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sabato 4 ottobre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE - CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle:



COSA PUÒ FARE LA CHIESA
1) PRINCIPIO: Riconosciamo che Dio come Creatore è proprietario di tutte le cose.
Nell'Antico Testamento, l'anno sabatico e l'anno giubilare erano espressioni concrete della convinzione che la terra è di Dio e che il popolo d'Israele appartiene a Dio (Lev. 25:23,42,55).
Gesù, all'inizio del suo ministero, ha annunciato l'anno di grazia del Signore, spesso identificato con il Giubileo.
Attraverso Gesù, il povero ha sentito buone notizie, i prigionieri sono liberati, i ciechi recuperano la vista, e gli oppressi acquistano la libertà (Luca 4:16-21).
La prima chiesa di Gerusalemme ha messo il giubileo in pratica predicando il Vangelo, guarendo i malati, e condividendo i beni.
Le chiese erano solidali con chi si trovava nel bisogno (Atti 2:44,45; 4:32-37; 2Cor.8:1-15).
Come amministratori della terra di Dio, siamo chiamati ad aver cura della terra (Gen. 1:26-28).

Come amministratori del denaro, dobbiamo vivere semplicemente, praticare l’aiuto reciproco all'interno della Chiesa, sostenere la giustizia economica, e dare con generosità e cuore allegro (Fil. 4:11,12; 2Cor. 8:13,14; 2Cor.9:7; Giac. 5:4).
Come persone dipendenti dalla provvidenza di Dio, non dobbiamo essere preoccupati per le necessità della vita, ma di cercare prima il regno di Dio (Mat.6:24-33).
Non possiamo essere veri servitori di Dio e lasciare che la nostra vita sia governata dal desiderio della ricchezza.


venerdì 5 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA


ECONOMIA CONDIVISA – BONTA’ – VERITA’Proverbi 3:1-3. (1) Figliuol mio, non dimenticare il mio insegnamento, e il tuo cuore osservi i miei comandamenti, (2) perché ti procureranno lunghi giorni, anni di vita e di prosperità. (3) Bontà e verità non ti abbandonino; legatele al collo, scrivile sulla tavola del tuo cuore; …Spesso si parla di trasparenza, ma cosa è la trasparenza?Non occultare la verità è trasparenza, il cristiano deve agire in verità è bontà.La verità e la bontà sono elementi essenziali nel progetto DELL’ECONOMIA CONDIVISA.-----------------------------FRATELLANZA – DIRITTO PUBBLICO – BENE COMUNE
ISAIA 1:17. Imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l’oppresso, fate ragione all’orfano, difendete la causa della vedova.Gesù disse: voi tutti siete fratelli.Il concetto della fratellanza e del bene comune risale a circa III secoli a.C. dove alcuni studiosi della Vecchio Testamento hanno ravvisato la necessità di creare una comunità in cui si prativa la condivisione del bene comune.In quella comunità vi era la partecipazione diretta dell’individuo nella produzione e ripartizione del bene.Il diritto pubblico s’ispira ai principi della fratellanza e del bene comune.NEL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISA DETTI PRINCIPI SONO FONDAMENTALI.


martedì 5 agosto 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:

 
RIFLESSIONI: 

3) L'accumulo di ricchezza

Il terzo assioma della teoria economica biblica è che l'accumulo della ricchezza è una virtù, non un vizio.
L'uomo, che deve partecipare al processo creativo, non dovrebbe essere demotivato da una protezione inadeguata della proprietà privata, ed è benedetto quando il risultato del lavoro onesto risulta in ricchezza.
La Torah descrive in grande dettaglio le ricchezze dei patriarchi, Abrahamo, Isacco e Giacobbe.
La ricchezza, accumulata onestamente, è una benedizione di Dio.

4) Assistenza ai bisognosi

Il quarto assioma della teoria economica biblica è l'obbligo di provvedere ai bisognosi attraverso la beneficenza – la Tzedakah (letteralmente giustizia). "Quando vi sarà in mezzo a te qualcuno dei tuoi fratelli che sia bisognoso in una delle tue città nel paese che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti dà, non indurirai il cuore tuo, e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso; anzi gli aprirai largamente la mano e gli presterai quanto gli abbisognerà per la necessità per la quale si trova" (Deut.15:7,8). Il compito dell'uomo nel mondo non è solo quello di lavorare, creare, innovare, produrre ricchezza, ma anche di prendersi cura di chi è nel bisogno.ShalomArgentino Quintavalle


domenica 27 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/35.



3) L'accumulo di ricchezza
Il terzo assioma della teoria economica biblica è che l'accumulo della ricchezza è una virtù, non un vizio.
L'uomo, che deve partecipare al processo creativo, non dovrebbe essere demotivato da una protezione inadeguata della proprietà privata, ed è benedetto quando il risultato del lavoro onesto risulta in ricchezza.
La Torah descrive in grande dettaglio le ricchezze dei patriarchi, Abrahamo, Isacco e Giacobbe.
La ricchezza, accumulata onestamente, è una benedizione di Dio.
4) Assistenza ai bisognosi
Il quarto assioma della teoria economica biblica è l'obbligo di provvedere ai bisognosi attraverso la beneficenza – la Tzedakah (letteralmente giustizia).
"Quando vi sarà in mezzo a te qualcuno dei tuoi fratelli che sia bisognoso in una delle tue città nel paese che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti dà, non indurirai il cuore tuo, e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso; anzi gli aprirai largamente la mano e gli presterai quanto gli abbisognerà per la necessità per la quale si trova" (Deut.15:7,8).
Il compito dell'uomo nel mondo non è solo quello di lavorare, creare, innovare, produrre ricchezza, ma anche di prendersi cura di chi è nel bisogno.


sabato 26 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
CONCETTO DI DEMOCRAZIA NELL’ECONOMIA CONDIVISA.

Quando si parla di democrazia, la prima domanda è: che tipo di democrazia?
In questo caso dobbiamo parlare di democrazia nell’ambito dell’economia condivisa.
In generale, economia significa potere contrattuale e conflittualità, questo perché prevale l’egoismo e non l’altruismo.
Se vi è conflittualità ed egoismo l’economia condivisa non può aver luogo perché i contesti sono incompatibili.
Si può dedurre che dalla condivisione scaturisce la vera democrazia perché non c’è la violenza ed il diritto prevale sul potere, si garantisce il l’eguaglianza e la giustizia al più debole.
La democrazia non può esistere dove ci sono fame e miseria, lusso e privilegi; un chiaro indicatore dello sfruttamento del forte o prepotente sul debole indifeso.
IL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDVISA SORGE PER ELIMINARE QUESTO STATO DI COSE. 


mercoledì 16 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA 
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/42.



COSA PUÒ FARE LA CHIESA
1) PRINCIPIO:
Riconosciamo che Dio come Creatore è proprietario di tutte le cose.
Nell'Antico Testamento, l'anno sabatico e l'anno giubilare erano espressioni concrete della convinzione che la terra è di Dio e che il popolo d'Israele appartiene a Dio (Lev. 25:23,42,55).
Gesù, all'inizio del suo ministero, ha annunciato l'anno di grazia del Signore, spesso identificato con il Giubileo. 

Attraverso Gesù, il povero ha sentito buone notizie, i prigionieri sono liberati, i ciechi recuperano la vista, e gli oppressi acquistano la libertà (Luca 4:16-21).
La prima chiesa di Gerusalemme ha messo il giubileo in pratica predicando il Vangelo, guarendo i malati, e condividendo i beni.
Le chiese erano solidali con chi si trovava nel bisogno (Atti 2:44,45; 4:32-37; 2Cor.8:1-15).
Come amministratori della terra di Dio, siamo chiamati ad aver cura della terra (Gen. 1:26-28).
Come amministratori del denaro, dobbiamo vivere semplicemente, praticare l’aiuto reciproco all'interno della Chiesa, sostenere la giustizia economica, e dare con generosità e cuore allegro (Fil. 4:11,12; 2Cor. 8:13,14; 2Cor.9:7; Giac. 5:4). Come persone dipendenti dalla provvidenza di Dio, non dobbiamo essere preoccupati per le necessità della vita, ma di cercare prima il regno di Dio (Mat.6:24-33).
Non possiamo essere veri servitori di Dio e lasciare che la nostra vita sia governata dal desiderio della ricchezza.


martedì 15 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAArgentino Quintavalle/39.

 RIFLESSIONI: Nessuno deve pensare che Dio non ricompensa l’aiuto che si dà agli altri. 

Un fiume che si getta nel mare, non per questo vede diminuita la sua acqua.
Ciò che si dà viene rimborsato il centuplo.
L’acqua che scorre lascia dietro di sé un dono di fertilità e di ricca vegetazione.
L'erba sulle sue sponde è rigogliosa e florida.
Questa è la benedizione di coloro che mostrano misericordia verso i poveri.
Il profeta Isaia dice: "Non è egli questo: che tu divida il tuo pane con chi ha fame, che tu meni a casa tua gl'infelici senz'asilo, che quando vedi uno ignudo tu lo copra, e che tu non ti nasconda a colui ch'è carne della tua carne?
Allora la tua luce spunterà come l'aurora, e la tua guarigione germoglierà prontamente; la tua giustizia ti precederà, e la gloria dell'Eterno sarà la tua retroguardia. 

Allora chiamerai, e l'Eterno ti risponderà; griderai, ed egli dirà: Eccomi!
Se tu togli di mezzo a te il giogo, il gesto minaccioso ed il parlare iniquo; se l'anima tua supplisce ai bisogni dell'affamato, e sazi l'anima afflitta, la tua luce si leverà nelle tenebre, e la tua notte oscura sarà come il mezzodì; l'Eterno ti guiderà del continuo, sazierà l'anima tua nei luoghi aridi, darà vigore alle tue ossa; e tu sarai come un giardino ben annaffiato, come una sorgente la cui acqua non manca mai" (Is.58:7-11).

sabato 12 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO


ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA



RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:


La vita di Dio, dentro di noi, è iniziata quando siamo esistiti.
Questo è bellissimo!
Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus.
Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte.
Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti.

La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace.

martedì 8 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:

Tutto ciò che di bello e di buono c’è nel mondo ( cose, attività, relazioni, ecc) sarà allora illuminato da una nuova luce e da nulla saremo manipolati e posseduti.
Confidando nella paternità di Dio nulla ci creerà ansia, affanno, ma tutto, nel nostro intimo, nella nostra vita, sarà pervaso dalla sua presenza rassicurante, perché la sua Provvidenza non abbandona le sue creature.
Ciò nonostante noi, nel concreto, rimaniamo responsabili della nostra vita, perché Dio donandoci la libertà ha voluto responsabilizzarci e ci ha fornito nell’intimo i valori del Regno (giustizia, uguaglianza, equità, fraternità, carità, ecc.) che motivano le nostre azioni di uomini, di fratelli e di figli di Dio.
Anche oggi siamo chiamati ad essere « commensali di Dio in questo mondo ».
Se capissimo in profondità la grazia, comprenderemmo che l’amore di Dio per noi, la sua provvidenza e misericordia, è stata e continua ad essere immensa.
Certo questo convito è solo un inizio di comunione con Dio.
Siamo nell’attesa e nella speranza della « perfetta comunione nella vita eterna», ma ne è già un pegno sicuro.
E’ questa commensalità, questa «alleanza nuova ed eterna », che dona alla Comunità di dedicarsi « con serena fiducia » al servizio di Dio.
La fede ci impegna a far sì « che il corso degli eventi del mondo si svolga secondo la volontà di Dio nella giustizia e nella pace ».
In essa troviamo la forza della giustizia, che domina l’avidità e l’egoismo, e della pace, che vince ogni presunzione e cattiveria.
Capita di tutto nel mondo: persino che una madre snaturata dimentichi il suo bambino.
Non avverrà invece mai che Dio si dimentichi dell’uomo, che è la sua creatura prediletta.
Ci viene talora sulla labbra l’amara, e insensata , considerazione: Dio si è dimenticato di me, perché mi manda troppe tribolazioni.
E’ semplicemente assurdo: «Io non ti dimenticherò mai », dice il Signore. (Is 49, 14-15.)
E’ la certezza più gioiosa che possiamo avere.
Il nostro prossimo non di rado ci trascura, dopo tante promesse; Dio non ci trascura mai.

Il segreto della pace interiore e di tutta la vita spirituale sta nella convinzione incrollabile che Dio non si dimentica di noi, che ci è vicino, anche se non lo sentiamo, e che ci ama come Dio sa amare, e quindi immensamente.

domenica 20 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
L’economia e la libertà dei popoli.

Un popolo può considerarsi indipendente se riesce ad avere un’economia basata  sull’autosufficienza in quanto ad alimentazione, vestiario, casa e deve costruire un ordine sociale capace di autogestirsi in tutti i settori produttivi.
L’indipendenza politica non basta per determinare la stabilità se l’economia è condizionata da altri Stati, qualsiasi armamento non potrà garantire la pace trai popoli se non c’è l’autosufficienza nella Nazione.
L’uomo può considerarsi libero se è nelle condizioni economiche autonome, se la retribuzione del lavoro svolto gli consente di condurre una vita dignitosa.
Quasi tutte le guerre sono fondate su questioni economiche, i conflitti cessano nella misura in cui l’equità soppianta la sperequazione economica.
Chi dice di volere la pace e si prodiga per avere un’economia perequativa si contraddice, solo l’economia di condivisione può far cessare la conflittualità tra gli uomini e fra i popoli.
I pseudo teologi fanno molto chiasso sull’amore per il prossimo e la fratellanza, ma nulla fanno per creare una equa e condivisa.

Occorre passare dalla predica alla pratica, solo così si può essere credibili come predicatori  di giustizia.

venerdì 18 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA


ECONOMIA CONDIVISA – BONTA’ – VERITA’
Proverbi 3:1-3. (1) Figliuol mio, non dimenticare il mio insegnamento, e il tuo cuore osservi i miei comandamenti, (2) perché ti procureranno lunghi giorni, anni di vita e di prosperità. (3) Bontà e verità non ti abbandonino; legatele al collo, scrivile sulla tavola del tuo cuore; …
Spesso si parla di trasparenza, ma cosa è la trasparenza?
Non occultare la verità è trasparenza, il cristiano deve agire in verità è bontà.
La verità e la bontà sono elementi essenziali nel progetto DELL’ECONOMIA CONDIVISA.
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FRATELLANZA – DIRITTO PUBBLICO – BENE COMUNE

ISAIA 1:17. Imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l’oppresso, fate ragione all’orfano, difendete la causa della vedova.
Gesù disse: voi tutti siete fratelli.
Il concetto della fratellanza e del bene comune risale a circa III secoli a.C. dove alcuni studiosi della Vecchio Testamento hanno ravvisato la necessità di creare una comunità in cui si prativa la condivisione del bene comune.
In quella comunità vi era la partecipazione diretta dell’individuo nella produzione e ripartizione del bene.
Il diritto pubblico s’ispira ai principi della fratellanza e del bene comune.

NEL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISA DETTI PRINCIPI SONO FONDAMENTALI.

lunedì 14 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle/9
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9) Essere solidali e generosi con i poveri
Deut.15:7,8,10 "Quando vi sarà in mezzo a te qualcuno dei tuoi fratelli che sia bisognoso … non indurerai il cuore tuo, e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso; anzi gli aprirai largamente la mano, e gli presterai quanto gli abbisognerà per la necessità nella quale si trova …
Dagli liberalmente; e quando gli darai, non te ne dolga il cuore; perché, a motivo di questo, l’Eterno, l’Iddio tuo, ti benedirà in ogni opera tua e in ogni cosa porrai mano".
Lev.19:9,10 "Quando mieterete la raccolta della vostra terra, non mieterai fino all’ultimo canto il tuo campo, e non raccoglierai ciò che resta da spigolare della tua raccolta; e nella tua vigna non coglierai i raspoli, né raccoglierai i granelli caduti; li lascerai per il povero e il forestiero".
Perché questo è importante?
Emergenze e disgrazie possono accadere nella vita.
Le persone hanno bisogno di una seconda possibilità per essere indipendenti e auto-sufficienti.
Se diventeranno auto-sufficienti, questo sarà di beneficio per l’intera comunità, non solo per quelli che sono stati aiutati.
Condividere gli uni con altri, in particolare la terra e le sue risorse con chiunque lavora diligentemente, creerà qualcosa di simile a quello che aveva fatto la comunità cristiana di Gerusalemme negli Atti degli Apostoli.
Purtroppo, oggi si parla sempre di profitto, e mai di umanità e di giustizia. 
Ci si chiede come trarre sempre maggior profitto gli uni dagli altri, e la società si ritrova nel caos.

Chi mette il profitto prima e la giustizia ultima, non sarà mai soddisfatto se non quando riuscirà ad ottenere avidamente qualcosa.

venerdì 4 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Economia dell’impresa:


Esempio tipico: un agricoltore che ara la propria terra, la concima e la irriga, semina le sementi che ha selezionato, sorveglia la crescita delle colture e infine raccoglie dopo aver speso molte energie nel corso di tutto l’anno.
Tutto è motivato da un saggio interesse ed ambizioni personali senza nulla togliere agli altri.
L’agricoltore ha il senso di auto-rispetto sulla base del quale egli dà un preciso contributo in termini di lavoro per la produzione di quanto seminato o piantato, pensiero e sforzo per la conduzione dell’azienda, ottenendone il relativo vantaggio per se e la famiglia.
Non meno lodevole è di aver accettato il rischio nell’approntare il necessario, dal procurarsi la terra, arare, concimare, curare, ecc…
Il suo desiderio è di beneficiarne con i co-lavoratori il raccolto alla fine dell’anno agrario che di solito si conclude in estate, tentativo di controbilanciare i diritti di tutti quelli che hanno contribuito al risultato finale.
Egli riconosce i doveri verso gli altri che hanno, a vario titolo, concorso per il buon esito del raccolto.
Tutto viene basato sulla giustizia e correttezza con i propri collaboratori.
Può ingenerare violenza se vantaggi e contributi reciproci non mettono in conto anche l’accettazione dei rischi in ugual misura.

Nel mondo cristiano questa violenza deve essere scongiurata altrimenti i principi biblici non vengono messi in pratica e la condivisione economica non può essere praticata.