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sabato 6 settembre 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
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venerdì 5 settembre 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Il mondo di fede cristiana spesso non mette in evidenza i principi biblici su cui è basata, dimentica che il cristianesimo è basato sull’amore fraterno non solo predicato ma praticato.Questo porta al naturale comportamento egoistico con tutte le conseguenze che l’egoismo apporta nell’agire umano.Poi ci si meraviglia delle guerre, dei conflitti, del divario tra ricchi e poveri, della povertà morale ed economica.
IL PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISA PUO’ DARE UNA RISPOSTA ALLA PROBLEMATICA.giovedì 10 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
La guerra di tutti contro tutti (Bellum Omnium contro omnes) - il concetto di filosofia sociale di Thomas Hobbes che descrive lo stato naturale della società prima di entrare nel "contratto sociale " e la formazione dello stato.
Per giustificare la sua idea lui usa le immagini di uno "stato naturale" cosiddetto delle cose, quando tutti gli uomini sono uguali , e ciascuno guidato da loro bisogni e interessi .
L'uomo è egoista , è dotato di forti passioni, abbia sete di gloria, di potere, di ricchezza, del godere.
Il principio del suo comportamento è molto semplice : una persona tende a ottenere i maggiori benefici ed evitare la sofferenza .
La libertà umana: ogni individuo ha il diritto di fare qualsiasi cosa, anche il diritto di uccidere un'altra persona.
Questo porti a conflitti continui, impossibilità di fornire il bene pubblico, difficile salvarsi dal male .
Quindi c'è una guerra di tutti contro tutti.
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domenica 4 maggio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Riflessione sui discepoli di
Emmaus
Un'assistente sociale si è
data tutta agli altri, disponibile sempre e a qualunque ora, è andata a
lavorare anche con l'influenza.
Era stimatissima da tutti e
lei aveva tempo per tutti.
Adesso però sta male ogni
mattina che va al lavoro, ha un autentico rifiuto per tutti, non può più vedere
nessuno: è esaurita e i medici le hanno prescritto un lungo tempo di riposo.
Si sente fallita, si chiede
se ha sbagliato lavoro e si chiede che cosa penseranno le colleghe e le
persone?
E non è forse proprio questo
il punto: che si definiva proprio dalla disponibilità data agli altri, non è che
era così tutta per gli altri da perdere se stessa?
Non è che aiutava proprio
tutti ma non sé?
Che aveva occhi per tutti ma
non per sé?
Non è che ci sia Dio dietro
a questo fallimento che le sta parlando?
Forse chi non si ama non può
amare gli altri.
Era disponibilità o bisogno
di essere approvati e stimati?
Un papà scopre che suo
figlio "si fa le canne": si sente fallito come genitore, sente d'aver
sbagliato tutto.
Era così orgoglioso di quel
figlio così bravo, così "a posto, per bene".
E non era forse proprio
questo il punto?
Non è che voleva un figlio
secondo i suoi schemi, come lui lo pensava e che non accettava, invece, quello
che il figlio era?
E' proprio Dio che gli parla
in questo fallimento.
Forse mio figlio lo devo
amare per quello che è e non per quello che io vorrei che fosse.
Una donna ad un certo punto
cade in depressione: si rompe l'equilibrio e l'armonia familiare.
Tutto sembrava andare così
bene, non c'erano problemi, non si litigava, sembrava tutto così bello!
E non era, forse, proprio
questo il problema: che tutto sembrava bello e che, in realtà, ci si nascondeva
le inevitabili difficoltà e problemi del convivere?
E' proprio Dio che le parla
in questo fallimento.
Forse c'è da imparare a non
nascondere le paure, i problemi e i conflitti.
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domenica 20 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
L’ECONOMIA COME STRUMENTO DI
CONDIVISIONE
Ci si chiede: come può l’economia
essere strumento di condivisione?
Segue quanto scrive Joseph C. Kumarappa nel suo libro
intitolato “Economia di condivisione – Come uscire dalla crisi mondiale”: Siamo avvolti
nell’insicurezza personale, politica, economica, sociale.
I trattati di pace e
gli appelli hanno avuto scarsi effetti quanto alla costruzione di una pace
durevole.
I semi della guerra e la tensione internazionale sono radicati in
gran parte nel campo dell’economia.
Se vogliamo affrontare sul serio la guerra
dobbiamo studiare l’attuale sistema di produzione, distribuzione e consumo.
La
guerra è il risultato finale di conflitti che nascono dalla vita quotidiana di
ciascuno di noi e di tutti noi.
Kumarappa era figlio di indiani
cristiani, leggeva la bibbia e voleva vivere la vita
secondo il contenuto delle Sacre Scritture, in particolare meditava quanto
veniva riportato nei Vangeli.
SIAMO
CONVINTI CHE L’ECONOMIA CONDIVISA PUO’ DARE UNA RISPOSTA AI TANTI INTERROGATIVI
CHE OGGI PONE LA CRISI MONDIALE.
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sabato 19 aprile 2014
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SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Il mondo di fede
cristiana spesso non mette in evidenza i principi biblici su cui è basata,
dimentica che il cristianesimo è basato sull’amore fraterno non solo predicato
ma praticato.
Questo porta al
naturale comportamento egoistico con tutte le conseguenze che l’egoismo apporta
nell’agire umano.
Poi ci si meraviglia
delle guerre, dei conflitti, del divario tra ricchi e poveri, della povertà morale
ed economica.
IL PROGETTO
DELL’ECONOMIA CONDIVISA PUO’ DARE UNA RISPOSTA ALLA PROBLEMATICA.
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giovedì 10 aprile 2014
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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un settore economico che ci
interessa più da vicino è quello delle creazioni materiali che segue la legge
dell’economia d’impresa, fanno parte del gruppo le persone che hanno idee
originali e creatività, ma tutto viene proiettato solo per il vantaggio
personale.
Dalle idee e dalle
creatività scaturisce la produzione che a sua volta detta le regole del consumo
e dei modelli di vita, l’originalità del consumatore è vana e la sua libertà di
scelta è stata neutralizzata dalla produzione.
La domanda del consumatore
viene canalizzata dalla produzione ed accetta quello che gli viene offerto dal
mercato in quel periodo della propria vita.
Il consumatore diviene un
osservato speciale da parte della produzione che genera l’offerta che a sua
volta va a caccia della domanda sul pianeta terra; questa è una delle fonti dei
conflitti moderni.
La non naturale creazione
della domanda genera e produce un equilibrio economico instabile.
Dal tentativo di rendere
questo equilibrio stabile scaturisce la violenza che, a sua volta, può sfociare
in conflitti bellici.
Se si vuole perseguire la
nonviolenza e la stabilità economica è necessario un ordine nel quale il
consumatore sia protagonista, ciò può avvenire solo se i beni di consumo
vengono prodotti localmente che è uno degli obiettivi che il progetto
dell’economia condivisa intende perseguire.
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lunedì 7 aprile 2014
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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Sviluppo umano – stadio spirituale
avanzato- economia di servizio – Vita, vivere ed esistenza.
Le due grandi guerre
mondiali, che hanno visitato le scorse generazioni, dimostrano la natura
distruttiva delle organizzazioni e istituzioni moderne.
Anche è stata prostituita e
trasformata in potente ordigno morte, la natura della scienza dovrebbe essere
oggettiva e creativa per il progresso ed il bene dell’umanità, ma spesso diviene
strumento distruttivo dei popoli con sacrificio, dolore, miseria, povertà, del
più debole.
Invece di avvalersi della
stabilità e della nonviolenza, alcuni scienziati si sono lasciati incanalare e
son divenuti veicoli portatori di conflitti, distruzione e fame nei popoli in
guerra, ed al posto del progresso hanno determinato un regresso per l’uomo,
seminando terrore e morte.
La civiltà umana segna il
passo, l’economia domestica viene annientata con sofferenze delle famiglie
coinvolte passivamente.
Alcuni geni della scienza
dicono di essere neutrali, ma non è vero perché sanno bene che la costruzione
di un missile serve per distruggere e non per costruire, tutte le armi da
guerra servono sono strumenti per la rovina dell’umanità e della prosperità
delle nazioni.
Detto agire è in totale
dispregio dei principi cristiani e le comunità che ispirano alla teologia dell’amore
per il prossimo dovrebbero ribellarsi pacificamente e debellare la violenza di
qualsiasi ordine e grado, in caso contrario si rendono complici di scelte
scellerate messe in campo dai costruttori di violenza e non di pace.
Il concetto della fraternità
non ha nulla a che fare con la costruzione ordigni per la distruzione dell’uomo.
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domenica 6 aprile 2014
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RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Sviluppo umano – stadio moderno
dell’economia – GREGARIA.
Lo stadio primitivo dell’economia
si fondava su una prospettiva del tutto auto-centrata e focalizzata sui soli
diritti nei confronti dei più deboli sul piano economico, la riduzione alla
schiavitù era un diritto acquisito dal potere economico, l’uomo era considerato
oggetto e non soggetto con dei diritti alla vita e alla libertà.
Lo stadio dello sviluppo
moderno mostra segni di riconoscimento dei doveri individuali e si assiste a un
tentativo di bilanciare diritti e doveri, si cerca di bilanciare ma prevale
sempre il dovere rispetto ai diritti per gli esseri umani che non hanno
autonomia economica, l’equilibrio tra diritti e doveri è lontano perché prevale
il concetto della subordinazione ai poteri forti.
La cultura della solidarietà
e unità etnica appartiene certamente all’economia gregaria, in questo contesto
non vi sono distinzioni di colore tra bianchi, neri, rossi, bruni o gialli, ma
lo stato di subordinazione rimane e quindi la libertà individuale viene
soffocata dai poteri economici forti.
I nazisti ed i fascisti
praticavano l’economia gregaria: gruppi con in grande senso di appartenenza e
certo violenti, soprattutto verso gli esterni, con un senso elevato del dovere
verso il proprio gruppo.
Ogni loro membro fonde la
propria individualità con gli interessi generali del gruppo o dell’organizzazione,
chi si oppone a questo senso di appartenenza viene punito severamente e messo
al bando con mezzi violenti.
Quando si pratica l’economia
gregaria o moderna la violenza è dietro l’angolo e non vi è pace sociale, ma
conflitti a tutti i livelli.
Tutto questo ci fa capire
che questo stadio dell’economia è lungi dal mettere in atto quelli che sono i
principi biblici dell’amore per il prossimo come riportato nei vangeli.
Un esempio tipico ci viene
dalla parabola del Buon Samaritano il senso dell’appartenenza viene messo da
parte per dar luogo all’amore per il prossimo, Gesù elogia il buon Samaritano
ed invita gli altri a fare la medesima cosa.
Il mondo cristiano è
chiamato a riflettere sul punto, altrimenti diviene tutto apparenza, ma il
contenuto è lontano dal vero.
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giovedì 3 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
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CONDIVISIONE BIBLICA
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SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Gli stadi dello sviluppo umano: gli individui.
Dopo aver esaminato i tipi di economia presenti in natura,
nel regno animale e vegetale, proviamo ad applicare queste considerazioni all’uomo
che è dotato, oltre l’istinto, di intelletto.
L’istinto porta a condurre una vita con regole prefissate
dalla natura stessa, l’uomo è dotato anche del libero arbitrio e quindi può controllare l’agire istintivo con l’aiuto
dell’intelligenza, cambiare l’ambiente e il suo modo di vita, scegliendo
comportamenti meno violenti nei confronti della natura.
Un ladro, che appartiene all’economia parassitaria, può
cambiare il suo modo di vita e decidere di condurre una vita onesta come operaio
sia in campo agricolo che artigianale oppure nelle arti e professioni.
Sviluppando un profondo amore per il prossimo, l’uomo può
trasformarsi in un operatore di pace e mettere fine ai vari conflitti che
affliggono la propria specie, mettendo in campo i suoi sforzi migliori per una
causa nobile e condurre una vita semplice e frugale.
Alla base del cambiamento della natura umana c’è sempre “l’amore
per il prossimo” senza del quale non ci può essere cambiamento positivo per il
genere umano.
Nella bibbia si legge: “ama il prossimo tuo come te stesso”,
se questa affermazione viene messa in azione, allora ci sarà armonia e
benessere per l’umanità.
I principi biblici devono essere alla base per un vero
cambiamento positivo e pacifico, il cristianesimo autentico è la risposta alle
problematiche che affliggono l’umanità anche sul piano economico.
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martedì 1 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Tipi di economia in natura - predatoria.
Altro tipo di economia in natura è la predatoria che trae
benefici per se ma non per gli altri.
Chiunque trae beneficio di qualcosa senza che abbia
contribuito col proprio lavoro per la produzione è un predatore in quanto
mangia senza lavorare.
Questo tipo di economia viene evidenziata nella bibbia, Paolo in una delle sue lettere scrive “chi non lavora non deve neanche
mangiare” , quindi, chiunque mangia e non lavora è un predatore ed agisce in
dispregio della dottrina cristiana.
Una riflessione sul punto è necessaria ed in particolare nel
mondo evangelico o di apparenza cristianità.
E’ da evidenziare che alcuni strumentalizzano la dottrina per
nascondere l’atteggiamento predatorio nei confronti dei semplici fedeli della
comunità.
L’atteggiamento predatorio provoca malcontento e sfocia in
conflitti con le conseguenze spaccature nelle varie chiese.
Mentre da una parte si predica l’amore fraterno, dall’altra c’è
l’agire predatorio di qualche furbetto che dietro le quinte lavora per il bene
personale e collettivo.
L’autenticità del cristianesimo di trasforma in religiosità e
lo spirito della verità lascia il posto alla menzogna.
La condivisione
economica di cui ai primi capitoli degli Atti è lontana da detti ambienti di
culto.
Contano di più le azioni che le parole, l’esempio è più convincente
delle parole.
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