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lunedì 4 agosto 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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giovedì 31 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAUn lettore scrive:
Capire come funziona l’economia e chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ci permetterà di capire perché oggi le cose vanno in questa maniera disastrosa.
Dunque iniziamo!Adam SmithL’economia, così come la conosciamo, è relativamente giovane.
Fino al 1700 l’economia era molto semplice. I Re, i nobili, i Papi, avevano tutto, il resto aveva niente. Poi intervenne un cambiamento straordinario: la tecnologia.
Successe che grazie alle nuove conoscenze, ai nuovi mezzi meccanici, ecc., crebbe fra le masse una borghesia, cioè gente senza potere politico ma che stava facendo soldi con i commerci. I Re, i nobili, i Papi, ecc. cosa fecero? Li fecero lavorare senza dar loro troppi fastidi, ma li tassavano.
Però li spremevano troppo, così i borghesi si arrabbiarono perché veramente la situazione era diventata intollerabile. È così che è scoppiata la rivoluzione francese nel 1789.Ed è in questo contesto che spunta il primo economista cosiddetto moderno, cioè Adam Smith (1723-1790), che poi non era veramente un economista, ma più che altro un filosofo morale, autore della celebre operaIndagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni, pubblicata nel 1776. Un trattato fondamentale, destinato a rimanere per decenni il testo di riferimento della nascente economia politica. Siamo a fine ‘700. Ma attenzione a una cosa. Dobbiamo sapere che di questo Smith, uno scozzese, oggi si dicono molte fandonie, perché certi economisti attuali l’hanno preso a modello per una teoria del tutto diversa da quella del vero Adam Smith.
lunedì 28 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
Il primo Esseno citato per nome è Giuda l’Esseno (Giuseppe Flavio, Guerra Giudaica 1:78-80;Antichità 13:311-313), che visse al tempo di Aristobulo I (104-103 a.C.), il successore di Giovanni Ircano.
Secondo il Prof. Flusser, quest’uomo può essere stato il fondatore della setta, il «Maestro di Giustizia» menzionato negli scritti della setta.
Si pensa che egli sia stato un sacerdote venutosi a trovare in conflitto con uno dei re asmonei, probabilmente il re-sacerdote Alessandro Janneo (103-76 B.C.).
Il re, conosciuto nella letteratura Essena come il «Sacerdote Malvagio», ha evidentemente perseguitato la setta.
Per sfuggire alla persecuzione, il Maestro ha condotto i suoi seguaci, molti dei quali erano anch’essi dei sacerdoti, nel deserto dove ritenevano di poter rimanere puri in un’epoca di infedeltà religiosa, ed aspettare la venuta dell’età messianica.
La setta si considerava il vero Isr aele, e ha cercato di creare una società modello nel deserto, separata dall’«abitazione del malvagio».
Come Giovanni il Battista, gli Esseni erano consapevoli che la via del Signore doveva essere preparata nel deserto come predetto da Is.40:3.
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venerdì 25 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ –
RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
ECONOMIA
MODERNA - ATTUALE.
DI ARGENTINO QUINTAVALLE /13.
Dunque iniziamo!
Adam Smith
L’economia, così come la conosciamo, è relativamente
giovane. Fino al 1700 l’economia era molto semplice.
I Re, i nobili, i Papi, avevano tutto, il resto aveva
niente.
Poi intervenne un cambiamento straordinario: la
tecnologia. Successe che grazie alle nuove conoscenze, ai nuovi mezzi
meccanici, ecc., crebbe fra le masse una borghesia, cioè gente senza potere
politico ma che stava facendo soldi con i commerci.
I Re, i nobili, i Papi, ecc. cosa fecero?
Li fecero lavorare senza dar loro troppi fastidi, ma
li tassavano. Però li spremevano troppo, così i borghesi si arrabbiarono perché
veramente la situazione era diventata intollerabile.
È così che è scoppiata la rivoluzione francese nel
1789.
Ed è in questo contesto che spunta il primo economista
cosiddetto moderno, cioè Adam Smith (1723-1790), che poi non era veramente un
economista, ma più che altro un filosofo morale, autore della celebre opera Indagine
sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni, pubblicata nel 1776.
Un trattato fondamentale, destinato a rimanere per
decenni il testo di riferimento della nascente economia politica.
Siamo a fine ‘700.
Ma attenzione a una cosa.
Dobbiamo sapere che di questo Smith, uno scozzese,
oggi si dicono molte fandonie, perché certi economisti attuali l’hanno preso a
modello per una teoria del tutto diversa da quella del vero Adam Smith.
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