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lunedì 28 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:



Il primo Esseno citato per nome è Giuda l’Esseno (Giuseppe Flavio, Guerra Giudaica 1:78-80;Antichità 13:311-313), che visse al tempo di Aristobulo I (104-103 a.C.), il successore di Giovanni Ircano.
Secondo il Prof. Flusser, quest’uomo può essere stato il fondatore della setta, il «Maestro di Giustizia» menzionato negli scritti della setta.
Si pensa che egli sia stato un sacerdote venutosi a trovare in conflitto con uno dei re asmonei, probabilmente il re-sacerdote Alessandro Janneo (103-76 B.C.).
Il re, conosciuto nella letteratura Essena come il «Sacerdote Malvagio», ha evidentemente perseguitato la setta.
Per sfuggire alla persecuzione, il Maestro ha condotto i suoi seguaci, molti dei quali erano anch’essi dei sacerdoti, nel deserto dove ritenevano di poter rimanere puri in un’epoca di infedeltà religiosa, ed aspettare la venuta dell’età messianica.
La setta si considerava il vero Isr aele, e ha cercato di creare una società modello nel deserto, separata dall’«abitazione del malvagio».
Come Giovanni il Battista, gli Esseni erano consapevoli che la via del Signore doveva essere preparata nel deserto come predetto da Is.40:3.

venerdì 25 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
 

 Fuori tema 

Brignano è un grande!

 È il mio mito....ma ci tengo a dire una cosa che per me è importante.
La religione cattolica (come dice appunto Brignano) può dire quello che vuole...ma quando Dio, la Sua parola, la sacra Scrittura dice "l' uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una sola carne" (genesi 2:24) non dice "per procreare".
Dio ha inventato il sesso non solo per procreare...ma prima di tutto per la MASSIMA espressione,ripeto, MASSIMA espressione dell' UNITÀ in matrimonio.
Questa cosa è fantastica, meravigliosa...anzi di più! 

Come ogni cosa che Lui ha creato.
E perciò Lui ha creato il sesso e ci ha dato 1 sola regola per l' uso di esso: oosia che sia fatto nel matrimonio...e non fuori. 

Riguardo al "quante volte", al "come", alle "prestazioni"...non ci dice niente...l' unica regola è che sia fatto all' interno del matrimonio, ossia solo tra marito e moglie.
Questo non è per darci fastidio...ma per il nostro bene! 

Affinchè godiamo di una cosa così bella con il proprio partener e affinchè la.vita matrimoniale della coppia sia bella, meravigliosa, fantastica, piena di piaceri e soddisfazioni e soprattutto senza ansie...senza avere la coscienza sporca...senza problemi per quanto riguarda la fedeltà nel matrimonio...senza sentirsi traditi...
Scusate se forse non serviva questo commento...però ci tenevo a dirlo...per me è importante!

sabato 5 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

La Comunità non può smentire il Vangelo sottomettendo Cristo alle preferenze personali dei singoli credenti, ma è tenuta alla fedeltà alla rivelazione biblica, nei quali trovano spiegazione determinati insegnamenti e disposizioni.
 Occorrerebbe considerare attentamente "l'essere parte di Cristo", poiché nonostante le apparenze le due espressioni non sempre si equivalgono.
Si può appartenere alla Comunità senza coltivare però alcun legame di spiritualità; si può frequentare un gruppo religioso anche attivamente e con grande zelo operativo semplicemente per esternare il proprio estro e la propria grinta esibizionistica senza alcun interesse verso Gesù Cristo.
Così pure (come spesso avviene nelle nostre comunità) si può essere disposti a seguire lunghe prediche e di prescrizioni burocratiche pur di realizzare la consuetudine di una celebrazione in pompa magna, senza provare alcun trasporto verso Cristo.
Poiché Comunità è la comunione dei credenti vincolati fra di loro e con il loro Capo Gesù Cristo, poiché essa è il Corpo di cui Cristo è capo e noi siamo sue membra, la condizione per cui ci sentiamo realmente Chiesa è quella di sentirci vincolati innanzitutto a Cristo Capo, vivendo incondizionatamente la nostra appartenenza a Lui che ci comunica il suo volere nella persona dei pastori e dei ministri. 
Occorre pertanto che ciascuno consideri non il ruolo o la posizione di vantaggio o di comodo da occupare nella Chiesa, non la posizione più gradevole o privilegiata, ma quella del servizio che Cristo richiede a ciascuno nella Chiesa.

E in primo luogo la posizione di appartenenza a Cristo nella Chiesa.