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sabato 4 ottobre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE - CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle:




7) NON FAVORIRE LA PIGRIZIA: Alcuni non sanno negarsi nulla, né economizzare per tenersi fuori dai debiti e mettere da parte qualcosa per il momento del bisogno. 

Essi sono in errore; non sono i poveri del Signore.
8) UFFICI DI CONDIVISIONE: istituire uffici di diaconato a livello locale e nazionale dove le persone possono condividere le loro esigenze con altri credenti e con coloro che le possono soddisfare; una sorta d’incontro tra domanda e offerta. Questo farebbe risparmiare ai credenti molto denaro.
9) SOSTENERE I POVERI: utilizzare il denaro con saggezza per aiutare le vedove, gli orfani, gli affamati e gli altri che sono privi di mezzi per prendersi cura dei loro bisogni di base e dare loro la possibilità di migliorare la loro vita.
10) RICCHI: incoraggiare i ricchi a fare offerte e/o mettere a disposizione i loro beni che altrimenti rimarrebbero improduttivi.
11) ACQUISTI RECIPROCI: incoraggiare le persone a comprare da aziende di credenti, se possibile.
Queste sono alcune cose pratiche che penso si possano fare coerentemente con i principi della Bibbia.


L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE - CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle:



COSA PUÒ FARE LA CHIESA
1) PRINCIPIO: Riconosciamo che Dio come Creatore è proprietario di tutte le cose.
Nell'Antico Testamento, l'anno sabatico e l'anno giubilare erano espressioni concrete della convinzione che la terra è di Dio e che il popolo d'Israele appartiene a Dio (Lev. 25:23,42,55).
Gesù, all'inizio del suo ministero, ha annunciato l'anno di grazia del Signore, spesso identificato con il Giubileo.
Attraverso Gesù, il povero ha sentito buone notizie, i prigionieri sono liberati, i ciechi recuperano la vista, e gli oppressi acquistano la libertà (Luca 4:16-21).
La prima chiesa di Gerusalemme ha messo il giubileo in pratica predicando il Vangelo, guarendo i malati, e condividendo i beni.
Le chiese erano solidali con chi si trovava nel bisogno (Atti 2:44,45; 4:32-37; 2Cor.8:1-15).
Come amministratori della terra di Dio, siamo chiamati ad aver cura della terra (Gen. 1:26-28).

Come amministratori del denaro, dobbiamo vivere semplicemente, praticare l’aiuto reciproco all'interno della Chiesa, sostenere la giustizia economica, e dare con generosità e cuore allegro (Fil. 4:11,12; 2Cor. 8:13,14; 2Cor.9:7; Giac. 5:4).
Come persone dipendenti dalla provvidenza di Dio, non dobbiamo essere preoccupati per le necessità della vita, ma di cercare prima il regno di Dio (Mat.6:24-33).
Non possiamo essere veri servitori di Dio e lasciare che la nostra vita sia governata dal desiderio della ricchezza.


mercoledì 30 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:


Significato della nuova scoperta
I rotoli di Qumran, e ora, il recente ostracon dato alla luce, sono in grado di chiarire quello che si legge in Atti 2-5. I credenti «avevano ogni cosa in comune; e vendevano le possessioni e i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno» (Atti 2:44,45).
Una delle figure centrali della comunità di Gerusalemme era un Levita di Cipro di nome Giuseppe, che gli apostoli hanno soprannominato Barnaba.
Questi era lo stesso Barnaba che più tardi divenne compagno di viaggio di Paolo. 

Barnaba «avendo un campo, lo vendé e portò i danari e li mise ai piedi degli apostoli» (Atti 4:37).
Era cosa comune nella prima chiesa di Gerusalemme che «tutti coloro che possedevan poderi o case li vendevano, portavano il prezzo delle cose vendute, e lo mettevano ai piedi degli apostoli; poi, era distribuito a ciascuno, secondo il bisogno» (Atti 4:34,35).
In Atti 5:1-10 viene raccontata una storia tragica: Anania e sua moglie Saffira sono morti dopo che hanno finto di dare alla comunità l’intero prezzo di vendita di un loro podere.


mercoledì 23 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/55.


Oggi la gente si trova in una ragnatela di dipendenza nei confronti certi prodotti.
Per appagare questa dipendenza bisogna continuare a produrre le stesse cose in quantità maggiori: beni standardizzati, concepiti e realizzati a uso di un futuro consumatore già condizionato ad aver bisogno di ciò che gli viene offerto.
Gli economisti stanno prendendo il posto dei preti e dei pastori, e i supermercati prendono il posto delle chiese.
L’attuale società industriale organizza la vita in funzione delle merci, ovvero misura il progresso materiale dall’aumento delle merci prodotte (il famoso PIL), e noi misuriamo il progresso sociale dal modo in cui si può accedere a tali merci.
La scienza economica è diventata un’attività propagandistica volta a favorire la supremazia delle grandi industrie produttrici di beni di consumo.
Sino alla fine del XVIII secolo il 99% del cibo che si consumava nel mondo era prodotto entro la cerchia del territorio che il consumatore poteva vedere dal tetto della casa.


giovedì 17 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA 
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/44.


6) LAVORO PER I NUOVI CREDENTI: dobbiamo avere una cura particolare per coloro che hanno il coraggio morale di accettare la verità e che per questo possono perdere il loro lavoro.
Essi non devono essere lasciati senza aiuto.
7) NON FAVORIRE LA PIGRIZIA: Alcuni non sanno negarsi nulla, né economizzare per tenersi fuori dai debiti e mettere da parte qualcosa per il momento del bisogno.
Essi sono in errore; non sono i poveri del Signore.
8) UFFICI DI CONDIVISIONE: istituire uffici di diaconato a livello locale e nazionale dove le persone possono condividere le loro esigenze con altri credenti e con coloro che le possono soddisfare; una sorta d’incontro tra domanda e offerta.
Questo farebbe risparmiare ai credenti molto denaro.
9) SOSTENERE I POVERI: utilizzare il denaro con saggezza per aiutare le vedove, gli orfani, gli affamati e gli altri che sono privi di mezzi per prendersi cura dei loro bisogni di base e dare loro la possibilità di migliorare la loro vita.
10) RICCHI: incoraggiare i ricchi a fare offerte e/o mettere a disposizione i loro beni che altrimenti rimarrebbero improduttivi.
11) ACQUISTI RECIPROCI: incoraggiare le persone a comprare da aziende di credenti, se possibile.
Queste sono alcune cose pratiche che penso si possano fare coerentemente con i principi della Bibbia.

mercoledì 16 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA 
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/42.



COSA PUÒ FARE LA CHIESA
1) PRINCIPIO:
Riconosciamo che Dio come Creatore è proprietario di tutte le cose.
Nell'Antico Testamento, l'anno sabatico e l'anno giubilare erano espressioni concrete della convinzione che la terra è di Dio e che il popolo d'Israele appartiene a Dio (Lev. 25:23,42,55).
Gesù, all'inizio del suo ministero, ha annunciato l'anno di grazia del Signore, spesso identificato con il Giubileo. 

Attraverso Gesù, il povero ha sentito buone notizie, i prigionieri sono liberati, i ciechi recuperano la vista, e gli oppressi acquistano la libertà (Luca 4:16-21).
La prima chiesa di Gerusalemme ha messo il giubileo in pratica predicando il Vangelo, guarendo i malati, e condividendo i beni.
Le chiese erano solidali con chi si trovava nel bisogno (Atti 2:44,45; 4:32-37; 2Cor.8:1-15).
Come amministratori della terra di Dio, siamo chiamati ad aver cura della terra (Gen. 1:26-28).
Come amministratori del denaro, dobbiamo vivere semplicemente, praticare l’aiuto reciproco all'interno della Chiesa, sostenere la giustizia economica, e dare con generosità e cuore allegro (Fil. 4:11,12; 2Cor. 8:13,14; 2Cor.9:7; Giac. 5:4). Come persone dipendenti dalla provvidenza di Dio, non dobbiamo essere preoccupati per le necessità della vita, ma di cercare prima il regno di Dio (Mat.6:24-33).
Non possiamo essere veri servitori di Dio e lasciare che la nostra vita sia governata dal desiderio della ricchezza.


L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA 
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/41.


Il giubileo non è una utopia.
Qualcuno si può chiedere che cosa accade a tutti quei miglioramenti, agli edifici costruiti, e alle aggiunte che erano fatte alla terra.
Anche questi venivano restituiti ai proprietari?
Ebbene, in questo caso ci doveva essere un risarcimento per gli eventuali miglioramenti apportati.
Tutto dipendeva dal contratto di vendita originale e ciò che era stato concordato all’inizio.
Per quanto riguarda l’annullamento dei debiti ogni sette anni, è naturale per la nostra cultura chiedersi: come si poteva evitare gli abusi di persone che chiedevano soldi in prestito ma che in realtà non ne avevano bisogno, arricchendosi pertanto indebitamente?
La gente doveva esser accorta.
Doveva conoscere e fidarsi di colui che chiedeva in prestito. 

Inoltre, il divieto era solo per il creditore di richiedere indietro il denaro, ma il debitore poteva ancora rimborsare il debito (come un dono).
Questa era certamente una pratica comune tra le persone oneste.


domenica 4 maggio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

Riflessione sui discepoli di Emmaus
Fai esperienza vera e profonda di Dio proprio quando nel tuo totale fallimento, quando cioè non c'è più nessuna ricompensa in termini di stima degli altri, del lavoro che hai, del buon nome, dell'onorabilità, puoi sentire che il suo amore si fa vicino non per quello che hai da mostrargli, ma semplicemente perché sei tu.
Allora puoi sentire che Lui ti ama solo perché ti chiami con il tuo nome e per nient'altro.
Allora lo senti per davvero; allora conosci Dio.
Rahner diceva: "Incontri Dio più nelle tue sconfitte che nelle tue vittorie". Sai quant'è il buono il pane solo quando hai fame; sai chi è Dio solo quando tu non basti più a te.
Ogni volta che fallisco allora mi devo chiedere: "Che cosa mi sta dicendo Dio?
Che cosa devo imparare?
Che cosa non ho imparato finora e che la vita ora mi costringe ad imparare?
Non bisognava che tutto questo mi accadesse perché ne ricevessi un bene?
Non bisognava che io provassi questo dolore affinché mi liberassi da tante illusioni?
Non era necessario questo "tonfo" affinché io mi mettessi sulla strada del cambiamento?
Non è lo stesso Dio che ti sta guidando in tutto questo?".
Quando Gesù si avvicina li fa parlare di tutta la tristezza, il malessere, il disagio che hanno dentro.
Noi abbiamo bisogno di "tirare fuori" il nostro male, il nostro dolore e tutto ciò che ci opprime.
Il dolore è come un veleno: se non lo sputi fuori ti uccide.
Noi abbiamo bisogno di "tirare fuori" le nostre gioie, le nostre speranze, la nostra vita, perché prenda forma, perché circoli, perché viva, perché si espanda.

Noi abbiamo bisogno di raccontare le nostre esperienze, il nostro profondo perché raccontando lo facciamo esistere.

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

Riflessione sui discepoli di Emmaus
Non bisognava che accadesse questo perché......
Il vangelo di oggi è un concentrato di molte verità che, se seguite, rendono saggia, feconda della Sua presenza e spirituale la nostra vita.
1. Dio ti è sempre accanto nel tuo cammino anche quando non lo vedi (24,16). Dio mi parla e mi conduce anche se a volte neppure so che è Lui.
2. Spesso noi andiamo al contrario di dove dovremo andare (24,13). Poiché siamo al buio, senza Luce, senza Dio, facciamo ciò che non dovremmo fare e andiamo là dove non dovremmo andare, andiamo avanti a casaccio o rincorsi dalla paura.
3. Ciò che mi riscalda il cuore, che "mi prende" l'anima, viene da Dio (24,32). Dio è passione, energia che brucia e arde nel cuore; Dio è un fuoco che si accende dentro.
4. Quando io mi allontano da Lui, Lui si avvicina a me (24,13-15). Più io lo rifiuto, mi allontano da Lui e cerco di schivarlo, più Lui tenta discretamente di avvicinarsi a me.
5. Dio è mio compagno anche quando mi sento solo (24,15). Quando ti senti solo in realtà non lo sei. Sei solo perché non lo senti e non lo vedi, non perché Lui non ci sia.
6. Nulla ti può far credere se non vuoi credere (24,22-24). Nessun discorso, nessuna esperienza, nessuna liturgia, nessun cammino, neanche Dio stesso ti può costringere a credere se tu hai deciso di non farlo entrare nella tua vita. E' da sciocchi e da ritardati del cuore vivere così, ma nessuno può convincere nessuno se questi non lo vuole.
7. Dio è questione di occhi, perché gli occhi sono lo specchio dell'anima (24,31). Non si può vedere nessun Dio, e in realtà nessuna cosa, se non vedi dall'anima. Tutto è oscuro, tutto è cieco, tutto è nascosto e invisibile per chi non vede dentro e dal di dentro.
8. Il grande rischio è di non capire nulla della vita, di Dio e di quello che succede (24,19-24). Tutto ha un senso e un significato. Tutto accade per un motivo e nulla è per caso. Ma se manca la luce, se manca qualcuno che ti spieghi la tua vita, allora tutto è buio, tutto è senza senso. Molti uomini vivono non capendo niente della loro vita e non sanno che tutto ha un senso.
9. Ciò che chiamiamo fallimento è spesso una chiamata di Dio (24,13-33). Ciò che rifiutiamo è ciò di cui abbiamo bisogno; ciò che vorremmo evitare è ciò che dobbiamo incontrare. Dio è molto di più nelle nostre sconfitte che nelle nostre vittorie.
10. La mente non capisce ma il cuore sì (24,32). La mente spiega ma è il cuore che comprende, che sente, che percepisce.

11. Quando Dio lo si ha dentro non si ha più bisogno di trovarlo fuori (24,31). Quando Dio è dentro di te dovunque vai te lo porti sempre appresso.

sabato 3 maggio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI-MASSIMA DIFFUSIONE.

Una Missione Cristiana Evangelica Risveglio mi ha scritto dicendo che non devo insistere nell'invitare le persone a visitare il blog. altrimenti è costretta a prendere dei provvedimenti.
Tu cosa pensi di ciò?               
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Alcune risposte:
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fratello caro condivido con tutte le possibili risposte... vai avanti e non fermarti davanti a niente e a nessuno DTBG!
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Non dobbiamo piacere agli uomini : se la tua opera è da Dio prospererà   buona giornata Dio ti benedica.
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Il maligno usa le persone per tirarci giù  però Dio vuole che noi dobbiamo continuare la sua opera non tutti crederanno tutti sono chiamati però pochi scelti al suo regno.
Dico che c’è bisogno di consultare la parola di Dio. 
Cosa avrebbe fatto Gesù se era in questa epoca a fare l'opera a quale è stato chiamato. 
Conclusione: Gesù non si è fermato neanche di fronte alla morte!!!
Io non mi fermerei affatto, poiché che Gesù dice: IO HO VINTO IL MONDO.
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Grazie, Fratellone.
Dio ti benedica Grandemente.

Mi hai edificato, continuiamo a portare la verità al mondo, perché la verità è Cristo Gesù.
Tutto il mondo deve sapere che Gesù è il Signore.
Continua anche tu con il blog.
Dio ti benedica grandemente.
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Sinceramente a me non dispiace,  anzi sbaglio io avvolte a non darti conto perché sono impegnato, vai avanti!!!.
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Ma certamente,  io vado avanti, bisogna perseverare nelle vie del Signore.
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Gesù ha detto di predicare a tempo e fuor di tempo e un ordine del Signore predicare l'evangelo :-):-):-):-).

giovedì 24 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA – GLI ESSENI
CHI ERANO GLI ESSENI? – NUOVA SCOPERTA.
DI ARGENTINO QUINTAVALLE /11.


Significato della nuova scoperta.
I rotoli di Qumran, e ora, il recente ostracon dato alla luce, sono in grado di chiarire quello che si legge in Atti 2-5.
I credenti «avevano ogni cosa in comune; e vendevano le possessioni e i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno» (Atti 2:44,45).
Una delle figure centrali della comunità di Gerusalemme era un Levita di Cipro di nome Giuseppe, che gli apostoli hanno soprannominato Barnaba.
Questi era lo stesso Barnaba che più tardi divenne compagno di viaggio di Paolo.
Barnaba «avendo un campo, lo vendé e portò i danari e li mise ai piedi degli apostoli» (Atti 4:37).
Era cosa comune nella prima chiesa di Gerusalemme che «tutti coloro che possedevano poderi o case li vendevano, portavano il prezzo delle cose vendute, e lo mettevano ai piedi degli apostoli; poi, era distribuito a ciascuno, secondo il bisogno» (Atti 4:34,35). In Atti 5:1-10 viene raccontata una storia tragica: Anania e sua moglie Saffira sono morti dopo che hanno finto di dare alla comunità l’intero prezzo di vendita di un loro podere.
La situazione economica della chiesa Gerusalemme è dunque simile a quella che è riportata nel Manuale di Disciplina 6:17-23 e specialmente nell’ostracon.
Tutto ciò è molto significativo per la storicità di Atti e del Vangelo di Luca, la prima parte del libro (Luca-Atti) scritto da Luca.

È plausibile che quando Barnaba e Anania e Saffira hanno fatto i loro doni alla comunità di Gerusalemme, essi abbiano dovuto firmare un documento legale simile all’atto di donazione di Honi recentemente scoperto a Qumran.

giovedì 17 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

Una massima dice:" l'amore è amare senza misura.." io aggiungerei anche donare senza misura.
E la misura dell’autenticità del nostro amore è proprio l’interesse verso gli altri e i loro bisogni.
Non semplicemente interesse a parole, ma anche interesse espresso nelle azioni, interesse che ci fa accettare con gioia di prendere qualcosa di nostro e darlo a chi ne ha più bisogno.
Paolo dice in 2 Corinzi 8:9 “Voi conoscete infatti la grazia del Signor nostro Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.”
Gesù Cristo ci ha amato e ci ama di un amore autentico che sopravanza ogni conoscenza.
Siamo chiamati dalla Parola di Dio a seguire questo amore, questo sentimento, amandoci nello stesso modo gli uni gli altri.
Come scrive nella sua epistola  l'apostolo Giacomo:
“Or, se un fratello o una sorella sono nudi e mancano del cibo quotidiano, e qualcuno di voi dice loro: "Andatevene in pace, scaldatevi e saziatevi", ma non date loro le cose di cui hanno bisogno per il corpo, a che giova?”"                 Fratello, non hai da mangiare ….. Non importa, preghiamo ….. Dio ti benedica”.
Spesso sento queste frasi di circostanza....e voi pensate che una persona viene nutrita con belle parole?
Tu ti nutriresti di queste parole se fossi affamato o nudo? 
Per chi ancora non l'avesse capito, noi siamo i mezzi attraverso cui il Signore manda le sue benedizioni e sostiene gli  altri, ma se non abbiamo un amore autentico anche se diciamo belle parole, “a che giova”?
Come dice anche Giovanni in 1 Giovanni 3:16-18:Da questo abbiamo conosciuto l’amore: egli ha dato la sua vita per noi, anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli.
Ora, se uno ha dei beni di questo mondo e vede il proprio fratello che è nel bisogno e gli chiude le sue viscere, come dimora in lui l’amore di Dio?”
Sono l’interesse e la premura verso gli altri che mostrano l’autenticità del nostro amore.
L’amore di cui ognuno ha bisogno, se non viene dimostrato con i fatti, non è amore autentico.
E questo tipo di “amore” non è l’amore a cui siamo chiamati.
Il nostro amore deve essere “non a parole né con la lingua, ma a fatti e in verità.”

Luisa Lauretta.

domenica 13 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle/6.

Ricordiamoci, dice Keynes, che il maggior investitore è lo Stato, che ha la macchina per stampare soldi suoi teoricamente all’infinito, e quindi in caso di bisogno deve essere sempre lo Stato il primo a investire/spendere.
Questo modello economico, completamente alternativo alla teoria precedente, prende il nome di teoria keynesiana.
Nella sua opera principale, pubblicata a Londra nel 1936, Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta, Keynes esamina le cause e i rimedi di quello che ritiene essere il principale fallimento del sistema di mercato.
Il modello che ne scaturisce è talmente innovativo, nel metodo come nelle conclusioni, da costituire una vera e propria rivoluzione, la rivoluzione keynesiana, nel modo di guardare ai fatti economici: secondo Keynes, infatti, il più importante fallimento del sistema del libero mercato consiste nell’incapacità di offrire un posto di lavoro stabile a tutti quanti lo desiderino.
Infatti, se non c’è chi compra, si forma un eccesso di merci invendute che non trova sbocco sui mercati e spinge le aziende a ridurre la propria attività con inevitabili conseguenze sul numero degli occupati.
E la situazione continuerà a peggiorare in un circolo vizioso.
Insomma, Keynes distrugge l’idea neoclassica secondo cui l’economia si equilibra da sola nel gioco spontaneo fra risparmi e investimenti/spesa, basta che lo Stato si levi di mezzo e tutto venga lasciato nella mani del Mercato. Keynes dice che non esiste un pilota automatico in economia, e che l’investimento/spesa dello Stato è il motore certo di tutta l’economia di un Paese.
E questo fu rivoluzionario allora, come lo è oggi, dove questi Neoclassici al potere stanno distruggendo le nazioni col pareggio di bilancio (dove lo Stato non deve spendere ma deve risparmiare), e infatti vediamo com'è conciata l'economia.


giovedì 10 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

Una massima dice:" l'amore è amare senza misura.." io aggiungerei anche donare senza misura.
E la misura dell’autenticità del nostro amore è proprio l’interesse verso gli altri e i loro bisogni.
Non semplicemente interesse a parole, ma anche interesse espresso nelle azioni, interesse che ci fa accettare con gioia di prendere qualcosa di nostro e darlo a chi ne ha più bisogno.
Paolo dice in 2 Corinzi 8:9 “Voi conoscete infatti la grazia del Signor nostro Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.”
Gesù Cristo ci ha amato e ci ama di un amore autentico che sopravanza ogni conoscenza.
Siamo chiamati dalla Parola di Dio a seguire questo amore, questo sentimento, amandoci nello stesso modo gli uni gli altri.
Come scrive nella sua epistola  l'apostolo Giacomo:
“Or, se un fratello o una sorella sono nudi e mancano del cibo quotidiano, e qualcuno di voi dice loro: "Andatevene in pace, scaldatevi e saziatevi", ma non date loro le cose di cui hanno bisogno per il corpo, a che giova?”"                 Fratello, non hai da mangiare ….. Non importa, preghiamo ….. Dio ti benedica”.
Spesso sento queste frasi di circostanza....e voi pensate che una persona viene nutrita con belle parole?
Tu ti nutriresti di queste parole se fossi affamato o nudo? 
Per chi ancora non l'avesse capito, noi siamo i mezzi attraverso cui il Signore manda le sue benedizioni e sostiene gli  altri, ma se non abbiamo un amore autentico anche se diciamo belle parole, “a che giova”?
Come dice anche Giovanni in 1 Giovanni 3:16-18:Da questo abbiamo conosciuto l’amore: egli ha dato la sua vita per noi, anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli.
Ora, se uno ha dei beni di questo mondo e vede il proprio fratello che è nel bisogno e gli chiude le sue viscere, come dimora in lui l’amore di Dio?”
Sono l’interesse e la premura verso gli altri che mostrano l’autenticità del nostro amore.
L’amore di cui ognuno ha bisogno, se non viene dimostrato con i fatti, non è amore autentico.
E questo tipo di “amore” non è l’amore a cui siamo chiamati.
Il nostro amore deve essere “non a parole né con la lingua, ma a fatti e in verità.”

Luisa Lauretta.

mercoledì 2 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Tipi di economia in natura – dell’impresa - gregaria.



Alcune prendono ciò di cui hanno bisogno, rendendo un  corrispondente servizio all’unità dalla quale traggono beneficio.
Le api sono un esempio di  economia d’impresa in quanto trattasi di unità laboriose, attive per il proprio ciclo di vita e nello stesso tempo costruttive per il bene delle piante dalle quali si cibano.
Sempre le api sono un esempio dell’agire collettivo; loro non lavorano per il benessere individuale, ma per il beneficio di tutto l’alveare.
In realtà trattasi di un’estensione dell’interesse individuale: agendo per il bisogno immediato pianificano anche le necessità future.
Quando si parla di agire per il bene proprio e degli altri non si altro che operare come le api, dal bene proprio si arriva al bene comune.
E’ sbagliato dire che se si lavora per il bene comune non si lavora anche per il bene proprio (nel bene degli altri c’è il bene proprio).

Questo concetto era molto assimilato nella vita degli Esseni il cui periodo storico risale a circa III secoli a.C., anche fra le comunità cristiane si rifacevano a questo modo di pensare.

sabato 29 marzo 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.


MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:


Chi si adopera per il bene si attira benevolenza. (Pv. 11:27)
Dio ci invita ad adoperarci per il bene del nostro prossimo perché ci ha creati interconnessi.
Nessuno di noi vive in un'isola deserta ma è calato in un contesto di relazioni.
Chi ha sperimentato l'amore di Dio lo può trasmettere agli altri seguendo l'esempio di Gesù che è stato inviato da Dio Padre a:" recare una buona notizia agli umili."
L'amore che riceviamo di Dio è un amore che non compatisce, ma agisce e porta frutto.
Sappiamo di quale amore, amare il nostro prossimo.
Ognuno di noi è così costretto ad assolvere ai bisogni di chi soffre, adoperarsi per le necessità di chi è nel bisogno.
Questo è lo scopo di Dio per ognuno di noi e non può fare altro che del bene a chi lo adempie.
Decidiamo di ricevere benedizione dando benedizione a chi ci è vicino.

Infatti dice la Bibbia:" Chi annaffia, sarà pure annaffiato." (Pv. 11.25)