.
Dobbiamo partire da questo
presupposto e da questa realtà: noi siamo tutti una grande famiglia.
Dov'è che oggi esiste il
concetto di condivisione?
In una famiglia, bisogna
solo estendere il concetto di famiglia.
Dio ha messo al mondo tutti
noi, abbiamo un unico Padre e quindi siamo tutti fratelli e sorelle.
Dio ha donato a tutti noi,
non a determinate famiglie suo Figlio Gesù, Dio non fa distinzione alcuna, e
perché dovremmo farne noi?
Il concetto di economia
condivisa renderebbe davvero perfetta l'economia perché condividendo le
ricchezze, i beni ne deriva un processo perfetto
Tutti avremmo la possibilità
di godere di ogni produzione, agli stessi livelli, non ci sarebbero più persone
isolare o escluse.
Gesù si è fatto inchiodare
sulla croce per noi, per la nostra Salvezza, ma se non seguiamo i suoi
insegnamenti, e come se gli voltassimo le spalle, rendendo questo suo
sacrificio vano.
Dobbiamo inchiodare ai
nostri cuori i sentimenti che dall'amore scaturiscono, e quindi amarci gli uni
gli altri secondo la Sua volontà.
Siamo il popolo di Dio e
anche se lontani, dispersi nel mondo siamo tutti un'unica discendenza.
Dobbiamo tentare e riuscire
a salvare i nostri fratelli e sorelle che soffrono in questo mondo, come?
Con l'economia condivisa
tutto questo si può, perché si mette a disposizione tutto per tutti.
Vivremmo in un mondo più
pulito, non ci sarebbe più alcuna invidia, alcuna scalata al potere, nessuna
prevaricazione.
Dio nella bibbia ci ha detto
di tutto e di più, è quella la nostra guida, ed è per questo che oggi molti
avendola accantonata e persa di vista, ci hanno ridotto in queste condizioni:
senza lavoro, senza case, in miseria e povertà con tutte le cause e concause
che ne derivano.
Vogliamo cambiare rotta?
Dobbiamo cambiare per
evitare di affondare, mettiamo in pratica gli insegnamenti della bibbia e non
periremo.
Katya Venga.
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giovedì 17 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
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RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice
scrive:
Leggendo l'Evangelo e
guardando la realtà dei nostri tempi
moderni, esso diventa "scomodo".
Scomodo sotto tanti aspetti
ma soprattutto per quanto riguarda l'aspetto socio-umanitario che ne esce
fuori.
Questo Evangelo innanzitutto
ci invita a vedere, a guardare, a non chiudere gli occhi.
E' molto facile chiudere gli
occhi, molto più facile di quanto si possa dire a parole.
Chiudere gli occhi è
facilissimo: basta stare sulle proprie posizioni, al caldo della propria
casa... ma anche stanotte ci sarà chi dormirà al freddo, su una panchina o in
qualche tunnel della stazione centrale.
“Per scelta” diranno alcuni;
può darsi!
“Per colpa” diranno altri;
può darsi!
“Per condanna”; forse.
Ma questo Evangelo è molto
scaltro con noi, non spiega le motivazioni, non fa delle distinzioni, per questo è scandaloso e ci fa
male.
Però dobbiamo avere il
coraggio di prenderlo sul serio questo queste parole .
Incoraggiamoci a vicenda a
compiere il bene, a fare del bene, unendo sentimenti d'amore e di gioia.
Noi che crediamo nella
potenza dell'Evangelo e crediamo che siamo la luce del mondo e il sale della
terra, portiamo a compimento quello a cui siamo stati chiamati.
Io mi sento trafitta da
questo Evangelo, ma non voglio arrendermi.
Io chiedo, questo oggi, al
Signore luce per essere luce, sapore per essere sapore.
Chiedo al Signore conforto
per essere conforto.
Chiedo a Dio la carità, che
è una relazione, un cambiamento della relazione.
Da indifferente a interessata,
da superficiale a profonda, da burocratica ad amichevole, da affrettata a
paziente…
La carità “partecipa”
dell’altro, della sua fragilità, dei suoi problemi.
La carità cambia il nemico
in amico, lo straniero in concittadino, il diverso in uguale...Chiedo a Dio di
condividere...già condividere il mio bene con gli altri, donare a chi ha bisogno.
La condivisione, termine che
oggi si usa poco perché la nostra società e diventata efficientista.
Il Figlio di Dio, esempio
vero di carità, venendo nel mondo non ha “risolto” molti dei problemi
incontrati, ma ha condiviso.
Potremo anche risolvere
alcune grandi emergenze del mondo, ma questo non può realizzarsi pienamente
senza la condivisione.
Non si tratta di garantire
degli interventi sociali, ma riconoscere la condizione del povero come qualcosa
che ci riguarda, qualcosa che ha un significato e che ci tocca da vicino.
Le persone sono accostate a
partire anche dai loro bisogni, ma in
quanto fratelli, figli di Dio.
Cercare una comunione di
vita tra “emarginati e non”, tra sani e malati, tra giovani e vecchi, tra
uomini e donne, permette di anticipare la “terra nuova” dove sarà asciugata
ogni lacrima.
Lasciamoci guidare dalla
Parola di Dio, e cerchiamo di metterla in pratica.
"In verità io vi dico:
tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli,
l’avete fatto a me”
Luisa Lauretta
sabato 5 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
CONDIVISA
ECONOMIA CONDIVISA – ECONOMIA GREGARIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Quando si parla di economia si pensa
all’accumulo delle risorse per fini personali ed individualisti; è difficile
pensare diversamente quando l’egoismo lo si lascia imperare nel proprio cuore.
Un esempio dell’economia gregaria lo
possiamo trovare nel regno animale, cioè nelle api che nella loro laboriosità
collettiva operano per il bene comune.
L’economia gregaria nell’ambito
familiare produce benessere per tutti i componenti e determina armonia fra
fratelli e genitori, questo viene determinato quando ci si rifà a dei principi
sani ed in particolare a quelli biblici.
I TIMOTEO 3:3-4. …non dedito al vino né violento, ma
sia mite, non litigioso, non attaccato al denaro, che governi bene la propria
famiglia e tenga i figli sottomessi e pienamente rispettosi..
Tre termini vanno evidenziati: famiglia,
governo e danaro.
Il nucleo fondamentale di un popolo è la
famiglia; emerge chiaramente che in primis si deve saper governare la propria
famiglia e poi pensare di governare la famiglia allargata, cioè la
collettività.
E’ importante conoscere se quel tale
governa bene la propria famiglia prima dare una delega per farlo governare a
livello di vertice.
Un buon padre di famiglia pensa
all’economia e come trovare le risorse per non far soffrire la moglie ed i
figli.
La stessa cosa dovrebbero fare i nostri
governanti; da quello che si può notare, invece, pensano ai propri interessi e
non si preoccupano degli altri.
Questo è contro i principi biblici che
sono alla base degli insegnamenti di Gesù ed a questi devono attenersi i
credenti in Cristo.
Il contesto cristiano,
generalmente, spesso dimentica il contenuto biblico, ma amano farsi chiamare
cristiani
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