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lunedì 28 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
Rompere le regole della setta avrebbe portato ad una riduzione di cibo o anche alla scomunica.
Inoltre, essi erano divisi in tribù, migliaia, centinaia e decine come descritto nel libro dei Numeri.
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mercoledì 2 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
La ricerca dei chiamati suppone un amore fraterno sempre crescente verso coloro che incontriamo.
L’apostolo Paolo, modello di ogni
evangelizzatore, scriveva: "Così affezionati a voi, avremmo desiderato
darvi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete
diventati cari" (1 Ts 2,8).
Affetto non tanto di pedagogo, ma di padre e di madre (cf. 1
Ts 2,7.11; 1 Cor 4,15; Gal 4,19).
Un segno di amore, oltre al rispetto dell’altro, sarà lo
sforzo di trasmettere a tutti non dubbi e incertezze ma certezze solide,
ancorate alla parola di Dio.
Le persone che incontriamo hanno bisogno di queste certezze
per la loro vita cristiana, ne hanno diritto in quanto sono figli di Dio che si
abbandonano interamente alle esigenze del suo amore.
Ciascuno di noi lungo la sua storia, attraverso l’educazione
e l’ambiente, viene a configurarsi un’immagine di Dio con dei tratti positivi e
negativi.
Si tratta di un’immagine il più delle volte “inconscia” ma
che proprio per questo rischia di
arrestare o di facilitare l’incontro con Dio.
Non bisogna avere paura di queste immagini, determinante
invece è prenderne coscienza.
Senza scandalizzarsi se ci accorgiamo che esse sono forse
ben lontane dal volto del Padre rivelatoci da Gesù.
Il Signore ci conosce nome per nome.
Di fronte a lui non siamo una massa.
Un nome con il quale Egli ci interpella, intesse un dialogo,
una relazione sponsale, paterna, amicale.
Quando chiama qualcuno lo fa sempre
con il suo nome.
Invocare il suo nome santo è rispondere a questa chiamata, e
questa invocazione può assumere tantissime sfaccettature:
- un chiamare in causa Dio di fronte al dramma della sofferenza
umana: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Mc 15,34).
- un atto di abbandono e resa nelle sue mani: “Padre nelle
tue mani affido il mio spirito” (Lc 23,46)
- un grido di aiuto: “Padre passi da me se possibile questo
calice”.
Invocare il nome non è pretesa di piegare Dio: è lui il
Signore, l’onnipotente, il creatore che chiama le stelle per nome (Is 40,26).
Alla luce di Ez.
36,20-38 è Dio che santifica il suo nome in mezzo alle nazioni
nonostante il peccato di denigrazione del suo Nome.
Lui è fedele nonostante il nostro male.
Questo ravviva la nostra fiducia nella sua misericordia.
E’ presente nel cammino spirituale, Il suo nome è santificato quando si annunziano le sue
opere.
Annunzierò le tue meraviglie o Signore...
Il regno è testimoniato dalla nostra vita.
Esso si manifesta tramite le nostre azioni, il saper porre
cioè germi del regno lungo i solchi della nostra storia che è quella di tutta
l’umanità.
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martedì 1 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Breve replica: vabbè in ogni
caso apparteniamo tutti al Signore, il concetto è sempre lo stesso.
Siamo creature di Dio tutte
indistintamente, anche chi non crede è stato generato da Dio.
Gesù è morto per tutti su
questo siamo tutti d'accordo, e allora?
Dio ci ha generati e quindi
gli apparteniamo, per me Lui è il Padre e noi i figli...
Figli umani e quindi tutti
potenziali peccatori...
Gesù è venuto per tutti, e
per pagare i peccati di tutti, allora Dio ha solo un figlio Gesù l'unico senza
peccato, e noi chi saremmo?
Anche i peccatori sono figli
di Dio, Gesù è venuto per redimerci non per dire chi è figlio suo e chi non lo
è, Gesù ha vinto la morte e il peccato
per tutti
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Perdonami ma devo fare un
paio di appunti sul commento: gli uomini naturalmente nascono creature di Dio e
non figli.
Questo a causa del peccato
che ci separa da lui e provoca la morte fisica ( 1° morte).
Vedi romani cap. 5.
Tuttavia Dio stesso per il
grande amore che ha per il mondo è corso ai ripari mandando suo figlio Gesù,
affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna ( Giovanni 3:16).
Per la fede in Cristo
risorto si nasce di nuovo, si riceve cioè gratuitamente l' accesso a Dio
diventandone figli e familiari.
Questo grazie al sangue di
Gesù il quale paga il prezzo del nostro riscatto. Quando si nasce di nuovo si
riceve lo spirito santo e si diventa familiari di Dio e cittadini del cielo.
Il commento cui sopra
contiene dei gravi errori teologici e spero siano stati fatti
involontariamente.
Sono disponibile per
chiunque voglia approfondire sulla verità delle scritture. Dvb
domenica 29 giugno 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Perché ci sono milioni di
profughi e persone senza tetto, misere e affamate?
Dio non potrebbe cambiare
tutto questo?
Certamente: " Ecco il
braccio dell'Eterno non è troppo corto per salvare" La Parola di Dio ci dà
la risposta: Le vostre iniquità hanno posto una barriera fra voi e il vostro
Dio; sono i vostri peccati quelli che hanno fatto si ch'egli nasconda la sua
faccia da voi, per non darvi più ascolto.
Il peccato allontana l'uomo
da Dio.
Ecco perché l'umanità si
trova bisognosa anche economicamente, ma soprattutto spiritualmente.
venerdì 2 maggio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Condividere, quanto mi piace
questo verbo perché appartiene alla famiglia dell'amore, della fratellanza e
dell'uguaglianza.
Dobbiamo partire da questo
presupposto e da questa realtà: noi siamo tutti una grande famiglia.
Dov'è che oggi esiste il
concetto di condivisione?
In una famiglia, bisogna
solo estendere il concetto di famiglia.
Dio ha messo al mondo tutti
noi, abbiamo un unico Padre e quindi siamo tutti fratelli e sorelle.
Dio ha donato a tutti noi,
non a determinate famiglie suo Figlio Gesù, Dio non fa distinzione alcuna, e
perché dovremmo farne noi?
Il concetto di economia
condivisa renderebbe davvero perfetta l'economia perché condividendo le
ricchezze, i beni ne deriva un processo perfetto
Tutti avremmo la possibilità
di godere di ogni produzione, agli stessi livelli, non ci sarebbero più persone
isolare o escluse.
Gesù si è fatto inchiodare
sulla croce per noi, per la nostra Salvezza, ma se non seguiamo i suoi
insegnamenti, e come se gli voltassimo le spalle, rendendo questo suo
sacrificio vano.
Dobbiamo inchiodare ai
nostri cuori i sentimenti che dall'amore scaturiscono, e quindi amarci gli uni
gli altri secondo la Sua volontà.
Siamo il popolo di Dio e
anche se lontani, dispersi nel mondo siamo tutti un'unica discendenza.
Dobbiamo tentare e riuscire
a salvare i nostri fratelli e sorelle che soffrono in questo mondo, come?
Con l'economia condivisa
tutto questo si può, perché si mette a disposizione tutto per tutti.
Vivremmo in un mondo più
pulito, non ci sarebbe più alcuna invidia, alcuna scalata al potere, nessuna
prevaricazione.
Dio nella bibbia ci ha detto
di tutto e di più, è quella la nostra guida, ed è per questo che oggi molti
avendola accantonata e persa di vista, ci hanno ridotto in queste condizioni:
senza lavoro, senza case, in miseria e povertà con tutte le cause e concause
che ne derivano.
Vogliamo cambiare rotta?
Dobbiamo cambiare per
evitare di affondare, mettiamo in pratica gli insegnamenti della bibbia e non
periremo.
Katya Venga.
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Perdonami, ma devo fare un
paio di appunti sul commento: gli uomini naturalmente nascono creature di Dio e
non figli.
Questo a causa del peccato
che ci separa da lui e provoca la morte fisica ( 1° morte).
Vedi romani cap. 5.
Tuttavia Dio stesso per il
grande amore che ha per il mondo è corso ai ripari mandando suo figlio Gesù,
affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna ( Giovanni 3:16).
Per la fede in Cristo
risorto si nasce di nuovo, si riceve cioè gratuitamente l' accesso a Dio
diventandone figli e familiari.
Questo grazie al sangue di
Gesù il quale paga il prezzo del nostro riscatto. Quando si nasce di nuovo si
riceve lo spirito santo e si diventa familiari di Dio e cittadini del cielo.
Il commento cui sopra
contiene dei gravi errori teologici e spero siano stati fatti
involontariamente.
Sono disponibile per chiunque
voglia approfondire sulla verità delle scritture. Dvb
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Breve replica: vabbè in ogni
caso apparteniamo tutti al Signore, il concetto è sempre lo stesso.
Siamo creature di Dio tutte
indistintamente, anche chi non crede è stato generato da Dio.
Gesù è morto per tutti su
questo siamo tutti d'accordo, e allora?
Dio ci ha generati e quindi
gli apparteniamo, per me Lui è il Padre e noi i figli...
Figli umani e quindi tutti
potenziali peccatori...
Gesù è venuto per tutti, e
per pagare i peccati di tutti, allora Dio ha solo un figlio Gesù l'unico senza
peccato, e noi chi saremmo?
Anche i peccatori sono figli
di Dio, Gesù è venuto per redimerci non per dire chi è figlio suo e chi non lo
è, Gesù ha vinto la morte e il peccato
per tutti
lunedì 7 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Sviluppo umano – stadio spirituale
avanzato- economia di servizio.
In questo stadio spirituale
avanzato, il senso del dovere, rispetto non solo nei confronti del gruppo, ma
tutte le creature umane, pervade l’intera atmosfera cordiale ed amorevole secondo
gli insegnamenti biblici.
La fede in un Dio creatore
di tutte le cose è una grande leva per arrivare a questo stadio, è una
condizione necessaria credere altrimenti l’altruismo vero, e non apparente
caritatevole, possa regnare nel cuore dell’uomo.
Infatti, si predica molto
dell’amore per il prossimo e il servizio ai bisognosi, ma in concreto si agisce
poco con vero spirito di fratellanza nel campo economico che la chiave per
capire il grado della condivisione comunitaria.
Si sottolinea, spesso, anche
che quando l’essere umano si allontana dalle vie del Signore commette
peccato.
Si mettono in guardia le
persone dagli inganni dei desideri e dai pericoli di una volontà che miri solo
al soddisfacimento di piaceri mondani e passeggeri.
Ma nessun grande gruppo
umano può essere preso come esempio.
L’economia di servizio potrà
avere successo solo se si dà luogo ad cambiamento radicale interiore della
natura del cuore dell’uomo; occorre una vera conversione per mettere da parte l’egoismo
e far prevalere l’altruismo e lo spirito di servizio.
L’evangelizzazione pratica è
più efficace di quella predicata che non sempre rispecchia la vita vissuta di
tutti i giorni, sia nell’ambito comunitario che familiare o individuale.
Se il progetto dell’economia
condivisa avrà successo, una nonviolenza economica della permanenza sarà
realizzata, solo allora si dire di poter inaugurare una civiltà di pace
duratura fra i popoli.
Noi credenti dobbiamo essere
d’esempio nel mettere in pratica concretamente l’amore per il prossimo.
I primi capitoli degli Atti
degli Apostoli sono illuminanti per capire come concretizzare la fraternità fra
gli uomini di buona volontà.
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