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sabato 6 settembre 2014
domenica 27 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
Il Nuovo Testamento è una delle migliori fonti d’informazione del periodo del Secondo Tempio, e uno dei gruppi più importanti dell’epoca era quello dei misteriosi e monastici Esseni.
È dunque particolarmente curioso che il Nuovo Testamento non li citi mai direttamente.
Questa mancanza è ancora più curiosa in considerazione del fatto che Giuseppe Flavio gli ha dato la stessa importanza dei Farisei e dei Sadducei.
Origine
Filone d’Alessandria ha stimato che la setta, composta da diversi rami, aveva soltanto quattromila membri.La maggioranza viveva sulla costa occidentale del Mar Morto, lontano dai luoghi dove Gesù condusse la maggior parte del suo ministero, ma piccoli gruppi di Esseni erano sparsi anche in tutta la Galilea e la Giudea, come pure nella stessa Gerusalemme.
L’origine degli Esseni è un po’ un mistero.
Sembra che essi siano sorti poco prima o poco dopo il regno dell’asmoneo Giovanni Ircano (135-104 a.C.).
Insieme ai Farisei, essi possono essersi sviluppati dagli Hassidim, un partito di pii e saggi giudei che hanno resistito alle aspirazioni nazionaliste e che consideravano apostati i re asmonei.
È ancora più difficile determinare il nome della setta, ma molti studiosi concordano che il termine «Esseni» sia derivato dall’aramaico asyan, «guaritori».
Questo si può riferire a un tempo quando la setta praticava una forma di medicina utilizzando le erbe.
Nei suoi scritti la comunità di Qumran si riferiva a sé stessa come a una unità o allo stare insieme - hayaḥad.
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domenica 13 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA DI CONDIVISIONE – VARI STADI
LE ECONOMIE SI POSSONO DISTINGUERE IN TRE STADI – Primitivo, moderno, avanzato.
Questi tre stadi caratterizzano l’economia di un popolo ed il relativo sviluppo in un determinato periodo.
Non si può parlare di sviluppo economico se non si mette in conto lo sviluppo culturale in un contesto locale.
Non si deve dimenticare che sviluppo economico e culturale sono le due facce della stessa medaglia.
E’ il solito cane che si morde la coda, ma allora da dove si deve iniziare?
Non c’è ombra di dubbio che si deve iniziare da quello culturale, per questo occorre che gli uomini di buona volontà e ben pensanti devono mettersi al servizio dei più deboli per farli progredire nella conoscenza.
L’informazione e la formazione è basilare per lo sviluppo economico.
IL PROGETTO DELLA ECONOMIA CONDIVISA VUOLE PERCORRERE TRE TAPPE (PER LA VERITA’ SAREBBERO 4), L’INFORMAZIONE, LA FORMAZIONE SPIRITUALE (CULTURALE) E TECNICA, LAVORO E PRODUZIONE.
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domenica 20 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
PROGETTO
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una rete aperta di
informazione e
formazione
L’economista Kumarappa afferma:”
L’economia della condivisione propone l’autosufficienza, guadagnata col sacrificio
del sé o tapasya. “Ciò non significa necessariamente sedersi sui chiodi o
trafiggersi le guance.
Nella vita di ogni giorno quando lasciamo cadere una
voglia o ci assumiamo una limitazione per perseguire il principio della vita,
accettiamo il sacrificio” (p. 44).
La lettura di Kumarappa in un’epoca così incerta come la
presente può dare “speranza e voglia di agire – scrive Altieri – per
ripristinare i fondamenti di un’economia della ‘permanenza’ degli uomini sul
pianeta terra, senza più violenze nei confronti degli esseri viventi” (p. 10).
L’urgenza di attivarsi contro la guerra.
L’informazione e la formazione è alla base del
progetto dell’economia condivisa, senza una adeguata formazione l’obiettivo non
è raggiungibile.
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sabato 19 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
NOTE
di riferimento
di riflessione
e
sviluppo
delle tematiche.
Note
- La condivisione come elemento centrale
- L'economia come strumento di condivisione
- Una rete aperta di informazione e formazione
- L'etica cristiana come riferimento
- Praticare i principi biblici di economia
- Gruppo multidisciplinare nelle professioni e nei mestieri
- Creare occupazione attraverso la condivisione
- Fondamenti di etica cristiana nella condivisione
- Valorizzare e rivalutare risorse e materie prime locali
- Condivisione delle risorse e non profitto fine a sé stesso
- Operare sulle motivazioni dell'attività imprenditoriale
- Sviluppo di un codice deontologico cristiano nelle professioni
- Riqualificare e riconvertire attività in crisi
- Attività imprenditoriale auto-monitorata
- Sviluppo di "filiere corte" di distribuzione
- Rivalutare il Km 0 nel rapporto produttore-consumatore
- Sviluppo di una scuola di pensiero sull'economia di condivisione.
- L'economia come strumento di condivisione
- Una rete aperta di informazione e formazione
- L'etica cristiana come riferimento
- Praticare i principi biblici di economia
- Gruppo multidisciplinare nelle professioni e nei mestieri
- Creare occupazione attraverso la condivisione
- Fondamenti di etica cristiana nella condivisione
- Valorizzare e rivalutare risorse e materie prime locali
- Condivisione delle risorse e non profitto fine a sé stesso
- Operare sulle motivazioni dell'attività imprenditoriale
- Sviluppo di un codice deontologico cristiano nelle professioni
- Riqualificare e riconvertire attività in crisi
- Attività imprenditoriale auto-monitorata
- Sviluppo di "filiere corte" di distribuzione
- Rivalutare il Km 0 nel rapporto produttore-consumatore
- Sviluppo di una scuola di pensiero sull'economia di condivisione.
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