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sabato 27 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE - CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Di Marco ferretti + 1



Oramai li non c'è più niente da condividere se non una cassa da morto.

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Non sono d'accordo.

Dobbiamo aprire gli occhi dell'anima e del cuore.Dobbiamo rispolverare il vangelo.

I cristiani sono chiamati a chiudere gli occhi, vedi la parabola del Buon Samaritano.

E' anche scritto:"ama il prossimo tuo come te stesso".

Occorre una rivoluzione culturale nel mondo cristiano, occorre mettere i pratica gli insegnamenti di Gesù.

La prima comunità cristiana condivideva e fra di loro non vi era alcun bisognoso.

La condivisione scaturisce dall'amore per il prossimo, alle volte di fa confusione tra la carità e la condivisione.

Quella persona ha molto da dare, ma questa sua potenzialità non viene valorizzata perché l'egoismo impera nel mondo.


mercoledì 30 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:


E la moltitudine di coloro che avevano creduto, era d’un solo cuore e di un’anima sola; né v’era chi dicesse sua alcuna delle cose che possedeva, ma tutto era comune tra loro…
Poiché non v’era alcun bisognoso fra loro; perché tutti coloro che possedevano poderi o case li vendevano, portavano il prezzo delle cose vendute, e lo mettevano ai piedi degli apostoli; poi, era distribuito a ciascuno, secondo il bisogno (Atti 4:32,34,35).
Un ostracon recentemente scoperto sul sito Esseno di Qumran è di primaria importanza per comprendere lo sviluppo della chiesa primitiva di Gerusalemme.1
 Il teologo olandese Hugo Grotius (1583-1645) aveva già osservato nel suo commentario al Nuovo Testamento2 la somiglianza tra la descrizione neotestamentaria della comunione dei beni della chiesa di Gerusalemme (Atti 2:44,45) e la descrizione di Giuseppe della comunione dei beni degli Esseni (Guerra2:122-123).
Nel suo commento di Atti 2:44, Grotius ha messo insieme tutto il materiale degli autori antichi pertinenti a questo argomento.
Gli episodi riguardo Barnaba (Atti 4:36,37) e Anania e Saffira (Atti 5:1-11) sono anch’essi illuminati dal coccio appena scoperto a Qumran.

martedì 15 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/40.


L'opera di beneficenza è due volte benedetta.
Mentre colui che dà ai bisognosi benedice gli altri, egli stesso è benedetto in misura ancora maggiore.
La grazia di Dio sviluppa nell’anima dei tratti del carattere che sono l'opposto dell’egoismo - tratti che perfezionano, nobilitano e arricchiscono la vita.
Il mondo occidentale cristiano ha sviluppato un capitalismo aggressivo e crudele.
È ora di ripensare al proprio modello di sviluppo, e magari sviluppare un "capitalismo democratico cooperativo", un qualcosa di analogo al sistema del Giubileo, e capire che la terra appartiene a tutte le persone.
 La liberalità non impoverisce, anzi arricchisce.
"Il tuo Dio, l’Eterno, ti benedirà come ti ha promesso, e tu farai dei prestiti a molte nazioni, e non prenderai nulla in prestito" (Deut.15:6).
Ed ancora: "Dagli liberalmente; e quando gli darai, non te ne dolga il cuore; perché, a motivo di questo, l’Eterno, l’Iddio tuo, ti benedirà in ogni opera tua e in ogni cosa a cui porrai mano" (Deut.15:10).


sabato 28 giugno 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
Una lettrice scrive:

Riflessione sui discepoli di Emmaus
Non bisognava che accadesse questo perchè......
Il vangelo di oggi è un concentrato di molte verità che, se seguite, rendono saggia, feconda della Sua presenza e spirituale la nostra vita.
1. Dio ti è sempre accanto nel tuo cammino anche quando non lo vedi (24,16). Dio mi parla e mi conduce anche se a volte neppure so che è Lui.
2. Spesso noi andiamo al contrario di dove dovremo andare (24,13). Poiché siamo al buio, senza Luce, senza Dio, facciamo ciò che non dovremmo fare e andiamo là dove non dovremmo andare, andiamo avanti a casaccio o rincorsi dalla paura.
3. Ciò che mi riscalda il cuore, che "mi prende" l'anima, viene da Dio (24,32). Dio è passione, energia che brucia e arde nel cuore; Dio è un fuoco che si accende dentro.
4. Quando io mi allontano da Lui, Lui si avvicina a me (24,13-15). Più io lo rifiuto, mi allontano da Lui e cerco di schivarlo, più Lui tenta discretamente di avvicinarsi a me.
5. Dio è mio compagno anche quando mi sento solo (24,15). Quando ti senti solo in realtà non lo sei. Sei solo perché non lo senti e non lo vedi, non perché Lui non ci sia.
6. Nulla ti può far credere se non vuoi credere (24,22-24). Nessun discorso, nessuna esperienza, nessuna liturgia, nessun cammino, neanche Dio stesso ti può costringere a credere se tu hai deciso di non farlo entrare nella tua vita. E' da sciocchi e da ri-tardati del cuore vivere così, ma nessuno può convincere nessuno se questi non lo vuole.
7. Dio è questione di occhi, perché gli occhi sono lo specchio dell'anima (24,31). Non si può vedere nessun Dio, e in realtà nessuna cosa, se non vedi dall'anima. Tutto è oscuro, tutto è cieco, tutto è nascosto e invisibile per chi non vede dentro e dal di dentro.
8. Il grande rischio è di non capire nulla della vita, di Dio e di quello che succede (24,19-24). Tutto ha un senso e un significato. Tutto accade per un motivo e nulla è per caso. Ma se manca la luce, se manca qualcuno che ti spieghi la tua vita, allora tutto è buio, tutto è senza senso. Molti uomini vivono non capendo niente della loro vita e non sanno che tutto ha un senso.
9. Ciò che chiamiamo fallimento è spesso una chiamata di Dio (24,13-33). Ciò che rifiutiamo è ciò di cui abbiamo bisogno; ciò che vorremmo evitare è ciò che dobbiamo incontrare. Dio è molto di più nelle nostre sconfitte che nelle nostre vittorie.
10. La mente non capisce ma il cuore sì (24,32). La mente spiega ma è il cuore che comprende, che sente, che percepisce.
11. Quando Dio lo si ha dentro non si ha più bisogno di trovarlo fuori (24,31). Quando Dio è dentro di te dovunque vai te lo porti sempre appresso.


domenica 4 maggio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

Riflessione sui discepoli di Emmaus
Non bisognava che accadesse questo perché......
Il vangelo di oggi è un concentrato di molte verità che, se seguite, rendono saggia, feconda della Sua presenza e spirituale la nostra vita.
1. Dio ti è sempre accanto nel tuo cammino anche quando non lo vedi (24,16). Dio mi parla e mi conduce anche se a volte neppure so che è Lui.
2. Spesso noi andiamo al contrario di dove dovremo andare (24,13). Poiché siamo al buio, senza Luce, senza Dio, facciamo ciò che non dovremmo fare e andiamo là dove non dovremmo andare, andiamo avanti a casaccio o rincorsi dalla paura.
3. Ciò che mi riscalda il cuore, che "mi prende" l'anima, viene da Dio (24,32). Dio è passione, energia che brucia e arde nel cuore; Dio è un fuoco che si accende dentro.
4. Quando io mi allontano da Lui, Lui si avvicina a me (24,13-15). Più io lo rifiuto, mi allontano da Lui e cerco di schivarlo, più Lui tenta discretamente di avvicinarsi a me.
5. Dio è mio compagno anche quando mi sento solo (24,15). Quando ti senti solo in realtà non lo sei. Sei solo perché non lo senti e non lo vedi, non perché Lui non ci sia.
6. Nulla ti può far credere se non vuoi credere (24,22-24). Nessun discorso, nessuna esperienza, nessuna liturgia, nessun cammino, neanche Dio stesso ti può costringere a credere se tu hai deciso di non farlo entrare nella tua vita. E' da sciocchi e da ritardati del cuore vivere così, ma nessuno può convincere nessuno se questi non lo vuole.
7. Dio è questione di occhi, perché gli occhi sono lo specchio dell'anima (24,31). Non si può vedere nessun Dio, e in realtà nessuna cosa, se non vedi dall'anima. Tutto è oscuro, tutto è cieco, tutto è nascosto e invisibile per chi non vede dentro e dal di dentro.
8. Il grande rischio è di non capire nulla della vita, di Dio e di quello che succede (24,19-24). Tutto ha un senso e un significato. Tutto accade per un motivo e nulla è per caso. Ma se manca la luce, se manca qualcuno che ti spieghi la tua vita, allora tutto è buio, tutto è senza senso. Molti uomini vivono non capendo niente della loro vita e non sanno che tutto ha un senso.
9. Ciò che chiamiamo fallimento è spesso una chiamata di Dio (24,13-33). Ciò che rifiutiamo è ciò di cui abbiamo bisogno; ciò che vorremmo evitare è ciò che dobbiamo incontrare. Dio è molto di più nelle nostre sconfitte che nelle nostre vittorie.
10. La mente non capisce ma il cuore sì (24,32). La mente spiega ma è il cuore che comprende, che sente, che percepisce.

11. Quando Dio lo si ha dentro non si ha più bisogno di trovarlo fuori (24,31). Quando Dio è dentro di te dovunque vai te lo porti sempre appresso.

lunedì 28 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

Io so in Chi ho creduto.
Mi rivolsi al Signore con queste parole: \“Signore Gesù, voglio anch'io conoscerti e sperimentare, che Tu sei un Dio vivente che guarisci e che dai pace all'anima\“
Le tempeste non mi fanno più paura
In un certo periodo della mia vita stavo molto male, attraversavo una grave depressione che non mi permetteva neanche più di uscire di casa da sola.
Passavo la mia vita tra ospedali e medici vari.
Trascorrevo le mie giornate le nel letto, sotto l’effetto degli antidepressivi che mi prescrivevano i medici; mi sembrava di essere costantemente sotto l’effetto di droghe, mi sentivo sempre confusa ed abbattuta.
Avevo già 3 figli e mi rattristava il fatto di non essere in grado di prendermi cura di loro e vederli soffrire.
La mia prima figlia aveva solo 9 anni e cominciò a doversi prendere cura di me, di sua sorella e del fratello.
Presto, imparò anche a cucinare e a fare le faccende di casa, divenendo, in fretta, una grande piccola donna.
Una mia amica, che era andata a lavorare come domestica presso una famiglia evangelica e accettò Gesù nel suo cuore come personale Salvatore e io vidi la sua vita cambiare.
Questa cara amica venne a trovarmi e vide che stavo più male del solito. Iniziò, così, a parlarmi del Signore e mi disse che solo Lui poteva guarirmi, ma io non ci credevo nonostante vedessi il suo notevole cambiamento, la sua vita trasformata.
Avevo paura di avvicinarmi all’Evangelo, ma un giorno mi sentivo così male che iniziai a invocare Gesù.
Ero così disperata che mi rivolsi al Signore con queste parole: “Signore Gesù, voglio anch’io conoscerti e sperimentare, che Tu sei un Dio vivente che guarisci e che dai pace all’anima”.
Chiamai la mia amica e le chiesi di accompagnarmi in chiesa.
Finalmente mi ero resa conto di aver bisogno di Gesù.
Lei, con gioia, mi accompagnò in chiesa e, appena entrata, sentii che nella mia vita stava accadendo qualcosa di meraviglioso.
Mi ritrovai in lacrime, piangevo e sentivo un forte calore che mi avvolgeva, fu un’esperienza bellissima.
Alla fine della riunione, il pastore fece un appello dicendo che Gesù voleva guarire e salvare chi aveva fede in Lui.
La prima ad alzarsi ed andare avanti fui proprio io, mi inginocchiai ed iniziai a piangere gridando a Dio: “Signore, Aiutami!
Non ce la faccio più!” Subito, sentii nel mio cuore pace e gioia.
Mi affidai a Lui con tutto il mio cuore e, in quella sera, incontrai Gesù, che mi guarì.

Il giorno seguente, appena sveglia, presi tutti i medicinali e li buttai via, sicura che Dio mi aveva davvero guarita!