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sabato 2 agosto 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAUn lettore scrive:



Thomas Robert MalthusQuesta è stata una persona economicamente poco raccomandabile. Forse ti potrai chiedere cosa c’entrano queste persone di qualche secolo fa con la nostra vita di oggi, eppure c’entrano eccome. Il fatto è che le loro idee sono quelle che oggi hanno rovinato l’economia in cui viviamo e vanno capite, se no brancoliamo nel buio e non ne usciamo.Thomas Robert Malthus (1776-1834) visse in Inghilterra, era un servo del potere e un malvagio. 

Nel 1798, nel suo Saggio sul principio della popolazione, Malthus osserva che la popolazione tende a crescere secondo una progressione geometrica (2, 4, 8, 16, 32, …), raddoppiando all’incirca ogni venticinque anni, mentre la produzione di beni cresce secondo una progressione aritmetica (2, 4, 6, 8, 10, …). Il risultato di questa legge sarebbe un inarrestabile e progressivo impoverimento della popolazione.Malthus era un malvagio perché pensava che la soluzione a questo stato di cose poteva trovarsi soltanto in alcuni strumenti che permettessero il controllo demografico: quelli preventivi, come il non procreare, in modo da ridurre il tasso di natalità, e quelli successivi, come le guerre, le malattie e la miseria, che avrebbe alzato il tasso di mortalità. Per il Malthus, la riduzione della popolazione poteva consentire migliori condizioni di vita ai superstiti. Detto in termini moderni: la soluzione per la povertà di milioni di persone consisterebbe nell’accorciare loro la vita privandoli dell’assistenza sanitaria e di cibo, così non sarebbero incentivati a fare troppi figli e soffrirebbero di meno. Bella soluzione, eh?

venerdì 1 agosto 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAUn/una lettore/lettrice scrive:



Cambierei due cose. 

1. Le parole "economia" e "condivisa", sono due concetti estranei all' uomo.
Se uno non è un ragioniere, la parola "economia" è come guardare la tinta ad asciugare, così alla stragrande maggioranza di troll di siti e fb, non darebbero uno sguardo.
Anche la parola "condivisa", è un concetto estraneo per l'uomo naturale, e al meglio, fastidioso per il credente.
Le altre parole che usi per descrivere il blog, tipo "miseria", "povertà", "ricchezza" e "lusso", creano così tanto mallessere mentale, solo legendo le prime due, così affiancate alle secondo, la mente e la coscienza umana va in blocco.
Risultato, stare alla larga da questo blog.
Se posso, ti consiglierei di tenere l'obbiettivo com'è, cioè le parole veritiere appena discusse, ma di cambiare l'approccio al soggetto. 

Mi spiego.
Il blog va bene così, ma attira il lettore e scrittore non in una maniera così diretta.
Invece di condivisione prossima, o bene comune, aganciati a promozione tipo del FT, o a chi si trova già a parlare del sogetto però proponendolo in una maniera che attira il lettore.
Prova a fare un giro sulle pagine di Financial Times, Bloomberg, Business and Markets, e copia la metodologia di presentazione loro, che devono gà vendere un soggetto ed idee difficili di per se. Io magari lo chiamerei tipo Tesoro perduto, o, perle nascoste... non so se ho reso l'idea.
Questo è solo la mia opinione fratello, così spero che non ti ho offeso, il contenuto e lo spirito, ed il soggetto sono giustissimi, devi trasformare la presentazione e"l'addescamento" o la vendita per modo di dire...
Benedizioni fratello, e fammi sapere  cosa ne pensi.
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Caro fratello, spero mi scuserai se non la penso come te. Innanzitutto non ho ben inteso la frase in cui scrivi "condivisione è un concetto estraneo all'uomo naturale, tu sai anche di uomo artificiale?
Continuo con dirti che non è affatto vero che i termini "economia e condivisione" sono estranei all'uomo.
ll termine economia è usato da tutti in senso lato, addirittura possso aggiungere che ogni famiglia ogni giorno, ogni mese deve fare i conti con l'economia, e la parola condivisione dovrebbe essere alla base di ogni famiglia e di ogni vero cristiano.
Le parole che meglio illustrano il contenuto del blog, sono x me tutte essatte.
Perchè miseria e povertà sono proprio contrapposte al lusso e alla richezza a causa di un'economia egoista e non condivisa.
Ti chiedo pertanto di rivisitare il blog e fare un commento più costruttivo, grazie.
katya venga

giovedì 31 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAI lettori scrivono:


L'unica cosa da dare agli africani è una marea di preservativi o castrarli alla nascita. 

Cosa serve fare tanti bambini se non hanno nulla da dare sfamarli è una cosa assurda

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La mortalità infantile in quei paesi è molto alta( a causa di carestie, malattie e guerre) solo i più forti sopravvivono!
Dovranno a loro volta garantire la sopravvivenza dei genitori quando non saranno più in grado di procurarsi il cibo!

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Bisogna riflettere ed agire.

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 Continua a riflettere allora.

sabato 26 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
CONCETTO DI DEMOCRAZIA NELL’ECONOMIA CONDIVISA.

Quando si parla di democrazia, la prima domanda è: che tipo di democrazia?
In questo caso dobbiamo parlare di democrazia nell’ambito dell’economia condivisa.
In generale, economia significa potere contrattuale e conflittualità, questo perché prevale l’egoismo e non l’altruismo.
Se vi è conflittualità ed egoismo l’economia condivisa non può aver luogo perché i contesti sono incompatibili.
Si può dedurre che dalla condivisione scaturisce la vera democrazia perché non c’è la violenza ed il diritto prevale sul potere, si garantisce il l’eguaglianza e la giustizia al più debole.
La democrazia non può esistere dove ci sono fame e miseria, lusso e privilegi; un chiaro indicatore dello sfruttamento del forte o prepotente sul debole indifeso.
IL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDVISA SORGE PER ELIMINARE QUESTO STATO DI COSE. 


sabato 5 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

Lettore/lettrice scrive:




Ho letto di recente che oltre 30 mila bambini ogni giorno muoiono

 di fame ( 10 milioni all' anno!) per l' indifferenza di chi come noi 

può permettersi di sprecare di tutto.


Ma ci pensate?


Nel 2014, dove si viaggia su internet, si usano telefonini che sanno 

fare di tutto, si muore ancora di fame...


Un'assurdità o una vergogna?



I nostri figli aprono i frigoriferi e possono scegliere dal dolce al

 salato, dal salume al latticino, e dall'altra parte del mondo piccoli 

innocenti patiscono la fame.

Solo chi ha provato la fame, la nera fame, come si definiva una 

volta, sa benissimo che anche un pezzo di pane duro poteva 

calmare i brontolii dello stomaco.

Mio papà mi raccontava che durante la guerra, lui un bambino, 

andava a rubare nelle campagne quello che trovava; patate, carote, 

cavoli....una vita fatta di stenti e di sofferenze.


Oggi, grazie a Dio, ci sono tante organizzazioni nazionali ed


 internazionali che propongono aiuti umanitari che spesso sfociano, 

però, nel puro assistenzialismo.


Ma si potrebbe fare di più.

Un'organizzazione umanitaria sotto un'ottica Cristiana, mette in 

primo piano l' Amore per Dio e per il prossimo.


Aiuta i bisognosi e le loro famiglie risolvendo prima i loro problemi 


interiori e poi i problemi fisici

.
Gesù sfamò con pochi pani e pochi pesci migliaia di persone e noi?

Potremmo fare molto di più, anche solo dando una piccolissima 


parte del nostro.

Tu ed io siamo uno strumento  nelle mani di Dio tutte le volte che 

diamo a Dio la nostra disponibilità.

Dio si può servire di chiunque per aiutarci e per aiutare gli altri, 

cosa cerca?


Un cuore disponibile, una vita disposta a cambiare i propri piani di 

una giornata per stravolgere un'altra vita, essere benedetti per 

benedire!

Se siamo su questa terra non è soltanto per vivere fine a noi stessi, 

questa società è malata, ha bisogno del mio e del tuo contributo.


 Sei all'altezza, non ti sminuire, ognuno di noi è stato creato con un 

fine, ognuno di noi può e deve amare; l'amore non è un opzional 


del 

cristiano, per la Parola è un segno di riconoscimento....che porta 

gioia, serenità, che si prende cura del prossimo, in un'attitudine di 

condivisione, aborrendo l'egoismo.

E' scritto in Giovanni:"Da questo conosceranno tutti che voi siete 

miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri."

Ma davvero potranno dire questo di noi le persone che non 

conoscono Gesù?


A te la risposta...Dio ti benedica Luisa Lauretta.

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

La Comunità non può smentire il Vangelo sottomettendo Cristo alle preferenze personali dei singoli credenti, ma è tenuta alla fedeltà alla rivelazione biblica, nei quali trovano spiegazione determinati insegnamenti e disposizioni.
 Occorrerebbe considerare attentamente "l'essere parte di Cristo", poiché nonostante le apparenze le due espressioni non sempre si equivalgono.
Si può appartenere alla Comunità senza coltivare però alcun legame di spiritualità; si può frequentare un gruppo religioso anche attivamente e con grande zelo operativo semplicemente per esternare il proprio estro e la propria grinta esibizionistica senza alcun interesse verso Gesù Cristo.
Così pure (come spesso avviene nelle nostre comunità) si può essere disposti a seguire lunghe prediche e di prescrizioni burocratiche pur di realizzare la consuetudine di una celebrazione in pompa magna, senza provare alcun trasporto verso Cristo.
Poiché Comunità è la comunione dei credenti vincolati fra di loro e con il loro Capo Gesù Cristo, poiché essa è il Corpo di cui Cristo è capo e noi siamo sue membra, la condizione per cui ci sentiamo realmente Chiesa è quella di sentirci vincolati innanzitutto a Cristo Capo, vivendo incondizionatamente la nostra appartenenza a Lui che ci comunica il suo volere nella persona dei pastori e dei ministri. 
Occorre pertanto che ciascuno consideri non il ruolo o la posizione di vantaggio o di comodo da occupare nella Chiesa, non la posizione più gradevole o privilegiata, ma quella del servizio che Cristo richiede a ciascuno nella Chiesa.

E in primo luogo la posizione di appartenenza a Cristo nella Chiesa.

domenica 29 giugno 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:


Perché ci sono milioni di profughi e persone senza tetto, misere e affamate?
Dio non potrebbe cambiare tutto questo?
Certamente: " Ecco il braccio dell'Eterno non è troppo corto per salvare" La Parola di Dio ci dà la risposta: Le vostre iniquità hanno posto una barriera fra voi e il vostro Dio; sono i vostri peccati quelli che hanno fatto si ch'egli nasconda la sua faccia da voi, per non darvi più ascolto.
Il peccato allontana l'uomo da Dio.

Ecco perché l'umanità si trova bisognosa anche economicamente, ma soprattutto spiritualmente.

sabato 3 maggio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI-MASSIMA DIFFUSIONE.

Una Missione Cristiana Evangelica Risveglio mi ha scritto dicendo che non devo insistere nell'invitare le persone a visitare il blog. altrimenti è costretta a prendere dei provvedimenti.
Tu cosa pensi di ciò?               
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Alcune risposte:
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Grazie carissimo Sebastiano, dobbiamo andare avanti insieme e non dobbiamo mai dimenticare che il primo insegnamento di Gesù è la condivisione di ciò che si ha tutto il resto vedrai che verrà da solo.
Il nostro Faro e Porto sicuro è Gesù e dobbiamo fare di tutto per fare conoscere a tutti il Suo vero volto che è solo ed esclusivamente "Amore" per il bene e la felicità dell'uomo e dell'intero creato.
Con immensa stime affetto.
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Non mi interessa cosa dicono.
Non posso mettermi contro dei pastori, hanno autorità per dirlo.
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Vai avanti
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Grazie per esortazione avanti, continua cosi.
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Mamma mia quanti commenti....devi andare avanti, chi è sulla strada giusta è sempre bersagliato, non lo sapevi?
Dice giusto la persona dell'ultimo commento che la nostra vera Luce è Gesù e bisogna far conoscere a tutti il suo messaggio, quello della nostra salvezza!
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Penso che ognuno di noi serve Dio nella maniera che riesce meglio nella propria vita.
Se tu vedi nel tuo operato che il Signore benedice tutto quello che fai, vai avanti, se qualcuno non vuole aderire è libero di farlo.
Per quanto dipende da te, guarda avanti e non temere .
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E' molto incoraggiante sapere che ci siano ancora in giro cristiani coraggiosiiii...lodo Dio per questo.. tenterò di farlo con la mia vita
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Nella misura in cui uno è discreto e cordiale, non ci vedo niente di male. . Agli altri poi la libertà di visitare i blog che desiderano.
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Rispondi  con  parole della  bibbia stessa  rispondi così := Atti 5:29 Ma Pietro e gli altri apostoli risposero: «Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini.
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Anche io penso se DIO ti ha messo nel cuore ciò continua
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Grazie....aiutaci Signore a muoverci per Edificare e non per distruggere... Dio Ti Benedica
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Fare un invito non c’è niente di male, poi spetta all'altro se aderire all'invito o no...in tutta liberta e senza eccessiva pressione...Dio ti benedica...
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Se credi di essere nel giusto vai per la tua strada e continua la tua opera

venerdì 2 maggio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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CONDIVISIONE BIBLICA
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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
     
Condividere, quanto mi piace questo verbo perché appartiene alla famiglia dell'amore, della fratellanza e dell'uguaglianza.
Dobbiamo partire da questo presupposto e da questa realtà: noi siamo tutti una grande famiglia.
Dov'è che oggi esiste il concetto di condivisione?
In una famiglia, bisogna solo estendere il concetto di famiglia.
Dio ha messo al mondo tutti noi, abbiamo un unico Padre e quindi siamo tutti fratelli e sorelle.
Dio ha donato a tutti noi, non a determinate famiglie suo Figlio Gesù, Dio non fa distinzione alcuna, e perché dovremmo farne noi?
Il concetto di economia condivisa renderebbe davvero perfetta l'economia perché condividendo le ricchezze, i beni ne deriva un processo perfetto
Tutti avremmo la possibilità di godere di ogni produzione, agli stessi livelli, non ci sarebbero più persone isolare o escluse.
Gesù si è fatto inchiodare sulla croce per noi, per la nostra Salvezza, ma se non seguiamo i suoi insegnamenti, e come se gli voltassimo le spalle, rendendo questo suo sacrificio vano.
Dobbiamo inchiodare ai nostri cuori i sentimenti che dall'amore scaturiscono, e quindi amarci gli uni gli altri secondo la Sua volontà.
Siamo il popolo di Dio e anche se lontani, dispersi nel mondo siamo tutti un'unica discendenza.
Dobbiamo tentare e riuscire a salvare i nostri fratelli e sorelle che soffrono in questo mondo, come?
Con l'economia condivisa tutto questo si può, perché si mette a disposizione tutto per tutti.
Vivremmo in un mondo più pulito, non ci sarebbe più alcuna invidia, alcuna scalata al potere, nessuna prevaricazione.
Dio nella bibbia ci ha detto di tutto e di più, è quella la nostra guida, ed è per questo che oggi molti avendola accantonata e persa di vista, ci hanno ridotto in queste condizioni: senza lavoro, senza case, in miseria e povertà con tutte le cause e concause che ne derivano.
Vogliamo cambiare rotta?
Dobbiamo cambiare per evitare di affondare, mettiamo in pratica gli insegnamenti della bibbia e non periremo.
Katya Venga.
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Perdonami, ma devo fare un paio di appunti sul commento: gli uomini naturalmente nascono creature di Dio e non figli.
Questo a causa del peccato che ci separa da lui e provoca la morte fisica ( 1° morte).
Vedi romani cap. 5.
Tuttavia Dio stesso per il grande amore che ha per il mondo è corso ai ripari mandando suo figlio Gesù, affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna ( Giovanni 3:16).
Per la fede in Cristo risorto si nasce di nuovo, si riceve cioè gratuitamente l' accesso a Dio diventandone figli e familiari.
Questo grazie al sangue di Gesù il quale paga il prezzo del nostro riscatto. Quando si nasce di nuovo si riceve lo spirito santo e si diventa familiari di Dio e cittadini del cielo.
Il commento cui sopra contiene dei gravi errori teologici e spero siano stati fatti involontariamente.
Sono disponibile per chiunque voglia approfondire sulla verità delle scritture. Dvb
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Breve replica: vabbè in ogni caso apparteniamo tutti al Signore, il concetto è sempre lo stesso.
Siamo creature di Dio tutte indistintamente, anche chi non crede è stato generato da Dio.
Gesù è morto per tutti su questo siamo tutti d'accordo, e allora?
Dio ci ha generati e quindi gli apparteniamo, per me Lui è il Padre e noi i figli...
Figli umani e quindi tutti potenziali peccatori...
Gesù è venuto per tutti, e per pagare i peccati di tutti, allora Dio ha solo un figlio Gesù l'unico senza peccato, e noi chi saremmo?

Anche i peccatori sono figli di Dio, Gesù è venuto per redimerci non per dire chi è figlio suo e chi non lo è,  Gesù ha vinto la morte e il peccato per tutti

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

Povertà e condivisione/1
Quale deve essere oggi, alla luce del vangelo, il rapporto con i beni economici? 
La povertà evangelica non si esaurisce nel suo aspetto economico e sociale, ma evoca una dimensione più alta, quella dell’apertura e della fiducia in Dio, cioè la dimensione di fede.
E' necessario partire dalla rilevanza dell’aspetto socio-economico della povertà; in negativo si potrebbe dire che la povertà non è rifiuto del possesso dei beni.
Non lo è perché il cristianesimo non guarda con sospetto ai beni in se stessi, come fossero qualcosa di cattivo; i beni della terra sono frutto della creazione, sono dono di Dio all’umanità.
A tutta l’umanità, non solo a pochi: come diceva S. Ambrogio, se accumuliamo troppi beni e vediamo il povero in condizioni di miseria, non dobbiamo per gratuita disponibilità interiore fargli omaggio di ciò che ci avanza, ma semplicemente gli dobbiamo restituire ciò che gli abbiamo indebitamente sottratto; la terra è di tutti, non solo dei ricchi.
La povertà non è rifiuto dei beni economici, che vengono dati da Dio perché l’uomo li sfrutti per soddisfare attraverso di essi i propri bisogni e le proprie esigenze di crescita.
Non è però neppure possesso, nel senso esclusivo e totalizzante,  perché il possesso dilatato genera sperperazione ed ingiustizie,  dipendenza dalle ricchezze.
Povertà è dunque partecipazione, condivisione di beni, in quanto è finalizzata alla comunione tra le persone; i beni sono di tutti, secondo il principio della loro destinazione universale, che la chiesa richiamava già nel periodo patristico: ogni volta che ci si appropria di qualche bene della terra bisogna chiedersi quanto ciò sia giusto non solo rispetto alla soddisfazione dei nostri bisogni, ma anche nel rispetto dei bisogni di tutti gli altri.

Fiorella Patriarca

lunedì 28 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

Perché ci sono milioni di profughi e persone senza tetto, misere e affamate?
Dio non potrebbe cambiare tutto questo?
Certamente: " Ecco il braccio dell'Eterno non è troppo corto per salvare" La Parola di Dio ci dà la risposta: Le vostre iniquità hanno posto una barriera fra voi e il vostro Dio; sono i vostri peccati quelli che hanno fatto si ch'egli nasconda la sua faccia da voi, per non darvi più ascolto.
Il peccato allontana l'uomo da Dio.
Ecco perché l'umanità si trova bisognosa anche economicamente, ma soprattutto spiritualmente.
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Pace a tutti,questo appello si rivolge a coloro che credono nelle promesse di Dio.
Ci sono molte famiglie che aspettano risposte concrete da noi figli di Dio.
Non pensiamo di amare solo le 4 mura o la nostra famiglia.

Il Signore dice di dare la propria vita per gli altri, se volete aiutare concretamente qualcuno contattatemi su facebook, e non raccontate le barzellette, che ho avuto una grande fregatura...benedizioni.

martedì 22 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Creare occupazione attraverso la condivisione
ertà, 

Qualcuno ci scrive dicendo che si sta facendo accademia.
In realtà è l’opposto, non è concepibile che l’uomo possa vivere senza lavorare.
Una delle affermazioni in tal senso la troviamo nella II epistola di Paolo  Apostolo ai Tessalonicesi 3:10 si legge: “E invero quand’eravamo con voi, vi comandavamo questo: che se qualcuno non vuole lavorare, neppur deve mangiare”.
I credenti cristiani non possono pensare di vivere senza lavorare, ma non si può vivere senza mangiare e quindi si deve lavorare.
Con il progetto dell’economia condivisa si mira ad una occupazione stabile per tutti ed una relativa adeguata retribuzione.

L’IDEA NON E’ QUELLA DI FARE ACCADEMIA, MA DI DARE UNA RISPOSTA CONCRETA AL MONDO DEL LAVORO PENSANDO AD UNA ECONOMIA EQUA PER TUTTI. QUESTI SONO PRINCIPI BIBLICI.

lunedì 7 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Sviluppo umano – stadio spirituale avanzato- economia di servizio – Vita, vivere ed esistenza.

Le due grandi guerre mondiali, che hanno visitato le scorse generazioni, dimostrano la natura distruttiva delle organizzazioni e istituzioni moderne.
Anche è stata prostituita e trasformata in potente ordigno morte, la natura della scienza dovrebbe essere oggettiva e creativa per il progresso ed il bene dell’umanità, ma spesso diviene strumento distruttivo dei popoli con sacrificio, dolore, miseria, povertà, del più debole.
Invece di avvalersi della stabilità e della nonviolenza, alcuni scienziati si sono lasciati incanalare e son divenuti veicoli portatori di conflitti, distruzione e fame nei popoli in guerra, ed al posto del progresso hanno determinato un regresso per l’uomo, seminando terrore e morte.
La civiltà umana segna il passo, l’economia domestica viene annientata con sofferenze delle famiglie coinvolte passivamente.
Alcuni geni della scienza dicono di essere neutrali, ma non è vero perché sanno bene che la costruzione di un missile serve per distruggere e non per costruire, tutte le armi da guerra servono sono strumenti per la rovina dell’umanità e della prosperità delle nazioni.
Detto agire è in totale dispregio dei principi cristiani e le comunità che ispirano alla teologia dell’amore per il prossimo dovrebbero ribellarsi pacificamente e debellare la violenza di qualsiasi ordine e grado, in caso contrario si rendono complici di scelte scellerate messe in campo dai costruttori di violenza e non di pace.

Il concetto della fraternità non ha nulla a che fare con la costruzione ordigni per la distruzione dell’uomo.