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sabato 4 ottobre 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
COSA PUÒ FARE LA CHIESA
Come amministratori del denaro, dobbiamo vivere semplicemente, praticare l’aiuto reciproco all'interno della Chiesa, sostenere la giustizia economica, e dare con generosità e cuore allegro (Fil. 4:11,12; 2Cor. 8:13,14; 2Cor.9:7; Giac. 5:4).
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giovedì 24 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
Fuori tema - di Vendra Giuseppe
GRATIS
“Sono sicuro che per i poveri il biglietto per il Cielo è gratis”.
Così affermano moltissime persone, alcune delle quali anche molto religiose.
Se ciò fosse vero ci troveremmo di fronte ad un’ingiustizia tremenda quanto quella di credere che i ricchi possono andare in Cielo per le buone opere compiute con l’aiuto delle loro facoltose possibilità.
Se è ingiusto che i ricchi vadano in cielo per la loro ricchezza, è ugualmente ingiusto che i poveri ci vadano a motivo della loro povertà.
“Dio non ha riguardo alla qualità delle persone”, Atti 10:34; per Lui poveri, ricchi, istruiti, illetterati, giovani, anziani, sani, malati, neri e bianchi, gialli o rossi sono tutti uguali.
Per tutti il Creatore ha mandato Cristo Gesù, il divino Salvatore che “diede sé stesso qual prezzo di riscatto per tutti”, 1 Timoteo 2:6, il cielo è gratis per tutti.
Gesù ama tutti, poveri e ricchi; quello che Egli non approva è un sentimento che può albergare nel cuore del povero come del ricco: “l'amore del danaro (che) è la radice di ogni sorta di mali”, 1 Timoteo 6:10.
In altre parole è da biasimare il ricco che non fa parte a chi ne ha bisogno dei suoi beni... ma è da biasimare anche il povero che brama di togliere al ricco i suoi beni per diventare anch’egli un facoltoso.
La salvezza di Dio è GRATIS ed è per tutti quelli che, riconoscendosi bisognosi di grazia e di perdono, vanno a Gesù e accettano il sacrificio da Lui compiuto alla croce.
Dio ci offre la salvezza
GRATIS non perché non valga nulla ma perché non ha prezzo... o essa si riceve come il dono perfetto di Dio per chiunque crede in Cristo, oppure non c’è sofferenza o denaro capace di acquistarla!
È importante manifestare amore fraterno ai meno abbienti e ai poveri; le opere sociali compiute da tanti individui e le iniziative di tante associazioni benefiche hanno il loro valore, ma non si può affermare che i poveri, solo perché tali, hanno il diritto di entrare in cielo “automaticamente”, mentre tutti gli altri “debbono pagare” in varie forme e in varia misura l'ingresso eterno alla presenza di Dio; questo vorrebbe dire rinnegare il dono che Dio ha offerto universalmente a tutti gli uomini!
Sì, è GRATIS!
Non c’è modo di guadagnarsi il Cielo ma tutti possono entrarvi per mezzo di Cristo, Colui che ha affermato: “Io sono la via, la verità e la vita, nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”, Giovanni 14:6.
mercoledì 16 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/42.
COSA PUÒ FARE LA CHIESA
1) PRINCIPIO:
Riconosciamo che Dio come Creatore è proprietario di tutte le cose.
Nell'Antico Testamento, l'anno sabatico e l'anno giubilare erano espressioni concrete della convinzione che la terra è di Dio e che il popolo d'Israele appartiene a Dio (Lev. 25:23,42,55).
Gesù, all'inizio del suo ministero, ha annunciato l'anno di grazia del Signore, spesso identificato con il Giubileo.
Attraverso Gesù, il povero ha sentito buone notizie, i prigionieri sono liberati, i ciechi recuperano la vista, e gli oppressi acquistano la libertà (Luca 4:16-21).
La prima chiesa di Gerusalemme ha messo il giubileo in pratica predicando il Vangelo, guarendo i malati, e condividendo i beni.
Le chiese erano solidali con chi si trovava nel bisogno (Atti 2:44,45; 4:32-37; 2Cor.8:1-15).
Come amministratori della terra di Dio, siamo chiamati ad aver cura della terra (Gen. 1:26-28).
Come amministratori del denaro, dobbiamo vivere semplicemente, praticare l’aiuto reciproco all'interno della Chiesa, sostenere la giustizia economica, e dare con generosità e cuore allegro (Fil. 4:11,12; 2Cor. 8:13,14; 2Cor.9:7; Giac. 5:4). Come persone dipendenti dalla provvidenza di Dio, non dobbiamo essere preoccupati per le necessità della vita, ma di cercare prima il regno di Dio (Mat.6:24-33).
Non possiamo essere veri servitori di Dio e lasciare che la nostra vita sia governata dal desiderio della ricchezza.
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lunedì 7 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Sviluppo umano – stadio spirituale
avanzato- economia di servizio – Vita, vivere ed esistenza.
Qual è il senso della vita
terrena?
Semplicemente esistere, ma
non curarsi della propria condizione materiale e spirituale?
Vivendo, la persona esprime
le proprie facoltà che ne determinano il modo come viene vissuta la propria
esistenza, con i propri valori umani e
spirituali.
La vita è anche il mezzo
attraverso il quale la persona realizza se stessa, esprime le sue facoltà
creative nel mondo dell’arte e dei mestieri, ma determina anche la propria
condizione spirituale, morale ed etica; a seconda della sua natura farà
avanzare oppure ritardare il progresso con le proprie azioni poste in essere.
Se una persona usa miscela di
valori centrati su se stessa il risultato non sarà la stabilità, ma la
viabilità del sistema che potrà essere sfigurato dalla violenza, quindi l’individualismo
non porta bene ma fa scaturire l’egoismo che potrebbe portare alla distruzione di
se e degli altri.
Se al contrario una persona
usa valori altruistici, la sua vita porterà, di generazione in generazioni, il
messaggio della stabilità dei valori, materiali e spirituali, e la nonviolenza
tra i popoli e nella propria comunità alla quale appartiene.
Questa è la possibilità e la
responsabilità che l’essere umano ha nelle proprie mani; non può, dunque,
affidare la propria vita ad altri in quando gli appartiene e che dovrà rendere
conto al proprio Creatore nel bene e nel male.
Ogni uomo è responsabile per
il modo in cui vive, sia per se che per le generazioni future.
Il cristiano deve riflettere
per il modo di come conduce la propria vita, come credente non può ignorare i
principi biblici ed attuarli; tutto è insito nella definizione di cristiano.
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L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
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SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Sviluppo umano – stadio spirituale
avanzato- economia di servizio.
In questo stadio spirituale
avanzato, il senso del dovere, rispetto non solo nei confronti del gruppo, ma
tutte le creature umane, pervade l’intera atmosfera cordiale ed amorevole secondo
gli insegnamenti biblici.
La fede in un Dio creatore
di tutte le cose è una grande leva per arrivare a questo stadio, è una
condizione necessaria credere altrimenti l’altruismo vero, e non apparente
caritatevole, possa regnare nel cuore dell’uomo.
Infatti, si predica molto
dell’amore per il prossimo e il servizio ai bisognosi, ma in concreto si agisce
poco con vero spirito di fratellanza nel campo economico che la chiave per
capire il grado della condivisione comunitaria.
Si sottolinea, spesso, anche
che quando l’essere umano si allontana dalle vie del Signore commette
peccato.
Si mettono in guardia le
persone dagli inganni dei desideri e dai pericoli di una volontà che miri solo
al soddisfacimento di piaceri mondani e passeggeri.
Ma nessun grande gruppo
umano può essere preso come esempio.
L’economia di servizio potrà
avere successo solo se si dà luogo ad cambiamento radicale interiore della
natura del cuore dell’uomo; occorre una vera conversione per mettere da parte l’egoismo
e far prevalere l’altruismo e lo spirito di servizio.
L’evangelizzazione pratica è
più efficace di quella predicata che non sempre rispecchia la vita vissuta di
tutti i giorni, sia nell’ambito comunitario che familiare o individuale.
Se il progetto dell’economia
condivisa avrà successo, una nonviolenza economica della permanenza sarà
realizzata, solo allora si dire di poter inaugurare una civiltà di pace
duratura fra i popoli.
Noi credenti dobbiamo essere
d’esempio nel mettere in pratica concretamente l’amore per il prossimo.
I primi capitoli degli Atti
degli Apostoli sono illuminanti per capire come concretizzare la fraternità fra
gli uomini di buona volontà.
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lunedì 31 marzo 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
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SULL’ECONOMIA CONDIVISA
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PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Spesso si parla di religione e di fede, alle volte si fa
confusione tra i due concetti.
La religione è largamente istituzionale e ritualistica, mentre
la fede determina un rapporto personale tra l’uomo e Dio creatore di tutte le
cose.
La non distinzione concettuale dei due termini, spesso, porta
a far perdere la fede perché viene giudicata una superstizione da evitare.
Nel momento in cui si fa coincidere la religione con la fede,
nella propria vita vengono a venir meno alcuni valori importanti del
cristianesimo.
Dall’esclusione della fede nella vita di tutti i giorni
scaturisce un divorzio tra economia ed etica con il pretesto che gli affari
sono affari.
Negli archivi tradizionali della conoscenza, l’economia e la
sociologia sono state comprese separate ed esclusive. Gli uomini sono stati
divisi in tanti compartimenti stagni.
La mano destra non sa quello che fa la sinistra, ma la natura
non riconosce tali divisioni; anche il mondo cristiano non dovrebbe riconoscere
tali divisioni perché il tutto è riconducibile ad amare il prossimo come se
stesso.
Occorre coordinare i vari principi biblici e focalizzare i
problemi della vita quotidiana dell’uomo, intesa come un’integrale indivisibile
unità.
Si deve ricollegare la vita alla nostra essenza spirituale
più profonda, così che la routine quotidiana possa essere conforme ai dettati
biblici.
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