Visualizzazione post con etichetta modello. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta modello. Mostra tutti i post
domenica 27 marzo 2016
L'economia condivisa è un modello concepito e praticato II-III secoli a.C fino a qualche tempo dopo Cristo.
Etichette:
apostoli,
condivisione,
conflittualità,
Cristo,
economia,
egoismo,
Gesù,
modello,
povero,
prevaricazione
sabato 5 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Gli stadi dello sviluppo umano: gruppi o nazioni.
Come un individuo può
passare da un tipo di economia a un’altra, così un gruppo di persone o anche la
razza umana nel suo insieme possono passare da un tipo di economia a un’altra
per realizzare un modello di sviluppo più consone alle proprie esigenze.
E’ possibile determinare quale stadio di
sviluppo umano sia stato raggiunto da un certo gruppo o da una nazione
osservando le caratteristiche della sua vita collettiva e dei suoi rapporti con
altri gruppi o nazioni per ipotizzare i vari possibili scenari futuri economici
e non.
Si possono individuare tre
stadi di sviluppo di civiltà: quello primitivo, quello moderno e quello
spirituale o avanzato; questa semplificazione è necessaria per capire da dove
veniamo, dove pensiamo di proiettare il futuro economico per le generazioni avvenire.
L’economia parassitaria e l’economia
predatoria appartengono al primo stadio (quello primitivo), l’economia dell’impresa
e l’economia gregaria possiamo inserirle nel secondo stadio, mentre all’ultimo
stadio viene individuata l’economia di servizio che si ispira a principi
spirituali avanzati, ma altro non sono che i principi biblici per i cristiani.
Nel primo stadio abbiamo una
economia transitoria e violenta.
Nel secondo stadio vi sono
ampi elementi di violenza, anche se con un desiderio crescente di stabilità e
nonviolenza, ma con forte spinta egoistica.
L’ultimo stadio (l’economia
di servizio) si ha la volontà di perseguire la strada della pace, la stabilità
e la nonviolenza.
A quest’ultimo stadio
dovrebbe mirare il mondo cristiano in rispetto degli insegnamenti di Gesù.
martedì 1 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/28.
Eppure tutti gli economisti che oggi vanno per la maggiore sono convinti
che chiunque si debba comportare esattamente come il contadino del modello
ricardiano di due secoli fa, soprattutto lo Stato.
E questo cosa significa?
Che secondo loro tutti, chiunque al mondo maneggi denaro, soprattutto il
Governo, deve prima risparmiare, poi potrà
spendere/investire, e sono convinti che quell’investimento futuro genererà
ricchezze e impiego per il Paese.
Infatti oggi nel mondo moderno tutta la teoria economica che regola le
nostre vite predica la soluzione di Ricardo per la crescita economica, e gli
accordi sul commercio internazionale, come quelli siglati nell’ambito del WTO si
basano sul modello economico ricardiano sviluppato due secoli fa. Viene
insegnato in tutte le Università più importanti da cui escono tutti i
tecnocrati che contano (Draghi, Monti, ecc.).
E il risultato è questo: hanno convinto tutti, Governi inclusi, a chiudere
la borsa della spesa e a mettere denaro da parte per investire/spendere domani.
Conseguenze?
A) Allo Stato viene detto che deve ridurre la spesa e accumulare un surplus
(risparmio) di denaro, così potrà investire un domani.
Ma così facendo, non solo lo Stato ci dà 100 e ci toglie 100, che come
spiegato sopra è già un disastro per i cittadini e le aziende, ma addirittura
si mette a darci 100 e a tassarci 150 per fare il suo surplus (risparmio)
ricardiano, così noi andiamo sempre in rosso di 50 ogni anno, e invece della
futura creazione di ricchezza abbiamo un’apocalisse economica immediata.
B) I cittadini vengono incoraggiati a mettere da parte più denaro possibile
in prodotti finanziari di ogni tipo (con cui poi le finanziarie speculano) e
che è tutto denaro paralizzato, cioè non investito nell’economia reale.
Quel denaro equivale pari a merci, servizi, lavori, case, auto, cibo ecc.
non venduti, poiché non viene speso!
Questo, come disse Malthus, deprime la domanda aggregata e manda
a rotoli l’economia.
Etichette:
commercio,
contadino,
crescita,
denaro,
economica,
governo,
investimento,
modello,
paese,
ricchezza,
risparmiare,
stato,
sviluppo,
tecnocrati
Iscriviti a:
Post (Atom)


