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giovedì 4 settembre 2014
martedì 5 agosto 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
Karl Marx
Marx dice inoltre che qualsiasi produzione non può che partire dall’avere denaro, poi con quello si fanno le fabbriche e si producono cose, le quali vengono vendute e così si ritorna al denaro. Formula: DENARO – PRODUZIONE – DENARO. Perché è importante? Perché cento anni dopo tutto questo verrà ribaltato da altri economisti con fini anti-sociali.Adesso veniamo alla famosa storia della lotta di classe e del capitalismo che collasserà, secondo le sue previsioni. Come Ricardo, anche Marx ritiene che il lavoro sia l’unica fonte di valore dei beni, ma a differenza di Ricardo egli è convinto che il frutto del processo lavorativo spetti interamente al lavoratore.
Il profitto dunque nascerebbe da un’appropriazione indebita di ricchezza da parte del capitalista e sarebbe all’origine del conflitto tra le classi sociali, conflitto che egli chiama appunto lotta di classe. La base del suo ragionamento è semplice: siccome sono i lavoratori che alla fine producono tutta la ricchezza, questi un bel giorno capiranno che non hanno bisogno dei capitalisti, o dei Re e dei nobili, che li sfruttano e basta, e si solleveranno per cacciarli. Dopo di che i lavoratori diventeranno i proprietari dei mezzi di produzione. Questo sarà il Socialismo.Ma perché, esattamente, i lavoratori diventeranno esasperati? Non solo per lo sfruttamento, ma anche per due altri motivi:A) I lavoratori producono un valore, parte di questo serve loro per vivere, ma una buona parte è in più, è un plus, e questo plus finisce nelle mani dei padroni. Marx lo chiama il plus valore. I lavoratori hanno diritto a dividersi anche quel plus valore, dice Marx, e quindi inevitabilmente si solleveranno per impossessarsene. Marx definisce saggio di sfruttamento il rapporto tra profitto (plusvalore) e salari pagati ai lavoratori.Argentino Quintavalle
domenica 13 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/32.
Marx arriva sulla scena intorno al 1860 come importante pensatore, e formula la sua teoria del valore del lavoro.
Cosa significa?
Gli economisti si erano sempre arrovellati attorno alla domanda "ma chi produce la ricchezza?" e ovviamente ai tempi dei Re e dei nobili la risposta era "i Re e i nobili parassiti", per forza, perché agli studiosi di allora non passava minimamente per la testa che il popolo avesse una qualche funzione se non quella animale.
Marx fu il primo a guardare alla questione con intelligenza e rispose così: "La ricchezza la crea solo i lavoratori, che passano la vita a lavorare, e l’unico motivo per cui essa è nelle mani dei Re e nobili è perché questi se la rubano con la forza e li sfruttano".
Marx ritiene che in un sistema economico capitalistico il profitto nasca dallo sfruttamento dei lavoratori da parte di chi possiede il capitale.
Marx dice inoltre che qualsiasi produzione non può che partire dall’avere denaro, poi con quello si fanno le fabbriche e si producono cose, le quali vengono vendute e così si ritorna al denaro.
Formula: DENARO – PRODUZIONE – DENARO.
Perché è importante?
Perché cento anni dopo tutto questo verrà ribaltato da altri economisti con fini anti-sociali.
Adesso veniamo alla famosa storia della lotta di classe e del capitalismo che collasserà, secondo le sue previsioni.
Come Ricardo, anche Marx ritiene che il lavoro sia l’unica fonte di valore dei beni, ma a differenza di Ricardo egli è convinto che il frutto del processo lavorativo spetti interamente al lavoratore.
Il profitto dunque nascerebbe da un’appropriazione indebita di ricchezza da parte del capitalista e sarebbe all’origine del conflitto tra le classi sociali, conflitto che egli chiama appunto lotta di classe.
La base del suo ragionamento è semplice: siccome sono i lavoratori che alla fine producono tutta la ricchezza, questi un bel giorno capiranno che non hanno bisogno dei capitalisti, o dei Re e dei nobili, che li sfruttano e basta, e si solleveranno per cacciarli.
Dopo di che i lavoratori diventeranno i proprietari dei mezzi di produzione.
Questo sarà il Socialismo
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venerdì 11 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Per avere delle innovazioni
sociali occorre pianificare la vita con cura altrimenti non si avrà alcun
cambiamento in positivo.
L’obiettivo del piano deve
essere universale e deve tener presente l’ordine permanente delle cose
naturali.
Il tentativo di imporre a
tutti i metodi di vita standardizzati allo scopo di piazzare i prodotti delle
fabbriche centralizzate e schiacciare l’espressione dell’individualità non sarà
positivo per lo sviluppo collettivo.
Le attività produttive
locali hanno bisogno di operatori che sappiano organizzare il lavoro in modo da
rendere la vita possibile a tutte le persone della zona.
La pianificazione implica
anche la formulazione di una norma che tenga conto dei principi morali, etici,
e lavorare in quella direzione per il bene comune.
Se la norma è buona la si
giudicherà dagli effetti positivi per la collettività.
Detta norma deve ispirarsi
al principi dell’economia condivisa nel rispetto dei dettati biblici.
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