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venerdì 26 settembre 2014
mercoledì 30 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
Significato della nuova scoperta
I rotoli di Qumran, e ora, il recente ostracon dato alla luce, sono in grado di chiarire quello che si legge in Atti 2-5. I credenti «avevano ogni cosa in comune; e vendevano le possessioni e i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno» (Atti 2:44,45).
Una delle figure centrali della comunità di Gerusalemme era un Levita di Cipro di nome Giuseppe, che gli apostoli hanno soprannominato Barnaba.
Questi era lo stesso Barnaba che più tardi divenne compagno di viaggio di Paolo.
Barnaba «avendo un campo, lo vendé e portò i danari e li mise ai piedi degli apostoli» (Atti 4:37).
Era cosa comune nella prima chiesa di Gerusalemme che «tutti coloro che possedevan poderi o case li vendevano, portavano il prezzo delle cose vendute, e lo mettevano ai piedi degli apostoli; poi, era distribuito a ciascuno, secondo il bisogno» (Atti 4:34,35).
In Atti 5:1-10 viene raccontata una storia tragica: Anania e sua moglie Saffira sono morti dopo che hanno finto di dare alla comunità l’intero prezzo di vendita di un loro podere.
sabato 12 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
La
vita di Dio, dentro di noi, è iniziata quando siamo esistiti.
Questo
è bellissimo!
Signore
Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura
con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli
sulla strada di Emmaus.
Con
la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire
la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna
e della tua morte.
Così,
la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa
loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea
in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione negli
avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti.
La
tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di
Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e
testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di
fraternità, di giustizia e di pace.
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giovedì 10 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
È
il chiaro insegnamento della stupenda Lettera agli Ebrei in cui
l’umile condizione umana che comportò a Gesù l’esperienza della
sofferenza è indicata come un grado più perfetto sia
dell’angelicità, sia della stessa figliolanza divina.
«Quel
Gesù, che fu fatto poco inferiore agli angeli, lo vediamo ora
coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto,
perché per la grazia di Dio egli sperimentasse la morte a vantaggio
di tutti… Infatti proprio per essere stato messo alla prova ed aver
sofferto personalmente, è in grado di venire in aiuto a quelli che
subiscono la prova» (Eb 2,9 e 18).
«Pur
essendo Figlio, imparò l’obbedienza dalle cose che patì e, reso
perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli
obbediscono» (Eb 5,8-9). La profanazione più presente nella carità
cristiana: ergersi a coloro che danno amore, mentre ai poveri spetta
la parte non onorifica di soltanto ricevere.
Spesso,
nelle preghiere dei fedeli, si domanda la grazia dell’amore.
Tutte
queste preghiere chiedono sempre la grazia che noi cristiani possiamo
amare gli altri; è mancante invece l’altra domanda, quella che i
cristiani possano beneficiare della grazia e dell’amore degli
altri, forse dei poveri del mondo o dei non cristiani.
Nella
mente umana predomina l’idea dell’amore come attivismo, di cui se
stesso è il soggetto e gli altri l’oggetto.
Anche
quando chiediamo all’altro di amarci, chiediamo che ci rivolga il
suo protagonismo, le sue coccole, i suoi doni, le sue preferenze, il
suo affetto.
Si
tratta sempre di chiedere amore fra pari, come dire: ora tocca a te
perché prima è toccato a me.
Chiediamo
l’amore altrui di cui ci sentiamo degni e padroni. <<Par
condicio>> anche nella legge dell’amore.
L’uomo
fatica ad accedere a quell’amore in cui non c’è protagonismo
alcuno, dove sia il dare amore come il riceverlo rimane atto
gratuito, umile e semplice, che non alza la polvere del vanto.
Fatica
perché entra nella via dell’amore dalla porta della sua
realizzazione, a testa alta, da protagonista.
Così,
amando, ne trae profitto; per lo meno quello di essere lui colui che
occupa la parte di chi ama e non di chi riceve.
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martedì 22 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ –
RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
Lettore/lettrice scrive:
Ho letto di recente che oltre 30 mila bambini ogni
giorno muoiono di fame ( 10 milioni all' anno!) per l' indifferenza di chi come
noi può permettersi di sprecare di tutto.
Ma ci pensate?
Nel 2014, dove si viaggia su internet, si usano
telefonini che sanno fare di tutto, si muore ancora di fame...
Un'assurdità o una vergogna?
I nostri figli aprono i frigoriferi e possono
scegliere dal dolce al salato, dal salume al latticino, e dall'altra parte del
mondo piccoli innocenti patiscono la fame.
Solo chi ha provato la fame, la nera fame, come si
definiva una volta, sa benissimo che anche un pezzo di pane duro poteva calmare
i brontolii dello stomaco.
Mio papà mi raccontava che durante la guerra, lui un
bambino, andava a rubare nelle campagne quello che trovava; patate, carote,
cavoli....una vita fatta di stenti e di sofferenze.
Oggi, grazie a Dio, ci sono tante organizzazioni
nazionali ed internazionali che propongono aiuti umanitari che spesso sfociano,
però, nel puro assistenzialismo.
Ma si potrebbe fare di più.
Un'organizzazione umanitaria sotto un'ottica
Cristiana, mette in primo piano l' Amore per Dio e per il prossimo.
Aiuta i bisognosi e le loro famiglie risolvendo prima
i loro problemi interiori e poi i problemi fisici.
Gesù sfamò con pochi pani e pochi pesci migliaia di
persone e noi?
Potremmo fare molto di più, anche solo dando una
piccolissima parte del nostro.
Tu ed io siamo uno strumento nelle mani di Dio tutte
le volte che diamo a Dio la nostra disponibilità.
Dio si può servire di chiunque per aiutarci e per
aiutare gli altri, cosa cerca?
Un cuore disponibile, una vita disposta a cambiare i
propri piani di una giornata per stravolgere un'altra vita, essere benedetti
per benedire!
Se siamo su questa terra non è soltanto per vivere
fine a noi stessi, questa società è malata, ha bisogno del mio e del tuo
contributo. Sei all'altezza, non ti sminuire, ognuno di noi è stato creato con
un fine, ognuno di noi può e deve amare; l'amore non è un opzional del
cristiano, per la Parola è un segno di riconoscimento....che porta gioia,
serenità, che si prende cura del prossimo, in un'attitudine di condivisione,
aborrendo l'egoismo.
E' scritto in Giovanni:"Da questo conosceranno
tutti che voi siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli
altri."
Ma davvero potranno dire questo di noi le persone che
non conoscono Gesù?
A te la risposta...Dio ti benedica Luisa Lauretta.
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lunedì 7 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Sviluppo umano – stadio spirituale
avanzato- economia di servizio – Vita, vivere ed esistenza.
Le due grandi guerre
mondiali, che hanno visitato le scorse generazioni, dimostrano la natura
distruttiva delle organizzazioni e istituzioni moderne.
Anche è stata prostituita e
trasformata in potente ordigno morte, la natura della scienza dovrebbe essere
oggettiva e creativa per il progresso ed il bene dell’umanità, ma spesso diviene
strumento distruttivo dei popoli con sacrificio, dolore, miseria, povertà, del
più debole.
Invece di avvalersi della
stabilità e della nonviolenza, alcuni scienziati si sono lasciati incanalare e
son divenuti veicoli portatori di conflitti, distruzione e fame nei popoli in
guerra, ed al posto del progresso hanno determinato un regresso per l’uomo,
seminando terrore e morte.
La civiltà umana segna il
passo, l’economia domestica viene annientata con sofferenze delle famiglie
coinvolte passivamente.
Alcuni geni della scienza
dicono di essere neutrali, ma non è vero perché sanno bene che la costruzione
di un missile serve per distruggere e non per costruire, tutte le armi da
guerra servono sono strumenti per la rovina dell’umanità e della prosperità
delle nazioni.
Detto agire è in totale
dispregio dei principi cristiani e le comunità che ispirano alla teologia dell’amore
per il prossimo dovrebbero ribellarsi pacificamente e debellare la violenza di
qualsiasi ordine e grado, in caso contrario si rendono complici di scelte
scellerate messe in campo dai costruttori di violenza e non di pace.
Il concetto della fraternità
non ha nulla a che fare con la costruzione ordigni per la distruzione dell’uomo.
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sabato 5 aprile 2014
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– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Sviluppo umano – stadio primitivo dell’economia
Appartiene allo stadio
primitivo il parassita che lo contraddistingue nei rapporti con gli altri
gruppi o nazioni.
Oggi si utilizzano molto i
prodotti per combattere il mondo parassitario nel campo agricolo al fine di
poter migliorare la produzione ed il reddito da lavoro nell’ambito dell’agricoltura.
Un parassita non considera i
diritti altrui, le vie per arrivare a ciò di cui ha bisogno sono infinite (le
leggi della morale e dell’etica non valgono per loro), le conseguenze delle
proprie azioni sono la distruzione o morte degli altri per il bene proprio.
Una tigre non si emoziona
davanti all’agnello che ha lacerato, non si fa scrupoli di coscienza per
soddisfare il proprio ventre.
Il cacciatore e il pescatore
uccidono la loro preda per soddisfare il bisogno immediato del proprio corpo.
Allo stesso modo, un’economia
nazionale che dipende, per esistere, dal danno o dalla rovina di un altro
gruppo (vedi le guerre), è intrinsecamente parassitaria alla stregua del mondo
parassitario nel settore agricolo.
Un’economia parassitaria e
in netto contrasto con gli insegnamenti di Gesù ed il mondo cristiano non può
ammettere un tale agire dell’uomo egoista; chi ammette o lascia correre i
parassiti non può concepire la condivisione economica praticata dalla chiesa
primitiva.
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