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sabato 4 ottobre 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
COSA PUÒ FARE LA CHIESA
Come amministratori del denaro, dobbiamo vivere semplicemente, praticare l’aiuto reciproco all'interno della Chiesa, sostenere la giustizia economica, e dare con generosità e cuore allegro (Fil. 4:11,12; 2Cor. 8:13,14; 2Cor.9:7; Giac. 5:4).
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venerdì 5 settembre 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA CONDIVISA – BONTA’ – VERITA’Proverbi 3:1-3. (1) Figliuol mio, non dimenticare il mio insegnamento, e il tuo cuore osservi i miei comandamenti, (2) perché ti procureranno lunghi giorni, anni di vita e di prosperità. (3) Bontà e verità non ti abbandonino; legatele al collo, scrivile sulla tavola del tuo cuore; …Spesso si parla di trasparenza, ma cosa è la trasparenza?Non occultare la verità è trasparenza, il cristiano deve agire in verità è bontà.La verità e la bontà sono elementi essenziali nel progetto DELL’ECONOMIA CONDIVISA.-----------------------------FRATELLANZA – DIRITTO PUBBLICO – BENE COMUNE
ISAIA 1:17. Imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l’oppresso, fate ragione all’orfano, difendete la causa della vedova.Gesù disse: voi tutti siete fratelli.Il concetto della fratellanza e del bene comune risale a circa III secoli a.C. dove alcuni studiosi della Vecchio Testamento hanno ravvisato la necessità di creare una comunità in cui si prativa la condivisione del bene comune.In quella comunità vi era la partecipazione diretta dell’individuo nella produzione e ripartizione del bene.Il diritto pubblico s’ispira ai principi della fratellanza e del bene comune.NEL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISA DETTI PRINCIPI SONO FONDAMENTALI.
martedì 5 agosto 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
RIFLESSIONI:
3) L'accumulo di ricchezza
Il terzo assioma della teoria economica biblica è che l'accumulo della ricchezza è una virtù, non un vizio.
L'uomo, che deve partecipare al processo creativo, non dovrebbe essere demotivato da una protezione inadeguata della proprietà privata, ed è benedetto quando il risultato del lavoro onesto risulta in ricchezza.
La Torah descrive in grande dettaglio le ricchezze dei patriarchi, Abrahamo, Isacco e Giacobbe.
La ricchezza, accumulata onestamente, è una benedizione di Dio.
4) Assistenza ai bisognosi
Il quarto assioma della teoria economica biblica è l'obbligo di provvedere ai bisognosi attraverso la beneficenza – la Tzedakah (letteralmente giustizia). "Quando vi sarà in mezzo a te qualcuno dei tuoi fratelli che sia bisognoso in una delle tue città nel paese che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti dà, non indurirai il cuore tuo, e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso; anzi gli aprirai largamente la mano e gli presterai quanto gli abbisognerà per la necessità per la quale si trova" (Deut.15:7,8). Il compito dell'uomo nel mondo non è solo quello di lavorare, creare, innovare, produrre ricchezza, ma anche di prendersi cura di chi è nel bisogno.ShalomArgentino Quintavalle
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domenica 27 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/35.
3) L'accumulo di ricchezza
Il terzo assioma della teoria economica biblica è che l'accumulo della ricchezza è una virtù, non un vizio.
L'uomo, che deve partecipare al processo creativo, non dovrebbe essere demotivato da una protezione inadeguata della proprietà privata, ed è benedetto quando il risultato del lavoro onesto risulta in ricchezza.
La Torah descrive in grande dettaglio le ricchezze dei patriarchi, Abrahamo, Isacco e Giacobbe.
La ricchezza, accumulata onestamente, è una benedizione di Dio.
4) Assistenza ai bisognosi
Il quarto assioma della teoria economica biblica è l'obbligo di provvedere ai bisognosi attraverso la beneficenza – la Tzedakah (letteralmente giustizia).
"Quando vi sarà in mezzo a te qualcuno dei tuoi fratelli che sia bisognoso in una delle tue città nel paese che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti dà, non indurirai il cuore tuo, e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso; anzi gli aprirai largamente la mano e gli presterai quanto gli abbisognerà per la necessità per la quale si trova" (Deut.15:7,8).
Il compito dell'uomo nel mondo non è solo quello di lavorare, creare, innovare, produrre ricchezza, ma anche di prendersi cura di chi è nel bisogno.
sabato 26 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
CONCETTO DI DEMOCRAZIA NELL’ECONOMIA CONDIVISA.
Quando si parla di democrazia, la prima domanda è: che tipo di democrazia?
In questo caso dobbiamo parlare di democrazia nell’ambito dell’economia condivisa.
In generale, economia significa potere contrattuale e conflittualità, questo perché prevale l’egoismo e non l’altruismo.
Se vi è conflittualità ed egoismo l’economia condivisa non può aver luogo perché i contesti sono incompatibili.
Si può dedurre che dalla condivisione scaturisce la vera democrazia perché non c’è la violenza ed il diritto prevale sul potere, si garantisce il l’eguaglianza e la giustizia al più debole.
La democrazia non può esistere dove ci sono fame e miseria, lusso e privilegi; un chiaro indicatore dello sfruttamento del forte o prepotente sul debole indifeso.
IL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDVISA SORGE PER ELIMINARE QUESTO STATO DI COSE.
mercoledì 16 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/42.
COSA PUÒ FARE LA CHIESA
1) PRINCIPIO:
Riconosciamo che Dio come Creatore è proprietario di tutte le cose.
Nell'Antico Testamento, l'anno sabatico e l'anno giubilare erano espressioni concrete della convinzione che la terra è di Dio e che il popolo d'Israele appartiene a Dio (Lev. 25:23,42,55).
Gesù, all'inizio del suo ministero, ha annunciato l'anno di grazia del Signore, spesso identificato con il Giubileo.
Attraverso Gesù, il povero ha sentito buone notizie, i prigionieri sono liberati, i ciechi recuperano la vista, e gli oppressi acquistano la libertà (Luca 4:16-21).
La prima chiesa di Gerusalemme ha messo il giubileo in pratica predicando il Vangelo, guarendo i malati, e condividendo i beni.
Le chiese erano solidali con chi si trovava nel bisogno (Atti 2:44,45; 4:32-37; 2Cor.8:1-15).
Come amministratori della terra di Dio, siamo chiamati ad aver cura della terra (Gen. 1:26-28).
Come amministratori del denaro, dobbiamo vivere semplicemente, praticare l’aiuto reciproco all'interno della Chiesa, sostenere la giustizia economica, e dare con generosità e cuore allegro (Fil. 4:11,12; 2Cor. 8:13,14; 2Cor.9:7; Giac. 5:4). Come persone dipendenti dalla provvidenza di Dio, non dobbiamo essere preoccupati per le necessità della vita, ma di cercare prima il regno di Dio (Mat.6:24-33).
Non possiamo essere veri servitori di Dio e lasciare che la nostra vita sia governata dal desiderio della ricchezza.
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martedì 15 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAArgentino Quintavalle/39.
RIFLESSIONI: Nessuno deve pensare che Dio non ricompensa l’aiuto che si dà agli altri.
Un fiume che si getta nel mare, non per questo vede diminuita la sua acqua.
Ciò che si dà viene rimborsato il centuplo.
L’acqua che scorre lascia dietro di sé un dono di fertilità e di ricca vegetazione.
L'erba sulle sue sponde è rigogliosa e florida.
Questa è la benedizione di coloro che mostrano misericordia verso i poveri.
Il profeta Isaia dice: "Non è egli questo: che tu divida il tuo pane con chi ha fame, che tu meni a casa tua gl'infelici senz'asilo, che quando vedi uno ignudo tu lo copra, e che tu non ti nasconda a colui ch'è carne della tua carne?
Allora la tua luce spunterà come l'aurora, e la tua guarigione germoglierà prontamente; la tua giustizia ti precederà, e la gloria dell'Eterno sarà la tua retroguardia.
Allora chiamerai, e l'Eterno ti risponderà; griderai, ed egli dirà: Eccomi!
Se tu togli di mezzo a te il giogo, il gesto minaccioso ed il parlare iniquo; se l'anima tua supplisce ai bisogni dell'affamato, e sazi l'anima afflitta, la tua luce si leverà nelle tenebre, e la tua notte oscura sarà come il mezzodì; l'Eterno ti guiderà del continuo, sazierà l'anima tua nei luoghi aridi, darà vigore alle tue ossa; e tu sarai come un giardino ben annaffiato, come una sorgente la cui acqua non manca mai" (Is.58:7-11).
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sabato 12 luglio 2014
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– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
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PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
La
vita di Dio, dentro di noi, è iniziata quando siamo esistiti.
Questo
è bellissimo!
Signore
Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura
con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli
sulla strada di Emmaus.
Con
la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire
la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna
e della tua morte.
Così,
la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa
loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea
in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione negli
avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti.
La
tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di
Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e
testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di
fraternità, di giustizia e di pace.
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martedì 8 luglio 2014
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CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
Tutto ciò che di bello e di buono c’è nel mondo ( cose, attività, relazioni, ecc) sarà allora illuminato da una nuova luce e da nulla saremo manipolati e posseduti.
Confidando
nella paternità di Dio nulla ci creerà ansia, affanno, ma tutto,
nel nostro intimo, nella nostra vita, sarà pervaso dalla sua
presenza rassicurante, perché la sua Provvidenza non abbandona le
sue creature.
Ciò
nonostante noi, nel concreto, rimaniamo responsabili della nostra
vita, perché Dio donandoci la libertà ha voluto responsabilizzarci
e ci ha fornito nell’intimo i valori del Regno (giustizia,
uguaglianza, equità, fraternità, carità, ecc.) che motivano le
nostre azioni di uomini, di fratelli e di figli di Dio.
Anche
oggi siamo chiamati ad essere « commensali di Dio in questo mondo ».
Se
capissimo in profondità la grazia, comprenderemmo che l’amore di
Dio per noi, la sua provvidenza e misericordia, è stata e continua
ad essere immensa.
Certo
questo convito è solo un inizio di comunione con Dio.
Siamo
nell’attesa e nella speranza della « perfetta comunione nella vita
eterna», ma ne è già un pegno sicuro.
E’
questa commensalità, questa «alleanza nuova ed eterna », che dona
alla Comunità di dedicarsi « con serena fiducia » al servizio di
Dio.
La fede
ci impegna a far sì « che il corso degli eventi del mondo si svolga
secondo la volontà di Dio nella giustizia e nella pace ».
In
essa troviamo la forza della giustizia, che domina l’avidità e
l’egoismo, e della pace, che vince ogni presunzione e cattiveria.
Capita
di tutto nel mondo: persino che una madre snaturata dimentichi il suo
bambino.
Non
avverrà invece mai che Dio si dimentichi dell’uomo, che è la sua
creatura prediletta.
Ci
viene talora sulla labbra l’amara, e insensata , considerazione:
Dio si è dimenticato di me, perché mi manda troppe tribolazioni.
E’
semplicemente assurdo: «Io non ti dimenticherò mai », dice il
Signore. (Is 49, 14-15.)
E’ la
certezza più gioiosa che possiamo avere.
Il
nostro prossimo non di rado ci trascura, dopo tante promesse; Dio non
ci trascura mai.
Il segreto della pace interiore e di tutta la vita
spirituale sta nella convinzione incrollabile che Dio non si
dimentica di noi, che ci è vicino, anche se non lo sentiamo, e che
ci ama come Dio sa amare, e quindi immensamente.
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domenica 20 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
L’economia e la libertà dei popoli.
Un popolo può considerarsi indipendente
se riesce ad avere un’economia basata sull’autosufficienza
in quanto ad alimentazione, vestiario, casa e deve costruire un ordine sociale
capace di autogestirsi in tutti i settori produttivi.
L’indipendenza politica non
basta per determinare la stabilità se l’economia è condizionata da altri Stati,
qualsiasi armamento non potrà garantire la pace trai popoli se non c’è l’autosufficienza
nella Nazione.
L’uomo può considerarsi libero
se è nelle condizioni economiche autonome, se la retribuzione del lavoro svolto
gli consente di condurre una vita dignitosa.
Quasi tutte le guerre sono
fondate su questioni economiche, i conflitti cessano nella misura in cui l’equità
soppianta la sperequazione economica.
Chi dice di volere la pace e
si prodiga per avere un’economia perequativa si contraddice, solo l’economia di
condivisione può far cessare la conflittualità tra gli uomini e fra i popoli.
I pseudo teologi fanno molto
chiasso sull’amore per il prossimo e la fratellanza, ma nulla fanno per creare
una equa e condivisa.
Occorre passare dalla
predica alla pratica, solo così si può essere credibili come predicatori di giustizia.
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venerdì 18 aprile 2014
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SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA
CONDIVISA – BONTA’ – VERITA’
Proverbi
3:1-3. (1) Figliuol mio, non dimenticare il mio insegnamento, e il tuo cuore
osservi i miei comandamenti, (2) perché ti procureranno lunghi giorni, anni di
vita e di prosperità. (3) Bontà e verità non ti abbandonino; legatele al collo,
scrivile sulla tavola del tuo cuore; …
Spesso si
parla di trasparenza, ma cosa è la trasparenza?
Non
occultare la verità è trasparenza, il cristiano deve agire in verità è bontà.
La verità e
la bontà sono elementi essenziali nel progetto DELL’ECONOMIA CONDIVISA.
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FRATELLANZA
– DIRITTO PUBBLICO – BENE COMUNE
ISAIA 1:17.
Imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l’oppresso, fate
ragione all’orfano, difendete la causa della vedova.
Gesù disse:
voi tutti siete fratelli.
Il concetto
della fratellanza e del bene comune risale a circa III secoli a.C. dove alcuni
studiosi della Vecchio Testamento hanno ravvisato la necessità di creare una
comunità in cui si prativa la condivisione del bene comune.
In quella
comunità vi era la partecipazione diretta dell’individuo nella produzione e
ripartizione del bene.
Il diritto
pubblico s’ispira ai principi della fratellanza e del bene comune.
NEL PROGETTO
DELL’ECONOMIA CONDIVISA DETTI PRINCIPI SONO FONDAMENTALI.
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lunedì 14 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
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RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle/9
.
9) Essere solidali e generosi con i poveri
Deut.15:7,8,10 "Quando vi sarà in mezzo a te
qualcuno dei tuoi fratelli che sia bisognoso … non indurerai il cuore tuo, e
non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso; anzi gli aprirai
largamente la mano, e gli presterai quanto gli abbisognerà per la necessità
nella quale si trova …
Dagli liberalmente; e quando gli darai, non te ne dolga il cuore;
perché, a motivo di questo, l’Eterno, l’Iddio tuo, ti benedirà in ogni opera
tua e in ogni cosa porrai mano".
Lev.19:9,10 "Quando mieterete la raccolta della vostra terra,
non mieterai fino all’ultimo canto il tuo campo, e non raccoglierai ciò che
resta da spigolare della tua raccolta; e nella tua vigna non coglierai i
raspoli, né raccoglierai i granelli caduti; li lascerai per il povero e il
forestiero".
Perché questo è importante?
Emergenze e disgrazie possono accadere nella vita.
Le persone hanno bisogno di una seconda possibilità per essere
indipendenti e auto-sufficienti.
Se diventeranno auto-sufficienti, questo sarà di beneficio per
l’intera comunità, non solo per quelli che sono stati aiutati.
Condividere gli uni con altri, in particolare la terra e le sue
risorse con chiunque lavora diligentemente, creerà qualcosa di simile a quello
che aveva fatto la comunità cristiana di Gerusalemme negli Atti degli Apostoli.
Purtroppo, oggi si parla sempre di profitto, e mai di umanità e di
giustizia.
Ci si chiede come trarre sempre maggior profitto gli uni dagli
altri, e la società si ritrova nel caos.
Chi mette il profitto prima e la giustizia ultima, non sarà mai
soddisfatto se non quando riuscirà ad ottenere avidamente qualcosa.
venerdì 4 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
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PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Economia dell’impresa:
Esempio tipico: un
agricoltore che ara la propria terra, la concima e la irriga, semina le sementi
che ha selezionato, sorveglia la crescita delle colture e infine raccoglie dopo
aver speso molte energie nel corso di tutto l’anno.
Tutto è motivato da un
saggio interesse ed ambizioni personali senza nulla togliere agli altri.
L’agricoltore ha il senso di
auto-rispetto sulla base del quale egli dà un preciso contributo in termini di
lavoro per la produzione di quanto seminato o piantato, pensiero e sforzo per
la conduzione dell’azienda, ottenendone il relativo vantaggio per se e la
famiglia.
Non meno lodevole è di aver
accettato il rischio nell’approntare il necessario, dal procurarsi la terra,
arare, concimare, curare, ecc…
Il suo desiderio è di beneficiarne
con i co-lavoratori il raccolto alla fine dell’anno agrario che di solito si
conclude in estate, tentativo di controbilanciare i diritti di tutti quelli che
hanno contribuito al risultato finale.
Egli riconosce i doveri verso
gli altri che hanno, a vario titolo, concorso per il buon esito del raccolto.
Tutto viene basato sulla
giustizia e correttezza con i propri collaboratori.
Può ingenerare violenza se
vantaggi e contributi reciproci non mettono in conto anche l’accettazione dei
rischi in ugual misura.
Nel mondo cristiano questa
violenza deve essere scongiurata altrimenti i principi biblici non vengono
messi in pratica e la condivisione economica non può essere praticata.
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