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domenica 19 ottobre 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
11) ACQUISTI RECIPROCI: incoraggiare le persone a comprare da aziende di credenti, se possibile.
Keynes aveva previsto che in una situazione depressa gli investitori non avrebbero mai investito, e infatti da noi è proprio così.
Questo è il disastro che hanno creato quelli che hanno voluto l’euro!
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venerdì 3 ottobre 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE - CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle:
Ora attenzione!
Questo è un punto cruciale.
Vediamo cosa succede oggi?
Oggi l’Eurozona ha stabilito regole economiche che di per sé distruggono le economie dei Paesi membri. Keynes aveva previsto che in una situazione depressa gli investitori non avrebbero mai investito, e infatti da noi è proprio così.
Non investe nessuno, non si creano posti di lavoro e redditi.
Ma questo ci impoverisce ancora di più, e allora l’investitore teme sempre di più e investirà sempre di meno… e così via come un cane che si morde la coda.
Questo è il disastro che hanno creato quelli che hanno voluto l’euro!
È una condanna senza via d’uscita.
E infatti anche quelle operazioni che ogni tanto fa Draghi alla Banca Centrale Europea sono del tutto inutili, come disse Keynes.
Draghi a volte immette soldi a tassi bassissimi nelle banche europee facendo credere che poi queste torneranno a investire o prestare alle famiglie e aziende.
Ma non lo fanno!
Proprio per quello che disse Keynes: nessuna banca apre i rubinetti se è pessimista sull’economia!
Ma ci vuole molto a capirlo?
Ma Keynes era geniale, e predisse anche un’altra cosa nel capitolo 17 della Teoria Generale.
La faccio semplice: se gli investitori si trovano in una economia che va sempre più in depressione, cosa faranno?
Decideranno, disse Keynes, di investire solo in beni finanziari, cioè speculazione che non crea nessun posto di lavoro né vera economia.
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domenica 3 agosto 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
Infatti oggi nel mondo moderno tutta la teoria economica che regola le nostre vite predica la soluzione di Ricardo per la crescita economica, e gli accordi sul commercio internazionale, come quelli siglati nell’ambito del WTO si basano sul modello economico ricardiano sviluppato due secoli fa. Viene insegnato in tutte le Università più importanti da cui escono tutti i tecnocrati che contano (Draghi, Monti, ecc.). E il risultato è questo: hanno convinto tutti, Governi inclusi, a chiudere la borsa della spesa e a mettere denaro da parte per investire/spendere domani. Conseguenze?A) Allo Stato viene detto che deve ridurre la spesa e accumulare un surplus (risparmio) di denaro, così potrà investire un domani. Ma così facendo, non solo lo Stato ci dà 100 e ci toglie 100, che come spiegato sopra è già un disastro per i cittadini e le aziende, ma addirittura si mette a darci 100 e a tassarci 150 per fare il suo surplus (risparmio) ricardiano, così noi andiamo sempre in rosso di 50 ogni anno, e invece della futura creazione di ricchezza abbiamo un’apocalisse economica immediata.B) I cittadini vengono incoraggiati a mettere da parte più denaro possibile in prodotti finanziari di ogni tipo (con cui poi le finanziarie speculano) e che è tutto denaro paralizzato, cioè non investito nell’economia reale. Quel denaro equivale pari pari a merci, servizi, lavori, case, auto, cibo ecc. non venduti, poiché non viene speso!
Questo, come disse Malthus, deprime la domanda aggregata e manda a rotoli l’economia.
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sabato 2 agosto 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA –
TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un
lettore scrive:
Thomas
Robert Malthus
Considerazioni
sul personaggio
La
soluzione che indicò è quella sopra, una infamia, ma almeno lui
capì che senza prima creare redditi non si può pretendere che
l’economia funzioni.
Questo
è decisamente pertinente oggi.
Per
almeno due motivi:
A)
Basta leggere le statistiche dell’Istat e ci si accorge che i
tecnocrati alla Monti, Merkel e Draghi stanno proprio applicando la
soluzione ‘Malthus’ all’economia, cioè oggi i dati ci dicono
che l’1% dei ‘neofeudali’ europei sta diventando sempre più
ricco, come voleva Malthus, mentre tutti noi ci perdiamo.
B)
Ricordiamo cosa dicono questi tecnocrati che ci hanno imbrogliato.
Dicono
“diminuire
gli stipendi, togliere la sicurezza del lavoro, impedire allo Stato
di aiutare i redditi”,
cioè precisamente l’opposto dell’intuizione di Malthus,
precisamente la ricetta per uccidere la domanda,
che è esattamente quello che le Austerità della Germania stanno
ottenendo qui da noi (e non solo) con risultati disastrosi per tutta
l’economia di cittadini e aziende.
Quindi,
riassumendo, se conosciamo il signor Thomas Robert Malthus capiamo
due fenomeni chiave e devastanti dell’Europa di oggi.
Uno
che concorda con le idee di Malthus (punto A), e uno che invece gli
va contro (punto B).
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giovedì 31 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
Capire come funziona l’economia e chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ci permetterà di capire perché oggi le cose vanno in questa maniera disastrosa. Ci permetterà di capire i motivi della crisi economica e soprattutto perché l’economia è alla base della visione apocalittica della bestia che sale dalla terra, la quale faceva si che: "…nessuno potesse comprare o vendere se non chi avesse il marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome" (Apoc.13:17). C’è un chiaro riferimento economico in tutto questo.So che per molti di voi questo sarà un argomento completamente nuovo e per certi versi difficile, ma vi chiedo di seguirlo con attenzione, perché chi detiene il potere ha interesse che il popolo rimanga nell’ignoranza, e onestamente la maggioranza della popolazione conosce ben poco come funzionano i meccanismi economici, finanziari e monetari. Pertanto ho deciso di rispolverare i miei studi di Economia Politica per far conoscere come essa funziona e quali sono i diabolici ingranaggi in cui ci troviamo; «…ma il popolo di quelli che conoscono il loro Dio mostrerà fermezza e agirà» (Dan.11:32).«Nulla al mondo è più pericoloso di un'ignoranza sincera e una stupidità coscienziosa» (Martin Luther King).«Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza» (Dante Alighieri).
lunedì 14 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
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PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/38.
L’analisi di Keynes delinea così le premesse di una nuova disciplina, la politica di bilancio, il cui scopo è proprio di individuare i rimedi più opportuni contro la disoccupazione, per portare il sistema economico al pieno impiego di tutte le risorse disponibili.
Quando le entrate non sono sufficienti a coprire le spese il bilancio dello Stato si trova in deficit.
Nella nuova prospettiva delineata da Keynes il deficit di bilancio dello Stato non costituisce più un pericolo, come sosteneva la teoria neoclassica, ma diventa lo strumento necessario per raggiungere l’obiettivo del pieno impiego.
Secondo Keynes, infatti, l’incremento di reddito generato dall’aumento della spesa pubblica, oltre alla crescita dei consumi delle famiglie, determina anche una crescita del risparmio privato ed è quindi in grado di autofinanziarsi.
TEORIA NEOCLASSICA
TEORIA KEYNESIANA
↓
↓
Il bilancio dello Stato deve essere in pareggio
Il deficit di bilancio serve a raggiungere l’obiettivo del pieno impiego
Ma, lo sto dicendo oramai da 9 lezioni: oggi tutti gli economisti al potere e tutti i Trattati europei sovranazionali (che sono più potenti dello Stato) ci impongono che lo Stato non spenda assolutamente, anzi, deve risparmiare.
Immaginate, adesso che conoscete Keynes, come se ne può uscire.
È un disastro epocale che paghiamo sulla pelle di milioni di famiglie.
domenica 30 marzo 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/28.
Eppure tutti gli economisti che oggi vanno per la maggiore sono convinti
che chiunque si debba comportare esattamente come il contadino del modello
ricardiano di due secoli fa, soprattutto lo Stato.
E questo cosa significa?
Che secondo loro tutti, chiunque al mondo maneggi denaro, soprattutto il
Governo, deve prima risparmiare, poi potrà
spendere/investire, e sono convinti che quell’investimento futuro genererà
ricchezze e impiego per il Paese.
Infatti oggi nel mondo moderno tutta la teoria economica che regola le
nostre vite predica la soluzione di Ricardo per la crescita economica, e gli
accordi sul commercio internazionale, come quelli siglati nell’ambito del WTO si
basano sul modello economico ricardiano sviluppato due secoli fa. Viene
insegnato in tutte le Università più importanti da cui escono tutti i
tecnocrati che contano (Draghi, Monti, ecc.).
E il risultato è questo: hanno convinto tutti, Governi inclusi, a chiudere
la borsa della spesa e a mettere denaro da parte per investire/spendere domani.
Conseguenze?
A) Allo Stato viene detto che deve ridurre la spesa e accumulare un surplus
(risparmio) di denaro, così potrà investire un domani.
Ma così facendo, non solo lo Stato ci dà 100 e ci toglie 100, che come
spiegato sopra è già un disastro per i cittadini e le aziende, ma addirittura
si mette a darci 100 e a tassarci 150 per fare il suo surplus (risparmio)
ricardiano, così noi andiamo sempre in rosso di 50 ogni anno, e invece della
futura creazione di ricchezza abbiamo un’apocalisse economica immediata.
B) I cittadini vengono incoraggiati a mettere da parte più denaro possibile
in prodotti finanziari di ogni tipo (con cui poi le finanziarie speculano) e
che è tutto denaro paralizzato, cioè non investito nell’economia reale.
Quel denaro equivale pari pari a merci, servizi, lavori, case, auto, cibo
ecc. non venduti, poiché non viene speso!
Questo, come disse Malthus, deprime la domanda aggregata e manda
a rotoli l’economia.
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