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sabato 4 ottobre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE - CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle:



COSA PUÒ FARE LA CHIESA
1) PRINCIPIO: Riconosciamo che Dio come Creatore è proprietario di tutte le cose.
Nell'Antico Testamento, l'anno sabatico e l'anno giubilare erano espressioni concrete della convinzione che la terra è di Dio e che il popolo d'Israele appartiene a Dio (Lev. 25:23,42,55).
Gesù, all'inizio del suo ministero, ha annunciato l'anno di grazia del Signore, spesso identificato con il Giubileo.
Attraverso Gesù, il povero ha sentito buone notizie, i prigionieri sono liberati, i ciechi recuperano la vista, e gli oppressi acquistano la libertà (Luca 4:16-21).
La prima chiesa di Gerusalemme ha messo il giubileo in pratica predicando il Vangelo, guarendo i malati, e condividendo i beni.
Le chiese erano solidali con chi si trovava nel bisogno (Atti 2:44,45; 4:32-37; 2Cor.8:1-15).
Come amministratori della terra di Dio, siamo chiamati ad aver cura della terra (Gen. 1:26-28).

Come amministratori del denaro, dobbiamo vivere semplicemente, praticare l’aiuto reciproco all'interno della Chiesa, sostenere la giustizia economica, e dare con generosità e cuore allegro (Fil. 4:11,12; 2Cor. 8:13,14; 2Cor.9:7; Giac. 5:4).
Come persone dipendenti dalla provvidenza di Dio, non dobbiamo essere preoccupati per le necessità della vita, ma di cercare prima il regno di Dio (Mat.6:24-33).
Non possiamo essere veri servitori di Dio e lasciare che la nostra vita sia governata dal desiderio della ricchezza.


giovedì 31 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAUn lettore scrive:



La situazione economica della chiesa Gerusalemme è dunque simile a quella che è riportata nel Manuale di Disciplina 6:17-23 e specialmente nell’ostracon.
Tutto ciò è molto significativo per la storicità di Atti e del Vangelo di Luca, la prima parte del libro (Luca-Atti) scritto da Luca.
È plausibile che quando Barnaba e Anania e Saffira hanno fatto i loro doni alla comunità di Gerusalemme, essi abbiano dovuto firmare un documento legale simile all’atto di donazione di Honi recentemente scoperto a Qumran.
1. L’ostracon è stato scoperto nell’inverno del 1996 da una spedizione archeologica diretta dal Prof. James F. Fare che ha fatto degli scavi nel sito centrale della comunità Essena di Qumran, alla base della parte esterna del muro perimetrale est. 

L’ostracon è del tardo periodo Erodiano (20-68 E.V.).
2. Annotazioni sul Nuovo Testamento, pubblicato in tre volumi tra il 1641 e il 1650.
3. David Flusser, Judaism and the Origins of Christianity, pp. 150-168.
4. 1QS 6:18: uvimle'at lo shanah vetoch hayahad (e quando egli ha completato un anno nella Yahad...).
5. 1QS 6:19-20: el yad ha'ish hamevaker al melechet harabim ([la sua ricchezza sarà trasferita] all’Economo della Comunità).
6. 1QS 6:20-21: ad mele'at lo shanah shenit betoch anshe hayaHad (prima del suo completamento di un secondo anno tra gli uomini della Yahad); uvimle'at lo hashanah hashenit (e quando egli ha completato il secondo anno).
7. 1QS 6:21-23.
8. Per una discussione dei problemi topografici relativi all’identificazione di Holon, vedi Cross e Eshel, «Ostraca from Khirbet Qumrân».
9. Vedi nota 5.
10. vechimloto layaHad. Questo corrisponde all’inizio di 1QS 6:18 (vedi nota 4)! In questo passo, lo stesso verbo ricorre non meno di tre volte (linee 17,18,21).
11. Hisday di Holon era sicuramente uno schiavo non-Giudeo.

mercoledì 30 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:


Significato della nuova scoperta
I rotoli di Qumran, e ora, il recente ostracon dato alla luce, sono in grado di chiarire quello che si legge in Atti 2-5. I credenti «avevano ogni cosa in comune; e vendevano le possessioni e i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno» (Atti 2:44,45).
Una delle figure centrali della comunità di Gerusalemme era un Levita di Cipro di nome Giuseppe, che gli apostoli hanno soprannominato Barnaba.
Questi era lo stesso Barnaba che più tardi divenne compagno di viaggio di Paolo. 

Barnaba «avendo un campo, lo vendé e portò i danari e li mise ai piedi degli apostoli» (Atti 4:37).
Era cosa comune nella prima chiesa di Gerusalemme che «tutti coloro che possedevan poderi o case li vendevano, portavano il prezzo delle cose vendute, e lo mettevano ai piedi degli apostoli; poi, era distribuito a ciascuno, secondo il bisogno» (Atti 4:34,35).
In Atti 5:1-10 viene raccontata una storia tragica: Anania e sua moglie Saffira sono morti dopo che hanno finto di dare alla comunità l’intero prezzo di vendita di un loro podere.


L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:


E la moltitudine di coloro che avevano creduto, era d’un solo cuore e di un’anima sola; né v’era chi dicesse sua alcuna delle cose che possedeva, ma tutto era comune tra loro…
Poiché non v’era alcun bisognoso fra loro; perché tutti coloro che possedevano poderi o case li vendevano, portavano il prezzo delle cose vendute, e lo mettevano ai piedi degli apostoli; poi, era distribuito a ciascuno, secondo il bisogno (Atti 4:32,34,35).
Un ostracon recentemente scoperto sul sito Esseno di Qumran è di primaria importanza per comprendere lo sviluppo della chiesa primitiva di Gerusalemme.1
 Il teologo olandese Hugo Grotius (1583-1645) aveva già osservato nel suo commentario al Nuovo Testamento2 la somiglianza tra la descrizione neotestamentaria della comunione dei beni della chiesa di Gerusalemme (Atti 2:44,45) e la descrizione di Giuseppe della comunione dei beni degli Esseni (Guerra2:122-123).
Nel suo commento di Atti 2:44, Grotius ha messo insieme tutto il materiale degli autori antichi pertinenti a questo argomento.
Gli episodi riguardo Barnaba (Atti 4:36,37) e Anania e Saffira (Atti 5:1-11) sono anch’essi illuminati dal coccio appena scoperto a Qumran.

martedì 29 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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Un lettore scrive:

 
Gli Esseni - loro stile di vita

Appena pubblicata, l’iscrizione su un coccio scoperto a Qumran ci mostra un parallelo sorprendente di una pratica della prima comunità dei seguaci di Gesù.
Secondo il Libro di Atti, i membri della chiesa primitiva hanno venduto i loro beni e hanno distribuito il ricavato secondo le necessità di ciascuno.
Le loro ricchezze [gli Esseni] essi disprezzavano, e la loro comunione di beni è veramente ammirevole; non troverete tra di loro chi si distingue per opulenza.
Essi hanno una legge che i nuovi membri ammessi alla setta conferiscano le loro proprietà all’ordine, con il risultato che non vedrete da nessuna parte la povertà, o povertà degradante o ricchezza sregolata; i beni di ognuno vengono messi insieme agli altri e tutti, come fratelli, godono di un unico patrimonio (Giuseppe Flavio, Guerra 2:122-123


lunedì 28 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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Un lettore scrive:

Stile di vita degli Esseni_02

Rompere le regole della setta avrebbe portato ad una riduzione di cibo o anche alla scomunica.
Il peccato della conversazione futile, per esempio, comportava l’espulsione dalla comunità per tre mesi, mentre quelli che venivano sorpresi a mormorare contro i responsabili venivano espulsi per sempre dalla fratellanza.
La scomunica permanente poteva significare la morte dato che la maggioranza dei membri avevano giurato di osservare le leggi dietetiche della setta.
Piuttosto che rompere i loro voti a Dio e consumare quello che essi pensavano essere cibo impuro, alcuni Esseni destituiti si sono ridotti a mangiare le erbe dei campi.
Inutile dire che quelli che cercavano di sopravvivere in questa maniera, alla fine morivano per denutrizione.
Nonostante la natura comunitaria della società Essena, essa era lontana dall’uguaglianza.
Giuseppe parla di quattro gradi all’interno degli Esseni, e ogni membro veniva esaminato annualmente da uno speciale comitato, con promozioni e degradazioni stabilite con voto. 

Inoltre, essi erano divisi in tribù, migliaia, centinaia e decine come descritto nel libro dei Numeri.
Tutti i membri della setta venivano sorvegliati da ispettori che controllavano ogni aspetto della vita della comunità.
Un po’ come il vescovo della chiesa iniziale, l’ispettore forniva la guida religiosa e l’istruzione agli iniziati.
La direzione generale della setta veniva data da un consiglio di quindici uomini rappresentanti le dodici tribù d’Israele e le tre famiglie sacerdotali.


giovedì 24 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:


Più che keynes, andrei a riscoprire il mercantilismo, quindi Adamo Smith.
In effetti pare che oggi la teoria del valore si fondi su quelle teorie, esempio pratico:
-  acquisto delle merci in un paese schiavista, ad esempio mutande, scarpe, magliette, defibrillatori, computer, portatili ecc....
-  li acquisto un tanto al quintale, pochi dollari al quintale.
- carico il tutto sopra una nave
- mentre la nave viaggia ricarico la merce di costi fasulli con qualche mail e qualche fax
- importo in un paese occidentale le merci così ricaricate di costi fasulli ad un prezzo unitario di molte volte superiore a quanto hanno percepito i costruttori o fabbricatori che siano..
-  vendo nel paese occidentale a prezzi  unitari carissimi stabiliti secondo ricerche di mercato sofisticate.
-  ad andare male mi ritrovo il tesoro nel paradiso fiscale.
.....
altro che teorie keynesiane, che del resto, lo sanno pure i gatti funzionano solo a posteriore e meno che mai per fare previsioni o programmazioni.
....
e non ho mai capito cosa ci possa entrare la chiesa o qualsiasi altra religione con lo scambio..
la religione subentra come competenza con la formuletta del demonio,  c*i*t
tu cosa ci dici in merito alla c*i*t?

sabato 19 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA 
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/47.



Non può essere che la chiesa che segue Dio dovrebbe tacere su qualcosa che preoccupa Dio e che ha grandi conseguenze sulla vita umana!
Esegesi della povertà biblica
Qual è la definizione biblica della povertà?
Nel Nuovo Testamento, troviamo tre gruppi di classi economiche:
1. Il primo gruppo è il ricco, per cui la parola è ploúsios, non ha bisogno di lavorare per vivere e prosperare, ma vive dei suoi guadagni e investimenti e del lavoro altrui (questo non significa che la Bibbia presuppone che i ricchi non lavorano).
2. Il secondo gruppo è costituito da coloro che non hanno problemi per i bisogni quotidiani, ma non possono permettersi di assumere altri per fare il lavoro per loro.
Queste persone, possono essere identificate con coloro che oggi devono lavorare per vivere, piuttosto che vivere di rendita o di investimenti.
Sono i non ricchi, gli "operai", quelli che devono lavorare con le proprie mani.
3. Il terzo gruppo è composto da persone che sono così indigenti che devono dipendere dalla beneficenza per sopravvivere.
Non possono sostenersi da soli, in genere perché sono troppo vecchi o troppo giovani o handicappati per il lavoro.
Questi sono i veri poveri.
Non hanno nulla.
Alcune distinzioni più sottili possono essere fatte tra le classi seconda e terza, e ci sono diverse parole utilizzate nel Nuovo Testamento, come anche nel Vecchio, per designare i poveri e le classi lavoratrici, parole che hanno a che fare non con l’aspetto economico, ma con la condizione sociale, giuridica, e spirituale.

mercoledì 16 luglio 2014

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Argentino Quintavalle/42.



COSA PUÒ FARE LA CHIESA
1) PRINCIPIO:
Riconosciamo che Dio come Creatore è proprietario di tutte le cose.
Nell'Antico Testamento, l'anno sabatico e l'anno giubilare erano espressioni concrete della convinzione che la terra è di Dio e che il popolo d'Israele appartiene a Dio (Lev. 25:23,42,55).
Gesù, all'inizio del suo ministero, ha annunciato l'anno di grazia del Signore, spesso identificato con il Giubileo. 

Attraverso Gesù, il povero ha sentito buone notizie, i prigionieri sono liberati, i ciechi recuperano la vista, e gli oppressi acquistano la libertà (Luca 4:16-21).
La prima chiesa di Gerusalemme ha messo il giubileo in pratica predicando il Vangelo, guarendo i malati, e condividendo i beni.
Le chiese erano solidali con chi si trovava nel bisogno (Atti 2:44,45; 4:32-37; 2Cor.8:1-15).
Come amministratori della terra di Dio, siamo chiamati ad aver cura della terra (Gen. 1:26-28).
Come amministratori del denaro, dobbiamo vivere semplicemente, praticare l’aiuto reciproco all'interno della Chiesa, sostenere la giustizia economica, e dare con generosità e cuore allegro (Fil. 4:11,12; 2Cor. 8:13,14; 2Cor.9:7; Giac. 5:4). Come persone dipendenti dalla provvidenza di Dio, non dobbiamo essere preoccupati per le necessità della vita, ma di cercare prima il regno di Dio (Mat.6:24-33).
Non possiamo essere veri servitori di Dio e lasciare che la nostra vita sia governata dal desiderio della ricchezza.


sabato 5 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

La Comunità non può smentire il Vangelo sottomettendo Cristo alle preferenze personali dei singoli credenti, ma è tenuta alla fedeltà alla rivelazione biblica, nei quali trovano spiegazione determinati insegnamenti e disposizioni.
 Occorrerebbe considerare attentamente "l'essere parte di Cristo", poiché nonostante le apparenze le due espressioni non sempre si equivalgono.
Si può appartenere alla Comunità senza coltivare però alcun legame di spiritualità; si può frequentare un gruppo religioso anche attivamente e con grande zelo operativo semplicemente per esternare il proprio estro e la propria grinta esibizionistica senza alcun interesse verso Gesù Cristo.
Così pure (come spesso avviene nelle nostre comunità) si può essere disposti a seguire lunghe prediche e di prescrizioni burocratiche pur di realizzare la consuetudine di una celebrazione in pompa magna, senza provare alcun trasporto verso Cristo.
Poiché Comunità è la comunione dei credenti vincolati fra di loro e con il loro Capo Gesù Cristo, poiché essa è il Corpo di cui Cristo è capo e noi siamo sue membra, la condizione per cui ci sentiamo realmente Chiesa è quella di sentirci vincolati innanzitutto a Cristo Capo, vivendo incondizionatamente la nostra appartenenza a Lui che ci comunica il suo volere nella persona dei pastori e dei ministri. 
Occorre pertanto che ciascuno consideri non il ruolo o la posizione di vantaggio o di comodo da occupare nella Chiesa, non la posizione più gradevole o privilegiata, ma quella del servizio che Cristo richiede a ciascuno nella Chiesa.

E in primo luogo la posizione di appartenenza a Cristo nella Chiesa.

domenica 29 giugno 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

Io so in Chi ho creduto.
Le tempeste non mi fanno più paura
Mi affidai a Lui con tutto il mio cuore e, in quella sera, incontrai Gesù, che mi guarì.
Il giorno seguente, appena sveglia, presi tutti i medicinali e li buttai via, sicura che Dio mi aveva davvero guarita!
Iniziai a fare la volontà di Dio, andavo in chiesa, smisi di fumare, ero riconoscente al Signore per ciò che Lui aveva fatto per me.
Anche i miei figli venivano con me; le bambine, con gioia, frequentavano la scuola domenicale e, nelle loro preghiere, ringraziavano il Signore perché mi aveva guarita.
Purtroppo mio marito non era contento e ci dava un po’ di problemi.
Non voleva che andassimo in chiesa, soprattutto la domenica.
Passarono 4 anni e in casa mia si scatenò una grande tempesta: mio marito mi lasciò per una donna che abitava nel mio stesso palazzo e che conoscevo molto bene.
Per me fu un vero e proprio shock.
Quando riuscii a parlare con mio marito, lui mi disse che mi aveva tradita perché ero cambiata e non gli piacevo più, dando la colpa a me.
Volli tentare di riconquistarlo facendo la “donna di mondo”: non pregavo più, me la prendevo con tutti, diventai peggio di quella che ero prima di aver conosciuto Dio.
Ma ero infelice e sempre nervosa.
Nonostante mio marito fosse tornato con me, la mia vita era piena di delusione e infelicità.
Sono passati così 25 lunghi anni di tribolazione, durante i quali, grazie a Dio, le mie figlie hanno continuato a frequentare la chiesa, a fare la volontà di Dio senza mai cessare di pregare per me.

Posso ora affermare che la canna della mia vita si era piegata, ma non si è spezzata perché Gesù mi ha protetta ed il Suo sguardo è stato su di me. 

sabato 28 giugno 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

Io so in Chi ho creduto.
Mi rivolsi al Signore con queste parole: \“Signore Gesù, voglio anch'io conoscerti e sperimentare, che Tu sei un Dio vivente che guarisci e che dai pace all'anima\“
Le tempeste non mi fanno più paura
In un certo periodo della mia vita stavo molto male, attraversavo una grave depressione che non mi permetteva neanche più di uscire di casa da sola.
Passavo la mia vita tra ospedali e medici vari.
Trascorrevo le mie giornate le nel letto, sotto l’effetto degli antidepressivi che mi prescrivevano i medici; mi sembrava di essere costantemente sotto l’effetto di droghe, mi sentivo sempre confusa ed abbattuta.
Avevo già 3 figli e mi rattristava il fatto di non essere in grado di prendermi cura di loro e vederli soffrire.
La mia prima figlia aveva solo 9 anni e cominciò a doversi prendere cura di me, di sua sorella e del fratello.
Presto, imparò anche a cucinare e a fare le faccende di casa, divenendo, in fretta, una grande piccola donna.
Una mia amica, che era andata a lavorare come domestica presso una famiglia evangelica e accettò Gesù nel suo cuore come personale Salvatore e io vidi la sua vita cambiare.
Questa cara amica venne a trovarmi e vide che stavo più male del solito. Iniziò, così, a parlarmi del Signore e mi disse che solo Lui poteva guarirmi, ma io non ci credevo nonostante vedessi il suo notevole cambiamento, la sua vita trasformata.
Avevo paura di avvicinarmi all’Evangelo, ma un giorno mi sentivo così male che iniziai a invocare Gesù.
Ero così disperata che mi rivolsi al Signore con queste parole: “Signore Gesù, voglio anch’io conoscerti e sperimentare, che Tu sei un Dio vivente che guarisci e che dai pace all’anima”.
Chiamai la mia amica e le chiesi di accompagnarmi in chiesa.
Finalmente mi ero resa conto di aver bisogno di Gesù.
Lei, con gioia, mi accompagnò in chiesa e, appena entrata, sentii che nella mia vita stava accadendo qualcosa di meraviglioso.
Mi ritrovai in lacrime, piangevo e sentivo un forte calore che mi avvolgeva, fu un’esperienza bellissima.
Alla fine della riunione, il pastore fece un appello dicendo che Gesù voleva guarire e salvare chi aveva fede in Lui.
La prima ad alzarsi ed andare avanti fui proprio io, mi inginocchiai ed iniziai a piangere gridando a Dio: “Signore, Aiutami!
Non ce la faccio più!” Subito, sentii nel mio cuore pace e gioia.
Mi affidai a Lui con tutto il mio cuore e, in quella sera, incontrai Gesù, che mi guarì.

Il giorno seguente, appena sveglia, presi tutti i medicinali e li buttai via, sicura che Dio mi aveva davvero guarita! 

domenica 4 maggio 2014

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RIFLESSIONI-MASSIMA DIFFUSIONE.

Una Missione Cristiana Evangelica Risveglio mi ha scritto dicendo che non devo insistere nell'invitare le persone a visitare il blog. altrimenti è costretta a prendere dei provvedimenti.
Tu cosa pensi di ciò?               
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Alcune risposte:
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Ciao Sebastiano, ho visitato il tuo blog e l'ho trovato interessante e stimolante.
Sto scrivendo un pensiero su questo  soggetto e te lo manderò al più presto.
Tutto l'argomento dalla prima chiesa che metteva i propri beni in comune per il servizio del Signore, è un tema che alla chiesa di oggi è aliena.
Tutti si sentono che fanno il loro dovere con offerte e decime, ma è il principio di vivere una vita donando che la chiesa di oggi ha perso.
Mi devi perdonare se non ti rispondo sempre ai tuoi messaggi fratello, è difficile completare tutti i doveri che abbiamo in una giornata, ma ciò che senti nel cuore con questo messaggio e lavoro, è altresì importante per stimolare la chiesa ed il cuore di ogni singolo credente per vedere se il Signore ci sta parlando anche su questa verità.
Un abbraccio Seb, e ti mando un pensiero mio da usare come vuoi a breve.
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Finalmente fratello... scusami ancora per il tempo che ci ho messo per fare il pezzo promesso.... e grazie per i vostri messaggini giornalieri, è giusto ricordare a tutti sempre, senza tregua di questo problema ed il rigetto della chiesa nei confronti della dottrina dei beni comuni della prima chiesa.... pace e benedizioni
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Penso che questa missione non sia da Dio, altrimenti avrebbe appoggiato con forza e vigore il tuo progetto.

Non ho parole per esprimere il mio disappunto per questa che si spaccia per una Missione Cristiana....e aggiunge anche evangelica  del risveglio, si come no, perciò continua a dormire e a permettere di continuare a vivere come attualmente viviamo....tra egoismo, mafia, povertà, corruzione prevaricazione

lunedì 28 aprile 2014

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Una lettrice scrive:

Io so in Chi ho creduto.
Le tempeste non mi fanno più paura
Mi affidai a Lui con tutto il mio cuore e, in quella sera, incontrai Gesù, che mi guarì.
Il giorno seguente, appena sveglia, presi tutti i medicinali e li buttai via, sicura che Dio mi aveva davvero guarita!
Iniziai a fare la volontà di Dio, andavo in chiesa, smisi di fumare, ero riconoscente al Signore per ciò che Lui aveva fatto per me.
Anche i miei figli venivano con me; le bambine, con gioia, frequentavano la scuola domenicale e, nelle loro preghiere, ringraziavano il Signore perché mi aveva guarita.
Purtroppo mio marito non era contento e ci dava un po’ di problemi.
Non voleva che andassimo in chiesa, soprattutto la domenica.
Passarono 4 anni e in casa mia si scatenò una grande tempesta: mio marito mi lasciò per una donna che abitava nel mio stesso palazzo e che conoscevo molto bene.
Per me fu un vero e proprio shock.
Quando riuscii a parlare con mio marito, lui mi disse che mi aveva tradita perché ero cambiata e non gli piacevo più, dando la colpa a me.
Volli tentare di riconquistarlo facendo la “donna di mondo”: non pregavo più, me la prendevo con tutti, diventai peggio di quella che ero prima di aver conosciuto Dio.
Ma ero infelice e sempre nervosa.
Nonostante mio marito fosse tornato con me, la mia vita era piena di delusione e infelicità.
Sono passati così 25 lunghi anni di tribolazione, durante i quali, grazie a Dio, le mie figlie hanno continuato a frequentare la chiesa, a fare la volontà di Dio senza mai cessare di pregare per me.

Posso ora affermare che la canna della mia vita si era piegata, ma non si è spezzata perché Gesù mi ha protetta ed il Suo sguardo è stato su di me. 

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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I LETTORI SCRIVONO:

Complimenti vivissimi, è un bel sito che cerca di coniugare la Fede con il lavoro e gli altri aspetti della vita.
Mi sono unito al sito e spero di fare tesoro dei Vostri consigli e delle Vostre esperienze. Grazie.
Romualdo Magno
------------------
Sono piero b. di vr noi come gruppo abbiamo ringiovanito e portato nuove forze comunità, in 3, 4 mesi simo riusciti a distribuire ai poveri il 18 di ogni mese un po' di pasta latte scatolette etc…, diciamo che siamo trascinati da una nostra amica che ha più spirito in corpo che in una bottiglia di alcool puro.
Lei ha pure aperto sempre nell'ambito comunitario e il 18 del mese in concomitanza del resto, lo scambio di vestiti, che si è tramutato in un vero mercato ,le donne prima vengono a prendersi il biglietto per i viveri e poi ingannano l'attesa nel mercatino, con noi operano anche disoccupati e gente di tutti i ceti pensionati, lavoratori, cristiani e non.
La domenica andiamo in chiesa, perchè c’è condivisione è se non c'è comunione con Cristo, non siamo sui primi banchi perchè li ci vanno i vecchi e bambini.
Ora tutto questo è nato con l'aiuto del Banco Alimentare che ci rifornisce, però a volte va in crisi allora dobbiamo fare delle collette fuori dai supermercati e devo dire che nonostante ci siano anche tra noi delle incomprensione (un pensionato che si è montato la testa ) riusciamo anche a distribuire verdura ,ma la cerchiamo noi.
Tutto sommato penso che sia un'esperienza dalla quale si possono trarre degli insegnamenti pratici.

Siamo contenti di poter aiutare tutte queste persone, ci avvicina di piu' a DIO nostro Padre e gustiamo il sapore della Comunione fraterna. Bottegal Pietro

lunedì 14 aprile 2014

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Di Argentino Quintavalle/10


10) Essere indipendenti – non favorire la dipendenza
2Tess.3:10 "E invero quando eravamo con voi, vi comandavamo questo: che se alcuno non vuol lavorare, neppure deve mangiare".
1Tess.4:10-12 "Ma vi esortiamo, fratelli, che vie più abbondiate in questo, e vi studiate di vivere in quiete, di fare i fatti vostri e di lavorare con le vostre mani, come vi abbiamo ordinato di fare, onde camminiate onestamente verso quelli di fuori, e non abbiate bisogno di nessuno".
Perché questo è importante?
Quando si crea dipendenza nelle persone, le si mette in una situazione dove esse non usano le loro capacità e i loro talenti, e sono costrette ad essere un salasso per gli altri.
Se ci sono emergenze o situazioni insolite come orfani, vedove, o calamità naturali, allora è necessario e fondamentale aiutare in tutti i modi possibili.

Ma, se si permette a qualcuno di essere pigro in modo che ottenga tutto gratis, si fa qualcosa contro i principi biblici. Una persona che si rifiuta di lavorare, non deve essere mantenuto da quelli che lavorano diligentemente. 
Dobbiamo pertanto aiutare le persone a diventare indipendenti e autosufficienti, NON devono dipendere da noi e dal nostro denaro.

martedì 8 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:

DOVE PENSI DI TROVARE DIO?
La vera chiesa in Atti cap. 2:44, era unita e aveva ogni cosa in comune, vendevano i l'oro beni e li distribuivano a tutti secondo il bisogno di ciascuno, e inoltre perseveravano con una sola mente NON C’ERANO TROPPI CAPI, c’era una sola mente, LA MENTE DI CRISTO CHE LI GUIDAVA. OGGI CI SONO TROPPE MENTI, CHE VOGLIONO DIRIGERE LA MUSICA.
Una orchestra va bene con un solo maestro, e GESU’ CI DISSE: IN MATTEO CAP 23 SI LEGGE: NON FATEVI CHIAMARE MAESTRO, PERCHE' UNO SOLO E' IL VOSTRO MAESTRO: CHI? Il CRISTO, voi siete tutti fratelli.
NON si può trovare il CRISTO fra molti maestri, LA VERA CHIESA AL PRINCIPIO ERA GUIDATA DA UNA SOLAMENTE.
IN ATTI 2:46 SI LEGGE “…E PERSEVERAVANO CON UNA SOLA MENTE, TUTTI I GIORNI NEL TEMPIO ROMPENDO IL PANE DI CASA IN CASA PRENDEVANO IL CIBO INSIEME CON GIOIA E SEMPLICITA' DI CUORE.
Ecco il segreto, LA SEMPLICITA', ESSI AVEVANO TROVATO DIO NELLA SEMPLICITA'.
OGGI SI PENSA di aver trovato DIO, IN QUALCHE GRANDE FOLLA , O IN QUALCHE GRANDE CHIESA, BEN ALLESTITA.
OGGI NON SI CONSIDERA QUALCUNO SPIRITUALE SE NON STA BENE ECONOMICAMENTE.
UNO DEVE ESSERE BENEDETTO DI BENI MATERIALI PER ESSERE CONSIDERATO UN UOMO DI DIO.
LA CHIESA DI ATTI CAP. 2 I BENI MATERIALI LI VENDEVA E LI DISTRIBUIVA A TUTTI SECONDO IL BISOGNO DI CIASCUNO.
OGGI LE CHIESE SONO PIENE DI BENI, E DISTRIBUISCONO AI POVERI E AI BISOGNOSI LE BRICIOLE CHE CADONO DALLE LORO TAVOLE .
UN PACCO CON UNA SPESA non fa trovare DIO ALLA GENTE, MANCA IL MEGLIO NON C’è LA MENTE DI CRISTO, TUTTI VANTANO SE STESSI DI PROSPERARE, IN PRINCIPIO IL CRISTIANESIMO VERO NON ERA RICCO DI BENI MATERIALI, ERA RICCO DI SPIRITO SANTO OGGI è RICCO DI BENI MATERIALI MA POVERO DI QUEI BENI DELLO SPIRITO, O DIO DACCI DI NUOVO QUEL POVERO CRISTIANESIMO DEL PRINCIPIO.
NON AVEVANO NIENTE PER LORO STESSI NON POSSEDEVANO CASE, NON POSSEDEVANO CONTI IN BANCA NON AVEVANO MENSILITA' VIVEVANO REALMENTE LA FEDE E OPERAVANO SOTTO PERSECUZIONI RISCHIANDO LA LORO VITA E NONOSTANTE QUESTO ESSI ANDAVANO OVUNQUE A PREDICARE IL CRISTO RISORTO E OVUNQUE ANDAVANO I SEGNI LI ACCOMPAGNAVANO.
FORSE C’è BISOGNO DI UNA BELLA PERSECUZIONE AFFINCHE’ IL VERO CRISTIANESIMO DEL PRINCIPIO RITORNA AD OPERARE FRA LA GENTE.
E QUESTO NON è LONTANO DA NOI, LE CHIESE OGGI ANNO LA PANCIA TROPPO PIENA PER COMPRENDERE LA FAME DEGLI ALTRI, SPECIALMENTE QUELLA FAME SPIRITUALE; AMOS 8:11 DICE CHE C’è FAME NEL PAESE E LA GENTE E' IN CERCA DELLE PAROLE DEL SIGNORE, MA NON LE TROVA.
DOVE PENSI DI TROVARE DIO?

RICORDIAMOCI DELLE PAROLE DEL PROFETA......IN MATT. 3:9 NON PENSATE DI DIRE DENTRO DI VOI , SIAMO CATTOLICI SIAMO TGD. SIAMO PENTECOSTALI ECC.. ECC.. NON PENSATE DI DIRE DENTRO DI VOI ABBIAMO I RISULTATI PERCHE' IO VI DICO CHE DIO PUO’ FAR SORGERE DEI FIGLI DI ABRAHAMO, DA POSTI CHE VOI NEANCHE IMMAGINATE.

mercoledì 2 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
I lettori scrivono:


A Sergio che è favorevole ad un mondo SENZA RELIGIONI dove troverebbe le gioie, ho già risposto in ogni ambiente di G+ e di FB in cui ne ho avuto l'occasione.
SAREBBE ESATTAMENTE IL CONTRARIO DI QUELLO CHE LUI IPOTIZZA.
Già Oggi sono la Maggioranza a non avere il senso religioso e la sua aderenza.
E VEDIAMO CHE MONDO DI GIOIA C'è. !!!
Alle critiche rivolte alla non povertà PAPALE o ECCLESIALE, posso solo esprimere un paragone razionale : è forse la Chiesa un Ente di Beneficenza o qualcosa di simile ad una ONG ?
Perché non richiedere allora al Proprio Comune di appartenenza, dato che si chiama COMUNE di spogliarsi di ogni bene così che sarebbe davvero messa in COMUNE ?
Per Chi non ne fosse a conoscenza : la ragione d'essere della Chiesa è l'annuncio del Vangelo e la salvezza eterna delle Anime.
Per farlo deve esserne in grado con mezzi sufficienti ed adeguati.
Guardiamo alla sostanza e non solo alla ROBA..
GRAZIE
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Elio Nobile
Quello che scrivi in questo post, non fa una virgola.
Anche se si fa riferimento a lettori...che non conosco, il Vangelo deve essere discusso, nella misura in cui oggi la chiesa pur non essendo un ente di carità ( richiedere allora al Proprio Comune di appartenenza ), spesso anch'essa lascia a desiderare una maggiore chiarezza...e errori non ne mancano...

Poi concordo che non bisogna guardare la sostanza.