Visualizzazione post con etichetta distribuzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta distribuzione. Mostra tutti i post
venerdì 26 settembre 2014
sabato 6 settembre 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
L’ECONOMIA COME STRUMENTO DI CONDIVISIONECi si chiede: come può l’economia essere strumento di condivisione?
Segue quanto scrive Joseph C. Kumarappa nel suo libro intitolato “Economia di condivisione – Come uscire dalla crisi mondiale”: Siamo avvolti nell’insicurezza personale, politica, economica, sociale.
I trattati di pace e gli appelli hanno avuto scarsi effetti quanto alla costruzione di una pace durevole. I semi della guerra e la tensione internazionale sono radicati in gran parte nel campo dell’economia. Se vogliamo affrontare sul serio la guerra dobbiamo studiare l’attuale sistema di produzione, distribuzione e consumo. La guerra è il risultato finale di conflitti che nascono dalla vita quotidiana di ciascuno di noi e di tutti noi.Kumarappa era figlio di indiani cristiani, leggeva la bibbia e voleva vivere la vita secondo il contenuto delle Sacre Scritture, in particolare meditava quanto veniva riportato nei Vangeli.
SIAMO CONVINTI CHE L’ECONOMIA CONDIVISA PUO’ DARE UNA RISPOSTA AI TANTI INTERROGATIVI CHE OGGI PONE LA CRISI MONDIALE.
Etichette:
bibbia,
conflitti,
consumo,
crisi,
cristiani,
distribuzione,
guerra,
insicurezza,
mondiale,
politica,
sistema,
vangeli
domenica 3 agosto 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAUn lettore scrive:
Fate attenzione qui al principio di base: Ricardo riconosce per primo che se il Potere (allora i ricchi nobili, oggi lo Stato) spende per le nostre merci e servizi 100, ma poi ci tassa per la stessa cifra che ci ha appena dato (pareggio di bilancio), l’economia va a rotoli, e noi abbiamo lavorato per niente. Ricardo capì due secoli fa che il pareggio di bilancio è micidiale per i cittadini e le aziende, cioè per la società.Detto questo, Ricardo però disse anche altre cose che oscurò la giusta intuizione di prima, perché fondò una scuola di pensiero economico che ancora oggi fa danni terribili alla nostra economia.Egli si è dedicato allo studio della distribuzione della ricchezza tra le classi sociali che hanno contribuito a realizzarla: lavoratori, proprietari fondiari e capitalisti. Il ragionamento di Ricardo prende le mosse dal s ettore agricolo il cui prodotto veniva ripartito tra salari, rendite, e profitti. Nella teoria ricardiana della distribuzione, mentre il salario reale (in termini di grano) tende a mantenersi al livello di sussistenza, la coltivazione di nuove terre provoca un incremento della rendita a scapito del profitto.
Per farla breve, quando il margine di profitto diventa nullo (o pressoché tale), la crescita economica si arresta: il sistema raggiunge così uno stato dettostazionario.
Senza profitto i capitalisti non avrebbero più alcun interesse a investire e l’intero ciclo produttivo finirebbe per arrestarsi. Solo un cambiamento esterno, secondo Ricardo, può alleviare la situazione, e tale cambiamento non può che riguardare le tecniche di produzione usate in agricoltura e l’abolizione dei dazi.
Etichette:
aziende,
cambiamento,
capitalisti,
coltivazione,
distribuzione,
lavoratori,
merci,
pareggio,
potere,
profitti,
proprietari,
rendite,
ricchezza,
salari,
servizi,
società,
tassa,
terre
martedì 8 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino
Quintavalle/26.
Detto
questo, Ricardo però disse anche altre cose che oscurò la giusta
intuizione di prima, perché fondò una scuola di pensiero economico
che
ancora oggi fa danni terribili alla nostra economia.
Egli
si è dedicato allo studio della distribuzione della ricchezza
tra le classi
sociali che hanno contribuito a realizzarla:
lavoratori, proprietari fondiari e
capitalisti.
Il
ragionamento di Ricardo prende le mosse dal settore agricolo il cui
prodotto veniva ripartito tra salari, rendite, e
profitti.
Nella
teoria ricardiana della distribuzione, mentre il salario reale (in
termini di
grano) tende a mantenersi al livello di sussistenza, la
coltivazione di nuove
terre provoca un incremento della rendita a
scapito del profitto.
Per
farla breve, quando il margine di profitto diventa nullo (o pressoché
tale),
la crescita economica si arresta: il sistema raggiunge così
uno stato detto
stazionario.
Senza
profitto i capitalisti non avrebbero più alcun interesse a investire
e
l’intero ciclo produttivo finirebbe per arrestarsi.
Solo
un cambiamento esterno, secondo Ricardo, può alleviare la
situazione, e
tale cambiamento non può che riguardare le tecniche di
produzione usate in
agricoltura e l’abolizione dei dazi.
lunedì 7 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino
Quintavalle/23.
Thomas
Robert Malthus
RIFLESSIONI.
Crisi economica?
Perché
un tracollo economico mondiale?
Il
Talmud (Gittin 57a) ci dice che le crisi economiche sono un
campanello d'allarme per cambiare i nostri modi.
Si
racconta nel Talmud che prima della distruzione del Tempio di
Gerusalemme il prezzo del grano era di 40 Modiut (misure) per Dinar.
Il
prezzo del grano aumentò leggermente e il suo nuovo prezzo fu
fissato a 39 Modiut per Dinar (con lo stesso prezzo si comprava meno
grano).
I
saggi si chiesero quale fosse la causa di questo aumento.
Hanno
cercato e trovato che un padre e suo figlio avevano rapporti con una
donna fidanzata.
Il
padre e il figlio sono stati portati in tribunale, quivi condannati e
poi lapidati.
Dopo
l’esecuzione il prezzo del grano ritornò al prezzo originale di 40
Modiut per Dinar.
Secondo
questo racconto del Talmud il livello morale della società può
influenzare i costi delle materie prime e influenzare l'economia
locale e mondiale.
Il
livello morale della società influenza la quantità di "benessere"
nel mondo e l'armonia di interazione tra le persone ha influenza
sull’economia.
Il
Chofetz Chaim, un famoso rabbino del XX secolo, ha scritto che la
Grande Depressione del 1929 è venuta a causa della mancanza di fede
in Dio di quella generazione, il che ha portato a una mancanza di
fiducia tra le persone.
Yeshua
disse: «perché l’iniquità sarà moltiplicata, la carità dei più
si raffredderà» (Mat.24:12).
Anche
se il periodo che ha preceduto la Grande Depressione era di
prosperità, per la ripresa dalla grande guerra, la mancanza di fede
e di fiducia tra le persone, in ultima analisi, ha causato
l’indebolimento delle fonti di credito.
Nelle
sue parole: "ha fatto sì che l'arteria centrale per il flusso
della vita economica diventasse intasata dall’animosità".
Questo
è molto simile alla crisi economica di oggi, la cui goccia che ha
fatto traboccare il vaso è stata i mutui subprime, che si basavano
sul prestito immorale di denaro a persone che molto probabilmente non
sarebbero state in grado di pagare.
Quando
il prezzo delle materie prime aumenta in modo imprevisto e il mondo
affronta una crisi economica, dobbiamo guardare sia alle ragioni
osservabili che a quelle metafisiche per trovare il motivo per cui
sta accadendo.
Shalom
Argentino
Quintavalle
Etichette:
animosità,
denaro,
depressione,
distribuzione,
donna,
economico,
fede,
mutui,
pagare,
prezzo,
tracollo
sabato 26 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Nell’economia della
condivisione è la distribuzione della ricchezza fra i vari membri della società
che prevale rispetto alla produzione, distribuzione e consumo dei beni.
Questa impostazione non
concorda con l’economia di mercato corrente che fonda il tutto sulla produzione
ed accumulo per proiettare l’uomo nel benessere.
Una economia che viene costruita
sul concetto fondamentale che il lavoro è merce di scambio, giusto una voce di
costo alla stregua delle materie prime non risponde ai principi cristiani.
L’essere umano non è una
macchina alla quale si dà una quantità fissa di carburante a secondo del lavoro
che ha svolto, ma ha esigenze diverse di un mezzo adoperato per la produzione.
L’uomo consuma anche se non
lavora, i bisogni sono la costante della vita di tutti i giorni; dal momento del
suo concepimento sorgono i bisogni che lo accompagnano fino al decesso.
Questi bisogni non sono
proporzionali al lavoro svolto, ma alla natura stessa del genere umano.
Questo ci porta a considera
il lavoro come mezzo necessario ma non sufficiente per il vivere in un contesto
civile, quindi è la distribuzione della ricchezza che deve essere messa alla
base della vita comunitaria.
Il mondo cristiano non può
non considerare quest’ultima riflessione nel rispetto dei principi biblici su
cui si fonda l’economia della condivisione.
Etichette:
carburante,
comunitaria,
distribuzione,
lavoro,
macchina,
mercato,
produzione,
ricchezza,
società,
vita
mercoledì 23 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Nell’economia
della libertà il surplus, in relazione alla produzione e consumo locale, dei
beni saranno trasformati e scambiati con articoli non disponibili in loco o a
livello regionale, anche questa attività deve essere programmata con oculatezza.
Una simile organizzazione sarà in grado di garantire i
bisogni primari della popolazione, incoraggerà le industrie locali, creerà
lavoro per gli abitanti della zona, sia nella trasformazione che nella
distribuzione.
Si possono aiutare i coltivatori per aumenta la
produzione fino al livello ottimale, ma questo richiede che vengano assegnati ai coltivatori, diversi servizi nel contesto dell’azienda.
Le terre devono essere dotate di sistemi di irrigazione e
poter essere fertilizzate in modo naturale per avere dei prodotti sani e non
manipolati.
Occorre aiutare le famiglie a produrre compost con gli
scarti alimentari e agricoli nelle zone interessate dalla coltivazione,
realizzare progetti per la sistemazione del suolo e dotare le terre di un
sistema adeguato di irrigazione per una produzione ottimale.
Il tutto deve rientrare nell’auto finanziamento locale
come unità autonoma di gestione.
Questa autogestione zonale sarà efficace nella misura in
cui i furbetti di turno verranno messi da parte, questi se vogliono mangiare
devono lavorare come gli altri.
Solo allora si può pensare ad una economia di condivisone
nel rispetto dei principi biblici.
Etichette:
attività,
beni,
coltivatori,
consumo,
distribuzione,
economia,
famiglie,
fertilizzante,
irrigazione,
libertà,
produzione,
scambio,
scarti,
terre,
trasformazione
domenica 20 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
L’ECONOMIA COME STRUMENTO DI
CONDIVISIONE
Ci si chiede: come può l’economia
essere strumento di condivisione?
Segue quanto scrive Joseph C. Kumarappa nel suo libro
intitolato “Economia di condivisione – Come uscire dalla crisi mondiale”: Siamo avvolti
nell’insicurezza personale, politica, economica, sociale.
I trattati di pace e
gli appelli hanno avuto scarsi effetti quanto alla costruzione di una pace
durevole.
I semi della guerra e la tensione internazionale sono radicati in
gran parte nel campo dell’economia.
Se vogliamo affrontare sul serio la guerra
dobbiamo studiare l’attuale sistema di produzione, distribuzione e consumo.
La
guerra è il risultato finale di conflitti che nascono dalla vita quotidiana di
ciascuno di noi e di tutti noi.
Kumarappa era figlio di indiani
cristiani, leggeva la bibbia e voleva vivere la vita
secondo il contenuto delle Sacre Scritture, in particolare meditava quanto
veniva riportato nei Vangeli.
SIAMO
CONVINTI CHE L’ECONOMIA CONDIVISA PUO’ DARE UNA RISPOSTA AI TANTI INTERROGATIVI
CHE OGGI PONE LA CRISI MONDIALE.
Etichette:
condivisione,
conflitti,
consumo,
crisi,
cristiani,
distribuzione,
economia,
guerra,
insicurezza,
mondiale,
pace,
politica,
vangeli
martedì 1 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino
Quintavalle/26.
Detto questo, Ricardo però disse anche altre cose che oscurò la giusta
intuizione di prima, perché fondò una scuola di pensiero economico che ancora
oggi fa danni terribili alla nostra economia.
Egli si è dedicato allo studio della distribuzione della
ricchezza tra le classi sociali che hanno contribuito a
realizzarla: lavoratori, proprietari
fondiari e capitalisti.
Il ragionamento di Ricardo prende le mosse dal settore agricolo il cui
prodotto veniva ripartito tra salari, rendite, e profitti.
Nella teoria ricardiana della distribuzione, mentre il salario reale (in
termini di grano) tende a mantenersi al livello di sussistenza, la coltivazione
di nuove terre provoca un incremento della rendita a scapito del profitto.
Per farla breve, quando il margine di profitto diventa nullo (o pressoché
tale), la crescita economica si arresta: il sistema raggiunge così
uno stato detto stazionario.
Senza profitto i capitalisti non avrebbero più alcun interesse a investire
e l’intero ciclo produttivo finirebbe per arrestarsi.
Solo un cambiamento esterno, secondo Ricardo, può alleviare la situazione,
e tale cambiamento non può che riguardare le tecniche di produzione usate in
agricoltura e l’abolizione dei dazi.
mercoledì 26 marzo 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino
Quintavalle/23.
Thomas
Robert Malthus
RIFLESSIONI.
Crisi economica?
Perché un tracollo
economico mondiale?
Il Talmud
(Gittin 57a) ci dice che le crisi economiche sono un campanello d'allarme per
cambiare i nostri modi.
Si racconta
nel Talmud che prima della distruzione del Tempio di Gerusalemme il prezzo del
grano era di 40 Modiut (misure) per Dinar.
Il prezzo
del grano aumentò leggermente e il suo nuovo prezzo fu fissato a 39 Modiut per
Dinar (con lo stesso prezzo si comprava meno grano).
I saggi si
chiesero quale fosse la causa di questo aumento.
Hanno
cercato e trovato che un padre e suo figlio avevano rapporti con una donna
fidanzata.
Il padre e
il figlio sono stati portati in tribunale, quivi condannati e poi lapidati.
Dopo
l’esecuzione il prezzo del grano ritornò al prezzo originale di 40 Modiut per
Dinar.
Secondo
questo racconto del Talmud il livello morale della società può influenzare i
costi delle materie prime e influenzare l'economia locale e mondiale.
Il livello
morale della società influenza la quantità di "benessere" nel mondo e
l'armonia di interazione tra le persone ha influenza sull’economia.
Il Chofetz
Chaim, un famoso rabbino del XX secolo, ha scritto che la Grande Depressione
del 1929 è venuta a causa della mancanza di fede in Dio di quella generazione,
il che ha portato a una mancanza di fiducia tra le persone.
Yeshua
disse: «perché l’iniquità sarà moltiplicata, la carità dei più si raffredderà»
(Mat.24:12).
Anche se il
periodo che ha preceduto la Grande Depressione era di prosperità, per la
ripresa dalla grande guerra, la mancanza di fede e di fiducia tra le persone,
in ultima analisi, ha causato l’indebolimento delle fonti di credito.
Nelle sue
parole: "ha fatto sì che l'arteria centrale per il flusso della vita
economica diventasse intasata dall’animosità".
Questo è
molto simile alla crisi economica di oggi, la cui goccia che ha fatto
traboccare il vaso è stata i mutui subprime, che si basavano sul prestito
immorale di denaro a persone che molto probabilmente non sarebbero state in
grado di pagare.
Quando il
prezzo delle materie prime aumenta in modo imprevisto e il mondo affronta una
crisi economica, dobbiamo guardare sia alle ragioni osservabili che a quelle
metafisiche per trovare il motivo per cui sta accadendo.
Shalom
Argentino
Quintavalle
Iscriviti a:
Post (Atom)
.jpg)






.jpg)
