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sabato 4 ottobre 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
COSA PUÒ FARE LA CHIESA
Come amministratori del denaro, dobbiamo vivere semplicemente, praticare l’aiuto reciproco all'interno della Chiesa, sostenere la giustizia economica, e dare con generosità e cuore allegro (Fil. 4:11,12; 2Cor. 8:13,14; 2Cor.9:7; Giac. 5:4).
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sabato 27 settembre 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE - CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Marco ferretti + 1
Oramai li non c'è più niente da condividere se non una cassa da morto.
-------------------------------------
Non sono d'accordo.
Dobbiamo aprire gli occhi dell'anima e del cuore.Dobbiamo rispolverare il vangelo.
I cristiani sono chiamati a chiudere gli occhi, vedi la parabola del Buon Samaritano.
E' anche scritto:"ama il prossimo tuo come te stesso".
Occorre una rivoluzione culturale nel mondo cristiano, occorre mettere i pratica gli insegnamenti di Gesù.
La prima comunità cristiana condivideva e fra di loro non vi era alcun bisognoso.
La condivisione scaturisce dall'amore per il prossimo, alle volte di fa confusione tra la carità e la condivisione.
Quella persona ha molto da dare, ma questa sua potenzialità non viene valorizzata perché l'egoismo impera nel mondo.
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sabato 6 settembre 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAPERCHE’ LA CONDIVISONE E’ L’ELEMENTO DENTRALE DEL PROGETTO?
Il progetto nasce da considerazioni bibliche e la condivisione la troviamo ovunque nella vita del credente.La condivisione è riferita anche all’economia e come tale ha le basi bibliche che sono anche le basi della fratellanza e del bene comune.Nel Vangelo di Matteo (22:36-40) leggiamo: “(36) Maestro, qual è, nella legge, il gran comandamento? (37) E Gesù disse: Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua. (38) Questo il grande e il primo comandamento. (39) Il secondo, simile ad esso, è: Ama il prossimo come te stesso. (40) Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge ed i profeti.L’estrema sintesi del cristianesimo pratico è concentrata nelle due affermazioni di Gesù.
NON C’E’ AMORE SE NON SI PRATICA LA CONDIVISIONE CHE E’ LA NATURALE ESPRESSIONE DELL’AMORE PER IL PROSSIMO.
giovedì 31 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAUn lettore scrive:
La situazione economica della chiesa Gerusalemme è dunque simile a quella che è riportata nel Manuale di Disciplina 6:17-23 e specialmente nell’ostracon.
Tutto ciò è molto significativo per la storicità di Atti e del Vangelo di Luca, la prima parte del libro (Luca-Atti) scritto da Luca.
È plausibile che quando Barnaba e Anania e Saffira hanno fatto i loro doni alla comunità di Gerusalemme, essi abbiano dovuto firmare un documento legale simile all’atto di donazione di Honi recentemente scoperto a Qumran.
1. L’ostracon è stato scoperto nell’inverno del 1996 da una spedizione archeologica diretta dal Prof. James F. Fare che ha fatto degli scavi nel sito centrale della comunità Essena di Qumran, alla base della parte esterna del muro perimetrale est.
L’ostracon è del tardo periodo Erodiano (20-68 E.V.).
2. Annotazioni sul Nuovo Testamento, pubblicato in tre volumi tra il 1641 e il 1650.
3. David Flusser, Judaism and the Origins of Christianity, pp. 150-168.
4. 1QS 6:18: uvimle'at lo shanah vetoch hayahad (e quando egli ha completato un anno nella Yahad...).
5. 1QS 6:19-20: el yad ha'ish hamevaker al melechet harabim ([la sua ricchezza sarà trasferita] all’Economo della Comunità).
6. 1QS 6:20-21: ad mele'at lo shanah shenit betoch anshe hayaHad (prima del suo completamento di un secondo anno tra gli uomini della Yahad); uvimle'at lo hashanah hashenit (e quando egli ha completato il secondo anno).
7. 1QS 6:21-23.
8. Per una discussione dei problemi topografici relativi all’identificazione di Holon, vedi Cross e Eshel, «Ostraca from Khirbet Qumrân».
9. Vedi nota 5.
10. vechimloto layaHad. Questo corrisponde all’inizio di 1QS 6:18 (vedi nota 4)! In questo passo, lo stesso verbo ricorre non meno di tre volte (linee 17,18,21).
11. Hisday di Holon era sicuramente uno schiavo non-Giudeo.
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mercoledì 16 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/42.
COSA PUÒ FARE LA CHIESA
1) PRINCIPIO:
Riconosciamo che Dio come Creatore è proprietario di tutte le cose.
Nell'Antico Testamento, l'anno sabatico e l'anno giubilare erano espressioni concrete della convinzione che la terra è di Dio e che il popolo d'Israele appartiene a Dio (Lev. 25:23,42,55).
Gesù, all'inizio del suo ministero, ha annunciato l'anno di grazia del Signore, spesso identificato con il Giubileo.
Attraverso Gesù, il povero ha sentito buone notizie, i prigionieri sono liberati, i ciechi recuperano la vista, e gli oppressi acquistano la libertà (Luca 4:16-21).
La prima chiesa di Gerusalemme ha messo il giubileo in pratica predicando il Vangelo, guarendo i malati, e condividendo i beni.
Le chiese erano solidali con chi si trovava nel bisogno (Atti 2:44,45; 4:32-37; 2Cor.8:1-15).
Come amministratori della terra di Dio, siamo chiamati ad aver cura della terra (Gen. 1:26-28).
Come amministratori del denaro, dobbiamo vivere semplicemente, praticare l’aiuto reciproco all'interno della Chiesa, sostenere la giustizia economica, e dare con generosità e cuore allegro (Fil. 4:11,12; 2Cor. 8:13,14; 2Cor.9:7; Giac. 5:4). Come persone dipendenti dalla provvidenza di Dio, non dobbiamo essere preoccupati per le necessità della vita, ma di cercare prima il regno di Dio (Mat.6:24-33).
Non possiamo essere veri servitori di Dio e lasciare che la nostra vita sia governata dal desiderio della ricchezza.
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giovedì 10 luglio 2014
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I lettori scrivono:
A Sergio che è favorevole ad un mondo SENZA RELIGIONI dove troverebbe le gioie, ho già risposto in ogni ambiente di G+ e di FB in cui ne ho avuto l'occasione.
SAREBBE ESATTAMENTE IL CONTRARIO DI QUELLO CHE LUI IPOTIZZA.
Già Oggi sono la Maggioranza a non avere il senso religioso e la sua aderenza.
E VEDIAMO CHE MONDO DI GIOIA C'è. !!!
Alle critiche rivolte alla non povertà PAPALE o ECCLESIALE, posso solo esprimere un paragone razionale : è forse la Chiesa un Ente di Beneficienza o qualcosa di simile ad una ONG ?
Perché non richiedere allora al Proprio Comune di appartenenza, dato che si chiama COMUNE di spogliarsi di ogni bene così che sarebbe davvero messa in COMUNE ?
Per Chi non ne fosse a conoscenza : la ragione d'essere della Chiesa è l'annuncio del Vangelo e la salvezza eterna delle Anime.
Per farlo deve esserne in grado con mezzi sufficienti ed adeguati.
Guardiamo alla sostanza e non solo alla ROBA..
GRAZIE
mercoledì 9 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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Una
lettrice scrive:
Il
comandamento dell’amore del prossimo è “antico” nella lettera,
ma “nuovo” della novità stessa del vangelo.
Nuovo
perché non è più solo “legge”, ma anche, “grazia”.
Si
fonda sulla comunione con Cristo, resa possibile dal dono dello
Spirito.
«Ama
il prossimo tuo come te stesso»!
Nel
Vangelo predicato dal Cristo, questo comando è l’altro aspetto
dell’amore verso Dio; come l’amore verso Dio è l’altro aspetto
di quello verso il prossimo.
Inscindibili,
l’uno è la porta e l’altro la via, come due ali che insieme
mettono in atto il volo della speranza e della pace.
«L’amore
dell’uomo verso il proprio simile è comandato da ogni cammino
cristiano. Da sempre e ovunque, la via dell’amore reciproco è la
via maestra dell’umanità e dell'essere cristiani.
Questo
è prima di tutto un dovere di onestà, perché così è; inoltre
effonde in me cristiana e anima consacrata una profonda gioia, in
quanto mi mette sulla via giusta per comprendere e testimoniare il
comando di amare il prossimo come se stessi, ribadito così
fortemente da Gesù.
La
lieta notizia del Vangelo, infatti, non consiste tanto nel fatto che
Gesù abbia insegnato ciò che mancava, ma piuttosto nel carisma di
grazia e di profumo che ha riversato sopra a una legge scolpita
nell’intimo dei cuori fin dall’inizio.
Il
Vangelo è il lieto annuncio di una qualità, di un profumo, di un
sapore, di un’intensità, riversati su ciò che da sempre e ovunque
è.
Così
il cristiano non ha la missione di salvare il mondo in extremis, ma
quella di testimoniare che l’amore vicendevole, che tutti
percepiscono nelle fibre del loro cuore, è cammino reale, saporito,
soave, anche nelle situazioni che la ragione umana non riesce più a
decifrare.
Anzi!
Proprio
là dove il limite umano diviene difficoltà, la grazia dischiude la
porta alla via maestra dell’amore.
La
chiave di quella porta è il perdono!
Gesù
raccolse il precetto dell’amore verso il prossimo già enunciato
dall’Antico Testamento e, riversandovi il carisma del Vangelo, lo
pose a fondamento del Nuovo.
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martedì 8 luglio 2014
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Una
lettrice scrive:
In questo periodo di crisi il laicato trinitario è chiamato a dare risposte alle nuove povertà e alle nuove schiavitù che sono presenti nella nostra società.
Per
dare una risposta autentica ed efficace dobbiamo rivolgere lo sguardo
alla comunità apostolica.
I
discepoli imparano da Gesù non solo le cose da insegnare, ma per
prima cosa imparano a commuoversi.
Se
ancora c'è qualcuno che si commuove per gli altri, questo mondo può
ancora sperare.
E'
facile commuoversi per se stessi, è facile piangere su se stessi, ma
ciò è inutile, è sterile.
I
discepoli, partiti per stare in disparte, imparano a essere a
disposizione di tutti, imparano che l'amore non va in disparte, non
va in vacanza, non riposa, non ha tregua, finché c 'è folla che
tende la mani che invoca pane e pace.
Io come
laica trinitaria faccio mio il motto di San Giovanni de Matha "liberi
per liberare", dobbiamo tutti farci promotori di questo
messaggio non cercando di aiutare solo I lontani ma anche I vicini
poiché i poveri li abbiamo anche tra noi.
Tutti
siamo chiamati a liberare il nostro prossimo dalle schiavitù che lo
tengono incatenato usando l'arma evangelica dell'Amore (Una risposta
d'amore alla povertà di oggi).
Angela
Auletta
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Una
lettrice scrive:
Tu non
ti preoccupare, vai avanti e grida al mondo intero che GESU' CRISTO
E' IL SIGNORE DELLA NOSTRA VITA.
Ama il prossimo tuo come te stesso
significa che il fratello o il prossimo è uguale a te e merita il
tuo stesso amore.
Il
nostro prossimo è costato lo stesso SANGUE DI CRISTO che è costato
per noi.
Carissimo
fratello questo pensiero che ti mando non vuole essere una predica.
Purtroppo
è vero molti si limitano solo a fare la predica e si sentono a posto
con la coscienza!!!
Un
Servo di Dio diceva: << Se tu dici di amare il tuo Gesù e poi
te ne stai per i fatti tuoi mentre fuori i fratelli soffrono, saresti
una SFRUTTATRICE DELL'AMORE DI CRISTO CHE HA DATO SE STESSO PER
TUTTI>>.
Un
brano del vangelo mette in luce un aspetto della fede cristiana,
racchiuso nell'interrogativo di Gesù: "Voi chi dite che io
sia?", traducibile anche con "Chi sono io per voi, per
te?".
Ecco,
questa domanda esige una risposta personale e chiede che se ne
valutino le conseguenze.
«Chi è
Gesù per me? Quanto è entrato nella mia vita? Come orienta i miei
pensieri, le mie decisioni, le mie scelte?»
Il
vangelo suggerisce che non basta una risposta teologicamente
corretta, come quella di Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio
del Dio vivente».
Una
dichiarazione di questo genere deve cambiare radicalmente la vita,
altrimenti resta concretamente, pur nella sua grandezza e pregnanza,
un vuoto suono di parole.
Lo
stesso Pietro comprenderà soltanto successivamente la portata della
sua dichiarazione, dopo essere passato attraverso l'esperienza del
tradimento ed essere stato coinvolto nel mistero della passione e
della risurrezione di Gesù.
La
Pasqua del Signore sarà l'evento decisivo e determinante.
Dopo la
risurrezione di Gesù, Pietro non sarà più interrogato sulla fede,
ma sull'amore: «Mi ami tu?» e sarà invitato nuovamente alla
sequela.
Ed è
sorprendente che Gesù continui a dire a Simon Pietro che si fida di
lui.
È
incredibile come il Signore scelga con assoluta libertà e
benevolenza persone deboli e fragili, anche peccatrici, e affidi loro
un compito umanamente "insopportabile".
L'amore
sapiente di Dio va oltre i nostri meriti e perfino oltre la
consapevolezza delle nostre qualità.
Ma Gesù
non lascia soli: «Io sono con voi tutti i giorni».
Egli fa
sentire la sua presenza premurosa soprattutto nei momenti difficili,
quando i discepoli cominciano ad avere paura, quando nella loro
debolezza lo rinnegano e lo tradiscono, quando "per il nome di
Gesù" sono messi alla prova, vengono combattuti e perseguitati.
Per cui
la prospettiva del martirio non va considerata un incidente di
percorso, ma un orizzonte entro il quale vedere e vivere la sequela
del Signore.
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NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
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Una
lettrice scrive:
Ci sono
uomini che servono Dio con fede.
Sono
dei « Servi di Cristo », appunto dei « ministri »; sono
«dispensatori dei misteri di Dio », risponde Paolo. (1 Cor 4,1-5).
Per
fare questo occorre che siano fedeli, che trasmettano quanto hanno
ricevuto.
Noi non
ci dobbiamo fermare a loro ma, tramite il loro servizio, unirci a
Gesù, che unicamente conta e che è il Signore.
Talora
ci fermiamo al ministro e dimentichiamo Lui, che solo non ha difetti:
gli altri hanno tutti una perfezione assai limitata.
Neppure
c’è da stupirsi che possano incorrere in colpe.
In ogni
modo, è ancora Paolo che lo dice, il giudizio è dato da Gesù
Cristo, che rende manifeste le intenzioni segrete dei cuori.
L’Apostolo
dice: « Mio giudice è il Signore!».
Lo
dobbiamo tenere a mente anche noi , così inclini a giudicare, o a
essere in ansia per i giudizi umani che ci toccano.
Non ce
ne dobbiamo inquietare più di tanto, assai poco.
La
ricre in noi stessi con le realtà terrene, necessarie alla esistenza
nostra e a quella degli uomini, ad avere sollecitudine e
responsabilità per il mondo.chezza, che Gesù paragona a un padrone,
non può essere servita da chi intende amare Dio.
Il
denaro è facile che leghi il cuore, che rappresenti l’unica
preoccupazione.
Cristo
mette in guardia dall’affanno opprimente per il domani, quasi che
l’avere da mangiare e da vestirsi sia l’unica cosa che conta, e
quasi che Dio sia indifferente alle necessità degli uomini.
Siamo
esortati ad avere fiducia nella provvidenza: il che non significa
pigrizia, o sfruttamento degli altri: sarebbe un tentare Dio.
Quante
volte si trascorre un’intera vita in questo affanno, si dimentica
l’amore di Dio e anche quello del prossimo, e ci si ritrova alla
fine con le mani vuote di opere buone, se pure non anche con la
privazione di quei beni per l’accumulo dei quali soltanto ci siamo
affannati. (Mt 6, 24-34).
Il
Vangelo ci spinge a ricercare la pacificazione interiore, necessità, amore,
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lunedì 7 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
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PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA -
ECONOMIA DELL’IMPRESA
Una
lettrice scrive:
Ho
letto più volte il tuo post, ma non ho capito bene il passaggio che
dice
"può ingenerare violenza".
Sembra
che la violenza dipenda solo dal modo di concepire il lavoro.
Io
penso che la violenza umana sia ben più a monte.
La
violenza può essere scatenata dall'odio, dalla rabbia, dall'invidia,
dalla
frustrazione e da tanti altre cause.
Solo
chi fa un grosso lavoro su di se e si educa alla scuola dell'amore
può
imparare a far emergere il bene sul male.
Quindi
anche chi si trova in condizioni "avvantaggiate" e vive in
comunità che
applicano la regola del Vangelo, non è esente
dall'essere tentato.
Quello
che è interessante è l'avere intorno persone che ti amano,
accettano i
tuoi limiti e che ti fanno vivere l'esperienza del
perdono. Chi è perdonato
impara a perdonare e chi è amato impara ad
amare.
Solo
così penso possa crescere un modo di concepire il lavoro a misura
d'uomo, ma mai dimenticarsi che siamo stati creati col libero
arbitrio.
Grazie
per lo spunto di riflessione che ci hai offerto.
Buona
serata,
--------------
Concordo
con te, ma la mia è una considerazione che riguarda la
conflittualità
salariare nell'ambito del lavoro.
E'
ovvio che la causa scatenante la violenza può avere diversissime
motivazioni.
Potremmo
scrivere dei libri in merito.
Grazie
di cuore per la tua riflessione.
Buona
serata a te.
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sabato 5 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
La Comunità
non può smentire il Vangelo sottomettendo Cristo alle preferenze personali dei
singoli credenti, ma è tenuta alla fedeltà alla rivelazione biblica, nei quali
trovano spiegazione determinati insegnamenti e disposizioni.
Occorrerebbe considerare attentamente
"l'essere parte di Cristo", poiché nonostante le apparenze le due
espressioni non sempre si equivalgono.
Si può
appartenere alla Comunità senza coltivare però alcun legame di spiritualità; si
può frequentare un gruppo religioso anche attivamente e con grande zelo
operativo semplicemente per esternare il proprio estro e la propria grinta
esibizionistica senza alcun interesse verso Gesù Cristo.
Così pure
(come spesso avviene nelle nostre comunità) si può essere disposti a seguire
lunghe prediche e di prescrizioni burocratiche pur di realizzare la
consuetudine di una celebrazione in pompa magna, senza provare alcun trasporto
verso Cristo.
Poiché Comunità
è la comunione dei credenti vincolati fra di loro e con il loro Capo Gesù
Cristo, poiché essa è il Corpo di cui Cristo è capo e noi siamo sue membra, la
condizione per cui ci sentiamo realmente Chiesa è quella di sentirci vincolati
innanzitutto a Cristo Capo, vivendo incondizionatamente la nostra appartenenza
a Lui che ci comunica il suo volere nella persona dei pastori e dei
ministri.
Occorre
pertanto che ciascuno consideri non il ruolo o la posizione di vantaggio o di
comodo da occupare nella Chiesa, non la posizione più gradevole o privilegiata,
ma quella del servizio che Cristo richiede a ciascuno nella Chiesa.
E in primo
luogo la posizione di appartenenza a Cristo nella Chiesa.
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giovedì 3 luglio 2014
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Un lettore scrive:
PER
UNA NUOVA CIVILTÀ CRISTIANA
Il punto di partenza, oggi,
per tracciare una linea di condotta per il cristiano impegnato nel
sociale è, evidentemente, l’«ideale», cioè il fine, di
organizzare una società a misura d’uomo e secondo il piano di Dio.L’ideale in questo frangente storico, consiste, nel restaurare e nel promuovere la cultura e la civiltà cristiana. Queste tesi sarebbero enunciate in modo insufficiente se non comprendessero una definizione di che cosa intendiamo con “cultura cristiana” e con “civiltà cristiana”. Sappiamo che i termini “civiltà” e “cultura” sono usati in molti significati diversi.
Chiaramente non pretendiamo, in questa sede, di prender posizione su una questione di terminologia e ci limitiamo a usare questi vocaboli come etichette di precisione relativa per indicare certe realtà, più preoccupati di dare un’idea vera di queste realtà che di discutere sulle parole.
Un’anima in stato di grazia è, in grado maggiore o minore, in possesso di tutte le virtù. Illuminata dalla fede, dispone degli elementi per formarsi l’unica visione vera del mondo.
L’elemento fondamentale della cultura cristiana è la visione del mondo elaborata secondo la dottrina del Vangelo.
Questa cultura comprende non solo l’istruzione, che è il possesso dei dati d’informazione necessari a una tale elaborazione, ma un’analisi e un coordinamento di questi dati secondo la dottrina cristiana.
Essa non si limita al campo teologico o filosofico o scientifico, ma abbraccia tutto il sapere umano, si riflette nell’arte e implica l’affermazione di valori che impregnano tutti gli aspetti dell’esierestenza.
Civiltà cristiana è l’ordinamento di tutte le relazioni umane, di tutte le istituzioni umane, e dello stesso Stato, secondo la dottrina del Vangelo.
Il mondo moderno è un mondo in cui la civiltà inesorabilmente, ora anche con marcia spedita, si sta allontanando dalle sue radici cristiane.
Da qui deriva per il laico cristiano l’arduo compito di riportare tutto a Cristo: relazioni, cultura, leggi, istituzioni.
Achille Suoranna
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mercoledì 2 luglio 2014
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RIFLESSIONI-MASSIMA
DIFFUSIONE.
Una Missione Cristiana
Evangelica Risveglio mi ha scritto dicendo che non devo insistere nell'invitare
le persone a visitare il blog. altrimenti è costretta a prendere dei
provvedimenti.
Tu
cosa pensi di ciò?
-------------------
Alcune risposte:
----------------------
fratello caro condivido con
tutte le possibili risposte... vai avanti e non fermarti davanti a niente e a
nessuno DTBG!
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Non dobbiamo piacere agli
uomini : se la tua opera è da Dio prospererà
buona giornata Dio ti benedica.
---------------------
Il maligno usa le persone
per tirarci giù però Dio vuole che noi
dobbiamo continuare la sua opera non tutti crederanno tutti sono chiamati però
pochi scelti al suo regno.
Dico che c’è bisogno di consultare
la parola di Dio.
Cosa avrebbe fatto Gesù se
era in questa epoca a fare l'opera a quale è stato chiamato.
Conclusione: Gesù non si è
fermato neanche di fronte alla morte!!!
Io non mi fermerei affatto,
poiché che Gesù dice: IO HO VINTO IL MONDO.
----------------------
Grazie, Fratellone.
Dio ti benedica Grandemente.
Mi hai edificato, continuiamo
a portare la verità al mondo, perché la verità è Cristo Gesù.
Tutto il mondo deve sapere
che Gesù è il Signore.
Continua anche tu con il
blog.
Dio ti benedica grandemente.
-------------------------
Sinceramente a me non
dispiace, anzi sbaglio io avvolte a non
darti conto perché sono impegnato, vai avanti!!!.
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Ma certamente, io vado avanti, bisogna perseverare nelle vie
del Signore.
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Gesù ha detto di
predicare a tempo e fuor di tempo e un ordine del Signore predicare l'evangelo
:-):-):-):-).
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L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI-MASSIMA
DIFFUSIONE.
Una Missione Cristiana
Evangelica Risveglio mi ha scritto dicendo che non devo insistere nell'invitare
le persone a visitare il blog. altrimenti è costretta a prendere dei
provvedimenti.
Tu
cosa pensi di ciò?
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Alcune risposte:
Ahahah
Fai cio che dio ti mette in
cuore;
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che è una bufala bella e
buona dtb
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Continua .... Il nemico ci
attacca solo perché gli diamo fastidio tu persevera .... Dio ti benedica.
Ieri sera c'è stato un messaggio
potente a capaci con il fratello Gabriele ... Il messaggio è stato su Giovanni
la voce che grida nel deserto ..... E alla fine non fu amato ma gli fu tagliata
la testa ... Se fossero dei nostri non ti punterebbero il dito .... Dio è amore
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Continua a invitare. DTBG - Pace
di CRISTO
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continua su questa via,
queste persone si devono ravvedere
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Io predico il Vangelo come Gesù mi ha comandato.
Dio ci ha lasciati liberi di
credere in Lui o non credere non vedo perché io che se amo Dio e mi piacerebbe
che tutti lo amassero ma non posso pretendere dagli altri più di Dio.
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Come in ogni cosa bisogna
imparare da Gesù.....Lui dice (imparate da me...io ti consiglio, Gesù bussa, perché
è educato, seppure è il padrone,) quindi per ogni cosa bisogna usare
delicatezza e rispetto.
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Chiediamo a Dio ogni cosa.
Se uno non vuole trovare il
tuo blog può rimuoverti dagli amici, non credo ci siano problemi a me molti mi
hanno tolto, non credenti perché li disturbava i post sulla Parola di Dio
Se è lo Spirito Santo a
guidarti vai avanti...e ascolta solo Dio
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Io dico fai quello che è
più giusto, un abbraccio.
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