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domenica 27 marzo 2016

Cosa è l'economia condivisa?

L'economia condivisa è un modello concepito e praticato II-III secoli a.C fino a qualche tempo dopo Cristo.
Tale modello economico è scaturito dallo studio delle Sacre Scritture conosciute a quel tempo.
Gli studiosi hanno pensato di mettere in campo un modello economico fondato su un rapporto cordiale ed armonioso fra gli uomini.
Una convivenza priva di conflittualità causata dall'egoismo umano nel mondo economico.
E' di tutta evidenza che per relizzare un contesto del genere ci si deve spogliare dal modello economico corrente fondato sull'egoismo e quindi sulla prevaricazione dell'uno verso l'altro.
L'attuale modello economico è piramidale, il ricco diviene sempre più ricco ed il povero sempre più povero con una conflittualità permanente.
L'egoismo e la conflittualità sono in contrasto con i principi evangelici, gli insegnamenti di Gesù Cristo sono tesi a creare un rapporto armonioso fondato sull'amore verso il prossimo.
Quando regna l'amore molte cose cambiano nella vita dell'uomo naturale,  l'egoismo e la conflittualità vengono meno e si può godere la pace nel vivere di tutti i giorni.
Pensare di vivere in armonia con gli altri nel mondo economico corrente non è semplice.
Si può pensare di trovare qualche cenno del modello economico basato sulla condivisone nei primi capitoli degli Atti degli Apostoli dove viene descritto il vivere della comunità primitiva.
Sono ben accetti i suggerimenti e le riflessioni...


sabato 18 ottobre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE - CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
 Di Calogero profeta:  


NON BISOGNA PORRE LIMITE ALLE RISORSE.
Sin dalla creazione della Terra si può dire che siano state poste su di essa delle risorse necessarie per la sopravvivenza degli animali, degli uomini e di ogni forma vivente.
Parte di queste risorse sono state utilizzate per costruire armi (ferro, rame, alluminio…), altre per costruire degli utensili e dei suppellettili, usati nella vita domestica(zappe, aratri, pentole, posate…); altre ancora, per realizzare progetti ed impianti di ogni sorta e che hanno contribuito nel far migliorare le condizioni di vita degli uomini, soprattutto negli ultimi tempi, col progresso scientifico e tecnologico  nel mondo occidentale.
Sembra che le risorse a nostra diposizione non bastino in futuro non molto lontano.
Per questo motivo che le multinazionali e i poteri forti propendono per l’uso dei prodotti geneticamente modificati (OGM), col pretesto di poter porre fine alla fame, nei paesi in via di sviluppo.
Come stanno le cose con l’Economia di Dio, alla luce delle Sacre Scritture (contenute nella Bibbia)?
LE RISORSE LE HA CREATE DIO.
L’uomo non ha creato nulla prima che fosse posto nell'Eden.
E’ stato fatto a immagine di Dio, l'uomo ha la facoltà di creare cose usando le risorse che ha a disposizione, ma non può creare dal nulla.
E’ soltanto Dio il Creatore e Formatore di tutte le cose che esistono.
Egli le ha create mediante il verbo, ovvero, con la la Parola ed è capace di continuare a crearle, essendo lo stesso ieri, oggi ed in eterno.
L’UOMO E’ RESPONSABILE DELLA GESTIONE DELLE RISORSE
Non si devono dissipare le risorse che sono rimaste a disposizione dell’uomo: sono preziose, necessarie, vitali.
Il consumismo sfrenato induce gli uomini (occidentali) a depauperare e ridurre sempre più le riserve che rimangono ancora, e non si sa per quanto tempo, ma i credenti cristiani dovrebbero sentire il bisogno di gestirle in maniera appropriata, sobria, equilibrata, virtuosa.
LE RISORSE VANNO CONDIVISE E RAZZIONALIZZATE
Non è giusto che ad avvalersi delle risorse siano in pochi e la gran parte degli individui debba patire la fame, la sete, il freddo, il caldo, gli orrori della guerra e le conseguenze che ne derivano.
Alla fine dobbiamo ritornare nella polvere e rendere conto a Dio di ciò che pensiamo e come operiamo. Faremo la stessa fine del “ricco” e di “Lazzaro” se si continua ad essere egoisti e non si condivide tutto ciò che si ha.
LE RISORSE NON MANCHERANNO MAI AI CREDENTI
E’ sempre stato così: ai giusti e ai cosi detti credenti non è mai mancato il necessario per la sopravvivenza. “I pensieri dell’uomo diligente producono di certo abbondanza; ma l’uomo disavveduto, cade senza fallo in necessità”( Proverbi 21:25). “Io sono stato fanciullo e sono anche diventato vecchio, e non ho visto il giusto abbandonato, né la sua progenie accattare il pane”( Salmo 37: 25).
Nel corso dei secoli e dei millenni, sempre si sono presentati i momenti di distretta e di persecuzione e nondimeno i giusti ed i “santi”, sono stati soccorsi, nutriti, consolati, aiutati liberati dalla potente mano di Dio.
Si pensi alla vedova che era in attesa di morire prima che fosse stata avvicinata dal profeta Elia: lei era rimasta con un po’ di farina per fare una focaccia e mangiarla assieme al figlio.
Intervenne il profeta Elia e per la sua parola l’olio continuò ad uscire dall’orciolo per molto tempo senza mai esaurirsi.
Non si dimentichi come venne nutrito il medesimo profeta quando si ritrovò da solo nel deserto: i corvi gli portarono per cibo della carne.
Ci si soffermi nel pensare come Gesù abbia potuto da cinque pani e due pesci sfamare più di 4000 persone… Le risorse non mancheranno mai ai credenti!


sabato 4 ottobre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE - CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle:




7) NON FAVORIRE LA PIGRIZIA: Alcuni non sanno negarsi nulla, né economizzare per tenersi fuori dai debiti e mettere da parte qualcosa per il momento del bisogno. 

Essi sono in errore; non sono i poveri del Signore.
8) UFFICI DI CONDIVISIONE: istituire uffici di diaconato a livello locale e nazionale dove le persone possono condividere le loro esigenze con altri credenti e con coloro che le possono soddisfare; una sorta d’incontro tra domanda e offerta. Questo farebbe risparmiare ai credenti molto denaro.
9) SOSTENERE I POVERI: utilizzare il denaro con saggezza per aiutare le vedove, gli orfani, gli affamati e gli altri che sono privi di mezzi per prendersi cura dei loro bisogni di base e dare loro la possibilità di migliorare la loro vita.
10) RICCHI: incoraggiare i ricchi a fare offerte e/o mettere a disposizione i loro beni che altrimenti rimarrebbero improduttivi.
11) ACQUISTI RECIPROCI: incoraggiare le persone a comprare da aziende di credenti, se possibile.
Queste sono alcune cose pratiche che penso si possano fare coerentemente con i principi della Bibbia.


L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE - CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle:




2) FORMAZIONE: aiutare i credenti a comprendere i principi della gestione cristiana. 

Insegnare alla gente come pensare a quello che vogliono rispetto a quello di cui hanno veramente bisogno. 

Insegnare alla gente il fatto che tutta la ricchezza viene dalla terra e dalle risorse della natura. 

Pertanto, tutta la ricchezza deriva da Dio e deve essere utilizzata per la sua gloria. 

Noi siamo solo amministratori.
3) PRO-INDIPENDENZA: aiutare le persone a diventare indipendenti.
4) CONDIVISIONE DEI PRINCIPI ECONOMICI BIBLICI: cercare di mostrare ai governanti la fonte dei problemi economici, in modo che possano fare qualcosa per riconoscere che tutti hanno il diritto di essere aiutati.
5) INCORAGGIARE LE IMPRESE CRISTIANE: investire in risorse umane senza sfruttare. 

Gestire le proprie attività secondo principi cristiani.
6) LAVORO PER I NUOVI CREDENTI: dobbiamo avere una cura particolare per coloro che hanno il coraggio morale di accettare la verità e che per questo possono perdere il loro lavoro. 

Essi non devono essere lasciati senza aiuto.

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE - CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle:



COSA PUÒ FARE LA CHIESA
1) PRINCIPIO: Riconosciamo che Dio come Creatore è proprietario di tutte le cose.
Nell'Antico Testamento, l'anno sabatico e l'anno giubilare erano espressioni concrete della convinzione che la terra è di Dio e che il popolo d'Israele appartiene a Dio (Lev. 25:23,42,55).
Gesù, all'inizio del suo ministero, ha annunciato l'anno di grazia del Signore, spesso identificato con il Giubileo.
Attraverso Gesù, il povero ha sentito buone notizie, i prigionieri sono liberati, i ciechi recuperano la vista, e gli oppressi acquistano la libertà (Luca 4:16-21).
La prima chiesa di Gerusalemme ha messo il giubileo in pratica predicando il Vangelo, guarendo i malati, e condividendo i beni.
Le chiese erano solidali con chi si trovava nel bisogno (Atti 2:44,45; 4:32-37; 2Cor.8:1-15).
Come amministratori della terra di Dio, siamo chiamati ad aver cura della terra (Gen. 1:26-28).

Come amministratori del denaro, dobbiamo vivere semplicemente, praticare l’aiuto reciproco all'interno della Chiesa, sostenere la giustizia economica, e dare con generosità e cuore allegro (Fil. 4:11,12; 2Cor. 8:13,14; 2Cor.9:7; Giac. 5:4).
Come persone dipendenti dalla provvidenza di Dio, non dobbiamo essere preoccupati per le necessità della vita, ma di cercare prima il regno di Dio (Mat.6:24-33).
Non possiamo essere veri servitori di Dio e lasciare che la nostra vita sia governata dal desiderio della ricchezza.


sabato 27 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE - CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Di Marco ferretti + 1



Oramai li non c'è più niente da condividere se non una cassa da morto.

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Non sono d'accordo.

Dobbiamo aprire gli occhi dell'anima e del cuore.Dobbiamo rispolverare il vangelo.

I cristiani sono chiamati a chiudere gli occhi, vedi la parabola del Buon Samaritano.

E' anche scritto:"ama il prossimo tuo come te stesso".

Occorre una rivoluzione culturale nel mondo cristiano, occorre mettere i pratica gli insegnamenti di Gesù.

La prima comunità cristiana condivideva e fra di loro non vi era alcun bisognoso.

La condivisione scaturisce dall'amore per il prossimo, alle volte di fa confusione tra la carità e la condivisione.

Quella persona ha molto da dare, ma questa sua potenzialità non viene valorizzata perché l'egoismo impera nel mondo.


sabato 6 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISANOTEdi riferimento di riflessioneesviluppo delle tematiche.



Note- La condivisione come elemento centrale- L'economia come strumento di condivisione- Una rete aperta di informazione e formazione- L'etica cristiana come riferimento- Praticare i principi biblici di economia- Gruppo multidisciplinare nelle professioni e nei mestieri- Creare occupazione attraverso la condivisione- Fondamenti di etica cristiana nella condivisione- Valorizzare e rivalutare risorse e materie prime locali - Condivisione delle risorse e non profitto fine a sé stesso- Operare sulle motivazioni dell'attività imprenditoriale- Sviluppo di un codice deontologico cristiano nelle professioni- Riqualificare e riconvertire attività in crisi- Attività imprenditoriale auto-monitorata- Sviluppo di "filiere corte" di distribuzione- Rivalutare il Km 0 nel rapporto produttore-consumatore- Sviluppo di una scuola di pensiero sull'economia di condivisione.


venerdì 5 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA




IL CRISTIANO - L’ECONOMIA CONDIVISA. 
NELLA BIBBIA SI LEGGE:
 “POICHE’ NON V’ERA ALCUN BISOGNOSO FRA LORO” (ATTI 4:34).
“NONDIMENO, NON VI SARA’ ALCUN BISOGNOSO TRA VOI” (DEUTERONOMIO 15:4)

Nei due passaggi biblici si ribadisce il medesimo concetto in tempi  distanziati da millenni.
Questo dimostra che detto pensiero è stabile nei tempi biblici per l’uomo che ama e teme Dio.
Lo stesso pensiero deve essere una guida costante per il cristiano odierno.
Dalle considerazioni di cui sopra scaturisce il progetto DELL’ECONOMIA CONDIVISA.
L’obiettivo è il medesimo, ma per raggiungerlo occorre che nell’uomo vi sia la coscienza del principio della fraternità, il rispetto per il prossimo.
Con questa iniziativa si vuole dare una risposta ai vari bisogni che affliggono questa generazione, in particolare nel mondo del lavoro.
--------------------
Grazie, buona giornata anche a te.
L'uomo nella parola di Dio ( la bibbia) ha tutto quello che gli serve per vivere bene, ma pur potendo scegliere il bene non sceglie il bene.
L'uomo che ama Dio ed è' fedele alla parola di Dio è completo in se, non ha bisogno di regole umane, tratta le cose e le persone come creature di Dio perché ' il suo unico scopo è piacere a Dio...purtroppo se nel mondo c'è tanta fame e tanta sofferenza è perché la maggioranza dell'umanità non ama e non conosce Dio. 
Dio ti benedica

giovedì 4 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE- 
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

 

Genesi 29:15. Poi Labano disse a Giacobbe: Perché sei mio parente dovrai tu servirmi per nulla? Dimmi quale dev'essere il tuo salario.

Qui vediamo come il corrispettivo del servizio reso ad altrui veniva retribuito.
La particolarità sta nel fatto che il servito chiede al servo quale dovrà essere il salario per il servizio reso.
Il servizio reso per nulla non era concepibile, anche se vi era in mezzo la parentela.
L'accordo iniziale previene la conflittualità; il rapporto fraterno nel mondo dell'economia deve essere la costante nel mondo cristiano.

L'AMORE FRATERNO ANCHE NELL'ECONOMIA E' UNO DEI PILASTRI DEL NOSTRO PROGETTO NELLA CONDIVISIONE DEL BENE COMUNE.

sabato 2 agosto 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Un/una lettore/lettrice scrive:

 
Cambierei due cose. 

1. Le parole economia e condiviso, sono due concetti estranei all uomo.
Se uno non è un raggioniere, la parola economia è come guardare la tinta asciugare, così alla stragrande maggioranza di troll di siti e fb, non lo darebbero uno sguardo.
Anche la parola condivisa, è un concetto estraneo per l'uomo naturale, e al meglio, fastidioso per il credente.
Le altre parole che usi per descrivere il blog, tipo miseria, povertà, ricchezza e lusso, creano così tanto malessere mentale, solo leggendo le prime due, così affiancate alle secondo, la mente e la coscienza umana va in blocco.
Risultato, stare alla larga da questo blog.
Se posso, ti consiglierei di tenere l'obbiettivo com'è, cioè le parole veritiere appena discusse, ma di cambiare l'approccio al soggetto. 

Mi spiego.


Il blog va bene così, ma attira il lettore e scrittore non in una maniera così diretta.
Invece di condivisione prossima, o bene comune, aganciati a promozione tipo del FT, o a chi si trova già a parlare del sogetto però proponendolo in una maniera che attira il lettore.
Prova a fare un giro sulle pagine di Financial Times, Bloomberg, Business and Markets, e copia la metodologia di presentazione loro, che devono già vendere un soggetto ed idee difficili di per se. 

Io magari lo chiamerei tipo Tesoro perduto, o, perle nascoste... non so se ho reso l'idea.
Questo è solo la mia oppinione fratello, così spero che non ti ho offeso, il contenuto e lo spirito, ed il soggetto sono giustissimi, devi trasformare la presentazione e"l'addescamento" o la vendita per modo di dire... Benedizioni fratello, e fammi sapere  cosa ne pensi.
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Caro fratello, in effetti il tuo discorso va bene per prodotti pubblicitari e simili; noi non vendiamo Gesù, non vendiamo la Parola, ma cerchiamo di far intendere, ai credenti e non credenti, cosa significhi" CONDIVISIONE".
E' molto di più del dare.
Noi vogliamo coinvolgere con lo stesso Evangelo, senza applicare misure d'impatto per un pubblico che deve essere "catturato" come tu dici, o "adescato", parole non certo bibliche.
Mai si parla in questi termini nella Bibbia; bensì di proclamazione, espansione, predicazione, ecc.
Siamo ben felici di essere guidati dallo Spirito Santo per quanto riguarda i nostri articoli e vogliamo dare sempre gloria a Dio...sempre. DTBG


giovedì 31 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAI lettori scrivono:


L'unica cosa da dare agli africani è una marea di preservativi o castrarli alla nascita. 

Cosa serve fare tanti bambini se non hanno nulla da dare sfamarli è una cosa assurda

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La mortalità infantile in quei paesi è molto alta( a causa di carestie, malattie e guerre) solo i più forti sopravvivono!
Dovranno a loro volta garantire la sopravvivenza dei genitori quando non saranno più in grado di procurarsi il cibo!

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Bisogna riflettere ed agire.

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 Continua a riflettere allora.

venerdì 25 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA CONDIVISA – 3° STADIO
NELL’ECONOMIA DI CONDIVISIONE IL 3° STADIO RIGUARDA L’ECONOMIA DI SERVIZIO.



Nell’economia di servizio i diritti personali sono sostituiti dai doveri relativi alla regolazione della vita.
La scala dei valori serve a misurare il benessere degli altri piuttosto che il proprio piacere.
La persona deve essere creativa e deve cercare di realizzare in prima persona esperimenti su piccola scala.
Ciò è possibile se sentiamo come nostri i bisogni altrui più che i nostri, occorre avere il senso materno o paterno nella protezione degli indifesi e far propria l’intera famiglia umana.
Grazie a questo spirito di servizio possiamo trovare una soluzione ai mali di cui soffre la nostra società in momento particolare di crisi economica.
I nostri governanti dovrebbero provare sulla propria pelle le conseguenze dell’attuale crisi e privarsi dei privilegi .
L’ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE DEVE VALERE ANCHE PER LORO ALTRIMENTI SIAMO IN PRESENZA DI UNA ECONOMIA PARASSITARIA CHE AGGREDISCE I PIU’ DEBOLI, IN VIOLAZIONE DEI PRINCIPI CRISTIANI.

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA 
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:


Nella parabola dei talenti Gesù elogia i servi fedeli di un padrone che ha dato loro dei beni da far fruttare mentre condanna duramente il servo che non lo ha fatto.
Il quel caso Gesù elogia coloro che hanno migliorato la loro condizione di partenza e che pur potendo far leva sull'assenza prolungata del padrone non ne hanno tradito la fiducia.
Gesù, contrariamente a certa tradizione cristiana non solo non condanna la ricchezza ma nemmeno il lavoro che per molti secoli soprattutto in ambito cattolico è stato disprezzato perché considerato attività servile mentre la Riforma protestante ribalta il concetto ed infatti coloro che hanno accolto la Riforma non hanno cambiato religioni ma le loro menti ed i loro cuori facendo fare alle società di cui facevano parte dei progressi fino ad allora impensabili a cominciare dalla scolarizzazione necessaria perché ognuno doveva poter commentare liberamente la Bibbia.
Da qui nasce la mia idea di condivisione come arricchimento proprio perché presente nell'Evangelo.
Ognuno di noi è chiamato a migliorarsi per offrire il meglio di sé agli altri; dobbiamo essere individui migliori per poter dare agli altri quanto abbiamo di meglio perché le persone migliori danno vita a società migliori e libere mentre società fondate sul pauperismo e magari sull'ignoranza finiscono per diventare preda di dittatori che sfrutteranno sempre a loro vantaggio le condizioni di disagio delle persone lungi dal migliorarle.
Ma l'esempio più grande e supremo di condivisione ce lo danno proprio Dio stesso e Gesù: Dio offre Suo Figlio agli Uomini e Gesù porta sulla croce tutte le nostre colpe per tornare vincitore e con questo tracciare il sentiero che dovremmo percorrere.
Giampaolo Usai


giovedì 24 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:


Molti pensano che la condivisione sia una mortificazione cioè perdere qualche cosa a vantaggio di qualcuno privandosene, non è così; nell'Evangelo si parla spesso di condivisione ma mai intesa come privazione ma al contrario come arricchimento: Gesù dice: "ama il prossimo tuo come te stesso" dando per scontato che ognuno ami almeno sé stesso ma la forma d'amore di cui parlava Gesù non era volta alle ricchezze materiali ma al miglioramento di ognuno.
Gesù è consapevole di vivere in un mondo in cui il benessere materiale conti più di tutto e per ciò la sua proposta è rivoluzionaria e non è nemmeno vero infatti che condanni la ricchezza, lui anzi condanna i ricchi del tempo perché vivono di rendita anche se certa tradizione cristiana sembra far dire a Gesù che la ricchezza sia da condannare in quanto tale.
Il denaro non può essere divinizzato e la famosa frase: "date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio" chiarisce definitivamente il concetto e cioè che il denaro debba essere un mezzo e non un fine e vada in ogni caso usato per fini propri. Nelle parabole si fa spesso riferimento al denaro: in quella del padrone della vigna che cerca degli operai a giornata e tanto ai primi arrivati che agli ultimi da la stessa paga e Gesù in quell'occasione parla anche di libertà perché fa dire al padrone: "forse che non posso disporre dei miei beni come meglio credo"  ed il padrone stesso ricorda ai lavoranti gli accordi presi con loro. 

Quell'uomo non si è privato di alcunché perché ha chiamato degli operai e li ha pagati secondo precisi accordi.
Giampaolo Usai

mercoledì 23 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA 
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/58.


Vorrei partecipare a questo convegno nazionale, penso veramente se mi reggono le forze, e tutto il fiato che ciò nei miei polmoni farei moltiplicare i pesci, quello che voglio dire farei moltiplicare per 7 volte il potere, sette volte e un potere biblico, e dico questo per chi ci crede profondamente.
Il potere politico lo può svolgere solo chi c'è la
Il sostegno alle famiglie e già stato scritto, ma...
Le economie se saranno condivise saranno una vera rivoluzione di riqualificazione per mettere il nostro mondo, ha ripulire l'inquinamento, del aria, cielo , terra, fuoco, che sarebbero le energie alternative che producono il fuoco per riscaldare le case, questo è un esempio, volete volare con Aeri più moderni che non inquinano, sfruttare, l'aria sfruttare i motori oliche sugli Aeri, sfruttare i panelli solari, sfruttare anche l energie che fa girare il nostro pianeta e si può anche andare oltre l'universo stellato, per scoprire il pianeta più grosso che vede l'occhio umano, sono la bellezza di 26 anni che spingono a farsi trovare  a l'appuntamento per poter spingere e fare ripartire l'economia alternativa, l'economia anche alternativa deve essere considerata a tutti gli effetti, per far cambiare le caldaie in tutti i stabili in tutto il mondo, e un grossissimo impegno e anche un grossissimo lavoro di occupazione di progresso e di rilancio di lavoro di economia
Sana e matura, mi fermo qui perché non c'è spazio, per scrivere.


giovedì 17 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA 
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/44.


6) LAVORO PER I NUOVI CREDENTI: dobbiamo avere una cura particolare per coloro che hanno il coraggio morale di accettare la verità e che per questo possono perdere il loro lavoro.
Essi non devono essere lasciati senza aiuto.
7) NON FAVORIRE LA PIGRIZIA: Alcuni non sanno negarsi nulla, né economizzare per tenersi fuori dai debiti e mettere da parte qualcosa per il momento del bisogno.
Essi sono in errore; non sono i poveri del Signore.
8) UFFICI DI CONDIVISIONE: istituire uffici di diaconato a livello locale e nazionale dove le persone possono condividere le loro esigenze con altri credenti e con coloro che le possono soddisfare; una sorta d’incontro tra domanda e offerta.
Questo farebbe risparmiare ai credenti molto denaro.
9) SOSTENERE I POVERI: utilizzare il denaro con saggezza per aiutare le vedove, gli orfani, gli affamati e gli altri che sono privi di mezzi per prendersi cura dei loro bisogni di base e dare loro la possibilità di migliorare la loro vita.
10) RICCHI: incoraggiare i ricchi a fare offerte e/o mettere a disposizione i loro beni che altrimenti rimarrebbero improduttivi.
11) ACQUISTI RECIPROCI: incoraggiare le persone a comprare da aziende di credenti, se possibile.
Queste sono alcune cose pratiche che penso si possano fare coerentemente con i principi della Bibbia.

mercoledì 16 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA 


RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA


Argentino Quintavalle/43.



2) FORMAZIONE: aiutare i credenti a comprendere i principi della gestione cristiana.
Insegnare alla gente come pensare a quello che vogliono rispetto a quello di cui hanno veramente bisogno.
Insegnare alla gente il fatto che tutta la ricchezza viene dalla terra e dalle risorse della natura.
Pertanto, tutta la ricchezza deriva da Dio e deve essere utilizzata per la sua gloria.
Noi siamo solo amministratori.
3) PRO-INDIPENDENZA: aiutare le persone a diventare indipendenti.
4) CONDIVISIONE DEI PRINCIPI ECONOMICI BIBLICI: cercare di mostrare ai governanti la fonte dei problemi economici, in modo che possano fare qualcosa per riconoscere che tutti hanno il diritto di essere aiutati.
5) INCORAGGIARE LE IMPRESE CRISTIANE: investire in risorse umane senza sfruttare.
Gestire le proprie attività secondo principi cristiani.


domenica 13 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA – NON VIOLENTA
PREVENIRE I CONFLITTI SOCIALI, NAZIONALI ED INTERNAZIONALI.
UNA LETTRICE SCRIVE:



Una delle tante domande è: quale è l’origine del conflitto? 

Le cause che l’hanno determinato quali sono?
Spesso, non sempre, la causa trae origine dal fattore economico e quindi dall’egoismo dell’uomo che mira a sottrarre al prossimo qualcosa con la prepotenza o con l’inganno.
Quando parliamo di economia parassitaria e di economia predatoria dimentichiamo che queste economie hanno
intrinsecamente una potenziale conflittualità.
Come prevenire la potenziale guerra?
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Il rimedio c’è, passare dalle economie parassitarie o predatorie ad economie di servizio che è l’economia della condivisione secondo i principi biblici.


L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISAUNA LETTRICE SCRIVE:
 

"Carissimi, amatevi gli uni gli altri, non a parole, ma con i fatti e nella verità.
Solo chi ama è vero figlio di Dio, perché Dio è amore." (prima lettera di Giovanni, 4, 7-8).
Gesù insegna che Dio è il Padre suo e il Padre nostro, e noi siamo tutti fratelli.
In famiglia, nell'amore, nella pace nella solidarietà, nella fratellanza e quindi nella condivisione si manifesta, vive e cresce l'amore di Gesù. Beato chi dona con cuore generoso.
Le parole di preghiera non bastano, se il nostro cuore è lontano da Dio, avviciniamoci a Lui il più possibile, seguendo il suo esempio.
Quando lo Spirito di Gesù è con noi, ogni cosa che facciamo diventa preghiera e noi adoriamo Dio, benediciamo il suo santo nome, facciamo la sua volontà.
Solo un concetto di economia condivisa in senso biblico può piacere al Signore, Egli ci guida come un maestro e un buon pastore.
Non lasciamoci sopraffare dall'egoismo, ma accogliamo e condividiamo ogni risorsa per crescere e prosperare nelle ricchezze che il Signore vorrà donarci.
katya venga


giovedì 10 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Un lettore scrive:
 

Anche se mi sento piuttosto lontano da concetti di tipo cristiano in ambito di potere temporale (se penso alla chiesa dell'ultimo ventennio...) mi trovo estremamente d'accordo con il concetto dell'egoismo e aggiungerei che l'avidità oltre che l'egoismo ha generato quello che accade tutti i giorni nel mondo globale.
Siamo nell'era dello sharing ma vediamo come i poteri forti del danaro in virtù della loro avidità e del loro egoismo, mettano in un collettivo disastro intere nazioni.
Se non si diffonderà il concetto che la condivisione e una adeguata forma di capitalismo collettivo sono un bene per tutti non potremo mai vedere uscire dal loop nel quale ormai dal 2004/2005 in varie forme ci stiamo trovando tutti.
L'alternativa è la catastrofe purtroppo perché questa avidità non guarda al futuro, non gliene importa nulla del futuro.
Come qualcuno di molto autorevole diceva: il futuro sarà una gara tra il progresso e la catastrofe.