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mercoledì 30 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
Gesù ha criticato gli Esseni per il loro isolazionismo e ha messo in guardia i suoi seguaci contro tale comportamento.
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L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
Influenza dei credenti Esseni
La partecipazione comune dei beni nella chiesa di Gerusalemme era storicamente uno sviluppo nuovo.
Né Giovanni Battista né Gesù hanno chiesto ai loro discepoli di trasferire le proprietà private alla comunità.3
Le loro istruzioni riguardo i beni personali erano molto diverse da quelle degli Esseni. Gli Esseni praticavano il separatismo economico e riducevano al minimo i contatti economici con gli estranei.
Giovanni Battista e Gesù, invece, hanno cercato di avere contatti molto aperti con tutti; hanno avvertito i loro discepoli di non isolarsi economicamente dagli altri.
Giovanni ha ordinato ai suoi discepoli di condividere i propri beni con gli altri.
Quando la gente gli ha chiesto: «che dobbiam fare?» (Luca 3:10), Giovanni ha risposto: «Chi ha due tuniche, ne faccia parte a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Far parte dei propri beni a qualcun altro aveva un significato diverso nel contesto del messaggio di Giovanni.
Non significava, come a Qumran, donare i propri beni al gruppo e fare una vita in comune, piuttosto significava condividere le proprie ricchezze con i bisognosi.
Questo era la negazione del comunismo economico degli Esseni.
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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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Un lettore scrive:
E la moltitudine di coloro che avevano creduto, era d’un solo cuore e di un’anima sola; né v’era chi dicesse sua alcuna delle cose che possedeva, ma tutto era comune tra loro…
Poiché non v’era alcun bisognoso fra loro; perché tutti coloro che possedevano poderi o case li vendevano, portavano il prezzo delle cose vendute, e lo mettevano ai piedi degli apostoli; poi, era distribuito a ciascuno, secondo il bisogno (Atti 4:32,34,35).
Un ostracon recentemente scoperto sul sito Esseno di Qumran è di primaria importanza per comprendere lo sviluppo della chiesa primitiva di Gerusalemme.1
Il teologo olandese Hugo Grotius (1583-1645) aveva già osservato nel suo commentario al Nuovo Testamento2 la somiglianza tra la descrizione neotestamentaria della comunione dei beni della chiesa di Gerusalemme (Atti 2:44,45) e la descrizione di Giuseppe della comunione dei beni degli Esseni (Guerra2:122-123).
Nel suo commento di Atti 2:44, Grotius ha messo insieme tutto il materiale degli autori antichi pertinenti a questo argomento.
Gli episodi riguardo Barnaba (Atti 4:36,37) e Anania e Saffira (Atti 5:1-11) sono anch’essi illuminati dal coccio appena scoperto a Qumran.
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martedì 29 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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Un lettore scrive:
Gli Esseni - loro stile di vita
Appena pubblicata, l’iscrizione su un coccio scoperto a Qumran ci mostra un parallelo sorprendente di una pratica della prima comunità dei seguaci di Gesù.
Secondo il Libro di Atti, i membri della chiesa primitiva hanno venduto i loro beni e hanno distribuito il ricavato secondo le necessità di ciascuno.
Le loro ricchezze [gli Esseni] essi disprezzavano, e la loro comunione di beni è veramente ammirevole; non troverete tra di loro chi si distingue per opulenza.
Essi hanno una legge che i nuovi membri ammessi alla setta conferiscano le loro proprietà all’ordine, con il risultato che non vedrete da nessuna parte la povertà, o povertà degradante o ricchezza sregolata; i beni di ognuno vengono messi insieme agli altri e tutti, come fratelli, godono di un unico patrimonio (Giuseppe Flavio, Guerra 2:122-123
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Un lettore scrive:
Stretta osservanza
La «guerra finale» per gli Esseni è arrivata nel 66 d.C. quando la setta si è unita alla rivolta giudaica contro il giogo romano, pensando che questa fosse la battaglia apocalittica che avevano aspettato a lungo.
Nella primavera del 68, il comandante romano Vespasiano marciò con la sua Decima Legione nella Valle del Giordano e poco dopo la comunità Essena venne distrutta e i suoi membri quasi tutti uccisi.
Alcuni Esseni riuscirono a fuggire a Masada dove combatterono a fianco degli Zeloti fino a quando la fortezza non cadde cinque anni dopo.
L’arrivo dei romani a Qumran deve essere stata una sorpresa, poiché gli Esseni hanno avuto poco tempo per portare via la loro preziosa biblioteca e l’hanno dovuta nasconder nelle grotte vicine.
Se la comunità fosse sopravvissuta, probabilmente i loro manoscritti avrebbero incontrato lo stesso destino di altri manoscritti ebraici, di cui esistono solo delle traduzioni greche o latine.
La tragedia degli Esseni di quasi duemila anni fa, ci ha ironicamente provvisto di un tesoro di documenti antichi che ci permettono di dare uno sguardo affascinante sul complesso mondo del giudaismo dell’epoca in cui visse Gesù.
Shalom
Argentino Quintavalle
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Un lettore scrive:
Esseni - Stretta osservanza_01
Gli Esseni conducevano un’aspra guerra di polemica contro i loro rivali, i Farisei.
La setta di Qumran deplorava quello che essi consideravano essere il lassismo dei Farisei, e parlano di loro come i «dispensatori di lisce interpretazioni» e denunciavano la loro partecipazione alla vita pubblica.
Gli Esseni erano noti per la loro stretta osservanza della Torah, in particolare dei comandamenti relativi a tutti gli aspetti della purezza rituale. 7
I membri della comunità facevano giornalmente uso del mikve (bagno d’immersione rituale), ed era risaputo che andavano in giro con una piccola pala per seppellire i loro escrementi.
Gli uomini di Qumran erano molto severi nel rispetto delle leggi riguardo il Sabato.
Filone, che ammirava gli Esseni, ha scritto che i membri della setta venivano rispettati per la loro integrità.
Egli ha scritto che la setta era motivata da tre ideali: l’amore di Dio, l’amore della virtù e l’amore dell’uomo.
Tale dedizione alla Torah era senza dubbio ispirata dalla teologia della comunità.
Gli Esseni credevano che essi fossero stati scelti per elezione Divina e che erano i soli ai quali Dio aveva conferito lo Spirito Santo.
Ogni uomo, secondo gli Esseni, era stato predestinato ad essere o un «figlio della luce» o un «figlio delle tenebre». Essi erano anche convinti che Dio controllava il destino degli uomini per mezzo delle stelle, e osservavano il cielo per conoscere la volontà di Dio.
Secondo Giuseppe essi credevano che tutto fosse stato predestinato da Dio.
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lunedì 28 luglio 2014
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Un lettore scrive:
Stile di vita degli Esseni_03
Da antiche fonti come Giuseppe e Filone, è stato creduto fino a tempi recenti, che gli Esseni evitavano di sposarsi.
La scoperta dei Rotoli del Mar Morto ha presentato un’immagine molto più complicata riguardo il matrimonio.
Ci sono prove che suggeriscono che alcuni a Qumran abbiano avuto famiglia ma, benché il matrimonio non fosse rifiutato in linea di principio, molti nella setta credevano che a motivo delle imminenti «doglie messianiche» non fosse il caso di mettere su famiglia.
Gli Esseni rifiutavano la legittimità del culto del Tempio.
Essi ritenevano che i sacerdoti fossero ritualmente impuri e conducessero le persone fuori strada con i loro insegnamenti ingannevoli.
Come risultato essi non volevano avere niente a che fare con i sacrifici del Tempio di Gerusalemme.
La setta si considerava il “resto” del vero e puro sacerdozio.
Essi erano sempre in uno stato di buona disposizione spirituale e rituale, attendendo pazientemente il giorno in cui avrebbero ereditato il loro legittimo posto a Gerusalemme.
In quel giorno due Messia - un principe della casa di Davide e un sacerdote della linea di Aaronne – avrebbero guidato la comunità o i «figli della luce» contro i loro avversari, i «figli delle tenebre», nella battaglia finale per liberare il mondo dalle grinfie di Belial (Satana).
Gli Esseni si sono isolati dai loro compagni giudei in una maniera ancora più radicale.
Rigidamente contrari al calendario lunare, gli Esseni usavano un calendario solare e celebravano le feste bibliche in giorni diversi dal resto del popolo giudaico.
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Un lettore scrive:
Stile di vita degli Esseni_01
L'aspetto più sorprendente degli Esseni era il loro stile di vita comunitario.Le loro regole sono state spiegate in dettaglio nel «Manuale di Disciplina», un documento trovato nelle grotte di Qumran nel 1947.
La comunità condivideva la comunione dei pasti, non c’era chi possedeva proprietà private ed avevano depositi in comune per cibo ed acqua.
L'ascetismo era visto come parte essenziale della santità, e mangiavano un cibo molto semplice.
Gli Esseni vivevano in tende e in grotte lungo le coste del Mar Morto, pregando e lavorando insieme in una casa comune.
La maggior parte dei membri lavoravano come coltivatori, altri erano pastori e vasai, ed altri scribi, con lo scopo di trasmettere le Scritture e gli scritti della setta.
Quando non lavoravano, gli Esseni indossavano dei vestiti bianchi di lino.
Gli Esseni non possedevano schiavi: «Non c’è alcun schiavo tra loro, tutti sono liberi, in quanto lavorano gli uni per gli altri» (Filone, Quod Omnis Probus Liber 79).
Molta importanza veniva data alla preghiera in comune e allo studio.
domenica 27 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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Un lettore scrive:
Il Nuovo Testamento è una delle migliori fonti d’informazione del periodo del Secondo Tempio, e uno dei gruppi più importanti dell’epoca era quello dei misteriosi e monastici Esseni.
È dunque particolarmente curioso che il Nuovo Testamento non li citi mai direttamente.
Questa mancanza è ancora più curiosa in considerazione del fatto che Giuseppe Flavio gli ha dato la stessa importanza dei Farisei e dei Sadducei.
Origine
Filone d’Alessandria ha stimato che la setta, composta da diversi rami, aveva soltanto quattromila membri.La maggioranza viveva sulla costa occidentale del Mar Morto, lontano dai luoghi dove Gesù condusse la maggior parte del suo ministero, ma piccoli gruppi di Esseni erano sparsi anche in tutta la Galilea e la Giudea, come pure nella stessa Gerusalemme.
L’origine degli Esseni è un po’ un mistero.
Sembra che essi siano sorti poco prima o poco dopo il regno dell’asmoneo Giovanni Ircano (135-104 a.C.).
Insieme ai Farisei, essi possono essersi sviluppati dagli Hassidim, un partito di pii e saggi giudei che hanno resistito alle aspirazioni nazionaliste e che consideravano apostati i re asmonei.
È ancora più difficile determinare il nome della setta, ma molti studiosi concordano che il termine «Esseni» sia derivato dall’aramaico asyan, «guaritori».
Questo si può riferire a un tempo quando la setta praticava una forma di medicina utilizzando le erbe.
Nei suoi scritti la comunità di Qumran si riferiva a sé stessa come a una unità o allo stare insieme - hayaḥad.
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giovedì 24 aprile 2014
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CONDIVISIONE
BIBLICA – GLI ESSENI
CHI ERANO GLI
ESSENI? – NUOVA SCOPERTA.
DI ARGENTINO QUINTAVALLE /12.
1. L’ostracon è stato scoperto nell’inverno del 1996
da una spedizione archeologica diretta dal Prof. James F. Fare che ha fatto
degli scavi nel sito centrale della comunità Essena di Qumran, alla base della
parte esterna del muro perimetrale est. L’ostracon è del tardo periodo Erodiano
(20-68 E.V.).
2. Annotazioni sul Nuovo Testamento, pubblicato in tre
volumi tra il 1641 e il 1650.
3. David Flusser, Judaism and
the Origins of Christianity, pp. 150-168.
4. 1QS 6:18: uvimle'at lo shanah vetoch hayahad (e
quando egli ha completato un anno nella Yahad...).
5. 1QS 6:19-20: el yad ha'ish hamevaker al melechet
harabim ([la sua ricchezza sarà trasferita] all’Economo della Comunità).
6. 1QS 6:20-21: ad mele'at lo shanah shenit betoch
anshe hayaHad (prima del suo completamento di un secondo anno tra gli uomini
della Yahad); uvimle'at lo hashanah hashenit (e quando egli ha completato il
secondo anno).
7. 1QS 6:21-23.
8. Per una discussione dei problemi topografici
relativi all’identificazione di Holon, vedi Cross e Eshel, «Ostraca from
Khirbet Qumrân».
9. Vedi nota 5.
10. vechimloto layaHad. Questo corrisponde all’inizio
di 1QS 6:18 (vedi nota 4)!
In questo passo, lo stesso verbo ricorre non meno di
tre volte (linee 17,18,21).
11. Hisday di Holon era
sicuramente uno schiavo non-Giudeo
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mercoledì 23 aprile 2014
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CONDIVISIONE
BIBLICA – GLI ESSENI
CHI ERANO GLI
ESSENI?
DI ARGENTINO QUINTAVALLE /10.
Honi, Hisday e l’Economo
L’ostracon di Qumran è stato scritto a Gerico e
contiene la dichiarazione di un certo Honi che accorda alla setta (la Yahad)
come dono, «da questo giorno e in perpetuo», le sue proprietà di Holon,8 che
comprendevano una casa, alberi di fico, ulivi e uno schiavo di nome Hisday.
Il beneficiario delle proprietà di Honi era un certo
Eleazar figlio di Nahamani, probabilmente l’Economo della Comunità di Qumran.9
L’ostracon, quindi, sembra essere niente di meno che l’atto di donazione di un
novizio Esseno alla fine del primo anno del suo noviziato (vedi Manuale di
Disciplina 6:18-21).
Era alla fine di questo primo anno che le proprietà
del principiante venivano consegnate all’Economo della Comunità.
Le proprietà di Honi sarebbero state definitivamente
incorporate nella comunità, solo alla fine del suo secondo anno del periodo di
prova.
Questo lo si deduce nella linea 8 dell’ostracon.
Le due parole di questa linea dovrebbero essere
tradotte: «E quando egli ha completato [il suo primo anno come principiante]
della comunità...».
Il resto dell’ostracon è molto frammentario; tuttavia,
sembra che l’ostracon contenga la dichiarazione di Honi che egli trasferisce
con atto legale i suoi possessi, cioè, la casa, il terreno circostante e lo
schiavo alla comunità Essena di Qumran.
Alla fine del secondo anno di noviziato, con
l’accettazione definitiva come membro della setta, le proprietà di Honi
sarebbero state vendute e il ricavato messo nel tesoro della comunità; è
difficile immaginare che gli Esseni continuavano a mantenere dei terreni al di
fuori del loro posto, e nella comunità di Qumran la schiavitù era proibita.11
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mercoledì 2 aprile 2014
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CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
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PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Tipi di economia in natura – dell’impresa -
gregaria.
Alcune prendono ciò di cui hanno bisogno, rendendo un corrispondente servizio all’unità dalla quale
traggono beneficio.
Le api sono un esempio di
economia d’impresa in quanto trattasi di unità laboriose, attive per il
proprio ciclo di vita e nello stesso tempo costruttive per il bene delle piante
dalle quali si cibano.
Sempre le api sono un esempio dell’agire collettivo; loro non
lavorano per il benessere individuale, ma per il beneficio di tutto l’alveare.
In realtà trattasi di un’estensione dell’interesse
individuale: agendo per il bisogno immediato pianificano anche le necessità
future.
Quando si parla di agire per il bene proprio e degli altri
non si altro che operare come le api, dal bene proprio si arriva al bene
comune.
E’ sbagliato dire che se si lavora per il bene comune non si
lavora anche per il bene proprio (nel bene degli altri c’è il bene proprio).
Questo concetto era molto assimilato nella vita degli Esseni
il cui periodo storico risale a circa III secoli a.C., anche fra le comunità
cristiane si rifacevano a questo modo di pensare.
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